08 Novembre 2007 Marina Grande

E’ una splendida giornata, tira un leggero scirocco e … stasera sono libero da impegni. Provo a telefonare al mio amico Roberto per invitarlo a fare immersione ma mi accorgo di non avere con me sul telefonino aziendale il suo nuovo numero!
Passo per casa verso le 1600, recupero il numero telefonico e riscendo a lavoro. Roberto mi chiede un pò di tempo per confermarmi la sua presenza in mare ma sfortunatamente non riesce a liberarsi.
Ore 18: La rassegnazione si fa largo nel mio animo ma non mi lascio sopraffare dalla delusione e riprendo il telefonino: “papà, cosa hai da fare più tardi? Mi accompagneresti a mare?”
La risposta affermativa mi rianima immediatamente, tempo una mezz’ora sono sotto casa sua con la muta, le bombole e la macchina fotografica pronte nel bagagliaio.
Alle 1930 sono pronto a scendere nella cristallina acqua della Marina Grande di Sorrento. E’ davvero una rarità, complice alcuni giorni di grecale che ha ripulito l’acqua in tutto il Golfo. Qui giù la montagna ci ripara dallo scirocco, la serata è dolce ed invitante, senza un filo di vento. Il rumore di una lampara in pesca rompe il silenzio che regna nel borgo in questo periodo dell’anno.
L’acqua è davvero splendida, come solo poche volte mi è capitato in oltre 30 anni di immersioni, la via Vega2 fende l’oscurità fino a 15-20 metri di distanza. Riesco infatti a vedere fin lontano le sagome delle rocce e dei pesci che si stagliano dal fondale. L’esplorazione è facilitata e riesco subito a scovare una murena nascosta tra i sassi. Più avanti uno scorfano che spaventato scappa ad alcuni metri di distanza e si va ad adagiare al riparo di … una scatola di latta tutta incrostata. Al suo interno una Perchia riposa tranquilla. Dopo qualche scatto mi accorgo che c’è anche uno Stenopus che si allontana dal luogo in cerca di un posto più tranquillo. Anche una Castagnola hato un grosso bivalve morto come dimora per la notte.
La rossa immagine di una Polpessa, Octopus macropus, si materializza sotto il fascio della torcia e il mollusco si comincia a muovere allontanandosi prima lentamente poi a reazione spingendo l’acqua nel suo sifone.
Immancabili nel paesaggio le Menole e le Triglie, così come i Sacchetti adagiati sul fondo. Sono ormai prossimo ad invertire la rotta e iniziare il rientro quando dalla sabbia intravedo la silouette del Pesce Lucertola, mi avvicino senza spaventarlo e riesco a fotografarlo anche in macro. poi lo stuzzico un pochino e il pesce schizza via per infossarsi di nuovo a metri di distanza. Inizio il rientro e incontro ancora altre due Polpesse e tre Lucertole, qualche bel Paguro bernardo con le attinie oltre a numerose Triglie. Infine uno Stenopus in caccia pronto a catturare qualche preda.
Il rientro a terra è accompagnato dalle voci dei pescatori del borgo che mi chiedono cosa ho pescato ed io rispondo che ho tutto …. nella mia fotocamera!!!

3 novembre 2007 Punta Campanella

Giornata soleggiata, ancora residui del vento di grecale dei giorni scorsi … si può uscire in mare!
Solito appuntamento al porto, sorpresa non c’è Giovanni (reduce da una lunga serata) ma c’è dopo tanto tempo Roberto! A bordo consumiamo un ottimo caffè e ci incamminiamo verso lo Scoglio Penna. Appena doppiata la Punta Campanella il mare ci suggerisce di cambiare itinerario, anche le altre barche dei diving sono a ridosso della punta. Iniziamo l’immersione proprio sotto il faro e ci lasciamo cullare dalla corrente medio forte che spinge verso Massalubrense. L’acqua è limpida e neanche fredda, circa 18°C, con la muta umida si sopporta tranquillamente.
Scendiamo subito a – 35 m lungo la parete verticale tappezzata dalle gorgonie Eunicella, Roberto mi scatta qualche foto mentre sono in azione!
Ecco una Pinna nobilis con dentro il gamberetto Pontonia custos, poi delle pareti di Parazoanthu axinellae tra cui sbuca una Murena.
Proseguiamo in corrente seguendo le rientranze della costa fino a quando Gigi mi mostra un polpo nella sua tana. Mi avvicino e dopo uno scatto il polpo spaventato esce dalla sua tana. Ne approfitto per fotografarlo sul fondo in mezzo alla Caulerpa racemosa che ormai ricopre tutto. Gigi raccoglie il mollusco che si lascia accarezzare per un pò, fin quando ormai soddisfatto ci manifesta il suo desiderio di andar via e ci saluta con uno sbuffo d’inchiostro nero.
Sulla parete troviamo una Peltodoris atromaculata con il suo inconfondibile mantello bianco e marrone e poi una bella perchia in agguato per il pasto.
L’immersione è quasi terminata, risaliamo per la deco e facciamo la sgradita scoperta che la pesca dei datteri di mare, Litophaga litophaga, da queste parti è ancora una piaga lontana dall’essere sconfitta!! Così anche la pesca illegale, infatti Mariangela recupera alcuni metri di lenza impigliata sul fondo.
Fortuna che ad attenderci c’è la Ligeia con la sua comoda scaletta e con il suo thè caldo!!

03 novembre 2007 Punta Campanella

Giornata soleggiata, ancora residui del vento di grecale dei giorni scorsi … si può uscire in mare!
Solito appuntamento al porto, sorpresa non c’è Giovanni (reduce da una lunga serata) ma c’è dopo tanto tempo Roberto! A bordo consumiamo un ottimo caffè e ci incamminiamo verso lo Scoglio Penna. Appena doppiata la Punta Campanella il mare ci suggerisce di cambiare itinerario, anche le altre barche dei diving sono a ridosso della punta. Iniziamo l’immersione proprio sotto il faro e ci lasciamo cullare dalla corrente medio forte che spinge verso Massalubrense. L’acqua è limpida e neanche fredda, circa 18°C, con la muta umida si sopporta tranquillamente. Scendiamo subito a – 35 m lungo la parete verticale tappezzata dalle gorgonie Eunicella, Roberto mi scatta qualche foto mentre sono in azione!
Ecco una Pinna nobilis con dentro il gamberetto Pontonia custos, poi delle pareti di Parazoanthu axinellae tra cui sbuca una Murena. Proseguiamo in corrente seguendo le rientranze della costa fino a quando Gigi mi mostra un polpo nella sua tana. Mi avvicino e dopo uno scatto il polpo spaventato esce dalla sua tana. Ne approfitto per fotografarlo sul fondo in mezzo alla Caulerpa racemosa che ormai ricopre tutto. Gigi raccoglie il mollusco che si lascia accarezzare per un pò, fin quando ormai soddisfatto ci manifesta il suo desiderio di andar via e ci saluta con uno sbuffo d’inchiostro nero. Sulla parete troviamo una Peltodoris atromaculata con il suo inconfondibile mantello bianco e marrone e poi una bella perchia in agguato per il pasto. L’immersione è quasi terminata, risaliamo per la deco e facciamo la sgradita scoperta che la pesca dei datteri di mare, Litophaga litophaga, da queste parti è ancora una piaga lontana dall’essere sconfitta!! Così anche la pesca illegale, infatti Mariangela recupera alcuni metri di lenza impigliata sul fondo. Fortuna che ad attenderci c’è la Ligeia con la sua comoda scaletta e con il suo thè caldo!!

28 ottobre 2007 Banco Santa Croce

Finalmente dopo quasi due mesi si torna in acqua! Ore 10 al porto con il ritorno all’ora solare, in banchina ci attende Mariangela con la Ligeia pronta a salpare per il Banco di S. Croce. Con me anche oggi i compagni di sempre, Giovanni, Gigi e Ferrante. La giornata è soleggiata, il mare calmo il vento assente! Whow, l’acqua al banco dalla superficie sembra splendida! Speriano non ci siano sorprese sotto. Attendiamo che le numerose barche di subacquei terminino le operazioni in mare e finalmente ci ormeggiamo alla boa sommersa predisposta. Tutti pronti in superficie, iniziamo la discesa lungo la catena che ci porta sulla secca principale del banco. L’acqua è davvero limpida, si scorgono le pareti della scogliera di terra. Subito scendo sul fondo a -40 m. a fotografare una spugna rossa e dei ventagli di Paramuricea. Ferrante si avvicina e gli scatto qualche foto con la mia Igloo. Cominciamo a girare intorno alla secca mantenendo la parete alla ns destra. Giovanni ci avverte della presenza di una grossa cernia, un attimo ancora fuori tana e poi … al sicuro nella profonda casa. Come al solito non riesco mai a scattare delle belle foto a queste splendide creature! Proseguiamo e raggiungiamo a -35 m le colonie di Gerardia savaglia che si trovano su un pianoro degradante. Raggiungiamo il gruppo che si è fermato ad osservare una bella aragosta in tana e poi un grosso scorfano rosso. Ancora più avanti ci infiliamo sotto la rientranza della roccia dalla cui volta pendono le Paramuricee e anche qui Ferrante mi fa da modello. All’altezza dell’ingresso della spaccatura che taglia in due lo scoglio, prima di entrare Gigi mi mostra un mollusco abbastanza raro, l’Umbraculum mediterraneum, adagiato sulla roccia. Entriamo nella grotta e all’uscita ci attendono … una coppia di piccole cernie che subito si intanano. Questa volta non riesco a scattare nemmeno una foto! Maledizione. L’acqua è limpida e si vede la barca che ci attende in superficie. Risaliamo verso la superficie dopo esserci fermati ad ammirare la parete ricoperta dai gialli Parazoanthus axinellae. Alcuni saraghi fasciati volteggiano tranquillamente indisturbati davanti ai nostri occhi. E’ ormai tempo di decompressione e ci attendono numerosi minuti di attesa attaccati alla catena. E’ l’occasione di rivivere a gesti l’immersione con i compagni! All’uscita ci attende un tiepido sole che ci riscalda e ci accompagna nel nostro rientro in porto.

28 ottobre 2007 Banco S.Croce

Finalmente dopo quasi due mesi si torna in acqua!
Ore 10 al porto con il ritorno all’ora solare, in banchina ci attende Mariangela con la Ligeia pronta a salpare per il Banco di S. Croce.
Con me anche oggi i compagni di sempre, Giovanni, Gigi e Ferrante. La giornata è soleggiata, il mare calmo il vento assente!
Whow, l’acqua al banco dalla superficie sembra splendida! Speriano non ci siano sorprese sotto.
Attendiamo che le numerose barche di subacquei terminino le operazioni in mare e finalmente ci ormeggiamo alla boa sommersa predisposta.
Tutti pronti in superficie, iniziamo la discesa lungo la catena che ci porta sulla secca principale del banco.
L’acqua è davvero limpida, si scorgono le pareti della scogliera di terra.
Subito scendo sul fondo a -40 m. a fotografare una spugna rossa e dei ventagli di Paramuricea. Ferrante si avvicina e gli scatto qualche foto con la mia Igloo.
Cominciamo a girare intorno alla secca mantenendo la parete alla ns destra. Giovanni ci avverte della presenza di una grossa cernia, un attimo ancora fuori tana e poi … al sicuro nella profonda casa. Come al solito non riesco mai a scattare delle belle foto a queste splendide creature!
Proseguiamo e raggiungiamo a -35 m le colonie di Gerardia savaglia che si trovano su un pianoro degradante.
Raggiungiamo il gruppo che si è fermato ad osservare una bella aragosta in tana e poi un grosso scorfano rosso.
Ancora più avanti ci infiliamo sotto la rientranza della roccia dalla cui volta pendono le Paramuricee e anche qui Ferrante mi fa da modello.
All’altezza dell’ingresso della spaccatura che taglia in due lo scoglio, prima di entrare Gigi mi mostra un mollusco abbastanza raro, l’Umbraculum mediterraneum, adagiato sulla roccia. Entriamo nella grotta e all’uscita ci attendono … una coppia di piccole cernie che subito si intanano. Questa volta non riesco a scattare nemmeno una foto! Maledizione.
L’acqua è limpida e si vede la barca che ci attende in superficie. Risaliamo verso la superficie dopo esserci fermati ad ammirare la parete ricoperta dai gialli Parazoanthus axinellae. Alcuni saraghi fasciati volteggiano tranquillamente indisturbati davanti ai nostri occhi. E’ ormai tempo di decompressione e ci attendono numerosi minuti di attesa attaccati alla catena. E’ l’occasione di rivivere a gesti l’immersione con i compagni!
All’uscita ci attende un tiepido sole che ci riscalda e ci accompagna nel nostro rientro in porto.

09 settembre 2007 Vervece

Seconda domenica di Settembre … appuntamento trentennale con la Festa della Madonnina del Vervece.
Partiamo dal porto con comodo per attendere il termine della cerimonia religiosa sullo scoglio. E’ festa ed oggi è possibile immergersi al Vervece in numero maggiore del solito. Il Nostro gruppo capitanato da Mariangela è pronto in attesa di scendere in acqua. Fortunatamente oggi siamo riusciti ad ottenere finalmente una giornata limpida, soleggiata e con mare calmo. Con me stamane anche la mia primogenita Lorenza con la sua attrezzatura subacquea. Immancabili gli amici Gigi e Giò, oltre ad un nutrito gruppo di OWD alla loro prima immersione post brevetto!
L’acqua è sporca in superficie ma migliora man mano all’aumentare della profondità. Oggi ho deciso di cambiare leggermente itinerario e dirigermi subito in profondità partendo dalla balza a -12 dove è situata la Madonnina con la corona d’alloro deposta poco prima dai Vigili del Fuoco Subacquei.
Costeggio la parete mantenendola alla mia sinistra e proseguo in avanti alla profondità di -40 mt. Sono alla ricerca di un ramo di Gerardia savaglia, individuato anni orsono da mio padre Enrico, che si trova in un punto imprecisato lungo il costone roccioso. Eccola finalmente spiccare nel blù con il suo giallo ventaglio. Mi fermo a scattare qualche foto. Qui l’acqua è limpida ed i raggi del sole giungono fin qui sotto consentendomi degli scatti in controluce. Proseguo e pochi metri più in avanti trovo alcune spugne Axinella cannabina delle dimensioni di circa 30 cm. Anche qui mi fermo qualche minuto a fotografare. Risalgo leggermente e raggiungo la foresta di gorgonie rosse, tra i rami enormi si staglia la corolla di uno Spirografo.
Il computer mi segnala già deco e sono passati solo pochi minuti dall’inizio dell’immersione. Risalgo svariati metri e raggiungo il gruppo che ormai è arrivato sul pianoro dei massoni a -28 mt. Li osservo dall’alto mentre guardano nella tana di una bella cernia. Qui solitamente si avvistano i barracuda ed eccoli prontamente all’appuntamento. Il branco è numeroso, oltre 200 esemplari, alcuni esageratamente grandi un metro.
Mi avvicino e loro non scappano, si lasciano fotografare tranquillamente anche in controluce. Da lontano Giovanni si mette in posa per una foto ricordo.
Terminiamo l’immersione alla Madonnina, anche qui foto ricordo in gruppo. Ci attende una lunga decmpressione ma il Vervece sà donare sempre incontri interessanti. Tra gli Astroides trovo due Scorfanetti intenti in atteggiamento di sfida ed una Murena in compagnia dei gamberetti pulitori Lysmata seticaudata e di un granchio Herbstia condylata. La situazione è interessante e mi fermo a terminare la deco guardando la murena ed i suoi gamberetti, in attesa che qualcuno si decida di … andare a lavorare! Dimenticavo, è domenica, anche in fondo al mare ci si rilassa!
Ad un certo punto mi sento chiamare dalla superficie ed ecco una graditissima sorpresa … la mia Lorenza si è rivestita e con l’aiuto di Mariangela mi viene incontro appena sotto la superficie con l’erogatore tra le labbra nella sua seconda prova d’immersione. Questa è proprio una giornata da ricordare, speriamo solo che le foto scattate con la pellicola siano belle come l’immersione di oggi!

9 settembre 2007 Vervece

Seconda domenica di Settembre … appuntamento trentennale con la Festa della Madonnina del Vervece.
Partiamo dal porto con comodo per attendere il termine della cerimonia religiosa sullo scoglio. E’ festa ed oggi è possibile immergersi al Vervece in numero maggiore del solito. Il Nostro gruppo capitanato da Mariangela è pronto in attesa di scendere in acqua. Fortunatamente oggi siamo riusciti ad ottenere finalmente una giornata limpida, soleggiata e con mare calmo. Con me stamane anche la mia primogenita Lorenza con la sua attrezzatura subacquea. Immancabili gli amici Gigi e Giò, oltre ad un nutrito gruppo di OWD alla loro prima immersione post brevetto!
L’acqua è sporca in superficie ma migliora man mano all’aumentare della profondità. Oggi ho deciso di cambiare leggermente itinerario e dirigermi subito in profondità partendo dalla balza a -12 dove è situata la Madonnina con la corona d’alloro deposta poco prima dai Vigili del Fuoco Subacquei.
Costeggio la parete mantenendola alla mia sinistra e proseguo in avanti alla profondità di -40 mt. Sono alla ricerca di un ramo di Gerardia savaglia, individuato anni orsono da mio padre Enrico, che si trova in un punto imprecisato lungo il costone roccioso. Eccola finalmente spiccare nel blù con il suo giallo ventaglio. Mi fermo a scattare qualche foto. Qui l’acqua è limpida ed i raggi del sole giungono fin qui sotto consentendomi degli scatti in controluce. Proseguo e pochi metri più in avanti trovo alcune spugne Axinella cannabina delle dimensioni di circa 30 cm. Anche qui mi fermo qualche minuto a fotografare. Risalgo leggermente e raggiungo la foresta di gorgonie rosse, tra i rami enormi si staglia la corolla di uno Spirografo.
Il computer mi segnala già deco e sono passati solo pochi minuti dall’inizio dell’immersione. Risalgo svariati metri e raggiungo il gruppo che ormai è arrivato sul pianoro dei massoni a -28 mt. Li osservo dall’alto mentre guardano nella tana di una bella cernia. Qui solitamente si avvistano i barracuda ed eccoli prontamente all’appuntamento. Il branco è numeroso, oltre 200 esemplari, alcuni esageratamente grandi un metro.
Mi avvicino e loro non scappano, si lasciano fotografare tranquillamente anche in controluce. Da lontano Giovanni si mette in posa per una foto ricordo.
Terminiamo l’immersione alla Madonnina, anche qui foto ricordo in gruppo. Ci attende una lunga decmpressione ma il Vervece sà donare sempre incontri interessanti. Tra gli Astroides trovo due Scorfanetti intenti in atteggiamento di sfida ed una Murena in compagnia dei gamberetti pulitori Lysmata seticaudata e di un granchio Herbstia condylata. La situazione è interessante e mi fermo a terminare la deco guardando la murena ed i suoi gamberetti, in attesa che qualcuno si decida di … andare a lavorare! Dimenticavo, è domenica, anche in fondo al mare ci si rilassa!
Ad un certo punto mi sento chiamare dalla superficie ed ecco una graditissima sorpresa … la mia Lorenza si è rivestita e con l’aiuto di Mariangela mi viene incontro appena sotto la superficie con l’erogatore tra le labbra nella sua seconda prova d’immersione. Questa è proprio una giornata da ricordare, speriamo solo che le foto scattate con la pellicola siano belle come l’immersione di oggi!

02 settembre 2007 Scoglio Penna

E’ domenica, il sole è caldo il mare è buono, si esce in mare dal porto di Sorrento con Ligeia, diretti allo Scoglio Penna. Compagni d’immersione gli immancabili Gigi e Giovanni, affiancati da Mariangela con la sua famiglia al completo: papà Mario al timone e mamma Manuela … al sole!
La navigazione procede tranquilla verso Punta Campanella e finalmente superata la Baia di Jeranto giungiamo allo Scoglio Penna.
Qualche onda disturba l’ingresso in acqua che viene effettuato in rapida successione da tutti i sub dal lato interno dello scoglio. Rapido check in superficie e subito giù a -6 mt, entriamo nel buco tappezzato di Astroides che affraversa lo scoglio e ci tuffiamo nel blù in direzione della foresta di Paramuricee che si trova a -35 mt.
Nella discesa incontriamo un piccolo branco di Saraghi fasciati che si apre al nostro passaggio. L’acqua ha una discreta visibilità e ci fermiamo a fare qualche foto di gruppo. Mi attardo rispetto ai compagni per eseguire alcuni scatti in solitudine alle Gorgonie rosse e ai rosei Guarracini che volteggiano tra i fitti rami. Lì vicino una stella abbastanza rara si staglia con il suo giallo colore dal fondo marroncino.
Recupero rapidamente “l’acqua perduta” e mi aggrego nuovamente alla comitiva e raggiungiamo la parte interna della scoglio sorvolando sul pianoro a -16 mt da cui si stagliano numerosi grosso massi ricoperti di fitta fauna coralligena. Spugne, Ascidie Briozoi tappezzano ogni cm2 di roccia. Proseguiamo per completare il periplo dello scoglio e giungiamo in una zona in cui le pareti sono ricoperte dalla verdissima alga Caulerpa racemosa che trasforma il paesaggio in quello del desktop di Windows!!!
Doppiata la parete ritorniamo all’altezza del buco passante e dopo aver salutato nuovamente il branco di Saraghi fasciati percorriamo nuovamente il tratto nel senso opposto per ritornare dove ci siamo immersi dove ci attende Mario a poppa di Ligeia per aiutarci nella risalita a bordo. Al termine della svestizione cogliamo l’occasione, mentre Mariangela accompagna in immersione un OWD, per fare un bagno nella Baia di Jeranto con la sua acqua cristallina.

2 settembre Scoglio Penna

E’ domenica, il sole è caldo il mare è buono, si esce in mare dal porto di Sorrento con Ligeia, diretti allo Scoglio Penna. Compagni d’immersione gli immancabili Gigi e Giovanni, affiancati da Mariangela con la sua famiglia al completo: papà Mario al timone e mamma Manuela … al sole!
La navigazione procede tranquilla verso Punta Campanella e finalmente superata la Baia di Jeranto giungiamo allo Scoglio Penna.
Qualche onda disturba l’ingresso in acqua che viene effettuato in rapida successione da tutti i sub dal lato interno dello scoglio. Rapido check in superficie e subito giù a -6 mt, entriamo nel buco tappezzato di Astroides che affraversa lo scoglio e ci tuffiamo nel blù in direzione della foresta di Paramuricee che si trova a -35 mt.
Nella discesa incontriamo un piccolo branco di Saraghi fasciati che si apre al nostro passaggio. L’acqua ha una discreta visibilità e ci fermiamo a fare qualche foto di gruppo. Mi attardo rispetto ai compagni per eseguire alcuni scatti in solitudine alle Gorgonie rosse e ai rosei Guarracini che volteggiano tra i fitti rami. Lì vicino una stella abbastanza rara si staglia con il suo giallo colore dal fondo marroncino.
Recupero rapidamente “l’acqua perduta” e mi aggrego nuovamente alla comitiva e raggiungiamo la parte interna della scoglio sorvolando sul pianoro a -16 mt da cui si stagliano numerosi grosso massi ricoperti di fitta fauna coralligena. Spugne, Ascidie Briozoi tappezzano ogni cm2 di roccia. Proseguiamo per completare il periplo dello scoglio e giungiamo in una zona in cui le pareti sono ricoperte dalla verdissima algaCaulerpa racemosa che trasforma il paesaggio in quello del desktop di Windows!!!
Doppiata la parete ritorniamo all’altezza del buco passante e dopo aver salutato nuovamente il branco di Saraghi fasciati percorriamo nuovamente il tratto nel senso opposto per ritornare dove ci siamo immersi dove ci attende Mario a poppa di Ligeia per aiutarci nella risalita a bordo. Al termine della svestizione cogliamo l’occasione, mentre Mariangela accompagna in immersione un OWD, per fare un bagno nella Baia di Jeranto con la sua acqua cristallina.

11 agosto 2007 Vervece

E’ Venerdì sera, il meteo dice mare mosso. Telefono a Mariangela per avere notizie: “Il mare è in scaduta, domani dovremmo riuscire ad andare al Vervece”, sono le testuali parole riferitemi al telefono. Bene preparo la fotocamera e appuntamento al porto domattina.
L’amico Gigi mi passa a prendere con il motorino insieme a Giovanni, dato che stamane sono appiedato, con lo scooter dal meccanico.
Carichiamo le due borse e scendiamo al porto dove già ci attendono in banchina Mario, il capitano di Ligeia, Mariangela ed altri 6 subacquei.
Il mare è mosso ma si può uscire. Arriviamo al Vervece e ci tuffiamo rapidamente davanti alla scaletta che porta al faro.
Oggi ho deciso di utilizzare una maschera nuova ma …. la scelta non è stata felice! La maschera si appanna di continuo e solo dopo molti svuotamenti riesco ad avere una visione più o meno accettabile!!
L’acqua è torbida nei primi metri, più sotto la visibilità migliora di molto. Subito incontriamo un folto branco di barracuda che stazionano, al riparo delle onde, al di sopra della piattaforma a -12 mt dove è situata la Madonnina. Qualche scatto riesco a farlo approfittando dei lenti movimenti del branco che ci precede nel classico giro antiorario dello scoglio del Vervece.
Una rapida discesa in profondità, oltrepassiamo una Paramuricea dalle punte bianche e scendiamo fino a -46 mt sulla foresta di gorgonie rosse dove i rami sono tutti aperti in corrente. Qui la visibilità è buona quasi ottima.
Durante la risalita verso i -30 mt di lontano vedo l’inconfondibile sagoma di una bella cernia fuori tana, segnalo l’incontro al gruppo ma appena ci scorge si infila nella sua sicura caverna. Proseguiamo ed arriviamo a metà del percorso sulla spianata su cui sono adagiati svariati massoni coperti di gorgonie gialle. Ecco che ricompaiono i Barracuda, prima solitari, poi in piccolo gruppo.
Ormai l’immersione volge al termine, completiamo il giro e ci ritroviamo tutti nei pressi della Madonnina, dove c’è chi coglie l’occasione per una foto ricordo. Immancabile l’incontro con famiglie di Apogon imberbis, Coris julis e castagnole nei pressi delle pareti coperte da Parazoanthus axinellae.
Terminiamo la deco, come sempre, in parete anche se la procedura stavolta non può essere effettuata in tutto comfort e relax a causa delle onde che frangono sullo Scoglio del Vervece che si fanno apprezzare anche a 5 mt di profondità.
Il rientro in porto anche stavolta agitato ma finalmente siamo riusciti ad immergerci in zona A!

Fotografia Subacquea – Underwater Photography

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