Marco Gargiulo

2013-03-22 Marina Grande

C’è poco da fare … VOLERE E’ POTERE!

Durante la settimana il meteo è stato pessimo, vento forte alternato a copiosa pioggia, mare agitato di colore marrone; il week end non promette nulla di buono ma, la caparbietà di due fotosub incalliti vince anche le avverse condizioni ambientali. Infatti dopo un susseguirsi di telefonate, finalmente mi raggiunge da Roma l’amico David, pronto per un tuffo notturno a Marina Grande.

Dopo il pit-stop a casa mia per posare la valigia, verso le 19:30 prepariamo le fotocamere attendendo che la notte scenda con la sua totale oscurità. Passiamo al garage verso le 20:30 a recuperare le bombole e la muta stagna e partiamo alla volta della Marina Grande di Sorrento per il primo tuffo in notturna in Mar Mediterraneo del mio amico romano. La serata è incredibilmente piacevole, dopo il brutto tempo di ieri, il mare calmo e apparentemente non così torbido come atteso. La responsabilità è grande per me, “battezzare” un grande fotografo come lui è un grandissimo onore … spero in una di quelle serate indimenticabili che il “mio” mare sa regalarmi ogni tanto!

Ci vestiamo sul molo, scambiando qualche parola con i curiosi che si avvicinano a noi mentre sistemiamo fotocamere ed attrezzature, con le immancabili domande pericolose: “Ma allora, l’acqua nello scafandro non entra proprio? Neache una goccia?”  Rispondiamo tranquillamente ma subito dopo, prima di entrare in acqua provvediamo ai rituali scongiuri! Scattiamo una foto con il telefonino e finalmente siamo in acqua. Nel porticciolo sembra apparentemente limpida, uscendo verso il largo in direzione della scogliera l’acqua invece è molto più torbida; decido allora di portarlo più a fondo in cerca di acqua migliore. Inizio la “caccia” di qualche soggetto interessante e subito trovo un piccolo gambero meccanico che fotografiamo insieme. Proseguiamo verso i 25 mt e sulla sabbi, mentre David fotografa triglie, perchie e sacchetti, incontro un piccolo granchio stecco, glielo mostro e mi allontano mentre i lampi dei suoi flash si susseguono con grande ritmo. A poca distanza sotto il fascio della mia torcia si materializza la sagoma di un enorme pesce lucertola parzialmente sepolto nel fango. Ci avviciniamo e dopo qualche scatto mi allontano per farlo lavorare in tranquillità. Paguri, cerianti, latterini, menole ma nessuno dei miei soggetti favoriti si lascia scovare! Non può finire così … Libero la mente e provo a concentrarmi per entrare in “contatto” con l’acqua e provo ad utilizzare il fluido magico che è necessario per l’occasione speciale! Detto … fatto!  Sulla via del ritorno dal fango fuoriesce il muso appuntito del serpente di mare. Immediatamente mi fermo spengo la luce e torno indietro a chiamare il mio amico. Lo strattono per trascinarlo nel punto dell’avvistamento, l’Ophisurus serpens è ancora lì con la testa appena fuori dal sedimento. Sono felicissimo, spero riesca ad immortalarlo a dovere! Nel frattempo incontro una coppia di Eupagurus prideauxi che si sposta sul fango tenendosi per “mano” ed una piccola seppia all’interno del porticciolo. Sono trascorse quasi due ore ma non manca il tempo di andare in cerca di un bel gambero vinaio.

Una volta in banchina raccolgo gli entusiastici commenti di David che aveva visto quest’animale solo sui libri del suo fotosub preferito, Laurent Ballesta, senza mai immaginare di poterlo incontrare e fotografare de visu. Rientriamo al garage dopo mezzanotte, sistemiamo le attrezzature e raggiungiamo casa dove mia moglie ci saluta prima di andare a dormire dopo aver preparato la cena. Divoriamo la quiche allo speck e fontina, la salsiccia con le patate … la mozzarella di bufala casertana e la gustosissima crostata preparata da Cristina, portate dal mio ospite. E’ l’una di notte, prepariamo il letto per David, proprio di fronte al grande acquario marino tropicale che campeggia in salone. Ora bisogna riposare per prepararsi al tuffo che faremo domattina, non abbiamo deciso dove … vediamo la notte cosa ci consiglia!

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