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2013-03-29 Vervece

Il richiamo del Vervece è sempre fortissimo, nonostante il cattivo tempo che questa mattina è arrivato dopo la splendida giornata di ieri. Il cielo nuvoloso promette pioggia, lo scirocco intenso spiana il mare sotto costa ma genera molta onda poco più al largo. Ci muoviamo dal porto di Sorrento con la Ligeia, dopo aver lasciato Mariangela presso la nuova location del Diving FUTURO MARE, sito all’interno di un “Monazero” antistante la spiaggia di alaggio.

A bordo con me i fedellissimi Nunzia e Nunzio; gustiamo il caffè mentre ci vestiamo per raggiungere lo scoglio del Vervece. Il mare è ormai agitato e bisogna essere svelti nella vestizione. L’acqua ahimè è terrificante, di un verde bottiglia misto latte! Forse non era proprio il caso di montare il grandangolo …. Mentre Angelo sistema la Ligeia in modo da falci saltare in acqua il più vicino possibile allo scoglio per evitare la corrente, Antonio mi passa la fotocamera. Sono il primo a tuffarmi per evitare il mal di mare che mi affligge da una vita … L’acqua nei primi metri è ancora peggiore di quanto immaginassi! Fortunatamente più in basso migliora leggermente. Raggiungo le gorgonie rosse a fatica, a causa della visibilità e della corrente che mi sposta dalla direzione stabilita. Posiziono il flash remoto dietro una gorgonia ed inizio a scattare. Uno sguardo al mio Mares Icon HD e decido di risalire perchè ho già accumulato alcuni minuti di deco. Nella spaccatura che si apre sui 30 mt, un grosso sarago fa compagnia ad una musdea; mi avvicino e mi accorgo che sul suo corpo si è posato un succiascoglio. Bellissima situazione, peccato aver montato il 16 mm! Risalgo a quote più ragionevoli dove incontro un polpo che infastidito fugge via dalla sua tana. Dovrà stare attento perché in agguato ci sono svariate murene in caccia. L’immersione finisce tra le meduse, trasportate qui in grande quantità dalla corrente. A bordo la pastiera preparata da Mariangela finisce in un baleno, un ideale antipasto prima del pranzo con la famiglia. Tutto sommato una giornata non esaltante, in questo periodo l’acqua è veramente terribile, la prossima volta dovrò ricordare di montare la macro in primavera.

2013-01-05 Punta Lauro

“Wideangle or Macro Lens” … questo il dilemma … la settimana è stata splendida ed il mare calmo e limpido, immersione programmata al Vervece con Futuro Mare e la Ligeia al suo ultimo imbarco prima del riposo invernale … Monto il 16 mm, l’occasione giusta per andare a fotografare l’Axinella cannabina che si trova a -54 mt sul versante Nord dello scoglio.

Il cielo è coperto data la grande umidità, il mare calmo fin dal sorgere del sole, alla nostra partenza dal porto di Sorrento, si è agitato inspiegabilmente, anticipando un peggioramento previsto nel pomeriggio. Iniziamo l’avvicinamento allo scoglio, ma quando siamo ormai prossimi all’arrivo, decidiamo di soprassedere, a causa dell’onda che frange sulle rocce e della risacca che comprometterebbero una sicira decompressione.

Voltiamo la prua della Ligeia e ci dirigiamo verso Punta Lauro, ridossata dal mare dove, in compagnia dei miei fidati compagni d’immersione Nunzio e Nunzia, Fabio, Gigi e la nostra guida Antonio, ci tuffiamo provando ad uscire verso la punta mantenendoci con la parete alla nostra sinistra, per poi ritornare all’interno della baia. Indeciso se “bagnare” la custodia o meno, alla fine per “sicurezza” me la porto, … non si sa mai cosa ci può riservare il nostro mare! L’acqua non è particolarmente limpida, si avverte anche una leggera risacca nei primi metri. Anticipo tutti e mi dirigo sulla punta, mi infilo in alcune piccole grotte che si aprono sulla parete, ma le condizioni di luce e la mancanza di un modello non rendono la situazione particolarmente appetibile. Vado avanti e dopo un giro sul pianoro, ritorno verso terra dove incontro una piccola aragosta, un branco di salpe e … alcuni rifiuti metallici in prossimità dello stabilimento balneare soprastante. Materiale da recuperare alla prossima edizione di “Curiamo i Giardini di Poseidone”. Riassumendo … una giornata NO, a causa del cambio di programma … il 16 mm non era proprio l’obiettivo adatto a questa immersione, peccato per l’occasione mancata, sarà per la prossima volta.

Solo il tempo di rientrare a casa e subito a Vico Equense dove mi aspetta la mia famiglia per festeggiare il compleanno dei miei nipoti.

2012-12-30 Vervece

Dopo la serata trascorsa fino a tarda notte a giocare alla playstation con mio nipote Adriano, la sveglia suona presto per richiamarmi … al “dovere”! Bisogna chiudere l’anno 2012 bagnandolo con l’acqua salata … quale migliore occasione se non quella di andare allo scoglio del Vervece. Appuntamento solito al porto, dove trovo Angelo ed Antonio in banchina con la Ligeia. L’assenza di Mariangela è alquanto “sospetta”, mentre mi vesto scopro l’arcano … è in dolce attesa! Benissimo, partiamo alla volta dell’isolotto con a bordo un bel gruppo di fedelissimi, capitanato dal più anziano, l’ingegnere Gigi, poi Fabio, Nunzio e Nunzia per chiudere in bellezza l’anno con un brindisi finale. Mi tuffo e mi dirigo verso Napoli, in cerca della grossa spugna Axinella sui -50 m, anche se l’obiettivo nikon 18-55 montato, non è adatto ad una foto grandangolare. L’acqua è abbastanza limpida, spero di riuscire ad individuarla. Nel tragitto vedo dall’alto il giallo ramo di Gerardia savaglia stagliarsi nel blu. Decido allora di desistere nella ricerca per dedicarmi al corallo nero. Poco più in là un grosso scorfano è adagiato sul fondo e sembra osservarmi. Lo fotografo poi proseguo verso le gorgonie rosse dove incontro il gruppo di sub. La corrente è forte per cui evitiamo di effettuare il periplo dello scoglio, ritorniamo allora verso il pianoro. Qui mi dedico ad alcuni scatti di prova ad alcune perchie e donzelle. Al termine dell’immersione infine, un incontro insolito ma possibile data l’intensa corrente marina …. un trasparente cinto di Venere Cistus veneris ondeggia dinanzi alla fotocamera, insieme alle meduse ed alcuni altri iridescenti ctenofori, peccato non potersi dedicare a qualche scatto in più, essendo ormai l’ultimo a salire a bordo. Il rientro in porto viene “condito” dal panettone al cioccolato e dalle ultime bollicine di alcool e d’azoto del 2012.

2012-06-24 Vervece

Il risveglio stamattina è faticoso, dopo il sabato trascorso tra preparativi e saggio di danza di Lorenza, terminato a tarda sera, ma sempre piacevolissimo. Meta odierna è il Vervece, in compagnia di Mariangela e della sua Ligeia. Il mare è calmo ed il sole caldissimo, Scipione l’africano non ha ancora allentato la sua morsa bollente. Ho montato l’obiettivo grandangolo per immortalare il danno perpetuato allo scoglio all’interno dell’AMP Punta Campanella, anche se i miei prossimi impegni agonistici FIPSAS mi imporrebbero un allenamento specifico per il Safari Fotografico Subacqueo. Arriviamo sul posto dove l’acqua è limpida, grazie ad una forte corrente superficiale. Tuffatomi all’altezza della scaletta di pietra situata sullo scoglio, vengo subito proiettato verso l’estremità “terrestre” dello scoglio. Avviso i miei compagni che effettuerò il giro in senso orario, passando prima per la parte posteriore meno esposta alla corrente. Subito mi accorgo che la situazione è peggiore di quanto descritto ad inizio maggio, quando segnalai la presenza di ingenti danni alle pareti rocciose ricoperte dalle margherite di mare. La roccia appare totalmente perforata dai buchi dei datteri lasciati vuoti dopo la loro “forzata” estrazione, lungo tutto il perimetro dello scoglio, fino ad una profondità di 15 mt. Solo alcuni piccoli tratti, nelle insenature della roccia più difficilmente “picconabili”, restano integri. Decido allora di filmare anche tali scene in modo da “rendere” al meglio la devastazione. In alcune zone, sicuramente le prime ad esser state danneggiate, è cominciata la ricolonizzazione algale, sebbene ci vorranno anni interi prima che possa ritornare, si spera, all’antico splendore.

L’immersione in ogni caso lascia stupefatti per la grande quantità di pesce presente, con tre cernie che si lasciano avvicinare tranquillamente prima di sparire nelle sicure tane, con il branco di barracuda e qualche grosso dentice perennemente in caccia. Raggiungo la foresta di gorgonie rosse e poi mi faccio riportare dalla corrente verso il pianoro dove risiede la Madonnina del Vervece. Sul pianoro incontro anche un grosso scorfano, ma la sua superficie è ricoperta di migliaia di frammenti rocciosi ormai in avanzato stato di decomposizione.

L’immersione è terminata, rientriamo presto a casa dove ci aspetta un lungo w.e. in tv ….. Gran Prix di F1 a Valencia e in serata il quarto di finale di EURO 2012, Inghilterra-Italia.

2012-05-01 Vervece

“VERGOGNA VERGOGNA” solo questo si può urlare quando si assiste ad uno scempio in uno dei siti più belli d’immersione del Mar Mediterraneo!

Sono uscito stamane con l’allegra brigata degli amici sorrentini, per un tuffo al Vervece. Oggi pur arrivando in anticipo di 10 minuti, sono l’ultimo … la Ligeia è già colma di subacquei, subito salpiamo verso lo scoglio. Il tempo è incerto, con un cielo velato ma con mare calmissimo. L’acqua è verde, come atteso in questo periodo primaverile. Raggiungiamo l’area delimitata dalle boe gialle e ci tuffiamo in mare.

Sotto le mie pinne, si intravede un branco di enormi barracuda; scendo sopra di loro, ahimè, facendoli allontanare prontamente. Proseguo verso il largo e raggiungo una nota spaccatura sui -25 mt., dove riposa un grosso scorfano. Poco sopra una bella murena. Di cernie oggi neanche l’ombra, pochi anche i saraghi maggiori, più numerosi invece i saraghi fasciati e le donzelle. Proseguo il giro fin quando incontro una coppia di peperoncini gialli intenta all’accoppiamento. La posizione della roccia su cui si sono sistemati è molto disagevole, l’obiettivo usato poi, il 105 micro, non è adatto a ritrarre in modo ottimale la situazione … il maschio si muove continuamente, saltellando intorno alla femmina che lo attende ferma immobile. Ardua l’impresa di ritrarli contemporaneamente nel fotogramma, ma eccitante l’assistere a tale miracolo della natura.

Proseguo con qualche scatto qua e là fin quando risalgo sul pianoro dove risiede la Madonnina sommersa. E’ qui che scopro lo scempio …. la parete di margherite di mare è stata completamente spazzata via dai martelli dei pescatori di datteri che hanno distrutto una parete di 50 metri di lunghezza, dai -3 mt. di profondità fino a -15 mt. Incredibile constatare che all’interno della zona A dell’AMP Punta Campanella, nel sito più facilmente monitorabile dell’AMP, non ci siano controlli sufficienti a sventare un simile delitto! Disperato provo a rimuovere parte del detrito che ha ostruito la tana di una murena che abitualmente vado a visitare durante la decompressione, è la stessa spacca in cui a volte sono stati fotografati insieme, gronco e murena …. non ho parole e non riesco più a fare uno scatto. Risalito a bordo, poso la fotocamera e torno subito in acqua, per recuperare qualche frammento di roccia con l’intento di farlo sopravvivere nel mio acquario mediterraneo refrigerato. Una bella giornata rovinata da una banda di criminali …… pescatori, ristoratori & avventori!

2012-04-06 Banco di Santa Croce

Quando “non è giornata” lo si capisce subito …..
Una settimana di sole magnifico e di mare calmo, come solo in questo periodo accade, l’ideale per il week-end di pasqua! In settimana avevo programmato un’uscita notturna ma un improvviso lutto in famiglia ha sconvolto i programmi. Ok mi organizzerò per venerdì e/o sabato … mando gli sms rituali ed attendo risposte. Mariangela è la prima confermare l’uscita per oggi al Banco di Santa Croce. Dopo la colazione scendo al garage a recuperare l’attrezzatura e con lo scooter vado all’appuntamento al porto dove mi attende la Ligeia. Il cielo è coperto ma almeno il mare è calmo. L’acqua nel porto è limpidissima … siamo in pochi e questo rende l’immersione ancora più allettante! Partiamo e cominciano le brutte sorprese … avvicinandoci alla meta il colore dell’acqua cambia dal turchese ad un verde bottiglia … “e no! Ho montato l’obiettivo grandangolare!” Quando sono quasi pronto per tuffarmi, squilla il telefono cellulare … sono tentato lasciarlo squillare, controllo l’utente e alla fine rispondo … Avrei fatto bene ad ignorarla, solo notizie negative … che compromettono mentalmente la mia immersione. Scendo infatti per ultimo come mai accade … l’acqua è torbida e non si vede la cima di ormeggio! Sul fondo non ritrovo i compagni, che si sono avviati. Entro nella grotta, ma gli scatti effettuati non sono all’altezza, la luce ambiente è scarsa, per cui decido di passare oltre. Esco ed inizio il giro in senso inverso rispetto al solito, alla ricerca di Mariangela e dei suoi clienti francesi, li incontro subito … hanno già effettuato il giro della secca. Proseguo ancora per un breve tratto ma è già tempo di riemergere. A bordo, mentre risciacquo l’attrezzatura, resto chiuso in un anomalo silenzio, notato dall’efficiente equipaggio della Ligeia, mi scuso ma oggi non è proprio andata come desiderato. Andrà meglio domani!

09 luglio 2011 Giardino Romantico

Finalmente in acqua con la figlia e … la “Rossa”!

Giornata caldissima, mare calmo e Ligeia in attesa al porto di Sorrento; ingredienti perfetti per una giornata magnifica … Si esce in mare per fare la prima immersione dell’anno con mia figlia Lorenza e per “battezzare” la nuova custodia ISOTTA per la NIKON D7000. Raggiungiamo il porto con lo scooter, districandoci sul molo tra le migliaia di crocieristi giapponesi che sbarcano a Sorrento per visitarla “al volo”. Alle 9:30 siamo già a bordo pronti a partire,  ai comandi c’è Giovanni, in acqua con noi ci saranno la padrona di … barca, Mariangela ed il suo fido Joaquim ma anche … 4 sub giapponesi!!! Navighiamo verso la Cala di Mitigliano, ma ci fermeremo sulla sua punta, nel luogo chiamato Giardino Romantico, per iniziare la nostra discesa. I preparativi dei sub asiatici sono lenti e meticolosi, noi italiani siamo pronti da un pezzo e ci tuffiamo per primi. Con me oggi in acqua anche il simpaticissimo architetto Christian, munito della sua casio exilim in custodia. Lorenza è tranquilla e si immerge appena viene dato il segnale, ci raduniamo sul fondo ed iniziamo la passeggiata sorvolando l’enorme condotta idrica che rifornisce di acqua potabile l’isola di Capri. La visibilità ottimale ne consente la visione fino in profondità, dove si iniziano a scorgere alcune gorgonie. Mi dedico a qualche scatto e video ricordo, poi subito a provare il mio nuovo obiettivo Nikon 10,5mm ed il suo oblò da 4,5″. Mi avvicino ai soggetti con grande faciltà, peccato abbia potuto montare solo un flash a causa delle slitte sulle maniglie della custodia diverse da quelle che avevo sulla mia Igloo D700. Lorenza mi mostra una grossa Pinna nobilis, su cui è adagiata una viola Flabellina, dopo poco un paguretto sui rami di una gorgonia ed un paguro bernardo dalle enormi attinie. I minuti trascorrono veloci, la sua autonomia d’aria è quasi al termine, per cui mi saluta e guadagna la superficie insieme a Mariangela. Joaquim ed i giapponesi sono davanti a me e nello stesso istante iniziano la risalita. Controllo il manometro:100 bar … decido di trattenermi ancora in acqua per prendere confidenza con la custodia Isotta. Mentre scatto le ultime foto alla parete di Astroides … un’ombra enorme si avvicina alle mie spalle … mi giro e  click! L’ho beccato! Evviva! Ecco a voi il “Lamantino”!