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Punta Lauro con Virgilio

Tutte le volte che non preparo con anticipo l’attrezzatura mi espongo a grande rischio … fortuna ha voluto che ci fosse in barca il mio amico Gianluigi, altrimenti avrei buttato alle ortiche l’immersione fotografica odierna.

Prima di andare al diving infatti sono andato di primo mattino in pescheria per assicurare il pranzo domenicale alla family, ho chiuso la fotocamera, lasciata nella stessa configurazione di ieri, non avendo avuto il tempo di cambiare oblò ed obiettivo in previsione di oggi. Malauguratamente mi accorgo solo mentre sono in acqua, in attesa che qualcuno mi passi la fotocamera, che c’è il tappo sull’obiettivo! La fortuna ha voluto che me ne accorgessi prima di bagnare lo scafandro e, grazie a Gianluigi anch’egli possessore di una Nauticam, è stato in grado di aprire lo scafandro, togliere il tappo e rimettere sottovuoto la fotocamera avendo a bordo anche l’apposita pompetta! Riesco così a fare comunque il mio tuffo con la mia Nikon D850 e 105 mm. L’acqua è molto sporca in superficie e c’è una intensa onda che agita il mare. Abbiamo ormeggiato a Cala di Puolo dove siamo ridossati, anche se in superficie l’acqua non è invitante a causa di una schiuma giallastra poco gradevole alla vista dei turisti. La visibilità è scarsissima, migliora leggermente in profondità, nell’acqua fluttuano meduse e … rifiuti. Seguo Virgilio che è più avanti di me e raggiungo la punta rocciosa della baia. Oggi non ci sono grandi presenze, una piccola cernia bruna ed alcune cernie dorate in livrea giovanile, mi concentro sulla roccia in cerca di soggetti, ma anche qui non trovo nulla che mi attragga particolarmente. Entro in una piccola grotta e qui invece vedo dei piccolissimi Re di Triglie ma è difficile metterli a fuoco perchè rapidamente si solleva sedimento dal fondo fangoso. Esco quasi subito e mentre vado in cerca di una grande famiglia di Apogon imberbis che vive sotto due grossi massi, un cliente venuto con noi in apnea mi chiama per essere fotografato … è un’impresa riuscire a “catturarlo” con il 105 mm! Raggiungo la tana degli Apogon e qui mi trattengo a lungo, fino allo scadere dei 60′ canonici. Risalgo in superficie ed il gommone è lontano … sono tutti a bordo e guardano in mare … penso stiano cercando me. Quando arrivo a bordo dopo aver segnalato la mia posizione, mi confessano che avevano quasi dimenticato la mia presenza in acqua! Torniamo alla base dove provvedo a lavare tutto, saluto i miei amici dopo una bella doccia calda, loro tornano in mare per la seconda immersione al Vervece, io me ne vado a casa per il “canonico” pranzo domenicale a base di pesce!

 

Banco di Santa Croce e Punta Campanella con Olgiata Diving

La sveglia suona prestissimo,  vado subito a fare colazione, stacco le batterie messe sotto carica per la notte e preparo la fotocamera montando il Superdome. Alle 7:30 sono già sullo scooter per raggiungere i miei amici romani al Punta Campanella Diving. Oggi andiamo al Banco di Santa Croce e bisogna muoversi in anticipo per arrivare sul posto prima di altre barche, così alle 8 siamo già tutti presenti per iniziare le operazioni di vestizione. Max, Franco e Francesca arrivano con le fotocamere pronti per una nuova sessione fotografica. Alle 8:30 siamo già in viaggio verso Vico Equense, la navigazione procede veloce con il mare calmo, ma con un cielo nuvoloso che attenua la luminosità. Ormeggiamo e ci tuffiamo in acqua, la visibilità non è ottimale, un amico mi raccontava di una eccellente visibilità ieri, ma questo posto è così, prendere o lasciare! Scendo insieme ai mie tre amici sulla Savalia savaglia poi li porto un poco in giro ad ammirare le bellezze del posto. Cernie, castagnole, donzelle, saraghi ed occhiate sono dappertutto, ci sono anche le alici che sono sotto attacco dei tonnetti. Vediamo anche un’aquila di mare ma all’improvviso si accende la spia rossa sulla fotocamera. Segnalo il problema ai miei amici, li affido a Lisa ed Andrea e me ne risalgo subito sopra. Poso la fotocamera a bordo nonostante la luce sia tornata di nuovo verde e scendo di nuovo ad assistere fotograficamente agli scatti di Max e Francesca, guidandoli passo passo anche nelle inquadrature. I progressi sembrano essere evidenti ed i ragazzi sono contenti. Quando ormai è ora di risalire ci raduniamo sotto la barca per la decompressione, Edoardo mi segnala disperato di aver visto un tonno enorme puntare per tre volte  verso di lui azzannando acciughe, ma di non esser riuscito a scattare la foto da National Geographic a causa delle impostazioni dell’autofocus. Una volta a bordo anche Andrea mi conferma di aver visto un bestione di oltre due metri frecciare al suo fianco in frenesia alimentare. Maledizione, mi sono perso una scena fantastica. Non importa, sono felice di aver contribuito all’addestramento dei due allievi fotosub. Al nostro gommone nel frattempo si è affiancato quello del Bikini Diving sul quale ci sono un gran numero di amici, tra i quali Francesco Rastrelli e la donna degli squali Eleonora De Sabata. Salutiamo tutti e ritorniamo al diving. Mentre gli altri cambiano le bombole per il secondo tuffo, io mi dedico a controllare la mia fotocamera, apro lo scafandro e sembra tutto in ordine, non comprendo cosa possa essere successo ma nel dubbio la lascio a terra per la prossima immersione. Vittoria gentilmente ha provveduto a sostituire la bombola e così siamo pronti di nuovo a partire, ma il cielo si è annuvolato ancora di più ed anche il mare è più mosso. Andiamo a Punta Campanella e ci tuffiamo sul pianoro sui 20 metri, qui iniziamo a scattare qualche foto ai saraghi fasciati che sono all’ombra di un enorme masso, poi li conduco al grottino con una grande colonia di Apogon imberbis, infine raggiungiamo il faraglione dove ci dedichiamo a fotografare le margherite di mare. Terminiamo così l’immersione e raggiungiamo la base, appena a terra inizia pure a piovere. Sistemo le attrezzature ma appena smette la pioggia saluto i miei amici, salto il pranzo e torno subito a casa con lo scooter. L’appuntamento con i miei amici fotosub è per la cena organizzata da Rosy, dove sarò in con loro in compagnia della mia famiglia. 

Grottino dei gamberi con Edo e Gabriella

Ieri sera avevo in programma un tuffo notturno, poi abortito a causa del vento forte che ha agitato il mare; mi sono così piazzato davanti alla Tv a guardare fino a tarda sera la partita di UEFA Supercup tra Liverpool e Chelsea. Al termine  dei calci di rigore mi sono messo in azione, con il buio, per pescare e spostare dopo oltre due mesi di cure, un pomacantide dalla vasca di quarantena alla vasca del salone e me ne sono andato a letto. Non ho assemblato la fotocamera prima di stamane, quando dopo la colazione, ho provveduto a rimontare il Sigma 15 mm e Minidome Saga sulla Nauticam NA-D850. Anche oggi ho usato i flash Ikelite DS161 con i nuovi bracci Flex-Arm e per la prima volta ho portato con me la GoPro Hero7 in immersione.
Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato in garage a prendere due copie del volume “I Colori delle Sirene” da consegnare ed autografare ai miei amici Edoardo Ruspantini e Pietro Cremone. Al diving c’è gran fermento, oggi ci sono molte presenze, è arrivata anche Gabriella Luongo che riceverà la sua copia alla prossima occasione, non essendo stato avvisato della sua presenza. Prepariamo le attrezzature e partiamo alle 9:30 verso Punta Campanella, senza Pietro che ha rinunciato a causa di uno stato influenzale, c’è molta onda e la navigazione è condita di spruzzi. Ormeggiamo alla boa e ci raggiunge anche un tender di un mega-yacht con tre clienti a bordo che devono immergersi con noi. Mi dirigo insieme a Edoardo e Gabriella alla grotta dei gamberi che si trova a 45 metri, accendo la GoPro prima di entrare nella caverna ed inizio a scattare. Edo è più avanti di me, mentre Gabriella resta nella parte anteriore, date le dimensioni ridotte della cavità. Ci sono tanti gamberi Plesionika narval e qualche aragostina. Alcune musdee banchettano con i gamberi facendo un sol boccone dei gustosi crostacei. Restiamo pochissimo perchè si solleva subito un gran polverone, risaliamo lungo la parete e mentre Edoardo e Gabriella vanno a seguire i barracuda in acqua libera, me ne torno sulla parete dove c’è la grotta con i re di triglie Apogon imberbis, ma vi è già entrata Lisa con i tre clienti, si è alzato un polverone che mi fa andare via subito. Proseguo ed incrocio Virgilio e gli mostro un bel pesce balestra mediterraneo Balistes carolinensis che però non collabora, mantenendosi a debita distanza da entrambi. Termino così l’immersione effettuando qualche prova ulteriore con l’action-cam in modo da comprenderne pregi e difetti, prima di risalire sul gommone. La permanenza in barca in attesa della risalita di tutti i sub è la cosa per me più spiacevole quando le condizioni del mare sono come quelle odierne, onde che arrivano da ogni dove e sballottano la barca in continuazione. Fortunatamente ci muoviamo presto, senza che la nausea mi colga, iniziamo così una nuova navigazione bagnata verso il porto di Marina della Lobra. Arrivati a terra, dopo il risciacquo doveroso delle attrezzature, mi metto  in moto verso casa, ma solo dopo aver consegnato le due copie del libro ad Edoardo e Pietro. Loro proseguono la giornata in immersione al Vervece, io me ne vado al mare con la famiglia a Sorrento al mio stabilimento di fiducia per trascorrere con loro il ferragosto! 

 

 

 

 

 

 

Grotta e Tunnel dell’Isca con Virgilio

La sensazione di dimenticare qualcosa non mi lascia tranquillo fin quando arrivo al Punta Campanella Diving. Porto con me una maschera di scorta perchè non ricordo se l’ho lasciata lì, solo allora, con la cesta dell’attrezzatura completa di tutto, mi rassereno ed inizio ad assemblare il tutto. C’è anche una sorta di leggera emozione a ritornare nel mare di casa dopo la vacanza a Corfù. Ho portato con me alcuni nuovi accessori, arrivati a domicilio mentre ero fuori Italia: due bracci lunghi in carbonio e le nuove clamp Flex-Arm ma anche lo scafandro (vuoto) per la GoPro Hero 7 della T-Housing, sempre distribuita da Flex-Arm. Ho optato per una configurazione versatile della Nauticam NA-D850, montando il Sigma 15 mm ed il minidome Saga, abbinata ai falsh Ikelite DS161 non conoscendo a priori il luogo dell’immersione.

La scelta dell’itinerario cambia più volte, si decide così di andare subito allo Scoglio dell’Isca e poi per la seconda immersione, a Puolo. Io sbarcherò al termine del primo tuffo per tornare a casa, effettuando solo la prima immersione. Partiamo e raggiungiamo il punto, durante la navigazione il cielo si rannuvola, ma più tardi tornerà a splendere il sole. Mentre siamo in barca, Virgilio mi chiede di seguirlo, mi porta infatti ad una piccola grotta a 35 metri che non conoscevo, mi racconta che un tempo c’erano migliaia di gamberetti Plesionika narval, adesso la cavità è apparentemente disabitata, con un fondale fangoso che può sollevarsi facilmente senza le doverose precauzioni. Virgilio non entra e mi lascia visitare indisturbato la grotta, all’ingresso ci sono delle Pinna nobilis morte ancora infisse nel sedimento.  

Quando esco non lo vedo ed inizio il ritorno verso il tunnel sommerso dove è diretto tutto il gruppo di olandesi ed americani. L’acqua è abbastanza limpida ma c’è una “nuvola” che si innalza dalla roccia, guardo da vicino e mi accorgo che le spugne sono in riproduzione e stanno emettendo i gameti. Visito la cavità con grande calma, lasciando andare via anche tutto il gruppo per provare a scattare una foto panoramica. I saraghi sono all’interno del tunnel e non fuori come al solito, sono abbastanza confidenti oggi, ma mi dedico poco a loro, provando a fotografare la grotta in toto. Appena rientra il gruppo sotto la volta del tunnel approfitto per scattare qualche foto anche con loro, fin quando giunge il momento di risalire. Torniamo al diving velocemente, alle 11:30 siamo già a terra, sono contento per aver assaporato di nuovo l’azoto e perchè così posso dedicarmi alle molteplici cose che ho da sistemare a casa, tra le quali … guardare e sistemare le foto della Grecia e quelle scattate oggi!

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

E’ sempre stupendo poter immergersi al Banco di Santa Croce ed anche oggi è stata una giornata esaltante! Arrivo in scooter di buon mattino al Punta Campanella Diving Center, le operazioni d’imbarco sono già iniziate, prepariamo le attrezzature e partiamo con mare calmo con direzione Vico Equense. Raggiungiamo la boa di ormeggio della secca principale del Banco di Santa Croce e ci tuffiamo, Gianluigi ed Andrea accompagnano i clienti, Lisa resta in barca mentre Virgilio scende insieme a me. Dopo un primo passaggio alla Savalia savaglia mi sposto sulla secca di terra, dove di lontano si vedono i dentici, le cernie e le castagnole. E’ un tripudio di colori, degno dei reef esotici, solo la visibilità dell’acqua non è quella dei tropici ma accettabile in profondità. Mi avvicino alle pareti tapezzate dalle margherite di mare avvolte dalle castagnole rosa. Le spugne coloratissime competono tra loro e con gli altri organismi sessili per conquistare ogni cmdel substrato roccioso, un miscuglio di colori abbagliante. A malincuore devo lasciare la postazione e ritornare alla secca principale dove incontro i miei amici intenti ad effettuare il periplo dello scoglio. Le cernie sono molto confidenti e si lasciano avvicinare per qualche scatto prima di mettersi a distanza di sicurezza, guardando nel blù si vedono gruppi di Dentex dentex cacciare insieme le boghe e le castagnole. Diventa difficile iniziare la risalita ed effettuare la decompressione, mi rassegno e mi posiziono lungo la gomena per assolvere alle necessità di desaturazione. Quando ho ormai terminato la sosta vedo sopraggiungere un gruppo subacqueo dei Vigili del Fuoco con delle mute coloratissime … lascio la posizione e torno giù per qualche metro per scattare qualche foto con loro. Effettuo una nuova sosta di sicurezza e risalgo a bordo dove mi attende il gruppo. Si torna a casa dopo una bellissima immersione con i miei mitici amici del Punta Campanella Diving Center, durante il rientro è immancabile il selfie in movimento!

Punta Lauro con Punta Campanella Diving Center

Dopo il sabato trascorso ad oziare in spiaggia con la mia family, stamattina sono tornato in acqua per un tuffo a Punta Lauro. Mentre  raggiungo Massa Lubrense è ancora visibile in cielo la luna … 50 anni fa avvenne il mitico allunaggio che ha segnato indelebilmente l’anno 1969 insieme alla incredibile partita di calcio Italia-Germania 4-3.

Arrivo sul posto alle 8:30, firmo la copia del libro “i Colori delle Sirene”  ringraziando i miei amici e partner del Punta Campanella Diving Center ed inizio a preparare la fotocamera e l’attrezzatura. Attendiamo le 9:30 prima di salpare per caricare a bordo l’ultimo cliente proveniente da Napoli. In acqua oggi scendono Lisa e Vittoria, mentre Gianluigi resta in barca ed Andrea al diving, in attesa dei clienti della successiva immersione. Dopo la brevissima navigazione ci tuffiamo a Punta Lauro. L’acqua è abbastanza limpida e mi consente di vedere la parete rocciosa terminare sul fondo sabbioso. Arrivo alla base e mi infilo in una piccola cavità della roccia dove c’è una famiglia di Anthias anthiasProseguo verso l’interno della baia costeggiando la parete fino a trovare l’ingresso della grotta che si apre a circa 25 metri di profondità. Entro solo per pochi metri non avendo il filo d’Arianna, scatto qualche foto ed esco subito, la cavità è angusta e tortuosa, pericolosa e quindi da evitare senza le opportune precauzioni. Proseguo incontrando Vittoria che ha mostrato ai suoi clienti un bellissimo pesce ago tra le foglie di posidonia. Più avanti incontro Virgilio mentre raggiungo il punto nel quale è affondato un albero dall’aspetto spettrale. Mi trattengo per scattare alcune immagini anche in controluce, con le castagnole che ormai lo hanno eletto a “reef” di casa. Il tempo scorre ed è il momento di tornare su, con i ragazzi già tutti sul gommone pronti per rientrare alla base.  Anche oggi vado via appena sbarcato, sono le 11:30 e a casa mi aspettano per andare al mare, mentre Andrea è pronto ad uscire di nuovo con il successivo gruppo di subacquei. 

Vervece con Gianluigi

Ieri notte mentre ero di ritorno sullo scooter con mia moglie da una manifestazione a Villa Fondi a Piano di Sorrento mi sento chiedere: “Ma domani vai a mare?” e la mia risposta immediata è: “Certamente!” Stamattina mi son dovuto svegliare prima del solito perchè non ho avuto modo di preparare nulla per andare a fotografare, così subito dopo la barba e la colazione, sono corso nello studio a sistemare la Nauticam NA-D850 con il Tokina 10-17 mm posizionato fisso a 15 mm ed il minidome Saga Dive, abbinato ai flash Ikelite DS161. Ormai sono sveltissimo nelle operazioni con la nuova fotocamera sebbene eseguite con perizia per evitare di far danni, subito dopo sono pronto a raggiungere il Punta Campanella Diving a Marina della Lobra. Viaggiare con lo scooter oggi è piacevolissimo, non c’è il caldo afoso della scorsa settimana, c’è un poco di vento ma il mare è calmo. Arrivo a destinazione e ci sono tutti i componenti dello staff in azione, Andrea alle prese con alcuni clienti brasiliani per fare snorkeling, Lisa e Vittoria “vestono” gli altri clienti americani per l’immersione allo Scoglio del Vervece. I miei compagni in acqua oggi sono Gianluigi, con la sua fotocamera Nauticam NA-D810 + Nikon 16-35 mm e Virgilio. Gianluigi mi racconta di aver visto molto pesce qui al Vervece, ieri pomeriggio in immersione, anche un Pesce San Pietro, proviamo così a ritrovarlo …

Acqua torbida nei primi metri, una leggera corrente spinge in direzione di Capri, più in profondità la visibilità migliora al di sotto del termoclino. Seguo Gianluigi che si dirige verso il Viale delle Gorgonie e raggiungiamo la parete con le spugne gialle. Qui c’è una bella aragosta sotto una rientranza della roccia. C’è n’è anche una seconda in una spaccatura più in basso, ma ha le antenne spezzate, probabilmente a causa di una “colluttazione” con un polpo predatore che non è andata a buon fine per quest’ultimo. Gianluigi mi sopravanza ed ha appena incontrato il pesce che cercavamo … lo vedo scattare alcune foto e lo raggiungo cercando di arrivare a metterlo tra noi due per provare a tenerlo sotto “scacco”. L’impresa è vana, il pinnuto si muove mostrandoci sempre la coda, intento a sfuggire “all’abbraccio” a tenaglia dei nostri flash elettronici. Dopo un rapido cenno d’intesa tra noi, lo lasciamo andare. Seguiamo il viale roccioso coperto di Eunicella cavolinii e raggiungiamo la parete esterna del Vervece per effettuare il giro completo dello scoglio, dove Lisa è in immersione con clienti. Lungo il percorso si vedono tante cernie, un piccolo gruppo di corvine e qualche dentice, raggiungiamo il banco di barracuda che staziona nell’acqua più calda e torbida, vicino alla parete sovrastante la statua della Madonna dove mi dedico a fotografare le margherite di mare che “lottano” con le alghe brune per riconquistare il substrato che un tempo era occupato dai coloratissimi polipi di Astroides calycularis e Parazoanthus axinellae. Mentre effettuo la decompressione mi affaccio in una spacca a sei metri di profondità dove c’è una murena che dopo un poco si sposta andando a scomodare, facendola spostare, una piccola cernia che era più dentro nella tana. Finiamo l’immersione e rientriamo al diving, come al solito risciacquo e sistemo l’attrezzatura per l’indomani e me ne torno a casa per pranzare, poi tornare al mare con mia moglie per qualche ora, prima di andare in serata a festeggiare l’onomastico (Sant’Enrico) di mio padre e mio nipote con tutta la famiglia.

 

Vervece con Punta Campanella Diving Center

“E che ci fai qui alle 8:44?” Mi dice Andrea al mio arrivo al diving indicandomi l’orologio … effettivamente sono in ritardo rispetto al solito ma l’appuntamento prefissato è alle 9:30!

Oggi ho portato con me un nuovo giocattolo da provare in acqua, lo zoom Nikon 16-35 mm prestatomi da Gianluigi al quale ho prestato il minidome Saga ed il Sigma 15 mm per andare in vacanza in Sardegna. Lo scafandro Nauticam NA-D850 con superdome e prolunga si trasforma in un’arma da guerra, non proprio pratico da maneggiare. Ho abbinato i flash Ikelite DS161 ed i bracci galleggianti Nauticam, ma sono certo che la fotocamera in queste condizioni sarà “positiva”, stante il grande volume interno dell’oblò. Dovrò sicuramente provvedere ad acquistare dei bracci lunghi da 40 cm Flex-Arm per usarli in grandangolo con il superdome! 

Al diving ci sono i miei amici Luisa e Pierluigi, cuori bianconeri come me, venuti a fare immersione al Vervece oggi, insieme ad alcuni clienti americani. In barca resta Linda, mentre Lisa, Virgilio e Vittoria accompagnano i sub in acqua. Oggi sono tornato sulla parete che ho visitato l’ultima volta qui, quando avevo montato il 105 mm. Questa volta l’obiettivo è adatto a riprendere i ventagli di gorgonie gialle attorniati da Anthias anthias. Resto poco in profondità a causa di una piccola perdita di aria da una frusta dell’erogatore della quale non mi ero accorto in barca e che cerco di individuare con un selfie, torno subito indietro e cerco ancora la murena con i gamberetti. Ritrovo il punto ma il pesce non c’è, si vedono solo i due Stenopus nel buco. Proseguo il giro ammirando alcune cernie durante il mio percorso, raggiungo la statua della Madonnina dove si vedono anche i barracuda. Qui l’acqua è molto più torbida, calda ed opalescente, fotografare bene in queste condizioni è improponibile. Termino così l’immersione comunque soddisfatto; a parte l’assetto in acqua, l’obiettivo zoom è molto versatile ma adatto soprattutto a fotografare grandi pesci pelagici in mete esotiche. 

Arrivati in porto dobbiamo attendere l’uscita di alcune barche charter in uscita per escursioni a Capri e Positano, prima di poter scendere in banchina per riporre le attrezzature. Saluto i miei amici al termine delle operazioni di risciacquo, dandogli appuntamento alla prossima settimana quando anche loro porteranno con se le fotocamere per l’UNDERWATER PHOTO DAYS PUNTA CAMPANELLA  del 29-30 giugno.

 

IX Trofeo Poseidon Team

Quella di oggi è stata una giornata importante per il Poseidon Team A.S.D., si è svolta la IX edizione del nostro trofeo di safari fotografico subacqueo a Napoli, in collaborazione con la Lega Navale. Ho fatto da direttore di gara restando in gommone per 4 ore tra la pioggia ed il tiepido sole, poi ho concluso la giornata da presidente di giuria anche per la gara selettiva organizzata ieri dalla Lega Navale di Napoli. 

Capri Expedition

L’isola è avvolta da una leggera nebbia e sembra galleggiare sul mare che è piatto. Raggiungo per le ore 8 il Punta Campanella Diving Center ed oggi è il grande giorno … 08/08/18 … quello del battesimo “vero” della nuova Isotta per Nikon D850 e quale migliore occasione se non quella di andare a fare immersione a Capri?

Raggiungiamo i Faraglioni dopo aver caricato sul gommone doppie bombole anche per l’immersione successiva e ci tuffiamo sotto lo scoglio esterno dove ci sono le gorgonie rosse tra le più belle del Golfo di Napoli. L’acqua è abbastanza limpida e consente di vedere dall’alto la parete inabissarsi verso il fondo. Raggiungo le gorgonie avvolte dalle castagnole rosa ed inizio a familiarizzare con la nuova fotocamera … l’autofocus è veloce e sensibilissimo, così come ottimale è l’ergonomia dei comandi della nuova “rossa”. Dopo qualche minuto cambio le impostazioni della fotocamera abbassando la sensibilità ISO al minimo per vedere come reagisce …. nel display sembra lavorare egregiamente. Col passare dei minuti comincio a “lavorare” anche con i tempi veloci, ed anche in questa situazione la D850 sembra rispondere al meglio. Guardo il computer subacqueo ed ho oltre 15 minuti di decompressione, lascio sfilare il gruppo capitanato da Gianluigi e torno indietro dove mi sono immerso per personalizzare ancora la Nikon durante la sosta di sicurezza. Aspetto il gruppo per effettuare qualche foto ricordo poi risaliamo spostandoci sotto Punta Tiberio. Qui ancoriamo ed effettuiamo una pausa di 60 minuti preparandoci al successivo tuffo.   

Rientriamo in acqua tra le onde delle barche dei battellieri capresi che portano i turisti a fare il giro dell’isola, la visibilità è leggermente peggiore di prima ma sempre accettabile. Scendo lungo la parete e mi fermo ad ammirare le margherite di mare e le gorgonie gialle, mi dedico ancora a scattare foto senza andare troppo in giro, aspettando il ritorno del gruppo per terminare l’immersione. 
Una gran bella giornata che continua a Sorrento in spiaggia, dove raggiungo la mia famiglia che mi attende.