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Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata odierna è stata bella densa di impegni, l’attrezzatura era pronta da giorni con il raffreddore intenso che mi ha “suggerito” di soprassedere. Finalmente in serata, dopo aver atteso il calare delle tenebre, riesco a programmare un’uscita a Marina Grande di Sorrento. Quando arrivo al borgo dei pescatori, centinaia di turisti occupano i tavolini dei vari ristoranti, trovare il posteggio per l’auto è un’impresa,  mi rendo quindi conto che non siamo ancora nel periodo a me particolarmente gradito, quando ritorna l’ora solare e le serate sono più fredde e tranquille.

L’acqua è ancora calda ma non limpidissima, scendo in acqua con i turisti che mi osservano incuriositi dalla mie lampade multicolor. Effettuo il mio classico giro, allungandomi ulteriormente verso la parete, vista la penuria di soggetti interessanti. Un piccolissimo polpo ed una bavosa hanno trovato rifugio in due delle tante bottiglie che ahimè si trovano sul fondo. Sono però impacciato dalla lunga assenza da mare e non riesco a rendere al meglio in queste due situazioni. I 120 minuti d’immersione sono dedicati per la metà ad un cavalluccio marino che ho trovato a basso fondale quando ero in procinto di rientrare a terra. Solo l’aria ormai a zero delle mie bombole mi ha costretto a salutarlo. E’ stata dura riuscire a fotografarlo a dovere con lo sonno di Fabio Iardino e la bassa profondità. Quando rientro a terra, i turisti mi salutano chiedendomi un classicissimo: “cosa ha pescato?”. Mostro loro sorridendo la mia fotocamera …. “i pesci sono tutti qui dentro!”

Puolo con Pietro, Edo e Mimmo – Immersione Notturna

Torno a Massa Lubrense dopo esser stato al mare con Lorenza e Lidia ed al supermarket con mia moglie, rientrata da lavoro, il vento è ancora teso ed il mare continua ad essere increspato. Ho sostituito l’obiettivo 105 mm con il più versatile 60 mm ed ho portato con me ancora lo snoot di Fabio Iardino con cui sto familiarizzando sempre più. Al diving sono tutti pronti, attendiamo che faccia buio e partiamo alla volta di Puolo dove ci immergeremo. Le onde sono formate e nella baia c’è tanto beccheggio e rollio. Al fine di evitare il mal di mare, scendo immediatamente dopo aver ancorato il gommone. Scendo lungo il pendio seguito da Pietro Formis e Mary, mentre Mimmo, Ivana ed Edoardo sono ancora in superficie. Segnalo qualche piccolo gronco delle baleari, poi alcuni calamari, infine un cappone ubriaco. Inizio a fotografarlo con lo snoot, quando arriva Pietro con il suo minidome gli lascio campo libero per fotografare con calma. Proseguo la ricerca sul pendio di qualche soggetto, ma questa sera lascia a desiderare per numero di incontri. Poco male, mi dedico a “snoottare” alcuni scorfanetti e qualche tordo addormentato tra le alghe. Dopo 80′ d’immersione, mentre Pietro è alle prese con un enorme tordo pavone con un parassita sulla coda, sono costretto ad avvisarlo che è tempo di risalire in barca e tornare a terra dove ci attende una magnifica pizza.

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving

Alcune gocce di pioggia cadono sulla sella del mio scooter quando mi metto in movimento per Massa Lubrense. Ho indossato anche una giacca di tuta per ripararmi dal vento freddo che continua incessante a soffiare. Il mare è ancora smosso dal grecale e le onde sono maggiori rispetto a ieri, fortunatamente le condizioni consentono comunque di uscire in mare, così ci dirigiamo allo Scoglio Penna, subito dietro Punta Campanella dove il mare è piatto. L’acqua è limpida e non c’è corrente. Mi tuffo per primo lasciando il gruppo intento alla vestizione. Mi dirigo con il mio 105 mm nei pressi del foro passante tra gli scogli e mi fermo a fotografare una famiglia di Apogon imberbis che staziona nei pressi di un grande masso che si trova lungo il pendio. Trascorro quasi tutta l’immersione tentando di fotografare in primo piano i rossi pinnuti, ma solo a casa mi accorgo che il selettore  della messa a fuoco si era spostato inavvertitamente sulla distanza minima di 50 cm! Controllo quindi l’orologio e sono trascorsi quasi i 60′ convenuti, risalgo così a bordo del gommone insieme al gruppo di clienti e ritorniamo alla base. Quando arriviamo al diving è finalmente arrivato l’amico Pietro Formis che è pronto ad uscire in mare con Edoardo e Mimmo con direzione Mitigliano.

Saluto tutti e vado al mare a Sorrento con le mie figlie, monitorando continuamente le condizioni meteomarine perché …. stasera si torna in acqua!

Punta Campanella con Lorenza

E’ dalla scorsa estate che non andavo in acqua con mia figlia Lorenza,  allora l’acqua era calda a 26 °C, la muta era solo una 2 mm e d’improvviso si avvistavano le mante! Oggi invece la temperatura è rigida, tira vento forte da nord (che ha reso limpidissima la vista del Golfo di Napoli con le sue isole) e Lorenza indossa la sua muta stagna.

Siamo partiti di primo mattino con lo scooter alla volta del Punta Campanella Diving Center dove mia figlia ha dato appuntamento al suo amico Guglielmo per immergersi come ai tempi del corso subacqueo.   Ho equipaggiato la fotocamera Nikon D7200 con il micro Nikkor 40 mm, due flash Inon Z240 e lo Snoot di Fabio Iardino per effettuare qualche scatto di prova in macrofotografia, non conoscendo il luogo d’immersione. Ci prepariamo al diving ed usciamo alla volta della Punta Campanella. Il mare è piatto, nonostante il vento,  tale da consentirci di raggiungere il sito d’immersione in pochi minuti. A bordo con Gianluigi ci sono anche le “girls” del Punta Campanella Diving: Claudia, Lisa, Rosy e Vittoria. Ormeggiamo alla boa sommersa e ci dividiamo in vari gruppetti, io sono con Lorenza, Rosy e Guglielmo, diretti verso il faraglione che si trova proprio sulla punta. Costeggiamo la parete mantenendola alla nostra destra, poi ritorniamo indietro sul pianoro, passando sulla “sella” che unisce il faraglione alla costa. E’ qui che trascorro gran parte del mio tempo a fotografare un piccolo polpo, alcuni scorfani ed un paguro. E’ passato molto tempo dall’ultima occasione in cui ho usato lo snoot ed ho qualche difficoltà per ritrovare il giusto feeling.  Dopo 60′ risaliamo a bordo ma la temperatura è sempre bassissima, ancora bagnati ci raffreddiamo ulteriormente nel rientrare velocemente in porto. Lorenza invece, benedice la sua scelta di un’immersione “asciutta”. Alle 12:00 siamo già intenti a sciacquare le attrezzature, pronti per tornare a Sorrento dove ci attendono mia moglie e la piccola Lidia per andare al mare!

Spiaggia Caterina con Rosario

Le condizioni meteo non sono ottimali, era prevista pioggia già dalle prime luci dell’alba,  fortunatamente gli orari non sono sempre attendibili …. Alle 7:30 accompagno mia figlia a scuola, per farla arrivare in tempo per il compito in classe alla prima ora e alle ore 8:00 sono già alla Spiaggia Caterina. Un sms per sapere Rosario a che punto è della Strada Statale Sorrentina, mentre preparo la mia attrezzatura sul tavolato dello stabilimento balneare Katarì. Sulla spiaggia ci sono solo i gabbiani, il cielo è plumbeo e promette pioggia a breve. Alle 8:45, con leggero ritardo, arriva il mio compagno. Il tempo di sistemare il tutto e siamo pronti a tuffarci nello specchio d’acqua riparato dallo scirocco che soffia forte. Anche oggi ho montato una configurazione estrema, con snoot su ambedue i flash Inon Z240 e la lente Subsee +10 sul micro nikkor 105mm.

L’acqua è abbastanza limpida, consideranti le piogge degli scorsi giorni. Faccio qualche metro ma un dubbio clamoroso mi assale …. “Ho chiuso l’auto?” Lascio fotocamera e bombola a Rosario e mi precipito fuori dall’acqua … L’auto era chiusa! Vabbè, meglio controllare ….

Ritorno in acqua mentre Rosario è intento a fotografare un rombo, lo raggiungo e mi fermo a fotografare la bavosa nel tubo che avevo già visto nella precedente immersione alla Spiaggia Caterina. Sulla sabbia, poco distante, una piccola tracina si lascia avvicinare senza fuggire. Poco dopo un esemplare molto più grande ci da del filo da torcere per lasciarsi immortalare, saltando via continuamente per sotterrarsi poco distante. E’ in questo momento che ci perdiamo … Dopo circa 60 minuti risalgo in superficie per osservare le bolle di Rosario, ma non riesco ad individuarle … proseguo il mio giro tra gli spirografi e le nacchere di mare, fin quando incontro un bel paguro bernardo. A questo punto mi dedico a lui fino al termine dell’immersione, per riuscire a fotografarlo in primissimo piano.

Rientro a terra e mi spoglio, di Rosario ancora nessuna traccia, inizio a preoccuparmi ma, dopo pochi minuti, vedo le sue bolle fuoriuscire a ridosso della scogliera. Bene così, ma la prossima volta dovremo prestate più attenzione, anche perché potrei essermi perso io qualcosa di molto interessante! Infatti al suo rientro a terra mi mostra la foto bella di una coppia di bavose in amore, bravo! Non resta che salutarsi mentre inizia una intensa pioggia che si protrarrà per tutto il pomeriggio.

Spiaggia Caterina con Rosario

Le previsioni meteo per oggi portano pioggia intensa e vento forte di scirocco …. ed infatti i collegamenti con le isole del Golfo di Napoli sono interrotti, ma fortunatamente non piove, quindi … alla Spiaggia Caterina si può andare in acqua! Infatti, dopo una settimana di contatti telefonici e dopo il consulto “live” delle ore 7:00, decidiamo di andare  a fare un tuffo. Il mio compagno d’immersione è Rosario Scariati, mentre Mimmo Roscigno, con improvvisi problemi tecnici alla fotocamera, decide di desistere per questa volta. Alle 8:00 raggiungo la spiaggia e parcheggio l’auto, Rosario arriva dopo pochi minuti, ci vestiamo mentre una leggera pioggerella cade sullo specchio d’acqua in cui ci immergeremo. L’acqua è limpida, ma molto fredda. Iniziamo il nostro giro costeggiando la scogliera, subito vedo Rosario intento a fotografare una seppia. Oggi ho montato sul flash Inon Z240 uno snoot con le  “corna” da usare con la lente subsee +10 ed il 105 micro nikkor e quindi mi dedico ad effettuare delle prove su soggetti statici. Ad un certo punto, però, dopo esserci persi di vista per un poco, incontro un bel polpo moscardino Eledone moscata che non subito si lascia fotografare, spaventato inizialmente dai miei movimenti poco furtivi.  Il tempo trascorre senza accorgercene e dopo oltre 140′ decidiamo di rientrare a terra. Proprio una bella giornata di mare, rubata alle avverse condizioni meteo, il modo migliore per trascorrere una domenica invernale.

2012-12-27 Spiaggia Caterina

Dopo decine di SMS e “convocazioni” sui social network, finalmente trovo un compagno d’immersione per stasera! Il mare è ancora calmo e la temperatura dell’aria quasi primaverile, un delitto non tornare in acqua in cerca di cavallucci. L’attrezzatura è già pronta da ieri, non resta che attendere il rientro di mia moglie da lavoro e dal supermercato e via …

Al porto di Piano di Sorrento alle 19:00 mi attende Gaetano e l’inatteso Nicola, che ha deciso di aggregarsi a noi all’ultimo momento. Il vento ha girato quadrante leggermente e nel porticciolo antistante la spiaggia Caterina entra una leggera onda che però non disturba più di tanto la nostra entrata in acqua. La trasparenza è notevole, anche se non paragonabile a quella di domenica sera. Ci immergiamo sulla radura sabbiosa tra le “nacchere” e gli spirografi, facendo attenzione ad eventuali ippocampi abbarbicati alla loro base. La prima ora trascorre veloce senza particolari sussulti; restiamo il più possibile in contatto visivo luminoso cercando di scandagliare la maggior superficie possibile in cerca dei bizzarri pinnuti. La serata sembra non promettere nulla di buono, iniziamo il rientro attraversando una piccola prateria di posidonia … mi dedico allora a qualche scatto in controluce alle piume di uno spirografo giallo. Ad un tratto vedo Gaetano lampeggiarmi con insistenza … mi muovo subito in sua direzione e mi mostra sotto il raggio luminoso una piccolissima Sepiola rondeleti, un mollusco che non incontravo da un decennio! Whow, mi avvicino e scatto la prima foto sul fondo, poi la faccio spostare più in là dove l’acqua è più limpida per fotografarla al meglio … Non faccio a tempo ad immortalarla a dovere che un nuovo segnale mi arriva da Nicola … è lontano una decina di metri da noi, mentre lo raggiungiamo penso … “avrà trovato il cavalluccio marino?” … NO! Accidenti! E’ solo … un pesce San Pietro!! Mi lancio al suo inseguimento ed inizio a scattare, Gaetano e Nicola lo illuminano anche quando si allontana da me e non me lo fanno perdere nel buio della notte. Dopo una serie di scatti in ravvicinata, comincio a fotografarlo con il Micro Nikkor 60mm da lontano per renderlo nella sua strabiliante bellezza. Prima di salutarlo, provo alcuni scatti in controluce per “rifare” uno scatto molti anni addietro, ma senza lo sperato successo. Lo perdo e mi ricongiungo ai preziosi compagni d’immersione, con direzione spiaggia. Giunti a terra non posso che elogiare il prezioso lavoro di squadra invitandoli a replicare quanto prima. Durante il rientro al garage per sciacquare l’attrezzatura, una pioggerellina bagna la strada … giusto in tempo, dopo una memorabile immersione notturna!