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#29 Peschereccio con Mimmo, Domy e Claudio

La sveglia è impostata alle ore 7:00.  Quando suona, Mimmo è già in piedi e nel bagno ammira la mia fotocamera nella doccia mentre è in “seduta”. Scendiamo a fare la prima colazione in giardino e poi ritorniamo in camera a prendere le attrezzature per andare al diving. Ci mettiamo in auto e non possiamo esimerci dall’effettuare un saluto ed un selfie con il compagno delle nostre passeggiate sulla statale jonica … l’Autovelox! 

Raggiungiamo il Ficarella Diving Club alle 8:30 e con Domy aspettiamo Claudio Zori, arrivato a tarda notte, per andare a fare immersione a Pellaro. C’è un po’ di traffico lungo la strada ma fortunatamente riusciamo ad arrivare in tempo per trovare il posto per le auto sul lungomare. 

Ci vestiamo e scendiamo nell’acqua gelata, dopo il briefing che ha fatto Domy per far in modo da non far fuggire via subito i pesci trombetta.  Ipotizziamo che siano ad una profondità di circa 45 m, quindi studiamo il da farsi nel dettaglio. Filippo Mallamaci, che era già sul posto prima di noi,  uscendo dall’acqua con un primo gruppo di subacquei, ci ha riferito di averli visti più su, verso i 30 metri, lì dove c’è la barchetta affondata, quindi ci riorganizziamo per andare a più basso fondale.

Scendiamo tutti insieme ed arriviamo alla barca, Domy è senza la macchina fotografica e comincia a “domare” i trombetta con la sua torcia subacquea per concentrarli intorno alla barca, noi ci disponiamo a cerchio come stabilito e ci avviciniamo lentamente.

Inizia un turbinio di pesci trombetta con il prof. Roscigno visibilmente eccitato ed emozionato, proprio come un bambino in una sala giochi! La scena è magnifica, anche Claudio Zori scatta a ripetizione come il sottoscritto. Dopo essere stati nella parte più profonda, ci spostiamo sul relitto del peschereccio, ma il computer subacqueo ci suggerisce di spostarci a più bassa quota, dove raggiungiamo la ruota di bicicletta, sede prediletta dai tanti cavallucci marini che ancora s’incontrano in zona. Anche questa volta, in quell’area ciottolosa, tra le alghe, ben mimetizzati, incontriamo tre ippocampi. Io scatto qualche immagine ma vedendo sopraggiungere Mimmo, lascio campo libero a lui e Claudio e me ne risalgo in superficie,  mentre loro si dedicano ai cavallucci.

Nel quarto d’ora che trascorre prima del loro arrivo, io lavo tutta l’attrezzatura. Claudio e Mimmo risalgono e si spogliano e anche loro sfruttando la comodissima manichetta dell’acqua che si trova sulla spiaggia per lavare le attrezzature. Nel frattempo è ritornato Filippo Mallamaci per un nuovo tuffo con altri clienti. Non mi lascio ovviamente scappare l’occasione di scattare qualche foto ricordo con i miei amici. Salutiamo i nostri scuba-friends ed andiamo a pranzo a casa di Domy dove ci aspetta Giuditta.

Restiamo a tavola a conversare amabilmente con i nostri amici fino alle 15. I nostri cuori sono in pena, perché purtroppo dobbiamo andar via. L’emozione che traspare dalla voce di Mimmo è tangibile, il suo racconto della scena ci fa sentire chiaramente la sua grande emozione e felicità per aver vissuto uno dei momenti più belli in Mar Mediterraneo. Ringraziamo affettuosamente i nostri amici dell’eccezionale ospitalità che ci viene offerta e a malincuore ci rimettiamo  in auto alle 15:30 per tornare verso casa.

Lungo il percorso, dopo un paio di ore di viaggio, ci fermiamo per una sosta tecnica, ho da fare il rifornimento di gasolio. Mentre io provvedo all’operazione, Mimmo si “allunga” al bar e torna con quattro gelati, ma noi siamo solo in due!

Riprendiamo il viaggio e verso le 18:30 il bimbo Mimmo dorme beato, assorto nei suoi “rosei” pensieri. Io tiro dritto e non posso concedermi defaillances anche se sono un poco stanco. Alle 20:30 siamo a Torre Annunziata dove lascio il prof. consegnandogli la sua parte del “bottino” alcolico. Mi rimetto in moto verso Sorrento ma trovo molto traffico nella galleria. Impiego più di un’ora per arrivare sotto casa e quando arrivo non trovo posto per l’auto! Maledizione, ci sono auto parcheggiate ovunque, che impediscono il passaggio alle auto che sono parcheggiate dietro la catena dove c’è anche la vettura di mia moglie. Attraverso la strada a piedi e vado a chiedere al pub di spostare le automobili per farmi entrare … manca poco per litigare con uno dei clienti che infastidito, viene a spostare la vettura. Finalmente riesco a parcheggiare, scarico tutti i miei bagagli e vado a cenare con la mia famiglia. Faccio in fretta perché ho voglia di  lanciarmi sotto la doccia. Al termine, prima di andare a dormire, accudisco i pinnuti dell’acquario somministrando loro il cibo. Me ne vado a dormire distrutto ma contento per aver reso felice il mio carissimo amico Mimmo.  

8 Fesdu Wreck

Alle ore 15 si torna il salone per il briefing, si torna in mare per il terzo tuffo della giornata, andiamo a fotografare un piccolo relitto affondato nei pressi del reef. Ho cambiato configuarazione, rimontando il superdome, ma senza cambiare obiettivo.

Scendiamo e l’acqua non è limpidissima, la sagoma dello scafo però si distingue benissimo. Arrivo subito sulla prua, poi mi sposto lungo la fiancata fino a raggiungere la poppa, dove ci sono due grandi Pterois volitans. Sulla murata di dritta del relitto, tra la vegetazione rigogliosa che ha ricoperto le lamiere, si nasconde un frog-fish rosa. E’ bellissimo, ma è in una posizione poco favorevole per essere fotografato. Anche questa volta c’è la fila e mi “defilo” rapidamente, andando in cerca di altre situazioni lungo lo scafo. Sulla coperta, all’interno di una formazione coralligena, si nasconde un secondo frog-fish di colore nero, i cui lineamenti sono praticamente indistinguibili. 

Terminiamo l’immersione lungo il piccolo reef che dista poche decine di metri dallo scafo, qui c’è un plateau roccioso con centinaia di attinie piene di pesci pagliaccio, ma anche una enorme Montipora foliosa a forma di vaso, con un crinoide nero all’interno. Qui Marco trova un grosso pesce scorpione rosso.

Torniamo in barca e vado a mettere tutte le batterie in carica per domani, intanto provo a raggiungere Fabio Russo che si trova a poca distanza da noi, sulla sua barca. Mentre i miei amici si trattengono a bere sulla terrazza, io convinco Big-Ali ad accompagnarmi con la barca-appoggio fino alla Haleema per raggiungere il mio amico sorrentino. Salgo a bordo e abbraccio il mio amico Fabio, faccio la conoscenza di Simone Musumeci e del proprietario della barca che è eccezionalmente a bordo questa settimana, mi offrono un buon caffè  e mi portano in giro per l’imbarcazione, molto curata all’interno. Mi trattengo anche a guardare alcuni video girati ad una coppia di squali tigre, avvistati qualche giorno fà e poi inizio il rientro alla mia barca. Mentre salgo sul barchino, già sono presenti alcuni squali nutrice … la serata promette bene. 

Sulla Ocean Sapphire le lampade sono già accese a poppa, il plancton inizia ad accumularsi al di sotto della potente luce, speriamo che arrivino anche qui i nutrice ma soprattutto le mante, che tramite messaggino,  mi riferiscono essere arrivate sotto la Haleema. Arrivano alcuni nutrice poi una manta che va via, decidiamo quindi di far maturare la serata e di andare a cena alle 19. Al termine ritorniamo a poppa e mi metto steso sulla pensilina con fotocamera in acqua, legata con una corda. Aspettiamo ancora, arrivano dei voraci pesci, poi due seppie, un pesce ago, un’aguglia e finalmente 4 nutrice e due mante. Mi tuffo in acqua per fotografarle e resto a mollo un’altra ora, alla fine sono esausto e risalgo, intanto scende in acqua Marco Lausdei e ne arriva anche una terza dalla livrea bianca. Restiamo fino a mezzanotte io però vado a fare doccia e a smontare fotocamera per mettere tutto sotto carica per domani.

Andremo ad un reef bellissimo con soft corals, ma intanto vado a dormire soddisfatto.

 

 

Bettolina di Lazzaro con Domy e Umberto

Solita sveglia alle 7, appuntamento con Domy e Giuditta alle 7:30 per la prima colazione al bar, immancabile l’assaggio della “canna alla crema” e del caffè, poi ci fermiamo  ad un successivo bar per prendere la colazione anche a Lidia e alle ragazze.
Alle 8:30 siamo tutti al diving ed alle 9, dopo un breve trasferimento in auto, siamo già in acqua. Un colpo di fortuna ci ha fatto trovare subito il parcheggio in una zona molto frequentata da bagnanti, proprio nei pressi della scaletta di pietra che ci porta al mare.

Domy è “folgorato” dalla bellezza della mia fotocamera Nauticam NA-D850 e non resiste dal baciare l’enorme Superdome, invidioso delle dimensioni rispetto al suo 😂🤣… Scendiamo in un’acqua cristallina fino a 45 metri dove si vede la sagoma del relitto parzialmente insabbiato nella parte che guarda la costa. Raggiungiamo prima la poppa poi passiamo lungo la murata osservando all’interno delle lamiere dove si nascondono alcune musdee avvolte da nuvole di castagnole rosa.
La permanenza sul relitto, una bettolina tedesca lunga 80 metri, è breve, risaliamo infatti dopo aver raggiunto la prua con 12 minuti di decompressine da effettuare. In risalita incontriamo molti pesci pappagallo, anche in fase giovanile, alcune piccole cernie dorate e gli immancabili  latterini predati dalle ricciole. Alle 1030 siamo già fuori dell’acqua e alle 11 siamo di nuovo al diving per ricaricare le bombole per la serata.

 

Tonino ci porta una scatola di gelati Liuk per farci ingannare l’attesa e mi tocca mangiarne due per evitare che si sciolgano invano!
Appena terminato me ne torno in hotel da Lidia che nel frattempo è andata al mare con Rebecca e Gaia, proseguo così la mia mattinata con lei prima di andare a pranzo. Stasera comunque si torna in acqua per l’ultimo tuffo prima di partire.

 

 

 

 

 

 

 

Peschereccio con Domy e Umberto

Mi sveglio a fatica, vado a fare colazione e dopo inizio a preparare fotocamera nuovamente con il superdome. Saluto Lidia e raggiungo il diving con Domy alle 830. Prepariamo tutto ed andiamo alla spiaggia di Pellaro dove iniziamo la vestizione tra i bagnanti. 

Anche oggi l’acque è cristallina, immediatamente iniziamo a vedere lo scafo adagiato sul fondo.  Il peschereccio giace infatti a circa 26 metri e si vede benissimo anche da lontano. In questo periodo però il relitto è privo dei bellissimi spirografi che lo abbellivano questa primavera, sofferenti per l’elevata temperatura dell’acqua di questo periodo estivo. Raggiungiamo il relitto e Domy mi mostra una bella cernia nascosta sotto la prua. A poca distanza ce n’è anche un’altra, più grande che il mio amico fotografa con l’obiettivo macro. Approfitto della inconsapevole presenza del titolare del Ficarella Diving Center per scattare foto al relitto usandolo come modello, faticando non poco per renderlo presentabile negli scatti effettuati. Provo a fargli segno di posizionarsi per uno scatto ma è troppo intento a fotografare il pesce che “gira” attorno al barcone, non riesco proprio a farlo collaborare a dovere! Fortunatamente “recupera” mostrandomi una coppia di cavallucci marini che vive tra i raggi di una ruota di bicicletta.

L’aria delle bombole è quasi finita, bisogna risalire, si vede qualche piccola cernia dorata e alcune ricciole che inseguono le alici, mentre i bagnanti si immergono davanti alle nostre fotocamere per farsi immortalare. 

Spettacolare è il relitto, spettacolare è la visibilità odierna, ma spettacolare è anche la possibilità di fare la doccia in spiaggia  e poter lavare tutte le attrezzature sul posto. Possiamo così tornare a casa per il pranzo senza dover provvedere a null’altro una volta arrivati al diving center. 

Mangiamo ancora a casa di Giuditta e Domy; dopo pranzo, in attesa del caffè, consegno in anticipo rispetto alle previsioni iniziali, il libro “i Colori delle Sirene” con annessa dedica. Kyrah assiste allo “spettacolo” sorvegliando le mie azioni nei confronti del suo padrone. Lascio anche una seconda copia del volume per dei vecchi amici che arriveranno qui quando io sarò già andato via. Nel pomeriggio  con Lidia vado in piscina ed al mare per scattare qualche foto ricordo, prima di andare a mare di nuovo stasera.

Aereo Junker 88 con Mimmo

La giornata inizia con la sveglia alle 8 ed un bel sole che ci godiamo mentre siamo sul terrazzino del B&B per la prima colazione.  

L’attrezzatura è già pronta da ieri, non ho toccato nulla lasciando lo scafandro chiuso ed ancora “sottovuoto”, non ho nemmeno ricaricato le batterie dei flash che sono sufficientemente cariche. L’appuntamento al diving Costa del Sud è alle 9:30 ma nel frattempo il meteo è repentinamente cambiato, con vento forte e grandi nuvoloni che hanno oscurato il cielo. 

Partiamo con la barca ed arriviamo sul punto dopo una navigazione di circa trenta minuti. Il segnale sullo scandaglio ci dice che siamo sul punto esatto, viene calato un piccolo ancorotto a cui è assicurata una boa bianca per evitare di calare l’ancora sull’aereo e danneggiarlo. L’ancora infatti viene assicurata al fondo decine di metri sopra vento, in modo da consentirci di saltare in acqua quasi nel punto preciso dove si trova l’aereo.

Alex ci guida lungo la cima, la visibilità non è ottimale, un pò buio a causa delle nuvole. Man mano che scendiamo si inizia a vedere la sagoma del relitto adagiato sul fondo in assetto di volo. Solo la coda è spezzata, tutto il resto è al suo posto, con anche l’antenna sul cupolino. E’ uno spettacolo davvero emozionante, un’immersione che lo scorso anno non mi è stato possibile effettuare ed alla quale non avrei rinunciato per nessun motivo. Restiamo sul fondo a 35 metri di profondità per i venti minuti programmati, avevamo portato in barca anche due bombolini da 7 litri caricati ad EAN 50% ma abbiamo deciso di non utilizzarli date le ridotte dimensioni del relitto, privo di passaggi interni come a volte avviene per le navi. Alzo gli iso della fotocamera per recuperare luce e lascio spenti i flash, solo quando mi avvicino li accendo per tirare fuori i colori delle spugne che incrostano la fusoliera ed i motori del velivolo. I minuti trascorrono veloci ed il computer Shaerwater Perdix che ho prontamente ricomprato, mi indica 10 minuti di decompressione da effettuare. Questi minuti invece sono interminabili, come lo sono sempre i giri dell’orologio quando bisogna attendere per desaturarsi,  finalmente risaliamo a bordo tra le onde e con il cielo ancora più coperto. 

Una volta rientrati a terra e posate le attrezzature, raggiungiamo Andrea e Rosa Giulianini che sono a pranzo nei pressi del diving. Incredibilmente il meteo migliora ed il cielo si pulisce dalle nuvole. 

Dopo aver mangiato un boccone, andiamo a fare la doccia e riposare, nel pomeriggio alle 17 ho un impegno importante … ci sarà una mia presentazione con tema “Fotografia Notturna”, organizzato presso un’antica masseria di Santa Caterina di Nardò, per i concorrenti della gara fotosub.  A seguire la cena per assaggiare alcune specialità della cucina salentina!

Pellaro Peschereccio con Domy, David e Cristina

Il ritmo delle giornate comincia ad essere scandito regolarmente, prima colazione in terrazza poi a sistemare la fotocamera … ho intenzione di cambiare configurazione, montare il superdome al posto del minidome Zen sul Sigma 15 mm. Apro la valvola del vacuum system ed inizia a lampeggiare di rosso, sostituisco l’oblò ma non spengo e riaccendo il sistema, la luce resta lampeggante rossa … sto ancora dormendo ovviamente e dopo un paio di tentativi di estrazione dell’aria dallo scafandro con la luce lampeggiante rossa, mi rendo conto dell’errore … spengo e riaccendo l’inderruttore e la spia diventa azzurra. Inizio a pompare e passa dal giallo al verde come ovviamente doveva avvenire. Tutto ok, posso scendere in auto ed andare al diving. Carichiamo le bombole e le attrezzature in auto e ci muoviamo verso Pellaro, questa volta andremo a visitare un piccolo relitto di un peschereccio affondato. Oggi siamo di nuovo in tanti, ci sono anche Filippo Mallamaci e Giovanni Pitone.

Ci prepariamo sulla spiaggia di ciottoli e scendiamo in acqua. Arriviamo subito su un primo relitto, una piccola barca coperta completamente  da spirografi, inizio a scattare, dopo poco però Domy mi porta al peschereccio, che è qualche decina di metri più in là. Ovviamente quando arrivo sono già tutti sul posto, con David e Cristina intenti a scattare una voto con una “cornice” di spirografi bellissima. L’acqua non è limpida mentre il posto è magnifico. In risalita troviamo delle uova di calamaro ed una bella bavosa ocellata che ha la sua dimora in un mattone forato. Si lascia avvicinare ma con il superdome montato sulla Nauticam NA-D850 diventa complicato avvicinarsi tanto come accade con il minidome. 

Rientriamo al diving per il pranzo, consumiamo un  bel panino con la mortadella e l’immancabile birra. Più tardi ci spostiamo al bar per prendere il caffè ed il gelato, qui Domy intraprende un mitico ed interminabile “teatrino” con il barista, siamo costretti a rimettere i gelati nel freezer per evitare di farli sciogliere. Il divertimento continua al diving dove salutiamo David e Cristina che rientrano a casa, noi ce ne torniamo in hotel ma prima di riposare un poco, scendiamo di nuovo in piscina a fare qualche foto a Lidia. Tra poco si torna in acqua …

 

Relitto Doris

Sono tanti gli appuntamenti saltati con l’amico Ciro, finalmente oggi è la giornata giusta per un tuffo diverso dai soliti. Sveglia ore 6:30 anche oggi che è domenica, colazione e appena pronto prendo l’auto con direzione Torre del Greco. Arrivo in leggero anticipo sul programma ma sbaglio strada, sono costretto a chiedere l’aiuto “telefonico” come nei quiz in TV. Ciro Dell’Anno mi passa a prendere con il suo furgone, indicandomi la via corretta per raggiungere la banchina da cui partiremo. Parcheggiamo proprio vicino al gommone, una gran comodità potersi vestire direttamente sul posto.  Qui saluto anche l’amico Paolo Primiani e Marco Pasquini, un videoperatore subacqueo romano venuto per girare qualche immagine sul relitto, ed il barcaiolo odierno Eduardo detto Antony, per la somiglianza con l’attore Optkins.

Il meteo è bellissimo, il mare piatto, la visibilità nel Golfo di Napoli è quasi ottimale con tutte le isole visibili. Navighiamo velocemente verso Napoli e raggiungiamo il porto dove si possono ammirare il Castel dell’Ovo, Il Maschio Angioino ed il Castel Sant’Elmo. Ormeggiamo nei pressi della scogliera del Molo San Vincenzo che delimita il porto di Napoli dove nel 1964 è affondato il cargo DORIS, a seguito di una mareggiata. La nave giace su un fondale di circa -20 metri adagiata su di un fianco.

Mi tuffo per primo nell’acqua torbida a causa delle mareggiate dei giorni scorsi, mi seguono tutti gli altri. Ciro mi guida lungo la poppa della nave mostrandomi i vari punti interessanti, mentre gira alcune scene con la sua videocamera 4K. Scatto a ripetizione con i nuovi flash Ikelite DS161, conscio di disturbare le riprese di Ciro con i miei potenti lampeggiatori elettronici. Trascorre oltre un’ora in un attimo, il computer infatti segnala decompressione da effettuare ….  risaliamo a bordo dove la temperatura è estiva. Eduardo ci serve del thè caldo allo zenzero, mentre Paolo prende i cornetti dalla borsa per un ottimale spuntino post-immersione. Rientriamo al porto dove c’è gran confusione, la banchina è piena di persone che affollano il bar che si trova proprio vicino al mare. Sono le 12 è sono in perfetto orario per tornare a casa per il pranzo, vi arrivo con leggero ritardo a causa dell’intenso traffico che incontro per tornare a Sorrento, tanti turisti hanno approfittato della bella giornata per fare un giro in penisola sorrentina. A casa mi attende la mia famiglia e alle 15, l’amata Juventus in televisione.

 

Torre Vado Relitto con Lorenza, Antonio e Gianmarco

Stamattina la sveglia non suona presto e possiamo scendere tutti insieme a fare colazione in hotel. Dopo il giorno di stop di ieri per il meteo avverso, dedicato ad una visita a Otranto, oggi si torna in acqua nel pomeriggio con i miei amici del Poseidon Team A.S.D., Antonio Mario e Gianmarco Giordano.

Mi raggiungono con le famiglie per le 14:00 in spiaggia e dopo pranzo ci spostiamo al diving per prendere le attrezzature e raggiungere la barca in banchina.

Alle 16:00 ci muoviamo per andare al relitto Tefvik Kaplan I che si trova a poca distanza dal porto di Torre Vado. Il vento è ancora sostenuto e c’è ancora onda, ma si può andare in acqua in sicurezza. Marcello Ferrari mi fa sentire a casa mia e mi concede di entrare per primo in acqua con i miei amici lasciando guidare me il gruppo, lui invece scenderà dopo qualche minuto con oltre quindici subacquei, evitandomi il “traffico” che di li a poco ci sarebbe stato lungo lo scafo. La visibilità è buona, ma la luce bassa del pomeriggio non aiuta. Ci godiamo un bel giro tranquillo con Lorenza, Antonio e Gianmarco che mi seguono, fermandosi ogni tanto a scattare le foto. Visitiamo il relitto in ogni angolo, fino a trovare sulla zona della coperta una bella cernia dorata che si è nascosta tra le lamiere. Qui nasce una inevitabile disputa per accaparrarsi la posizione migliore …. Lorenza ha sangue blu e non si smentisce …. conquista la posizione e non la molla ad Antonio che in ogni caso riesce a scattare qualche buona foto. Risaliamo a bordo molto soddisfatti. Non posso che ringraziare calorosamente il boss per la fiducia accordatami. Well done Marcello! 

I miei amici purtroppo devono andare via, ci salutiamo dandoci appuntamento alle prossime immersioni di casa nostra. La mia serata prosegue con la famiglia con una bella passeggiata a Leuca con cena sul mare.

 

 

Torre Vado con Lorenza, Salvatore e Virginia – Ancore e Tevfik Kaptan I

Inizia oggi una settimana di vacanza subacquea in Salento a Torre Vado. Dopo il lungo viaggio di ieri, finalmente vado in acqua con mia figlia Lorenza e alcuni amici, il socio del Poseidon Team A.S.D. Salvatore Carbone e la bravissima fotografa Virginia Salzedo, intenti ad allenarsi in previsione del prossimo campionato italiano di fotosub.

Salvatore passa a prenderci con l’auto all’albergo e ci porta al Diving Service di Marcello Ferrari. Le attrezzature sono già nelle ceste e dobbiamo quindi solo montarle e caricarle nel minivan. Ci spostiamo a piedi verso il porto semi vestiti, dove troviamo tutte le attrezzature già a bordo.

Marcello Ferrari è già uscito con la barca e lo ritroveremo sul punto d’immersione nei pressi di Leuca. Siamo proprio al confine tra i due mari, lo Ionio e l’Adriatico, durante l’immersione saremo nel punto d’unione. Viaggiamo veloci in gommone dopo aver fatto una  doverosa foto ricordo, con Andrea e “Bambu” che ci spiegano l’immersione che effettueremo, scendendo nel blu, lungo la catena dell’ancora che ci porta su una “collinetta” coperta da gorgonie rosse e briozoi. Subito raggiungo il fondo e adocchio l’unica gorgonia bicolore, faccio segno a Lorenza che subito si mette in posa. L’acqua è abbastanza limpida e calda fino a 40 metri, il termoclino non si avverte, non ci si rende conto di essere in profondità. Lasciamo le gorgonie e ci spostiamo qualche metro più in su, dove è presente una enorme ancora, la più grande che abbia mai visto. I minuti passano veloci e vedo la delusione di Lorenza nel vedere che dopo poco dobbiamo già iniziare la risalita! L’organizzazione è ottimale perché sotto bordo sono anche presenti alcune cime piombate per facilitare la decompressione senza essere tutti “appesi” alla catena di ormeggio.