2013-08-17 Banco di Santa Croce

Dopo il tuffo di ieri sono rimasto stregato dall’acqua limpida e dall’abbondanza di pesce del Banco di Santa Croce … rientrato a casa ho progettato la replica odierna … alle 8:30 ero già in barca con mio fratello Arturo e mia madre al timone, pronti a salpare per la magica secca. Alle 9:10 raggiungiamo la boa ed ormeggiamo … siamo soli in un mare calmo e con la roccia visibile sotto la prua della barca. Ho così preso possesso per un giorno del “Cavararuso” piantando per primo la mia bandierina segnasub! Il tempo di ormeggiare e subito in acqua, Arturo con la sua Canon G10 in custodia 10Bar e la GoPro, io con la Nikon D800 in custodia Isotta ed il Nikon 10.5 mm, per replicare alcuni scatti fatti ieri che ancora non mi soddisfano.

Lo spettacolo è strabiliante come la visibilità odierna, raggiungo la Gerardia savaglia e poi la lascio agli scatti di Arturo, mentre entro nella grotta delle Paramuricee. Passare per primo in questo posto mi consente di trovare poca “neve” per realizzare scatti migliori. Mi fermo nell’apertura centrale del tunnel mentre Arturo mi raggiunge dal basso, dopo aver incontrato la grossa musdea che ieri aveva visto l’ingegnere. Esco anche io dal basso sorvolando il fondale fangoso e … dinanzi ai nostri occhi si materializza uno spettacolo della natura … sette aquile di mare volteggiano nel blù sopra il “cappello” della secca di terra! Ci avviciniamo lentamente ma le svolazzanti creature sono sempre a distanza troppo notevole per essere fotografate con il grandangolare … non resta che conservarne indelebilmente il “file” nella propria mente!

Non rendo giustizia al superbo spettacolo senza menzionare le innumerevoli cernie ed i dentici che abitano in questo paradiso, nonché le rosse pareti verticali interrotte dal giallo delle spugne e delle axinelle, per non parlare di tutti gli altri pesciolini che ti accolgono in questo posto magnifico. Non sono certamente all’altezza di immortalare fotograficamente tale bellezza e dubito che possa esistere la possibilità di trasferire ai “terrestri” tale meraviglia … non resta che portarli sott’acqua per ammirarli con i propri occhi!