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Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

“Scirocc a’ Levant, nun ven maje vacant!” (scirocco a levante non arriva mai vuoto) è un vecchio detto marinaresco conosciuto qui in penisola sorrentina e sta ad indicare l’elevata probabilità di pioggia quando il vento arriva da Sud-Est. Mi sveglio infatti con un vento fortissimo ed il cielo carico di nuvole nere, non faccio colazione e mi dirigo subito al laboratorio di analisi cliniche del mio amico e collega Alessandro, per andare a fare un prelievo venoso per controllare la situazione clinica della dislipidemia di cui soffro. Al rientro vado a portare a ricaricare un monobombola, passo a controllare il mare e poi inizio a sistemare tutte le varie incombenze domestiche.

Finalmente, prima dell’ora di pranzo, ho il tempo di affilare gli attrezzi fotografici in previsione dell’uscita serale. Inganno il tempo nel primo pomeriggio rilassandomi davanti alla Playstation ed effettuando la piccola manutenzione settimanale all’acquario marino tropicale che si trova nel salone di casa.

Alle 17:30 scendo di casa, nel frattempo il cielo si è ripulito dalle nuvole ma il vento è ancora fortissimo; sotto costa, qui a Sorrento, è possibile andare in acqua con mare liscio come l’olio. L’acqua non sarà limpida ma non importa, dopo il fine settimana trascorso con la famiglia a Parigi, è il caso di andare a fotografare sott’acqua di nuovo! La profezia al momento sembra non essersi avverata, di pioggia non v’è più traccia, speriamo non sia vuota (di soggetti) anche la serata a Marina Grande!

Il borgo marinaro ha cambiato volto a distanza di 15 giorni, i ristoranti sono quasi tutti chiusi, soprattutto il “Delfino” che illuminava la scogliera del porticciolo. Parcheggio agevolmente vicino alle scalette e mi preparo, il vento è intenso e girato un poco, agita leggermente lo specchio d’acqua nel quale mi immergo, torbida nei primi metri. All’esterno della scogliera la situazione migliora, la serata sembra promettente con tantissimi latterini che guizzano davanti alle lampade montate sullo scafandro Nauticam NA-D850, sulla quale ho montato come di consueto, il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive e flash Ikelite DS161. Stasera ho portato con me anche un piccolo attrezzo da provare, fornitomi dal mio amico e main sponsor Pietro Cremone di Fotosub-Shop, che rappresenta forse il vero motivo per il quale sono andato in acqua.

Subito incontro una mazzancolla sul ripido pendio fangoso; scatto immediatamente ma provenendo dall’alto rispetto al soggetto, non riesco a frenare in tempo, la sopravanzo ricoprendola con il polverone sollevato dalle pinne. Proseguo fino a circa 30 metri di profondità, dove ritrovo l’enorme triglia che avevo visto l’ultima volta ed un piccolo polpo in caccia sul fondo che tenta di catturare i latterini abbagliati dalle lampade. Attendo qualche attimo sperando di riuscire a catturare anche io il momento cruciale, ma un paio di suoi tentativi vanno a vuoto. Vado oltre e dopo un’altra mazzancolla, finalmente incontro un bel soggetto, un pesce prete Uranoscopus scaber completamente infossato nel sedimento. Con l’accessorio montato sulla fotocamera sono un poco in difficoltà nell’avvicinarmi come desiderato, i miei movimenti sono impacciati e ben presto fanno si che il pinnuto abbandoni la sua mimetica posizione. Scappa via, provando più volte a seppellirsi di nuovo, ma io sono pronto ad avvicinarmi ogni volta per scattare, fin quando fugge via rendendomi impossibile inseguirlo. Sono ancora a 25 metri e l’aria della bombola comincia ad essere poca, risalgo così lungo il pendio che da fangoso diventa sabbioso, qui trovo una bella stella corazzata Astropecten auranciacus che rappresenta un ottimo soggetto per effettuare le prove che avevo in programma. Trascorro il resto dell’immersione ad effettuare dei test, verificando una serie di inconvenienti che andranno corretti alla prossima occasione, sopraggiungono anche problemi al flash di sinistra che non scatta, il cavo in fibra ottica che comanda il flash sembra essere interrotto, inizio ad armeggiare invertendo i cavi per capire se è un problema del cavo, così sembrano funzionare, ma a questo punto è il tempo di rientrare. A pochi metri dalla spiaggia, sotto le barche dei pescatori, trovo infine due grandi cefali morti, gettati in mare dai pescatori come scarto insieme ai consueti rifiuti.

Alle 20 sono già svestito, telefono a casa per avvisare mia moglie che mi attende per uscire a cena, corro subito in garage a sistemare le bombole scariche, lavo tutta l’attrezzatura e la stendo fuori al balcone legandola con dei cordini per non farla volare via a causa del vento ancora fortissimo e poi vado subito a fare la doccia. Alle 21 sono pronto e me ne vado a mangiare una pizza con lei.

Al mio ritorno, l’attrezzatura è già bella asciutta, grazie al vento caldo. Metto tutto dentro lo studio per evitare sorprese, durante la notte arriva come previsto un temporale, con una bomba d’acqua che si scatena e che avrebbe bagnato di nuovo l’attrezzatura. 
In conclusione, la profezia è stata rispettata … “Scirocc a’ Levant, nun ven maje vacant!” 

Grottino dei gamberi con Edo e Gabriella

Ieri sera avevo in programma un tuffo notturno, poi abortito a causa del vento forte che ha agitato il mare; mi sono così piazzato davanti alla Tv a guardare fino a tarda sera la partita di UEFA Supercup tra Liverpool e Chelsea. Al termine  dei calci di rigore mi sono messo in azione, con il buio, per pescare e spostare dopo oltre due mesi di cure, un pomacantide dalla vasca di quarantena alla vasca del salone e me ne sono andato a letto. Non ho assemblato la fotocamera prima di stamane, quando dopo la colazione, ho provveduto a rimontare il Sigma 15 mm e Minidome Saga sulla Nauticam NA-D850. Anche oggi ho usato i flash Ikelite DS161 con i nuovi bracci Flex-Arm e per la prima volta ho portato con me la GoPro Hero7 in immersione.
Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato in garage a prendere due copie del volume “I Colori delle Sirene” da consegnare ed autografare ai miei amici Edoardo Ruspantini e Pietro Cremone. Al diving c’è gran fermento, oggi ci sono molte presenze, è arrivata anche Gabriella Luongo che riceverà la sua copia alla prossima occasione, non essendo stato avvisato della sua presenza. Prepariamo le attrezzature e partiamo alle 9:30 verso Punta Campanella, senza Pietro che ha rinunciato a causa di uno stato influenzale, c’è molta onda e la navigazione è condita di spruzzi. Ormeggiamo alla boa e ci raggiunge anche un tender di un mega-yacht con tre clienti a bordo che devono immergersi con noi. Mi dirigo insieme a Edoardo e Gabriella alla grotta dei gamberi che si trova a 45 metri, accendo la GoPro prima di entrare nella caverna ed inizio a scattare. Edo è più avanti di me, mentre Gabriella resta nella parte anteriore, date le dimensioni ridotte della cavità. Ci sono tanti gamberi Plesionika narval e qualche aragostina. Alcune musdee banchettano con i gamberi facendo un sol boccone dei gustosi crostacei. Restiamo pochissimo perchè si solleva subito un gran polverone, risaliamo lungo la parete e mentre Edoardo e Gabriella vanno a seguire i barracuda in acqua libera, me ne torno sulla parete dove c’è la grotta con i re di triglie Apogon imberbis, ma vi è già entrata Lisa con i tre clienti, si è alzato un polverone che mi fa andare via subito. Proseguo ed incrocio Virgilio e gli mostro un bel pesce balestra mediterraneo Balistes carolinensis che però non collabora, mantenendosi a debita distanza da entrambi. Termino così l’immersione effettuando qualche prova ulteriore con l’action-cam in modo da comprenderne pregi e difetti, prima di risalire sul gommone. La permanenza in barca in attesa della risalita di tutti i sub è la cosa per me più spiacevole quando le condizioni del mare sono come quelle odierne, onde che arrivano da ogni dove e sballottano la barca in continuazione. Fortunatamente ci muoviamo presto, senza che la nausea mi colga, iniziamo così una nuova navigazione bagnata verso il porto di Marina della Lobra. Arrivati a terra, dopo il risciacquo doveroso delle attrezzature, mi metto  in moto verso casa, ma solo dopo aver consegnato le due copie del libro ad Edoardo e Pietro. Loro proseguono la giornata in immersione al Vervece, io me ne vado al mare con la famiglia a Sorrento al mio stabilimento di fiducia per trascorrere con loro il ferragosto! 

 

 

 

 

 

 

Tunnel dell’Isca – Underwater Photo Days Punta Campanella

Il programma odierno prevedeva la sveglia alle 9, per recuperare dalle ore piccole di ieri sera, ma l’imprevista videochiamata alle 8:30 di mia figlia Lidia, che è in vacanza a Roma dagli zii, mi tiva giù dal letto con leggero anticipo. Approfitto così per far colazione,  accendere il computer, scaricare le foto dalla memory card e sistemarle con lightroom per pubblicarle sul blog. 

Alle 11 sono al Punta Campanella Diving Center con Pietro che mi ha portato un nuovo giocattolo da provare. Mi presta il suo mitico ed introvabile Nikonos RS 13 mm, obiettivo subacqueo vintage di gran valore. Pietro me lo monta sulla fotocamera ma quando accendo il Vacuum Sytem per mettere sotto vuoto lo scafandro, mi accorgo che la spia è fissa sul rosso … Pietro mi fa notare che è il segnale della batteria esausta, che va rimpiazzata. Qui nasce il problema … non ho la batteria di ricambio, non mi perdo d’animo e vado in tabaccheria a 100 metri di distanza ma non trovo ciò che cerco. Allora prendo lo scooter e raggiungo la piazza di Massa lubrense dove c’è un secondo rivenditore di tabacchi ma anche lì non trovo la batteria. Maledizione! Sono sconfortato al pensiero di dover lasciare all’asciutto la fotocamera, mentre ritorno verso il porto mi fermo ad un negozio di casalinghi dove c’è un’abbondanza di batterie CR2032! Ne compro una confezione e corro a prepararmi. E’ incredibile come attrezzature di migliaia di euro siano legate ad una batteria da 1,50 euro.    

Finalmente sono ok, usciamo in gommone con direzione Scoglio dell’Isca, raggiungiamo il punto d’immersione dopo una navigazione movimentata dalle onde delle centinaia di barche che sfrecciano nel Golfo. Entro nel Tunnel sommerso, l’acqua è torbida, mi dirigo subito alla spaccatura verticale, mi segue Ivana, le faccio segno di avanzare ma non avendo concordato nulla prima, con capisce il mio intento e si allontana pensando di doversi togliere dall’inquadratura. Proseguo a scattare foto con il Nikonos RS 13 mm approfittando di Edoardo e Pietro come modelli occasionali. Oggi ci sono tantissimi saraghi fasciati e sono più socievoli del solito, ma sempre pronti a mostrare la pinna caudale all’obiettivo del fotografo. Restiamo 60′ nella cavità con le “finestre” luminose prima di uscire all’esterno e risalire. Mentre eseguiamo la sosta di sicurezza, approfitto per farmi scattare una foto ricordo.

Rientriamo alle 15 al diving e sono affamato, mangio un cornetto gelato mentre smonto il 13 mm e sistemo tutte le attrezzature e recupero gli obiettivi ed oblò che ho prestato a Pietro e Gianluigi. Saluto tutti e rientro a casa in tempo per guardare la fine del GP d’Austria di F1 dove c’è la Ferrari di Charles Leclerc in prima posizione. Mentre seguo gli ultimi giri della corsa, mangio un bel piatto di pasta con le zucchine.

 

Puolo – Underwater Photo Days Punta Campanella – Immersione Notturna

Questa sera sono particolarmente felice per un’evento eccezionale … mia moglie Mariolina mi accompagna all’immersione notturna per poi festeggiare insieme il nostro 23°  anniversario di matrimonio. Quando siamo a casa le chiedo se vuole indossare una tuta comoda per venire in gommone, oppure indossare un vestito per aspettarmi al “Paguro”, opta per la seconda opzione anche perchè c’è ancora vento ed onda a Puolo e non se la sente di venire a prendere freddo in barca. Arriviamo con lo scooter alle 20:30 a Marina della Lobra, ho preso da casa la muta stagna ed anche il Tokina 10-17 mm per prestarlo a Pietro che lo userà nel minidome con il Kenko 1,4x; per le 21 siamo pronti a partire, con Ivana che resterà in barca e Gianluigi incredibilmente in acqua in notturna con la sua fotocamera  Nauticam NA-D810.

Quando lasciamo il diving il mare è ancora abbastanza mosso, fortunatamente la baia è comunque praticabile. Ancoriamo e scendiamo in acqua. Mentre Mimmo, Edoardo, Pietro Andrea, Gabriella  e Gianluigi se ne vanno al centro di Puolo, io decido di costeggiare la parete destra, dove c’è anche l’albero caduto in mare, per cercare un itinerario diverso dal solito. Sulla parete si vede qualche bel sarago e poco altro. guardo in tutti ii buchi in cerca di un gattuccio che avevo visto qualche anno fa ma non c’è nulla. Taglio quasi subito verso la parete opposta sorvolando il sabbione dove ci sono i miei amici e raggiungo la parete sinistra dve trovo un bellissimo Pagro. Pochi attimi dopo inizio a rimpiangere l’ottica grandangolare … un gronco di un metro e mezzo si trova fuori tana, in cerca di prede, mi avvicino e provo a farlo entrare nell’inquadratura del Micro Nikkor 60 mm montato sulla mia Nauticam NA-D850 con i flash Inon Z240, cupole Glodive e bracci Flex-Arm. L’impresa è ardua, decido così di fare un primo piano prima di vedrlo sparire in un buchetto della roccia che non immaginavo potesse contenerlo interamente. Tra le alghe c’è anche un pesce ago perfettamente mimetizzato e una coppia di gamberi meccanici. Andrea mi segnala poi la presenza di una lepre di mare che sta nuotando a mezz’acqua, anche in questo caso è difficile farla entrare nel fotogramma e dopo poco lascio campo libero a Gabriella che nel frattempo è sopraggiunta per fotografarla con il minidome. Andrea poi trova una polpessa ed inizia a filmarla con la sua Gopro, non riesco ad inquadrare altro se non il cefalopode e la sua mano.  Termino l’immersione fermandomi a pochi metri d’acqua provando a richiamare con le potenti lampade alcuni piccoli organismi natanti, provando ad effettuare un test per la Blackwater che prima o poi organizzeremo qui a Massa Lubrense. Rientriamo al diving infreddoliti, l’acqua in profondità è veramente fredda, Mimmo infatti quasi trema dal freddo durante la navigazione. Alle 23:30 siamo a terra con mia moglie che ci attende anche lei infreddolita. Mentre sistemiamo tutte le attrezzature e il “Paguro” ci prepara la cena, non ci sediamo a tavola prima di mezzanotte. Restiamo amabilmente a cenare fino all’1:30, quando iniziamo il rientro verso casa in scooter. Una fantastica giornata, festeggiata alla grande!

 

Scoglio Penna – Underwater Photo Days Punta Campanella

Mi alzo dal letto con comodo, l’appuntamento odierno al diving è per le 11 ma io comunque raggiungo Marina della Lobra alle 9. Al mio arrivo trovo già sul posto il Boss di Nauticam Italia Pietro Cremone e Mimmo Roscigno, i ragazzi del diving center sono già in mare per un primo tuffo con i clienti mentre noi fotografi, radunati per l’Underwater Photo Days Punta Campanella usciremo al loro ritorno, verso mezzogiorno. Arrivano via via tutti i fotosub, Luisa e Pierluigi, Raffaele, Gabriella, Francesco, Chiara, Gianmarco, Edoardo e Ivana. A noi si agginge anche Gianluigi che è appena ritornato dall’immersione e prende la sua fotocamera.

Oggi c’è un pò di vento da NE che agita il mare a Puolo dove avevamo pensato di andare, così decidiamo di fare rotta verso Punta Campanella.  Quando arriviamo sul punto c’è già una barca ormeggiata sulla boa, quindi ci spostiamo allo Scoglio Penna. C’è onda anche qui, ma causata dalle tante barche che transitano nei pressi della Baia di Jeranto. Ci tuffiamo e Francesco Rastrelli viene con me, vuole provare la mia Nauticam NA-D850 con il 105 mm ed i flash Ikelite DS161. Passiamo attraverso il buco e raggiungiamo le gorgonie rosse, tutte aperte; l’acqua è limpida e ci sono tanti Anthias. Proseguiamo il nostro giro e passo la fotocamera al mio compagno, me la consegna dopo un poco ed io riprendo a scattare le mie foto ad un bellissimo spirografo. Approfitto anche dell’arrivo di Edo per farmi fare uno scatto e per effettuare un autoscatto all’interno del minidome.  Terminiamo l’immersione sotto la boa, sulla catena di ormeggio è salito un riccio nero. Rientriamo a terra e finalmente ci sediamo al Paguro per mangiare un bel piatto di pasta. Resto a chiacchierare amabilmente a tavola con i miei amici, si stà più freschi qui, il sole torrido brucia l’aria. Alle 17 torno a casa per andare a cambiare obiettivo e muta, prelevare mia moglie che è andata a mare da sola, per poi ritornare in serata con lei al diving dove aspetterà il nostro rientro dall’immersione notturna e per cenare tutti insieme.

 

La Cattedrale di Porto Cesareo

Inizia la competizione e, per essere sul campo gara insieme ai concorrenti, sono costretto anche oggi ad una sveglia alle 6:30. Colazione sul terrazzino del B&B e subito corro al Diving Costa del Sud dove i partecipanti sono radunati alle 7:15 per effettuare i controlli pre-gara. Mi tocca così anche una intera sessione di foto con i vari fotosub per dare inizio alla competizione. Le attrezzature sono state tutte caricate sulla barca e sul gommone che si trasferiranno con un’ora di navigazione a Porto Cesareo, ma senza i subacquei che invece vengono portati sul posto con un pulmino messo a disposizione dagli organizzatori. Alle 8 di mattina parte il bus ed io sono in prima fila per effettuare i selfie di rito. 

Arriviamo alle 9 a Porto Cesareo e qui sul porto si iniziano a montare le fotocamere, in attesa dell’arrivo delle barche. Quando le barche sono in banchina, inizia anche la vestizione fino al rituale megaselfie d’inizio gara.

Lasciamo andare via tutti i concorrenti mentre io salgo a bordo del gommone dell’A.M.P. di Porto Cesareo in compagnia di Graziano, Gianluca e Chiara per andare a fare qualche scatto sul campo gara. L’imbarcazione è tutta a mia disposizione e ne sono molto onorato. Si decide di andare nel punto chiamato “La Cattedrale”, al centro del campo gara. Per non arrecare disturbo agli atleti, decido di non entrare all’interno della grotta, avendola visitata già lo scorso anno. Proseguo lungo la balza rocciosa ed incontro alcuni fotosub, mi allontano da loro trovando qualche piccolo anfratto con le pareti ben ricoperte di spugne e madrepore. Resto in acqua una trentina di minuti perchè il gommone deve ritornare in porto per svolgere altre mansioni. Risalgo così a bordo e ce ne torniamo in porto, mentre la gara prosegue con il cielo che si sta coprendo di nuvole. Mentre attendiamo il rientro del gruppo, resto vestito e mi tuffo di nuovo in acqua in apnea per fotografare una coppia di germani reali che nuota all’interno del porto. Ovviamente quando entro in acqua la coppia si allontana. Decido così di andare a scattare qualche foto ai pescherecci ormeggiati, con la speranza di sorprenderle mentre si spostano tra le boe e le barche. Quando rientrano le barche ormai la pioggia è imminente, ci si spoglia in fretta e si ritorna in bus a Santa Caterina mentre le barche rientrano via mare. 

Arrivati al diving lavo tutta l’attrezzatura e mi sposto presso il bar dove, in compagnia di Mimmo, Andrea e Rosa, prendiamo un aperitivo, mangiamo un panino e gustiamo i dolcini offerti dal mio amico Mimmo Tritto. Mentre tutti sono intenti a sostituire le bombole e cambiare le ottiche alle fotocamere, in previsione della seconda immersione che si effettuerà a Punta Lea, me ne vado a riposare, saltando l’immersione, mentre il meteo migliora di nuovo. 

Alle 18:00 ritorno al diving per sistemare i borsoni sub in previsione della partenza di domani, quando, dopo la giuria, prenderemo la via di casa. Approfitto così per fare una passeggiata e mangiare un gelato. In serata ci spostiamo presso una bellissima masseria, dove ceniamo tutti insieme e dove riceviamo un bellissimo e gradito omaggio, un disegno-caricatura realizzato per ciscuno dei giurati. 

 

 

Pellaro con Domy, David e Umberto – Immersione Notturna

Il pomeriggio si anima nei pressi della piscina, David e Cristina vogliono fare uno shooting fotografico per un loro partner tecnico, io mi dedico con piacere, richiedendo in cambio uno scatto anche per il mio sponsor tecnico Nauticam! 

Di lì a poco siamo di nuovo in partenza per un’immersione notturna, questa volta saremo solo in quattro in mare, destinazione Pellaro. Prepariamo le attrezzature e scendiamo in acqua. C’è una forte corrente che piega gli spirografi e c’è tanto plancton ancora, insieme a milioni di gamberetti che si ammassano davanti alle lampade e che rendono difficile fotografare qualsiasi cosa. Subito incontriamo una coppia di caponi ubriachi, più tardi un pesce civetta, delle mazzancolle e alcune seppie. La serata è ricca di divertimento e si conclude a casa di Domy, sorseggiando una bottiglia di Rum d’eccellenza, come l’amicizia che ci unisce!

Solo a tarda sera, prima di andare a nanna, tolgo la memory card dalla fotocamera e scarico le foto sull’Hard Disk, subito dopo metto le batterie in carica e si va a dormire, domani si replica!

Marina Grande con Fabio – Immersione Notturna

Con oltre due settimane di ritardo, stasera ho finalmente assaporato l’acqua salata dell’annata 2019. Una lunga giornata lavorativa mi ha impegnato fino a tardi, quando rientro a casa sono abbastanza “cotto”. Invio un messaggio al mio amico avvisando che sarei passato da lui dopo circa 90 minuti di relax e preparativi. In verità tutto è pronto e depositato in garage dal 2 gennaio, quando mi ero perfino messo in auto per raggiungere il mio amico Domy a Saline Joniche. Il mal di schiena ed in meteo incerto mi ha fatto fare marcia indietro dopo un tratto di strada, non era il caso di rischiare viste principalmente le mie condizioni fisiche non ottimali. Così finalmente mi vesto con gli abiti da “palombaro” e scendo a controllare la situazione fotocamera e batterie in garage …. ahimè sono scariche …. fortuna vuole che nella borsa ci sono anche le batterie di scorta che fortunatamente sembrano cariche. Vado a prendere Fabio a casa e poi torniamo indietro a Marina Grande di  Sorrento.  

Mentre ci vestiamo inizia un violento temporale, Indossiamo le mute velocemente e ci buttiamo dalla scaletta nell’acqua limpida. Scendiamo subito ed andiamo in cerca del succiascoglio ….. Fabio arriva prima di me e riesce a fotografare ancora una volta il pesciolino sotto il crinoide, quando arrivo io si è parzialmente nascosto sotto le braccia dell’Antedon mediterranea, riesco a scattare solo qualche foto dall’alto, prima che il succiascoglio se ne torni all riparo del masso. La serata, bagnata, non sembra molto fortunata …. Fabio ancora una volta si ferma a fotografare un capone ubriaco, vedo la frequenza dei suoi lampi flash e lo raggiungo, riesco a scattare qualche foto con la mia Nauticam NA-D850 ed il Micro Nikkor 60 mm, ma anche con la lente Nauticam SMC, ma subito dopo, per essermi avvicinato troppo, il pesce inizia a volare via …. 
Proseguiamo l’immersione senza grandi sussulti, mentre sono impegnato a testare la lente macro +15 diottrie, Fabio mi sopravanza nel percorso, verso la fine trova un ippocampo maschio che fotografo dopo il suo passaggio. Non resta che tornare a terra, la pioggia è terminata e l’acqua in superficie si è molto intorbidita, con uno strato superficiale biancastro. Ci spogliamo rapidamente e sistemiamo le attrezzature, un attimo prima di mettermi al volante per tornare a casa, arriva il colpo di fortuna ….. riesco a “scampare” ad un tuffo in mare appendendomi alla portiera aperta della mia Touran, avendo messo un piede in fallo al di fuori della banchina! Fortunatamente non mi sono fatto male, solo una leggera contusione al ginocchio ed un dolore al braccio destro con il quale ho sostenuto il peso del mio corpo per non finire in acqua vestito ….. questa si che è stata una grande fortuna!

Marina Grande – Immersione Notturna

Un altro anno volge al termine, quella di oggi è l’ultima giornata utile per poterlo chiudere con un tuffo, farlo domani sarebbe stato complicato, avendo ospiti a casa per il cenone. Così, mentre la famiglia è a spasso per Sorrento, me ne sono andato a mare nel mio luogo del cuore, la Marina Grande. 

Il meteo in giornata non è stato ottimale ed in serata si è iniziato ad alzare un discreto vento da settentrione. Le condizioni comunque sono buone per poter uscire, anche se inizia a formarsi un poco di onda. Raggiungo il porticciolo dopo aver fatto un lungo tragitto nel traffico cittadino di questi giorni festivi, parcheggio l’auto e vado a controllare il mare …. tutto ok, si può uscire. Un pescatore gentilmente mi avvisa che le condizioni stanno peggiorando da qui ad un paio di ore … poco male, a quell’ora sarò già rientrato a terra.
Mi vesto e chiudo l’auto, prendo la nuova fotocamera Nauticam NA-D850 equipaggiata con l’oblò piano ed il Micro Nikkor 60 mm, i bracci Flex-Arm ed i due Ikelite DS161. La marea è bassa ed ho qualche difficoltà ad indossare le pinne con tutto il peso delle bombole addosso. L’acqua è abbastanza limpida, ma i lavori per il passaggio dei cavi elettrici d’alta tensione che arriveranno a Capri hanno stravolto il fondale al centro della spiaggia. Inizio a scendere lungo il pendio fino a raggiungere i -30 metri. Il fondale sembra deserto, incontro solo una enorme triglia e poco altro. L’assetto della configurazione è perfetto ed oggi comincio a “trovare” con molta naturalezza le ghiere “destre” dei tempi e diaframmi, anche grazie all’impugnatura a strappo.  La torcia illumina gli occhi di una mazzancolla sepolta nel sedimento ma la mia improvvida manovra di avvicinamento mi impedisce di fare uno scatto …. una nuvola di fango sopraggiunge inesorabilmente a causa della mia imperizia, facendomi perdere di vista il gambero. Risalgo di parecchi metri e cerco ancora sul fondo, finalmente qualcosa d’interessante, un pesce ago e poi una bella seppia. Poco più in là, una sogliola ocellata nei pressi del basamento di cemento a cui è collegata una boa in superficie sul quale con Fabio Russo avevo visto succiascoglio e galatea  al riparo di un crinoide, immagine scattata con il tappo sull’obiettivo …. guardo con attenzione e vedo tutti e due gli ospiti ma al riparo di due distinti organismi … il succiascoglio ancora sotto il crinoide mentre una galatea è tra gli aculei di un riccio Centrostephanus longispinus. Rientro verso terra dopo 90′ d’immersione, nel basso fondale incontro una piccola seppia che mi si para davanti minacciosa, prima di sparire nel buio della notte.

Finisce così un anno importante, che mi ha dato grandi soddisfazioni ma anche una grande delusione …. tutto passa, bisogna guardare avanti, concentrati per fare sempre meglio! 

Mentre sono intento a scrivere questo articolo, sento dei rumori provenire dall’esterno del balcone dello studio …. è la muta stagna appesa ad asciugare  che, a causa del vento intenso che si è alzato, sbatte sulla ringhiera metallica. Sospendo temporaneamente la scrittura per portare dentro tutto il prezioso materiale, il meteo non promette nulla di buono …. vabbé, l’anno 2018 finisce così!

Buon Anno 2019 a tutti voi! 

 

Vervece con don Tonino De Maio

Mi sento emozionato come un bambino che ha appena scartato il suo regalo natalizio e non vede l’ora d’iniziare a giocarci …. l’occasione propizia per farlo arriva finalmente oggi pomeriggio, dopo alcuni giorni di forte mal di schiena, finalmente sono in condizioni migliori per andare in acqua.

Così alle ore 15.30, presso il Circolo Nautico Marina della Lobra sono andato a presenziare alla benedizione di una scultura di Gesù Bambino, realizzata da Giusi Milone, che sarà collocata ai piedi della Madonnina del Vervece a 12 metri di profondità.
La statua all’epoca fu posta in ricordo del record mondiale di apnea stabilito nel 1974 da Enzo Maiorca che raggiunse nelle acque di Massa Lubrense la profondità di 87 metri.
In contemporanea si accenderà la stella cometa collocata sullo scoglio del Vervece nei giorni scorsi ad opera dell’associazione Aicast.
La cerimonia sarà celebrata da don Antonino De Maio alla presenza del sindaco di Massa Lorenzo Balduccelli, del presidente della fondazione Vervece Gaetano Milone, del presidente e del direttore del Parco Marino Punta Campanella Michele Giustiniani ed Antonino Miccio.

La giornata è stata splendida, ma con il calar del sole, la temperatura scende sensibilmente ed inizia a fare freddo. Ci vestiamo e iniziamo la cerimonia di benedizione, poi saliamo sulla barca per andare al Vervece. Il mare è calmo e la stella cometa sullo scoglio è ancora spenta …. scendo qualche minuto prima dei miei amici per controllare la situazione “luminosa” del sito, ma anche per familiarizzare con i comandi della nuova Nauticam D850. Vedo così arrivare Tonino e don Tonino con il bambinello sospeso con un pallone elevatore, lo portano alla base della statua della Madonna e poi si inizia la fase di sistemazione definitiva. Quando tutto è finito, aspetto che si pulisca un poco l’acqua che si è molto intorbidita, poi finalmente posso scattare qualche immagine. Mentre loro risalgono a bordo io mi trattengo per scattare una foto in superficie con la stella cometa finalmente accesa ….

Tornati a terra, possiamo finalmente festeggiare con i dolci offerti da Antonio Cafiero della Pasticceria Primavera di Sorrento e brindare anche al nuovo anno 2019.  

Le sensazioni sulla nuova attrezzatura Nauticam sono positive, il superdome è l’ideale per realizzare le immagini a pelo d’acqua ed i comandi sono facilmente accessibili, sicuramente c’è da memorizzare la posizione di alcuni pulsanti che sono in posizione diversa, ma sarà necessario forse solo un altro tuffo. Bene così, l’anno 2019 inizia in anticipo!