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2013-10-03 Spiaggia Caterina

L’unico modo per raddrizzare una giornata “storta” è spararsi una bella immersione notturna! Allora passo a prendere l’amico Fabio Russo, sono sotto casa sua alle 19:30,  diretti alla spiaggia Caterina per un tuffo in grande relax.

Il mare è calmo e l’acqua sembra limpida, dopo alcuni giorni trascorsi dalle intense piogge, la serata è tranquilla e non fredda. Ci vestiamo rapidamente e ci immergiamo subito, provando a restare uniti per il maggior tempo possibile dal contatto visivo delle nostre lampade. Ho optato per il 60 micro nikkor sulla mia Isotta D800 ma questa volta ho montato, per testarlo, anche il nuovo AV100 di Isotecnic accoppiato con un Inon Z240 con uno snoot artigianale.

Abbiamo girovagato nel basso fondale per oltre 150 minuti, fin quando, esausti, risaliamo in superficie. La serana non è stata particolarmente esaltante, ma ci ha regalato comunque qualche sorpresa … due mazzancolle ed un pesce ago. Tutto sommato non male per una giornata iniziata male!

2013-04-08 Spiaggia Caterina

Lunedì senza lavoro per riposo compensativo … ed io vado a COMPENSARE! Ho convocato qualche amico e finalmente sono pronto per un tuffo infrasettimanale con gli amici Antonella, Gaetano e Raffaele. Appuntamento comodo giù al porto di Piano di Sorrento per le 10:30. Scendo con lo scooter come Gaetano, mentre Raff e Antonella arrivano in auto. Parcheggiamo e scarichiamo l’attrezzatura sul moletto antistante la Spiaggia Caterina di Sant’Agnello da dove entreremo in mare in cerca di cavallucci marini. L’acqua è ancora torbida, ma c’è in cielo un pallido sole. Appena ci immergiamo mi fermo a fotografare una bavosa in un tubo di plastica, mentre il gruppo prosegue verso il largo. Ci perdiamo quasi subito e di lì a 120 minuti non ci incontriamo più … chissà sei i miei amici sono stati più fortunati di me … non ho trovato nulla di interessante, solo tanti spirografi ondeggianti al di sotto dei cassoni galleggianti, tra questi uno spirografo con una doppia corolla. Quando salgo in superficie per controllare la mia posizione nella baia li vedo intenti a spogliarsi sulla spiaggia. Arrivato a terra provo a beffeggiarli … “allora, li avete visti? Io ne ho visti tre!”  Frenetici si avvicinano al display della fotocamera … ma nessun ippocampo tra le foto; un pesce d’aprile in leggero ritardo! Non resta che salutare gli amici e scattare un’ultima foto ricordo. Solo a casa, riguardando le foto, mi accorgo di alcuni parassiti sugli spirografi.

2013-04-03 Spiaggia Caterina

“Marco, l’acqua all’interno è buona, penso si possa andare stasera …”. L’sms finalmente rende possibile un incontro subacqueo che non accadeva da anni … un tuffo insieme al mio amico Fabio “Hyppo Hunter”. Prima di ritornare a Salò dopo le festività pasquali, Fabio ha il tempo di concedersi l’ultimo tuffo notturno in mia compagnia, nel “Regno dei Cavallucci Marini”.

L’attrezzatura è tutta pronta, mancano solo le bombole che vado a ritirare, poi vado all’appuntamento con il mio amico sotto casa a Sant’Agnello. La luminosità alle 19:30 è ancora troppo intensa, bisogna aspettare ancora un poco perché scenda l’oscurità totale, approfittiamo per fare due chiacchiere e guardare qualche sua foto al pc. Quando arriviamo al porto, una sorpresa scombina i nostri piani. L’acqua anche all’interno dello specchio d’acqua antistante la Spiaggia Caterina si è sporcata, trasportando con se una miriade di meduse Pelagia noctiluca. Sono ormai le 21:00 quando finalmente mettiamo i piedi in acqua. Speriamo di incontrare ancora una volta uno degli ippocampi che popolano questo specchio d’acqua, da lui fotografati nella precedente immersione con l’amico Raffaele. L’acqua è veramente sporca, con la sabbia che si solleva a causa del moto ondoso che peggiora la situazione. Ho montato lo snoot su uno dei due Inon Z240 per evitare la “neve” ed il Micro Nikkor 60mm sulla Nikon D800 nella rossa custodia Isotecnic. Fabio inizia la caccia ed io lo seguo senza perderlo di vista.  Tra i granchi ed i paguri all’improvviso appare un pesce prete, completamente sepolto nella sabbia. Dopo averlo fotografato me lo lascia gentilmente. L’esemplare è di piccole dimensioni e non mi riesce di fotografarlo come desiderato. Proseguiamo in cerca di altri soggetti in pochi metri d’acqua. Ogni tanto perdo il contatto visivo con Fabio, ma poco dopo ci ricongiungiamo; 120 minuti trascorrono inesorabili e la nostra ricerca sembra vana, finalmente la torcia si muove frenetica nel buio della notte …Fabio mi segnala un gruppo di spirografi su un sasso … è lì, il nostro “soggetto”, con la coda arrotolata alla base dell’anellide. Inizio a scattare ma dopo poco chiedo al mio compagno di aiutarmi a direzionare lo snoot sulla testa dell’ippocampo. Fabio lascia la sua fotocamera sul fondo e inizia a posizionare la luce, come indicatogli, alle spalle del soggetto. Successivamente gli chiedo di utilizzare la torcia per ottenere un effetto ancora più marcato. Le sollecitazioni luminose dei flash ovviamente disturbano il pesciolino che si stacca dal fondo in cerca di un posto più tranquillo. L’inseguo fino ad arrivare quasi a pelo d’acqua, provo a catturarne il riflesso sull’acqua ma qui le condizioni di visibilità sono pessime e le foto sono inutilizzabili. Gli ultimi scatti sono dedicati ad un altro pesce prete sepolto nella sabbia, praticamente indistinguibile dal fondo. Questa volta è leggermente più grande, faccio uno scatto ma subito lo perdo di vista. Occasione sprecata ancora …

Uscito dall’acqua vedo Fabio avvicinarsi anche lui alla spiaggia, quando toglie la maschera e l’erogatore, il suo labbro è gonfio a causa della puntura di una medusa! Mi racconta però di un ennesimo incontro fortunato, un piccolissimo pesce serpente di cui mi mostra uno scatto del solo muso visibile. Sono ormai le 23:45 quando finalmente riponiamo le attrezzature in auto. Lo riporto sotto casa e ci fermiamo a parlare ancora nella piazzetta vicino alla fontana, fin quando, decido che è l’ora di andare a sciacquare le attrezzature ed andare a dormire!

2012-12-27 Spiaggia Caterina

Dopo decine di SMS e “convocazioni” sui social network, finalmente trovo un compagno d’immersione per stasera! Il mare è ancora calmo e la temperatura dell’aria quasi primaverile, un delitto non tornare in acqua in cerca di cavallucci. L’attrezzatura è già pronta da ieri, non resta che attendere il rientro di mia moglie da lavoro e dal supermercato e via …

Al porto di Piano di Sorrento alle 19:00 mi attende Gaetano e l’inatteso Nicola, che ha deciso di aggregarsi a noi all’ultimo momento. Il vento ha girato quadrante leggermente e nel porticciolo antistante la spiaggia Caterina entra una leggera onda che però non disturba più di tanto la nostra entrata in acqua. La trasparenza è notevole, anche se non paragonabile a quella di domenica sera. Ci immergiamo sulla radura sabbiosa tra le “nacchere” e gli spirografi, facendo attenzione ad eventuali ippocampi abbarbicati alla loro base. La prima ora trascorre veloce senza particolari sussulti; restiamo il più possibile in contatto visivo luminoso cercando di scandagliare la maggior superficie possibile in cerca dei bizzarri pinnuti. La serata sembra non promettere nulla di buono, iniziamo il rientro attraversando una piccola prateria di posidonia … mi dedico allora a qualche scatto in controluce alle piume di uno spirografo giallo. Ad un tratto vedo Gaetano lampeggiarmi con insistenza … mi muovo subito in sua direzione e mi mostra sotto il raggio luminoso una piccolissima Sepiola rondeleti, un mollusco che non incontravo da un decennio! Whow, mi avvicino e scatto la prima foto sul fondo, poi la faccio spostare più in là dove l’acqua è più limpida per fotografarla al meglio … Non faccio a tempo ad immortalarla a dovere che un nuovo segnale mi arriva da Nicola … è lontano una decina di metri da noi, mentre lo raggiungiamo penso … “avrà trovato il cavalluccio marino?” … NO! Accidenti! E’ solo … un pesce San Pietro!! Mi lancio al suo inseguimento ed inizio a scattare, Gaetano e Nicola lo illuminano anche quando si allontana da me e non me lo fanno perdere nel buio della notte. Dopo una serie di scatti in ravvicinata, comincio a fotografarlo con il Micro Nikkor 60mm da lontano per renderlo nella sua strabiliante bellezza. Prima di salutarlo, provo alcuni scatti in controluce per “rifare” uno scatto molti anni addietro, ma senza lo sperato successo. Lo perdo e mi ricongiungo ai preziosi compagni d’immersione, con direzione spiaggia. Giunti a terra non posso che elogiare il prezioso lavoro di squadra invitandoli a replicare quanto prima. Durante il rientro al garage per sciacquare l’attrezzatura, una pioggerellina bagna la strada … giusto in tempo, dopo una memorabile immersione notturna!

2012-12-23 Spiaggia Caterina

Un mese senza acqua salata nuoce gravemente alla salute …. c’è il rischio che si arruginiscano le articolazioni come mi è successo al risveglio odierno. Era in programma un tuffo al Banco di Santa Croce con il mio amico Pietro, attirato in zona dalle eccellenti condizioni meteo marine del w.e., a cui ho dovuto dare forfait a causa di un violento mal di schiena. Purtroppo anche ieri non sono riuscito a liberarmi da mille incombenze natalizie, non potendo aggregarmi agli amici Fabio e Dario per una immersione notturna alla Spiaggia Caterina, in cerca di cavallucci marini. Dopo colazione ho preso una compressa di antinfiammatorio con la speranza di un miglioramento serale. Effettivamente le condizioni migliorano, in modo tale da consentirmi di programmare il tuffo con mio padre verso le 18:30, quando è calata ormai la sera. L’auto è già pronta da ieri sera con l’attrezzatura a bordo, non resta che andare a prendere papà.

Verso le 19:00 siamo al porto di Piano di Sorrento, mi vesto con calma dopo aver sistemato l’auto nei pressi della Spiaggia Caterina e mi immergo nell’acqua cristallina. Il fondale è completamente sabbioso, tra le dune solo qualche mormora e latterini. Tantissimi invece gli spirografi, isolati o raggruppati tra loro su di un sasso o una roccia. Tante anche le Pinna nobilis infisse nel substrato. Inizio a guardare al loro interno e in più di una occasione osservo il gambero Pontonia custos all’interno, ma essendo “arruginito” ancora, non riesco a fotografarlo a dovere. Mi dedico allora agli spirografi per provare il nuovo snoot a fibre ottiche creato da Fabio Iardino, devo dire che promette proprio bene, anche se in notturna non è semplice adoperarlo. Tra le corolle colorate ad un tratto vedo uno strano essere filiforme che sembra ritrarsi all’interno del tubo dello spirografo, mi avvicino e mi accorgo invece che un piccolissimo pesce ago Nerophis ophidion che si è nascosto tra le piume dell’anellide. Mi avvicino e scatto una sequenza di immagini, mentre si allontana riesco anche a fotografarlo in primo piano, ma mettere a fuoco la piccolissima testa è un’impresa titanica. Continuo la ricerca dei cavallucci marini, avvistati ieri sera dai miei amici, ma per ora nulla di fatto. Lo specchio d’acqua in cui mi sono immerso è molto esteso e privo di riferimenti, è facile perdere l’orientamento, sono costretto ad uscire due volte in superficie per controllare la mia posizione. Ad un tratto sopra una catena si erge una bellissima Alicia mirabilis, lì vicino una bavosa ruggine. Trascorro molti minuti fermo a fotografarli, con e senza snoot, fin quando decido, esausto dopo oltre due ore d’immersione, risalgo in superficie per tornare alla spiaggia. Al mio arrivo, ritrovo il mio papà molto allarmato perché non abituato a così lunghe mie permanenze in acqua. Anche senza il magico atteso incontro, una serata da ricordare come sempre accade quando vado in acqua.