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DPG – Photographer of the Week – Marco Gargiulo

In questa giornata particolarmente triste per tutti, una piacevolissima “sorpresa” da uno dei più importanti siti web che si occupano di fotografia subacquea.
 
DPG – Photographer of the Week:  Marco Gargiulo
 
Un grande ringraziamento va a Daniel Norwood & divephotoguide.com, ma soprattutto ai miei familiari e partner logistici/tecnici (Punta Campanella Diving Center, Nauticam Italia, Fotosub-Shop, OneUW), senza i quali il mio hobby non potrebbe regalarmi queste soddisfazioni.
 
Queste immagini sono solo screenshot dal sito web divephotoguide.com
 
qui sotto trovate le foto a risoluzione migliore seguendo il link 
 
 

#41 Vervece con Mimmo e Pietro

Ultimi giorni di relax prima di riprendere il lavoro. Nel pomeriggio di ieri scrivo a Gianluigi per conoscere la disponibilità di posti in barca. Mi risponde in tarda serata, dicendomi che è tutto pieno, poi alle 23:30, mi arriva un messaggio con scritto: “Vieni!”
Vado a dormire ma non preparo nulla, metterò la sveglia un poco prima per assemblare la fotocamera finalmente con il “mio” Nikonos RS 13 mm, modificato da Seacam grazie a Pietro Cremone. 

Il sonno è disturbato da un fastidiosissimo singhiozzo, sono le 4:45 e fortunatamente riesco a riprendere subito sonno. Prima delle 7 mi alzo, vado a fare la colazione, provvedo a montare e chiudere lo scafandro della fotocamera ma mi tocca anche andare in pescheria per assicurare il pranzo e la cena domenicale alla famiglia. Ritorno alle 7:50, lascio il “pescato” in frigorifero e salto sullo  scooter con direzione Punta Campanella Diving.

Quando arrivo alla Marina della Lobra sono tutti sorpresi, non mi aspettavano … mi dicono infatti che non c’è posto per me al Vervece. Il colpo ricevuto viene incassato male, resto per oltre mezz’ora sconfortato e seduto in attesa di qualche notizia. Mimmo mi stimola a prepararmi lo stesso, ma io non sono nelle condizioni mentali per seguire il suo invito.  
Quando poi arrivano anche Pietro e Stefania, Davide e Monica, Annalisa e Bruno, con tutto il gruppo pronto ad imbarcare, viene svelato lo scherzo che ha organizzato il professor Roscigno per vendicarsi delle corna che gli avevo “montato” sulla testa in un precedente selfie.
Confesso che mi hanno preso per il culo alla grande! Mi vesto velocemente dopo aver preparato fotocamera e come mio solito, salito sul gommone chiedo ad alta voce: “Devo aspettare ancora?”

Arrivati allo Scoglio del Vervece, porto con me i fotografi Annalisa, Davide e Monica, essendo stato inserito nel foglio barca come guida dell’A.M.P. per poter andare in acqua oggi! Mimmo starà da solo così come pure Pietro e Stefania. 

L’acqua in superficie è bianca, sotto migliora un poco. Subito incontriamo un bel banco di barracuda mediterranei, ci fermiamo a fotografarli quando Mimmo ci mostra un enorme Umbraculum umbraculum, la lumaca ad ombrello. Inizia a fotografare e conoscendo bene i tempi, vado via proseguendo il giro con i fotosub.

Scendiamo fino alle gorgonie rosse, lungo il percorso troviamo una musdea, poi una grande cernia in livrea bianca riproduttiva, poi un’altra musdea. C’è tanta mucillagine sulle gorgonie e anche sul fondale. Mi accorgo che il gruppo si è assottigliato, alcuni si sono fermati con Mimmo a scattare l’umbracolo. Completo il giro intorno allo scoglio con Annalisa fino alla Madonnina, poi raggiungo il piccolo arco con le margherite di mare, prima di tornare allo scoglio con gli Apogon imberbis dove c’è ancora Mimmo con il grande mollusco che lascia fotografare a tutti.
Inaspettatamente il flash di destra mi abbandona, lasciandomi solo con quello di sinistra. Peccato, succede sempre sul più bello.
Nel risalire a bordo si apprezza una leggera corrente superficiale che rende più faticosa l’operazione. Torniamo a terra, i miei amici usciranno per il tuffo successivo, io vado via, senza un flash è inutile tornare in acqua ma comunque sarei andato via lo stesso per tornare a casa dalla mia famiglia.

Ovviamente approfitto per lavare l’attrezzatura e, prima di andar via, insieme a Mimmo, lasciamo nuovamente un “ULTIMO SALUTO” al nostro caro amico Pietro Cremone,  con la speranza che gli porti fortuna come è accaduto nella precedente occasione!  

Saluto anche  tutti gli altri amici fotografi augurandogli di rivederci presto. Alle 11:30 sono sullo scooter per andare a casa, il programma è quello di andare al mare con la famiglia. L’imprevisto arriva poco dopo il pranzo … Lidia vuole esser accompagnata a casa della sua amica  Annamaria. Al mio ritorno mi prende la pigrizia, Mariolina e Lorenza sono già scese in spiaggia, io dedicherò quest’ultimo pomeriggio di libertà prima di tornare a lavorare, sistemando le foto scattate con il nuovo giocattolo Nikonos 13 mm e guardando un poco di sport in tv sul divano di casa. 

#32 Cala di Mitigliano con Arturo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la prima parte della mattina in giro per la città e forse, dopo tanti anni di ricerche, ho scovato le Sirene a Sorrento … rientro a casa dopo averle incontrate all’asciutto.  
Dopo pranzo vado al mare a concedermi un poco di relax con mia figlia Lidia. 

Sono davanti alla mia scrivania alle 1830, preparo velocemente l’attrezzatura fotografica, pulisco il sensore digitale della fotocamera e cambio la batteria del vacuum-system dello scafandro. Alle 19 scendo e vado sotto casa dei miei genitori, saluto mamma e papà mentre arriva Arturo. Arriviamo intorno alle 20 al Punta Campanella Diving, c’è un bel gruppo di amici stasera.

Inizio subito a prendere in giro Pietro, spalleggiato dal prof Roscigno mentre tutto lo staff del diving è intento ad organizzare il tutto per l’uscita notturna.
Aspettiamo il calar delle tenebre e alle 21 saliamo in barca, siamo tanti su Marangone ma si sta comodissimi. Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e ormeggiamo nei pressi dello Scoglio della Castagna. 

Mi immergo con Arturo, avevamo concordato un giro sul sabbione, poi sulla posidonia ed infine sui massi rocciosi. A 18 metri di profondità, nei primi minuti d’immersione, vedo fluttuare nella colonna d’acqua, nei pressi del fondo una magnifica idromedusa Olindias  phosforica, mai vista prima in vita mia. E’ bellissima ed inizio a scattare, sono strafelice perché ne avevo parlato con Mimmo a Saline Ioniche dopo aver visto Oceania armata.

Arturo è lontano e lo raggiungo, gli indico la direzione da seguire per passare sulla prateria di Posidonia oceanica. Torniamo indietro verso riva e tra le verdi foglie non riesco ad individuare né cavallucci marini, né pesci ago. Inizia la zona dove c’è roccia e sabbia, continuo a restare al limite tra i due ambienti in cerca di soggetti. Ecco un nuovo spettacolare incontro … una coppia di Alicia mirabilis, attinia “Bella di Notte” che iniziano a ritrarre i lunghi tentacoli disturbati dalle potenti lampade. Proseguiamo ed incontro una piccolissima Sepiola rondeleti, è così piccola che decido di scattare usando una tripla esposizione  per riempire il fotogramma. Più avanti trovo un’altra Alicia, la terza della serata, infine una bella triglia di scoglio, uno  scorfano rosso, qualche polpo e dopo 70 minuti, risaliamo sotto la parete rocciosa con Astroides calycularis.

Siamo gli ultimi a salire in gommone, Mimmo mi racconta di aver visto anche lui la coppia di Alicia mirabilis e di aver fotografato un cavalluccio marino, scovato da Andrea, sotto la parete rocciosa.
Ritorniamo al diving ma scarichiamo le attrezzature dal lato opposto del porto, per non disturbare gli avventori del ristorante “Paguro”. Eseguo il lavaggio delle attrezzature e faccio una rapida doccia, vorrei scattare una foto con il poncho insieme a Mimmo e Pietro, ma quest’ultimo si è già rivestito ed è seduto a tavola per la cena. Saluto tutti e salgo sullo scooter alle 2345, ma solo dopo essermi ricordato di scattare un ultimo selfie con Arturo, sia con la mano destra che con quella sinistra! A casa mi attende la cena lasciata da mia moglie Mariolina e poi finalmente posso andare nanna, soddisfatto e felice.

#31 Cala di Mitigliano con Mimmo – Immersione Pomeridiana

Siamo in pieno agosto e le giornate al Punta Campanella Diving sono dense di appuntamenti … c’è così tanta gente che non c’è un posticino a bordo dei due gommoni per me nei due tuffi del mattino.  Approfitto così per assolvere ad alcune incombenze acquariofile (test dei valori dell’acqua) a cui avevo derogato in quest’ultimo periodo di ferie, ma anche per prendere un caffè con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. Antonio Mario e Dario Di Napoli, ai quali ho mostrato le grandi doti di praticità dello scafandro universale per smartphone NAUTISMART PRO che li ha subito conquistati.

La giornata è caldissima, l’anticiclone Lucifero accende l’aria creando una cappa di umidità che avvolge Sorrento e tutta l’Italia, l’unico metodo efficace per sfuggirle è quello di andare … a inumidirsi in mare!
Non ho cambiato configurazione alla mia Nauticam NA-D850, lasciando su il Sigma 15 mm ed i flash OneUW 160X. Non vedo l’ora di pranzare e saltare sullo scooter con direzione Massa Lubrense.

Oggi al diving troverò il mio amico Pietro Cremone, titolare di Fotosub-Shop e mio partner tecnico Nauticam Italia, venuto a trascorrere in costiera qualche giorno di ferie. Spero mi abbia portato l’obiettivo Nikonos RS13 mm che è stato modificato per montarlo sul mio scafandro.

Salto sullo scooter alle 14:30, ci sono 40°C, mentre mi sposto sembra avere un asciugacapelli acceso addosso. Arrivo a Marina della Lobra e trovo il prof. Roscigno che sta pranzando, mentre Stefania e Pietro stanno per sedersi a tavola dopo l’immersione. Resto a chiacchierare con i ragazzi del diving tentando di restare al fresco, sotto il tendone, ma la temperatura è veramente poco confortevole. 
Alle 16 siamo pronti per salire su Marangone, ma Pietro non tornerà in acqua oggi ed il mio obiettivo è in viaggio per Massa Lubrense. Appena partiamo provvedo a scattare il primo selfie del pomeriggio.

Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e mi tuffo insieme a Mimmo davanti alla grotta, mentre il gruppo andrà a ridosso dello scoglio “La Castagna” (il cui nome ho appreso adesso). Entro per primo nella caverna, inizio a scattare foto all’ingresso, poi entro più dentro, mentre Mimmo fotografa alcuni gamberi io arrivo al punto dello stretto passaggio e … faccio anche un autoscatto qui! Proseguo ed entro nella parte più buia e distante dall’ingresso, qui c’è una piccolissima botola nera (Oligopus ater) che si allontana disturbata dalle potenti lampade. Nel frattempo sopraggiunge anche Mimmo e lascio il pesciolino alle sue attenzioni. Io inizio il ritorno per provare a scattare ancora delle immagini dell’ingresso. Arriva anche il prof e anche con lui scatto una foto e mi lascio immortalare mentre eseguo il mio selfie.

Dopo una quarantina di minuti siamo fuori della grotta e costeggiando la parete, effettuiamo una lunga passeggiata per raggiungere il gommone. Qui, oltre alle tante salpe che brucano il fondale e poi nuotano a mezz’acqua, incontro una bella murena fuori tana, ma non riesco a fare in tempo a scattare. Allo scadere dei 60′ canonici sono fuori dell’acqua e incredibilmente, sono il primo del gruppo ad uscire. Fabio mi attende a poppa per prendere la mia fotocamera. Salgo a bordo ed attendo l’arrivo di Mimmo (anche lui puntualissimo) mentre Gianluigi, Andrea e Vittoria sono ancora con i clienti stranieri in acqua. 

Ripartiamo verso il porto e arrivati a terra effettuo il lavaggio delle attrezzature. Dopo l’ultimo selfie con il “confratello” Mimmo, verso le 19 rientro a casa soddisfatto della bella giornata trascorsa in mare. 

#21 Puolo con Pietro, Mimmo e Rosario – Immersione Notturna

Mi sveglio alla solita ora e fuori piove. Alle 8, quando scendo di casa per l’ultimo giorno di lavoro prima delle ferie estive è uscito il sole.   Mi incontro con il mio amico e collega Riccardo a Torre del Greco ed insieme trascorriamo la giornata lavorativa passando per Santa Maria La Carità, San Giorgio a Cremano ed infine a Castellammare di Stabia. Pranziamo insieme e mentre andiamo al bar a prendere il caffè, ci fermiamo come due “pensionati” a guardare un cantiere sul lungomare … c’è una benna scavatrice che sta sistemando dei massi, ma non si capisce con quale scopo, guardiamo ancora per qualche minuto ma il mistero resta non svelato.

Ci salutiamo, io faccio un ultimo salto nel reparto cardiologia cittadino prima di rientrare verso casa. Una volta rientrato mi schianto sul divano per fare un riposino. Alle  18:45 circa, prendo lo scooter per raggiungere i miei amici a Massa Lubrense.

Nel frattempo il mare si è mare agitato e l’acqua sotto costa è molto torbida.  Sono al diving per le 19 dove ci sono già Rosario,  Mimmo, Fabio, Ivo con Anita ma anche Pietro e Stefania.

Pietro mi ha portato il suo Nikonos 13 mm perché quello che ho acquistato io usato, è stato spedito alla Seacam per effettuare la modifica per poterlo usare sulla mia fotocamera. Dovrò pazientare ancora un poco. Userò il suo domani.

Aspettiamo l’ora propizia per partire e alle 21 saliamo su Marangone con direzione Cala di Puolo, in lontananza ci sono tanti nuvoloni.

Scendiamo fino a -40 metri con 16°C di temperatura, un gran freddo per la muta mono-pezzo da 5 mm con cui sono equipaggiato. Qualche metro più sopra fortunatamente l’acqua si riscalda un pochino, ma resta intorno ai 20°C.

Durante l’immersione fotografo un piccolo polpo, una mascherina abbandonata e poi recuperata, una seppiolina Sepiola rondeleti, due piccoli Trigloporus lastoviza e un’elica di fuoribordo!  
Rosario mi mostra poi una polpessa Callistoctopus macropus ed in seguito incontro un bel tordo pavone, alcune murene, un altro polpo, una piccola corvina che fugge istantaneamente e, al termine dell’immersione, una bellissima  Aplisia dactylomela. Inizio a scattare e ben presto sopraggiungono i miei amici, attirati dall’alta frequenza di scatto dei miei uw-strobes. Arrivano tutti e ben presto lascio loro campo libero per sfogare la potenza dei loro flash elettronici.  

Quando risaliamo inizia a piovere e continua durante il viaggio di ritorno in porto. Mentre sbarchiamo le attrezzature sulla banchina bagnata, dal lato interno del porto per non disturbare i clienti del ristorante che è pieno di gente, smette di piovere. C’è solo il tempo di una rapida doccia, non è il caso di lavare l’attrezzatura perché domani mattina mi tuffo di nuovo. Immergo nella bacinella con l’acqua dolce solo la fotocamera per qualche minuto, ho premura di tornare presto a casa prima che venga a piovere di nuovo per non farmi sorprendere sullo scooter. Quando sono ormai steso nel letto, sento il rumore della pioggia  che cade copiosa, ho fatto giusto in tempo!

Puolo con Associazione J. Cousteau

Il sibilo intenso del vento mi desta pochi minuti prima del suono della  sveglia programmata alle 6:30. Mi alzo e vado a controllarne la direzione … fortunatamente proviene da Sud e quindi sotto costa il mare è buono. Il cielo è coperto e minaccia pioggia. Mi siedo a fare colazione e poi vado a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 sul quale ho montato ancora una volta il Nikon 60 mm. La mia intenzione è quella di provare in condizioni diverse la nuova lente Nauticam MWL-1, ma anche per prendere dimestichezza con i flash OneUW usati in TTL con i cavi elettrici e non più quelli in fibra ottica.  

L’appuntamento con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau è per le 8 a Marina di Puolo, così mi muovo per tempo, ma questa volta prendo l’auto di mia moglie, una Citroen C3, molto più adatta rispetto alla mia Skoda Kodiaq alle piccole stradine da percorrere per raggiungere la spiaggia. Mi ritrovo sul piazzale con i miei amici Nicola ed Antonella, scattiamo una foto ricordo mentre aspettiamo anche l’arrivo di Linda. E’ passato ormai un anno dal nostro ultimo tuffo insieme! Maledetto Covid-19.

Scendiamo alla Marina e parcheggiamo le auto, iniziamo la vestizione dopo aver trasportato l’attrezzatura in prossimità della scogliera. Mentre assemblo la fotocamera, mi accorgo che l’anello basculante “singolo” che ho preso non è adatto a portare la lente MWL-1, ma dovevo necessariamente prendere quello “doppio” che mi aveva mandato Pietro Cremone insieme alla lente. E vabbè, non fa niente, la proverò la prossima volta.

Inizia a piovigginare ma il mare è calmo. L’acqua è abbastanza torbida e la scarsa luminosità del cielo non aiuta. Costeggiamo la parete rocciosa e poi passiamo sul sabbione dove incontriamo alcuni pesci pettine. Attraversiamo la spianata sabbiosa fino a raggiungere la parete di Punta Lauro e la percorriamo per un breve tratto, dove ci sono le piante di Posidonia oceanica e qualche Eunicella gialla e bianca. Sono in cerca di pesci ago e cavallucci marini tra le verdi foglie, ma oggi non sono fortunato. Scovo però un bellissimo gasteropode Calliostoma conulus, ma anche un Umbraculum mediterraneum ed un grosso scorfano rosso.  Ho provveduto anche a liberare una gorgonia da un groviglio di lenza in nylon che ho poi recuperato e messo nella tasca della muta stagna. 

Trascorsi circa 60 minuti, rientriamo verso terra, ha smesso di piovere e riusciamo a spogliarci senza bagnarci. Una volta pronti, approfittiamo per scattare qualche foto ricordo con le T-Shirts dell’iniziativa “Citizen Scientist” organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. 

Sono le 10:30 quando chiudo l’auto per tornare a casa, mi metto in moto e prima di iniziare la salita, incontro i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Vittoria e Gianluigi. Mi trattengo un pochino a chiacchierare con loro, chiedendo info sull’apertura del diving e sul nuovo battello che è prossimo ad entrare in acqua. Li saluto e torno a Sorrento. Mi aspetta il lavaggio dell’attrezzatura, è momento sempre noioso, ma fondamentale per la corretta conservazione di materiale così prezioso e delicato. Mentre scrivo e guardo le foto al computer, inizia di nuovo a piovere, mi tocca portar dentro tutta l’attrezzatura messa ad asciugare per poi finalmente sedermi a tavola con la mia famiglia. 

Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

Il vento di grecale soffia da giorni ma è in scaduta, il mare si è calmato ma l’acque è ancora torbida, il cielo è limpido con un bel sole splendente che nelle ore antimeridiane ha scaldato abbastanza l’aria. Termino la mia giornata lavorativa a Napoli e ritorno a casa dopo aver scambiato alcuni messaggi con Antonio Mario.  Decidiamo così di approfittare delle condizioni favorevoli per svolgere un poco di attività fisica all’aperto e quindi effettuare una sessione di allenamento in apnea, restando ai limiti del territorio comunale per non violare la zona rossa ancora vigente.  
L’appuntamento è per le 18. Ho indossato la muta da apnea sotto la doccia di casa e dopo essere passato per il garage a prendere le pinne e la zavorra, raggiungo i miei amici con lo scooter.
Al fine di mantenere gli ingombri ed i pesi contenuti al massimo, questa sera ho equipaggiato il mio scafandro Nauticam NA-D850 con il Nikon 60 mm ed i nuovi Mini Flash della Backscatter, appena acquistati da Fotosub-Shop del mio amico Pietro Cremone.   

Alle 18:30  siamo sul posto, c’è ancora tanta luce, mentre inizio a tirare fuori la fotocamera dal borsone mi giro e non vedo più Thomas … interrogo suo padre che mi riferisce che il ragazzo è già in acqua con la sua fotocamera compatta in cerca di soggetti da fotografare!

Noi vecchietti impieghiamo qualche minuto in più, prima di esser pronti, ma di lì a poco siamo anche noi in acqua. La visibilità è scarsa,  l’acqua è torbida quasi biancastra, a causa mare mosso dei giorni precedenti. Iniziamo il nostro giro e man mano calano le tenebre.

Trascorriamo circa 90 minuti in mare, sondando il “terreno” dalla superficie fino al fondo, con una discreta serie di simpatici soggetti immortalati. Tra questi: un uovo gattuccio, tre piccolissimi polpi, alcune bavose, ghiozzi, granchi e paguri, ma anche uno spirografo arancione.  

Quando siamo ormai infreddoliti e sulla via del ritorno, Thomas mi mostra una stella che sta mangiando un ghiozzo morto. Siamo in un metro d’acqua e trovo difficile riuscire a stendermi sul fondo adeguatamente per fotografare la scena, essendo privo di una zavorra dorsale che viene usata abitualmente dagli apneisti.

Terminiamo l’immersione sempre a bassissimo fondale incontrando ancora qualche soggetto, fin quando, mentre sorvoliamo la sabbia  su un fondale di circa 4 metri di profondità,  per dirigerci alla scaletta per risalire, identifico un inconfondibile pesce sepolto completamente.

Si tratta di un Pesce Prete Uranoscopus scaber perfettamente mimetizzato nel sedimento.  Prendo fiato e mi immergo, provo a mettere a fuoco ma l’operazione è molto più complessa rispetto a quando sono in ARA. Scatto ma mi accorgo subito che le foto non sono a fuoco. Avviso i miei amici che si avvicinano a me. Mostro loro il punto ed invito Antonio, senza fotocamera, a far venir fuori dal sedimento il pesce, mentre io e Thomas siamo pronti per scattare il suo balzo verso un nuovo punto d’insabbiamento.  Disturbiamo il buffo pinnuto un paio di volte per cercare di fotografarlo per bene, alla fine, probabilmente affaticato … mi caccia anche la lingua, ma la foto scattata ahimè è fuori fuoco. Un vero peccato, magari la prossima volta lo ritrovo e lo fotografo per bene! Adesso è proprio tempo di risalire, sono le 20:45 e dobbiamo essere a casa entro le 22 per il coprifuoco. 

Completamente bagnati saliamo sugli scooter, mentre Antonio e Thomas passano in ufficio a posare qualche gambero pescato con il retino per metterli nell’acquario, io vado direttamente a casa, abbastanza infreddolito per il vento e la bassa temperatura (10°C). Mi svesto sotto la doccia bollente come facevo insieme a mio padre quando ero un ragazzino ed al termine dell’immersione entravamo con la muta indossata nel bagagliaio della station wagon per spogliarci a casa. E’ stato un piacevolissimo tuffo nel passato di almeno trent’anni!

Che dire … mi sono veramente divertito, ho avuto l’occasione di provare i nuovi flash e verificare che funzionano bene in queste condizioni.
Durante la serata ho però anche “stracciato” un cavetto in fibra ottica tirandolo maldestramente, ma fortunatamente il flash era ormai scarico. Prossimamente sostituirò anche le batterie utilizzate, che uso abitualmente nelle lampade, per acquistare quelle originali che dovrebbero garantire anche una maggiore autonomia di lampi.

Finalmente alle 21:45 sono a tavola per la cena, affamato e soddisfatto, pronto a sedermi al Mac per guardare le foto scattate e pronto a tornare in acqua al più presto!

 

 

47 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mercoledì scorso mi son fatto fregare dal meteo incerto, ho messaggiato incessantemente con il mio amico Rosario durante tutta la mattinata per definire la nostra immersione notturna, ma alla fine, abbiamo desistito. Anche oggi è avvenuto lo stesso, con la pioggia ed il sole che si sono alternati in modo importante durante tutto l’arco del giorno. Alla fine però, anche se in solitaria, decido di andare lo stesso, pur senza il mio caro amico. Bisogna approfittare quando è possibile, senza far svanire altre occasioni propizie, in previsione del coprifuoco alle 22 che si prospetta nei prossimi giorni a causa della recrudescenza del Covid-19.
Si è alzato anche un pò di mare a causa del vento di maestrale, ma nel punto dove ho idea di immergermi, dovrei poter godere di un poco di tranquillità. Ho montato il Tokina 10/17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1.4X e minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash OneUW 160X con i nuovi diffusori, ancora una volta comandati dai cavi in fibra ottica, dopo aver ricevuto i ricambi per ripararli dal mio amico nonché sponsor tecnico, Pietro Cremone di Fotosub-Shop.
Onde evitare problemi nella vestizione in solitaria, ho tirato fuori anche la mia SANTI, che rappresenta un’eccellenza in tema di mute stagne.
Aspetto che faccia buio prima di muovermi da casa, non ho nessuna fretta, forse solo il cielo nuvoloso può ostacolare la mia sortita in mare portando ancora pioggia.  Arrivo a Marina Grande e parcheggio a fatica, i ristoranti sono ancora aperti, ma riesco a trovare un posto idoneo. Inizio a vestirmi lentamente e alle 20 circa sono in acqua.

La visibilità è pessima all’interno del porticciolo, mentre fuori migliora nettamente. La serata inizia male con la rottura di uno dei cavi in fibra che avevo sistemato poco prima a casa e con il recupero di una maschera subacquea dal fondale. Raggiungo la piccola barca affondata dove a prua si nasconde una murena, scatto con entrambi i flash usandone uno in slave, ma dopo il primo scatto la murena fugge via. Sul fango si erge una bella gorgonia Leptogorgia sarmentosa alla cui base c’è una ciprea Simnia spelta, uno dei pochi soggetti trovati questa sera.
Come sempre ci sono tantissimi rifiuti, ancora troppi, compresi tanti brandelli di rete da pesca che ahimè continuano a pescare. Infatti tra le maglie di nylon è rimasto intrappolato uno sciarrano, del quale rimane solo la lisca. Mi avvicino cercando di non sollevare troppo sedimento, ma ho molta difficoltà a far scattare il flash destro. E’ in questo momento, dopo circa 20 minuti d’immersione, che si stacca anche il cavo in fibra sinistro dalla boccola che lo conteneva, non correttamente riparata, che mi costringe a proseguire l’immersione fotografica usando solo la lampada di ricerca che ho sopra la fotocamera.
Resto in acqua per 60 minuti, sperando di NON trovare nulla di particolarmente interessante! Recupero un paio di occhiali, trovo una piccolissima Alicia mirabilis, forse la cosa più bella della serata e mi metto a fotografare i pesci lucertola Synodus saurus ed una polpessa Callistoctopus macropus. Negli ultimi metri prima di risalire, ancora rifiuti: nasse, pneumatici e bottiglie. 
Alle 21:30 sono già nei pressi dell’auto, alle prese con la svestizione, approfitto per effettuare un lavaggio dell’attrezzatura in situ, utilizzando due taniche d’acqua dolce che ho portato con me. Questo però non mi esime dall’effettuare il lavaggio accurato successivamente, ma mi consente di portare poca sabbia a casa. 

Cominciano ad essere troppe le occasioni svanite e quelle con problemi tecnici, ma nessuna di esse può scalfire la mia voglia di mare; come sempre esco dall’acqua felice e rilassato, pronto ad affrontare una nuova avventura!

 

43 Puolo con Filippo, Edo, Mimmo e Pietro – Immersione Notturna

La giornata lavorativa inizia presto, oggi ho una intera giornata di riunione aziendale a Vietri sul Mare ma finalmente posso incontrare i miei colleghi che non vedo di persona da 8 mesi. L’emozione è grande per tutti noi che siamo un team affiatatissimo. Lavoriamo intensamente tutto il giorno indossando le mascherine e mantenendo le giuste distanze sociali per evitare qualsiasi problema.  Confesso però che è stato duro resistere alla splendida location con annesso stabilimento balneare … ma il mare oggi non manca! Passo dalla mascherina alla maschera!

Al termine della riunione immediatamente mi metto in auto e alle 18 sono a casa. Ho già preparato tutto, Nautican NA-D850 con Tokina 10/17 mm e Kenko 1,4x, doppio flash OneUw 160X ma aggiungo anche le due lampade Archon per eventuale utilizzo video. Ho solo da chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto, indossare il costume e alle 1845 sono già sullo scooter. Fa un gran caldo e mentre raggiungo Marina della Lobra, vedo il sole scendere sotto l’orizzonte ma anche comparire una coltre nuvolosa che non c’era in mattinata. Quando arrivo al Punta Campanella Diving Center trovo il caro amico e grandissimo fotosub Filippo Borghi che in mattinata è già stato in acqua a Capri con il prof. Mimmo. Saluto tutti ed inizio a documentare il nostro incontro, poi mi dedico a preparare l’attrezzatura. Arriva Anche Pietro con Stefania, Edoardo ed Ivana, ma stasera ci sono anche altri amici come Lucio ed Antonio. 

 

Mentre aspettiamo che parte del gruppo termini la cena, inizia a cadere qualche goccia dal cielo, dopo pochi minuti la pioggia diventa torrenziale con una tempesta di fulmini che ci costringe ad attendere un’ora abbondante prima che le condizioni siano idonee per uscire in mare.
Lo spettacolo è grandioso e viene magistralmente documentato fotograficamente dai miei amici Lauro Castellano e Giovanna Silvano che da “cacciatori di fulmini” non si sono persi l’occasione. 

Alle 21 siamo pronti per salire sul gommone, Gianluigi sarà il barcaiolo, mentre Vittoria ed Ivana accompagneranno il gruppo dei non fotografi. Arrivati a Puolo ci tuffiamo, l’acqua è torbida in superficie, ma fortunatamente migliora molto in profondità, anche se la temperatura è molto fredda. 
Recupero un paio di occhiali dal fondo ma su di esso ci sono ancora troppi rifiuti antropici. Quasi subito incontro un enorme dentice Dentex dentex addormentato sul fondo. Mi avvicino pre-impostando la fotocamera, eseguo un primo scatto da lontano, poi arrivo a contatto con lui, un secondo scatto ed il successivo è già in fuga verso il buio, Edoardo vede da lontano una sagoma chiara muoversi e riesce a sorprenderlo ancora mentre è sulla sabbia, anche lui ha il tempo solo di due scatti prima di vederlo sparire fulmineamente nel nero della notte.
Sul pendio fangoso ad oltre 40 metri di profondità c’è poca vita, solo alcune stelle corazzate Astropecten auranciacus e qualche triglia. Raggiungo la parete rocciosa e vado in cerca di pesce ago nella posidonia, ne trovo tre esemplari tra le foglie che sono cresciute in questo punto. Mi dirigo verso terra e vedo un enorme masso caduto da poco sott’acqua, che ovviamente prima non era in questo posto, proseguendo, vedo una piccola polpessa Octopus macropus, qualche labride addormentato ed infine un paguro con l’attinia. 

Rientriamo al diving dopo circa 80 minuti d’immersione, come sempre sono soddisfatto ed appagato per aver trascorso ancora un poco di tempo sott’acqua, sistemo tutta l’attrezzatura e la lascio in deposito con la speranza di poter tornare in mare domenica mattina. Prima di andare via, raduno tutto il gruppo per il mega-selfie rituale a conclusione della bella serata trascorsa insieme ai miei amici. Alle  24 sono a casa, stanco ma felice.

 

37 Puolo con Edo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Alle 17 mi arriva un messaggio da Pietro che mi avvisa di una immersione notturna prevista per le 19:30. Ad una tale convocazione non posso rinunciare, così mi organizzo per esser pronto per tempo. Fortunatamente in mattinata avevo messo a ricaricare tutte le batterie dopo la settimana di vacanza trascorsa a Saline Joniche dal mio amico Domy.

Al diving ci sono Edoardo ed Ivana, Pietro e Stefania che si accompagnerà in barca, ma soprattutto il mio amico Mimmo che trovo in gran forma a distanza di una settimana. Sono felice.  

Ho montato sulla Nauticam NA-D850 ancora il Tokina 10-17 mm abbinato al Kenko 1,4X nel minidome Saga Dive ed i flash ONEUW 160X. Non sono riuscito a montare la ghiera dello zoom, ma approfitto per essere aiutato da Pietro Cremone di Fotosub-Shop che mi sistema tutto facendo una “magia”.  

Ci muoviamo verso le 20:30 con il gommone, raggiungiamo la Cala di Puolo ed aspettiamo che calino le tenebre.  Ci tuffiamo alle 21 ma l’acqua è molto torbida. Trascorro 60 minuti in acqua da solo, guardando a distanza le luci dei miei amici. Vedo infatti Mimmo a circa 40 metri di profondità inseguire un capone ubriaco che però si tiene a debita distanza. Sorveglio la situazione dieci metri più in su e mi rendo conto che non è il caso di scendere per provare a fotografarlo. Più tardi incontro un gronco fuori tana, due sogliole pelose, oltre agli immancabili gronchetti e pesci lucertola.  
Questa volta mi sono mantenuto molto più a lungo sulla sabbia ma poi ho terminato l’immersione sulla parete rocciosa per effettuare delle prove con la nuova configurazione, riuscendo a scattare anche delle  “macro ambientate” usando la fotocamera in modalità DX.
Risalgo a circa 100 metri di distanza dal gommone e torno in superficie all’imbarcazione dove ci sono i miei amici. Anche stasera c’è stato poco “movimento”, così decidiamo di provare a cambiar posto alla prossima occasione. Alle 23 sono già sullo scooter dopo una doccia calda e aver sistemato le attrezzature. Quando arrivo a casa per  mettere ad asciugare la muta, mi accorgo di averla lasciata al diving dopo averla messa a sgocciolare: Prendo il telefono ed avviso i miei amici, tornerò forse domani a riprenderla.