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Tunnel e Grotta dell’Isca con Lorenza e Mimmo

Oggi avevo un compito da svolgere, come quelli assegnati per le vacanze agli studenti …. e come da manuale, l’ultimo giorno utile ho provveduto per svolgerlo! Avevo promesso alla mia amica geologa, la Prof. Emma Ruggiero Taddei di effettuare un rilievo fotografico ad un transetto che era stato posizionato circa trent’anni fa e successivamente risegnalato, per controllare a distanza di anni la popolazione di brachiopodi all’interno delle grotte all’isolotto dell’Isca. Così, nell’ultimo giorno di ferie, ho approfittato dell’uscita del Punta Campanella Diving Center per andare a visitare il sito e scattare alcune immagini. Con me è venuta anche Lorenza che, reduce dal viaggio alle Maldive, aveva difficoltà ad indossare la muta umida da 5 mm con il cappuccio, necessario per le immersioni nel nostro mare.

Raggiungiamo con il gommone l’isolotto con a bordo tanti subacquei, compresi l’onnipresente Mimmo e il mio nonno acquisito Virgilio Liguori. L’acqua è bella e subito entriamo nel tunnel con le ampie “finestre” che fanno entrare la luce e ospitano tantissimi saraghi fasciati. Mentre il gruppo si trattiene qui, io e Lorenza ci avviamo nella grotta per fotografare il riquadro con i brachiopodi, per poi fare ritorno nel tunnel non appena il gruppo ci raggiunge nella grotta. Così infatti facciamo e terminiamo l’immersione provando a fotografare tutte le aperture della grotta in un solo scatto. Colgo poi l’occasione per fare esercitare Lorenza con la fotocamera reflex, mi trasformo da fotografo in modello e mi metto in posa per lei.

Tornati a terra rientriamo subito a casa. Lorenza, stanca per le continue evoluzioni a cui l’ho costretta per assecondare le mie esigenze compositore, resta a casa a riposare. Io me ne scendo in spiaggia a Sorrento per raggiungere moglie e figlia per un bel bagno nell’acqua finalmente pulita dopo lo shock del divieto di balneazione degli scorsi giorni.

Grotta dell’Isca con Arturo

Finalmente, dopo una serie innumerevole di tentativi abortiti, riusciamo ad organizzare una spedizione “biologica” all’interno della Grotta dell’Isca. Con me oggi, mio fratello Arturo e la Prof.ssa universitaria Emma Ruggiero Taddei, paleontologa e studiosa di brachiopodi, piccoli organismi sessili che vivono all’interno delle grotte oscure.

Appuntamento alle 8:30 alla stazione di Sorrento, prelevo con l’auto la mia amica e passiamo a casa di mio padre dove c’è Arturo con la sua attrezzatura. Raggiungiamo il Camping Nettuno a Marina del Cantone, dove Michele, il padrone, ci organizza l’uscita in solitaria con una lancia in vetroresina. Raggiungiamo l’isolotto e ci tuffiamo, in cerca di un punto preciso della grotta dove era stato posizionato un riquadro che era stato posizionato venti anni fa. Al suo interno erano presenti alcuni esemplari di Neocrania anomala, che sono stati seguiti dagli studiosi per dieci anni, ma ormai ne sono trascorsi altrettanti dall’ultima spedizione.

Entriamo nella grotta ed esploriamo tutta la parete a 5 metri di profondità, dove era posizionato il reticolo, ma dopo oltre 60′ di ricerca, nessun risultato. Sulle pareti sono presenti tanti esemplari ormai morti di questi piccoli lofoforati, probabilmente a causa di variazioni della salinità dell’acqua. Desistiamo anche nel posizionare un nuovo riquadro, non riuscendo ad individuare individui viventi da monitorare nel tempo. Usciamo delusi dopo aver scattato qualche foto alla grotta, sempre bellissima da visitare.

Non resta che salutare la Prof.ssa ed accompagnarla alla circumvesuviana, per fare rientro a Napoli. Peccato, sarebbe stato bello riuscire a ritrovare il punto preciso.

Solo a casa, riguardando le foto, sulla stalattite con i “pomodori di mare” che scende in acqua, mi sembra di vedere qualche brachiopode ancora vivo … torneremo a fotografarli!