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#17 Punta Campanella con Punta Campanella Diving Center

Ieri pomeriggio, al rientro a casa dopo il lavoro, i miei familiari mi avvisano di aver ritirato un pacco dal corriere che ora è sulla mia scrivania … ne conosco ovviamente il contenuto … ed è arrivato in tempo … lo apro subito perché dentro c’è il nuovo oblò microdome da 3,3” con attacco Nauticam, realizzato da Isotecnic. Non posso resistere e immediatamente mi metto ad assemblare la fotocamera, inserendo prima il Sigma 15 mm e poi il Tokina 10-17 mm, lasciando montato quest’ultimo.

Oggi si conclude ufficialmente la “Collezione” di fotosub Autunno-Inverno (fatta principalmente da immersioni notturne da terra) ed inizia quella Primavera-Estate (costituita da immersioni prevalentemente diurne con il diving).

La sveglia suona alle 7. Vado a fare colazione e poi inizio a preparare lo scafandro Nauticam NA-D850 ed i flash ONEUW 160X. Alle 8 scendo di casa, passo in garage a prendere la muta stagna in neoprene ma non mi accorgo di aver dimenticato gli scarponi per proteggere i calzari. Una quindicina di minuti dopo sono già sullo scooter con direzione Massa Lubrense.

Il cielo è coperto ma il mare è molto calmo. Arrivo a Marina della Lobra alle 8:30 con mezz’ora di anticipo sull’appuntamento. Non è possibile accedere al piazzale e sono costretto a trasportare la mia attrezzatura fino al diving. Approfitto per scattare una foto ricordo con tre irriducibili “pilastri” della subacquea napoletana, augurandomi di poter essere anch’io come loro! Ci sono tutti i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Andrea, Gianluigi, Salvatore ed Antonella che non vedevo da lungo tempo. Ho portato in dono ai miei amici alcune maschere vinte ad un concorso fotografico, loro ne avranno sicuramente necessità durante la loro stagione lavorativa. Passiamo a prendere un caffè al bar e lentamente ci prepariamo a salire su Marangone.

Andrea sfoggia la sua nuova muta stagna Santi personalizzata con il simpatico ed indovinatissimo pseudonimo “Gesub”, Lisa resterà in barca, mentre Gianluigi entrerà in acqua con alcuni clienti stranieri. Verso le 10, quando siamo pronti a salpare,  arriva Mimmo Roscigno con la sua moto. Non può scendere in acqua perché è raffreddato da giorni, ma viene in barca con noi a farci compagnia e … scattare qualche foto ricordo.

Il cielo continua ad essere coperto ed il mare resta calmo, anche se si inizia ad alzare un poco di vento. Arrivati a Punta Campanella, in superficie ci sono tante piccolissime meduse. Con nostra sorpresa c’è anche un gozzo con un signore intento a pescare i polpi in zona B dell’A.M.P.!

Gianluigi immediatamente lo riprende ed è difficile convincerlo ad andar via. Mi preparo e mi tuffo con Salvatore, l’acqua è torbida. Andiamo verso gli scogli profondi ed isolati che sono alla base del faro. C’è una grande rete professionale ancora in pesca nonostante l’orario per salparle sia già passato da ore. Fortunatamente dentro non c’è nulla. Dopo un breve giro risaliamo verso la parete a ridosso del faraglione. Il mio occhio si posa su un trio di sciarrani che puntano un polpo. E’ ben mimetizzato e non lo avrei mai visto senza le “sentinelle”. I pesci si allontanano disturbati dalla mia presenza, anche il polpo, sentitosi “scoperto” fugge via in una spaccatura profonda e più sicura.

Lascio qui il mio amico Salvatore a fotografare, mentre io mi sposto verso il  grottino dove ci sono gli Apogon imberbis, ma stranamente quando arrivo dopo qualche minuto di navigazione subacquea, lo trovo praticamente vuoto. Ci sono solo pochi esemplari nella parte più buia e remota della piccola cavità e non mi spiego il perché!

Torno indietro e allora mi dedico ad effettuare delle prove del nuovo giocattolo, provandolo sia in FX che in DX con discreto successo.

E’ ora di tornare in superficie, il computer mi segnala che posso risalire e così provo a scattare qualche foto alle meduse ed al macroplancton che è stato sospinto sotto costa dalle correnti marine. Non  ho gioco facile perché sono piccolissime e difficili da mettere a fuoco, hanno i tentacoli molto lunghi e la leggera risacca che c’è mi disturba abbastanza, facendomi venire il mal di mare.

Ritorniamo al diving e appena sbarcato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta e la fotocamera tra le mani. Lavo tutto sommariamente, provvederò poi a farlo a casa. Assaggio qualche  dolcetto offerto dai miei amici e dopo averli salutati ed augurato una Buona Pasqua a tutti, mi metto in viaggio verso casa alle 13.  Non vado subito a pranzare, prima provvedo a lavare accuratamente le attrezzature, poi mi stendo sul divano per guardare le partite in tv ma inesorabilmente mi addormento dopo pochi minuti, rilassato e soddisfatto.

#16 Praiano con Salvatore Lauro

Il programma del sabato mattina comprendeva un’uscita con partenza dalla Lega Navale Italiana di Napoli per andare a fotografare quella parte del golfo, a me lontana. Le cattive condizioni dell’acqua mi hanno suggerito di abortirla per tornare quando l’acqua sarà più limpida. Mentre venerdì sera sono al computer a sistemare qualche foto dell’archivio, mi arriva un messaggio di “sfottò” dei miei amici Raffaele, Nicola ed Antonella che sono andati a fare compagnia al mio amico Domy a Saline Joniche.  Ricambio i saluti, rimproverandoli di non avermi avvisato! Quasi in contemporanea, mi scrive anche Salvatore Lauro che mi invita ad andare con lui a Praiano.

L’appuntamento è per le 8 e quindi metto la sveglia alle 6:40 per essere pronto per tempo. Faccio colazione, sistemo la fotocamera e con anticipo alle 7:45 scendo sotto casa per aspettare Salvatore. Anche lui è in anticipo e arriva poco dopo. Carichiamo la mia attrezzatura e partiamo, ovviamente dopo aver inviato un nuovo messaggio agli amici dell’Associazione Cousteau con relativa foto “dedica”.

Lungo la strada statale amalfitana il mare è calmissimo, c’è anche molta foschia nonostante il bel sole primaverile. Arriviamo a Praiano in una cinquantina di minuti e parcheggiamo nel piazzale, portiamo le attrezzature in spiaggia e ci vestiamo. Verso le 9:20 entriamo in acqua; è molto fredda e non molto limpida. 

Ci dirigiamo verso destra, sorvoliamo il sabbione dove ci sono tanti rifiuti antropici. Presto molta attenzione al fondale con la speranza di individuare l’antenna di una rana pescatrice ma sembra non esserci. Arriviamo sulla parete rocciosa dove ci sono famiglie di Apogon imberbis, andiamo oltre sorvolando le “chiazze” di Posidonia oceanica, sulla roccia c’è qualche gorgonia gialla. Guardiamo nelle fenditure in cerca di qualche gattuccio o aragosta ma non siamo fortunati. 

Iniziamo il rientro verso terra dopo un’oretta e negli ultimi metri faccio una scoperta sensazionale!
Una enorme “manta oceanica”  riposa sul fondo! Ah no! Non è una manta, ma solo una enorme borsa telata che si utilizza per il materiale di risulta in edilizia!
Insieme a lei ci sono anche tantissimi elementi metallici, l’abitudine di smaltire in mare il materiale di risulta è ancora troppo radicata! Che peccato, sarà necessario organizzare quanto prima una pulizia dei fondali per rimuovere tutto questo materiale.

Il mare è calmissimo come descritto, è l’occasione per scattare qualche foto proprio sotto il pelo dell’acqua, ammirando lo scenario meraviglioso che traspare.

 Alle 11 circa, dopo un caffè al bar, ci mettiamo in moto verso Sorrento.  Verso le 12 Salvatore mi lascia sotto casa. Sistemo tutto fuori al balcone ed effettuo il lavaggio, poi mi distendo sul divano a riposare un poco  prima di pranzare con la famiglia. Nel pomeriggio accendo il computer e scarico le foto in attesa di guardare le qualifiche del GP di F1 in televisione.

In ogni caso, dopo un ventennio di intervallo dall’ultima immersione in questo posto, ho effettuato una bella passeggiata subacquea e terrestre con il mio amico Salvatore.

#14 Cala di Puolo con Antonella, Nicola e Salvatore

Venerdì mattina mi sveglio alle 6:40, devo avvompagnare mia figlia Lidia che entra prima delle 8. La lascio davanti alla scuola e me ne vado a lavorare a Napoli dove ho appuntamento con il mio collega Vincenzo Alvigi. Il cielo è nuvoloso e c’è tanta foschia, ma la temperatura è di quasi 20°C. Tornato a casa, in serata preparo tutto l’occorrente per andare in acqua e alle 19 scendo a Marina Grande ma non c’è modo di parcheggiare, è venerdì sera ed i ristoranti sono aperti in previsione del weekend. Il vento da Nord-Est comincia a soffiare sempre di più ed il mare si è agitato. Dopo qualche minuto di dubbio, pur avendo trovato da parcheggiare in un altro punto, più scomodo e distante del solito, alla fine desisto, vedendo che le condizioni meteomarine sono in peggioramento. Riporto tutto a casa e “sgonfio” lo scafandro eliminando il sottovuoto. Avevo sostituito l’obiettivo e montato il Sigma 15 mm con il minidome.

Non mi perdo d’animo ed immediatamente mando un messaggio al mio amico Nicola Merlino per capire il loro programma per l’indomani. Concordo l’uscita con lui per Sabato mattina a Praiano, sento anche Salvatore Lauro che mi verrà a prendere alle 8 sotto casa …

Stamattina appena sveglio guardo fuori dalla finestra e vedo l’asfalto bagnato a causa di una per leggera pioggia. Vado a fare la colazione e poi vado a prepararmi. Richiudo lo scafandro sottovuoto ed aspetto che si faccia ora per scendere. Non mi accorgo di una telefonata di Nicola che mi avvisa di un cambio di programma … si va a Puolo perché a Praiano il mare è mosso.

Arriva Salvatore in perfetto orario, passiamo al garage a prendere la mia attrezzatura e ci avviamo a Cala di Puolo dove arriviamo alle 8:30. Il mare è calmo ma persiste una leggera pioggia. Aspettiamo che arrivino Nicola ed Antonella e alle 9 iniziamo a portare le pesanti attrezzature nei pressi della scogliera. Completiamo la vestizione e alle 9:30 siamo in acqua. E’  molto fredda e abbastanza torbida. La pioggia continua. 

Sorvoliamo il sabbione dove c’è un capone ubriaco poco collaborativo, una sogliola con dietro un rombo che vedo solo al computer, recupero alcune esche artificiali e raggiungo la parete rocciosa. Scatto qualche foto alle gorgonie, alle margherite di mare e alla posidonia. Ben presto torno verso terra dopo aver avvisato i miei compagni;  durante il ritorno vado in cerca di una rana pescatrice, in questo periodo è possibile l’incontro in questo posto. Non sono fortunato. Termino l’immersione scattando qualche foto ai rifiuti sottomarini e ai cefali che sono a pelo d’acqua. Ben presto arriva Nicola, poi Antonella e infine Salvatore.

Lascio pinne e fotocamera sulla spiaggia, risalgo le scalette e a fatica e porto la bombola all’auto. Quando torno indietro a prendere il materiale mancante, Nicola vi riferisce di aver recuperato la mia maschera che era mi caduta in acqua e che avevo perso. Grande NIK!

Ci svestiamo sotto una leggerissima pioggia ed al termine scattiamo il selfie ricordo.  Risaliamo lungo la stradina ed arriviamo nella curva “maledetta” dove incontriamo la solita difficoltà, accentuata dall’asfalto bagnato. La Fiat Punto di Salvatore ha problemi di aderenza, allora scendo dall’auto e mi appoggio su cofano e così riusciamo a superare l’ostacolo fino ad arrivare in cima alla salita. Anche Nicola con la sua Audi station wagon non riesce a superare il punto. Avviso Salvatore e scendiamo a spingere l’auto in modo da superare il punto critico. Tutto bene, ci salutiamo e rientriamo verso Sorrento. Io e Salvatore passiamo da Maresca Sport per lasciare le bombole scariche, poi mi accompagna al garage e a casa. 

Piove ancora ma io lavo lo stesso l’attrezzatura fuori al balcone e la stendo … ad asciugare sotto la pioggia, che importa! Sono le 12 quando mi lancio sotto la doccia. Poi, mentre aspetto che sia pronto il pranzo, inizio a guardare le prove libere del GP di F1. Al termine del pranzo mi stendo sul divano a guardare la partita in tv e poi alle 16 le  qualifiche con Charles Leclerc che conquista la Pole Position!

 

#59 Banco di Santa Croce con Raffaele Scrofani

Anche l’ultimo giorno dell’anno 2021 la sveglia suona “piacevolmente” alle 6:40.  Nel cielo è ancora visibile l’ultimo quarto di luna e mentre mi preparo per la prima colazione, sento il suono d’allarme dal sensore di riempimento del bicchiere dello schiumatoio del mio acquario marino tropicale. Provvedo a svuotare il nauseabondo contenuto e mi siedo a mangiare lo yogurt 0,1% con i cereali come ogni  mattina. 

Mi vesto, vado a chiudere lo scafandro Nauticam per sistemarlo all’interno del borsone Fotosub-Shop e poi scendo a riporre il tutto nell’auto. Passo per il garage a riprendere la muta ed il sottomuta che però trovo ancora bagnato. Ho commesso un grave errore a lasciarlo in garage ad asciugare.  

Alle 8 mi metto in viaggio verso Castellammare di Stabia,  45 minuti dopo sono al Bikini Diving, all’interno del porto turistico di Marina di Stabia, ma segnalo di aver attraversato la strada che costeggia il fiume Sarno talmente dissestata da far invidia ad una tappa della Parigi-Dakar.

La prima persona che incontro nel parcheggio è Francesco Cortese che mi “dona” una foglia invitandomi a fotografarla come ha fatto lui il giorno precedente. Al diving sono presenti anche i miei amici Salvatore Lauro, Raffaele Scrofani e Raffaele Pisani ed è un gran piacere chiudere l’anno con loro. La giornata è magnifica, soleggiata e con circa 17°C anche se quando sono salito in auto il termometro segnava 8°C.

Completiamo la vestizione e alle 10 siamo in acqua. Io sono sul gommone n.1 con Raffaele Scrofani e Salvatore Lauro  mentre Raffaele Pisani è sull’altro battello. Ovviamente non può mancare un selfie ricordo.

Ormeggiamo alla boa della Secca Principale; mi tuffo ed inizio a scattare qualche foto alla foglia di “Francesco” mentre aspetto che i fotografi siano pronti. Quando scendiamo nell’acqua abbastanza torbida, andiamo in direzione della Secca di Terra. Lo spettacolo è sempre garantito dalla rigogliosa vita bentonica, ma il Banco di Santa Croce in inverno è molto diverso dalla versione estiva. Si vede qualche cernia bruna ed anche una coppia di bellissimi scorfani anche se  non si osservano i dentici ed gli altri predatori pelagici che solitamente incontriamo nell’acqua calda estiva.

Un problema al pulsante di gonfiaggio del GAV che continua a pompare aria nel sacco, mi crea un grande disagio in immersione e mi costringe a svuotarlo continuamente e quindi a sprecare una gran quantità del Nitrox 32% che ho nella bombola. Controllo il manometro e sono già a 100 bar dopo una ventina di minuti d’immersione. Nell’andare ad avvisare i miei compagni del problema che ho riscontrato, inizio anche a fare fatica, quasi ad avere il fiato corto … segnalo ai miei amici che è il caso di rientrare alla Secca Principale ma la visibilità e la scarsa lucidità del momento mi fa sbagliare direzione tanto da raggiungere il “panettone” errato … torno indietro e cerco di riprendere il controllo … inizialmente ipotizzo di terminare l’immersione sulla catena della boa della Secca di Terra, ma dopo aver ripreso la completa gestione della situazione, seguo la corretta direzione e porto i miei amici sul “cappello” della Secca Principale.

Li lascio lì a divertirsi con le fotocamere a scattare immagini alla rigogliosa vita marina del posto, mentre io me ne vado sconsolato alla cima per terminare l’immersione dopo scarsi 45 minuti. La visibilità in superficie è migliorata e si vedono i gommoni ormeggiati. La scelta dell’uso di una miscela arricchita è stata azzeccata, infatti non ho minuti di decompressione da effettuare, ma solo una routinaria sosta di sicurezza, così posso risalire in superficie dopo poco, mentre i gabbiani si lasciano “massaggiare” dalle bollicine che raggiungono la superficie.

Aspetto il rientro a bordo dei miei amici “rinchiuso” nei miei pensieri … non era ciò che avevo sognato per concludere l’anno ma questo imprevisto è utile per allenare la mente a restare lucida e pronta ad effettuare le corrette scelte in situazioni anomale e di potenziale pericolo.

Tornati in porto, Francesco provvede a lavare tutte le attrezzature del gruppo direttamente in gommone,  noi facciamo lo stesso con le mute stagne e le fotocamere. Sistemo l’attrezzatura nelle borse e carico l’auto dopo aver telefonato a casa.

Saluto tutti e, avvisatomi di un possibile contatto con soggetto positivo, seguendo il consiglio dei miei familiari, in previsione della cena per la serata di Capodanno a casa di mio fratello,  decido di andare ad effettuare un tampone rapido direttamente in zona per essere più tranquillo, così come hanno fatto loro in mattinata.

Alle 14 la fila in farmacia non è lunga e mi sbrigo abbastanza presto, ritiro il mio referto negativo e torno verso casa abbastanza affamato.  Mangio qualcosina appena arrivato e, anche oggi, non ho dovuto penare per trovare posto all’auto. Sono le 15:30 quando mi stendo sul divano per riposare per un’oretta, poi vado a fare la doccia e alle 17 mi siedo al computer a guardare le foto scattate. Mentre le osservo e le sistemo, mi rilasso ascoltando alla radio l’ultima puntata del 2021 del programma sportivo calcistico #2inbianconero.

Si chiude un anno molto sofferto, la situazione sanitaria continua ad essere difficile e la strada non sembra ancora essere libera, ma guardando verso dietro sono tutto sommato soddisfatto del numero d’immersioni effettuate, con una media di poco superiore ad un tuffo a settimana. Senza aver avuto la possibilità di “accumulare” azoto in qualche viaggio subacqueo posso accontentarmi così, anche perché ho messo in archivio qualche bella foto e la cosa non guasta mai!

Auguro così, a tutti i miei amici e lettori di questi racconti, i migliori Auguri di Buon Anno 2022, sperando che sia ricco di salute, d’immersioni e di belle foto!