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07 novembre 2010 Vervece

Finalmente dopo tanta pioggia e tanto raffreddore, oggi si esce per un’immersione! Peccato che la giornata non sia “estiva” come quella di ieri, ma lo scirocco garantisce mare calmo nonostante il cielo sia coperto e minaccioso. Appuntamento alle 8:30 con mio fratello Arturo sotto casa di papà, recuperata l’attrezzatura scendiamo al porto dove ci attende in banchina Mariangela con la sua Ligeia. L’acqua nel porto è limpidissima, speriamo sia lo stesso anche al Vervece! A sorpresa incontro Nunzio, il fratello di un mio collega di lavoro, da tempo desideroso di uscire in mare con me!  Ci vestiamo lungo il tragitto ed appena pronto eseguo subito la capovolta per sfruttare qualche attimo di solitudine  …

L’acqua non è fredda, non rimpiango infatti la muta stagna ancora riposta in garage, ma fortunatamente molto limpida! E’ allora il caso di allontanarsi dai tradizionali percorsi per cercare il ramo di Gerardia savaglia che si trova sui -27 m nella zona antistante la Madonnina. La ricerca ahimè resta infruttuosa, ma scopro un tratto dello scoglio a me sconosciuto, con alcuni enormi massoni e di lontano un pinnacolo di roccia che si staglia nel blu. A questo punto cambio direzione riaggregandomi al gruppo che nel frattempo mi ha raggiunto e proseguiamo verso la foresta delle gorgonie rosse. Scorfani, cernie, saraghi e murene sono ormai la consuetudine, i tonnetti invece un piacevole ed inconsueto incontro; più avanti barracuda e salpe si muovono in branchi serrati in giro per l’isolotto. Proseguo fino ad arrivare in prossimità della statua ed attendo l’arrivo del gruppo per fare una foto ricordo. I miei segnali però non sono compresi dai miei compagni d’immersione che invece si tengono a debita distanza per non disturbarmi … alla fine desisto e vado a desaturarmi dall’azoto a ridosso della parete coperta di margherite di mare.

Ad attenderci piacevolmente a bordo, thè e caffè caldo ma soprattutto una gustosissima torta con mele, noci ed uvetta realizzata dalla nostra padrona di “barca”!

05 settembre 2010 Vervece Festa della Madonna

La prima domenica di settembre è un appuntamento da non perdere per noi subacquei della sorrentini. Ogni anno, da oltre trenta, si svolge in questo periodio la festa dedicata alla statua della Madonna del Vervece, protettrice dei subacquei. E’ un’occasione da non perdere perchè è l’unica occasione in cui ci si può immergere autonomamente in zona A del parco marino con le proprie imbarcazioni e senza diving, previo accreditamento presso gli uffici dell’AMP. Molto tempo fa infatti, con largo anticipo, ho richiesto l’autorizzazione per tutta la mia famiglia e stamane, di primissimo mattino, ci siamo ritrovati in banchina pronti per l’immersione. Prima delle 8:00 siamo già in navigazione, dopo aver lasciato mia figlia Lorenza sulla Ligeia con la sua istruttrice Mariangela; lei farà immersione separatamente con i suoi compagni di corso, ci ritroveremo sott’acqua!

Il mare a quest’ora è sempre calmo ed anche oggi lo è, nonostante il vento teso montato ieri pomeriggio e calmato in nottata. L’acqua sembra molto limpida, speriamo lo sia anche sotto. In compagnia di Arturo, mio fratello e di mia madre, scendiamo subito sul pianoro a -12 mt. dove è adagiata la statua, poi ci dirigiamo verso destra. L’acqua è pulita ma non come immaginavo, c’è anche una intensa corrente che ci spinge a rientrare a riparo dello scoglio dopo alcuni minuti trascorsi ad ammirare le bellissime ed elegantissime cernie del vervece. Una di esse, enorme, prima si lascia guardare, poi si infila in un lungo cunicolo oscuro. Castagnole rosse e nere ci avvolgono completamente, mentre i saraghi piluccano sulla roccia in cerca di cibo. Arturo mi segnala in una spaccatura qualcosa, mi avvicino e vedo una grossa murena, solo dopo aver scattato alcune immagini mi accorgo anche della seconda, più piccola, presente al suo fianco. Peccato per l’ottica tele montata che mi impedisce di riprenderle insieme!  Ritorniamo verso la punta dello scoglio che si estende verso la costa e davanti alla mia fotocamera si materializza un bel dentice. Più in avanti, dove la corrente inizia a sentirsi di nuovo, una … poi due … ed infine tre orate enormi, volteggiano sul fondo tra saraghi fasciati e salpe in branco. Le orate sono bellissime così mi applico per cercare di fotografarle da vicino senza disturbarle, sebbene in acqua sono presenti tantissimi sub per l’occasione. Tra questi ad un tratto riconosco mia figlia Lorenza con le sue pinne rosa, mi avvicino mentre sono intenti a posizionarsi ai lati della Madonna per una foto di gruppo, dopo aver lasciato un fascio di ortensie. L’aria è ormai quasi terminata, non resta che salutare ed attendere anche la loro uscita in superficie. Risaliti a bordo, ci spostiamo verso la Punta del Capo per concedere un poco di svago anche a papà che ci ha aspettato governando la barca. Munito di spugnetta abrasiva e di coltello si è  tuffato lungo la parete alla ricerca delle maioliche raffiguranti la Via Crucis, posizionate a pochi metri d’acqua, per ripulirle dalle incrostazioni biologiche che hanno ricoperto le tavolozze saldate alla roccia. Al temine delle operazioni, ci dirigiamo sotto costa per concederci un lungo bagno fino a tarda sera. Ancora una giornata memorabile …..

11 luglio 2010 Vervece

Papi, vai a fare il sub? allora torna presto per andare al mare!“, queste le parole della piccola Lidia che mi saluta sull’uscio di casa  di primo mattino. Alle 8:30 sono già al porto, partenza prevista alle 9:00, direzione scoglio del Vervece. Ahimè l’attesa in banchina si prolunga a causa di un gruppo di subacquei stranieri inspiegabilmente assenti all’appuntamento, avranno brindato alla loro vacanza sorrentina fino a tarda ora! Partiamo quindi alla volta della zona A dell’AMP Punta Campanella, sperando che la visibilità sia ottimale per qualche scatto eccellente. Il tempo è splendido con un sole intenso e mare calmo. Mi tuffo per primo appena arriviamo sul posto, sperando di incontrare qualche bel pesce di passo. L”acqua in superficie è lattiginosa, speriamo sia migliore in profondità … Vado verso la foresta di Paramuricee ed inozio a scattare alcune foto, poi proseguo verso i massoni dove di solito si vedono le cernie. Infatti ecco la prima che al mio arrivo s’infila nella tana. L’obiettivo grandangolare non mi consente una ripresa adeguata all’interno della tana. Proseguo e tra i tanti saraghi individuo un grosso dentice, scatto a raffica ma è molto lontano e l’acqua torbida. Ancora più avanti altre due piccole cernie si lasciano avvicinare brevemente. Nel punto dove la corrente è massima stazionano i barracuda, mi avvicino tranquillamente, sembrano ormai totalmente abituati alla presenza dei sub. Un saluto alla statua della Madonna del Vervece prima di fare la deco e … un’orata smisurata si avvicina alle mie spalle attirata dalla sospensione sollevata dalle mie pinne! Tra i saraghi spunta qualche altro dentice, mi tratterrei ancora a lungo ma il manometro è inesorabile segnalandomi di … terminare le fotografie. Trascorro il tempo della sosta di sicurezza a ridosso della parete, osservando da vicino le evoluzioni dei grossi pinnuti argentei che, grazie all’istituzione dell AMP, ormai abbondano all’ombra del faro del Vervece. Il rientro in porto è invece più movimentato … a causa dei diportisti domenicali che sfrecciano ai lati della Ligeia! A casa un frugale pasto con la famiglia e … pronti per andare al mare!!!

30 dicembre 2009 Vervece

…in settimana, ennesimo messaggio d’invito per un’immersione … finalmente posso confermare, anche se il tempo non promette nulla di buono.

Stamattina infatti una leggerissima pioggerella accompagna il vento di scirocco. Privo dello scooter, approfitto di un passaggio in auto da Mariangela, in primissima mattina. Giunti al porto scarichiamo sul molo ligneo ed aspettiamo le 9:30, in attesa di due sub provenienti da … Potenza! In immersione ci sarà anche gli amici Emmanuel (proveniente da Salerno) e Salvatore, eroico con la sua muta umida da 5 mm.

La navigazione procede spedita, raggiungiamo lo scoglio del Vervece; grazie ad una deroga al regolamento, è ancora possibile tuffarsi nella zona a dell’AMP … e noi ne approfittiamo volentieri!

Acqua fredda e visibilità non ottimale, ma dopo i lunghi giorni piovosi appena trascorsi c’è da accontentarsi. Avendo previsto le condizioni, sono sceso con l’obiettivo macro 105 mm. Subito alcuni spirografi dalle enormi corolle, apogon, perchie, castagnole rosa e nere, un crinoide rosso custodisce tra le braccia filiformi le uova. D’improvviso vedo sfrecciare un grosso scorfano, spaventato dai miei movimenti, aspetto che si fermi e click, una bel primo piano. Una bellissima Flabellina su un ramo di idroidi, un polpo, qualche bavosa ed una piccola aragosta …….. ma d’improvviso la spia maledetta dell’allarme acqua nella fotocamera!! Inizio la risalita tempestivamente e appena smaltita la tappa di sicurezza, balzo all’asciutto per controllare l’accaduto. Fortunatamente nessun danno ma ancora una volta c’è qualcosa da sistemare …

Solo dopo essermi tranquillizzato, ormai quasi in porto, con il sole che è fuoriuscito dalle nuvole, gusto il thè bollente ed una fetta di panettone artigianale offerto dalla premiata ditta Futuro Mare per salutare l’anno 2009 ed augurare un 2010 pieno di bollicine!

31 ottobre 2009 Vervece

Oggi 31 ottobre è l’ultimo giorno valido per immergersi allo Scoglio del Vervece  …  l’occasione è da non perdere! Con comodo raggiungo il porto di Sorrento dove trovo in banchina i compagni dell’immersione odierna. Ligeia ci carica rapidamente a bordo e navighiamo verso la nostra meta. Il vento è teso ed il mare comincia ad agitarsi, arrivati sul posto decidiamo di tuffarci dalla parte protetta dello scoglio ed effettuare il giro in senso orario, se la corrente ce lo permette. L’acqua non è limpida, ma la visibilità è comunque buona, la temperatura ancora calda, ma all’uscita il vento non sarà gradito! Scendiamo dirigendoci subito verso le gorgonie, prima le gialle sui massoni adagiati sul pianoro e poi le rosse, avvolte da nuvole di castagnole rosa. La corrente è sensibile ma ancora è possibile avanzare fin quando proviamo a doppiare la punta esterna dello scoglio; qui la corrente è insormontabile, perfino una cernia combatte con la corrente per risalirla ed allontanarsi dai sub. Decidiamo allora di ripercorrere il tragitto a ritroso, questa volta però incontriamo un piccolo gruppo di barracuda che si dirige nella zona di corrente dove abbondano le prede. Mi fermo per fotografare alcuni spirografi dalle enormi corolle piumate ed infine mi trattengo a scattare immagini ad una bella parete di Parazoanthus. Il rientro al porto sarà lentissimo, a causa di un guasto tecnico all’acceleratore della barca,  ma piacevole perchè riscaldato da un bollente thè.

19 settembre 2009 Vervece con Lorenza

… risalito in superficie guardo verso la barca e vedo Lorenza ed i suoi compagni già in acqua pronti ad immergersi. Lory è sorpresa nel vedere i saraghi sfrecciare a così breve distanza dalle sue pinne nell’acqua limpida e … si vede anche la Madonnina! Scendiamo tutti insieme ed approfittiamo per scattare alcune foto ricordo vicino alla statua, mi sembra un sogno e immagino che lo sia anche per la mia bambina!

Proseguiamo e Lorenza mi mostra una murena sorpresa a caccia fuori della sua tana, la fotografiamo e poi scompare all’istante. Poi guardiamo sotto una spaccatura una famiglia di rossi Apogon. A questo punto giunge il momento di separarci, loro cominciamo a scendere oltre i -12 mt fino a circa -16/18 mt ed io li saluto seguendoli quasi dalla superficie, a causa delle poche atmosfere residue dalla precedente immersione. Effettuo il giro sorvegliando i loro movimenti dall’alto fino a quando non sono costretto ad uscire rapidamente dall’acqua per un’incombenza … urinaria!

Lorenza rientra dopo poco in barca e sotto la doccia mi racconta le sue impressioni, velate da un pizzico di delusione per non aver visto i barracuda! Ma: “ci saranno la prossima volta!

19 settembre 2009 Vervece

Oggi è una giornata speciale! Vado a fare immersione in compagnia di … mia figlia Lorenza!

Appuntamento solito al porto, ci attende Ligeia in banchina, scendiamo con lo scooter dopo aver preparato le due attrezzature in garage. Splende un gran sole ed il mare è calmo, come si conviene per una tipica giornata settembrina. Oggi in barca ci sono anche gli amici Andrea e Giovannone che faranno da guide in immersione. Raggiungiamo lo Scoglio del Vervece e ci tuffiamo appena pronti. Formiamo due gruppi, il mio che si dirigerà più in profondità verso la foresta di gorgonie rosse e l’altro, con alcuni OWD, farà una passeggiata a quote più basse. Lorenza mi attenderà in barca per poi immergersi al termine del nostro tuffo insieme a Mariangela ed un amico. L’acqua è limpida, a pelo d’acqua si vedono enormi saraghi in cerca di cibo tra la schiuma formata dalle onde che frangono sullo scoglio. Un branco di salpe passa a pochi centimetri dalle nostre maschere mentre ci dirigiamo in profondità. L’acqua è calda e scendendo quasi non si avverte il termoclino, mentre raggiungiamo le paramuricee subito due cernie si lasciano avvicinare e fotografare per poi dirigersi più al largo a distanza di sicurezza da noi. Le gorgonie ahimè sono sempre coperte di mucillagine, ma quelle più profonde sono leggermente più pulite per cui ci dirigiamo verso quei ventagli più rigogliosi. Risalito di qualche metro osservo una bella Antedon mediterranea rossa adagiata su di una gorgonia gialla, poi tanti saraghi e qualche altra cerniotta, ma dei barracuda questa volta neanche l’ombra! Proseguo rapidamente per completare il giro sperando di imbattermi all’improvviso nei temibili pinnuti, ma sfortunatamente oggi non se ne vedono. Mi trattengo allora a pochi metri per desaturarmi un poco, rapito dalle evoluzioni dei saraghi nella schiuma e giro alcuni brevi filmati con la mia fotocamera. All’improvviso, seguendo un grosso sarago che si infila in una spaccatura piena di margherite di mare, trovo una piccola cernia ferma davanti alla sua tana che sembra non disturbata dalla mia rumorosa presenza. Termino qui la mia immersione per risparmiare un poco d’aria per l’immersione con Lorenza ….

06 settembre 2009 Vervece

Sveglia ore 6:15, ore 6:45 sotto casa di papà dove mi aspetta anche Arturo e mio nipote Enrico. Alle 7:15 siamo già in navigazione verso lo Scoglio del Vervece. Oggi infatti, è la prima domenica di settembre, da oltre trent’anni, ogni anno, si svolge la Festa della Madonnina del Vervece, protettrice dei sub. In tale occasione è possibile, previo accreditamento presso l’AMP Punta Campanella, immergersi liberamente nelle acque dello scoglio, zona A della riserva marina. E’ per questo motivo che ci siamo mossi così presto al mattino per raggiungere la nostra meta d’immersione. Il mare è leggermente mosso e man mano che ci dirigiamo verso la Punta del Capo di Sorrento per doppiarla, ci accorgiamo che il movimento ondoso è intenso, ma non ci impedisce di raggiungere lo scoglio. Comincia a montare anche un pò di vento di grecale che sicuramente, col passere delle ore, aumenterà d’intensità. Appena Arturo è pronto con la sua fotocamera tra le mani, con una capovolta ci tuffiamo tra le onde all’altezza della punta Nord dello scoglio e subito scendiamo in profondità per alleviare il disturbo causato dal moto ondoso. L’acqua è limpida grazie anche alla leggera corrente che inizia a montare. Subito un grande branco di barracuda si lascia avvicinare, ma non sono tranquilli come al solito. In giro c’è tantissimo pesce azzurro che sfreccia di qua e di la per sfuggire ai tonnetti che guizzano tra di essi per catturarli. Una bella murena, salpe e tanti saraghi. Uno spettacolo, peccato che il fondale sia ricoperto, così come le gorgonie, di tanta mucillagine! Raggiungiamo  i -40 mt cercando alcune paramuricee libere dalle alghe e ci fermiamo qualche minuto con una famigliola di Anthias che si ripara al di sotto dei rossi rami. Una perchia enorme si para avanti ai nostri obiettivi quasi per strappare un primo piano, mentre le timide cernie, si lasciano osservare solo di lontano. Ne conteremo ben sei, tutte tra i due ed i cinque kg. In questa zona le gorgonie sono più pulite ed è possibile fare qualche altro scatto. All’ingresso di ogni anfratto staziona una famiglia numerosa di Apogon imberbis mentre salpe e saraghi continuano la loro incessante ricerca di cibo. Raggiungiamo, al termine del giro dello scoglio, la statua della Madonna ripulita perfettamente per l’occasione. Mentre Arturo scatta qualche immagine alle sue spalle ancora una volta le alici fuggono per evitare le fauci dei tonnetti, provo a fotografarli ma l’impresa è impossibile tale è la loro velocità! Infine a pochi metri, durante la deco, sbattottati dal moto ondoso, un piccolo polpo si nasconde per evitare incontri pericolosi. Il rientro in porto è lento e … bagnato: gli schizzi d’acqua sollevata dal vento ci colpiscono abbondantemente, mentre Enrico jr, avvolto nel telo-mare, si nasconde dietro il parabrezza! Appena possibile, avviso telefonicamente l’amica Mariangela delle proibitive condizioni meteomarine, sconsigliandole di portare i suoi giovanissimi allievi, compresa Lorenza, a visitare la statua sommersa della Vergine.

28 settembre 2008 Vervece

… non mi è mai sembrato così lungo un mese! Eppure si tratta sempre di trenta giorni … Finalmente riesco a liberarmi per andare a fare immersione e l’occasione è delle migliori, oggi è previsto un tuffo al Vervece! Il cielo è limpido, spazzato dalla tramontana che smuove il mare da giorni, con noi sulla Ligeia,  Michele, Fabio ed amici. Ci dirigiamo al porto di Massa Lubrense per prendere altri tre sub e poi Mario, con una magistrale esecuzione ai comandi, ci porta all’esterno del porto fino allo scoglio del Vervece. Appena in acqua ci accorgiamo che la corrente è molto forte, con direzione opposta a quella del vento, ci costringe ad attendere il tuffo degli ultimi sub aggrappati alla roccia! L’acqua è limpidissima come previsto, a pelo d’acqua un grosso sarago si ciba tra la schiuma a meno di un metro da me. Scendiamo sulla punta che guarda il porto di Marina della Lobra, ci sono tanti saraghi tutti orientati verso la corrente, attorniati da un’infinità di castagnole nere. La corrente non ci consente di fare il giro al contrario, cioè con la parete alla nostra destra, per incontrare subito i barracuda, quindi ci dirigiamo verso la statua della Madonna e proseguiamo verso la zona dove ci sono le gorgonie gialle e poi le rosse.  Svariate cernie di medie dimensioni si allontanano nel blu, sul fondo un ghiozzo boccarossa si lascia avvicinare per un “primo piano”. Raggiungiamo le Paramuricee ma appena procediamo in direzione Capri, la corrnte ci impedisce di proseguire. Rapida occhiata tra di noi e ovviamente invertiamo la direzione ritornando lentamente ancora verso la Madonnina. E’ l’occasione per soffermarsi a guardare nei buchi della roccia dove murene, gamberi, scorfani e bavose hanno stabilito la loro dimora.

22 agosto 2008 Vervece

Stamattina mi sono svegliato prestissimo e dopo aver sistemato l’attrezzatura sono sceso al porto per imbarcarmi su Ligeia! Arrivo quindi in anticipo all’appuntamento e i minuti trascorrono avvicinandosi all’ora giusta dell’appuntamento ma … di Mario e Mariangela neanche l’ombra! Ho controllato l’orologio più volte fin quando ho visto Mario avvicinarsi sulla passerella dell’imbarcadero. Tutto ok, pensavo di aver sbagliato appuntamento! Aspettiamo tutti i componenti del gruppo in banchina e salpiamo alla volta del porticciolo di Marina della Lobra dove ci attende il mio amico Francesco, venuto in nottata da Roma, in compagnia di Giovanni. Saltiamo in acqua con il vento di scirocco che inizia ad aumentare, l’acqua è calda ma non molto limpida, c’è molta sospensione e di sicuro le foto non ne gioveranno! Ci raduniamo alla Madonnina e proseguiamo con il giro classico con parete alla sinistra. Raggiungiamo le gorgonie rosse, ancora coperte da mucillagine e proseguiamo verso i massoni. Stranamente mancano le cernie ed anche i barracuda, dove son finiti? Eppure avevo tanto decantato all’amico Francesco la ricchezza di questo sito d’immersione! Che sfortuna ho pensato …. Fortuna che non mancano mai i branchi di salpe e saraghi di tutti i tipi. In un buco trovo una coppia di murene che si lasciano docilmente fotografare. Mi distacco un poco dal gruppo, anticipandolo, alla ricerca dei pesci scomparsi e …. voilà, i guaracini neri fanno da apripista al branco di barracuda che si è posizionato nella zona di massima corrente, nella parte “terrestre” dello scoglio. Sopra di loro le acciughe danzano in sincronia per sfuggire alle terribili fauci. Il gruppo si raduna e tutti possono finalmente godere dello spettacolo, specialmente Francesco con la sua videocamera. Proseguo ancora in avanscoperta alla “caccia” delle cernie e puntuali si cominciano a far vedere, anche se più a distanza del solito. Infine terminiamo l’immersione a pochi metri dove le castagnole sono intente a pulire il substrato su cui deporre le uova ed i Coris in attesa di tale “saporito” evento! Anche qui una bella murena con i sui gamberetti pulitori Lysmata seticaudata si affaccia dalla tana, poi tante protule e Parazoanthus axinellae e numerose bavosine “saltellanti”. Rientriamo al porticciolo di Massa Lubrense dove lasciamo gli entusiasti Francesco e Giovanni pronti per ritornare nell’Urbe e ripartiamo alla volta del porto di Sorrento dove ci salutiamo dandoci appuntamento alla prossima discesa.