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Grotta dell’Isca con Filippo e Mimmo

Ci sono un napoletano, un senese e … un 1/2 napoletano e 1/2 senese che si incontrano al Punta Campanella Diving …

sembra una barzelletta ma non lo è; oggi è con me e Mimmo (il 1/2 senese) un grande fotografo subacqueo, tra i più bravi che conosco personalmente, che è venuto a trovarci da Siena  per fare alcuni tuffi con i suoi amici fotosub  napoletani. Quando arrivo al diving trovo già tutti in posizione, c’è anche Edoardo, venuto da Baia con Ivana, poi Antonella, Virgilio e lo staff al completo. Mi chiedono un consiglio sull’immersione da effettuare …. un rapido check mentale e rispondo: Scoglio dell’Isca! Ricevere l’approvazione per l’opportuna scelta del sito dal prof. Roscigno è fonte di grande soddisfazione 😁 , ci prepariamo quindi per uscire con il gommone a visitare le due cavità che si aprono al di sotto dello scoglio. 

Accompagno Filippo Borghi all’interno del tunnel subacqueo mostrandogli subito le “finestre” in cui stazionano i saraghi fasciati, poi lo lascio scattare in tranquillità e mi accorgo della presenza di un gronco in una piccola fenditura della volta. Lo fotografiamo a turno, prima che esca fuori tana per cercare un luogo più appartato. Porto quindi il mio amico a visitare la grotta che si apre nella roccia poco oltre l’uscita dal tunnel subacqueo in cui ci troviamo, ma Filippo, per evitare problemi di compensazione, non sale fino alla superficie ad ammirare la parte emersa della grotta, restando sul fondo. Ritorniamo al tunnel dove Mimmo si è trattenuto in cerca di un cavalluccio marino che era stato avvistato in situ qualche tempo fa, ma la ricerca è stata vana. Risaliamo in gommone e ritorniamo al diving con Vittoria che è costretta allo slalom per evitare la collisione con la miriade di barche che sfrecciano a ferragosto davanti a Punta Campanella. Sbarcati a terra smontiamo le attrezzature, fermandoci per un lungo pit-stop, attendendo la sera …. più tardi ci aspetta una bella immersione notturna a Puolo, a cui si aggiungerà anche mio fratello Arturo e  il “romano” Pietro, ma questa però, è la barzelletta seguente 😅!

Banco di Santa Croce con gli Amici degli Abissi

L’odore dei carciofi arrostiti si apprezza già a prima mattina, quando entro nel bar per prendere il caffè. Sono le 9:30 e sono a Castellammare di Stabia, pronto per andare ad immergermi con gli Amici degli Abissi. La giornata però è iniziata molto prima, alle 6.30 quando è suonata la sveglia …. per guardare il primo GP di F1 in Australia. Il risveglio è difficile, nel weekend d’inizio dell’ora legale, ma dopo un bel caffè, la velocissima rossa di Sebastian Vettel mi tiene incollato alla tv fino al vittorioso traguardo. Scendo così di casa soddisfattissimo e carico, pronto ad immergermi.

Il cielo è coperto ed inizia a montare un poco di vento. Il comandante Angelo preannuncia visibilità ottima e corrente intensa, condizioni confermate sul posto quando ci immergiamo. Oggi siamo in pochi, Raffaele è restato al Diving dopo essere sopraggiunto con larghissimo … ritardo.  Con me in acqua Giovanni e solo altri due sub, ma il Banco di Santa Croce è sempre una garanzia. 

Ormeggiamo sulla secca principale, c’è un pò d’onda fastidiosa in superficie. Scendo per primo lungo la boa di ormeggio e raggiungo il fondo. Seguendo le preziose indicazioni di Angelo, più accurate di Google Maps – Street View, raggiungo il punto stabilito. Il colore giallo del crinoide si staglia chiaramente sullo sfondo rosso della paramuricea che lo sostiene. Mi trattengo per fotografarlo al meglio, poi proseguo in cerca dei due rami di falso corallo nero che sono a poca distanza da li. Una bella cernia mi passa davanti mentre mi avvicino, la fotocamera non è settata al meglio per poterla fotografare a dovere. Passo oltre e risalgo  sulla sommità della secca dove ai saraghi onnipresenti si sono aggiunti anche i barracuda. Un piccolo branco di giovani esemplari si muove tra gli scogli allontanandosi dalla mia vista. Non riesco a scattare come voluto ma mi concentro a fotografare le belle gorgonie gialle e la barca che si intravede in superficie, grazie alla buona visibilità odierna. Guardo il computer e la deco è superiore ai 20′. Risalgo immediatamente e mi posiziono lungo la gomena per effettuarla, sballottato su e giù dal moto ondoso. Metre trascorrono i minuti, non posso che ammirare le meduse e gli ctenofori che fluttuano nella colonna d’acqua, ma anche un branco di sarde che brillano nell’acqua azzurra. Mentre torniamo in porto mi stendo comodamente sulla panca ed approfitto per godermi il sole che finalmente è uscito dalle nuvole. Che bella giornata targata “Amici degli Abissi”!

 

Scoglio Marcellino di Capri con Edo

Ultimo giorno di ferie estive, da lunedì si torna a lavorare, in questa settimana sto accumulando qualche scorta di azoto per sopravvivere ai lunghi ed intensi mesi che mi attendono.

Arrivo alle 9:00 al diving, breve passaggio al bar con lo staff del Punta Campanella Diving poi a preparare le attrezzature. Mi dicono che è prevista immersione a Fossa Papa, non il massimo per la configurazione montata con il Superdome ed il Sigma 15 mm. Quando sopraggiunge Edoardo apprendo favorevolmente di un cambio di programma. Andiamo così a Capri, dalla quale manco da alcuni anni. Molto meglio così! Il mare è calmo ed il cielo sereno con grande caldo. Navighiamo velocemente verso l’isola azzurra fino ad ormeggiare nei pressi dello Scoglio Marcellino. Approfitto per fare una foto ai faraglioni e ad un veliero ultratecnologico e mi accorgo di aver lasciato il tappo sull’obiettivo! Fortunatamente ho modo di toglierlo prima di andare in immersione. Scendiamo lungo la parete fino a raggiungerne la base che termina sulla sabbia. Con Edo e Ivana raggiungiamo gli scogli isolati coperti di gorgonie rosse ed avvolti da una nuvola rosa di castagnole. Lo spettacolo è indescrivibile, peccato poter sostare solo pochi minuti ad oltre -50 metri. Risaliamo lungo la parete passando per il piccolo arco sommerso su cui Gianluigi ha avvistato un riccio melone e risaliamo nella baia dove ci attende Vittoria un gommone, effettuando la decompressione circondati dalle donzelle e castagnole. Una bellissima immersione, davvero magnifica! Grazie Edoardo per aver cambiato programma!

Banco di Santa Croce con Pietro

Sono le 2:00 quando finalmente mi addormento dopo aver messo in carica le batterie dei flash e delle torcie subacquee. L’appuntamento è al diving alle 8:30 per un tuffo mattutino al Banco di Santa Croce con Pietro Formis. Il vento sembra calato quando mi affaccio dalla finestra di casa, mi preparo e monto il Sigma 15 mm ed il superdome sulla Isotta D800. Lascio le mie figlie che dormono e vado al diving dove è tutto pronto, con le bombole già a bordo! Ringrazio ufficialmente quindi Claudia e Vittoria che mi hanno reso un grande favore …. ma almeno la prossima volta montatemi pure il GAV! Ahah 😄

Il vento rinforza ed il mare pure, le onde vengono tagliate dalla prua del gommone sapientemente manovrato da Gianluigi che ci porta in una trentina di minuti a destinazione. Ormeggiamo alla boa e stendiamo una cima con galleggiante per aiutare i sub a contrastare la forte corrente superficiale. Quando Mary e Pietro sono pronti, li accompagno nella discesa lungo la cima ancorata allo scoglio principale, la visibilità migliora sensibilmente in profondità e la corrente svanisce. Andiamo subito alla Savaglia savaglia, dopo aver ammirato 3 grandi cernie brune che volteggiano nei pressi del “pizzo fiorito”. Oggi finalmente i polipi delle gorgonie sono aperti, ma ho qualche problema al flash di sinistra che non sempre scatta. L’handicap mi affligge per tutta l’immersione, anche quando le pareti ricoperte di spugne gialle frammiste di gorgonie rosse lasciano il posto alla spugna Axinella. Pietro e Mary mi seguono estasiati dal magnifico spettacolo della parete sommersa. Edo ed Ivana sono andati alla secca di terra, mentre il gruppo di sub capitanato da Lisa è andato nella grotta, per poi proseguire in giro sulla secca principale. Terminiamo l’immersione ammirando il giardino fiorito di margherite di mare che si trova nei pressi della sagola che ci segnala la boa. Non resta che effettuare la decompressione conservando negli occhi lo spettacolo che ogni volta il Banco di Santa Croce riesce a regalare. Il ritorno in porto è molto più agevole con il vento in poppa. Quando rientriamo al diving, Mimmo ci aspetta, pronto per uscire di nuovo con il gruppo con direzione Capri. Peccato non potermi trattenere con loro, saluto tutti e rientro a casa per poi tornare in spiaggia con le mie figlie.

Banco di Santa Croce con Mimmo, Edo e Stefano

Sono entrato nell’ultima settimana di ferie, lunedì prossimo sarò in giacca e cravatta al posto di maschera e pinne! Bisogna quindi capitalizzare al meglio questi giorni, ergo, stamane, di buon mattino sono andato a Massa Lubrense per immergermi con i miei amici del Punta Campanella Diving Center.

Lungo il tragitto che mi porta al porto di Marina della Lobra incontro sullo scooter Virgilio Liguori che è anch’egli diretto al diving. Quando arriviamo troviamo anche l’amico Stefano Pietroso, venuto da lontano per una vacanza fotografica nel Golfo di Napoli presso il diving notoriamente amico dei fotosub. Oggi infatti siamo in tanti armati di fotocamera subacquea, ad iniziare dal Prof. Roscigno con la sua Nauticam per Sony Alfa 7R II, Edoardo e Stefano con le Seacam, Virgilio con una Underwave Igloo ed io con la mia inseparabile rossa Isotta D800.

Ieri sera ho avuto molti dubbi sulla scelta dell’ottica, poi ho deciso di montare in ogni caso il grandangolare al posto del 105 mm. Nelle immersioni come quella odierna al Banco di Santa Croce, l’ideale sarebbe poter portare in acqua due scafandri con diversa configurazione …. sarà per la prossima volta.

Raggiungiamo velocemente la boa di ormeggio, c’è solo una barca di subacquei che stanno risalendo. L’acqua nei primi metri è torbidissima ma come sempre, si “apre” in fondo con una visibilità accettabile per godere a pieno dello spettacolo che si può ammirare. Cernie, dentici, salpe, saraghi, qualche aquila di mare e miriadi di castagnole rosse e nere, un “tuffo” al cuore in ogni angolo della secca. Eseguo un passaggio nello “spacco” poi mi dirigo alla “secca di terra” per poi tornare sul “cappello” dove una cernia rossa volteggia tra le salpe. L’aria nelle bombole non è mai abbastanza quando ci si immerge in questo paradiso. Malinconicamente saluto i docili pinnuti per effettuare la risalita e la decompressione, con impresse negli occhi le immagini delle magnifiche cernie che si lasciano ammirare in questo magico tratto di mare.

Boa degli Spirografi con Arturo

Domenica mattina, le spiagge sono affollate, l’unica possibilità per trovare qualche ora di tranquillità è uscire prestissimo al mattino. Così ho fatto appuntamento alle 8:15 con mio fratello Arturo, mio nipote Enrico e mia Madre Maria Rosaria per andare in acqua con la nostra barca Armarc. Ci vediamo al garage per prendere le bombole e l’attrezzatura e caricarle su due scooter. Raggiungiamo il porto e dopo una piccolissima navigazione, ormeggiamo ad una delle boe che sono disseminate nello specchio d’acqua antistante la Marina Grande di Sorrento.

Alle 9:00 stiamo già discendendo lungo il cavo, ricoperto da spirografi. Raggiungiamo il fondo ma dopo qualche minuto segnalo l’intenzione di cambiare sito. Risaliamo ed esploriamo anche un’altra boa per trovare quella più ricca di “fiocchi”. La seconda è peggiore della prima, ma se non altro, abbiamo individuato quelle da evitare la prossima volta! Alle 10:30 sono già sullo scooter per tornare a casa prima di andare in spiaggia con le mie donne.

Banco di Santa Croce con gli Amici degli Abissi

Le temperature si abbassano a livelli ordinari per il periodo natalizio. L’auto è gelata ed impiega un bel po’ per riscaldarsi. Questa mattina ho molta fretta per evitare il blocco della Strada Statale Sorrentina a causa di una corsa podistica. Raggiungo il Diving Amici degli Abissi in largo anticipo sull’appuntamento. Passo al bar a prendere un caffè con il mio amico Vincenzo e poi raggiungo i ragazzi intenti a preparare le attrezzature. Oggi mi sono fatto preparare da Raffaele un bel mono da 18 litri, con l’intento di raggiungere lo scoglio della Gerardia situato a -46 metri. Ho montato il superdonne ed il Sigma 15 mm sperando nell’ottima visibilità che perdura da giorni nel Golfo di Napoli. Raggiungiamo la boa dove ormeggiamo e mi tuffo per primo in acqua. Subito mi accorgo della pessima visibilità, non è il caso di allontanarsi dalla secca principale, sarà per la prossima occasione. Decido quindi di andare subito alla Savaglia savaglia che si trova a -35 metri e inizio a scattare. Proseguo sugli scogli coperti di gorgonie rosse dove abbondano le uova di gattuccio, contrassegnate con le targhette con i nomi. Proseguo per un poco in avanti, poi torno indietro ed entro nello spacco da un passaggio superiore. Raggiungo il punto desiderato e osservo delle luci all’esterno della grotta. Spero in un loro ingresso ma tardano a farlo. Sono costretto ad uscire, avendo già accumulato alcuni minuti di decompressione. Fuoriesco e mi fermo sulla parete all’esterno di essa, dove, poco più su, si trova la spugna candelabro a cui Gabriella sta dedicando le sue attenzioni fotografiche. Raffaele invece è alle prese con la lente macro +5 e staziona sul pianoro a “caccia” di bavose. Termino l’immersione effettuando delle prove video alla parete di Parazoanthus axinellae che si trova sul “cappello” della secca, prima di effettuare la decompressione tra le bolle dei miei amici subacquei. In gommone, mentre il sole ci scalda, non manca la gustosa pizza marinara che ci sfama a dovere, al diving poi, brindiamo tra amici, all’anno 2015 che si appresta a salutarci.