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#53 Secca di Vetara con Mimmo e Rosario

Mi sveglio per mettere a punto la fotocamera e mentre eseguo l’operazione, ancora assonnato, mi sfugge dalle mani la mia Nikon D850 con l’obiettivo Sigma 15 mm montato!  La fotocamera effettua una capriola e “magicamente” riesco a riprenderla al volo! Mi si è raggelato il sangue! Mi riprendo e completo l’operazione in sicurezza. Appena pronto, scendo e vado in pescheria e alle 8:15 sono già sullo scooter. Ho montato le due batterie nuove nei flash ed ho lasciato la medesima configurazione di ieri mattina.

Oggi la temperatura è leggermente superiore, 16°C, si sta meglio anche se il cielo è nuvoloso. Arrivato al Punta Campanella Diving ci sono già Rosario e Mimmo che montano le loro fotocamere.  Anche Fabio e Gianluigi (con il Superdome appena lucidato da Rosario Scariati) effettuano la stessa operazione. Gianluigi completa le operazioni aspirando l’ariano la bocca dall’interno dello scafandro per mettere in funzione il sistema Vacuum. 

Sulla palafitta che ospita il diving, ci sono anche alcuni amici subacquei della vecchia guardia: Gennaro Caiazzo, Lorenzo Corcione e Vincenzo Coppola che approfittano per fare gli auguri di buon compleanno al mio papà.

Arrivano anche Antonio (che porta i cornetti caldi) e Nino. Siamo pronti alla partenza intorno alle 10 ma un’improvvisa telefonata costringe Antonio a scendere dal gommone per tornare immediatamente a casa.

Il mare è proprio calmo, la lunga navigazione è piacevole, anche se la temperatura è “fresca”. Arriviamo sul posto dopo una quarantina di minuti, la Secca di Vetara, in Zona A dell’A.M.P. Punta Campanella, sito poco frequentato dai subacquei. Quando siamo pronti per immergerci, inizia ad uscire un pallido sole. L’acqua dalla superficie sembra limpida e lo è veramente. Non essendoci mai stato prima, sono emozionato per la “scoperta” di un nuovo punto d’immersione.

Ci immergiamo ed andiamo in direzione degli isolotti de Li Galli. Dall’alto si vede una lunga spaccatura che sorvoliamo dirigendoci all’estremità della secca dove deve esserci uno strapiombo. Lo raggiungiamo e sulla parete verticale sciafila, le spugne gialle ed il coralligeno profondo dominano il substrato. Ci sono anche tante gorgonie gialle e rosse, anche se ancora parzialmente ricoperte da alghe.

Scendendo più a fondo si vedono degli scogli isolati sulla sabbia tutti ricoperti di Paramuricea clavata. Il posto è molto bello ma siamo ad oltre 50 metri di profondità. Il sito è notevole e merita sicuramente un’immersione programmata con una bombola aggiuntiva caricata con EAN 50%.

Durante la risalita, si vede un grosso pezzo di rete da pesca abbandonata, ma più in superficie ci sono anche tanti fili di nylon usati nella pesca a traina.

Mostro questi ultimi a Fabio che prontamente si occupa del loro recupero; mentre siamo impegnati ad effettuare la decompressione e a scattare i selfie ricordo,  Il prof. Roscigno intanto fotografa un vermocane prima di risalire in superficie.

Nonostante il sole, quelli equipaggiati con la muta umida hanno un discreto freddo, il primo di essi è Mimmo che ha bisogno di riscaldarsi con il rum che ha portato Rosario nella sua fiaschetta metallica. E’ così organizzato e meticoloso il mio amico, che tira fuori dalla sua borsetta anche un set di specifici bicchierini in acciaio per consumarlo. Sono le 11:30 e ritorniamo verso il porto; durante la navigazione il rum scorre a fiumi, deliziando il palato di tutti gli ospiti del natante. Fragorose poi sono le risate che l’impotente Rosario genera nel gruppo quando cade per due volte sulla sua fotocamera per distribuire il liquore a tutti.

Arrivati al diving mi spoglio prontamente. Saluto tutti e riporto a casa la muta stagna per farla asciugare per bene anche all’interno. Rosario deve rientrare a casa come me mentre Mimmo, che cambia obiettivo alla sua fotocamera, resta al diving per effettuare un imminente secondo tuffo a Puolo.

Che dire … ancora una bella giornata di mare con gli amici! A casa mi metto subito al computer. Mentre Lorenza cucina, io scarico le foto ed attendo che sia pronto il pranzo. Nel pomeriggio poi vado a salutare mio padre Enrico insieme alle mie ragazze per festeggiare con una torta gelato il suo 85° compleanno.

 

#52 Scoglio del Vervece con Fabio, Antonella e Nicola

La temperatura dell’aria alle 8 di mattina è freddissima, il display dello scooter segna 10°C ma c’è un bel sole. Passo per il garage e prendo la muta stagna in neoprene e mi dirigo a Massa Lubrense . Lungo il tragitto verso Marina della Lobra si apprezza ancora il  vento freddo che soffia da giorni, ma finalmente l’intensità è scemata. Arrivo al diving ed Andrea mi viene incontro e si prende cura della mia attrezzatura. Vado a parcheggiare ma quando ritorno al Punta Campanella Diving Center non c’è nessuno! Inizio a guardarmi intorno, in ogni angolo del diving ma dello staff non c’è traccia. Ipotizzo così uno scherzo ed indugio per capire da dove verranno fuori! Mi sovviene un dubbio … mica saranno andati al bar senza di me? M’incammino e sento le loro voci arrivare dal bancone … “Weeeeee, ma non mi avete aspettato? Mascalzoni!” … 
Sono di buon umore perché torno in mare dopo settimane, così approfitto per prendere un altro caffè e offrire la colazione ai miei amici.  Mentre ci prepariamo, arrivano anche Antonella e Nicola dell’associazione Jacques Cousteau.

Alle 9:30 partiamo su Marangone con direzione Scoglio del Vervece. Anche Gianluigi e Fabio sono equipaggiati con la fotocamera,  mentre Andrea accompagna  in acqua i due clienti americani.

Arrivati sul posto si vede subito che l’acqua è torbida. Mi vesto e mi tuffo con Fabio, appena entrato in acqua chiedo a Lisa di passarmi qualche piombo ma non le do il tempo di darlo che mi immergo per seguire Fabio. C’è corrente superficiale e scendo con difficoltà nei primi metri. Raggiungo Fabio sul fondo e raggiungiamo le gorgonie rosse, mentre Gianluigi si dirige nel blu in cerca di incontri interessanti. E’ fortunato perché  incontra un folto banco di ricciole e due aquile di mare.

Durante la prima parte dell’immersione incontro un grosso scorfano, poi un trio “cernia-musdea-murena” tutti fuori tana, ma non riesco a scattare in tempo. Inizio ad avvertire che il mio assetto sta cambiando rapidamente, so di essere troppo “positivo” a causa dell’errata pesata, mi mancano almeno 3,5 kg della piastra di acciaio che abitualmente monto sulla bombola quando uso la stagna!

Proseguo il mio giro ma ormai l’incombenza è l’assetto. Non sono più in grado di fotografare, sulla parete trovo un grande vermocane, poi finalmente incontro di nuovo Fabio che mi passa 2 kg dalla sua cintura. Termino i 7 minuti di decompressione e subito dopo risalgo in superficie,  mentre un barracuda “piantatosi” immobile davanti ai miei occhi, mi guarda consapevole di non poter essere disturbato dal sottoscritto, impegnato a controllare l’assetto negli ultimi cruciali metri della risalita. 

Tornati sul gommone, ce ne andiamo subito al diving; i miei amici usciranno in mare per un secondo tuffo, io invece lavo tutto e riporto a casa la muta umida che deve essere riposta in garage, mentre lascio quella stagna qui, con la speranza di poter tornare in acqua domattina con i miei amici Mimmo e Rosario.

Sistemo la mia attrezzatura con grande calma, alle 12 però sono sullo scooter per tornare a casa. Smonto la fotocamera e mi metto a guardare foto in attesa dell’uscita da scuola di mia figlia Lidia alle  13:30. Dopo pranzo ho una serie di servizi in sospeso da completare, in particolare alle 15:30 vado con mio fratello Arturo e mio nipote Enrico a disarmare barca al porto che ormai necessita del rimessaggio invernale.

 

 

 

 

 

#37 Puolo con Pietro, Lorenzo e Davide

Alle 11.30 torniamo di nuovo in acqua dopo aver sostituito le bombole scariche e questa volta andiamo a Cala di Puolo. Ormeggiamo e subito mi accorgo che la corrente ha portato sotto costa alcune meduse Cassiopea. Ce ne sono più di quattro e qualcuna ha anche i pesciolini simbionti.

Ovviamente non attendo che gli altri siano pronti ed entro subito in acqua per andare a fotografarle.  Non mi trattengo a lungo perché c’è comunque risacca ed il movimento “subacqueo” non è il massimo per il mio mal di mare … scendo così più sotto per non disturbarmi.

Trascorro circa 60 minuti in estremo relax, passeggiando lungo la parete rocciosa che spesso regala grandi incontri ed emozioni. Così avviene infatti, quasi al termine dell’immersione, con un bellissimo uovo di gattuccio con l’embrione ben visibile al suo interno. E’ tempo di risalire a bordo dei gommoni affiancati che meritano una bella foto in controluce.

Alle 13:30 siamo di ritorno al diving. Effettuo il lavaggio dell’attrezzatura e la sistemo nel deposito,  saluto la “Truppa” e corro a casa dove mi aspettano per il pranzo e per tornare subito dopo al mare! 

#32 Cala di Mitigliano con Arturo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la prima parte della mattina in giro per la città e forse, dopo tanti anni di ricerche, ho scovato le Sirene a Sorrento … rientro a casa dopo averle incontrate all’asciutto.  
Dopo pranzo vado al mare a concedermi un poco di relax con mia figlia Lidia. 

Sono davanti alla mia scrivania alle 1830, preparo velocemente l’attrezzatura fotografica, pulisco il sensore digitale della fotocamera e cambio la batteria del vacuum-system dello scafandro. Alle 19 scendo e vado sotto casa dei miei genitori, saluto mamma e papà mentre arriva Arturo. Arriviamo intorno alle 20 al Punta Campanella Diving, c’è un bel gruppo di amici stasera.

Inizio subito a prendere in giro Pietro, spalleggiato dal prof Roscigno mentre tutto lo staff del diving è intento ad organizzare il tutto per l’uscita notturna.
Aspettiamo il calar delle tenebre e alle 21 saliamo in barca, siamo tanti su Marangone ma si sta comodissimi. Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e ormeggiamo nei pressi dello Scoglio della Castagna. 

Mi immergo con Arturo, avevamo concordato un giro sul sabbione, poi sulla posidonia ed infine sui massi rocciosi. A 18 metri di profondità, nei primi minuti d’immersione, vedo fluttuare nella colonna d’acqua, nei pressi del fondo una magnifica idromedusa Olindias  phosforica, mai vista prima in vita mia. E’ bellissima ed inizio a scattare, sono strafelice perché ne avevo parlato con Mimmo a Saline Ioniche dopo aver visto Oceania armata.

Arturo è lontano e lo raggiungo, gli indico la direzione da seguire per passare sulla prateria di Posidonia oceanica. Torniamo indietro verso riva e tra le verdi foglie non riesco ad individuare né cavallucci marini, né pesci ago. Inizia la zona dove c’è roccia e sabbia, continuo a restare al limite tra i due ambienti in cerca di soggetti. Ecco un nuovo spettacolare incontro … una coppia di Alicia mirabilis, attinia “Bella di Notte” che iniziano a ritrarre i lunghi tentacoli disturbati dalle potenti lampade. Proseguiamo ed incontro una piccolissima Sepiola rondeleti, è così piccola che decido di scattare usando una tripla esposizione  per riempire il fotogramma. Più avanti trovo un’altra Alicia, la terza della serata, infine una bella triglia di scoglio, uno  scorfano rosso, qualche polpo e dopo 70 minuti, risaliamo sotto la parete rocciosa con Astroides calycularis.

Siamo gli ultimi a salire in gommone, Mimmo mi racconta di aver visto anche lui la coppia di Alicia mirabilis e di aver fotografato un cavalluccio marino, scovato da Andrea, sotto la parete rocciosa.
Ritorniamo al diving ma scarichiamo le attrezzature dal lato opposto del porto, per non disturbare gli avventori del ristorante “Paguro”. Eseguo il lavaggio delle attrezzature e faccio una rapida doccia, vorrei scattare una foto con il poncho insieme a Mimmo e Pietro, ma quest’ultimo si è già rivestito ed è seduto a tavola per la cena. Saluto tutti e salgo sullo scooter alle 2345, ma solo dopo essermi ricordato di scattare un ultimo selfie con Arturo, sia con la mano destra che con quella sinistra! A casa mi attende la cena lasciata da mia moglie Mariolina e poi finalmente posso andare nanna, soddisfatto e felice.

#31 Cala di Mitigliano con Mimmo – Immersione Pomeridiana

Siamo in pieno agosto e le giornate al Punta Campanella Diving sono dense di appuntamenti … c’è così tanta gente che non c’è un posticino a bordo dei due gommoni per me nei due tuffi del mattino.  Approfitto così per assolvere ad alcune incombenze acquariofile (test dei valori dell’acqua) a cui avevo derogato in quest’ultimo periodo di ferie, ma anche per prendere un caffè con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. Antonio Mario e Dario Di Napoli, ai quali ho mostrato le grandi doti di praticità dello scafandro universale per smartphone NAUTISMART PRO che li ha subito conquistati.

La giornata è caldissima, l’anticiclone Lucifero accende l’aria creando una cappa di umidità che avvolge Sorrento e tutta l’Italia, l’unico metodo efficace per sfuggirle è quello di andare … a inumidirsi in mare!
Non ho cambiato configurazione alla mia Nauticam NA-D850, lasciando su il Sigma 15 mm ed i flash OneUW 160X. Non vedo l’ora di pranzare e saltare sullo scooter con direzione Massa Lubrense.

Oggi al diving troverò il mio amico Pietro Cremone, titolare di Fotosub-Shop e mio partner tecnico Nauticam Italia, venuto a trascorrere in costiera qualche giorno di ferie. Spero mi abbia portato l’obiettivo Nikonos RS13 mm che è stato modificato per montarlo sul mio scafandro.

Salto sullo scooter alle 14:30, ci sono 40°C, mentre mi sposto sembra avere un asciugacapelli acceso addosso. Arrivo a Marina della Lobra e trovo il prof. Roscigno che sta pranzando, mentre Stefania e Pietro stanno per sedersi a tavola dopo l’immersione. Resto a chiacchierare con i ragazzi del diving tentando di restare al fresco, sotto il tendone, ma la temperatura è veramente poco confortevole. 
Alle 16 siamo pronti per salire su Marangone, ma Pietro non tornerà in acqua oggi ed il mio obiettivo è in viaggio per Massa Lubrense. Appena partiamo provvedo a scattare il primo selfie del pomeriggio.

Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e mi tuffo insieme a Mimmo davanti alla grotta, mentre il gruppo andrà a ridosso dello scoglio “La Castagna” (il cui nome ho appreso adesso). Entro per primo nella caverna, inizio a scattare foto all’ingresso, poi entro più dentro, mentre Mimmo fotografa alcuni gamberi io arrivo al punto dello stretto passaggio e … faccio anche un autoscatto qui! Proseguo ed entro nella parte più buia e distante dall’ingresso, qui c’è una piccolissima botola nera (Oligopus ater) che si allontana disturbata dalle potenti lampade. Nel frattempo sopraggiunge anche Mimmo e lascio il pesciolino alle sue attenzioni. Io inizio il ritorno per provare a scattare ancora delle immagini dell’ingresso. Arriva anche il prof e anche con lui scatto una foto e mi lascio immortalare mentre eseguo il mio selfie.

Dopo una quarantina di minuti siamo fuori della grotta e costeggiando la parete, effettuiamo una lunga passeggiata per raggiungere il gommone. Qui, oltre alle tante salpe che brucano il fondale e poi nuotano a mezz’acqua, incontro una bella murena fuori tana, ma non riesco a fare in tempo a scattare. Allo scadere dei 60′ canonici sono fuori dell’acqua e incredibilmente, sono il primo del gruppo ad uscire. Fabio mi attende a poppa per prendere la mia fotocamera. Salgo a bordo ed attendo l’arrivo di Mimmo (anche lui puntualissimo) mentre Gianluigi, Andrea e Vittoria sono ancora con i clienti stranieri in acqua. 

Ripartiamo verso il porto e arrivati a terra effettuo il lavaggio delle attrezzature. Dopo l’ultimo selfie con il “confratello” Mimmo, verso le 19 rientro a casa soddisfatto della bella giornata trascorsa in mare. 

#30 Marina Grande con Arturo – Immersione Notturna

E’ un lunedì mattina quasi lavorativo, nonostante sia nel bel mezzo delle ferie estive, tra telefonate di lavoro ricevute ed incombenze familiari da sistemare. Approfitto anche per andare all’AMP Punta Campanella per rinnovare i permessi per le immersioni e al mio ritorno, quando sono le 13 e sono pronto a sedermi a tavola con la mia family, squilla il telefono … è il mio amico del liceo Gianluca bisognoso di aiuto con la sua auto in panne con la batteria scarica. Scendo subito, prendo l’auto di mia moglie e gli vado in soccorso. 30 minuti dopo sono già a tavola. Il tempo di un caffè e salto sullo scooter con mia moglie per andare al mare. 

Alle 18 sono a casa, telefono ad Arturo per concordare il nostro appuntamento, ho da assemblare flash e fotocamera e quindi sono salito un pò prima dal mare. Sono indeciso su cosa montare, lasciare il Sigma 15 mm oppure montare il Tokina 10-17 mm regolato a 15 mm, ma alla fine seguo la prima opzione. Approfitto anche per cenare in anticipo, per non farlo a tarda notte, al mio rientro.

Appuntamento alle 20 al porto di Sorrento dove prenderemo la nostra barca Armarc. Ci accompagna il miglior marinaio al mondo, mia madre Maria Rosaria, ma a sorpresa vengono anche le mie figlie Lorenza e Lidia. Carico borsone subacqueo e fotografico sullo scooter, poi passo al garage a prendere una bombola carica. Ormai sono diventato esperto nel “carico” anche su questo nuovo scooter e raggiungo il porto. Mio fratello e mia madre sono già in banchina e dopo poco arrivano le mie ragazze. Aspettiamo oltre 45 minuti in banchina mentre sistemiamo le attrezzature per far sì che le tenebre prendano possesso della serata. Il mare è calmo e fa ancora molto caldo.

Alle 21 siamo davanti Marina Grande, tutta illuminata dalle gialle luci notturne, così come l’intera costa di Sorrento. Mi tuffo per primo, Arturo mi segue un attimo dopo. Dopo il check in superficie ci immergiamo. L’acqua è abbastanza limpida ma qui sotto l’hotel è pieno di rifiuti antropici.
Mentre sono intento a fotografarli, Arturo mi lampeggia con la sua torcia. Mi avvicino … c’è una gallinella sepolta nel sedimento. Inizia a scattare e viene fuori dal fango sollevando un polverone. La seguiamo mentre si allontana provando a “stringerla” tra le nostre fotocamere ma ben presto guadagna l’abisso.
Proseguiamo il nostro giro fino ad arrivare alla base della prima boa, dove ci sono alcuni gamberi. Continuiamo incrociando anche le seguenti, fino ad arrivare dinanzi il pontile metallico. Stasera “girano” svariate enormi triglie, ma non sempre collaborano per lasciarsi fotografare.
Una polposa, un piccolo scorfano e poco altro. Siamo al termine dell’immersione, ormai 60 bar nella bombola, tempo di risalire.

Arturo, al suo primo tuffo notturno dell’anno, sembra in gran forma e “attira” i soggetti. Mi segnala prima un alcionario bianco e poi una piccola Alicia mirabilis, mi mostra sul suo display la foto di una corvina e mi segnala di aver visto fuggire un tonnetto. Siamo a circa 4 metri di profondità e mi dedico a scattare delle foto ad una murena intrappolata in una nassa. Trascorro gli ultimi minuti prima di risalire quando la lampada di Arturo si agita freneticamente nel buio! 

Mi precipito verso di lui con la poca aria nelle bombole, lo spettacolo è magnifico … un pesce civetta sta sorvolando la prateria di posidonia e insieme proviamo a metterlo in mezzo tra i nostri oblò. Scattiamo a ripetizione, ma ben presto devo segnalare a mio fratello che ho terminato l’aria, facendogli il segnale convenzionale muovendo la  mano sotto il collo. Mi segue in superficie dove c’è mia madre che ci aspetta, siamo felici ed allo stesso tempo sconsolati, per aver perso una bella occasione di continuare a scattare.  

Risaliamo a bordo soddisfatti per la bella serata, ci svestiamo e subito dopo facciamo il bagno con mia madre, così come hanno fatto già le mie figlie durante l’immersione. L’acqua è calda e piacevolissima. Con calma ci asciughiamo e sistemiamo le attrezzature prima di rientrare in porto.

Sono ormai le 23 quando attracchiamo al pontile della Coport, non resta che rimettere tuto sullo scooter, anzi, ancora di più! Infatti in risalita dal porto metto su anche la seconda bombola sulla pedana del mio Xcenter Yamaha, oltre al borsone subacqueo e quello fotografico.

Passo per il garage a posare le bombole e poi finalmente a casa, Lavo tutto fuori al terrazzino e metto ad asciugare, nel frattempo è passata la mezzanotte, è San Lorenzo e corro a fare gli auguri di buon onomastico a mia figlia che sta cenando con la sorella. Non sembrandomi “corretto” lasciarle cenare da sole, mi unisco a loro e ceno per la seconda volta! 

 

#26 La notte di San Domenico con Mimmo e Domy – Immersione Notturna

Il programma è stabilito da diverso tempo, attendo le 8 e vado in garage, carico l’auto e mi metto in viaggio.  Alle 9:15 sono sotto casa del Prof. Roscigno a Torre Annunziata che mi aspetta nel cortile essendo già pronto.

Carichiamo definitivamente l’auto e ci mettiamo in viaggio verso Sud. La passeggiata è piacevole, la compagnia di Mimmo è sempre gioiosa. Effettuiamo una sosta a Catanzaro intorno alle 12:30 per pranzare: io un panino ed un caffè in autogrill,  il Prof. invece ha il suo termos con il pranzo preparato da casa. … polpo all’insalata con … l’aglio!

Risaliti in auto proseguiamo il nostro viaggio senza intoppi, almeno fino a Saline Ioniche; la strada la conosco ormai ben bene. Le difficoltà iniziano quando bisogna trovare la collocazione precisa del Bed & Breakfast che ho prenotato. 

Iniziamo la ricerca del B&B con il navigatore dell’auto ma non riesce a trovare l’indirizzo specificato nella email di prenotazione … allora Mimmo accende il Navigon sul suo iPhone … ed iniziamo a seguire le indicazioni … saliamo sempre più in collina su una strada solitaria e dissestata, allontanandoci dal mare dal quale eravamo vicini di poche decine di metri. Comincia ad insorgere un terribile sospetto di aver clamorosamente “toppato” durante la fase di prenotazione su Booking, pur avendo consultato le info che mi dicevano che era vicinissimo al mare!

Il Navigon ci porta sul cocuzzolo della montagna! Chiaramente siamo stati fuorviati, invertiamo la rotta e torniamo verso valle, telefoniamo al numero indicato e ci facciamo spiegare la strada. Arriviamo alle 15 nel posto indicato, facilissimo da raggiungere dalla strada statale ionica e vicinissimo al mare e a 5 minuti da Saline Ioniche.

Consegniamo i documenti ed effettuiamo il controllo della temperatura, trasportiamo i pesanti bagagli nell’appartamento al primo piano della villetta con giardino e ci sistemiamo ognuno nelle due ampie stanze. Il posto è molto carino e ben curato, ma appena entrati c’è un gran caldo e accendiamo immediatamente l’aria condizionata a 20°C per raffreddare l’appartamento.

Iniziamo subito ad assemblare le fotocamere per l’immersione notturna ma subito dopo ci distendiamo sui letti per riposare un poco dopo il lungo viaggio. Quando suona la sveglia alle 17 ci prepariamo, Mimmo provvede al ripristino del sapone nella sua lattina, aggiungendo una nuova “essenza” al mix originale la cui ricetta non è replicabile. 

Raggiungiamo casa di Domy verso le 18 e i due omaccioni si abbracciano affettuosamente! Erano anni che mi ero riproposto di portare il prof. qui a Saline e sono felice anch’io per esserci riuscito, dopo mille tentativi andati a vuoto!

Siamo nel bel mezzo di una duplice festa di famiglia, compleanno & onomastico. Mangiamo così una fetta della torta di Rebecca dopo aver mangiato i rustici e i dolcetti preparati per la festa di San Domenico! 

Alle 19 siamo “costretti” a salutare tutti gli invitati … abbiamo da fare! Ci spostiamo al Ficarella Diving Club dove … immancabilmente  c’è Umberto Crisalli! 

Stasera si va allo Scoglio Bianco.  Alle 19:30 lasciamo il diving dopo aver caricato le ultime bombole con il nuovo compressore. Ci prepariamo sulla strada che sovrasta la spiaggia ed entriamo in acqua alle 20:30 circa. C’è una forte corrente ed è faticoso muoversi. L’immersione è come sempre bellissima, la forte corrente “congela” una grande triglia che docilmente si lascia fotografare dopo aver spiccato il volo. Domy mostra quasi subito a Mimmo la murena orientale, alla quale il prof. dedica tutte le sue attenzioni. Noi razzoliamo lì intorno in cerca di soggetti in attesa di guadagnare il posto in prima fila per fotografarla. I soggetti non mancano: una  bella cicala di mare, una polpessa, un pesce civetta in fuga, un granchio melograno Calappa granulata, alcuni pesci pappagallo e sul finire dell’immersione, in superficie, qualche aguglia.

Usciamo dall’acqua leggermente infreddoliti e dopo la faticosa “ascesa al monte” e la successiva svestizione, ce ne andiamo dal nostro amico Angelo, proprietario del ristorante Naif per cenare.

Mi lascio convincere da Domy e prendo una pizza uguale alla sua ed è una vera bomba! La birra non manca e aiuta a far “scendere”  il tutto. Immancabilmente a tavola “deve” arrivare la liquirizia … che  immancabilmente “evapora” dalla bottiglia. Restiamo a ridere e a scherzare a tavola con Angelo fin dopo la mezzanotte, ci alziamo felici e ce ne torniamo al B&B che è passata l’una di notte. Immediatamente rimettiamo in ricarica le batterie dei flash e ci lanciamo sui letti per dormire, domattina  si replica! 

#25 Grotta dello Zaffiro con Fabio Russo

Subito dopo aver sostituito le bombole scariche con quelle a 200 bar, ci spostiamo in gommone con direzione Grotta dello Zaffiro, pronti ad immergerci di nuovo.
Le batterie dei miei flash mi hanno mollato ma la fortuna ha voluto che oggi Gianluigi avesse portato con se la sua fotocamera Nauticam NA-D810 con i flash Ikelite. Molto bene, anche se non provvista di un mirino magnificatore, posso scattare lo stesso qualche foto in grotta.

Faccio da apripista ed entro per primo nella grotta, mi volto e illumino verso l’esterno per mostrare il punto nel quale è possibile risalire fino alla superficie senza urtare la roccia. Tiriamo fuori le teste dall’acqua ed iniziamo ad illuminare ed ammirare la bellissima volta della cavità. Mi avvicino con la lampada alle stalattiti e stalagmiti, ammirandone i riflessi nell’acqua. Effettuiamo un breve giro anche sul fondo ma ben presto usciamo dalla caverna per procedere lungo la parete rocciosa esterna di destra dove incontriamo una piccola spugna Axinella cannabina.

Lungo la parete si apre anche un altro piccolo grottino con il fondo coperto dal fango, interessante fotograficamente perché provvisto  di altre aperture. Arriva il momento per Fabio di lanciare il segnale in superficie per avvisare Gianluigi che siamo pronti a riemergere.

Torniamo al Punta Campanella Diving dopo aver ammirato i mega-yacht in rada davanti Nerano. Arrivati al diving, lavo come di consueto tutto il materiale e subito parto con lo scooter con direzione di  casa dove arrivo per le 14:30. 

Mangio al volo qualcosa ma la mia famiglia non ha voglia di scendere al mare. Posso così buttarmi sotto la doccia, fare un riposino ed infine, mettermi a guardare le foto scattate oggi.

#24 Punta S. Elia con Fabio Russo

Anche oggi la sveglia suona presto, mi preparo ma devo attendere le 8 per l’arrivo della collaboratrice domestica Irina e poi finalmente scendo di casa. La giornata è soleggiata ed il mare è calmo. Al Punta Campanella Diving ci sono solo Fabio e Gianluigi, parcheggio lo scooter e preparo attrezzatura subacquea, in programma una doppia immersione a Punta Sant’Elia e alla Grotta dello Zaffiro.
Durante la navigazione, all’altezza di Nerano, c’è un folto gruppo di cormorani alle “Mortelle”.

Arrivati sul posto, inizialmente s’immerge Gianluigi con i clienti. Io e Fabio aspettiamo in barca la loro immersione, Al loro rientro verso le 11:30, ci tuffiamo per effettuare il nostro giro subacqueo.

L’immersione inizia subito al Top, con un’incontro spettacolare … praticamente “atterro” su una rana pescatrice che è perfettamente mimetizzata con il fondo!

Segnalo subito il pesce a Fabio che da modello provetto, collabora a completare l’immagine mettendosi nel punto “giusto” e desiderato dal sottoscritto. E’ importantissimo infatti avere un modello che è anche fotografo e che conosce le esigenze del fotosub.

La nostra immersione di una quarantina di minuti è tutta qui … seguiamo il pinnuto a lungo nei suoi spostamenti fin quando non riesce ad allontanarsi fuori dalla nostra portata.

Terminiamo l’immersione lungo la parete dove troviamo una piccola barca affondata ed anche una rete abbandonata che copre la roccia. Non è un bel vedere ed andrebbe prima o poi rimossa. Qui nel Golfo di Salerno c’è tanta Caulerpa taxifolia ed incontriamo anche una bella spugna Axinella cannabina.

Durante i 7 minuti di decompressione, con l’acqua limpida, approfitto ancora per scattare qualche foto a Fabio che è veramente bravissimo. Risaliamo e ci spostiamo, cambiamo le bombole in vista della successiva immersione.

 

#23 Banco di Santa Croce con Mariele & Luca (ma senza Mimmo)

Oggi anticipo la sveglia alle 6:45. In programma c’è un tuffo al Banco di Santa Croce e bisogna sbrigarsi. C’è sole e non vi è evidenza  dell’allerta meteo annunciato in TV.

Alle 7:30 sono al diving, lo Staff è al completo. Andiamo a prendere il caffè al bar mentre arrivano anche Rosy e Gianluigi. Mi aspettavo di trovare i miei amici ma non c’è né Mimmo né Pietro. 
Aspettiamo che tutti siano pronti e partiamo alle 8:40. Arriviamo al banco dopo una navigazione “bagnata” con vento e onde che ci arrivano addosso e con tre gommoni già ormeggiati alla boa.

Mi tuffo per primo ma c’è una corrente superficiale pazzesca e fatico ad arrivare alla boa. Aspetto lì i miei amici in superficie, con me scendono Gianluigi che accompagna Mariele Crispino e Luca Capasso sulla Secca Principale. Entrano subito il tunnel roccioso coperto dalle gorgonie rosse e lo attraversano,  mentre io sono intento ad entrare dall’altro lato. Sfortunatamente fanno prima di me e non riesco a scattare come avrei voluto.

Usciamo dal lato dal quale sono entrato e raggiungiamo la Savalia savaglia, poi proseguiamo il giro verso le margherite di mare e le  gorgonie rosse e poi fino a quelle gialle. L’acqua è limpida e si vede tantissimo pesce, con dentici, cernie e salpe; la corrente qui a fondo è molto più scarsa. Dopo 10 minuti di decompressione, risaliamo a bordo. 

Quando metto la testa fuori dall’acqua vedo i miei amici Ciro dell’Anno e Marco Panico sul gommone di Eurosub che hanno aspettato la nostra risalita per salutarmi.

Ritorniamo al diving e nel frattempo il vento ha cambiato quadrante, anche durante la navigazione inversa non mancano gli spruzzi in faccia. Approfitto della comodità di “Marangone” e mi siedo sul divanetto posteriore con Salvatore e arriviamo a terra asciutti.

Saluto tutti i miei amici ed approfitto per lasciare l’ultima copia del volume I del libro “I Colori delle Sirene” ad Ivo & Anita, ma anche a Luca & Mariele. Un abbraccio anche a Pietro & Stefania che tornano a casa.

Corro via perché il cielo è nero e minaccia un imminente temporale con tuoni e fulmini. Riesco quasi ad arrivare a destinazione ma all’altezza del Capo di Sorrento inizia una pioggia torrenziale. Arrivo a casa completamente bagnato, apro la porta e mi infilo  direttamente sotto la doccia calda. Nel frattempo è pronto il pranzo. E’ immancabile il successivo sonnellino ristoratore. Mi sveglio alle  16 per guardare il GP d’Inghilterra di F1, con Charles Leclerc che finisce secondo dietro il campionissimo Lewis Hamilton. Un bel caffè e sono pronto per andare a scaricare sull’HardDisk le foto scattate  ed iniziare a scrivere il resoconto della giornata odierna e quello delle  immersioni arretrate.