Marco Gargiulo

28 ottobre 2007 Banco Santa Croce

Finalmente dopo quasi due mesi si torna in acqua! Ore 10 al porto con il ritorno all’ora solare, in banchina ci attende Mariangela con la Ligeia pronta a salpare per il Banco di S. Croce. Con me anche oggi i compagni di sempre, Giovanni, Gigi e Ferrante. La giornata è soleggiata, il mare calmo il vento assente! Whow, l’acqua al banco dalla superficie sembra splendida! Speriano non ci siano sorprese sotto. Attendiamo che le numerose barche di subacquei terminino le operazioni in mare e finalmente ci ormeggiamo alla boa sommersa predisposta. Tutti pronti in superficie, iniziamo la discesa lungo la catena che ci porta sulla secca principale del banco. L’acqua è davvero limpida, si scorgono le pareti della scogliera di terra. Subito scendo sul fondo a -40 m. a fotografare una spugna rossa e dei ventagli di Paramuricea. Ferrante si avvicina e gli scatto qualche foto con la mia Igloo. Cominciamo a girare intorno alla secca mantenendo la parete alla ns destra. Giovanni ci avverte della presenza di una grossa cernia, un attimo ancora fuori tana e poi … al sicuro nella profonda casa. Come al solito non riesco mai a scattare delle belle foto a queste splendide creature! Proseguiamo e raggiungiamo a -35 m le colonie di Gerardia savaglia che si trovano su un pianoro degradante. Raggiungiamo il gruppo che si è fermato ad osservare una bella aragosta in tana e poi un grosso scorfano rosso. Ancora più avanti ci infiliamo sotto la rientranza della roccia dalla cui volta pendono le Paramuricee e anche qui Ferrante mi fa da modello. All’altezza dell’ingresso della spaccatura che taglia in due lo scoglio, prima di entrare Gigi mi mostra un mollusco abbastanza raro, l’Umbraculum mediterraneum, adagiato sulla roccia. Entriamo nella grotta e all’uscita ci attendono … una coppia di piccole cernie che subito si intanano. Questa volta non riesco a scattare nemmeno una foto! Maledizione. L’acqua è limpida e si vede la barca che ci attende in superficie. Risaliamo verso la superficie dopo esserci fermati ad ammirare la parete ricoperta dai gialli Parazoanthus axinellae. Alcuni saraghi fasciati volteggiano tranquillamente indisturbati davanti ai nostri occhi. E’ ormai tempo di decompressione e ci attendono numerosi minuti di attesa attaccati alla catena. E’ l’occasione di rivivere a gesti l’immersione con i compagni! All’uscita ci attende un tiepido sole che ci riscalda e ci accompagna nel nostro rientro in porto.

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