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Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mercoledì scorso mi son fatto fregare dal meteo incerto, ho messaggiato incessantemente con il mio amico Rosario durante tutta la mattinata per definire la nostra immersione notturna, ma alla fine, abbiamo desistito. Anche oggi è avvenuto lo stesso, con la pioggia ed il sole che si sono alternati in modo importante durante tutto l’arco del giorno. Alla fine però, anche se in solitaria, decido di andare lo stesso, pur senza il mio caro amico. Bisogna approfittare quando è possibile, senza far svanire altre occasioni propizie, in previsione del coprifuoco alle 22 che si prospetta nei prossimi giorni a causa della recrudescenza del Covid-19.
Si è alzato anche un pò di mare a causa del vento di maestrale, ma nel punto dove ho idea di immergermi, dovrei poter godere di un poco di tranquillità. Ho montato il Tokina 10/17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1.4X e minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash OneUW 160X con i nuovi diffusori, ancora una volta comandati dai cavi in fibra ottica, dopo aver ricevuto i ricambi per ripararli dal mio amico nonché sponsor tecnico, Pietro Cremone di Fotosub-Shop.
Onde evitare problemi nella vestizione in solitaria, ho tirato fuori anche la mia SANTI, che rappresenta un’eccellenza in tema di mute stagne.
Aspetto che faccia buio prima di muovermi da casa, non ho nessuna fretta, forse solo il cielo nuvoloso può ostacolare la mia sortita in mare portando ancora pioggia.  Arrivo a Marina Grande e parcheggio a fatica, i ristoranti sono ancora aperti, ma riesco a trovare un posto idoneo. Inizio a vestirmi lentamente e alle 20 circa sono in acqua.

La visibilità è pessima all’interno del porticciolo, mentre fuori migliora nettamente. La serata inizia male con la rottura di uno dei cavi in fibra che avevo sistemato poco prima a casa e con il recupero di una maschera subacquea dal fondale. Raggiungo la piccola barca affondata dove a prua si nasconde una murena, scatto con entrambi i flash usandone uno in slave, ma dopo il primo scatto la murena fugge via. Sul fango si erge una bella gorgonia Leptogorgia sarmentosa alla cui base c’è una ciprea Simnia spelta, uno dei pochi soggetti trovati questa sera.
Come sempre ci sono tantissimi rifiuti, ancora troppi, compresi tanti brandelli di rete da pesca che ahimè continuano a pescare. Infatti tra le maglie di nylon è rimasto intrappolato uno sciarrano, del quale rimane solo la lisca. Mi avvicino cercando di non sollevare troppo sedimento, ma ho molta difficoltà a far scattare il flash destro. E’ in questo momento, dopo circa 20 minuti d’immersione, che si stacca anche il cavo in fibra sinistro dalla boccola che lo conteneva, non correttamente riparata, che mi costringe a proseguire l’immersione fotografica usando solo la lampada di ricerca che ho sopra la fotocamera.
Resto in acqua per 60 minuti, sperando di NON trovare nulla di particolarmente interessante! Recupero un paio di occhiali, trovo una piccolissima Alicia mirabilis, forse la cosa più bella della serata e mi metto a fotografare i pesci lucertola Synodus saurus ed una polpessa Callistoctopus macropus. Negli ultimi metri prima di risalire, ancora rifiuti: nasse, pneumatici e bottiglie. 
Alle 21:30 sono già nei pressi dell’auto, alle prese con la svestizione, approfitto per effettuare un lavaggio dell’attrezzatura in situ, utilizzando due taniche d’acqua dolce che ho portato con me. Questo però non mi esime dall’effettuare il lavaggio accurato successivamente, ma mi consente di portare poca sabbia a casa. 

Cominciano ad essere troppe le occasioni svanite e quelle con problemi tecnici, ma nessuna di esse può scalfire la mia voglia di mare; come sempre esco dall’acqua felice e rilassato, pronto ad affrontare una nuova avventura!

 

Puolo con Filippo, Edo, Mimmo e Pietro – Immersione Notturna

La giornata lavorativa inizia presto, oggi ho una intera giornata di riunione aziendale a Vietri sul Mare ma finalmente posso incontrare i miei colleghi che non vedo di persona da 8 mesi. L’emozione è grande per tutti noi che siamo un team affiatatissimo. Lavoriamo intensamente tutto il giorno indossando le mascherine e mantenendo le giuste distanze sociali per evitare qualsiasi problema.  Confesso però che è stato duro resistere alla splendida location con annesso stabilimento balneare … ma il mare oggi non manca! Passo dalla mascherina alla maschera!

Al termine della riunione immediatamente mi metto in auto e alle 18 sono a casa. Ho già preparato tutto, Nautican NA-D850 con Tokina 10/17 mm e Kenko 1,4x, doppio flash OneUw 160X ma aggiungo anche le due lampade Archon per eventuale utilizzo video. Ho solo da chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto, indossare il costume e alle 1845 sono già sullo scooter. Fa un gran caldo e mentre raggiungo Marina della Lobra, vedo il sole scendere sotto l’orizzonte ma anche comparire una coltre nuvolosa che non c’era in mattinata. Quando arrivo al Punta Campanella Diving Center trovo il caro amico e grandissimo fotosub Filippo Borghi che in mattinata è già stato in acqua a Capri con il prof. Mimmo. Saluto tutti ed inizio a documentare il nostro incontro, poi mi dedico a preparare l’attrezzatura. Arriva Anche Pietro con Stefania, Edoardo ed Ivana, ma stasera ci sono anche altri amici come Lucio ed Antonio. 

 

Mentre aspettiamo che parte del gruppo termini la cena, inizia a cadere qualche goccia dal cielo, dopo pochi minuti la pioggia diventa torrenziale con una tempesta di fulmini che ci costringe ad attendere un’ora abbondante prima che le condizioni siano idonee per uscire in mare.
Lo spettacolo è grandioso e viene magistralmente documentato fotograficamente dai miei amici Lauro Castellano e Giovanna Silvano che da “cacciatori di fulmini” non si sono persi l’occasione. 

Alle 21 siamo pronti per salire sul gommone, Gianluigi sarà il barcaiolo, mentre Vittoria ed Ivana accompagneranno il gruppo dei non fotografi. Arrivati a Puolo ci tuffiamo, l’acqua è torbida in superficie, ma fortunatamente migliora molto in profondità, anche se la temperatura è molto fredda. 
Recupero un paio di occhiali dal fondo ma su di esso ci sono ancora troppi rifiuti antropici. Quasi subito incontro un enorme dentice Dentex dentex addormentato sul fondo. Mi avvicino pre-impostando la fotocamera, eseguo un primo scatto da lontano, poi arrivo a contatto con lui, un secondo scatto ed il successivo è già in fuga verso il buio, Edoardo vede da lontano una sagoma chiara muoversi e riesce a sorprenderlo ancora mentre è sulla sabbia, anche lui ha il tempo solo di due scatti prima di vederlo sparire fulmineamente nel nero della notte.
Sul pendio fangoso ad oltre 40 metri di profondità c’è poca vita, solo alcune stelle corazzate Astropecten auranciacus e qualche triglia. Raggiungo la parete rocciosa e vado in cerca di pesce ago nella posidonia, ne trovo tre esemplari tra le foglie che sono cresciute in questo punto. Mi dirigo verso terra e vedo un enorme masso caduto da poco sott’acqua, che ovviamente prima non era in questo posto, proseguendo, vedo una piccola polpessa Octopus macropus, qualche labride addormentato ed infine un paguro con l’attinia. 

Rientriamo al diving dopo circa 80 minuti d’immersione, come sempre sono soddisfatto ed appagato per aver trascorso ancora un poco di tempo sott’acqua, sistemo tutta l’attrezzatura e la lascio in deposito con la speranza di poter tornare in mare domenica mattina. Prima di andare via, raduno tutto il gruppo per il mega-selfie rituale a conclusione della bella serata trascorsa insieme ai miei amici. Alle  24 sono a casa, stanco ma felice.

 

37 Puolo con Edo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Alle 17 mi arriva un messaggio da Pietro che mi avvisa di una immersione notturna prevista per le 19:30. Ad una tale convocazione non posso rinunciare, così mi organizzo per esser pronto per tempo. Fortunatamente in mattinata avevo messo a ricaricare tutte le batterie dopo la settimana di vacanza trascorsa a Saline Joniche dal mio amico Domy.

Al diving ci sono Edoardo ed Ivana, Pietro e Stefania che si accompagnerà in barca, ma soprattutto il mio amico Mimmo che trovo in gran forma a distanza di una settimana. Sono felice.  

Ho montato sulla Nauticam NA-D850 ancora il Tokina 10-17 mm abbinato al Kenko 1,4X nel minidome Saga Dive ed i flash ONEUW 160X. Non sono riuscito a montare la ghiera dello zoom, ma approfitto per essere aiutato da Pietro Cremone di Fotosub-Shop che mi sistema tutto facendo una “magia”.  

Ci muoviamo verso le 20:30 con il gommone, raggiungiamo la Cala di Puolo ed aspettiamo che calino le tenebre.  Ci tuffiamo alle 21 ma l’acqua è molto torbida. Trascorro 60 minuti in acqua da solo, guardando a distanza le luci dei miei amici. Vedo infatti Mimmo a circa 40 metri di profondità inseguire un capone ubriaco che però si tiene a debita distanza. Sorveglio la situazione dieci metri più in su e mi rendo conto che non è il caso di scendere per provare a fotografarlo. Più tardi incontro un gronco fuori tana, due sogliole pelose, oltre agli immancabili gronchetti e pesci lucertola.  
Questa volta mi sono mantenuto molto più a lungo sulla sabbia ma poi ho terminato l’immersione sulla parete rocciosa per effettuare delle prove con la nuova configurazione, riuscendo a scattare anche delle  “macro ambientate” usando la fotocamera in modalità DX.
Risalgo a circa 100 metri di distanza dal gommone e torno in superficie all’imbarcazione dove ci sono i miei amici. Anche stasera c’è stato poco “movimento”, così decidiamo di provare a cambiar posto alla prossima occasione. Alle 23 sono già sullo scooter dopo una doccia calda e aver sistemato le attrezzature. Quando arrivo a casa per  mettere ad asciugare la muta, mi accorgo di averla lasciata al diving dopo averla messa a sgocciolare: Prendo il telefono ed avviso i miei amici, tornerò forse domani a riprenderla.

27 Puolo con Alberto, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Dopo un lungo perido di inattività, finalmente torno in acqua per un’immersione notturna con i miei amici del Punta Campanella Diving Center.  L’occasione propizia è la presenza del caro amico Pietro Cremone a Massa Lubrense per il Nauticam Photo Day, ma soprattutto per la presenza a me non nota di Alberto Buonanno ed il prof. Mimmo Roscigno che oggi è tornato anche lui in acqua dopo oltre 14 mesi di inattività. Ho saputo della disponibilità del posto in barca solo alle 18, quando Lisa mi ha confermato la possibilità di uscire per l’immersione notturna, mi sono subito attivato nell’assemblaggio dello scafandro della mia Nauticam NA-D850, anche se ho avuto un poco d’impaccio nel sistemare il tutto correttamente senza commettere errori. 
Oggi ho anche effettuato il primo test con il nuovo scooter Yamaha Xenter che ha rimpiazzato il glorioso Cygnus dopo 22 anni di onorato servizio. Ovviamente non ha le stesse caratteristiche che me lo fecero scegliere tra tanti nel 1998, ma sono riuscito ugualmente a portare con me la muta ed il borsone con la fotocamera.
Arrivato al diving per le 19:30, saluto tutti gli amici ed inizio a preparare l’attrezzatura, mentre aspettiamo che cali la sera. Partiamo verso le 21 e raggiungiamo la Cala di Puolo, dove ci immergeremo.

Scendiamo lungo l’ancora dove l’acqua è abbastanza limpida, sopravanzo il gruppo con la speranza di trovare qualcosa d’interessante, ma non sarà così. In profondità la temperatura è fredda e si avverte chiaramente il termoclino a circa 17 metri di profondità. Pochi soggetti si avvicendano davanti al minidome Saga Dive, ma sono comunque contento per la bella passeggiata effettuata. Quando rientro in gommone, Edoardo e Pietro mi raccontano dell’incontro di un Pesce San Pietro e di un Capone ubriaco che evidentemente mi sono perso! Poco male, è bello sentire l’azoto disciolto nel sangue, una sensazione quasi dimenticata!

Appena rientrati a terra mi svesto e sistemo l’attrezzatura, carico tutto sullo scooter, sono le 23:15 quando mi rimetto in moto e vado a casa a sistemare il tutto prima di andare a dormire, domattina la sveglia suona presto, il tempo delle ferie non è ancora arrivato, ancora qualche giorno e poi finalmente potrò godermi un poco di relax! 

26 Marina Grande con Andrea e Gabriella

Dopo settimane di stop a causa della pandemia, finalmente stasera si torna in immersione! Grazie alla complicità dei miei amici Andrea e Gabriella che mi hanno stimolato ad organizzarmi, finalmente ho provveduto a mettere a punto la fotocamera, approfittando per provare il nuovo “giocattolo” acquistato dal mio amico Pietro Cremone di Fotosub-Shop: la prolunga per montare il Nikon 10.5 mm con il Teleconverter Kenko 1,4X.  

 

Al termine della giornata lavorativa, faccio un salto “obbligatorio” dal barbiere che riapre oggi  … di Lunedì! Alle 19 sono fuori e vado a casa a sistemare le ultime cose. Scendo alle 19:30 e vado a prendere le bombole cariche da Marescasport dove mi attendono i miei amici. Raggiungiamo il borgo marinaro e parcheggiamo le auto sullo scivolo di alaggio, su indicazione del mio amico pescatore Franco che ci mostra il luogo dove sistemarci. Iniziamo una lentissima vestizione chiacchierando con lui, nel frattempo sopraggiunge a sorpresa anche Raffaele con Rita, venuti a fare una passeggiata a Sorrento. Approfittiamo così per farci scattare qualche foto ricordo con e senza mascherine, attendendo il buio.

C’è un intenso vento di scirocco che non ci disturba, il mare nello specchio d’acqua è calmissimo, la visibilità però inganna, una volta messa la maschera sotto il pelo dell’acqua si nota comunque una discreto particolato in sospensione. La sensazione di tornare in immersione è strana, sono anche un poco impacciato rispetto al solito, a causa della lunga inattività. Faccio strada, con i miei amici che mi seguono, Gabriella subito vede passare una bella seppia sotto di lei mentre ci dirigiamo in superficie verso la scogliera. Lei scende subito per provare a fotografarla, io proseguo in superficie con Andrea fino al punto stabilito. Iniziamo la discesa lungo il pendio fangoso, pieno ahimè di rifiuti di ogni genere. Arrivo fino alla barca affondata a circa 35 metri poi proseguo nell’abituale giro, tenendo a vista le luci dei miei compagni. Da lontano vedo un capone ubriaco su fondo, mi avvicino e provo a fotografarlo avvicinandomi al massimo con il nuovo setup utilizzato, ma l’animale non gradisce le mie attenzioni e subito si allontana con un paio di balzi accompagnati dal “grugnito” tipico di questo pesce. Raggiungo una coppia di copertoni abbandonati e vedo un bel dentice, segnalo a Gabriella di aiutarmi nell’accerchiamento, per impedirgli una facile fuga verso il largo, ma è più lesto di noi e ci lascia attoniti a guardare il fango smosso dalla coda.  Si susseguono alcuni incontri, ma in nessuno dei casi riesco a produrre scatti interessanti, sono un poco arruginito … solo una piccola seppia collaborativa mi permette di provare a scattare alla minima distanza di messa a fuoco. Il computer segnala decompressione da effettuare per cui mi dirigo verso la superficie, a ridosso della scogliera, qui troviamo triglie, un enorme vermocane, due pesci serpente e qualche seppia. Unica nota interessante per la serata, un piccolo serranide che si è adagiato tra le chele di un granchio … di plastica!  Mi avvicino e scatto svariate foto, modificando anche il formato da FX a DX, per ottenere un ingrandimento maggiore. Il pesce resta immobile, gira solo gli occhi per guardarmi e per capire il livello di pericolo al quale è sottoposto. Resta lì tranquillo, consentendomi anche di scattare qualche immagine in doppia esposizione … Molto bene!

Quando riemergo all’interno del porticciolo mi accorgo che sullo scivolo c’è una figura familiare … è il mio amico d’infanzia Antonio che è sceso per pescare. Ha subito capito che ero io in acqua, guardando i potentissimi flash scattare, ma poi ha notato anche le luci dei miei amici ed ha avuto il dubbio che non fossi io … essendo abituato a vedermi in solitaria! Mi aiuta a svestirmi e mi prende il telefono che sento squillare nell’auto … è mia figlia Lorenza che telefona preoccupata per l’ora tarda .. sono le 22:20 e siamo appena usciti da mare! La rassicuro ammettendo l’errore di non aver telefonato come al solito, prima di scendere in acqua, distratto dalle chiacchiere fatte nel pre-immersione con i miei amici. Come di consueto quindi, fuggo via salutando Andrea e Gabriella, ringraziandoli per la compagnia e per avermi spinto a muovermi di casa per tornare sott’acqua!

22 Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata lavorativa è trascorsa accompagnata da un pensiero fisso, è da ieri sera che non penso ad altro. Finalmente in serata sono riuscito ad assecondare il desiderio di vedere in azione i nuovi “giocattoli”, proprio come un bambino che ha appena ricevuto un regalo.

Nel pomeriggio mando un messaggio al mio amico d’infanzia Antonio, per sapere se sarà sul posto a pescare i calamari dalla scogliera, mi conferma che sarà in situ, ma solo grazie al mio intervento sollecitante. Mi manda anche un video mostrandomi l’acqua limpida ed il mare calmo, non appena arrivo alla Marina Grande e parcheggio l’auto, vado a salutarlo e proprio in quel momento sta per salpare un calamaro che ha abboccato all’artificiale.

Mi vesto rapidamente perché ho intenzione di tornare presto a casa per andare a vedere la partita Milan-Juventus di Coppa Italia. C’è bassa marea ed il mare è calmo, l’acqua però non è limpida come invece sembrava essere.
Ho montato i due nuovi flash ONEUW 160X sui bracci galleggianti Nauticam, il minidome Saga ed il Sigma 15 mm sulla NA-D850. Ho dimenticato però di togliere il mini treppiede che mi darà impaccio durante gli scatti in prossimità del fondo sabbioso.
Ho abbassato gli ISO della fotocamera a 100, per provare i nuovi flash. Di solito usavo sempre iso 320 per avere margine di potenza in caso di necessità. Ai primi scatti mi rendo conto subito dell’enorme potenza in full-power. Dopo poco sono “obbligato” a ridurre l’intensità azionando la comodissima manopola rotante che è posizionata in fondo al flash. La manovra è agevolissima e si mantiene sempre il controllo visivo della potenza erogata. Al momento li ho utilizzati collegandoli con la fibra ottica, nonostante abbia già installato la boccola per utilizzare in futuro anche i cavi elettrici. La luce è calda e l’angolo di campo molto ampio.
Subito incontro una mormora ed un Pecten, ma anche tanti rifiuti antropici dispersi sul fondo sabbioso. All’improvviso trovo una piccola torpedine ocellata che seguo per un poco, prima di perderla nella nuvola di sospensione che si è sollevata quando arriviamo in prossimità del cavo elettrico dell’alta tensione posato sul fondo per fornire energia elettrica all’isola di Capri. Proseguendo trovo una bavosa ocellata e poco altro. Solo guardando le foto al monitor di casa mi accorgo che c’era un pesce San Pietro in lontananza … Su una nassa da pesca, trovo un artificiale per calamari impigliato su di essa. Sono arrivato proprio sotto il punto dove è in azione il mio amico Antonio, sono conscio di disturbarlo e vado via quasi subito. Ritorno lungo la scogliera dove incontro due pesci serpente ed un granchio facchino. C’è anche una mazzancolla che ben presto fugge via e, all’interno del porto, quando sono ormai al termine dell’immersione, una Sepiola rondeleti, un piccolissimo cefalopode che avrebbe meritato un obiettivo diverso per essere fotografato. Approfitto per fare così un selfie con lei, prima di mettere la testa fuori dell’acqua. Al mio ritorno c’è Antonio ad attendermi che mi aiuta nella svestizione. Mi spoglio in fretta e corro a casa dopo aver scattato una foto ricordo con il mio amico. Faccio in tempo a lavare l’attrezzatura e alle 20:45 sono sul divano, pronto per la cena e per iniziare a tifare …

 

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il meteo è favorevole da alcuni giorni, ma per ben due volte, causa impegni familiari, non mi è stato possibile andare in acqua. L’esperienza mi dice comunque che il bel tempo in inverno dura poco e bisogna approfittarne; il rischio è quello di dover attendere intere settimane prima di ritornare in mare. 
Oggi ho montato i nuovi bracci galleggianti Nauticam e la prolunga per utilizzare il mio nuovo l’obiettivo zoom Nikon 16-35 mm, già usato questa estate quando mi fu  prestato da Gianluigi Di Maio. Scendo al porticciolo alle ore 18:30 e qui incontro il mio amico d’infanzia Antonio Ferola, venuto a pescare i calamari dalla scogliera. Mi aiuta nella vestizione e poi torna a controllare le sue canne. Una volta pronto scendo in acqua all’interno della scogliera dove l’acqua è limpidissima, appena fuori del porto invece, l’acqua è notevolmente più sporca, anche a causa dello sversamento di terreno e materiali di risulta edili, fatto all’imbrunire da alcuni operai che stanno ristrutturando una casa con discesa a mare.

La serata è particolarmente infruttuosa, lungo il pendio fangoso e fino alla parete rocciosa non incontro nulla d’interesse, solo tanta, ma sottolineo tanta spazzatura: stivali, nasse, bottiglie di vetro e plastica, lattine, copertoni, frammenti di imbarcazioni in vetroresina e tanto altro, troppo per i miei occhi. Recupero un paio di occhialini da nuoto mettendoli nella tasca della muta stagna, altro materiale non è recuperabile a causa degli ingombri. Rientro a terra dopo circa 90 minuti, senza nessun sussulto, come invece a volte accade nelle serate più “buie”. Incontro solo una donzella pavonina addormentata nella sua “casa” fatta da una Pinna nobilis defunta, già osservata in altre notturne. Qui mi torna particolarmente utile la possibilità di zoomare per poter inquadrare solo la conchiglia con dentro il colorato pesciolino. 

Quando risalgo, il mio amico Antonio mi viene incontro, aiutandomi a portare le pinne e la fotocamera, infine nella svestizione. Immancabile quindi anche il selfie dopo l’immersione, oltre a quello scattato prima. Me ne torno a casa per la doccia e la cena; alle 21 sono a stendere il “bucato” sul balconcino del mio studio. Nonostante la serata non esaltante sono pienamente soddisfatto ed appagato dalla dose di azoto assorbita nel sangue, ma anche dall’aver provato la nuova attrezzatura, il cui assetto in acqua è perfetto, con una lievissima negatività che è quella che prediligo. Sono queste le serate che ti invogliano a tornare presto in immersione, magari provando a cambiare orari e luoghi, anche se inizio ad essere preoccupato per l’impoverimento progressivo ed inesorabile che sta colpendo il nostro mare a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale.

Grottino dei gamberi con Edo e Gabriella

Ieri sera avevo in programma un tuffo notturno, poi abortito a causa del vento forte che ha agitato il mare; mi sono così piazzato davanti alla Tv a guardare fino a tarda sera la partita di UEFA Supercup tra Liverpool e Chelsea. Al termine  dei calci di rigore mi sono messo in azione, con il buio, per pescare e spostare dopo oltre due mesi di cure, un pomacantide dalla vasca di quarantena alla vasca del salone e me ne sono andato a letto. Non ho assemblato la fotocamera prima di stamane, quando dopo la colazione, ho provveduto a rimontare il Sigma 15 mm e Minidome Saga sulla Nauticam NA-D850. Anche oggi ho usato i flash Ikelite DS161 con i nuovi bracci Flex-Arm e per la prima volta ho portato con me la GoPro Hero7 in immersione.
Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato in garage a prendere due copie del volume “I Colori delle Sirene” da consegnare ed autografare ai miei amici Edoardo Ruspantini e Pietro Cremone. Al diving c’è gran fermento, oggi ci sono molte presenze, è arrivata anche Gabriella Luongo che riceverà la sua copia alla prossima occasione, non essendo stato avvisato della sua presenza. Prepariamo le attrezzature e partiamo alle 9:30 verso Punta Campanella, senza Pietro che ha rinunciato a causa di uno stato influenzale, c’è molta onda e la navigazione è condita di spruzzi. Ormeggiamo alla boa e ci raggiunge anche un tender di un mega-yacht con tre clienti a bordo che devono immergersi con noi. Mi dirigo insieme a Edoardo e Gabriella alla grotta dei gamberi che si trova a 45 metri, accendo la GoPro prima di entrare nella caverna ed inizio a scattare. Edo è più avanti di me, mentre Gabriella resta nella parte anteriore, date le dimensioni ridotte della cavità. Ci sono tanti gamberi Plesionika narval e qualche aragostina. Alcune musdee banchettano con i gamberi facendo un sol boccone dei gustosi crostacei. Restiamo pochissimo perchè si solleva subito un gran polverone, risaliamo lungo la parete e mentre Edoardo e Gabriella vanno a seguire i barracuda in acqua libera, me ne torno sulla parete dove c’è la grotta con i re di triglie Apogon imberbis, ma vi è già entrata Lisa con i tre clienti, si è alzato un polverone che mi fa andare via subito. Proseguo ed incrocio Virgilio e gli mostro un bel pesce balestra mediterraneo Balistes carolinensis che però non collabora, mantenendosi a debita distanza da entrambi. Termino così l’immersione effettuando qualche prova ulteriore con l’action-cam in modo da comprenderne pregi e difetti, prima di risalire sul gommone. La permanenza in barca in attesa della risalita di tutti i sub è la cosa per me più spiacevole quando le condizioni del mare sono come quelle odierne, onde che arrivano da ogni dove e sballottano la barca in continuazione. Fortunatamente ci muoviamo presto, senza che la nausea mi colga, iniziamo così una nuova navigazione bagnata verso il porto di Marina della Lobra. Arrivati a terra, dopo il risciacquo doveroso delle attrezzature, mi metto  in moto verso casa, ma solo dopo aver consegnato le due copie del libro ad Edoardo e Pietro. Loro proseguono la giornata in immersione al Vervece, io me ne vado al mare con la famiglia a Sorrento al mio stabilimento di fiducia per trascorrere con loro il ferragosto! 

 

 

 

 

 

 

Tunnel dell’Isca – Underwater Photo Days Punta Campanella

Il programma odierno prevedeva la sveglia alle 9, per recuperare dalle ore piccole di ieri sera, ma l’imprevista videochiamata alle 8:30 di mia figlia Lidia, che è in vacanza a Roma dagli zii, mi tiva giù dal letto con leggero anticipo. Approfitto così per far colazione,  accendere il computer, scaricare le foto dalla memory card e sistemarle con lightroom per pubblicarle sul blog. 

Alle 11 sono al Punta Campanella Diving Center con Pietro che mi ha portato un nuovo giocattolo da provare. Mi presta il suo mitico ed introvabile Nikonos RS 13 mm, obiettivo subacqueo vintage di gran valore. Pietro me lo monta sulla fotocamera ma quando accendo il Vacuum Sytem per mettere sotto vuoto lo scafandro, mi accorgo che la spia è fissa sul rosso … Pietro mi fa notare che è il segnale della batteria esausta, che va rimpiazzata. Qui nasce il problema … non ho la batteria di ricambio, non mi perdo d’animo e vado in tabaccheria a 100 metri di distanza ma non trovo ciò che cerco. Allora prendo lo scooter e raggiungo la piazza di Massa lubrense dove c’è un secondo rivenditore di tabacchi ma anche lì non trovo la batteria. Maledizione! Sono sconfortato al pensiero di dover lasciare all’asciutto la fotocamera, mentre ritorno verso il porto mi fermo ad un negozio di casalinghi dove c’è un’abbondanza di batterie CR2032! Ne compro una confezione e corro a prepararmi. E’ incredibile come attrezzature di migliaia di euro siano legate ad una batteria da 1,50 euro.    

Finalmente sono ok, usciamo in gommone con direzione Scoglio dell’Isca, raggiungiamo il punto d’immersione dopo una navigazione movimentata dalle onde delle centinaia di barche che sfrecciano nel Golfo. Entro nel Tunnel sommerso, l’acqua è torbida, mi dirigo subito alla spaccatura verticale, mi segue Ivana, le faccio segno di avanzare ma non avendo concordato nulla prima, con capisce il mio intento e si allontana pensando di doversi togliere dall’inquadratura. Proseguo a scattare foto con il Nikonos RS 13 mm approfittando di Edoardo e Pietro come modelli occasionali. Oggi ci sono tantissimi saraghi fasciati e sono più socievoli del solito, ma sempre pronti a mostrare la pinna caudale all’obiettivo del fotografo. Restiamo 60′ nella cavità con le “finestre” luminose prima di uscire all’esterno e risalire. Mentre eseguiamo la sosta di sicurezza, approfitto per farmi scattare una foto ricordo.

Rientriamo alle 15 al diving e sono affamato, mangio un cornetto gelato mentre smonto il 13 mm e sistemo tutte le attrezzature e recupero gli obiettivi ed oblò che ho prestato a Pietro e Gianluigi. Saluto tutti e rientro a casa in tempo per guardare la fine del GP d’Austria di F1 dove c’è la Ferrari di Charles Leclerc in prima posizione. Mentre seguo gli ultimi giri della corsa, mangio un bel piatto di pasta con le zucchine.

 

Puolo – Underwater Photo Days Punta Campanella – Immersione Notturna

Questa sera sono particolarmente felice per un’evento eccezionale … mia moglie Mariolina mi accompagna all’immersione notturna per poi festeggiare insieme il nostro 23°  anniversario di matrimonio. Quando siamo a casa le chiedo se vuole indossare una tuta comoda per venire in gommone, oppure indossare un vestito per aspettarmi al “Paguro”, opta per la seconda opzione anche perchè c’è ancora vento ed onda a Puolo e non se la sente di venire a prendere freddo in barca. Arriviamo con lo scooter alle 20:30 a Marina della Lobra, ho preso da casa la muta stagna ed anche il Tokina 10-17 mm per prestarlo a Pietro che lo userà nel minidome con il Kenko 1,4x; per le 21 siamo pronti a partire, con Ivana che resterà in barca e Gianluigi incredibilmente in acqua in notturna con la sua fotocamera  Nauticam NA-D810.

Quando lasciamo il diving il mare è ancora abbastanza mosso, fortunatamente la baia è comunque praticabile. Ancoriamo e scendiamo in acqua. Mentre Mimmo, Edoardo, Pietro Andrea, Gabriella  e Gianluigi se ne vanno al centro di Puolo, io decido di costeggiare la parete destra, dove c’è anche l’albero caduto in mare, per cercare un itinerario diverso dal solito. Sulla parete si vede qualche bel sarago e poco altro. guardo in tutti ii buchi in cerca di un gattuccio che avevo visto qualche anno fa ma non c’è nulla. Taglio quasi subito verso la parete opposta sorvolando il sabbione dove ci sono i miei amici e raggiungo la parete sinistra dve trovo un bellissimo Pagro. Pochi attimi dopo inizio a rimpiangere l’ottica grandangolare … un gronco di un metro e mezzo si trova fuori tana, in cerca di prede, mi avvicino e provo a farlo entrare nell’inquadratura del Micro Nikkor 60 mm montato sulla mia Nauticam NA-D850 con i flash Inon Z240, cupole Glodive e bracci Flex-Arm. L’impresa è ardua, decido così di fare un primo piano prima di vedrlo sparire in un buchetto della roccia che non immaginavo potesse contenerlo interamente. Tra le alghe c’è anche un pesce ago perfettamente mimetizzato e una coppia di gamberi meccanici. Andrea mi segnala poi la presenza di una lepre di mare che sta nuotando a mezz’acqua, anche in questo caso è difficile farla entrare nel fotogramma e dopo poco lascio campo libero a Gabriella che nel frattempo è sopraggiunta per fotografarla con il minidome. Andrea poi trova una polpessa ed inizia a filmarla con la sua Gopro, non riesco ad inquadrare altro se non il cefalopode e la sua mano.  Termino l’immersione fermandomi a pochi metri d’acqua provando a richiamare con le potenti lampade alcuni piccoli organismi natanti, provando ad effettuare un test per la Blackwater che prima o poi organizzeremo qui a Massa Lubrense. Rientriamo al diving infreddoliti, l’acqua in profondità è veramente fredda, Mimmo infatti quasi trema dal freddo durante la navigazione. Alle 23:30 siamo a terra con mia moglie che ci attende anche lei infreddolita. Mentre sistemiamo tutte le attrezzature e il “Paguro” ci prepara la cena, non ci sediamo a tavola prima di mezzanotte. Restiamo amabilmente a cenare fino all’1:30, quando iniziamo il rientro verso casa in scooter. Una fantastica giornata, festeggiata alla grande!