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#9 Marina Grande di Sorrento con Antonio e Thomas – Immersione Notturna

La giornata inizia malissimo, sono andato a dormire molto tardi ed avevo impostato la sveglia alle 8, dovevo andare a fare la spesa in pescheria per il pranzo del sabato, portare le bombole alla ricarica, incontrare una persona per lavoro alle 9 nei pressi dell’ospedale … e invece le batterie della sveglia si sono scaricate e mi sono alzato, come non avviene da una vita, alle 11!
Mortificato telefono al mio amico e ci accordiamo per vederci di lì a poco. Mi vesto in fretta e lo raggiungo, parliamo per un pò, poi lo saluto e torno indietro per andare in pescheria. Sono le 12:30 e c’è una fila enorme davanti al negozio della pescheria Scelzo, aspetto qualche minuto ma alla fine desisto, osservando i banchi svuotarsi progressivamente del materiale ittico di mio interesse.
E’ proprio una giornata NO. Telefono a casa a mia moglie per avvisarla e per farle approntare un piano B per il pranzo. 
Dopo pranzo prendo l’iPad per accedere ad una piattaforma aziendale e non si riesce ad entrare, quando poi ci riesco dopo mille tentativi, quello che cercavo non è più disponibile! GGGGRRRRRR!

Tutto sembra suggerirmi che è il caso di mettersi tranquillo a casa e non fare altro … non ne sono capace, sono inquieto ed ho bisogno di rilassarmi. Mi messaggia Antonio Mario invitandomi a prendere un caffè con lui e Gianpiero Liguori. Alle 16:30 scendo e porto le due bombole scariche da Maresca Sport, poi vado da loro. 

Oggi ho in programma una immersione notturna con Antonio e Thomas a Marina Grande, prima dell’imminente passaggio in zona rossa nella quale non potremo muoverci. In serata c’è anche la partita della mia squadra del cuore, in queste occasioni di solito non vado mai a mare per seguirla tifando, ma per una volta, darò priorità al mio primo amore, il mare.
Fortunatamente ho ancora una bombola carica in garage ed ho ricaricato preventivamente le batterie dei fari. Per rilassarmi un poco, ho effettuato una nuova pulizia dell’O-ring della custodia Nauticam NA-D850 che si è riempito di granelli di sabbia dopo l’ultima immersione. 
Rientrato a casa dopo il caffè con i miei amici mi metto a lavoro … a sistemare la fotocamera. Il nostro appuntamento è alle 18:45 ed ho un’ora per preparare il tutto.

Non ho cambiato configurazione rispetto all’altra sera, quindi MicroNikkor 60 mm, snoot di Fabio Iardino e flash OneUW. Arriviamo al porticciolo insieme, parcheggio nei pressi della scaletta di pietra e dove si sistemano con lo scooter anche i miei amici.

Mi vesto e scendiamo in acqua, loro mi anticipano di qualche minuto, essendo già vestiti con le mute da casa. Ci sono i pescatori sul pontile quindi evitiamo di infastidirli, ce ne andiamo verso sinistra a ridosso della scogliera centrale. Subito incontro un piccolo polpo in caccia, poi un bellissimo alcionario rosso. Scatto inizialmente solo con il flash di destra, poi accendo quello di sinistra snoottato e spengo l’altro … mi avvicino ma per “centrare” il soggetto sollevo un polverone. E no, non ci siamo! 
Proseguo il mio giro in profondità e non trovo granché se non rifiuti antropici, due maschere subacquee ed un rotolo di nastro viola. Alla fine, in carenza di soggetti, mi dedico a familiarizzare ancora con l’utilizzo dello snoot. Una Protula intestinum cresciuta su uno pneumatico, alcuni cerianti, un’Andresia partenopea, qualche paguro ed un polpo di rena Octopus dephilipii. 

La serata però non è totalmente infruttuosa, ho raccolto altre rocce per l’acquario dei miei amici ma ho anche recuperato per lo smaltimento, le due maschere ed il rotolo colorato.

Usciamo dall’acqua alle 20:45, non senza fatica … risalire con la bassa marea di stasera è stata un’impresa, senza l’aiuto di Antonio non ci sarei riuscito. Carichiamo tutto in auto ed andiamo via, loro si fermano in ufficio a lasciare il materiale raccolto per l’acquario, io corro a casa per andare a cenare con la mia famiglia con la pizza preparata da mia figlia Lorenza.  
Proprio sotto casa, mentre scarico l’attrezzatura, dal televisore del Pub che c’è sotto casa vedo il goal appena segnato dalla Lazio. GGRRRR! Serata nera, me lo aspettavo!
Proseguo e vado a parcheggiare l’auto, risalgo a casa e vado a lavare tutta l’attrezzatura, quando mi siedo a tavola il primo tempo della partita è terminato ma c’è una buona notizia … la Juventus ha pareggiato.

Mangio l’ottima pizza rapidamente e finalmente mi siedo sul divano per guardare il secondo tempo della partita. Sarà sicuramente un caso ma voglio pensare che il mio sostegno morale sia servito a far segnare i due goal che hanno permesso la vittoria per 3-1. Sono contento, finalmente un evento positivo in questa giornata “storta”! 

#8 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il meteo continua ad essere particolarmente favorevole, già ieri sarei potuto andare in acqua, ma l’aver effettuato la seconda dose vaccinale contro il Covid-19 in mattinata mi ha chiaramente suggerito di desistere. Non ho avuto fastidi, a parte qualche brivido ed il dolore modesto in sede dell’iniezione. In ogni caso, temendo conseguenze debilitanti, mi ero  organizzato per lavorare da casa, ipotizzando un eventuale innalzamento della temperatura. Ciò non è accaduto e mi sento in perfetta forma.
Anche la mia schiena, forse grazie ad una maggiore attività motoria, sembra invitarmi a proseguire nel mio hobby … infine l’imminente passaggio in zona rossa della regione Campania mi suggerisce di non sprecare l’occasione!

Ho messo preventivamente in carica tutte le batterie e quindi sono pronto ad assemblare il tutto, ma con un grande dubbio che mi attanaglia … cosa montare sulla Nauticam NA-D850? Sigma 15 mm & minidome oppure la lente macro Micro Nikkor 60 mm?
Alla fine ci si lascia guidare dall’ultima immersione, nella precedente infatti avrei voluto avere con me l’obiettivo macro per fotografare il piccolo capone ubriaco ed invece avevo montato il grandangolo … così decido per il primo, sperando che la scelta sia quella giusta!

Mentre mi preparo, invio un messaggino al mio fidato amico, avvisandolo che sarei sceso a dargli fastidio … Antonio mi conferma che al tramonto sarà al suo posto, come sempre. Quando sono pronto per scendere mi accorgo che la spia del sistema vacuum è passata dal verde al rosso! Attenzione! Smonto tutto e riapro lo scafandro, controllo le guarnizioni dell’oblò e quella di chiusura e mi accorgo che c’è qualche granello di sabbia. Confesso di aver sempre sottostimato l’importanza di tale sistema di sicurezza, se non l’avessi avuto, a questo punto avrei rischiato un allagamento. Pulisco il tutto e richiudo rimettendo di nuovo lo scafandro sottovuoto. La spia torna verde ma per sicurezza, attendo una mezz’ora in più per essere sicuro che sia tutto ok. 

Sono le 19:30 quando arrivo a Marina Grande. Trovando posto sullo scivolo di alaggio al centro del borgo, decido di approfittarne e quindi parcheggio l’auto. Invio un messaggio vocale al mio amico Antonio, avvisandolo che non andrò al solito posto, ma pregandolo di venirmi incontro al mio rientro. Inizio così a vestirmi rapidamente per scendere in acqua il più presto possibile. La serata è magnifica, il mare è fermo anche se la temperatura dell’aria si è raffreddata fino ai 9°C ed in lontananza si vedono delle nuvole. 

L’acqua sembra limpidissima, ma è solo apparenza data dal basso fondale sabbioso. Esco fuori della scogliera e mi immergo lungo il pendio fangoso. Raggiungo lo scafo affondato dove all’interno c’è un tordo pavone addormentato vicino ad un brandello di rete, mentre più avanti incontro un bel sarago maggiore che si lascia fotografare per un pò.

Stasera ho preso ispirazione dal mio amico Alessandro Grasso che ha postato alcune foto scattate con lo Snoot di Fabio Iardino e così l’ho montato anche io per la prima volta sui miei flash OneUw. Confesso di aver avuto bisogno di un attimo di familiarizzazione con lo strumento che uso molto raramente, specialmente quando ho provato ad usarlo a circa 30 metri di profondità sul fondo fangoso … un disastro.

Ho provato prima con un serpente di mare Ophisurus serpens che si è subito insabbiato, poi con un secondo esemplare, stessa storia … sono ancora impacciato nel direzionarlo, non avendo uno sgancio rapido del braccio del flash, quando mi imbatto in una nuova gemma, già ritrovata in una delle precedenti immersioni.

E’ il piccolo esemplare di Aracnanthus oligopodus che spunta dal substrato fangoso. Provo a scattare con lo snoot qualche foto ma ovviamente non sono soddisfacenti, dovrò sicuramente ritornare a cercarlo. Poco più avanti trovo anche una grossa sogliola ma continuo a sollevare troppo sedimento mentre brandeggio lo snoot.

Proseguo il mio giro ed arrivo fin sotto il muretto dove c’è il mio amico Antonio che mi fotografa dalla superficie. Qui, a basso fondale, ho maggiori possibilità di utilizzare lo snoot trovandomi su un substrato misto roccia e … mattonelle.
Trovo un paio di paguri ed alcuni scorfanetti che mi danno la possibilità di affinare la tecnica, messa da parte da troppo tempo, ma anche di provare a scattare anche in modo più creativo, utilizzando le lucine colorate.
Il mio amico dalla superficie non riesce a capire … vede all’improvviso sparire la mia potente luce bianchissima … diventa dopo un poco di color rosso … poi cambia e diventa blu fino a passare al viola! 

Con un poco di allenamento, ritorno ad essere padrone nella manualità necessaria a brandeggiare l’attrezzo, iniziando anche ad essere soddisfatto del risultato raggiunto. Torno indietro dopo aver effettuato i 9 minuti di decompressione accumulati mentre ero giù a fondo, costeggio la scogliera e rientro verso l’auto. Tiro la testa fuori dall’acqua e vedo una sagoma scura sullo scivolo dal quale mi sono immerso. E’ lui, Antonio. Con il suo telefonino è venuto a scattare qualche immagine ricordo e ad aiutarmi a prendere la fotocamera. Mi racconta della sorpresa di veder sparire le luci e poi rivederle cambiare colore, ma anche di non aver preso nessun calamaro. Eppure dall’altro lato del borgo, sul pontile metallico, sono stati pescati 4 “siluri”. Dopo un immancabile selfie, io torno a casa, mentre lui va a tentare qualche tiro prima di andare via. 

Mentre sono a casa a sciacquare tutta l’attrezzatura, alle 22:30 mi arriva il messaggio del mio amico con le foto scattate e la notizia di aver perso, proprio sotto la banchina, un bel calamaro di grande taglia al primo lancio effettuato sul pontile!
Mi sa che la prossima volta devo andare anch’io da quel lato …

 

 

 

 

Immersione Notturna con Dario

Per smaltire la tre giorni non stop a tavola, la medicina è sempre la stessa …. Nightdive!

Saluto i miei familiari dopo il pranzo di Santo Stefano e vado a prendere il mio amico Dario, passo lungo tempo in auto nel traffico di Sorrento, affollata da visitatori e turisti. Raggiungiamo finalmente la nostra meta e ci vestiamo. La temperatura dell’aria è 10 °C mentre l’acqua è più calda, cristallina e … piena di sorprese. Scendiamo lungo il pendio e ancora una volta, quasi subito vediamo il primo cavalluccio marino, poco distante ce n’è un altro esemplare. Proseguiamo in profondità e dopo lungo vagare mi imbatto in un bel Pesce San Pietro, segnalo subito a Dario la presenza e gli lascio spazio. Seguiamo l’animale per alcuni minuti, si sposta stranamente mantenendo quasi sempre la pinna dorsale abbassata, non nella classica posizione che lo rende, a mio avviso, uno tra i pesci più eleganti del nostro mare. Salutiamo il pinnuto e risaliamo a quote più ragionevoli per una immersione notturna. 

Un piccolo polpo fa capolino da una bottiglia di birra, dopo qualche scatto, se ne allontana per cercare il buio della notte. Triglie, seppie, qualche polpo, menole e castagnole sono alcuni degli incontri che facciamo, fin quando un cavalluccio giallo fa la sua comparsa tra le alghe rosse del basso fondale.  Ancora una volta segnalo l’avvistamento a Dario che con il suo minidome lo fotografa egregiamente. A poca distanza, tra i sassi, vedo un piccolo polpo, l’Octopus dephilipii con la sua testa affusolata e le braccia lunghe come la polpessa che rapidamente si allontana dalle nostre luci. Risaliamo dopo aver incontrato di nuovo il primo esemplare di ippocampo, a poca distanza dal punto dove era in precedenza. Proprio una bella serata, ancora una volta ricca di incontri emozionanti. 

Marina Grande – Immersione Notturna

Un timido raggio di sole si fa largo tra le nuvole, raggiungendo la superficie piatta di un argenteo mare. Il panorama è magnifico, non posso resistere nel fermarmi con l’auto per scattare una foto con il telefonino.

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E’ da ieri che ho tutta l’attrezzatura pronta ma è stato impossibile immergermi. Prima che il meteo peggiori come da previsioni, cerco di approfittare per fare un tuffo in serata, dopo aver atteso il rientro a casa di mia moglie dall’ufficio. Mi muovo da casa alle 19:00 ma ho necessità di passare a prendere le bombole presso la stazione di ricarica, devo attendere anche che vengano “ripassate” e finalmente sono pronto. Raggiungo la Marina Grande di Sorrento e parcheggio l’auto vicino alla spiaggia dove sono radunati alcuni amici pescatori che conoscono me e la mia famiglia da anni. Mentre mi vesto, spiego ai pescatori l’utilizzo della strana muta che indosso. Increduli continuano a chiedermi “ma davvero non ti bagni?” Quando finalmente sono pronto, Michele mi accompagna fino in acqua porgendomi la fotocamera. L’acqua è leggermente torbida, con molto particolato ancora in sospensione. Scendo lungo il pendio fangoso seguendo un percorso alternativo a quello solito, la musica non sembra cambiare …. un deserto, eppure sento che la serata può essere interessante, c’è ancora in cielo la superluna. Solo qualche menola e le immancabili triglie addormentate sul fondo. Proseguo scandagliando il buio con la mia torcia Isotta in cerca di qualche presenza ….. ed ecco! Il mio fiuto mi ha portato a tu per tu con un bellissimo Zeus faber, un piccolo esemplare che ha appena mangiato una preda. Mi avvicino ed inizio a scattare, lo seguo mentre si muove verso il basso, mi porta a grande profondità. Lo supero aggirandolo, arrestandone la discesa, inizia quindi a risalire a quote più basse. A casa avrei dovuto assecondare il mio fiuto e montare il microdome con il 10,5 mm, invece, nella preparazione della fotocamera Nikon D7200, razionalmente ho optato per il Micro Nikkor 40 mm che mi consente maggiore versatilità quando scarseggiano i soggetti di grandi dimensioni. Il computer subacqueo mi segnala che devo salutare l’elegante pinnuto e così risalgo a bassa quota per terminare l’immersione. Incontro poco altro, solo dentro le scogliere mi fermo ad immortalare con lo Snooty una bavosa all’interno di un tubo metallico. Quando risalgo, i miei amici sono andati via, non resta che spogliarsi e telefonare a casa per rassicurare la family. Benissimo, dopo la bella serata, domani si lavora con tutt’altro spirito!

Spiaggia Caterina – Immersione Notturna

20 gradi centigradi alle ore 20:00 del 24 ottobre non possono passare inosservati e nemmeno il mare calmissimo. Così, mi muovo da casa e scendo a Marina Grande di Sorrento per un tuffo, ma la folla di turisti è ancora tanta, sono costretto a cambiare itinerario, non trovando parcheggio per l’auto. Decido di andare a Sant’Agnello alla Spiaggia Caterina, dove invece la situazione è molto tranquilla.

Oltre 120′ di piacevole passeggiata senza superare la batimetrica dei 5 metri. Alcuni incontri interessanti, un rombo, un minuscolo granchio Ilia nucleus, un gambero vinaio, alcuni granchi, qualche piccola seppia. Nulla di esaltante ma sempre una bella serata.

Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata odierna è stata bella densa di impegni, l’attrezzatura era pronta da giorni con il raffreddore intenso che mi ha “suggerito” di soprassedere. Finalmente in serata, dopo aver atteso il calare delle tenebre, riesco a programmare un’uscita a Marina Grande di Sorrento. Quando arrivo al borgo dei pescatori, centinaia di turisti occupano i tavolini dei vari ristoranti, trovare il posteggio per l’auto è un’impresa,  mi rendo quindi conto che non siamo ancora nel periodo a me particolarmente gradito, quando ritorna l’ora solare e le serate sono più fredde e tranquille.

L’acqua è ancora calda ma non limpidissima, scendo in acqua con i turisti che mi osservano incuriositi dalla mie lampade multicolor. Effettuo il mio classico giro, allungandomi ulteriormente verso la parete, vista la penuria di soggetti interessanti. Un piccolissimo polpo ed una bavosa hanno trovato rifugio in due delle tante bottiglie che ahimè si trovano sul fondo. Sono però impacciato dalla lunga assenza da mare e non riesco a rendere al meglio in queste due situazioni. I 120 minuti d’immersione sono dedicati per la metà ad un cavalluccio marino che ho trovato a basso fondale quando ero in procinto di rientrare a terra. Solo l’aria ormai a zero delle mie bombole mi ha costretto a salutarlo. E’ stata dura riuscire a fotografarlo a dovere con lo sonno di Fabio Iardino e la bassa profondità. Quando rientro a terra, i turisti mi salutano chiedendomi un classicissimo: “cosa ha pescato?”. Mostro loro sorridendo la mia fotocamera …. “i pesci sono tutti qui dentro!”

Punta Lauro e Punta del Capo

Un violento temporale si scatena mentre ruoto la vite eccentrica che serve a chiudere lo scafandro della Nikon D800e, dopo aver messo in carica le batterie dei flash. È passata la mezzanotte quando invio a Gianluigi il video appena girato con le saette che illuminano la notte, per avere notizie sull’immersione odierna. Lui mi risponde di primo mattino con un video “incoraggiante” appena girato dalla finestra di casa a Puolo, dove il mare è calmo ed il cielo velato solo da qualche nuvola. Tutto ok, accompagno mia figlia a scuola poi parto alla volta di Massa Lubrense con lo scooter.

Ho montato il Sigma 15 mm ma quando arrivo al Punta Campanella Diving decido di smontarlo per utilizzare il 105 micro. Andremo a Punta Lauro per un primo tuffo e poi a Punta del Capo per portare una coppia di turisti a fare snorkeling. In un attimo siamo sul primo punto d’immersione, mi tuffo con Virgilio lungo la parete verticale. Osservo attentamente ogni piccolo buco in cerca di soggetti. Dopo circa 30′ vengo chiamato da Lisa che mi mostra un bellissimo nudibranco Hypselodoris picta, scovato da Vittoria. Interrompo così le mie ricerche e mi dedico a fotografarlo anche in doppia esposizione, fin quando mi accorgo che sono già tutti sul gommone. Giusto il tempo di risalire è cambiare bombola e sono di nuovo in acqua venti minuti dopo, a Punta del Capo, nelle immediate vicinanze dei ruderi della villa romana di Pollio Felice. Scendo lungo la falesia ma mi fermo a circa -20m dove ci sono le gorgonie gialle. È triste constatare che resta ben poco della gialla foresta che ricopriva la roccia in questo punto. I ventagli delle Eunicelle sono “soffocati” dalle migliaia di lenze, esche artificiali e piombi, impigliati tra i rami delle gorgonie che mostrano  segni di sofferenza. Il sito archeologico è da anni il prescelto dai pescatori amatoriali che trascorrono la giornata lanciando e recuperando di continuo le loro esche artificiali, incuranti dei bagnanti e delle imbarcazioni che transitano.

Un vero scempio quello che si osserva sott’acqua, le esche sono ovunque, persino un piccolo polpo è stato ingannato: ha catturato inutilmente un pesce “finto” portandolo fino all’ingresso della sua tana, si ritrae in essa deluso, costretto a dover provvedere di nuovo alla cattura di una preda! Risalgo a bordo del gommone ed accompagniamo gli snorkelisti a Sorrento, poi torniamo al diving.

Oggi ho fatto molto tardi rispetto a quanto preventivato. Fortunatamente le mie donne, dopo l’uscita da scuola delle ragazze, sono già andate al mare. Non resta che raggiungerle per continuare la giornata con loro!

Banco di Santa Croce con Pietro

Sono le 2:00 quando finalmente mi addormento dopo aver messo in carica le batterie dei flash e delle torcie subacquee. L’appuntamento è al diving alle 8:30 per un tuffo mattutino al Banco di Santa Croce con Pietro Formis. Il vento sembra calato quando mi affaccio dalla finestra di casa, mi preparo e monto il Sigma 15 mm ed il superdome sulla Isotta D800. Lascio le mie figlie che dormono e vado al diving dove è tutto pronto, con le bombole già a bordo! Ringrazio ufficialmente quindi Claudia e Vittoria che mi hanno reso un grande favore …. ma almeno la prossima volta montatemi pure il GAV! Ahah 😄

Il vento rinforza ed il mare pure, le onde vengono tagliate dalla prua del gommone sapientemente manovrato da Gianluigi che ci porta in una trentina di minuti a destinazione. Ormeggiamo alla boa e stendiamo una cima con galleggiante per aiutare i sub a contrastare la forte corrente superficiale. Quando Mary e Pietro sono pronti, li accompagno nella discesa lungo la cima ancorata allo scoglio principale, la visibilità migliora sensibilmente in profondità e la corrente svanisce. Andiamo subito alla Savaglia savaglia, dopo aver ammirato 3 grandi cernie brune che volteggiano nei pressi del “pizzo fiorito”. Oggi finalmente i polipi delle gorgonie sono aperti, ma ho qualche problema al flash di sinistra che non sempre scatta. L’handicap mi affligge per tutta l’immersione, anche quando le pareti ricoperte di spugne gialle frammiste di gorgonie rosse lasciano il posto alla spugna Axinella. Pietro e Mary mi seguono estasiati dal magnifico spettacolo della parete sommersa. Edo ed Ivana sono andati alla secca di terra, mentre il gruppo di sub capitanato da Lisa è andato nella grotta, per poi proseguire in giro sulla secca principale. Terminiamo l’immersione ammirando il giardino fiorito di margherite di mare che si trova nei pressi della sagola che ci segnala la boa. Non resta che effettuare la decompressione conservando negli occhi lo spettacolo che ogni volta il Banco di Santa Croce riesce a regalare. Il ritorno in porto è molto più agevole con il vento in poppa. Quando rientriamo al diving, Mimmo ci aspetta, pronto per uscire di nuovo con il gruppo con direzione Capri. Peccato non potermi trattenere con loro, saluto tutti e rientro a casa per poi tornare in spiaggia con le mie figlie.

Puolo con Pietro, Edo e Mimmo – Immersione Notturna

Torno a Massa Lubrense dopo esser stato al mare con Lorenza e Lidia ed al supermarket con mia moglie, rientrata da lavoro, il vento è ancora teso ed il mare continua ad essere increspato. Ho sostituito l’obiettivo 105 mm con il più versatile 60 mm ed ho portato con me ancora lo snoot di Fabio Iardino con cui sto familiarizzando sempre più. Al diving sono tutti pronti, attendiamo che faccia buio e partiamo alla volta di Puolo dove ci immergeremo. Le onde sono formate e nella baia c’è tanto beccheggio e rollio. Al fine di evitare il mal di mare, scendo immediatamente dopo aver ancorato il gommone. Scendo lungo il pendio seguito da Pietro Formis e Mary, mentre Mimmo, Ivana ed Edoardo sono ancora in superficie. Segnalo qualche piccolo gronco delle baleari, poi alcuni calamari, infine un cappone ubriaco. Inizio a fotografarlo con lo snoot, quando arriva Pietro con il suo minidome gli lascio campo libero per fotografare con calma. Proseguo la ricerca sul pendio di qualche soggetto, ma questa sera lascia a desiderare per numero di incontri. Poco male, mi dedico a “snoottare” alcuni scorfanetti e qualche tordo addormentato tra le alghe. Dopo 80′ d’immersione, mentre Pietro è alle prese con un enorme tordo pavone con un parassita sulla coda, sono costretto ad avvisarlo che è tempo di risalire in barca e tornare a terra dove ci attende una magnifica pizza.

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving

Alcune gocce di pioggia cadono sulla sella del mio scooter quando mi metto in movimento per Massa Lubrense. Ho indossato anche una giacca di tuta per ripararmi dal vento freddo che continua incessante a soffiare. Il mare è ancora smosso dal grecale e le onde sono maggiori rispetto a ieri, fortunatamente le condizioni consentono comunque di uscire in mare, così ci dirigiamo allo Scoglio Penna, subito dietro Punta Campanella dove il mare è piatto. L’acqua è limpida e non c’è corrente. Mi tuffo per primo lasciando il gruppo intento alla vestizione. Mi dirigo con il mio 105 mm nei pressi del foro passante tra gli scogli e mi fermo a fotografare una famiglia di Apogon imberbis che staziona nei pressi di un grande masso che si trova lungo il pendio. Trascorro quasi tutta l’immersione tentando di fotografare in primo piano i rossi pinnuti, ma solo a casa mi accorgo che il selettore  della messa a fuoco si era spostato inavvertitamente sulla distanza minima di 50 cm! Controllo quindi l’orologio e sono trascorsi quasi i 60′ convenuti, risalgo così a bordo del gommone insieme al gruppo di clienti e ritorniamo alla base. Quando arriviamo al diving è finalmente arrivato l’amico Pietro Formis che è pronto ad uscire in mare con Edoardo e Mimmo con direzione Mitigliano.

Saluto tutti e vado al mare a Sorrento con le mie figlie, monitorando continuamente le condizioni meteomarine perché …. stasera si torna in acqua!