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Campionato Italiano FIPSAS 2019 Portoferraio – Società

Oggi sveglia forzata alle ore 6, Domenico ha da presenziare alla partenza dell’ultima giornata di gara del campionato individuale, essendo lui il giudice designato. Resto ancora un po’ nel letto ma poi mi alzo per andare a fare colazione alle 7:30. Ritorno in camera ed aspetto che si faccia ora per incominciare a giudicare le immagini del campionato per Società.

Prendo alcune copie del libro “I Colori delle Sirene” per autografarle e consegnarle ai miei compagni di viaggio, prima di procedere alle operazioni di voto.

Siamo in “conclave” dalle 9 alle 13, fin quando, dopo aver completato i primi due temi (macro e grandangolo), ci fermiamo per pranzare in terrazza, con Mario che ci offre il vino imbottigliato apposta per lui!

Riprendiamo i lavori alle 14 e procediamo senza sosta né caffè per completare i restanti due temi (pesce e “il mio mare”) fino a concludere le operazioni per le 16:30, quando finalmente ci concediamo uno stop. Andiamo finalmente a goderci un poco di relax al bar, prima di radunarci per la cena … ipocalorica. 

Campionato Italiano FIPSAS 2019 Portoferraio – Compatte

La sveglia suona alle ore 5, mi metto in viaggio per l’Isola d’Elba ma dopo 1 h si accende la spia dell’olio che mi costringe ad una sosta anticipata per il rabocco. Mi rimetto in viaggio e dopo tre ore effettuo la sosta programmata per caffè e toilette, quando sono prossimo all’arrivo una deviazione stradale a Grosseto per lavori mi fa perdere molto tempo girovagando per la città, facendo impazzire il navigatore satellitare.  Arrivo finalmente a Piombino alle 11:45 e la signorina alla biglietteria mi dice che ho perso la nave per 5 minuti.  Le chiedo info per mangiare qualcosa e gentilmente mi suggerisce di tornare in città. Così mangio un panino in centro e mentre aspetto per imbarcare l’auto sul traghetto, mi dedico ad assolvere alcune incombenze lavorative, a seguito delle numerose chiamate ricevute mentre ero alla guida.
Finalmente sono sulla nave che parte puntuale alle ore 13, posso concedermi così un poco di relax. Appena sbarco con l’auto raggiungo subito l’hotel Airone dove ci sono tutti i giurati che mi attendono per iniziare. Ho solo il tempo di salutare tutti i componenti (Giuseppe Pignataro, Filippo Borghi, Franco Banfi e Stefano Gradi) & dirigenti federali (Michele Davino e Mario Genovesi) e subito siamo a votare le foto del campionato fotocamere compatte. I lavori procedono spediti e senza nessuna pausa, abbiamo un tassativo orario di pubblicazione delle classifiche alle 19,  riusciamo a terminare per le 18, in modo da consentire agli organizzatori anche di preparare le classifiche e la proiezione delle immagini dei concorrenti.
Solo a questo punto posso andare alla reception per recuperare le chiavi della mia camera, ma devo attendere a lungo perché entrambe le chiavi sono in possesso del mio compagno di stanza Domenico Iannaccone. Raggiungo la sala proiezioni dove vengono pubblicate le classifiche. Finalmente ce andiamo tutti a cena, la sala è affollata e fatichiamo a trovare un tavolo per noi. Mi siedo con Franco Banfi e Filippo Borghi a scambiare commenti sulle foto davanti ad un bel bicchiere di vino, al termine della cena assistiamo alla proiezione delle foto dei concorrenti ed alla premiazione dei vincitori della categoria Compatte, con ai primi due posti due promettenti ragazze!

Giuria Campionato Italiano FIPSAS di Fotografia Subacquea Digitale

Ricevo all’improvviso una telefonata dal mio amico Mimmo Roscigno ad inizio ottobre, mi dice di contattare urgentemente Mario Genovesi della FIPSAS che ha provato a chiamarmi invano, non ricevendo risposta. Dopo verifica, mi accorgo che è stata contattata mia figlia Lidia che ha il mio vecchio numero di telefono, ma che è “addestrata” a non rispondere ai numeri non presenti nella sua rubrica telefonica. Immediatamente  chiamo Mario per conoscere il motivo della telefonata … che mi riempie di orgoglio. 
Con mia grande sorpresa sono stato invitato a comporre la giuria del prossimo Campionato Italiano Fipsas di Fotografia Subacquea Digitale all’Isola d’Elba, insieme a grandissimi nomi della fotosub, in sostituzione dell’amico Roscigno, momentaneamente impossibilitato a partecipare all’evento. 
Il preavviso è stato minimo e, prima di confermare, ho dovuto sentire il mio capo, che ringrazio,  per avere la sua approvazione, prima di prendere i giorni di ferie necessari.
Eccomi quindi pronto a partire per questa bella avventura!



 

Giuria Trofeo Salento Sub

L’ultimo giorno a Santa Caterina di Nardò trascorre chiudento i bagagli prima di colazione, poi ci si trasferisce tutti alla sede della Pro Loco dove è stata allestito il desk per la giuria.

Ci raduniamo dopo aver preso un caffè ed iniziamo il lavori mentre all’esterno è stata allestita una bellissima mostra fotografica. Vengo designato quale predidente di giuria, un grande onore visti i grandi ed affermati nomi dei due miei compagni di viaggio. Le operaziomi procedono speditamente anche per l’assegnazione dei premi speciali. Alle 11:30 le classifiche sono già pronte, così come è pronto il palco per la premiazione sul porto. Il meteo però minaccia un temporale, siamo costretti a riportare tutto al coperto, la premiazione viene spostata al pomeriggio. Decidiamo così di partire verso casa, lasciamo Andrea Giulianini a rappresentare la giuria alla premiazione e alle 13 partiamo. Appena in auto inizia a piovere violentemente e la pioggia ci accompagnerà per gran parte del viaggio con un’intensita notevole, tale da farci viaggiare a non più di 60 km orari. Il viaggio è lungo, cerchiamo qualche locale aperto per mangiare lungo la strada ma è un deserto … solo a Taranto vediamo l’insegna del centro commerciale e ci fermiamo per una sosta al fast food! Non è il massimo ma l’orario e la fame non ci fanno avere scrupoli … ripartiamo prestissimo e finalmente raggiungiamo casa in serata. Una bellissima vacanza volge al termine, ricca di simpatia e compagnia adorabile, saluto l’amato amico Mimmo e raggiungo casa stanco ma soddisfatto, ansioso di guardare al monitor le immagini scattate in questo lungo weekend salentino!


Aereo Junker 88 con Mimmo

La giornata inizia con la sveglia alle 8 ed un bel sole che ci godiamo mentre siamo sul terrazzino del B&B per la prima colazione.  

L’attrezzatura è già pronta da ieri, non ho toccato nulla lasciando lo scafandro chiuso ed ancora “sottovuoto”, non ho nemmeno ricaricato le batterie dei flash che sono sufficientemente cariche. L’appuntamento al diving Costa del Sud è alle 9:30 ma nel frattempo il meteo è repentinamente cambiato, con vento forte e grandi nuvoloni che hanno oscurato il cielo. 

Partiamo con la barca ed arriviamo sul punto dopo una navigazione di circa trenta minuti. Il segnale sullo scandaglio ci dice che siamo sul punto esatto, viene calato un piccolo ancorotto a cui è assicurata una boa bianca per evitare di calare l’ancora sull’aereo e danneggiarlo. L’ancora infatti viene assicurata al fondo decine di metri sopra vento, in modo da consentirci di saltare in acqua quasi nel punto preciso dove si trova l’aereo.

Alex ci guida lungo la cima, la visibilità non è ottimale, un pò buio a causa delle nuvole. Man mano che scendiamo si inizia a vedere la sagoma del relitto adagiato sul fondo in assetto di volo. Solo la coda è spezzata, tutto il resto è al suo posto, con anche l’antenna sul cupolino. E’ uno spettacolo davvero emozionante, un’immersione che lo scorso anno non mi è stato possibile effettuare ed alla quale non avrei rinunciato per nessun motivo. Restiamo sul fondo a 35 metri di profondità per i venti minuti programmati, avevamo portato in barca anche due bombolini da 7 litri caricati ad EAN 50% ma abbiamo deciso di non utilizzarli date le ridotte dimensioni del relitto, privo di passaggi interni come a volte avviene per le navi. Alzo gli iso della fotocamera per recuperare luce e lascio spenti i flash, solo quando mi avvicino li accendo per tirare fuori i colori delle spugne che incrostano la fusoliera ed i motori del velivolo. I minuti trascorrono veloci ed il computer Shaerwater Perdix che ho prontamente ricomprato, mi indica 10 minuti di decompressione da effettuare. Questi minuti invece sono interminabili, come lo sono sempre i giri dell’orologio quando bisogna attendere per desaturarsi,  finalmente risaliamo a bordo tra le onde e con il cielo ancora più coperto. 

Una volta rientrati a terra e posate le attrezzature, raggiungiamo Andrea e Rosa Giulianini che sono a pranzo nei pressi del diving. Incredibilmente il meteo migliora ed il cielo si pulisce dalle nuvole. 

Dopo aver mangiato un boccone, andiamo a fare la doccia e riposare, nel pomeriggio alle 17 ho un impegno importante … ci sarà una mia presentazione con tema “Fotografia Notturna”, organizzato presso un’antica masseria di Santa Caterina di Nardò, per i concorrenti della gara fotosub.  A seguire la cena per assaggiare alcune specialità della cucina salentina!

Mar Piccolo di Taranto con Mimmo, Gianluca e Francesco

Oggi la sveglia suona alle 5:30, devo sbrigarmi a fare colazione e vestirmi in tempo per raggiungere il mio amico Mimmo a Torre Annunziata alle ore 7. Riesco a rispettare i tempi perfettamente, avendo già caricato l’automobile in serata, ho dovuto solo imbarcare in macchina la fotocamera ed i vestiti per qualche giorno di relax in Salento. Ci siamo anticipati di un giorno per raggiungere Santa Caterina di Nardò dove saremo impegnati a giudicare le fotografie subacquee che saranno scattate dai partecipanti al 2° Trofeo SalentoSub 2019. Il viaggio procede spedito ed arriviamo alle 10:30 al Centro Commerciale La Mongolfiera di Taranto, con mezz’ora di anticipo sul calcolo del navigatore satellitare, dove ci incontreremo con Gianluca Romano, l’inarrestabile organizzatore del concorso fotografico salentino. Gianluca arriva puntualissimo alle 11, nell’attesa noi abbiamo approfittato per effettuare una “visita” alla toilette della struttura. Dopo i saluti, in pochi minuti siamo al punto dal quale entreremo in acqua nel Mar Piccolo. Mentre sistemiamo le attrezzature e le automobili, ci raggiunge Francesco Pacienza che, assiduo frequentatore del luogo, ha da effettuare alcune prove con uno scafandro subacqueo per smartphone, con comandi ottici completamente remotati all’esterno da una specifica applicazione che deve essere messa a dura prova prima di essere rilasciata definitivamente per la vendita.   

Alle 12 siamo in acqua. Ho indossato la muta stagna per poter restare in acqua a lungo, sono previste oltre due ore d’immersione e la temperatura dell’acqua ancora non è estiva, a causa del meteo  che continua ad essere poco stabile.  Partiamo tutti insieme ma immediatamente ci perdiamo di vista, ogn’uno segue il suo percorso di ricerca di soggetti da fotografare che sono tantissimi. Abbiamo tutti optato per il minidome, in particolare io ho abbinato il Sigma 15 mm sulla mia Nauticam NA-D850, con i flash Ikelite DS161. Gli spirografi sono dappertutto, ma non così tanti come mi hanno raccontato gli amici. Anche i crinoidi sono praticamente spariti, mentre un tempo tapezzavano completamente le strutture immerse nell’acqua. E’ in ogni caso un gran bel vedere, ghiozzi, bavose, nudibranchi, anellidi, ascidie, spugne e granchi.  Mentre sono intento a guardare alla base dei gambi degli spirografi in cerca di cavallucci marini, vengo “catturato” dal colore arancio di un verme piatto Yungia aurantiaca …. solo un attimo dopo metto a fuoco la situazione eccezionale, che solo il Mar Piccolo di Taranto può regalare … il verme piatto è salito sul corpo di un ippocampo maschio con la tasca piena dei suoi piccoli. Le prime foto non sono ottimali perchè scattate dal punto di ripresa sbagliato, giro intorno al soggetto e mi posiziono nel punto adatto ma ho difficoltà ad infilarmi tra gli spirografi senza farli chiudere. Intanto il verme arancione passeggia sul pesce che inizia a fissarmi dritto negli occhi. Scatto una sequenza  d’immagini avvicinandomi sempre più, peccato che proprio nel momento in cui ho raggiunto la posizione ottimale e “definito” l’inquadratura desiderata, il verme è andato ormai via dal corpo del cavalluccio e scivola lungo il tubo allontanandosi dalla scena. Il cuore mi è salito in gola, è stata una grande emozione poter ammirare una tale situazione insolita, confermando così la peculiarità di questo sito d’immersione dove Francesco aveva immortalato una Cromodoris luteorosea (oggi abbondantissime) passeggiare su un cavalluccio marino.  Ne vedo almeno altri 5, delle due diverse specie, sia maschi con il “pancione” che femmine, ma tutti dal colore bruno scuro. Nonostante le 100 Bar residue nel monobombola 15 litri risaliamo dopo oltre 120 minuti, soddisfatti e stanchi, con un leggero mal di schiena causato dalla posizione inarcata verso la superficie. Risaliamo incredibilmente tutti insieme, ritrovandoci a ridosso del pontile di cemento. Questo luogo è magico e pieno di sorprese ed avrebbe “meritato” un secondo tuffo con una configurazione macrofotografica, ma è anche ricco di … rifiuti antropici di ogni genere, plastici e non, con il fondale completamente coperto da vecchie reti di plastica che si usano per contenere i famosissimi mitili tarantini. Sistemiamo tutte le attrezzature e ci mettiamo in viaggio per Santa Caterina di Nardò con Gianluca che ci fà da guida attraverso le stradine interne per “tagliare” gran parte del percorso, mentre Francesco se ne torna a casa. Pranziamo mentre siamo in auto con i panini portati da casa e dopo 90 minuti arriviamo a destinazione. Raggiungiamo il Diving Costa del Sud, dove campeggia un enorme poster pubblicitario dell’evento, scarichiamo le attrezzature e ci fermiamo a prendere un caffè al bar del porto e per incontrare i nostri amici pugliesi. Verso sera ci sistemiamo nelle camere ed andiamo a cena in un locale lì vicino dove non può mancare un bel boccale di birra! Domattina si va ancora in acqua a vedere il relitto dell’aereo Junker 88.