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Banco di Santa Croce con Filippo, Edo, Mimmo, Pietro e Gabriella

Quando suona la sveglia alle 6:30 sono sul punto di spegnerla e restare a dormire. Sono andato a letto alle 2 di notte dopo aver atteso la mezzanotte per festeggiare il compleanno di mia figlia Lidia. Mi faccio forza pensando a ciò che mi aspetta a breve … un tuffo al Banco di Santa Croce … non posso rinunciare!

Inizio la vestizione ma non faccio colazione per non svegliare mia figlia e la sua amica Annamaria che dormono sul divano-letto in salone. Chiudo lo scafandro della Nauticam NA-D850 sulla quale ho montato il Nikon 16/35 mm ed il superdome, sistemo la restante attrezzatura e scendo di casa alle 7:15 per andare in pescheria ad acquistare il pesce per il pranzo domenicale. Ritorno subito a casa  dove recupero il borsone fotografico e scappo verso Massa Lubrense con lo scooter. Alle 8 arrivo a Marina della Lobra dove ci sono già tutti i miei amici. Indugio un attimo ma poi, stimolato da Pietro che mi prende in giro perché sono ancora svestito, lo surclasso in velocità facendomi trovare pronto prima di tutti in gommone, non prima però di aver scattato il rituale selfie ricordo della giornata.  Con mia grande sorpresa, mi informano che ieri notte, a causa dell’intensa attività elettrica nell’aria, l’immersione notturna è stata cancellata. Mi dispiace per i miei amici ma confesso di averli un poco invidiati, non potendo essere con loro in acqua. Partiamo alle 8:30 con il gommone carico al completo.

Arriviamo al Banco di Santa Croce e c’è già ormeggiato il gommone del mio amico Ciro Dell’Anno, titolare di Eurosub a Portici.  Ci immergiamo in un’acqua molto torbida in superficie, fortunatamente migliora in profondità. Questa volta ho dovuto attendere un attimo prima di tuffarmi ed i miei amici Edoardo, Gabriella, Mimmo e Filippo sono già diretti allo Scoglio della Gerardia. Essendo in tanti fotosub  in un posto abbastanza ristretto, decido di non seguirli e restare sulla secca pricipale. Vado alla Savalia savaglia e scatto qualche foto, di lontano si vede un’aquila di mare sorvolare gli scogli. Poco più avanti, sul pianoro roccioso coperto di paramuricee, c’è una canna da pesca caduta in mare che viene recuperata da altri sub scesi oggi.
C’è tanto pesce a prima mattina, molte cernie brune, alcune anche tra i rami delle gorgonie rosse. Mentre sono intento a scattare una foto ad un esemplare immobile tra i rami, sopraggiungono dal basso le bolle dei subacquei che escono dalla spaccatura dello scoglio facendola spostare, mi accorgo che qualche metro più in là ce ne sono altre due che non avevo visto.
Proseguo il mio giro e nel frattempo sono arrivati qui anche Mimmo, Gabriella, Pietro e Filippo, risaliti a quote più contenute dopo la puntata ad oltre 45 metri di profondità. Sul pianoro a circa 25 metri le cernie si fanno avvicinare tranquillamente, sono tante, alcune veramente impavide e curiose, si specchiano nell’oblò di Filippo ed io ne immortalo la scena. Ad un tratto mi sento toccare la gamba destra, guardo in basso e vedo che una cernia mi ha toccato forse per richiamarmi, gelosa dell’attenzione prestata alla sua amica! Così mi si para davanti ed io inizio a scattarle una raffica di foto. E’ bellissima ed è emozionante sentire che l’interesse è corrisposto. Il tempo sembra essersi fermato, o avrei voluto che lo facesse.
Quando guardo il computer subacqueo, mi accorgo che la permanenza a fondo è stata lunga, mi indica che c’è da effettuare 10 minuti di decompressione. Anche i miei amici devono effettuarla, ma mentre io risalgo lungo la gomena, Pietro, Mimmo e Filippo approfittano per scattare alcune foto alle bellissime donzelle pavonine Thalassoma pavo che si avvicinano ai subacquei senza alcun timore. Prima di lasciarli però non dimentico di scattare un autoscatto subacqueo come ricordo. Quando risalgo i gommoni sono aumentati, ne sono arrivati altri tre del Bikini Diving.

Tornati a terra mi sbrigo come al solito per sistemare l’attrezzatura. Saluto Filippo che rientra a Siena e tutti gli altri amici che invece restano per il tuffo successivo, incontro anche il mio amico Gianpiero Liguori venuto ad allenarsi per i prossimi Campionati Italiani di Safari Fotosub ed arrivo al garage alle 12. Lascio ad asciugare la muta e corro a casa dove mi aspetta la famiglia.

Pranziamo  e proseguiamo i festeggiamenti per il 14° compleanno di Lidia con l’amica Annamaria e poi mi metto a guardare il GP di Toscana “Ferrari 1000” al Mugello. Durante la gara però, nonostante le continue emozioni, mi addormento per la stanchezza ma alle 1630 sono nuovamente operativo. Usciamo per una passeggiata senza una meta precisa, siamo in dubbio tra Nerano e Monte San Costanzo, decidiamo per quest’ultimo e porto con me la fotocamera tirata fuori dallo scafandro. 
Arriviamo dopo una mezz’ora a San Costanzo e quando siamo ormai arrivati in cima, Annamaria esclama: “quelli sono i miei genitori!” riconoscendo due persone camminare in salita lungo la strada avanti a noi. Rita e Massimo infatti, genitori di Annamaria, hanno approfittato della giornata per fare anche loro casualmente un giro nello stesso luogo. Scattiamo una foto ricordo dell’incontro e mentre loro ritornano a casa, noi saliamo in cima alla chiesa per ammirare il panorama.
Incredibilmente è salito anche il mio amico Lauro con  Giovanna per scattare delle foto da un altro versante del monte, quello che sovrasta la Cala di Mitigliano. Mi faccio spiegare la strada per poi provare a raggiungerli al ritorno dalla vetta. Saliamo alla chiesa dove si ammira i panorama di Marina del Cantone e degli isolotti Isca, Vetara e Li Galli, scattiamo alcune foto ma c’è molto vento. Scendiamo e prendiamo l’auto spostandoci verso il punto indicato dal mio amico, nei pressi del traliccio elettrico, ma non avendo ben compreso la location del sentiero, ci dirigiamo su una piazzola che mostra la vista su Capri.
Scattiamo anche qui qualche foto ma presto andiamo via, le ragazze desiderano un gelato e ci fermiamo nella piazzetta di Termini prima di tornare a casa. Quando in serata le ragazze escono di nuovo, proseguendo la lunga giornata insieme, io posso finalmente sedermi davanti al computer e mettermi a guardare foto scattate oggi.

36 Carrello con Domy e Gabriella

Ultimo giorno d’immersioni a Saline Joniche, la breve vacanza volge al termine. Mi sveglio presto come al solito per fare la prima colazione e preparare la fotocamera. Monto il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive ed i flash OneUw 160X sulla Nauticam NA-D850. Domy passa a prendermi alla 8 mentre le mie donne dormono ancora. 
Arrivati al diving attendiamo l’arrivo di tutti i partecipanti e caricate le auto, andiamo a Pellaro. Raggiungiamo il punto di accesso alla spiaggia ed iniziamo la vestizione.

Entriamo in acqua e scendiamo lungo il pendio degradante guidati da Domy che durante il briefing pre-dive ci ha ribadito le regole d’ingaggio … bisogna avvicinarsi tutti insieme accerchiando il carrello per evitare ogni possibile via di fuga dei pesci trombetta Macroramphosus scolopax. Ci muoviamo coordinatamente per mantenere i rosei pinnuti concentrati tra le corolle degli spirografi che sono cresciuti sul carrello, cercando di non sollevare troppo sedimento dal fondo. 

Non avendo ricaricato i flash, le batterie cominciano a scaricarsi, lasciandomi senza possibilità di illuminare a dovere la scena. In particolare, quando siamo in risalita sul pendio, sono costretto ad usare la luce ambiente per fotografare l’enorme nassa adagiata sul fondo. Durante i pochi minuti di sosta di sicurezza, mi diverto a scattare qualche immagine al bellissimo sole che penetra nell’acqua cristallina.
Rientriamo a terra e ci svestiamo, torniamo al diving dove non manca la birra, provvedo al lavaggio delle attrezzature e le metto ad asciugare, per poi ricomporre i borsoni subacquei in vista della partenza verso casa. Alle 12:30 vado al Conad a fare la spesa per il pranzo, sistemo anche le attrezzature nella borsa fotografica e poi raggiungo la famiglia in spiaggia.

La sera si conclude con un’ottima cena,  i miei amici si sono avviati un poco prima, noi abbiamo preferito restare fino all’ultimo minuto utile in spiaggia. Li raggiungiamo e ci deliziamo con i gustosi piatti sfornati dallo chef, brindando alla prossima venuta a Saline Joniche!

35 Pellaro con Lorenza, Domy e Gabriella – Immersione Notturna

Siamo rientrati al resort Le Saline alle 2 di notte popo la serata a Scilla, troviamo una vera e propria discoteca con musica a tutto volume fino alle 5 del mattino, una festa irresponsabilmente organizzata in barba alle raccomandazioni anti Covid-19. Ci teniamo ben lontani ed andiamo a dormire. 


Alle 9 suono la sveglia per la “truppa” e preparo la prima colazione per tutti. Verso le 10 siamo pronti per andare a visitare Reggio Calabria. Il nostro programma è di visitare il museo con i bronzi di Riace, il castello ed anche il lungomare, ma ovviamente anche  di  assaggiare gli arancini ed il gelato buonissimo del posto.
Con nostra grande sorpresa, causa contingentamenti sugli ingressi dovuti alla pandemia, non c’è possibilità di entrare né oggi né i giorni seguenti della settimana al museo, mentre il castello resta chiuso da marzo!
Vabbé, andiamo in giro per negozi e sotto le magnolie enormi del lungomare. Ovviamente scattiamo tante foto ricordo, da pubblicare sui social nei successivi giorni. C’è un gran caldo e presto giunge l’ora del pranzo. Come da programma, andiamo ad assaggiare le specialità locali, ci sono più di 20 gusti diversi e noi, esagerando, ne prendiamo forse troppi in rapporto alla nostra capacità di consumarli.  Riusciamo a fatica a non lasciare nulla ma compromettendo definitivamente la possibilità di mangiare il gelato.

Il caldo è insopportabile, decidiamo di rientrare alla base ed andarcene in camera a riposare con l’aria condizionata accesa a regime. Mi risveglio alle 17 dopo un bel riposino. Vado a casa di Domy a recuperare la batteria carica della Nikon D850, avendo dimenticato il caricabatterie sulla mia scrivania a Sorrento. Prendo un bel caffè ed inizio ad assemblare la fotocamera, montando il Tokina 10/17 mm ed il  Kenko 1,4x, sempre con i flash elettronici OneUw 160X.
Domy passa a prenderci alle 17:50 per andare al diving, mentre aspettiamo, scrutando in alto del cielo si vedono dei grandi uccelli in volo, sono cicogne che volteggiano sopra di noi. Sono bellissime e restano lì per almeno un quarto d’ora.  

Aspettiamo l’arrivo di tutti i partecipanti compresa Gabriella Luongo che è appena arrivata qui a Saline Joniche, accompagnata da zii e genitori. Questa sera andiamo a Pellaro, zona La Lanterna,  nel punto dove sono stati ieri sera.
Ci vestiamo vicino al muretto, scendiamo in mare comodamente, l’acqua è calda ed il mare è calmo.

Questa sera, come accade sempre dopo una serata TOP, è condita da poche presenze ittiche in confronto all’immersione precedente; ho ancora negli occhi le immagino che mi sono state inviate sul telefonino per cui  resto un poco deluso. Questa sera Lorenza non ha nessun problema e si gode l’immersione seguendoci anche in profondità. C’è una discreta corrente e forse è il motivo delle minori presenze.
In realtà la serata è comunque fotograficamente interessante, vediamo alcune piccole seppie, una mazzancolla, un paio di polpi, schiere di pesci trombetta, una stella marina corazzata  Astropecten auranciacus, e gli immancabili vermocane Hermodice carunculata, che sono ovunque, anche in grandi ammassi. Non mi sembra vero che non ci siano pesci civetta, così mi metto in cerca assidua, sorvolando il fondo … finalmente ne vedo uno quando sono prossimo a dover risalire. Lorenza infatti ha già completato la sua immersione con Domy, mentre io indugio in acqua per fotografare l’elgante pinnuto. Guardo in alto, sopra di me e vedo flash scattare a raffica … è Gabriella vicino ad una boa dove si sono accasate una coppia di piccole ricciole Seriola dumerilii. Aspetto il mio turno ed inizio a scattare anche se è difficile riuscire a centrare nel fotogramma  le fuggenti sagome gialle. Lorenza ha già tolto la muta e mi viene incontro a salutarmi sott’acqua, mi sarebbe piaciuto farle vedere il pesce civetta.

Ritorniamo al residence per fare la doccia ed andare a cena, mentre Lidia partecipa ad un falò sulla spiaggia, organizzato dalle sue amiche calabresi, Rebecca e Gaia. Quando lasciamo la pizzeria, passiamo a prendere Lidia e ce ne torniamo in camera a dormire.  Anche stasera, una bella serata rigenerante, con una gran bella compagnia!

26 Marina Grande con Andrea e Gabriella

Dopo settimane di stop a causa della pandemia, finalmente stasera si torna in immersione! Grazie alla complicità dei miei amici Andrea e Gabriella che mi hanno stimolato ad organizzarmi, finalmente ho provveduto a mettere a punto la fotocamera, approfittando per provare il nuovo “giocattolo” acquistato dal mio amico Pietro Cremone di Fotosub-Shop: la prolunga per montare il Nikon 10.5 mm con il Teleconverter Kenko 1,4X.  

 

Al termine della giornata lavorativa, faccio un salto “obbligatorio” dal barbiere che riapre oggi  … di Lunedì! Alle 19 sono fuori e vado a casa a sistemare le ultime cose. Scendo alle 19:30 e vado a prendere le bombole cariche da Marescasport dove mi attendono i miei amici. Raggiungiamo il borgo marinaro e parcheggiamo le auto sullo scivolo di alaggio, su indicazione del mio amico pescatore Franco che ci mostra il luogo dove sistemarci. Iniziamo una lentissima vestizione chiacchierando con lui, nel frattempo sopraggiunge a sorpresa anche Raffaele con Rita, venuti a fare una passeggiata a Sorrento. Approfittiamo così per farci scattare qualche foto ricordo con e senza mascherine, attendendo il buio.

C’è un intenso vento di scirocco che non ci disturba, il mare nello specchio d’acqua è calmissimo, la visibilità però inganna, una volta messa la maschera sotto il pelo dell’acqua si nota comunque una discreto particolato in sospensione. La sensazione di tornare in immersione è strana, sono anche un poco impacciato rispetto al solito, a causa della lunga inattività. Faccio strada, con i miei amici che mi seguono, Gabriella subito vede passare una bella seppia sotto di lei mentre ci dirigiamo in superficie verso la scogliera. Lei scende subito per provare a fotografarla, io proseguo in superficie con Andrea fino al punto stabilito. Iniziamo la discesa lungo il pendio fangoso, pieno ahimè di rifiuti di ogni genere. Arrivo fino alla barca affondata a circa 35 metri poi proseguo nell’abituale giro, tenendo a vista le luci dei miei compagni. Da lontano vedo un capone ubriaco su fondo, mi avvicino e provo a fotografarlo avvicinandomi al massimo con il nuovo setup utilizzato, ma l’animale non gradisce le mie attenzioni e subito si allontana con un paio di balzi accompagnati dal “grugnito” tipico di questo pesce. Raggiungo una coppia di copertoni abbandonati e vedo un bel dentice, segnalo a Gabriella di aiutarmi nell’accerchiamento, per impedirgli una facile fuga verso il largo, ma è più lesto di noi e ci lascia attoniti a guardare il fango smosso dalla coda.  Si susseguono alcuni incontri, ma in nessuno dei casi riesco a produrre scatti interessanti, sono un poco arruginito … solo una piccola seppia collaborativa mi permette di provare a scattare alla minima distanza di messa a fuoco. Il computer segnala decompressione da effettuare per cui mi dirigo verso la superficie, a ridosso della scogliera, qui troviamo triglie, un enorme vermocane, due pesci serpente e qualche seppia. Unica nota interessante per la serata, un piccolo serranide che si è adagiato tra le chele di un granchio … di plastica!  Mi avvicino e scatto svariate foto, modificando anche il formato da FX a DX, per ottenere un ingrandimento maggiore. Il pesce resta immobile, gira solo gli occhi per guardarmi e per capire il livello di pericolo al quale è sottoposto. Resta lì tranquillo, consentendomi anche di scattare qualche immagine in doppia esposizione … Molto bene!

Quando riemergo all’interno del porticciolo mi accorgo che sullo scivolo c’è una figura familiare … è il mio amico d’infanzia Antonio che è sceso per pescare. Ha subito capito che ero io in acqua, guardando i potentissimi flash scattare, ma poi ha notato anche le luci dei miei amici ed ha avuto il dubbio che non fossi io … essendo abituato a vedermi in solitaria! Mi aiuta a svestirmi e mi prende il telefono che sento squillare nell’auto … è mia figlia Lorenza che telefona preoccupata per l’ora tarda .. sono le 22:20 e siamo appena usciti da mare! La rassicuro ammettendo l’errore di non aver telefonato come al solito, prima di scendere in acqua, distratto dalle chiacchiere fatte nel pre-immersione con i miei amici. Come di consueto quindi, fuggo via salutando Andrea e Gabriella, ringraziandoli per la compagnia e per avermi spinto a muovermi di casa per tornare sott’acqua!

Scoglio Penna con Edo e Gabriella

Sullo scooter si avverte chiaramente che l’aria del mattino si è rinfrescata. Oggi ho portato con me anche una coppia di bombole da ricaricare al diving, essendo al momento guasto il compressore della stazione di ricarica abituale a Sorrento; al momento infatti mi è impossibile uscire in autonomia.

Al diving c’è Edoardo e dopo un pò arriva Gabriella, ma ci sono anche Ivana, Chiara, Salvatore e tanti altri amici. I preparativi vanno un poco a rilento, finalmente usciamo con il gommone senza una precisa destinazione, essendo il mare agitato dietro Punta Campanella. Proviamo a guardare le condizioni meteomarine una volta arrivati sul posto, ormeggiamo allo Scoglio Penna dove c’è onda ma ci si può immergere. Anticipo tutto il gruppo per evitare di disturbarmi, scendendo subito sotto la boa di ormeggio. Qui recupero un telo mare rosa e lo consegno ad Andrea. L’acqua è limpida e si vedono i sub in superficie. Quando arrivano tutti passo attraverso il buco nella roccia e vado verso le gorgonie rosse, ma prima mi fermo a fotografare la famiglia di Apogon imberbis che vive nei pressi di una piattaforma rocciosa. La temperatura dell’acqua è confortevole e sento un gran senso di benessere, raggiungo Edo mentre di Gabriella non vi è traccia. Proseguo il mio giro fino a ritornare sugli scogli che sono sul pianoro roccioso dove ci sono le eunicelle. Una piccola cernia bruna si nasconde sotto una masso, mentre la seconda, più grande si allontana tenendosi a distanza. Vado a controllare lo spirografo ma lo trovo chiuso, forse a causa dell’acqua calda, poi torno nei pressi del buco dal quale sopraggiungono tutti i miei amici. Qui scatto anche io una foto con l’asciugamani al collo prima di risalire per ultimo a bordo al fine di non soffrire il mal di mare.  Una volta rientrati a terra scarico l’attrezzatura dal gommone e, dopo aver ripreso le bombole cariche, mentre tutti gli altri si preparano per tornare in acqua al Vervece,  me ne vado a casa perchè ho del lavoro arretrato da concludere.

Dopo pranzo, mentre mi godo la Pole Position di Charles Leclerc nel  GP di Singapore, ricevo una piacevole telefonata da un numero non presente nella mia rubrica  … 

 

Grottino dei gamberi con Edo e Gabriella

Ieri sera avevo in programma un tuffo notturno, poi abortito a causa del vento forte che ha agitato il mare; mi sono così piazzato davanti alla Tv a guardare fino a tarda sera la partita di UEFA Supercup tra Liverpool e Chelsea. Al termine  dei calci di rigore mi sono messo in azione, con il buio, per pescare e spostare dopo oltre due mesi di cure, un pomacantide dalla vasca di quarantena alla vasca del salone e me ne sono andato a letto. Non ho assemblato la fotocamera prima di stamane, quando dopo la colazione, ho provveduto a rimontare il Sigma 15 mm e Minidome Saga sulla Nauticam NA-D850. Anche oggi ho usato i flash Ikelite DS161 con i nuovi bracci Flex-Arm e per la prima volta ho portato con me la GoPro Hero7 in immersione.
Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato in garage a prendere due copie del volume “I Colori delle Sirene” da consegnare ed autografare ai miei amici Edoardo Ruspantini e Pietro Cremone. Al diving c’è gran fermento, oggi ci sono molte presenze, è arrivata anche Gabriella Luongo che riceverà la sua copia alla prossima occasione, non essendo stato avvisato della sua presenza. Prepariamo le attrezzature e partiamo alle 9:30 verso Punta Campanella, senza Pietro che ha rinunciato a causa di uno stato influenzale, c’è molta onda e la navigazione è condita di spruzzi. Ormeggiamo alla boa e ci raggiunge anche un tender di un mega-yacht con tre clienti a bordo che devono immergersi con noi. Mi dirigo insieme a Edoardo e Gabriella alla grotta dei gamberi che si trova a 45 metri, accendo la GoPro prima di entrare nella caverna ed inizio a scattare. Edo è più avanti di me, mentre Gabriella resta nella parte anteriore, date le dimensioni ridotte della cavità. Ci sono tanti gamberi Plesionika narval e qualche aragostina. Alcune musdee banchettano con i gamberi facendo un sol boccone dei gustosi crostacei. Restiamo pochissimo perchè si solleva subito un gran polverone, risaliamo lungo la parete e mentre Edoardo e Gabriella vanno a seguire i barracuda in acqua libera, me ne torno sulla parete dove c’è la grotta con i re di triglie Apogon imberbis, ma vi è già entrata Lisa con i tre clienti, si è alzato un polverone che mi fa andare via subito. Proseguo ed incrocio Virgilio e gli mostro un bel pesce balestra mediterraneo Balistes carolinensis che però non collabora, mantenendosi a debita distanza da entrambi. Termino così l’immersione effettuando qualche prova ulteriore con l’action-cam in modo da comprenderne pregi e difetti, prima di risalire sul gommone. La permanenza in barca in attesa della risalita di tutti i sub è la cosa per me più spiacevole quando le condizioni del mare sono come quelle odierne, onde che arrivano da ogni dove e sballottano la barca in continuazione. Fortunatamente ci muoviamo presto, senza che la nausea mi colga, iniziamo così una nuova navigazione bagnata verso il porto di Marina della Lobra. Arrivati a terra, dopo il risciacquo doveroso delle attrezzature, mi metto  in moto verso casa, ma solo dopo aver consegnato le due copie del libro ad Edoardo e Pietro. Loro proseguono la giornata in immersione al Vervece, io me ne vado al mare con la famiglia a Sorrento al mio stabilimento di fiducia per trascorrere con loro il ferragosto! 

 

 

 

 

 

 

Puolo – Underwater Photo Days Punta Campanella – Immersione Notturna

Questa sera sono particolarmente felice per un’evento eccezionale … mia moglie Mariolina mi accompagna all’immersione notturna per poi festeggiare insieme il nostro 23°  anniversario di matrimonio. Quando siamo a casa le chiedo se vuole indossare una tuta comoda per venire in gommone, oppure indossare un vestito per aspettarmi al “Paguro”, opta per la seconda opzione anche perchè c’è ancora vento ed onda a Puolo e non se la sente di venire a prendere freddo in barca. Arriviamo con lo scooter alle 20:30 a Marina della Lobra, ho preso da casa la muta stagna ed anche il Tokina 10-17 mm per prestarlo a Pietro che lo userà nel minidome con il Kenko 1,4x; per le 21 siamo pronti a partire, con Ivana che resterà in barca e Gianluigi incredibilmente in acqua in notturna con la sua fotocamera  Nauticam NA-D810.

Quando lasciamo il diving il mare è ancora abbastanza mosso, fortunatamente la baia è comunque praticabile. Ancoriamo e scendiamo in acqua. Mentre Mimmo, Edoardo, Pietro Andrea, Gabriella  e Gianluigi se ne vanno al centro di Puolo, io decido di costeggiare la parete destra, dove c’è anche l’albero caduto in mare, per cercare un itinerario diverso dal solito. Sulla parete si vede qualche bel sarago e poco altro. guardo in tutti ii buchi in cerca di un gattuccio che avevo visto qualche anno fa ma non c’è nulla. Taglio quasi subito verso la parete opposta sorvolando il sabbione dove ci sono i miei amici e raggiungo la parete sinistra dve trovo un bellissimo Pagro. Pochi attimi dopo inizio a rimpiangere l’ottica grandangolare … un gronco di un metro e mezzo si trova fuori tana, in cerca di prede, mi avvicino e provo a farlo entrare nell’inquadratura del Micro Nikkor 60 mm montato sulla mia Nauticam NA-D850 con i flash Inon Z240, cupole Glodive e bracci Flex-Arm. L’impresa è ardua, decido così di fare un primo piano prima di vedrlo sparire in un buchetto della roccia che non immaginavo potesse contenerlo interamente. Tra le alghe c’è anche un pesce ago perfettamente mimetizzato e una coppia di gamberi meccanici. Andrea mi segnala poi la presenza di una lepre di mare che sta nuotando a mezz’acqua, anche in questo caso è difficile farla entrare nel fotogramma e dopo poco lascio campo libero a Gabriella che nel frattempo è sopraggiunta per fotografarla con il minidome. Andrea poi trova una polpessa ed inizia a filmarla con la sua Gopro, non riesco ad inquadrare altro se non il cefalopode e la sua mano.  Termino l’immersione fermandomi a pochi metri d’acqua provando a richiamare con le potenti lampade alcuni piccoli organismi natanti, provando ad effettuare un test per la Blackwater che prima o poi organizzeremo qui a Massa Lubrense. Rientriamo al diving infreddoliti, l’acqua in profondità è veramente fredda, Mimmo infatti quasi trema dal freddo durante la navigazione. Alle 23:30 siamo a terra con mia moglie che ci attende anche lei infreddolita. Mentre sistemiamo tutte le attrezzature e il “Paguro” ci prepara la cena, non ci sediamo a tavola prima di mezzanotte. Restiamo amabilmente a cenare fino all’1:30, quando iniziamo il rientro verso casa in scooter. Una fantastica giornata, festeggiata alla grande!

 

Scoglio Penna – Underwater Photo Days Punta Campanella

Mi alzo dal letto con comodo, l’appuntamento odierno al diving è per le 11 ma io comunque raggiungo Marina della Lobra alle 9. Al mio arrivo trovo già sul posto il Boss di Nauticam Italia Pietro Cremone e Mimmo Roscigno, i ragazzi del diving center sono già in mare per un primo tuffo con i clienti mentre noi fotografi, radunati per l’Underwater Photo Days Punta Campanella usciremo al loro ritorno, verso mezzogiorno. Arrivano via via tutti i fotosub, Luisa e Pierluigi, Raffaele, Gabriella, Francesco, Chiara, Gianmarco, Edoardo e Ivana. A noi si agginge anche Gianluigi che è appena ritornato dall’immersione e prende la sua fotocamera.

Oggi c’è un pò di vento da NE che agita il mare a Puolo dove avevamo pensato di andare, così decidiamo di fare rotta verso Punta Campanella.  Quando arriviamo sul punto c’è già una barca ormeggiata sulla boa, quindi ci spostiamo allo Scoglio Penna. C’è onda anche qui, ma causata dalle tante barche che transitano nei pressi della Baia di Jeranto. Ci tuffiamo e Francesco Rastrelli viene con me, vuole provare la mia Nauticam NA-D850 con il 105 mm ed i flash Ikelite DS161. Passiamo attraverso il buco e raggiungiamo le gorgonie rosse, tutte aperte; l’acqua è limpida e ci sono tanti Anthias. Proseguiamo il nostro giro e passo la fotocamera al mio compagno, me la consegna dopo un poco ed io riprendo a scattare le mie foto ad un bellissimo spirografo. Approfitto anche dell’arrivo di Edo per farmi fare uno scatto e per effettuare un autoscatto all’interno del minidome.  Terminiamo l’immersione sotto la boa, sulla catena di ormeggio è salito un riccio nero. Rientriamo a terra e finalmente ci sediamo al Paguro per mangiare un bel piatto di pasta. Resto a chiacchierare amabilmente a tavola con i miei amici, si stà più freschi qui, il sole torrido brucia l’aria. Alle 17 torno a casa per andare a cambiare obiettivo e muta, prelevare mia moglie che è andata a mare da sola, per poi ritornare in serata con lei al diving dove aspetterà il nostro rientro dall’immersione notturna e per cenare tutti insieme.

 

Punta Campanella e Scoglio Penna con Gabriella

Quando la sveglia suona alle sette ma tu sei andato a dormire alle tre di notte per attendere il rientro della figlia Lidia dalla gita scolastica, sei tentato di lasciar perdere e restare a dormire … poi pensi all’occasione del giorno che potresti perderti e salti giù dal letto, pronto a mettersi in moto per andare a mare. Raggiungo il Punta Campanella Diving Center con lo scooter dove ci sono Andrea, Gianluigi, Rosy e Virgilio, mentre è in arrivo Gabriella da Napoli per il doppio tuffo odierno. Quella di oggi è una piccola anteprima del Nautica Day che si svolgerà qui al diving a fine giugno, con le fotocamere in bella mostra.

Quando tutte le bombole sono sul gommone, partiamo dal porto per raggiungere Punta Campanella, il mare è calmo ma il cielo è coperto, con un continuo rischio di pioggia. Una volta ormeggiato il gommone alla boa predisposta per le immersioni,  seguo Gianluigi e Gabriella con le loro nuove fotocamere Nauticam NA-D810 e raggiungiamo alcuni scogli isolati sui quali non ero mai andato.  Il posto è interessante e mi fermo a fotografare, dimenticando di seguire ancora Gianluigi che invece raggiunge uno scoglio più distante dove c’è una Gerardia savaglia. Quando siamo sulla via del ritorno si vede un grande rete da pesca che copre completamente il fondale, coprendo le gorgonie. All’interno della rete c’è anche uno scorfano che fotografiamo a turno. Terminiamo il tuffo sotto il faraglione coperto dalle margherite di mare. Quando risaliamo, sulla superficie dell’acqua si sono accumulati rifiuti portati sotto costa dal vento, buste di plastica e … una scarpa galleggiante che sembra una Physalia physalis (caravella portoghese). 

Attendiamo una quarantina di minuti prima di tornare in acqua dall’altro lato della Baia di Jeranto, allo Scoglio Penna. Gabriella approfitta del “Servizio Ristorazione” dello staff del Punta Campanella Diving Center, con Rosy che “somministra” lo spuntino alla fotosubbina. Scendiamo attraversando il foro nello scoglio ed usciamo all’esterno del faraglione mantenendo la parete alla nostra sinistra. Speriamo nell’incontro dei barracuda, ma non ci sono oggi, nel contempo però, ci sono tanti spirografi che ondeggiano in corrente. Terminiamo l’immersione all’interno dello scoglio dove alcuni sciarrani hanno puntato un polpo. Quando mi avvicino i serranidi vanno via, lasciando il polpo da solo davanti al minidome  Zen della mia Nauticam NA-D850. Statto una serie di immagini, poi lascio campo libero a Gabry che nel frattempo è in arrivo passando dal buco. La stanchezza si fa sentire così decido di risalire, ormai soddisfatto. Rientriamo al diving e dopo un rapido risciacquo delle attrezzature, torno a casa per il pranzo e per riposare finalmente un pochino. 

Alle 17 ho un nuovo impegno, devo assistere (e fotografare) alla presentazione della nuova collezione di profumi artigianali “Septimontium II” dello stilista  Mauro Lorenzi presso la casa comunale e non posso mancare!

Marina Grande con Fabio – Immersione Notturna

Venti gradi centigradi al mattino e mare calmo invogliano qualsiasi subacqueo ad andare a mare in inverno, per i “photosub addicted” è obbligatorio approfittare di tali condizioni. L’immersione con Fabio è programmata da domenica sera ma, dopo l’impegnativa giornata lavorativa, rientro a casa praticamente fuori uso … invio un messaggio al mio amico per comunicargli che avrei desistito ….. Fabio non demorde, invitandomi ad attendere un pò, rilassarmi e decidere il da farsi …. 
Sistemo le ultime incombenze lavorarite a casa ed inizio a preparare rapidamente la fotocamera, lo avviso che sarei passato a prenderlo nel giro di 30 minuti …. così, nonostante siano ormai le 20, decidiamo di andare in acqua a Marina Grande per evitare ulteriori spostamenti in auto ed abbreviare i tempi.
Quando arriviamo sulla banchina, troviamo una grande sorpresa, ci sono altri due sub che stanno scendendo in acqua ….. sono Gabriella ed Andrea che hanno avuto la nostra stessa idea. Mentre loro si avviano, noi ci vestiamo e ci buttiamo in acqua dalla scaletta. Maledizione! Ho dimenticato d’indossare orologio e computer subacqueo! Vabbè, starò attaccato a Fabio in modo da regolarmi con il suo. Scendiamo lungo il pendio e subito lui trova un cavalluccio marino. Io non mi fermo e proseguo di qualche metro, mi raggiunge e arriviamo al basamento di cemento di una delle boe che sono nello specchio d’acqua di Marina Grande e qui, al riparo di un riccio dalla lunghe spine, ci sono due “ospiti” … una piccola galatea ed un succiascoglio. Scatta prima Fabio, poi mi avvicino e ….. il mirino della fotocamera è tutto nero! Guardo avanti all’oblò e mi accorgo di non aver tolto il tappo dall’obiettivo! AAAARRRRGGGGHHHHH!!!! Maledetta fretta! Ritorniamo a terra, mi spoglio e smonto l’oblò per togliere il tappo, approfitto per prendere l’orologio e il computer e ritorno in acqua.  Raggiungiamo di nuovo il punto precedente ma riesco a scattare solo una foto, perchè la galatea non c’è più, mentre il pesciolino si sposta rapidamente per mettersi al riparo dalla potenti lampade. 
Trovo un piccolo polpo in una bottiglia e mi metto a giocare ancora con le luci colorate, questa volta con più calma, usando anche una torcia snoot per illuminare selettivamente il soggetto, poi proseguiamo lungo il pendio sabbioso. Troviamo solo un piccolo gronco e poi un Pesce San Pietro che però è abbastanza spaventato, probabilmente dall’incontro dei due amici sub. Effettuiamo un lungo giro a fondo ma non mi soffermo a scattare molto, quando Fabio mi segnala di aver quasi terminato l’aria, lo lascio andare a terra mentre io mi trattengo in cerca del cavalluccio avvistato all’inizio. Lo ritrovo e provo ad usare la torcia snoot ma l’impresa è ardua. Soddisfatto di aver, in ogni caso, “bagnato” la serata me ne torno a terra per salutare i miei amici che nel frattempo sono già svestiti. Concludiamo la serata con una foto ricordo con il Tappo!