Marco Gargiulo

2013-08-05 Fuerteventura Hongo con Pez & Marrajo

Dopo una settimana di escursioni e mare in giro per Fuerteventura, finalmente riesco a ritagliare una mezza giornata per andare ad immergermi nelle acque delle Isole Canarie. Nell’escursione da Corralejo all’isola di Lobos, ho giá avuto modo di osservare la popolazione ittica di questo luogo, con svariate specie non presenti in Mar Mediterraneo, ma oggi spero di vedere tanto pesce di grosse dimensioni.

Alle 8:40 sono fuori la sede del MarYMás Diving Center per effettuare la visita medica  obbligatoria per le immersioni in terra iberica (il certificato vecchio era appena scaduto) prima di prendere possesso dell’attrezzatura e prepararmi per la doppia uscita.

Alle 9:45 vestiti e con i monobombola da 12 litri in spalla, scendiamo sulla spiaggia dove, raccolta la seconda bottiglia, raggiungiamo il gommone passeggiando nell’acqua bassa per la marea calante. A bordo ci attende Simone Muller, la teutonica titolare del diving center, che ci aiuta a scaricare le attrezzature e ci porta verso l’isola di Lobos.

Il mare è ancora calmo, nonostante il vento sia come sempre teso. Raggiungiamo il punto d’immersione con il GPS, poi Axel, la nostra guida, lancia in mare l’ancora dell’Orange Magic. Il mare qui a l’Hongo con Pez è agitato, con onde alte un paio di metri … appena ci tuffiamo, la corrente è forte e spinge da ovest ad est. In questo punto, il più profondo del canale, la corrente è massima a causa della marea e dell’effetto imbuto che si verifica. Sul fondo incontriamo dei funghi di roccia lavica sotto i quali si nasconde una miriade di grossi pesci, saraghi, occhiate, salpe ma anche saraghi faraoni ed alcuni carangidi. Tutto intorno nel blu le ricciole mentre sul fondo gli immancabili pesci pappagallo. La roccia del reef non è coloratissima, ma forma una miriade di fori come il formaggio groviera. I pesci sono tranquilli e si lasciano avvicinare indisturbati, anche una bella cernia si lascia ammirare, peccato non avere con me la fotocamera reflex, ma solo una compattina Nikon S3000. Il tempo passa veloce ed è tempo di uscire. Quando risaliamo le onde sono enormi, saliamo a bordo e ci spostiamo a ridosso dell’isola per sostituire le bombole prima di immergerci a Marrajo. Iniziamo la vestizione completa ed al povero Axel tocca tirare l’ancora con il monobombola sulle spalle …. giusto un minuto di navigazione e raggiungiamo il punto giusto dove ancorare di nuovo. Siamo sotto costa e qui l’acqua è molto più sporca a causa delle alghe morte che fluttuano a mezz’acqua. Immediatamente avvistiamo tre aquile di mare, mentre scendiamo lungo la sagola. Dopo un breve tratto sul fondo sabbioso misto a roccia, pieno di pesci pappagallo, triglie e pesci balestra, raggiungiamo il reef ed iniziamo a girarlo in senso orario. Con la coda dell’occhio vedo nuotare a poca distanza da me un’altra aquila di mare … la seguo, scatto la prima foto di coda e poi … la batteria della nikon mi abbandona proprio quando sono riuscito ad affiancarla! Maledizione! Non resta che ammirarla mentre si allontana da me ….

Raggiungo Luca e Maya ricomponendo il gruppo e seguo Axel nel suo giro che sotto, una lama di roccia, ci mostra una Pastinaca semi-insabbiata, riposare sul fondo. Accidenti! È sempre così, le cose migliori le incontri quando non puoi fotografarle! Anche una piccola cernia ci guarda dalla fenditura, mentre gli onnipresenti saraghi maggiori e faraoni ci seguono lungo il percorso. Quando siamo ormai al termine dell’immersione, un nuovo incontro … vicino alla catena dell’ancora, un’aquila di mare che pascola sul fondo davanti ai nostri occhi …. incrociamo gli sguardi fin quando l’animale decide di salutarci. Risalire a bordo è difficile, non solo per il moto ondoso … è duro abbandonare la visione di una tale presenza ittica! Bisognerà ritornare al più presto “armato” di tutto punto!

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