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La Tonnarella con Punta Campanella Diving

L’asfalto bagnato sotto gli pneumatici dello scooter mi suggerisce di procedere verso Massa Lubrense con grande cautela, l’appuntamento al Punta Campanella Diving è per le 9 e sono in perfetto orario senza necessità di affrettarmi. La sveglia stamattina è stata condita dalla classica esitazione che c’è nel guardare il display elettronico sul comodino quando c’è il cambio dell’ora legale. Mi alzo alle 7 ma vado a controllare in bagno l’orologio analogico sopra lo specchio … segna le 8. Tutto ok, la sveglia radiocontrollata ha fatto egregiamente il suo lavoro. Vado in salone e mangio qualcosa, poi vado a chiudere lo scafandro della mia Nauticam NA-D850 e metterlo sottovuoto. Ho montato il Nikon 10.5 mm questa volta nel minidome Saga Dive, sempre abbinato ai flash OneUw comandati in fibra ottica. Scendo di casa e vado in pescheria per predisporre il pranzo, torno subito e dopo essermi vestito per l’immersione, riscendo per prendere lo scooter.

Quando arrivo a destinazione trovo i ragazzi dello staff intenti alla preparazione delle bombole e Lisa che invece è alle prese con la spiegazione dell’utilizzo della bussola. Trascorre un poco di tempo prima di essere pronti, oggi c’è onda lunga e bisogna ripiegare dietro Punta del Capo di Sorrento per trovare un pò di ridosso.

Gianuigi resta in gommone, Lisa e Vittoria invece scendono in acqua. Mi tuffo in leggero anticipo rispetto al gruppo ed inizio la discesa lungo il ripido pendio sassoso che porta alla parete verticale con le spugne gialle. L’acqua è torbida e sembra essere in immersione notturna, tale è l’oscurità che avvolge la scena. Vedo una piccola cernia intanarsi in una spaccatura e tante castagnole, che si muovono in sincronia. Raggiungo le spugne e mi avvicino tantissimo per provare l’obiettivo. Risalgo un poco e vedo sopraggiungere il gruppo mentre sono alle prese con una “vacchetta di mare” Peltodoris atromaculata che lascio fotografare anche a loro. Proseguo il mio giro in cerca del cavalluccio marino giallo visto insieme a Mimmo Roscigno  ma non ce n’è traccia, c’è sempre e solo tanta immondizia, compresa una padella. Risalgo a bordo prima di tutti ed aspetto il loro ritorno, ormai splende un bel sole e la giornata si è completamente trasformata. 
Ritornati al diving aprofitto per lavare accuratamente muta e fotocamera e, dopo aver salutato tutti, torno a casa per il pranzo e per seguire il GP di F1.

La Tonnarella con Mimmo e Gennaro

Pensavo di aver visto quasi tutto nella mia vita subacquea, ma quella di oggi è stata una bella ed inaspettata sorpresa … 
Dopo qualche settimana di pausa, finalmente oggi torno in acqua. Ieri sera ho approntato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma 15 mm e minidome Saga Dive, ho controllato la carica dei flash e, seguendo le istruzioni del costruttore per evitare effetto memoria, non ho ricaricato le batterie dei flash OneUW 160X, anche se la carica di uno dei due era più bassa dell’altro.
Questa mattina, dopo la sveglia ho richiuso lo scafandro e mi sono messo sullo scooter con direzione Punta Campanella Diving Center a Massa Lubrese. Arrivo alle 8:30 come programmato e la temperatura dell’aria è inizialmente fredda, al diving però la temperatura sale anche grazie al caffè portatoci dall’amico Salvatore Lauro. C’è il mio amico dott. Gennaro Caiazzo che non vedevo da tempo e dopo poco arriva anche il mitico prof. Roscigno, oggi senza fotocamera e solo con l’attrezzatura da apnea.
Partiamo alle 9 dal porto con Gianluigi al comando del gommone, Lisa ed Andrea accompagnano i clienti stranieri sott’acqua, Mimmo sarà in apnea con l’austriaco Martin Muller, mentre io me ne starò solo soletto. Ci sono onde di oltre 4 metri, causate dal mare che si è alzato durante la notte, unico posto ridossato è la Punta del Capo, in particolare decidiamo di immergerci in prossimità del tratto di costa che va da “La Tonnarella” al Campeggio “Santa Fortunata”. Qui è in rada il mega yacht da 124 metri “Alexander”, con i tre alberi enormi che svettano sul grigio scafo.   
Scendo subito in profondità a 35 metri dove ci sono le spugne gialle. L’acqua è molto torbida e lungo la parete si vedono tantissime nasse abbandonate da anni, impigliate nella rugosità della roccia ed ormai colonizzate da spugne di mille colori. Anche durante la risalita trovo ancora tantissimi rifiuti antropici, fino ad arrivare alla superficie dove c’è una grande pensilina metallica finita in mare. Risalgo e sto per tornare al gommone … Mimmo mi raggiunge e mi chiede se ho terminato l’aria nella bombola, confermo di averne ancora … e lo seguo. 
Inizio a scendere lungo la parete e lui, in grandissima e sorprendente forma, mi conduce sul fondo e mi mostra a 10 metri di profondità un bellissimo cavalluccio marino giallo, trovato da Gennaro che è ancora lì a tenere in evidenza il punto preciso dell’incontro. Inizio a scattare qualche foto a Gennaro, ma il flash destro è ormai completamente scarico. Nel frattempo arriva Mimmo che, con un’apnea formidabile, scende posizionandosi davanti al mio oblò. Resta in immersione ad ogni tuffo per lungo tempo e con grande naturalezza, collaborando e giocando a fare le smorfie mentre attende i miei scatti.
E’ proprio questa la sorpresa grandissima che ho avuto oggi, vedere l’espressione di gioia pura negli occhi del mio amico, restituito ad una nuova vita subacquea.
Una volta a bordo Mimmo mi racconta dell’esperienza mai provata prima, dell’osservazione di un ippocampo senza “doverlo” fotografare! Mi descrive l’incontro nei minimi dettagli, chiaramente emozionato e felice. Lo sono pure io anche adesso che scrivo queste mie righe.
Ritorniamo al diving e sistemiamo le attrezzature, saluto tutti e torno a casa alle 12:30, in tutta tranquillità  per ricongiungermi con la famiglia e pranzare insieme. Nel pomeriggio mi dedico a sistemare le immagini scattate, poi appena le mie donne sono pronte, scendiamo per andare a votare per il Sindaco di Sorrento al ballottaggio, in attesa di vedere gli sviluppi del caso Juventus-Napoli che si dovrebbe giocare in serata.

28 Marina Grande di Sorrento con Michele

Ieri, mentre ero a lavoro, mi giunge il messaggio da Antonino, figlio di Michele O’ Puledrone che mi chiede la disponibilità ad effettuare un recupero di attrezzature da pesca … essendo al momento impegnato,  prendiamo appuntamento per questa mattina, il mio primo giorno di ferie estive.
Alle ore 6 sono già sveglio a causa dell’enorme calura, faccio colazione e mi preparo rapidamente, non ho da assemblare la fotocamera quindi le operazioni sono ridotte al minimo. Alle 7 scendo di casa e dopo un passaggio al garage a prendere la bombola, raggiungo in largo anticipo il borgo dei pescatori. 
Sono le 7:30 e Michele rientra con la sua barca a remi da un’uscita all’alba. Ci salutiamo e capisco che l’iniziativa è stata tutta di Antonino … Michele non voleva disturbarmi e gli aveva detto di non chiamarmi …  
Non indugiamo e subito Michele va a prendere il gozzo, carichiamo l’attrezzatura a bordo ed andiamo lungo la Punta del Capo a cercare il materiale disperso. 
M’immergo in un’acqua abbastanza limpida, vedo il pendio roccioso degradare fino ad oltre 50 metri, dopo una decina di minuti individuo il punto esatto. Provo a guadagnare la superficie tirando la cima verso l’alto ma ben presto devo desistere. Risalgo e mi faccio passare un cavo per poter recuperare il tutto. Scendo di nuovo e faccio segno alla superficie di iniziare il recupero. 
Vedo le operazioni andare a buon fine così decido di restare ancora a fare una passeggiata per ammirare i fondali e controllarne il benessere …
Incontro qualche piccola cernia dorata e qualche cernia bruna, una piccolissima aragosta ed un dentice. Ahimè, sul fondo residuano materiali di origine antropica in grandi quantità, bottiglie, assi di metallo, fili di nilon e artificiali da pesca. Provo a recuperare qualcosa ma non sono attrezzato per farlo. Recupero anche un’ancora incastrata irreparabilmente in una spaccatura della roccia e me ne risalgo mentre Michele ha salpato solo una parte del materiale. Mi dice infatti che manca la parte finale che deve essere stata “pescata” dall’ancora di uno Yacht ancorato sotto costa e che si è poi liberato della cima ributtandola in mare chissà dove.
Decidiamo di riprovare nei prossimi giorni, partendo dal lato opposto per intercettare anche la parte mancante che è destinata a continuare a “pescare” all’infinito, ma senza che le prede possano essere pescate dai marinai.  
Rientrando a terra approfitto per scattare una foto ricordo, poi mi fermo a prendere un caffè con i miei amici parlando del mare della nostra bella Sorrento … di com’era e com’è ora …

C’è da mettersi al lavoro per difendere e far conoscere le ricchezze che ancora sono presenti nel nostro mare.  Tutti i turisti apprezzano le bellezze della nostra costa ma pochissimi e soprattutto gran parte dei cittadini di Sorrento, ignorano il patrimonio che abbiamo a disposizione che va valorizzato e fatto conoscere al mondo intero!

 

 

Punta del Capo con Michele O’ Puledrone

Oggi un gradito “fuoriprogramma” subacqueo. Ho approfittato di una giornata di ferie da “consumare” per aiutare il mio amico Michele, pescatore della Marina Grande di Sorrento, a recuperare una rete da pesca che si era impigliata qualche settimana fa. Quando Michele O’ Puledrone mi chiamò per chiedermi di recuperare la rete ero ancora in “fermo tecnico” a causa dell’intervento odontoiatrico. In realtà domenica scorsa avevo anche saltato la pulizia dei fondali di Marina Grande con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. e mi sentivo in debito con loro e con il mio mare. Così oggi, complice anche il meteo favorevole, ho approfittato per scendere alla marina ed andare a recuperare il tutto. La giornata però non è stata priva di inconvenienti, l’ultimo, il più severo, la rottura della maschera proprio mentre ero in procinto di tuffarmi. Ovviamente non avevo con me quella di scorta. Fortuna ha voluto che fosse in zona la mia amica Mariangela con il Diving Futuro Mare di Sorrento, ci siamo avvicinati ed abbiamo preso in prestito una maschera per svolgere il nostro compito.
Ritorniamo sul punto e mi tuffo, l’acqua è verdognola ma sotto la visibilità migliora, riesco a trovare quasi subito il pezzo di rete e lo recupero agevolmente. Risalgo per portarla in superficie e torno a scendere per fare comunque una passeggiata subacquea. Recupero altri pezzetti di rete, ma anche piombi, pesciolini artificiali ed una canna da pesca che sono ammassati e dispersi sotto la Punta del Capo. Recupero anche qualche gorgonia gialla che, strappata dalle lenze dei pescatori con la canna, giace riversa sul fondo, destinata a morte certa, per inserirla nel mio acquario mediterraneo. 

Termino così l’immersione e restituisco la maschera alla mia amica Mariangela, ringraziandola ancora calorosamente. Non resta che salutare Michele e rientrare a casa per sciacquare tutta l’attrezzatura. Bene così!  🙂 

La barca di Michele O’ Puledrone
L’acquario di casa con le gorgonie gialle e la posidonia recuperate oggi. Anche gli Astroides sono stati recuperati a fine estate 2016 dopo esser stati frantumati dalla parete per pescare i datteri di mare.

Punta Lauro e Punta del Capo

Un violento temporale si scatena mentre ruoto la vite eccentrica che serve a chiudere lo scafandro della Nikon D800e, dopo aver messo in carica le batterie dei flash. È passata la mezzanotte quando invio a Gianluigi il video appena girato con le saette che illuminano la notte, per avere notizie sull’immersione odierna. Lui mi risponde di primo mattino con un video “incoraggiante” appena girato dalla finestra di casa a Puolo, dove il mare è calmo ed il cielo velato solo da qualche nuvola. Tutto ok, accompagno mia figlia a scuola poi parto alla volta di Massa Lubrense con lo scooter.

Ho montato il Sigma 15 mm ma quando arrivo al Punta Campanella Diving decido di smontarlo per utilizzare il 105 micro. Andremo a Punta Lauro per un primo tuffo e poi a Punta del Capo per portare una coppia di turisti a fare snorkeling. In un attimo siamo sul primo punto d’immersione, mi tuffo con Virgilio lungo la parete verticale. Osservo attentamente ogni piccolo buco in cerca di soggetti. Dopo circa 30′ vengo chiamato da Lisa che mi mostra un bellissimo nudibranco Hypselodoris picta, scovato da Vittoria. Interrompo così le mie ricerche e mi dedico a fotografarlo anche in doppia esposizione, fin quando mi accorgo che sono già tutti sul gommone. Giusto il tempo di risalire è cambiare bombola e sono di nuovo in acqua venti minuti dopo, a Punta del Capo, nelle immediate vicinanze dei ruderi della villa romana di Pollio Felice. Scendo lungo la falesia ma mi fermo a circa -20m dove ci sono le gorgonie gialle. È triste constatare che resta ben poco della gialla foresta che ricopriva la roccia in questo punto. I ventagli delle Eunicelle sono “soffocati” dalle migliaia di lenze, esche artificiali e piombi, impigliati tra i rami delle gorgonie che mostrano  segni di sofferenza. Il sito archeologico è da anni il prescelto dai pescatori amatoriali che trascorrono la giornata lanciando e recuperando di continuo le loro esche artificiali, incuranti dei bagnanti e delle imbarcazioni che transitano.

Un vero scempio quello che si osserva sott’acqua, le esche sono ovunque, persino un piccolo polpo è stato ingannato: ha catturato inutilmente un pesce “finto” portandolo fino all’ingresso della sua tana, si ritrae in essa deluso, costretto a dover provvedere di nuovo alla cattura di una preda! Risalgo a bordo del gommone ed accompagniamo gli snorkelisti a Sorrento, poi torniamo al diving.

Oggi ho fatto molto tardi rispetto a quanto preventivato. Fortunatamente le mie donne, dopo l’uscita da scuola delle ragazze, sono già andate al mare. Non resta che raggiungerle per continuare la giornata con loro!

Camping S. Fortunata con Monica e Mimmo

L’onda lunga mi suggerisce una colazione leggera, non vorrei soffrire di mal di mare! Raggiungo il diving senza essere certo di poter uscire per l’immersione. Qui trovo Edo, Gianluigi, Rosy, Virgilio, Mimmo & Monica. Il cielo migliora con il sole che viene fuori dalle nuvole, decidiamo di uscire lo stesso con direzione Sorrento, dietro Punta del Capo dove la risacca è minore. La navigazione procede veloce tra le enormi onde fin quando raggiungiamo il punto d’immersione, nei pressi del Camping Santa Fortunata. Ci immergiamo lungo la parete ed andiamo in cerca di soggetti adatti ai nostri obiettivi per macrofotografia, Edoardo ed io siamo attrezzati con il 105 micro, mentre Mimmo ha montato il 60 mm. Il Prof. trova subito una coppia di Flabellina babai che poi mostra a Edo, i due si trattengono a fotografarle mentre insieme a Monica vado in cerca di gamberi tra i crinoidi. Finalmente trovo qualcosa di interessante, una coppia di Umbraculum lungo la parete rocciosa. Non riesco a fotografarli come avrei desiderato a causa della scomoda posizione dall’alto in cui mi sono dovuto sistemare per fotografarli frontalmente e del ristretto campo fotografico del mio teleobiettivo. Proseguiamo l’immersione lungo la parete fin quando Ivo non viene a riprenderci con il gommone appena tornati in superficie. Come sempre, anche quando le condizioni meteo non sono ottimali, il mare svela i suoi segreti.

 

Monica Priore

Oggi mi sono dedicato a fare assistenza e qualche foto alla traversata a nuoto dell’atleta diabetica Monica Priore. Il Dott. Luciano Improta, medico diabetologo della A.S.L. NA3SUD in collaborazione con la F.A.N.D., la Croce Rossa Italiana e la Lega Navale di Sorrento, ha organizzato una manifestazione dimostrativa invitando l’atleta Monica Priore a nuotare nelle acque della penisola sorrentina per valorizzare l’attività sportiva nei pazienti diabetici. Ci siamo quindi mossi dal porto di Sorrento con le imbarcazioni d’appoggio e raggiunto la “Solara” al largo della quale Monica e altri atleti dello Swimming Sorrento si sono tuffati in acqua, scortati dalle canoe della Lega Navale e sotto la sorveglianza della Guardia Costiera.

La traversata è stata veloce a tal punto che io, con le pinne, riuscivo a stento a seguire il veloce gruppo di nuotatori con la pesante fotocamera tra le mani. Così, approfittando di qualche passaggio sul gommone, li ho intercettati più volte per riuscire a fotografarli nella loro impresa che si è conclusa con l’approdo a Sorrento presso lo stabilimento balneare Bagni Salvatore. Qui Monica è stata accolta da una gran folla che attendeva ansiosa il rientro degli atleti.

Punta del Capo e Jeranto con Mimmo

La mattinata trascorre tra la banca e servizi vari da ultimare, prima di riprendere il lavoro la prossima settimana. Verso le 11:00 ricevo una telefonata “destabilizzante” …

Che stai facendo? Mi accompagni a cercare una cosa che ho visto ieri? 

Trascorre un minuto prima che possa rispondere … ma ovviamente la risposta è affermativa. Così preparo la fotocamera con il Micro Nikkor 60 mm, porto con me la piccola Lidia e montiamo sullo scooter per andare al Punta Campanella Diving Center. Attendiamo il rientro del gommone e siamo pronti ad uscire di nuovo, questa volta la barca è solo per noi due, io ed il mitico Prof. Roscigno.

Raggiungiamo la parete della Punta del Capo di Sorrento e scendiamo lungo il pendio in cerca di crinoidi e dei suoi ospiti. Trascorriamo oltre 60′ di cerca infruttuosa, con il solo incontro di un Umbraculum con le uova. Quando siamo ormai a bordo, Mimmo mi mostra sul display l’unica immagine che è riuscito a scattare al piccolissimo gamberetto, effettuata negli ultimi minuti d’immersione.

Rientriamo a terra con Lidia che è rimasta in gommone senza poter fare il bagno. Quando ormai sono pronto per tornare a casa, Mimmo con la sua garbata insistenza mi convince a restare per un tuffo pomeridiano, approfittando per una nuova uscita programmata per portare alcuni clienti stranieri alla Baia di Jeranto per una immersione “discovery”.

Così usciamo ancora, tra le onde con Lidia eccitatissima per l’insolita situazione. Raggiungiamo la baia e ci tuffiamo. Anche Lidia inforca la sua maschera e lo snorkel e si tuffa davanti agli attoniti stranieri, completamente sorpresi dall’acquaticità della bambina. Seguo passo passo Mimmo nel basso fondale, fin quando mi mostra un piccolissimo nudibranco rosa. Nel frattempo anche io ho scovato qualche soggetto interessante, fin quando dopo oltre 70′ risaliamo a bordo. La navigazione procede veloce tra gli spruzzi e le “botte” della carena sulle onde fino a raggiungere terra. Lidia è divertita ed indaffarata a collaborare con le ragazze del diving per sciacquare tutte le attrezzature. Ci attardiamo poi a conversare amabilmente con Mimmo prima di salutarci con il sole ormai basso sull’orizzonte. Eh si, proprio una bella giornata di mare!

Punta del Capo

Era in programma tutta un’altra immersione, causa vento di scirocco, non posso andare all’isolotto dell’Isca per effettuare dei rilievi fotografici all’interno della grotta. Di buon mattino mi dirigo con lo scooter al Punta Campanella Diving Center ed attendo l’arrivo di Ivo, Rosy e Gianluigi. Oggi sono “orfano” del Prof. e di Edo che sono al diving a Baia. Mare calmo e giornata calda. partiamo in gommone con direzione Punta del Capo. Ci tuffiamo proprio sulla punta, per poi procedere in direzione Sorrento mantenendoci con la parete alla nostra desta. L’acqua è abbastanza limpida ed incontriamo qualche aragosta e qualche scorfano. Risaliamo poi verso la superficie dove l’acqua è leggermente più torbida. Qui residuano brandelli di rete e tantissimi “artificiali” lanciati dai pescatori ed impigliati tra le rocce del fondo. Risaliamo all’interno dei “Bagni della Regina Giovanna”, insenatura naturale che si apre all’interno della Punta del Capo, dove residuano vestigia di una villa di epoca romana. Prima di rientrare a Massa Lubrense, passiamo per il porto di Sorrento e, mentre l’equipaggio effettua le operazioni per il rifornimento di carburante, approfitto per scendere a terra con la mia fotocamera per fotografare le barche a vela latina che sono prossime a partire per una regata d’epoca.

2013-05-18 Regina Giovanna

Oggi pomeriggio, dopo aver effettuato in mattinata una serie di commissioni con mia moglie e mia figlia Lidia, sono uscito con Ligeia per andare a provare alcuni scatti in apnea alla Regina Giovanna, nei pressi della Punta del Capo di Sorrento. Arrivo in leggero anticipo al Diving Futuro Mare, nella nuova sede sulla banchina del porto di Sorrento. Nell’attesa dei clienti, approfitto, con l’aiuto di Antonio e Mariangela, per fare uno scatto wide ai locali appena rinnovati. Usciamo alle 14:30 con un gruppo di ragazzi americani che avevano prenotato una uscita in barca per fare snorkeling.

Mi tuffo per primo anticipando il gruppo di ragazzi, li aspetto all’interno della cavità naturale per effettuare qualche foto ricordo. Mentre il gruppo si allontana, mi trattengo a fotografare le rovine romane sommerse all’interno della piscina naturale. Peccato per le condizioni dell’acqua pessime, mentre il mare era campo come l’olio. Più tardi ci spostiamo lungo la costa per fare un altro bagno, prima di rientrare a terra fronteggiando il forte scirocco che nel frattempo ha cominciato improvvisamente a soffiare.