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#53 Secca di Vetara con Mimmo e Rosario

Mi sveglio per mettere a punto la fotocamera e mentre eseguo l’operazione, ancora assonnato, mi sfugge dalle mani la mia Nikon D850 con l’obiettivo Sigma 15 mm montato!  La fotocamera effettua una capriola e “magicamente” riesco a riprenderla al volo! Mi si è raggelato il sangue! Mi riprendo e completo l’operazione in sicurezza. Appena pronto, scendo e vado in pescheria e alle 8:15 sono già sullo scooter. Ho montato le due batterie nuove nei flash ed ho lasciato la medesima configurazione di ieri mattina.

Oggi la temperatura è leggermente superiore, 16°C, si sta meglio anche se il cielo è nuvoloso. Arrivato al Punta Campanella Diving ci sono già Rosario e Mimmo che montano le loro fotocamere.  Anche Fabio e Gianluigi (con il Superdome appena lucidato da Rosario Scariati) effettuano la stessa operazione. Gianluigi completa le operazioni aspirando l’ariano la bocca dall’interno dello scafandro per mettere in funzione il sistema Vacuum. 

Sulla palafitta che ospita il diving, ci sono anche alcuni amici subacquei della vecchia guardia: Gennaro Caiazzo, Lorenzo Corcione e Vincenzo Coppola che approfittano per fare gli auguri di buon compleanno al mio papà.

Arrivano anche Antonio (che porta i cornetti caldi) e Nino. Siamo pronti alla partenza intorno alle 10 ma un’improvvisa telefonata costringe Antonio a scendere dal gommone per tornare immediatamente a casa.

Il mare è proprio calmo, la lunga navigazione è piacevole, anche se la temperatura è “fresca”. Arriviamo sul posto dopo una quarantina di minuti, la Secca di Vetara, in Zona A dell’A.M.P. Punta Campanella, sito poco frequentato dai subacquei. Quando siamo pronti per immergerci, inizia ad uscire un pallido sole. L’acqua dalla superficie sembra limpida e lo è veramente. Non essendoci mai stato prima, sono emozionato per la “scoperta” di un nuovo punto d’immersione.

Ci immergiamo ed andiamo in direzione degli isolotti de Li Galli. Dall’alto si vede una lunga spaccatura che sorvoliamo dirigendoci all’estremità della secca dove deve esserci uno strapiombo. Lo raggiungiamo e sulla parete verticale sciafila, le spugne gialle ed il coralligeno profondo dominano il substrato. Ci sono anche tante gorgonie gialle e rosse, anche se ancora parzialmente ricoperte da alghe.

Scendendo più a fondo si vedono degli scogli isolati sulla sabbia tutti ricoperti di Paramuricea clavata. Il posto è molto bello ma siamo ad oltre 50 metri di profondità. Il sito è notevole e merita sicuramente un’immersione programmata con una bombola aggiuntiva caricata con EAN 50%.

Durante la risalita, si vede un grosso pezzo di rete da pesca abbandonata, ma più in superficie ci sono anche tanti fili di nylon usati nella pesca a traina.

Mostro questi ultimi a Fabio che prontamente si occupa del loro recupero; mentre siamo impegnati ad effettuare la decompressione e a scattare i selfie ricordo,  Il prof. Roscigno intanto fotografa un vermocane prima di risalire in superficie.

Nonostante il sole, quelli equipaggiati con la muta umida hanno un discreto freddo, il primo di essi è Mimmo che ha bisogno di riscaldarsi con il rum che ha portato Rosario nella sua fiaschetta metallica. E’ così organizzato e meticoloso il mio amico, che tira fuori dalla sua borsetta anche un set di specifici bicchierini in acciaio per consumarlo. Sono le 11:30 e ritorniamo verso il porto; durante la navigazione il rum scorre a fiumi, deliziando il palato di tutti gli ospiti del natante. Fragorose poi sono le risate che l’impotente Rosario genera nel gruppo quando cade per due volte sulla sua fotocamera per distribuire il liquore a tutti.

Arrivati al diving mi spoglio prontamente. Saluto tutti e riporto a casa la muta stagna per farla asciugare per bene anche all’interno. Rosario deve rientrare a casa come me mentre Mimmo, che cambia obiettivo alla sua fotocamera, resta al diving per effettuare un imminente secondo tuffo a Puolo.

Che dire … ancora una bella giornata di mare con gli amici! A casa mi metto subito al computer. Mentre Lorenza cucina, io scarico le foto ed attendo che sia pronto il pranzo. Nel pomeriggio poi vado a salutare mio padre Enrico insieme alle mie ragazze per festeggiare con una torta gelato il suo 85° compleanno.

 

#39 Banco di Santa Croce con Mimmo e Pietro – Secca Principale

Trascorriamo un’ora di riposo e di piacevolissimo cazzeggio sotto il sole, ben presto siamo di nuovo pronti per un nuovo tuffo. Questa volta siamo sulla Secca Principale del Banco di Santa Croce e Mimmo si immerge prima degli altri … lo seguo subito dopo, non attendendo il gruppo.

Scendo sulla Savalia savaglia e poi passo nel tunnel ma l’acqua è sporca, ci sono già passati altri subacquei. Esco dalla fenditura e vado ad ammirare le gorgonie rosse ma, proseguendo lungo la parete, mi accorgo che non c’è più la grande spugna Axinella cannabina. Non riesco a spiegarmi l’accaduto, ipotizzo che qualcuno l’abbia strappata!

Effettuo un giro antiorario dello scoglio fino ad arrivare dall’altro lato della grotta passante. Qui ci sono tante Paramuricee e tra le Eunicelle e le margherite di mare, si adagiano le cernie, con i dentici che volteggiano nell’azzurro in cerca di cibo.
E’ sempre un magnifico spettacolo l’immersione al Banco, ma forse oggi, a quest’ora, è meno rigoglioso del solito.

I 60 minuti d’immersione sono conditi da ulteriori 11′ di decompressione. Per farli trascorrere, inizio a guardare qualche foto sul display, ma poi, annoiandomi, mi distendo a pancia in sù per dormire un pochino e far trascorrere più rapidamente i lunghi minuti. 

Rientriamo al diving intorno alle 14, scarichiamo le attrezzature ed effettuo il consueto rapido lavaggio della fotocamera Nauticam NA-D850. Non importa la solita accuratezza … stasera la “bambina” torna in acqua di nuovo!

Per ovviare alle batterie ormai scariche dei flash, mi faccio lasciare una coppia di accumulatori di scorta da Pietro che mi consegna anche il mitico Nikonos RS13 mm appena modificato dalla Seacam.

Alle 14:30 sono già sullo scooter, arrivo a casa per un pranzo velocissimo, ben presto me ne vado in spiaggia con mia moglie Mariolina ai Bagni Salvatore, in attesa dell’immersione della sera, alla quale sarà presente anche mio fratello Arturo.

#38 Banco di Santa Croce con Mimmo e Pietro – Secca di Terra

La giornata inizia con un pit-stop essenziale per fare il carburante, subito dopo sono sullo scooter con direzione Massa Lubrense. Ho aspettato l’intera serata nell’attesa di un cenno da Gianluigi … che è arrivato in tarda serata: “Vieni!

Alle 8:15 sono al Punta Campanella Diving ed il Prof. Roscigno appena mi vede mi domanda: “e tu che ci fai qui?”  Ovviamente non sapeva dell’ok serale del Boss, visto che oggi al diving è Sold-Out! Mi viene un terribile dubbio per un possibile disguido tra il capo e lo staff e vado a controllare immediatamente il foglio barca! C’è il mio nome, è tutto ok!

Consegno le batterie per il trigger al mio amico Davide Lomagno, comprate in serata dal tabaccaio ed inizio a preparare la mia fotocamera. Oggi è prevista una doppia immersione al Banco di Santa Croce: su Marangone salgono i sub che effettueranno un doppio tuffo, mentre su Berta, il gruppo che rientrerà alla base dopo la prima immersione … e io (felicemente) sono su Marangone!

Si parte alle 9:30 ed usciamo dal porto con il gommone pieno di subacquei e bombole. Ci sono anche Salvatore Lauro e Gennaro Caiazzo oggi, oltre a Stefania & Pietro, Monica & Davide, con Vittoria e Stefano a fare da accompagnatori, mentre Gianluigi e Fabio sono su Berta.

Alle 10:30 sono in acqua, aspetto Pietro e Stefania vicino alla cima di ormeggio e seguiamo il resto del gruppo che è già sotto. Il primo tuffo lo effettuiamo alla Secca di Terra. Lo spettacolo è incredibile, ci sono tantissime cernie brune, molti dentici,  le gorgonie gialle sono rigogliosissime ed anche le  margherite di mare oggi sono esplosive!  Trascorriamo 45 minuti come ai “tropici”, ma ben presto è tempo di risalire.

Alle 11:30 circa ci spogliamo e facciamo una sosta con annesso “bagnetto” nell’acqua calda estiva, consumiamo anche uno snack salato ed approfittiamo per fare la pipì. Aspettiamo amabilmente un’ora per poi prepararci di nuovo per il secondo tuffo, dopo esserci spostati sulla Secca Principale.

#23 Banco di Santa Croce con Mariele & Luca (ma senza Mimmo)

Oggi anticipo la sveglia alle 6:45. In programma c’è un tuffo al Banco di Santa Croce e bisogna sbrigarsi. C’è sole e non vi è evidenza  dell’allerta meteo annunciato in TV.

Alle 7:30 sono al diving, lo Staff è al completo. Andiamo a prendere il caffè al bar mentre arrivano anche Rosy e Gianluigi. Mi aspettavo di trovare i miei amici ma non c’è né Mimmo né Pietro. 
Aspettiamo che tutti siano pronti e partiamo alle 8:40. Arriviamo al banco dopo una navigazione “bagnata” con vento e onde che ci arrivano addosso e con tre gommoni già ormeggiati alla boa.

Mi tuffo per primo ma c’è una corrente superficiale pazzesca e fatico ad arrivare alla boa. Aspetto lì i miei amici in superficie, con me scendono Gianluigi che accompagna Mariele Crispino e Luca Capasso sulla Secca Principale. Entrano subito il tunnel roccioso coperto dalle gorgonie rosse e lo attraversano,  mentre io sono intento ad entrare dall’altro lato. Sfortunatamente fanno prima di me e non riesco a scattare come avrei voluto.

Usciamo dal lato dal quale sono entrato e raggiungiamo la Savalia savaglia, poi proseguiamo il giro verso le margherite di mare e le  gorgonie rosse e poi fino a quelle gialle. L’acqua è limpida e si vede tantissimo pesce, con dentici, cernie e salpe; la corrente qui a fondo è molto più scarsa. Dopo 10 minuti di decompressione, risaliamo a bordo. 

Quando metto la testa fuori dall’acqua vedo i miei amici Ciro dell’Anno e Marco Panico sul gommone di Eurosub che hanno aspettato la nostra risalita per salutarmi.

Ritorniamo al diving e nel frattempo il vento ha cambiato quadrante, anche durante la navigazione inversa non mancano gli spruzzi in faccia. Approfitto della comodità di “Marangone” e mi siedo sul divanetto posteriore con Salvatore e arriviamo a terra asciutti.

Saluto tutti i miei amici ed approfitto per lasciare l’ultima copia del volume I del libro “I Colori delle Sirene” ad Ivo & Anita, ma anche a Luca & Mariele. Un abbraccio anche a Pietro & Stefania che tornano a casa.

Corro via perché il cielo è nero e minaccia un imminente temporale con tuoni e fulmini. Riesco quasi ad arrivare a destinazione ma all’altezza del Capo di Sorrento inizia una pioggia torrenziale. Arrivo a casa completamente bagnato, apro la porta e mi infilo  direttamente sotto la doccia calda. Nel frattempo è pronto il pranzo. E’ immancabile il successivo sonnellino ristoratore. Mi sveglio alle  16 per guardare il GP d’Inghilterra di F1, con Charles Leclerc che finisce secondo dietro il campionissimo Lewis Hamilton. Un bel caffè e sono pronto per andare a scaricare sull’HardDisk le foto scattate  ed iniziare a scrivere il resoconto della giornata odierna e quello delle  immersioni arretrate.

#19 Banco di Santa Croce con i Giannini

La notte trascorre insonne, fa un caldo torrido. Mi alzo tutto sudato e vado a bere più volte. Mi giro e rigiro nel letto fin quando sono le 6:30. Fortunatamente ho preso un giorno di ferie per stare insieme ai miei amici romani dell’Olgiata Diving che sono arrivati ieri pomeriggio ed andranno via domani.
Vado a fare la prima colazione, poi a chiudere fotocamera. Appena pronto scendo e vado in garage a prendere la nuova muta  monopezzo. Sono le 7:45 e il display dello scooter segna una temperatura di 29°C.  Alle 8 sono al Punta Campanella Diving come da appuntamento. Oggi ho montato il Tokina 10-17 regolato a 17mm nel minidome ed i flash OneUW 160X. 

Saluto tutti i miei amici, Franco, Francesca e Beatrice, Claudio Giulianini & Adriano Occhi oltre allo staff del diving, appena siamo pronti partiamo con i due gommoni.  Il caldo è torrido, il mare è calmo ed il cielo è coperto, ma durante la navigazione ci bagniamo per un pò di vento contrario. I due gommoni sono belli pieni, con Fabio alla guida di “Marangone” e Vittoria su “Berta”.  

In acqua scendo con Mimmo, andiamo subito alla Savalia savaglia, poi proseguiamo il nostro giro sulla secca principale.  Tante le cernie, i dentici, gli scorfani. Le pareti sono ricoperte di Parazoanthus axinellae e le gorgonie rosse sono belle aperte. L’acqua in profondità è accettabile, mentre in superficie è veramente terribile. Termino l’immersione con  6 minuti di decompressione e risalgo subito a bordo con la comodissima scaletta. A bordo sento raccontare che Gianluigi ha contato ben 12 aquile di mare sul cappello della secca.

Mentre rientriamo al diving ci fermiamo al largo davanti a Piano di Sorrento dove si vedono dei i tonni in caccia delle alici. Torniamo subito al diving, smontiamo i GAV e cambiamo le bombole, dopo aver lasciato le fotocamere a bordo, ci prepariamo ad uscire di nuovo alle 11:30 per il successivo tuffo allo Scoglio Penna.

#18 Puolo con Edo e Mimmo – Immersione Notturna

La sveglia del lunedì mattina non è mai piacevole, tranne quando al termine della giornata lavorativa hai in programma un’immersione notturna, la prima dell’estate, con i tuoi amici più cari.
Dopo la colazione, mi vesto e nell’attesa che incominci una videoriunione aziendale alle 9, inizio ad assemblare la fotocamera per la serata. 
Smonto il superdome con la prolunga, usata sabato con il Nikon 16-35 mm e monto il minidome ma questa volta con lo zoom Tokina 10-17 mm regolato su 17 mm. L’obiettivo si è rovinato e non posso usare la ghiera zoom, ma funziona benissimo anche senza.

Inserisco il tutto nello scafandro e collego i flash OneUW controllandone il corretto funzionamento. Una volta sistemato, ripongo tutto nel borsone e mi preparo alla riunione e alla giornata lavorativa che mi attende.

Durante la mattinata entro a prendere un caffè in un bar di Castellammare di Stabia ma vengo riconosciuto dal un mio caro amico,  mio coetaneo che insiste nell’offrire lui. Scambiamo amabilmente due chiacchiere come ai bei tempi andati, prima di salutarlo gli chiedo info sul suo stato di salute, avendo superato un periodo difficile.  Mi raggela riferendomi di nuovi ed ancora più gravi problemi, lo abbraccio affettuosamente salutandolo, ma confesso che la mia giornata è emotivamente fortemente segnata …

Il caldo è torrido, lavorare oggi è particolarmente faticoso, lo è ancor di più alla luce delle brutte notizie che ho appreso e che non riescono a  lasciare i miei pensieri.

Rientro a casa e mi stendo un attimo sul divano, ma dopo poco scendo con mia moglie a fare alcune commissioni. Alle 19:45 sono sullo scooter con direzione Marina della Lobra.
Quando arrivo, oltre ai miei amici Edoardo, Ivana, Mimmo ed i ragazzi del Punta Campanella Diving Center ci sono anche tanti altri amici, in particolare Adriano Occhi e Claudio Giulianini, ma anche Luisa e Pierluigi. Stasera al termine dell’immersione avremo da festeggiare San Luigi ma soprattutto il 60° compleanno di Edo.

Attendiamo il calare delle tenebre e ci muoviamo dal porto con “Marangone” per andare a Cala di Puolo, ma solo dopo aver effettuato lo scatto rituale pre immersione. Il mare è calmo e la luna è quasi piena. Raggiungiamo la baia e ancoriamo. Mi tuffo per primo e inizio a scattare qualche foto al gommone con le lucine accese in acqua. Quando Edoardo e Mimmo sono pronti, scendiamo e ci dirigiamo verso il sabbione.

Scendo fino a 40 metri di profondità, Mimmo è alcuni metri più in  basso, ma ha con se una bombola decompressiva, mentre Edo è alla mia stessa profondità ma ad una ventina di metri di distanza. L’acqua è abbastanza limpida, ma in immersione siamo veramente in tanti stasera. In acqua ci sono infatti anche Fabio, Stefano, Lisa e Vittoria che accompagnano i miei amici.  La serata non è memorabile, ma riesco comunque a rilassarmi, nonostante la mia mente sia continuamente impegnata a pensare al mio amico in difficoltà. Termino l’immersione dopo 65 minuti, conditi da 15 minuti di decompressione. Degni di nota ben 4 pesci ago Syngnathus acus, una Alicia mirabilis ed un Umbraculum mediterraneum.

Rientriamo alla base intorno alle 23:30, ci spogliamo e sistemiamo le attrezzature mentre Ivana prepara le vivande per la festa imminente. Quando anche Edoardo è pronto, iniziamo i festeggiamenti con il coro augurale ed il soffio delle candeline. Alle 00:30 è ora di tornare a casa, ma non posso andar via senza aver mandato tutti nella “casetta” per scattare la foto ricordo!

 

#15 Punta Campanella con Gianluigi

Qualche goccia di pioggia cade sul casco, la strada è bagnata e devo prestare particolare attenzione mentre raggiungo il Punta Campanella Diving Center. Arrivo alle 8:30 e per prima cosa, scatto una foto ai boys. Il cielo continua ad essere nuvoloso ma il mare è bello calmo. Ci prepariamo ed usciamo con direzione Punta Campanella, con Gianluigi raggiungeremo la Savalia savaglia che si trova sugli scogli profondi del promontorio. 

 

Navighiamo veloci su Marangone con il mare calmo fin dietro alla punta, appena svoltata la parete, notiamo un poco di vento ed acqua mossa in superficie.
Seguo Gianluigi per alcuni minuti fino agli scogli profondi e raggiungiamo l’inconfondibile  ramo  giallo. Ha i polipi tutti chiusi e non vale la pena restare, solo il tempo di uno scatto e subito rientriamo verso la falesia verticale, coperta di gorgonie gialle. Con noi c’è anche Salvatore Lauro che ci segue qualche metro più in sù.
Ci dirigiamo inizialmente con direzione Massa Lubrense ma dopo poco invertiamo la nostra direzione per raggiungere il faraglione. Raggiungiamo la “sella” che unisce il faraglione alla costa e qui c’è il resto del gruppo con Andrea, Stefano, Vittoria ed i clienti. Proseguo la mia immersione dirigendomi verso il grottino con gli Apogon imberbis, dopo qualche scatto torno al faraglione dove ci sono alcuni barracuda. Terminiamo l’immersione e saliamo a bordo.  Mentre facciamo ritorno in porto, avvistiamo un gruppo di delfini che nuotano nella scia di un’imbarcazione. Proviamo ad avvicinarci e a cambiare la nostra direzione più volte, ma dopo un paio di avvistamenti, i delfini non si lasciano ammirare da vicino. Avendo preso la fotocamera ed essendoci fermati in mezzo al mare, approfitto per scattare qualche selfie con i miei amici.
Alle 12 sono già a sciacquare le attrezzature nella vasca dedicata, alle 12:30 sono a casa, mi aspetta mia moglie per andare al mare.

Quando arrivo Mariolina è già pronta e scendiamo ai Bagni Salvatore di Sorrento nonostante il cielo sia coperto. Mangiamo un panino e mi posiziono sul lettino a guardare il GP. Durante la pazza corsa odierna, il meteo cambia più volte, piove poi esce il sole. Terminata la corsa, dopo un buon caffè, faccio un bel tuffo nell’acqua fredda e cristallina ma, mentre mi asciugo disteso sul lettino, il cielo si rannuvola promettendo ancora pioggia. Alle 18 decidiamo di terminare la nostra giornata al mare, non potendo più implementare la tintarella!