Marco Gargiulo

Grotta di Mitigliano con Arturo e Lorenza

Dopo qualche commissione dal medico, alla posta e dal gommista, finalmente è l’ora di scendere al porto con la mia famiglia per andare a fare una immersione nella Grotta di Mitigliano. Mentre nonna Rosaria ci porta a destinazione con l’Armarc, mi dedico a sistemare fotocamere ed attrezzature di tutti e tre, infatti oggi non sarò solo ad esplorare la caverna, ma ci sarà anche Lorenza e mio fratello Arturo con la sua nuova e fiammante Isotta D7000. Personalmente ho montato sulla mia Isotta D800 il nuovo minidome ribassato per il 10.5 mm nikon, abbinato ai due flash Sea & Sea YS D1, ancora con i cavi, per effettuare ulteriori test.

Non entriamo tutti insieme nella grotta, poiché li anticipo per fotografarli mentre penetrano nella parte anteriore della caverna, dove è presente la grande colonna.  Proseguiamo quindi verso l’interno e Lorenza mi mostra una ciprea su una parete rocciosa dietro la quale si nasconde una musdea. Raggiungiamo quasi la strettoia quando  mi mostra una piccola corvina, mentre ero intento a fotografare le migliaia di microscopici crostacei che popolano la cavità. Dopo essermi accertato della sua volontà di proseguire oltre la strettoia, la attraversiamo mano nella mano, fino a trovarci nella camera finale della grotta dove solitamente stazionano gli Oligopus ater. Ancora una volta è lei a scovarne uno in una spaccatura, ma non fotografabile. Ne trovo poi uno grande ed uno piccolissimo. Dopo qualche scatto, lascio campo libero ad Arturo per fotografare la diffidente brotula. Iniziamo allora il ritorno, questa volta più velocemente fino a tornare  all’esterno della grotta dove proseguiamo la passeggiata inseguendo le migliaia di salpe per uno scatto in controluce. Concludiamo infine con qualche scatto alle bimbe che giocano in apnea.

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