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#10 Marina Grande con Thomas – Immersione Crepuscolare

E’ lunedì ed oggi scatta la zona arancione in Campania, dopo oltre 43 giorni di astinenza da azoto (il mio computer subacqueo me lo ricorda inesorabilmente) ho una voglia matta di andare in mare. Non ho provveduto a ricaricare i flash preventivamente perché il meteo durante tutta la giornata è stato perturbato, ma le condizioni buone del mare rendono il richiamo inarrestabile.

Trascorro la mia giornata lavorativa incontrando il mio amico fraterno Riccardo, che non vedevo da altrettanto tempo, fermato dalla sua azienda durante la zona rossa e costretto a lavorare da casa. La giornata trascorre veloce, tra pioggia e schiarite. Torno a casa ed accendo la Tv per seguire le news sportive dopo l’improvviso annuncio della creazione delle Super Lega che sta causando un terremoto nel calcio europeo. Mentre ascolto gli aggiornamenti, invio un messaggino al mio amico Antonio Mario: “che pensi di fare? io ho una voglia matta di immergermi. Vieni con me?”
Mi risponde che è disponibile ad accompagnarmi ma che non verrà in acqua, ma farà da supervisore al figlio Thomas che si deve allenare in vista della sua prima gara di qualificazione ai Campionati Italiani FIPSAS di Safari Fotografico Subacqueo. Ci accordiamo per le 19 a Marina Grande di Sorrento. Io prendo l’auto e parcheggio al solito posto, nei pressi del ristorante “Il Delfino”, vado a guardare il mare e scatto qualche foto ricordo. Inizio a prepararmi mentre i miei amici mi raggiungono con lo scooter.

Entro in acqua che è ancora giorno. Su una barca di pescatori c’è il mio amico “O’ Russ” che nel salutarmi, mi prende in giro chiedendomi se avessi visto la balena grigia avvistata ieri sottocosta  (scortata da “Puledrone” al largo per non farla finire anch’essa nel porto).
Come concordato, in acqua viene solo Thomas, mentre Antonio resta a terra a sorvegliare. Entriamo in mare alle 19:15 ed abbiamo concordato con Antonio l’orario di uscita per le 21, ci verrà così a prendere alla scaletta del molo, dall’altro lato del borgo, in modo da evitare di portare a casa la sabbia dell’arenile.

L’acqua è torbidissima, quasi bianca, oggi ho montato i flash ONEUW per la prima volta con i cavi elettrici e controllati in TTL. Ho anche installato la doppia lente macro+wide sul 60 mm per provarne l’assetto e la resa.

Inizio a scattare qualche foto di prova con la lente Nauticam MWL-1 alla scogliera, come richiestomi da Pietro Persico, mio amico pescatore  che vorrebbe conoscere la conformazione del fondale sul quale lancia le sue esche al fine di evitare di farle impigliare sul fondo. A quest’ora ci sono tantissime piccole salpe che nuotano in sincronia, ma le foto scattate sono assolutamente impresentabili date le pessime condizioni di visibilità.
Confesso che l’immersione entra a far parte di una lunga serie di quelle da dimenticare. L’oscurità appena accennata, la visibilità e la necessità di ritornare presto a terra per non sforare i coprifuoco delle ore 22 rendono la serata abbastanza frustrante. 
Ciò che non manca mai però è una gran quantità di rifiuti sottomarini. Pochissimi soggetti da fotografare e solo negli ultimi minuti d’immersione, quando sono arrivato nei pressi della banchina. Di contro, ho approfittato per recuperare e smaltire due  maschere subacquee ed un braccialetto di plastica.
A completare  la serata negativa, anche il KO della batteria del flash “Master” di destra, ormai scarico totalmente, ho così usato solo quello di sinistra in manuale per scattare le uniche immagini ai granchi e alle bavose nell’ultimo metro d’acqua che mi separava dalla superficie.  Rientro con 15 minuti di anticipo sul programma, stasera basta così.

 

Anche in una serata come questa, poco esaltante, ho in realtà centrato tutti e tre gli obiettivi prefissati: tornare ad immergermi, provare la lente ed i cavi elettrici e … prendere due belle pietre per l’acquario di Antonio. 

Risaliamo agevolmente dalla scaletta con l’aiuto di Antonio, mentre io smonto l’attrezzatura, lui accompagna il figlio a casa a fare la doccia calda, per poi aspettarmi sotto l’ufficio della moglie Cinzia a sistemare rocce appena raccolte. Sistemiamo velocemente il tutto in vasca e alle 21:15 risalgo in auto, sistemo le bombole in garage, parcheggio sotto casa e riporto tutto su. Malauguratamente ho il gettatoio che si è ostruito (dove abitualmente lavo le attrezzature), sono costretto così a lavare tutto sotto la doccia, con “grande gioia” di mia moglie. Riporto tutto l’attrezzatura, fotocamera compresa,  fuori al balcone, la sistemo ad asciugare e provvedo ad eliminare qualsiasi goccia caduta nel corridoio in seguito all’operazione svolta.

 

Solo alle 22:30 posso sedermi a tavola, sono affamato ed anche un pò stanco, ma comunque felice per aver assunto la mia “dose” di Azoto!  

 

Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

La domenica inizia con il rituale passaggio nella pescheria di fiducia, poi in panetteria ed infine a comprare dei dolci. Mi sono svegliato con un discreto mal di schiena ed in previsione della serata subacquea, ho provveduto preventivamente a “doparmi” con il diclofenac per non avere dolore. Rientrato a casa mi dedico alla manutenzione dei due acquari, con pulizia dei vetri, cambio di alcune componenti consumabili ed infine, l’effettuazione dei test chimici per controllare la qualità dell’acqua.

Alle 12:30 squilla il telefono, è il mio amico Prof. Montuori che è venuto sotto casa a portarmi dei carciofi arrostiti per ringraziarmi dell’intervento multimediale effettuato ieri mattina con i suoi studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio.  Saluto Mimmo e vado a completare le operazioni fino ad ora di pranzo.

Appesantito dal pranzo, al termine mi siedo davanti alla tv per guardare le partite di calcio fino alle 17 quando mi alzo per andare a preparare la fotocamera subacquea per il tuffo crepuscolare con i miei amici Antonio e Thomas. Ho montato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma  15 mm ed il minidome Saga-Dive, i due miniflash Backscatter collegati in fibra ottica con un cavo ad Y da me realizzato pochi minuti prima, mentre guardavo il calcio in tv. Terminato l’assemblaggio vado ad indossare la muta dentro il box doccia.  Alle ore 17:45 i miei amici sono sotto casa e mi attendono già pronti. Con lo scooter raggiungiamo il garage e poi arriviamo sul posto pronti per andare in acqua.

Il mal di schiena è migliorato notevolmente, mentre sto per entrare in acqua mi accorgo che la spia verde della fotocamera si è trasformata in blu lampeggiante. E’ il segnale che la batteria sta scaricandosi. Non avendo modo di rimediare e non potendo lasciare la fotocamera al sicuro, scendo comunque in acqua tenendo continuamente d’occhio la spia luminosa. 

Il cielo è coperto e l’acqua in superficie molto sporca. Non ho intenzione di abbandonare il pelo dell’acqua e mi diverto a scattare a tutto ciò che vedo in superficie. Sono maldestro nei movimenti e quasi subito spezzoa uno dei due cavi. Quando passo per un attimo la fotocamera ad Antonio per prendere dei gamberetti con il retino, nel riprenderla mi accorgo che anche il secondo cavo si è staccato. No problem, ho le due lampade e le accendo, usandole per fotografare dopo aver innalzato gli iso della fotocamera.

Giochiamo in acqua per 90 minuti fino alle 20:30 quando risaliamo, c’era una bellissima situazione fotografica, un folto branco di piccoli cefali che nuota in superficie all’ora blu. Peccato non avere i flash funzionanti, le foto scattate sono tutte mosse ed inutilizzabili (le pubblico solo per ricordo).

Risaliamo sugli scooter  e torniamo a casa; questa volta sento molto meno freddo. Arrivato a casa mi tuffo sotto la doccia bollente. Confesso che, a questo punto, non so giudicare se mi piace più l’immersione o lo spogliarmi sotto la doccia! Sono contento. Asciugati i capelli vado a terminare il lavoro post-immersione che mi attende …. il lavaggio dell’attrezzatura fotografica e finalmente posso sedermi per la cena e gustare i saporitissimi carciofi preparati dal mio amico Mimmo. Che spettacolo!

Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

Il vento di grecale soffia da giorni ma è in scaduta, il mare si è calmato ma l’acque è ancora torbida, il cielo è limpido con un bel sole splendente che nelle ore antimeridiane ha scaldato abbastanza l’aria. Termino la mia giornata lavorativa a Napoli e ritorno a casa dopo aver scambiato alcuni messaggi con Antonio Mario.  Decidiamo così di approfittare delle condizioni favorevoli per svolgere un poco di attività fisica all’aperto e quindi effettuare una sessione di allenamento in apnea, restando ai limiti del territorio comunale per non violare la zona rossa ancora vigente.  
L’appuntamento è per le 18. Ho indossato la muta da apnea sotto la doccia di casa e dopo essere passato per il garage a prendere le pinne e la zavorra, raggiungo i miei amici con lo scooter.
Al fine di mantenere gli ingombri ed i pesi contenuti al massimo, questa sera ho equipaggiato il mio scafandro Nauticam NA-D850 con il Nikon 60 mm ed i nuovi Mini Flash della Backscatter, appena acquistati da Fotosub-Shop del mio amico Pietro Cremone.   

Alle 18:30  siamo sul posto, c’è ancora tanta luce, mentre inizio a tirare fuori la fotocamera dal borsone mi giro e non vedo più Thomas … interrogo suo padre che mi riferisce che il ragazzo è già in acqua con la sua fotocamera compatta in cerca di soggetti da fotografare!

Noi vecchietti impieghiamo qualche minuto in più, prima di esser pronti, ma di lì a poco siamo anche noi in acqua. La visibilità è scarsa,  l’acqua è torbida quasi biancastra, a causa mare mosso dei giorni precedenti. Iniziamo il nostro giro e man mano calano le tenebre.

Trascorriamo circa 90 minuti in mare, sondando il “terreno” dalla superficie fino al fondo, con una discreta serie di simpatici soggetti immortalati. Tra questi: un uovo gattuccio, tre piccolissimi polpi, alcune bavose, ghiozzi, granchi e paguri, ma anche uno spirografo arancione.  

Quando siamo ormai infreddoliti e sulla via del ritorno, Thomas mi mostra una stella che sta mangiando un ghiozzo morto. Siamo in un metro d’acqua e trovo difficile riuscire a stendermi sul fondo adeguatamente per fotografare la scena, essendo privo di una zavorra dorsale che viene usata abitualmente dagli apneisti.

Terminiamo l’immersione sempre a bassissimo fondale incontrando ancora qualche soggetto, fin quando, mentre sorvoliamo la sabbia  su un fondale di circa 4 metri di profondità,  per dirigerci alla scaletta per risalire, identifico un inconfondibile pesce sepolto completamente.

Si tratta di un Pesce Prete Uranoscopus scaber perfettamente mimetizzato nel sedimento.  Prendo fiato e mi immergo, provo a mettere a fuoco ma l’operazione è molto più complessa rispetto a quando sono in ARA. Scatto ma mi accorgo subito che le foto non sono a fuoco. Avviso i miei amici che si avvicinano a me. Mostro loro il punto ed invito Antonio, senza fotocamera, a far venir fuori dal sedimento il pesce, mentre io e Thomas siamo pronti per scattare il suo balzo verso un nuovo punto d’insabbiamento.  Disturbiamo il buffo pinnuto un paio di volte per cercare di fotografarlo per bene, alla fine, probabilmente affaticato … mi caccia anche la lingua, ma la foto scattata ahimè è fuori fuoco. Un vero peccato, magari la prossima volta lo ritrovo e lo fotografo per bene! Adesso è proprio tempo di risalire, sono le 20:45 e dobbiamo essere a casa entro le 22 per il coprifuoco. 

Completamente bagnati saliamo sugli scooter, mentre Antonio e Thomas passano in ufficio a posare qualche gambero pescato con il retino per metterli nell’acquario, io vado direttamente a casa, abbastanza infreddolito per il vento e la bassa temperatura (10°C). Mi svesto sotto la doccia bollente come facevo insieme a mio padre quando ero un ragazzino ed al termine dell’immersione entravamo con la muta indossata nel bagagliaio della station wagon per spogliarci a casa. E’ stato un piacevolissimo tuffo nel passato di almeno trent’anni!

Che dire … mi sono veramente divertito, ho avuto l’occasione di provare i nuovi flash e verificare che funzionano bene in queste condizioni.
Durante la serata ho però anche “stracciato” un cavetto in fibra ottica tirandolo maldestramente, ma fortunatamente il flash era ormai scarico. Prossimamente sostituirò anche le batterie utilizzate, che uso abitualmente nelle lampade, per acquistare quelle originali che dovrebbero garantire anche una maggiore autonomia di lampi.

Finalmente alle 21:45 sono a tavola per la cena, affamato e soddisfatto, pronto a sedermi al Mac per guardare le foto scattate e pronto a tornare in acqua al più presto!

 

 

Vervece con don Tonino De Maio

Mi sento emozionato come un bambino che ha appena scartato il suo regalo natalizio e non vede l’ora d’iniziare a giocarci …. l’occasione propizia per farlo arriva finalmente oggi pomeriggio, dopo alcuni giorni di forte mal di schiena, finalmente sono in condizioni migliori per andare in acqua.

Così alle ore 15.30, presso il Circolo Nautico Marina della Lobra sono andato a presenziare alla benedizione di una scultura di Gesù Bambino, realizzata da Giusi Milone, che sarà collocata ai piedi della Madonnina del Vervece a 12 metri di profondità.
La statua all’epoca fu posta in ricordo del record mondiale di apnea stabilito nel 1974 da Enzo Maiorca che raggiunse nelle acque di Massa Lubrense la profondità di 87 metri.
In contemporanea si accenderà la stella cometa collocata sullo scoglio del Vervece nei giorni scorsi ad opera dell’associazione Aicast.
La cerimonia sarà celebrata da don Antonino De Maio alla presenza del sindaco di Massa Lorenzo Balduccelli, del presidente della fondazione Vervece Gaetano Milone, del presidente e del direttore del Parco Marino Punta Campanella Michele Giustiniani ed Antonino Miccio.

La giornata è stata splendida, ma con il calar del sole, la temperatura scende sensibilmente ed inizia a fare freddo. Ci vestiamo e iniziamo la cerimonia di benedizione, poi saliamo sulla barca per andare al Vervece. Il mare è calmo e la stella cometa sullo scoglio è ancora spenta …. scendo qualche minuto prima dei miei amici per controllare la situazione “luminosa” del sito, ma anche per familiarizzare con i comandi della nuova Nauticam D850. Vedo così arrivare Tonino e don Tonino con il bambinello sospeso con un pallone elevatore, lo portano alla base della statua della Madonna e poi si inizia la fase di sistemazione definitiva. Quando tutto è finito, aspetto che si pulisca un poco l’acqua che si è molto intorbidita, poi finalmente posso scattare qualche immagine. Mentre loro risalgono a bordo io mi trattengo per scattare una foto in superficie con la stella cometa finalmente accesa ….

Tornati a terra, possiamo finalmente festeggiare con i dolci offerti da Antonio Cafiero della Pasticceria Primavera di Sorrento e brindare anche al nuovo anno 2019.  

Le sensazioni sulla nuova attrezzatura Nauticam sono positive, il superdome è l’ideale per realizzare le immagini a pelo d’acqua ed i comandi sono facilmente accessibili, sicuramente c’è da memorizzare la posizione di alcuni pulsanti che sono in posizione diversa, ma sarà necessario forse solo un altro tuffo. Bene così, l’anno 2019 inizia in anticipo!

Boa – Immersione Crepuscolare

La prima settimana di lavoro è andata e si inizia a programmare l’attività fotografica per il weekend. Mentre sto rientrando in auto a Sorrento, ricevo una telefonata da mia figlia Lidia … “Papà, quando torni? Io sono in barca con Elena e la nonna Rosaria, abbiamo visto un pesce balestra che gira intorno alla boa a Marina Grande”. Concordo un appuntamento con mia madre per farmi recuperare al porto dopo essere passato da casa a prendere LE fotocamere. Si le due fotocamere Nikon D7200 e D800e che avevo da giorni preparato in previsione del weekend.

Quando raggiungiamo di nuovo la boa il vento ha increspato il mare, mi preparo e mi butto in acqua prima con la D7200 ed il 10,5 mm con Microdome Isotta. Il pesce non sembra esserci più, poi finalmente lo vedo risalire dal fondo verso la superficie. E’ continuamente in cerca di cibo, si avvicina curioso, poi si allontana leggermente, senza mai arrivare a “tiro” del microdome. Capisco che non è l’ottica adatta così risalgo a bordo a cambiare fotocamera, prendo la Nikon D800e con il 105 mm ed aggiungo due kg di piombo alla mia cintura di zavorra. Mi rituffo e anche questa volta il pesce sembra sparito. Scendo un poco in profondità e lo ritrovo. Con questa configurazione è ancora più complicato seguirlo nelle sue continue evoluzioni. Sale in superficie poi ridiscende, facendomi impazzire. Decido di attenderlo in profondità e solo così riesco a scattare qualche buona immagine. Il moto ondoso è fastidioso, mi fa sobbalzare continuamente mettendo a dura prova il mio mal di mare che inesorabilmente si manifesta con violenza. Sono costretto a risalire in preda ad una crisi di vomito, attanagliato da una intensa spossatezza che mi mette KO. Fortunatamente il malessere svanisce dopo qualche ora senza ulteriori conseguenze.

Vervece – Immersione Crepuscolare

Quando alle 17:00 mi rimetto sullo scooter per tornare a Massa Lubrense osservo con sollievo che il fumo nero che si alzava dal Vesuvio è ormai sparito. Raggiungo il Punta Campanella Diving e preparo la mia attrezzatura. Ho portato con me due custodie Isotta, sulla per la D800 che userò subito con ancora montato il 105 mm ed anche la Isotta D7200, che userò più tardi per l’immersione notturna. Alle 17:30 siamo pronti a salpare, direzione Scoglio del Vervece. Il mio intento è quello di fotografare le aquile di mare che ho visto il precedente weekend, sperando di incontrarle di nuovo. Mi immergo quindi sul versante meridionale dello scoglio e proseguo sulla balza rocciosa dove le avevo viste precedentemente. Non ci sono, osservo il lontananza solo alcune cernie brune in prossimità dell’enorme masso adagiato sul fondo. Proseguo il mio giro in senso orario in cerca dei barracuda che ritrovo abbondanti sul pianoro dove è presente la statua della Madonna e dove ormai sono presenti le due telecamere di sorveglianza. Proprio alla base di una di esse ha trovato dimora una grande cernia bruna, mentre sull’altra telecamera, una coppia di castagnole sta deponendo le uova sulla superficie in plexiglass con una danza a tratti frenetica per allontanare altri esemplari. Mi accorgo di esser l’ultimo in acqua,  risalgo a bordo a malincuore, fortunatamente tra qualche ora si torna ancora in mare per una bella immersione notturna.

Vervece

Il caldo torrido è arrivato, le giornate lavorative divengono sempre più difficili da affrontare, l’unico sollievo è dato dall’approssimarsi delle agognate ferie estive. Anche oggi la temperatura supera i 35°C e l’auto in cui viaggio è infuocata nonostante il condizionatore. L’unico sollievo potrebbe essere un bel tuffo nel mare che costeggio quotidianamente, chissà cosa mi riserverà il weekend.

Mentre sono a lavoro, mi giunge un SMS da Gianluigi …… ” Vervece ore 18:30 in crepuscolare? Rientri in tempo?”  …..  ed io “non sono sicuro di fare in tempo, non ho la fotocamera pronta, ma ci provo”.

Riesco a concludere in tempo la giornata lavorativa e alle 17:30 raggiungo casa. Tiro fuori dal’armadietto la fotocamera, il Sigma 15 mm ed il  superdome, lo scafandro Isotta D800e, i due flash e le batterie. Ricordo anche di prendere i cavi sincro-flash in fibra ottica che avevo lasciato sull’altro scafandro D7200 ed assemblo il tutto con rapidità e precisione. Indosso il costume e parto alla volta di Massa Lubrense dove mi attende Gianluigi ed il suo staff …. di sole donne! Prepariamo le attrezzature ed usciamo dal porto alle 18:30 in perfetto orario. Con noi c’è anche Lorenzo, fedelissimo frequentatore del Punta Campanella Diving Center. Raggiungiamo lo Scoglio del Vervece ed ormeggiamo alla boa sommersa. L’acqua in superficie non è limpida, migliora in profondità ma la luminosità è molto attenuata dall’orario prescelto. Mi stacco subito dal gruppo e  provo a raggiungere la spugna gialla a -47 metri, ma una leggera corrente e la visibilità non ottimale mi consigliano di desistere. Risalgo così verso la parete ed effettuo un giro profondo dello scoglio dove incontro i barrracuda, alcune cernie ed una grande orata. Proprio nel momento in cui lo sparide si allontana infastidito dalla mia presenza ecco apparire nel blu la sagoma scura di due aquile di mare che sorvolano il fondo algale in cerca di cibo. Trattengo il respiro e mi avvicino, ma non in maniera sufficiente a fotografarle come avrei voluto. Scappano via verso il largo con un frenetico batter d’ali. Risalgo sul pianoro dove c’è la statua della Madonna e dove sono state sistemate due telecamere subacquee di sorveglianza. Non sono esteticamente il massimo, ma speriamo possano essere un valido deterrente per i malintenzionati che continuano ad andare a pesca di frodo nella zona A dell’A.M.P. di Punta Campanella. Risaliamo in barca soddisfatti e rientriamo così a terra, dopo una doccia calda, ci  tratteniamo  per l’aperitivo al diving.

Vervece e Puolo – immersione notturna

Un violento temporale mi sveglia alle 7:00 con il suo intenso fragore. Mi alzo e dopo aver fatto colazione, mi metto a lavorare al pc per sistemare le foto del viaggio alle Maldive. All’improvviso, il monitor si spegne, il  black out che durerà fino alle 10:45 mi blocca in tutto. Alle 9:00 ricevo una telefonata da Mimmo che mi chiede informazioni sulla giornata di monitoraggio dei fondali organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. Non essendo in sintonia con le informazioni ricevute dal Prof., telefono prontamente a Rosa Linda Testa per avere dettagli precisi. Scopro con grande sorpresa di dover coprire il mio turno insieme ad altri amici, nel pomeriggio e in notturna. Preparo la fotocamera e raggiungo con lo scooter Massa Lubrense che nel frattempo si è liberata dalle nuvole ed è illuminata dal sole. Il vento di scirocco poi, ha spianato e pulito il mare sotto costa. Quando arrivo al diving incontro il mio amico fotosub Pietro Formis insieme agli amici del circolo Jaques Cousteau che rientrano dalla loro immersione al Vervece. Li attendiamo nella svestizione per poi andare a mangiare qualcosa al ristorante sopra il porto. Qui ci attardiamo a tavola ma alle 16:00 siamo pronti per scendere in acqua. Da Napoli è sopraggiunto anche Guido Villani che scenderà con me al Vervece in pomeridiana. L’acqua è limpida e c’è molto pesce in giro, tante cernie, saraghi fasciati e maggiori, murene, occhiate, castagnole rosse e nere, donzelle e labridi, bavose e cerchie, stranamente sono pochi i barracuda, solo piccoli esemplari, ma molto confidenti con i sub. Mentre eseguo la decompressione, tre grandi orate volteggiano sotto di me in cerca di cibo sollevatole dalle mie pinne. Quando rientriamo al diving anche Mimmo Roscigno ci ha raggiunto per il tuffo notturno a Puolo. Ritorno a casa a cambiare obiettivo, posando il Micro Nikkor 105 mm per passare al Nikon 10.5 mm con il Microdome di Isotta Isotecnic.

Approfitto per rilassarmi un poco con i mie nipoti sfidandoli alla Playstation, ceno brevemente con loro e ritorno al diving con lo scooter per la notturna ….. Usciamo di nuovo con direzione Baia di Puolo con il gommone. Questa volta accompagnerò Pietro Formis in giro sul sabbione in cerca di soggetti, mentre Edo si dirige in profondità, Guido e Mimmo si mantengono in acque basse. L’acqua è limpida anche qui nonostante il temporale di questa mattina. Scendiamo sul dolce pendio sabbioso ed incontriamo un gronchetto che si lascia fotografare sorprendentemente senza fuggire. Ad un tratto mostro a Pietro una seppia ed un polpo vicini tra loro. Mentre segnalo la coppia al mio amico, perdo l’attimo per immortalare l’agguato fulmineo del polpo ai danni della seppia. Il duello si protrae a lungo, con la seppia ormai sottomessa e spacciata …. la sua serata però è fortunata poiché i nostri ripetuti flash alla fine disturbano il polpo, lasciandolo privo della sua grossa preda!

Proseguo in cerca dell’Alicia mirabilis, ma questa sera non ne vedo nemmeno una. Peccato, fortuna non mancano i paguri con le attinie simbionti ed i pesci lucertola. Quando siamo ormai sotto la barca Pietro mi mostra un bellissimo gasteropode, che striscia velocemente tra la roccia e la sabbia.

Rientrati al diving soddisfatti per l’insolito incontro,  saluto tutti e rientro a casa con lo scooter, faticando non poco a seguire “sveglio” le tortuose curve che mi portano a casa!

Scoglio Penna – immersione crepuscolare

Caldo torrido, la giornata lavorativa sembra interminabile … ma c’è qualcosa che nella mia mente attenua la stanchezza … l’idea di una bella immersione crepuscolare con il Punta Campanella Diving Center.

L’attrezzatura fotografica è già pronta, non resta che salire sullo scooter e raggiungere Marina della Lobra. Trovo tutti pronti in gommone, su cui salto al volo con la mia attrezzatura. Raggiungiamo lo Scoglio a Penna e ci immergiamo subito, passando attraverso il buco coperto da Astroides, ahimè con alcuni segni evidenti di pesca illegali di datteri di mare. L’acqua non è limpida come invece lo è dal versante sorrentino in questi giorni; mi dirigo subito in profondità per provare di giorno il nuovo microdome di Isotecnic per il Nikon 10.5 mm. Raggiungo le gorgonie rosse, poi risalgo verso quelle bianche dove sono presenti alcuni crinoidi. Termino l’immersione in parete all’interno del buco, dove ci sono due piccolissime cernie. Rientriamo al diving con il vento caldo che ci asciuga i capelli, la notte è ormai prossima con il sole sparito all’orizzonte. Mi catapulto a casa per poi uscire poco dopo con la famiglia per seguire fino a tarda sera, una divertentissima “corrida canora” ai Colli di Fontanelle.

Punta Lauro con Dino

L’abitacolo è bollente come in pieno agosto, eppure siamo solo alla prima settimana di maggio … sono sulla via del ritorno a casa al termine della giornata lavorativa e la mia mente è già proiettata all’imminente weekend. Telefono al diving per conoscere i programmi e scopro che Gianluigi è in uscita con un cliente per una crepuscolare. “Uhm Uhm, non ho ricaricato le batterie … ma dovrebbero reggere ancora uno shooting di un centinaio di lampi” – penso rapidamente di aggregarmi a loro. Il tempo di arrivare a casa e cambiare abbigliamento ed obiettivo alla fotocamera, poco dopo sono già al Punta Campanella Diving Center dove avevo lasciato l’attrezzatura subacquea.

Scopro con sommo piacere che il cliente è un mio vecchio e caro amico, nonché presidente del GO SUB di Salerno con cui ho gareggiato ai tempi della fotografia analogica, Costantino “Dino” Volpe.

Saliamo rapidamente a bordo del gommone e raggiungiamo la Baia di Puolo, ci butteremo sulla Punta Lauro dirigendoci verso terra. Acqua ancora torbida, ma è tipica del periodo primaverile. Azzeccata la scelta di abbandonare il grandangolo in favore del 105 micro con la lente Subsee +10.

Mi accorgo subito di aver perso feeling con il 105, a causa di numerose immersioni effettuate con il minidome o il superdome. Impiego un pochino per recuperare la manualità, solo alla fine dell’immersione comincio ad essere soddisfatto … benissimo, domani si replica!