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#16 Praiano con Salvatore Lauro

Il programma del sabato mattina comprendeva un’uscita con partenza dalla Lega Navale Italiana di Napoli per andare a fotografare quella parte del golfo, a me lontana. Le cattive condizioni dell’acqua mi hanno suggerito di abortirla per tornare quando l’acqua sarà più limpida. Mentre venerdì sera sono al computer a sistemare qualche foto dell’archivio, mi arriva un messaggio di “sfottò” dei miei amici Raffaele, Nicola ed Antonella che sono andati a fare compagnia al mio amico Domy a Saline Joniche.  Ricambio i saluti, rimproverandoli di non avermi avvisato! Quasi in contemporanea, mi scrive anche Salvatore Lauro che mi invita ad andare con lui a Praiano.

L’appuntamento è per le 8 e quindi metto la sveglia alle 6:40 per essere pronto per tempo. Faccio colazione, sistemo la fotocamera e con anticipo alle 7:45 scendo sotto casa per aspettare Salvatore. Anche lui è in anticipo e arriva poco dopo. Carichiamo la mia attrezzatura e partiamo, ovviamente dopo aver inviato un nuovo messaggio agli amici dell’Associazione Cousteau con relativa foto “dedica”.

Lungo la strada statale amalfitana il mare è calmissimo, c’è anche molta foschia nonostante il bel sole primaverile. Arriviamo a Praiano in una cinquantina di minuti e parcheggiamo nel piazzale, portiamo le attrezzature in spiaggia e ci vestiamo. Verso le 9:20 entriamo in acqua; è molto fredda e non molto limpida. 

Ci dirigiamo verso destra, sorvoliamo il sabbione dove ci sono tanti rifiuti antropici. Presto molta attenzione al fondale con la speranza di individuare l’antenna di una rana pescatrice ma sembra non esserci. Arriviamo sulla parete rocciosa dove ci sono famiglie di Apogon imberbis, andiamo oltre sorvolando le “chiazze” di Posidonia oceanica, sulla roccia c’è qualche gorgonia gialla. Guardiamo nelle fenditure in cerca di qualche gattuccio o aragosta ma non siamo fortunati. 

Iniziamo il rientro verso terra dopo un’oretta e negli ultimi metri faccio una scoperta sensazionale!
Una enorme “manta oceanica”  riposa sul fondo! Ah no! Non è una manta, ma solo una enorme borsa telata che si utilizza per il materiale di risulta in edilizia!
Insieme a lei ci sono anche tantissimi elementi metallici, l’abitudine di smaltire in mare il materiale di risulta è ancora troppo radicata! Che peccato, sarà necessario organizzare quanto prima una pulizia dei fondali per rimuovere tutto questo materiale.

Il mare è calmissimo come descritto, è l’occasione per scattare qualche foto proprio sotto il pelo dell’acqua, ammirando lo scenario meraviglioso che traspare.

 Alle 11 circa, dopo un caffè al bar, ci mettiamo in moto verso Sorrento.  Verso le 12 Salvatore mi lascia sotto casa. Sistemo tutto fuori al balcone ed effettuo il lavaggio, poi mi distendo sul divano a riposare un poco  prima di pranzare con la famiglia. Nel pomeriggio accendo il computer e scarico le foto in attesa di guardare le qualifiche del GP di F1 in televisione.

In ogni caso, dopo un ventennio di intervallo dall’ultima immersione in questo posto, ho effettuato una bella passeggiata subacquea e terrestre con il mio amico Salvatore.

#14 Cala di Puolo con Antonella, Nicola e Salvatore

Venerdì mattina mi sveglio alle 6:40, devo avvompagnare mia figlia Lidia che entra prima delle 8. La lascio davanti alla scuola e me ne vado a lavorare a Napoli dove ho appuntamento con il mio collega Vincenzo Alvigi. Il cielo è nuvoloso e c’è tanta foschia, ma la temperatura è di quasi 20°C. Tornato a casa, in serata preparo tutto l’occorrente per andare in acqua e alle 19 scendo a Marina Grande ma non c’è modo di parcheggiare, è venerdì sera ed i ristoranti sono aperti in previsione del weekend. Il vento da Nord-Est comincia a soffiare sempre di più ed il mare si è agitato. Dopo qualche minuto di dubbio, pur avendo trovato da parcheggiare in un altro punto, più scomodo e distante del solito, alla fine desisto, vedendo che le condizioni meteomarine sono in peggioramento. Riporto tutto a casa e “sgonfio” lo scafandro eliminando il sottovuoto. Avevo sostituito l’obiettivo e montato il Sigma 15 mm con il minidome.

Non mi perdo d’animo ed immediatamente mando un messaggio al mio amico Nicola Merlino per capire il loro programma per l’indomani. Concordo l’uscita con lui per Sabato mattina a Praiano, sento anche Salvatore Lauro che mi verrà a prendere alle 8 sotto casa …

Stamattina appena sveglio guardo fuori dalla finestra e vedo l’asfalto bagnato a causa di una per leggera pioggia. Vado a fare la colazione e poi vado a prepararmi. Richiudo lo scafandro sottovuoto ed aspetto che si faccia ora per scendere. Non mi accorgo di una telefonata di Nicola che mi avvisa di un cambio di programma … si va a Puolo perché a Praiano il mare è mosso.

Arriva Salvatore in perfetto orario, passiamo al garage a prendere la mia attrezzatura e ci avviamo a Cala di Puolo dove arriviamo alle 8:30. Il mare è calmo ma persiste una leggera pioggia. Aspettiamo che arrivino Nicola ed Antonella e alle 9 iniziamo a portare le pesanti attrezzature nei pressi della scogliera. Completiamo la vestizione e alle 9:30 siamo in acqua. E’  molto fredda e abbastanza torbida. La pioggia continua. 

Sorvoliamo il sabbione dove c’è un capone ubriaco poco collaborativo, una sogliola con dietro un rombo che vedo solo al computer, recupero alcune esche artificiali e raggiungo la parete rocciosa. Scatto qualche foto alle gorgonie, alle margherite di mare e alla posidonia. Ben presto torno verso terra dopo aver avvisato i miei compagni;  durante il ritorno vado in cerca di una rana pescatrice, in questo periodo è possibile l’incontro in questo posto. Non sono fortunato. Termino l’immersione scattando qualche foto ai rifiuti sottomarini e ai cefali che sono a pelo d’acqua. Ben presto arriva Nicola, poi Antonella e infine Salvatore.

Lascio pinne e fotocamera sulla spiaggia, risalgo le scalette e a fatica e porto la bombola all’auto. Quando torno indietro a prendere il materiale mancante, Nicola vi riferisce di aver recuperato la mia maschera che era mi caduta in acqua e che avevo perso. Grande NIK!

Ci svestiamo sotto una leggerissima pioggia ed al termine scattiamo il selfie ricordo.  Risaliamo lungo la stradina ed arriviamo nella curva “maledetta” dove incontriamo la solita difficoltà, accentuata dall’asfalto bagnato. La Fiat Punto di Salvatore ha problemi di aderenza, allora scendo dall’auto e mi appoggio su cofano e così riusciamo a superare l’ostacolo fino ad arrivare in cima alla salita. Anche Nicola con la sua Audi station wagon non riesce a superare il punto. Avviso Salvatore e scendiamo a spingere l’auto in modo da superare il punto critico. Tutto bene, ci salutiamo e rientriamo verso Sorrento. Io e Salvatore passiamo da Maresca Sport per lasciare le bombole scariche, poi mi accompagna al garage e a casa. 

Piove ancora ma io lavo lo stesso l’attrezzatura fuori al balcone e la stendo … ad asciugare sotto la pioggia, che importa! Sono le 12 quando mi lancio sotto la doccia. Poi, mentre aspetto che sia pronto il pranzo, inizio a guardare le prove libere del GP di F1. Al termine del pranzo mi stendo sul divano a guardare la partita in tv e poi alle 16 le  qualifiche con Charles Leclerc che conquista la Pole Position!

 

#52 Scoglio del Vervece con Fabio, Antonella e Nicola

La temperatura dell’aria alle 8 di mattina è freddissima, il display dello scooter segna 10°C ma c’è un bel sole. Passo per il garage e prendo la muta stagna in neoprene e mi dirigo a Massa Lubrense . Lungo il tragitto verso Marina della Lobra si apprezza ancora il  vento freddo che soffia da giorni, ma finalmente l’intensità è scemata. Arrivo al diving ed Andrea mi viene incontro e si prende cura della mia attrezzatura. Vado a parcheggiare ma quando ritorno al Punta Campanella Diving Center non c’è nessuno! Inizio a guardarmi intorno, in ogni angolo del diving ma dello staff non c’è traccia. Ipotizzo così uno scherzo ed indugio per capire da dove verranno fuori! Mi sovviene un dubbio … mica saranno andati al bar senza di me? M’incammino e sento le loro voci arrivare dal bancone … “Weeeeee, ma non mi avete aspettato? Mascalzoni!” … 
Sono di buon umore perché torno in mare dopo settimane, così approfitto per prendere un altro caffè e offrire la colazione ai miei amici.  Mentre ci prepariamo, arrivano anche Antonella e Nicola dell’associazione Jacques Cousteau.

Alle 9:30 partiamo su Marangone con direzione Scoglio del Vervece. Anche Gianluigi e Fabio sono equipaggiati con la fotocamera,  mentre Andrea accompagna  in acqua i due clienti americani.

Arrivati sul posto si vede subito che l’acqua è torbida. Mi vesto e mi tuffo con Fabio, appena entrato in acqua chiedo a Lisa di passarmi qualche piombo ma non le do il tempo di darlo che mi immergo per seguire Fabio. C’è corrente superficiale e scendo con difficoltà nei primi metri. Raggiungo Fabio sul fondo e raggiungiamo le gorgonie rosse, mentre Gianluigi si dirige nel blu in cerca di incontri interessanti. E’ fortunato perché  incontra un folto banco di ricciole e due aquile di mare.

Durante la prima parte dell’immersione incontro un grosso scorfano, poi un trio “cernia-musdea-murena” tutti fuori tana, ma non riesco a scattare in tempo. Inizio ad avvertire che il mio assetto sta cambiando rapidamente, so di essere troppo “positivo” a causa dell’errata pesata, mi mancano almeno 3,5 kg della piastra di acciaio che abitualmente monto sulla bombola quando uso la stagna!

Proseguo il mio giro ma ormai l’incombenza è l’assetto. Non sono più in grado di fotografare, sulla parete trovo un grande vermocane, poi finalmente incontro di nuovo Fabio che mi passa 2 kg dalla sua cintura. Termino i 7 minuti di decompressione e subito dopo risalgo in superficie,  mentre un barracuda “piantatosi” immobile davanti ai miei occhi, mi guarda consapevole di non poter essere disturbato dal sottoscritto, impegnato a controllare l’assetto negli ultimi cruciali metri della risalita. 

Tornati sul gommone, ce ne andiamo subito al diving; i miei amici usciranno in mare per un secondo tuffo, io invece lavo tutto e riporto a casa la muta umida che deve essere riposta in garage, mentre lascio quella stagna qui, con la speranza di poter tornare in acqua domattina con i miei amici Mimmo e Rosario.

Sistemo la mia attrezzatura con grande calma, alle 12 però sono sullo scooter per tornare a casa. Smonto la fotocamera e mi metto a guardare foto in attesa dell’uscita da scuola di mia figlia Lidia alle  13:30. Dopo pranzo ho una serie di servizi in sospeso da completare, in particolare alle 15:30 vado con mio fratello Arturo e mio nipote Enrico a disarmare barca al porto che ormai necessita del rimessaggio invernale.

 

 

 

 

 

#51 Pulizia dei fondali a Marina Grande di Sorrento

Anche quest’anno sono stato presente in questa giornata di pulizia dei fondali del borgo di Marina Grande di Sorrento, ma a differenza delle ultime volte, ho potuto essere parte attiva nelle operazioni e dare il mio contributo, non solo dietro l’oculare della fotocamera come avviene abitualmente.

Ho portato con me la GoPro Hero 7 solo per girare qualche scena subacquea e qualche foto ricordo con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau. Per effettuare le operazioni, solo all’interno delle scogliere, ho utilizzato un monobombola da 10 litri, la qual cosa mi ha reso più agevole la frequente risalita e discesa successiva che era necessaria per portare i rifiuti raccolti sulla barca d’appoggio che era sopra di noi.

Un peccato però, il ritardo accumulato a causa delle forze dell’ordine  intervenute che hanno fatto iniziare le operazioni alle 10:15 per farle terminare alle 11. Torno a casa a fare la doccia e lavare l’attrezzatura, devo sbrigarmi perché devo andare anche a riprendere mia figlia Lidia a scuola!

 

#14 Pulizia dei fondali a Marina Grande di Sorrento

Mi alzo dal letto e controllo il meteo dalla finestra, il cielo è velato e non promettenulla di buono. Come di consueto vado a mangiare qualcosa prima di andare a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 e metterlo sottovuoto. Oggi è in programma una pulizia dei fondali sottomarini a Sorrento, organizzato dal comune e da Marevivo. L’occasione è quella giusta anche per sfoggiare la muta azzurra dell’associazione di cui faccio parte e presieduta localmente da mia madre Maria Rosaria.

Ho montato il Sigma 15 mm ed il superdome per effettuare delle fotografie a mezz’acqua mentre vengono recuperati i materiali dal fondo. Scendo con l’auto e parcheggio l’auto, preventivamente accreditata per la sosta e vado a salutare i miei amici della Jacques Cousteau. Saluto anche le maestranze militari, in particolare gli amici del nucleo subacqueo della Guardia di Finanza, Michele Venditti e Antonino Maresca, con il quale ho preso accordi per effettuare foto e riprese video.

Attendiamo le 9 per iniziare le operazioni di vestizione e, mentre gli altri subacquei sono impegnati all’esterno della scogliera centrale, noi andremo a destra del pontile metallico per recuperare delle batterie e nasse abbandonate che avevamo precedentemente avvistato.

Mi tuffo in acqua e raggiungo i militari che iniziano a recuperare il primo accumulatore, poi passiamo a prendere l’altra grossa batteria che è semi-sepolta nel sedimento. Scatto a raffica e provo anche a fare un poco di video ma l’acqua è abbastanza torbida, la visibilità ovviamente peggiora di molto durante le operazioni di recupero.

Terminiamo il reportage con il recupero delle nasse, ma solo dopo aver liberato gli organismi marini che ci sono all’interno. E’ trascorsa un’ora in un attimo, è già tempo di tornare a terra per dar fine alla manifestazione. 

A terra infatti è previsto lo smaltimento in discarica del materiale raccolto ad opera di Penisolaverde ed una piccola manifestazione presenziata dall’assessore all’ambiente Valeria Paladino e dal sindaco di Sorrento Massimo Coppola.
In verità mi defilo immediatamente perchè ho da rientrare a casa per lavare l’attrezzatura dalla sabbia, ma anche per portare al mare la mia famiglia che mi attende, nonostante il meteo continui ad essere perturbato. Inizia a piovere mentre guardo sul lettino dello stabilimento balneare le qualifiche del GP di Baku di F1, nel quale Charles Leclerc conquista una mitica Pole Position!

Puolo con Associazione J. Cousteau

Il sibilo intenso del vento mi desta pochi minuti prima del suono della  sveglia programmata alle 6:30. Mi alzo e vado a controllarne la direzione … fortunatamente proviene da Sud e quindi sotto costa il mare è buono. Il cielo è coperto e minaccia pioggia. Mi siedo a fare colazione e poi vado a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 sul quale ho montato ancora una volta il Nikon 60 mm. La mia intenzione è quella di provare in condizioni diverse la nuova lente Nauticam MWL-1, ma anche per prendere dimestichezza con i flash OneUW usati in TTL con i cavi elettrici e non più quelli in fibra ottica.  

L’appuntamento con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau è per le 8 a Marina di Puolo, così mi muovo per tempo, ma questa volta prendo l’auto di mia moglie, una Citroen C3, molto più adatta rispetto alla mia Skoda Kodiaq alle piccole stradine da percorrere per raggiungere la spiaggia. Mi ritrovo sul piazzale con i miei amici Nicola ed Antonella, scattiamo una foto ricordo mentre aspettiamo anche l’arrivo di Linda. E’ passato ormai un anno dal nostro ultimo tuffo insieme! Maledetto Covid-19.

Scendiamo alla Marina e parcheggiamo le auto, iniziamo la vestizione dopo aver trasportato l’attrezzatura in prossimità della scogliera. Mentre assemblo la fotocamera, mi accorgo che l’anello basculante “singolo” che ho preso non è adatto a portare la lente MWL-1, ma dovevo necessariamente prendere quello “doppio” che mi aveva mandato Pietro Cremone insieme alla lente. E vabbè, non fa niente, la proverò la prossima volta.

Inizia a piovigginare ma il mare è calmo. L’acqua è abbastanza torbida e la scarsa luminosità del cielo non aiuta. Costeggiamo la parete rocciosa e poi passiamo sul sabbione dove incontriamo alcuni pesci pettine. Attraversiamo la spianata sabbiosa fino a raggiungere la parete di Punta Lauro e la percorriamo per un breve tratto, dove ci sono le piante di Posidonia oceanica e qualche Eunicella gialla e bianca. Sono in cerca di pesci ago e cavallucci marini tra le verdi foglie, ma oggi non sono fortunato. Scovo però un bellissimo gasteropode Calliostoma conulus, ma anche un Umbraculum mediterraneum ed un grosso scorfano rosso.  Ho provveduto anche a liberare una gorgonia da un groviglio di lenza in nylon che ho poi recuperato e messo nella tasca della muta stagna. 

Trascorsi circa 60 minuti, rientriamo verso terra, ha smesso di piovere e riusciamo a spogliarci senza bagnarci. Una volta pronti, approfittiamo per scattare qualche foto ricordo con le T-Shirts dell’iniziativa “Citizen Scientist” organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. 

Sono le 10:30 quando chiudo l’auto per tornare a casa, mi metto in moto e prima di iniziare la salita, incontro i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Vittoria e Gianluigi. Mi trattengo un pochino a chiacchierare con loro, chiedendo info sull’apertura del diving e sul nuovo battello che è prossimo ad entrare in acqua. Li saluto e torno a Sorrento. Mi aspetta il lavaggio dell’attrezzatura, è momento sempre noioso, ma fondamentale per la corretta conservazione di materiale così prezioso e delicato. Mentre scrivo e guardo le foto al computer, inizia di nuovo a piovere, mi tocca portar dentro tutta l’attrezzatura messa ad asciugare per poi finalmente sedermi a tavola con la mia famiglia. 

21 Puolo con Associazione Jacques Cousteau

Dopo i problemi fisici (otite e lombalgia) susseguiti alla vacanza maldiviana, stamattina sono tornato finalmente nel mio mare, con una terna di grandi amici, Francesco, Nicola & Antonella. Il meteo è favorevole da qualche giorno, residuava ancora un poco di vento di tramontana che ha soffiato intensamente tutta la settimana, da sabato invece a mare c’è calma piatta ed ammirare il panorama è un vero spettacolo.

Raggiungo la spiaggia alle 9:30 dove ci sono i miei amici. Scarichiamo le attrezzature e ci vestiamo a ridosso della scogliera. Oggi sono però depotenziato … ho venduto la Nikon D7200 con il suo scafandro, ma anche tutti i flash in mio possesso, Inon Z240 e Ikelite DS161, c’è in arrivo un grande upgrade, così ho approfittato per familiarizzare con la GoPro Hero 7 Black che non uso quasi mai. Ho dimenticato di prendere la mia maschera, ma fortunatamente Nik ne ha una identica da prestarmi, ma anche il computer subacqueo che è rimasto nella borsa della Nauticam NA-D850. Poco male, resterò attaccato alle pinne dei miei amici.

L’acqua è torbida, la visibilità si limita solo a qualche metro. Iniziamo l’immersione e subito vedo un piccolo polpo “puntato” da alcuni sciarrani, proseguiamo lungo il pendio sabbioso. Proseguo con Nicola, mentre Francesco e Antonella restano sul sabbione, noi andiamo perso la parete. Sulla parete troviamo una mutena ed un gronco in due buchi della parete, poi sulla sabbia riesco ad avvicinare un pesce pettine che non sembra assolutamente disturbato dalla mia presenza. Raggiungiamo la parete dove si sono alcune gorgonie e le margherite di mare. Provo anche ad usare la lente macro sulla gopro ma non riesco a vedere il fuoco a causa del mio deficit visivo causato dalla presbiopia. Ritorniamo verso terra e ci ricongiungiamo con Antonella e Francesco, mi faccio scattare una foto ricordo e guadagniamo la superficie dopo aver incontrato un secondo polpo, leggermente più grande del precedente. Ci svestiamo e sotto il piacevole sole e sistemiamo tutte le attrezzature, passiamo ai saluti e, dopo un rituale selfie, rientriamo a casa verso le 12:30. La mia famiglia ha in programma il pranzo a casa di mia cognata, io soprassiedo e resto a casa, desideroso di un pomeriggio di riposo e relax davanti alla tv ed al pc per guardare le immagini video girate in mattinata.

Qui trovate il video pubblicato su Youtube:

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https://youtu.be/1Qc9GWPb2F8

Punta Campanella con Associazione Jacques Cousteau

Ho faticato ad alzarmi dal letto, ero quasi sul punto di desistere, spegnendo la sveglia; mi sono fatto coraggio pensando che sarebbe passata una settimana di lavoro prima di poter tornare in acqua! Così mi sono messo in azione, preparando anche la fotocamera con una lente diversa che non ho ancora utilizzato sulla mia Nauticam NA-D850 con il minidome. Controllo anche lo stato di carica dei flash Ikelite DS161 che mostrano due led rossi accesi, chiudo il tutto nel borsone e vado a Massa Lubrense. Durante il viaggio sullo scooter vedo il mare agitato dal vento forte di Grecale che ha anche pulito il cielo dalle nuvole rendendo visibili le isole del Golfo di Napoli. Con grande sorpresa al Punta Campanella Diving incontro gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau (non avendo letto il messaggio email  di avviso ai soci) capitanati da Nicola ed Antonella, ma ci sono anche Danilo, Francesco, Linda e l’australiano Dario.

Per sfuggire al forte vento l’opzione è quella di voltare la Punta Campanella. Saliamo tutti a bordo del gommone comandato da Vittoria e raggiungiamo la boa di ormeggio al di sotto del faro. Gianluigi ed Andrea accompagnano il gruppo alle gorgonie rosse, mentre io me ne vado in cerca della Savalia savaglia che si trova sulla punta, in mezzo al mare. Anticipo il gruppo ed effettuo la capovolta, Vittoria mi passa la fotocamera e scendo subito sotto il faraglione per poi raggiungere gli scogli da cui partire in cerca del “corallo nero”. Mi fermo a scattare una foto alle prime gorgonie che incontro e mi accorgo che la cupola dell’obiettivo Nikon 10,5 mm è completamente appannata! Nelle fasi di preparazione ho lasciato forse per troppo tempo la fotocamera al sole dopo averla assemblata, distratto dalla presenza dei miei amici. Fotografare è impossibile, ma vado comunque in cerca dello scoglio isolato, sorvolo l’area ma non vedo nulla che ricordi il ramo che sto cercando, dovrò ritornare con Gianluigi che conosce bene il posto! Torno indietro placidamente, l’immersione fotografica è ormai compromessa, passeggio sul fondo roccioso dove si vede qualche piccola cernia, alcuni dentici e tanti saraghi fasciati. Controllo ogni tanto l’appannamento dell’oblò che piano piano inizia a pulirsi.  Raggiungo il grottino con la famiglia di Apogon imberbis dove finalmente posso scattare qualche foto, mentre ritorno verso il faraglione, trovo Nicola e Dario che sono in cerca della piccola caverna. Li porto sul posto, scatto qualche foto con loro e me ne vado di nuovo, alla ricerca del banco di barracuda che solitamente staziona sulla punta. Trovo subito alcuni piccoli esemplari abbastanza confidenti, più distante c’è l’intero gruppo, formato comunque da individui di piccole dimensioni. A pochi metri d’acqua mentre effettuo la sosta di sicurezza si sente la risacca ed è fastidioso rimanere ulteriormente in acqua. Me ne risalgo così a bordo, il gruppo è già al completo, torniamo alla base con le onde a prua ma gli spruzzi d’acqua sono pochi poichè l’intensità del vento è calata, girando anche di quadrante, adesso soffia il Maestrale tipico dell’orario. Non mi trattengo sul posto e come al solito scappo subito a casa per andare al mare con mia moglie presso lo stabilimento “Bagni Salvatore” di Sorrento dove sono stati sostituiti i vecchi ombrelloni verdi con quelli nuovi gialli, qui trascorro il pomeriggio in estremo relax.

 

Oggi non è andata come sperato ma non importa, porto a casa ancora una volta l’insegnamento di restare concentrato al 110% nella fase di preparazione, fortunatamente non ho fatto danni e questo è fondamentale, ma è grazie a queste giornate che si ricaricano le batterie per il prossimo tuffo!

Puolo con Dario – Immersione Notturna

Caldo torrido, in auto non si può stare, 39,5°C alle ore 14:30 e 29,5°C alle ore 20:15! Unica soluzione è rinfrescarsi in mare. Così raggiungo Puolo per fare immersione con i miei amici dell’Associazione J. Cousteau a cui si aggiunge l’australiano Gaetano Dario Gargiulo che arriva in auto con Francesco De Rosa. 

Aspettiamo il tramonto ed anche che cominci il buio, ma una volta in acqua ancora si vede il chiarore del tramonto. Scendo subito sul sabbione e mi imbatto nella “solita” rete da posta a pochi metri di profondità. La sorvolo segnalandola ai miei amici che invece seguono la parete. Stasera sulla sabbia non c’è nulla, solo qualche rifiuto antropico … taglio verso la roccie e nemmeno tra le pietre “gira” qualcosa d’interessante. Risalgo verso la parete dove ci sono i miei amici e si inizia a vedere qualcosina, una murena, qualche paguro, fin quando arrivo al punto dove avevo visto i pesci ago. Li ritrovo tra le verdi  foglie, due maschi sono insieme nella stessa pianta, mentre una femmina è poco distante tra le alghe brune del fondale. Noto che c’è stato già il passaggio dei miei compagni perchè i longilinei pinnuti sono abbastanza poco collaborativi, forse anche disturbati dalle mie potenti lampade. Riesco a fotografarli insieme con il Micro Nikkor 60 mm montato sulla Nauticam NA-D850, a cui ho abbinato anche la lente Nauticam SMC, montata sul flip per poterla mettere in uso appena necessario. Anche oggi ho configurato il tutto con i flash Inon Z240 con cupole GloDive e bracci galleggianti Flex-Arm. Resta poco altro da fotografare stasera, un grosso paguro con le attinie, alcune uova di calamaro in una spaccatura della roccia ed un piccolissimo gambero vinaio Gnatophyllum elegans, così me ne vado in cerca delle piccole conchiglie tra le foglie di posidonia … e fatico a trovare una Smaragia viridis, mentre l’altra sera ne ho viste tre. Termino l’immersione dopo oltre 90′ tra i ciottoli dove ci sono alcuni pesci lucertola Synodus saurus e un gronco delle baleari Areosoma balearicus che si sotterra davanti ai miei occhi. I miei amici sono già all’asciutto ed asciutti, con le attrezzature già pronte per tornare in auto. Approfitto così del loro aiuto per farmi aprire la muta stagna senza dover ricorrere al cordino per l’evasione dalla muta alla Houdinì, prima di salutarli augurandogli una buona cena. Me ne torno a casa dopo aver sistemato il tutto per poi procedere alle operazioni di lavaggio che si protraggono fino a dopo la mezzanotte. Vado a dormire “cotto” ma sempre soddisfatto, la mia dose d’azoto me la sono procurata anche stasera! 

Puolo con Ass. Jacques Cousteau – Immersione Notturna

Solita sveglia alle 6:30, mi alzo non un leggero mal di schiena. In previsione della serata, faccio colazione e prendo del diclofenac a lento rilascio per essere in perfetta forma per l’immersione notturna. Quando vado nello studio a prendere l’iPad per andare a lavoro, mi accorgo che l’Holacanthus ciliaris che ho nella vasca di quarantena è pieno di puntini bianchi, l’avevo lasciato la sera prima in perfette condizioni! Perdo qualche minuto per inserire in vasca il medicinale a base di rame e installare una pompa di movimento supplementare per aumentare l’ossigenazione della vasca e poi scendo di casa. Al mio rientro dopo un ritorno da Napoli in soli 60 minuti, il dolore alla schiena è andato via ed il pesce in vasca sembra aver reagito bene al trattamento, accettando anche un poco di cibo. La fotocamera è già pronta dalla sera precedente, stasera farò un esperimento, ho montato il Tokina 10-17 mm nel minidome Saga, ma posizionandolo a 15 mm senza usare la ghiera dello zoom.

In abbinata ci sono i due flash Inon Z240 con le cupole GloDive, montati sui bracci galleggianti Flex-Arm. Metto le batterie nelle lampade ed inizio ad assemblare il tutto, fortunatamente mi accorgo di aver dimenticato di mettere anche le batterie stilo nei flash e chiudere i tappi posteriori! Avrei sicuramente fatto un gravissimo danno ….. Alle 19:30 sono pronto a vado al garage a prendere la muta e le bombole.

Arrivo a Puolo alle 20, in perfetto orario, Linda e gli altri soci stanno già scaricando le attrezzature, dopo poco arriva anche Antonella con Nicola. Ci vestiamo lentamente per aspettare il calare delle tenebre, ma è il caso di vestirsi subito per sfuggire all’assalto delle zanzare tigre. Chiudo la muta stagna (quella umida l’ho lasciata al Punta Campanella Diving) e mi tuffo in un’acqua calda e verdognola. Subito incontro un grosso albero caduto in mare dall’aria spettrale,  recupero un paio di occhiali da sole caduti in mare e trovo un piccolo pesce ago nascosto al riparo di un puntale di una canna da pesca. La visibilità migliora nettamente al calare della temperatura dell’acqua, a 30 metri è fredda e limpida, ma le tenebre non sono ancora assolute e ci sono poche presenze in giro sul fondale. Il percorso sul sabbione è privo d’incontri, taglio verso la parete dove si vedono le lampade dei miei compagni. Mentre li raggiungo trovo una bella bavosa cornuta far capolino da uno scheletro di un riccio. Sarebbe stato ideale avere montato un obiettivo macro e lo snoot, ma va bene lo stesso. Passo oltre e raggiungo i miei amici, guardiamo insieme tra le foglie di posidonia dove si nascondono alcuni pesci ago, due dei quali hanno le uova sotto il ventre. Tra le foglie vedo anche svariate conchiglie Smaragia viridis e le mostro ai miei amici che hanno obiettivi adatti alle minuscole dimensioni, di ippocampi invece non vi é traccia. Mentre ritorniamo verso terra un grosso polpo mi viene incontro, ci mettiamo in fila per fotografarlo tutti, poi raggiungiamo di nuovo il basso fondale dove l’acqua torna calda e torbida. Qui passeggia un grosso paguro bernardo che trascina con se le sue enormi attinie ed una piccola murena è sorpresa a cacciare fuori tana.  Anche Antonella trova un paio di occhiali caduti in mare e li recupera. Dopo 90 minuti d’immersione è ora di salire e qui comincia la parte più brutta della serata …. le scalette da salire più volte per portare tutto in auto ed il risciacquo dell’attrezzatura a casa che mi impegnano fino a dopo la mezzanotte, quando finalmente posso cenare qualcosa ed andare a fare una doccia, domattina la sveglia suona ancora alle 6:30!