Marco Gargiulo

2013-08-16 Banco di Santa Croce

Resistere al Banco d Santa Croce è impossibile, specialmente quando l’acqua è limpida, inspiegabilmente, come in questo ultimo periodo estivo … ed eccomi quindi pronto di buon mattino sul mio scooter diretto alla sede del Club Amici degli Abissi, all’interno del porto di Castellammare di Stabia. Come sempre Michele ci accoglie nel migliore dei modi portandoci tutti a prendere un bel caffè. Alle 9:30 sono già operativo, come da programma, manca solo la muta … ma ahimè c’è da attendere un gruppo di amici provenienti da Roma che è in abbondante ritardo. Colgo l’occasione per immortalare un gruppetto storico: l’Ing. Enzo Coppola con tre suoi allievi … Michele, Raffaele e Angelo, pionieri della subacquea stabiese. Alle 11:00 siamo finalmente sul gommone e raggiungiamo la boa gialla che segnala la secca. Scendo subito insieme all’ingegnere, mentre il resto del gruppo si prepara. La visibilità è ottimale, come raramente mi è capitato di incontrare qui, con le pareti della secca di terra visibili chiaramente dall’uscita del tunnel. Mi dirigo immediatamente alla Gerardia savaglia poi entro nella grotta dove Enzo avvista una enorme musdea. Scatto alcune foto e all’uscita del tunnel mi dirigo sotto la tettoia ricoperta di Paramuricea clavata. Effettuiamo un giro completo dello scoglio e decidiamo di proseguire verso gli scogli allineati lungo la costa. Qui ci accolgono numerose cernie mentre mi guardo intorno tentando di avvistare le aquile di mare. Un rapido giro perché i computer segnalano già la deco e ritorniamo indietro. Approfitto per girare qualche scena durante il passaggio e quando arrivo di fronte l’ingresso della grotta avvisto una enorme cernia ferma nella spacca. Mentre sposto il selettore per effettuare una foto, la cernia mi saluta infilandosi nell’antro oscuro. Non mancano però le altre cernie del Banco di Santa Croce … ovunque ti giri ne puoi avvistare una o due! Una meraviglia! Non resta che salutare gli ancor diffidenti pinnuti ed assicurarsi alla catena, per trascorrere la lunga sosta decompressiva che ci attende, mentre le bolle del gruppo romano ci garantiscono l’idromassaggio.

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