Marco Gargiulo

2012-12-27 Spiaggia Caterina

Dopo decine di SMS e “convocazioni” sui social network, finalmente trovo un compagno d’immersione per stasera! Il mare è ancora calmo e la temperatura dell’aria quasi primaverile, un delitto non tornare in acqua in cerca di cavallucci. L’attrezzatura è già pronta da ieri, non resta che attendere il rientro di mia moglie da lavoro e dal supermercato e via …

Al porto di Piano di Sorrento alle 19:00 mi attende Gaetano e l’inatteso Nicola, che ha deciso di aggregarsi a noi all’ultimo momento. Il vento ha girato quadrante leggermente e nel porticciolo antistante la spiaggia Caterina entra una leggera onda che però non disturba più di tanto la nostra entrata in acqua. La trasparenza è notevole, anche se non paragonabile a quella di domenica sera. Ci immergiamo sulla radura sabbiosa tra le “nacchere” e gli spirografi, facendo attenzione ad eventuali ippocampi abbarbicati alla loro base. La prima ora trascorre veloce senza particolari sussulti; restiamo il più possibile in contatto visivo luminoso cercando di scandagliare la maggior superficie possibile in cerca dei bizzarri pinnuti. La serata sembra non promettere nulla di buono, iniziamo il rientro attraversando una piccola prateria di posidonia … mi dedico allora a qualche scatto in controluce alle piume di uno spirografo giallo. Ad un tratto vedo Gaetano lampeggiarmi con insistenza … mi muovo subito in sua direzione e mi mostra sotto il raggio luminoso una piccolissima Sepiola rondeleti, un mollusco che non incontravo da un decennio! Whow, mi avvicino e scatto la prima foto sul fondo, poi la faccio spostare più in là dove l’acqua è più limpida per fotografarla al meglio … Non faccio a tempo ad immortalarla a dovere che un nuovo segnale mi arriva da Nicola … è lontano una decina di metri da noi, mentre lo raggiungiamo penso … “avrà trovato il cavalluccio marino?” … NO! Accidenti! E’ solo … un pesce San Pietro!! Mi lancio al suo inseguimento ed inizio a scattare, Gaetano e Nicola lo illuminano anche quando si allontana da me e non me lo fanno perdere nel buio della notte. Dopo una serie di scatti in ravvicinata, comincio a fotografarlo con il Micro Nikkor 60mm da lontano per renderlo nella sua strabiliante bellezza. Prima di salutarlo, provo alcuni scatti in controluce per “rifare” uno scatto molti anni addietro, ma senza lo sperato successo. Lo perdo e mi ricongiungo ai preziosi compagni d’immersione, con direzione spiaggia. Giunti a terra non posso che elogiare il prezioso lavoro di squadra invitandoli a replicare quanto prima. Durante il rientro al garage per sciacquare l’attrezzatura, una pioggerellina bagna la strada … giusto in tempo, dopo una memorabile immersione notturna!

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