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22 Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata lavorativa è trascorsa accompagnata da un pensiero fisso, è da ieri sera che non penso ad altro. Finalmente in serata sono riuscito ad assecondare il desiderio di vedere in azione i nuovi “giocattoli”, proprio come un bambino che ha appena ricevuto un regalo.

Nel pomeriggio mando un messaggio al mio amico d’infanzia Antonio, per sapere se sarà sul posto a pescare i calamari dalla scogliera, mi conferma che sarà in situ, ma solo grazie al mio intervento sollecitante. Mi manda anche un video mostrandomi l’acqua limpida ed il mare calmo, non appena arrivo alla Marina Grande e parcheggio l’auto, vado a salutarlo e proprio in quel momento sta per salpare un calamaro che ha abboccato all’artificiale.

Mi vesto rapidamente perché ho intenzione di tornare presto a casa per andare a vedere la partita Milan-Juventus di Coppa Italia. C’è bassa marea ed il mare è calmo, l’acqua però non è limpida come invece sembrava essere.
Ho montato i due nuovi flash ONEUW 160X sui bracci galleggianti Nauticam, il minidome Saga ed il Sigma 15 mm sulla NA-D850. Ho dimenticato però di togliere il mini treppiede che mi darà impaccio durante gli scatti in prossimità del fondo sabbioso.
Ho abbassato gli ISO della fotocamera a 100, per provare i nuovi flash. Di solito usavo sempre iso 320 per avere margine di potenza in caso di necessità. Ai primi scatti mi rendo conto subito dell’enorme potenza in full-power. Dopo poco sono “obbligato” a ridurre l’intensità azionando la comodissima manopola rotante che è posizionata in fondo al flash. La manovra è agevolissima e si mantiene sempre il controllo visivo della potenza erogata. Al momento li ho utilizzati collegandoli con la fibra ottica, nonostante abbia già installato la boccola per utilizzare in futuro anche i cavi elettrici. La luce è calda e l’angolo di campo molto ampio.
Subito incontro una mormora ed un Pecten, ma anche tanti rifiuti antropici dispersi sul fondo sabbioso. All’improvviso trovo una piccola torpedine ocellata che seguo per un poco, prima di perderla nella nuvola di sospensione che si è sollevata quando arriviamo in prossimità del cavo elettrico dell’alta tensione posato sul fondo per fornire energia elettrica all’isola di Capri. Proseguendo trovo una bavosa ocellata e poco altro. Solo guardando le foto al monitor di casa mi accorgo che c’era un pesce San Pietro in lontananza … Su una nassa da pesca, trovo un artificiale per calamari impigliato su di essa. Sono arrivato proprio sotto il punto dove è in azione il mio amico Antonio, sono conscio di disturbarlo e vado via quasi subito. Ritorno lungo la scogliera dove incontro due pesci serpente ed un granchio facchino. C’è anche una mazzancolla che ben presto fugge via e, all’interno del porto, quando sono ormai al termine dell’immersione, una Sepiola rondeleti, un piccolissimo cefalopode che avrebbe meritato un obiettivo diverso per essere fotografato. Approfitto per fare così un selfie con lei, prima di mettere la testa fuori dell’acqua. Al mio ritorno c’è Antonio ad attendermi che mi aiuta nella svestizione. Mi spoglio in fretta e corro a casa dopo aver scattato una foto ricordo con il mio amico. Faccio in tempo a lavare l’attrezzatura e alle 20:45 sono sul divano, pronto per la cena e per iniziare a tifare …

 

7 Fish Head

Alle 11 suona di nuovo la campanella, ma non c’è briefing, si va direttamente in barca. Questa volta viene con me Giulia con la sua maschera fuxia a farmi da modella. Facciamo un breve briefing in barca mostrandole le immagini scattate in mattinata e la posizione che avrei voluto che assumesse nel fotogramma. 

Al grido 3-2-1 Jump! Siamo tutti in acqua. Subito io e Giulia ci separiamo dal nostro gruppo, ora guidato da Roman, dirigendoci allo sperone con i #pescigggialli, tormentone della vacanza. Mi posiziono ed attendo che lei prenda posizione, adesso c’è più corrente e fa fatica a stare nel posto giusto. Sono soddisfatto e la mia modella impara in fretta, passiamo oltre in cerca della grottina con i glass-fish. La raggiungiamo ed anche lì scattiamo un pò di foto, Giulia si aggiusta i capelli per ottenere un effetto più naturale, asseconda le mie indicazioni sulla posizione ed il risultato è soddisfacente, per essere la prima volta che viene fotografata dal sottoscritto. Andiamo oltre e troviamo un bellissimo polpo fuori tana che però rapidamente sparisce nel suo angusto buchetto nella roccia. Ci raggiunge anche Marco e terminiamo insieme l’immersione tra i Platax che si avvicinano ma in singoli individui. Sono ormai tutti a bordo e ci vengono a recuperare con il dhoni per tornare alla Ocean Sapphire che è ormeggiata vicino ad un’isoletta con le palme. E’ l’ora del pranzo, siamo affamati ed il cibo è ottimo. Al termine Big-Ali ci porta anche una bella coppa di gelato, particolarmente gradito dall’allegra comitiva. Ho sbarcato la fotocamera portandola in stanza per cambiare oblò, sostituendo il minidome con il superdome per effettuare anche qualche scatto a mezz’acqua se possibile. Si torna in acqua nel pomeriggio per un’immersione su un piccolo relitto di un peschereccio ed è già ora di andare a prepararsi ….

 

6 Fish Head

La sveglia oggi suona alle 6. Inizio subito il montaggio della fotocamera, sostituisco la batteria del vacuum system e monto il minidome con il Sigma 15 mm.  Siamo in navigazione dalle 5 di mattina e alle ore 7 effettuiamo il briefing dopo la piccola colazione delle ore 630. Alle 730 siamo in acqua, in un sito d’immersione che ricordo bene, data la sua bellezza …

Scendiamo lungo la parete verticale del reef ma c’è poca corrente e di conseguenza non ci sono squali in giro. Subito vedo una tartaruga embricata che mangia i coralli molli che tapezzano il fondo roccioso. Sotto una rientranza rocciosa c’è un’abbondante famiglia di glassfish che ondeggiano davanti al mio obiettivo. Con il passare dei minuti, fortunatamente si comincia a vedere qualche squalo grigio di passaggio. 

Proseguo da solo il giro con Marco e Walter, incontriamo un altra tartaruga, poi una grossa murena, un cernione in una grotta, fino ad arrivare allo scoglio proteso con i pesci gialli. Questo punto è bellissimo, con i lutianidi gialli che si muovono sincronamente tra le gorgonie e sotto la lama rocciosa sporgente. Quando risaliamo ci sono i Platax che ci accompagnano fino alla superficie, anche se non sono raggruppati in gruppi, come accadeva lo scorso anno.

E’ arrivato in questo sito anche il mio amico Fabio Russo con la barca di Macana Maldives, chissà se riusciamo ad incontrarci.

Alle ore 9 siamo in barca per la colazione, ho lasciato tutto invariato sul dhoni. Alle  945 è prevista la gita sull’isoletta di sabbia ma io resto a bordo a riposare, la giornata è lunga e bisogna essere pronti per i prossimi tuffi.  Alle 11 infatti  si torna in acqua nello stesso punto, in più però avrò Giulia come modella! 

5 Maaya Thila – Immersione Notturna

Nuovo cambio d’obiettivo, rimonto il Sigma 15 mm + minidome ed alle ore 2030 siamo in barca per la quarta volta.
Raggiungiamo il punto e ci tuffiamo tutti insieme … l’immersione è indimenticabile, con squali pinna bianca in caccia tra le gorgonie, con trigoni, carangidi e murene che sono prese da una frenesia alimentare incredibile, si infilano in ogni spaccatura della roccia, incuranti delle nostre presenze, anzi, ne sfruttano la luce per guardare meglio tra le rocce per catturare le loro prede.
C’è perfino una tartaruga che sembra incastrata sotto una roccia, invece è lì ondeggiante, per liberarsi dalle incrostazioni del carapace, grattandosi delicatamente. E’ una scena incredibile, un vero sballo … l’immersione termina troppo presto!
Cena e subito a dormire, dopo aver rimesso tutte le batterie in carica per domani!

3 Bathala Thila

Raggiungiamo finalmente l’isoletta di Bathala, con un resort di palafitte appena costruito. Ancoriamo vicino a Maya Finolu, la lingua di sabbia bianchissima dove sono diretti gli snorkelisti.  Noi ci immergeremo proprio vicino al resort dove c’è un reef allungato dove è stato avvistato un frog fish nelle settimane precedenti.

Ho lasciato tutto immutato, quindi superdome e Sigma 15 mm. Scendiamo e subito passa uno grosso squalo pinnabianca ma è troppo lontano per  fotografarlo. Proseguiamo e ci fermiamo a lungo con le guide che tergiversano su un crinale … finalmente “Big-Ali” ci segnala un punto preciso … il Frog Fish è lì, tra le spugne. E’ bellissimo, rosso e si muove lentissimo. Siamo in tanti a fotografare e facciamo a turno. Io e Marco Lausdei ci tratteniamo ancora un poco con il gruppo che prosegue verso la fine del reef. 

Li raggiungiamo alla fine della thila dove c’è un grosso masso, sotto il quale ci sono dei pomacantidi e alcune cernie. Sopra invece troviamo un Leaf Fish di colore bianco ma è piccolo ed in posizione non congeniale per fotografarlo. Decido così di spostarmi e me ne scendo insieme a Walter sotto la parete, dove in una grottina c’è un baby squalo pinnabianca.

Infine terminiamo l’immersione su una enorme distesa rosso fuoco di anemoni a bolle con pagliacci. E’ un peccato non riuscire a renderne in foto il colore rosso brillante! La risalita è effettuata proprio sotto le casette sulle palafitte del resort, si rientra in barca per il pranzo, ci aspetta la pasta con il pesto portato da Alberta!

Dopo pranzo riscendo in cabina e cambio obiettivo, in previsione del successivo tuffo, monto infatti il 105 mm per l’immersione pomeridiana …

 

1 Fish Tank

Eccomi qui di nuovo alle Maldive, un viaggio nato senza una programmazione. Ricevo un messaggio d’invito da Marco Lausdei, amico del mio amico Rosario Scariati che mi chiede la disponibilità a partire in extremis in crociera sulla Ocean Sapphire, per completare l’equipaggio della barca … qualche giorno dopo sono alle prese con la prenotazione aerea on line per trovare un biglietto a prezzo ragionevole … alla fine decido di evitare lo scalo a Dubai, pagare qualcosa in più ma prendere il volo diretto Roma – Malè, per evitare ulteriore stress ai controlli check-in.

Così il 3 gennaio parto da casa in auto alle 12 per raggiungere Fiumicino alle 15. Ho da trascorrere in aereoporto svariate ore per il volo, faccio conoscenza con i primi nuovi amici incontrati in aereoporto, Alberta, Elisa ed Alessandro ed aspettiamo pazientemente il nostro volo che è in ritardo di un’ora.

Il volo è turbolento ma comodo, appena arrivati a Malè non c’è nessuno a prenderci e diluvia, finalmente arriva Romain a prenderci e ci porta al dhoni per raggiungere la barca. Durante il tragitto verso la Ocean Sapphire svuotiamo le valigie dall’attrezzatura subacquea che iniziamo già a montare, scelgo un posto in fondo nella zona di poppa per avere più spazio per manovrare con la mia fotocamera. 

Appena arrivati a bordo pranziamo velocemente, faccio una rapida conoscenza degli altri componenti del gruppo e di Marco, Walter e Giulia. Appena terminato mi catapulto in cabina ed inizio a ricomporre la mia fotocamera, smembrata per il viaggio. Dopo aver rimontato la Nauticam NA-D850 ed i flash, alle 15 siamo sul dhoni per la check dive. Saliamo sul tetto dove effettuiamo il primo briefing tenuto da Alessio e dopo una minima navigazione, raggiungiamo il pontile di una fabbrica di tonno, dove vengono scaraventati in mare gli scarti della lavorazione, teste, pinne e code.

Qui sotto è un brulicare di vita, murene enormi, trigoni, pesci chirurgo e farfalla da restare senza fiato, ma regna anche un gran confusione e bisogna lottare per prendere una posizione favorevole per scattare poichè il posto è piccolissimo e le persone in acqua sono tante, comprese quelle che si tuffano in apnea ad ammirare lo spettacolo partendo dal molo. 

Trascorriamo 60 minuti molto emozionanti, quando ritorniamo in barca fa freschetto, ma siamo soddisfatti dell’inizio della crociera. Eseguo il lavaggio dell’attrezzatura fotosub, poi vado subito a fare la doccia per essere pronto per la cena ore 19. Qui finalmente ci rilassiamo un poco ed iniziamo a familiarizzare, associare i nomi è difficile ed inizio a memorizzare per primo quello del il mio compagno di stanza, Vito. Dopo cena effettuiamo nel salone il briefing e conosciamo il programma di domani. La serata prosegue con un simpaticissimo fuori programma nella zona Bar della barca dove ci siamo radunati tutti … una festa a sorpresa per compleanno di Roberto che però confessa di aver sbagliato a scrivere la data sul foglio check-in della barca … indicando la data odierna e non quella reale che capita a maggio! Non c’è problema, non si perde d’animo e gustiamo la torta preparata dall’equipaggio accompagnata da un paio di bottiglie di Champagne da 100$. Buon NON Compleanno Roberto! Iniziamo bene!

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Pioggia ininterrotta per tutto il giorno, ieri a Napoli ha fatto molto peggio, con una grandinata che ha paralizzato per ore la zona ospedaliera, ma il mare è ancora calmo e “spianato” dallo scirocco, un vero peccato non andare in acqua.

Le batterie dei fari e dei flash sono cariche, c’è bisogno solo di assemblare la fotocamera … sono le 18 e decido di andare lo stesso nonostante una pioggerella sottilissima. Mentre sto montando lo scafandro Nauticam della Nikon D850, Lidia mi viene a chiedere di accompagnarla a danza … entro le 18:30! Procedo con celerità a mettere sotto vuoto l’involucro metallico, prestando attenzione a non far danni, poi mi vesto rapidamente indossando il sottomuta in pile, raduno l’attrezzatura che è ancora nello studio e scendo di casa insieme a mia figlia per portarla a destinazione in tempo … ed asciutta. Mi accorgo solo in auto di aver dimenticato i calzettoni di lana, poco male, spero solo di non aver dimenticato altro …
La lascio alla scuola di danza e vado al garage per prendere i piombi ed il monobolmola da 15 litri; alle 19 sono al porticciolo dove l’acqua sembra limpida, nonostante la pioggia. Mi vesto sulla banchina e, sfruttando l’alta marea, mi tuffo dalla scaletta di pietra, certo di poter anche risalire al mio ritorno. Anche stasera ho portato gli accessori da provare, questa volta però ho effettuato delle modifiche per risolvere alcune criticità che avevo individuato sabato sera.

Trascorro 90′ in grande relax, nonostante la serata sia completamente insignificante per gli incontri effettuati, abbondante solo l’immondizia che persiste in profondità. La pioggia è terminata, mi spoglio tranquillamente dopo aver avvisato casa, scatto un selfie con la mia Nauticam NA-D850 e me ne torno a casa alle 21:30, abbastanza soddisfatto per i correttivi apportati che iniziano a dare un risultato che si avvicina a quello ideato … stay tuned!

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

“Scirocc a’ Levant, nun ven maje vacant!” (scirocco a levante non arriva mai vuoto) è un vecchio detto marinaresco conosciuto qui in penisola sorrentina e sta ad indicare l’elevata probabilità di pioggia quando il vento arriva da Sud-Est. Mi sveglio infatti con un vento fortissimo ed il cielo carico di nuvole nere, non faccio colazione e mi dirigo subito al laboratorio di analisi cliniche del mio amico e collega Alessandro, per andare a fare un prelievo venoso per controllare la situazione clinica della dislipidemia di cui soffro. Al rientro vado a portare a ricaricare un monobombola, passo a controllare il mare e poi inizio a sistemare tutte le varie incombenze domestiche.

Finalmente, prima dell’ora di pranzo, ho il tempo di affilare gli attrezzi fotografici in previsione dell’uscita serale. Inganno il tempo nel primo pomeriggio rilassandomi davanti alla Playstation ed effettuando la piccola manutenzione settimanale all’acquario marino tropicale che si trova nel salone di casa.

Alle 17:30 scendo di casa, nel frattempo il cielo si è ripulito dalle nuvole ma il vento è ancora fortissimo; sotto costa, qui a Sorrento, è possibile andare in acqua con mare liscio come l’olio. L’acqua non sarà limpida ma non importa, dopo il fine settimana trascorso con la famiglia a Parigi, è il caso di andare a fotografare sott’acqua di nuovo! La profezia al momento sembra non essersi avverata, di pioggia non v’è più traccia, speriamo non sia vuota (di soggetti) anche la serata a Marina Grande!

Il borgo marinaro ha cambiato volto a distanza di 15 giorni, i ristoranti sono quasi tutti chiusi, soprattutto il “Delfino” che illuminava la scogliera del porticciolo. Parcheggio agevolmente vicino alle scalette e mi preparo, il vento è intenso e girato un poco, agita leggermente lo specchio d’acqua nel quale mi immergo, torbida nei primi metri. All’esterno della scogliera la situazione migliora, la serata sembra promettente con tantissimi latterini che guizzano davanti alle lampade montate sullo scafandro Nauticam NA-D850, sulla quale ho montato come di consueto, il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive e flash Ikelite DS161. Stasera ho portato con me anche un piccolo attrezzo da provare, fornitomi dal mio amico e main sponsor Pietro Cremone di Fotosub-Shop, che rappresenta forse il vero motivo per il quale sono andato in acqua.

Subito incontro una mazzancolla sul ripido pendio fangoso; scatto immediatamente ma provenendo dall’alto rispetto al soggetto, non riesco a frenare in tempo, la sopravanzo ricoprendola con il polverone sollevato dalle pinne. Proseguo fino a circa 30 metri di profondità, dove ritrovo l’enorme triglia che avevo visto l’ultima volta ed un piccolo polpo in caccia sul fondo che tenta di catturare i latterini abbagliati dalle lampade. Attendo qualche attimo sperando di riuscire a catturare anche io il momento cruciale, ma un paio di suoi tentativi vanno a vuoto. Vado oltre e dopo un’altra mazzancolla, finalmente incontro un bel soggetto, un pesce prete Uranoscopus scaber completamente infossato nel sedimento. Con l’accessorio montato sulla fotocamera sono un poco in difficoltà nell’avvicinarmi come desiderato, i miei movimenti sono impacciati e ben presto fanno si che il pinnuto abbandoni la sua mimetica posizione. Scappa via, provando più volte a seppellirsi di nuovo, ma io sono pronto ad avvicinarmi ogni volta per scattare, fin quando fugge via rendendomi impossibile inseguirlo. Sono ancora a 25 metri e l’aria della bombola comincia ad essere poca, risalgo così lungo il pendio che da fangoso diventa sabbioso, qui trovo una bella stella corazzata Astropecten auranciacus che rappresenta un ottimo soggetto per effettuare le prove che avevo in programma. Trascorro il resto dell’immersione ad effettuare dei test, verificando una serie di inconvenienti che andranno corretti alla prossima occasione, sopraggiungono anche problemi al flash di sinistra che non scatta, il cavo in fibra ottica che comanda il flash sembra essere interrotto, inizio ad armeggiare invertendo i cavi per capire se è un problema del cavo, così sembrano funzionare, ma a questo punto è il tempo di rientrare. A pochi metri dalla spiaggia, sotto le barche dei pescatori, trovo infine due grandi cefali morti, gettati in mare dai pescatori come scarto insieme ai consueti rifiuti.

Alle 20 sono già svestito, telefono a casa per avvisare mia moglie che mi attende per uscire a cena, corro subito in garage a sistemare le bombole scariche, lavo tutta l’attrezzatura e la stendo fuori al balcone legandola con dei cordini per non farla volare via a causa del vento ancora fortissimo e poi vado subito a fare la doccia. Alle 21 sono pronto e me ne vado a mangiare una pizza con lei.

Al mio ritorno, l’attrezzatura è già bella asciutta, grazie al vento caldo. Metto tutto dentro lo studio per evitare sorprese, durante la notte arriva come previsto un temporale, con una bomba d’acqua che si scatena e che avrebbe bagnato di nuovo l’attrezzatura. 
In conclusione, la profezia è stata rispettata … “Scirocc a’ Levant, nun ven maje vacant!” 

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

E’ da una quindicina di giorni che non vado in acqua e sono in astinenza, ho dovuto abortire un’uscita notturna la settimana scorsa per l’impossibilità di accedere alle spiagge abituali da dove m’immergo e non riesco a trattenere la voglia di mare. Oggi finalmente, grazie al ritorno dell’ora solare e della riduzione dei turisti in giro per Sorrento, riesco a ritagliarmi un’ora di relax nel mio mare. Ho trascorso la mattinata a sistemare documenti nello studio ed effettuare un cambio parziale d’acqua all’acquario tropicale, la pioggia è intermittente ma il mare è calmo a causa dello scirocco. Dopo aver atteso il termine della partita di calcio Roma-Napoli, scendo da casa con l’attrezzatura pronta: Nikon D850 in custodia Nauticam, minidome Saga Dive e Sigma 15 mm abbinato ai flash Ikelite DS161. E’ già buio alle 17:30 ed ha smesso da poco di piovere. Arrivo al borgo dei pescatori e fortunatamente trovo il parcheggio per l’auto nei pressi della scaletta che mi porta alla spiaggia. Alle 18:30 sono in acqua, ho portato anche le pinne nuove arancioni vinte al concorso Abissi di Venezia, sono molto dure e spero di non avere i crampi, abituato alle jetfin morbisissime che uso di solito. 

La visibilità è pessima a causa della pioggia, in profondità migliora un poco, ma è sempre molto torbida. C’è ancora tantissimo materiale di rifiuto antropico sul fondo all’esterno della scogliera, bisognerà provvedere ad una nuova giornata di pulizia dei fondali. Nei pressi del grande tubo collettore per l’energia elettrica per Capri vedo una piccola cernia dorata sollevare una nuvola di fango, spaventata dalla mia presenza. Copertoni, cassette di plastica, nasse abbandonate, buste di plastica e bottiglie ricoprono il fondo, tra di esse fugge via una murena, sorpresa mentre è in caccia di prede sul fango. Incontro qualche piccolo polpo, alcune seppie e finalmente un soggetto interessante … una torpedine ocellata. Inizio a scattare ma dopo poco, per farla spostare in una posizione con il fondale più pulito, la mia maldestra manovra fa sì che mi perda rapidamente il soggetto nella nuvola di fango che ho sollevato. Proseguo e non trovo altro se non una grande triglia che si lascia avvicinare e fotografare anche a mezz’acqua. Durante il ritorno verso terra incontro un altro piccolo polpo che sta per consumare la cena a base di molluschi bivalvi, mentre le luci del ristorante Delfino illuminano l’acqua nei primi metri con una luce magica. Colgo così l’occasione per effettuare qualche scatto in doppia esposizione, giusto per portare a casa qualcosa di interessante.

Alle 20:30 sono a casa, risciacquo l’attrezzatura fuori al balcone e poi vado a fare la doccia, sono soddisfatto e pronto giusto in tempo per mettermi davanti al televisore per guardare alle 21 il derby della mole!

p.s. con le pinne tutto ok

Secca dell’Ancora con Guido e Ciro

Mi alzo con il consueto mal di schiena, sono le 6:30 e vado a fare la colazione. L’attrezzatura è tutta pronta da martedì quando ho dovuto abortire un tuffetto notturno a causa dell’impossibilità di accesso “carrabile” ai miei luoghi d’immersione abituali. Alle 7:15 sono in auto e alle 8:20 sono a destinazione … Porto del Granatello. Ciro è già in barca mentre Guido arriva sul molo dopo aver parcheggiato l’auto. Faccio lo stesso dopo aver scaricato la mia attrezzatura direttamente a bordo. Il meteo è favorevole ma ben presto una nuvoletta fantozziana si posizionerà davanti al sole per impedirci di averne giovamento. Partiamo subito con direzione Napoli, ci fermiamo al largo di San Giovanni a Teduccio, dove Michele, il nostro accompagnatore odierno cala l’ancora.

Mi vesto solo allora, indossando la muta stagna, tenuta a riposo durante il periodo estivo. Scendiamo lungo la cima di ormeggio in un’acqua verde bottiglia. Arriviamo sul fondo e quasi subito ci imbattiamo nella enorme ancora adagiata in verticale sul fondo. Riuscire a riprenderla per intero è un’impresa, vista anche l’acqua torbida che impedisce l’utilizzo ottimale dei potenti flash elettronici. Tutto il substrato roccioso è ricoperto da gorgonie bianche e gialle, così come la catena che è ancora fissata all’ancora. Dopo qualche minuto iniziamo il nostro giro ad una profondità media di 15 metri, è un tripudio di eunicelle e castagnole, ma sono anche presenti alcune spugne molto colorate. Trascorriamo 80′ in giro sulla secca, tenendoci sempre a vista, fin quando, verso la fine dell’immersione, ci separiamo. Me ne torno così alla catena e di nuovo all’ancora per provare a fotografarla di nuovo. I miei amici mi cercano sott’acqua credendomi smarrito sulla secca, si sbagliavano, ero perfettamente orientato non avendo mai perso di vista i riferimenti che avevo preso quando siamo scesi. Mentre Guido sale a bordo, io termino la decompressione insieme a Ciro che mi mostra alcune riprese sull’enorme monitor, girate con la sua nuova foto-videocamera Nauticam GH5.

 

Risaliamo a bordo e mentre mi spoglio, ci viene offerto il caffè e qualcosa da mangiare … io preferisco il salato ma c’è anche il dolce! Avendo particolarmente gradito lo snack e l’immersione, chiedo una seconda razione di Ritz, provvedendo contestualmente a rimproverare Ciro per non aver provveduto anche all’aperitivo, visto l’orario! Ovviamente il sole esce dalle nuvole solo quando stiamo per arrivare in porto.

Alle 11:30 siamo già a terra, scarichiamo le attrezzature per riporle nell’auto, saluto tutti e mi rimetto in viaggio verso Sorrento. Mi accorgo inesorabilmente che è Domenica perchè c’è un gran traffico a Portici, a Castellammare di Stabia e sulla strada statale sorrentina, impiegando 90 minuti per raggiungere casa. 
P.S. il mal di schiena mi è passato …