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Scoglio Proteso con Italo

L’insistenza dei messaggi di Rosy è stata fruttuosa, per tutta la settimana mi ha massaggiato, promettendomi una sorpresa. E tale è stata, una vera “Carramba che Sorpresa”, dopo oltre 10 anni incontro il carissimo amico e fotografo Italo Nobile, venuto a Sorrento per trascorrere il weekend con il Punta Campanella Diving Center. Raggiungiamo Punta Campanella e ci immergiamo nei pressi dello Scoglio Proteso. Con me e Italo ci sono anche Rosy e nonno Virgilio, immancabile presenza a bordo del gommone, tutte le mattine in acqua a più di 70 anni.

L’acqua è limpida con oltre trenta metri di visibilità, lo scoglio si staglia nel blu facendo intravedere le spugne gialle che lo ricoprono completamente nella zona ombrosa. Ho fin troppi modelli per fotografare, quattro sono troppi …. Così mi dedico al solo Italo, che da esperto Fotosub, mi asseconda senza nemmeno un cenno, intuisce mirabilmente le posizioni migliori, osservando l’inquadratura nel mio oblò.

Terminiamo l’immenso e dopo aver visitato la piccola grotta con gli Apogon che si apre lungo la parete ed un giro nei pressi del faraglione che troneggia sulla punta, coperto ormai solo da poche colonie di Astroides residui della pesca di frodo dei datteri di mare.

Saluto il folto gruppo di amici per fare ritorno a casa, pranzare e tornare a mare con la famiglia.

Puolo con Mimmo – Immersione Notturna

Quando il Prof. Roscigno chiama, non è possibile dire di no!

Così alle 19:30, dopo una giornata di lavoro, ho raggiunto il Punta Campanella Diving Center dove mi attendevano Mimmo, Edo ed un gruppo di subacquei pronti per andare in mare. Ci siamo preparati e raggiunto la Baia di Puolo dove ci siamo immersi verso le 21:00.

Acqua limpida, ma nessun incontro “notevole”, anche a 40 metri di profondità, forse a causa della luna ormai piena che sovrastava il cielo stellato. I soggetti incontrati erano sicuramente più adatti ad una lente macro, configurazione adottata da Mimmo, mentre con il 10.5 mm i soggetti scarseggiavano. In ogni caso una bella serata trascorsa ancora una volta sott’acqua con tanti buoni amici.

Marina Grande con Arturo – Immersione Notturna

Con mio fratello in ferie, risulta più semplice organizzarsi per una notturna. Non ho che da preoccuparmi di caricare le batterie e chiudere lo scafandro Isotta, al resto ha pensato tutto lui. Così, con mia madre e mio nipote Enrico jr, mi ritrovo al porto di Sorrento per uscire con la nostra barca Armarc, con direzione Massa Lubrense. il vento che nel frattempo si è alzato ci costringe a ripiegare sotto costa, per cui andiamo a Marina Grande di Sorrento. Appenna ci tuffiamo ci imbattiamo in una rete da posta che ci taglia la strada verso la scogliera. La scavalchiamo e proseguiamo raggiungendo il sabbione su cui effettuiamo numerosi incontri. Le situazioni sono quasi tutte favorevoli ad Arturo che ha montato il 60 micro sulla sua Nikon D7000 in custodia Isotta, soggetti molto piccoli per la mia configurazione con il Microdome Isotta ed il 10.5 mm. Quando risaliamo le onde sono aumentate, facciamo subito rientro in porto è solo lì ci spogliamo. Alle 22:30 sono già a casa per la cena, pronto per una nuova giornata di lavoro.

Tunnel e Grotta dell’Isca con Lorenza e Mimmo

Oggi avevo un compito da svolgere, come quelli assegnati per le vacanze agli studenti …. e come da manuale, l’ultimo giorno utile ho provveduto per svolgerlo! Avevo promesso alla mia amica geologa, la Prof. Emma Ruggiero Taddei di effettuare un rilievo fotografico ad un transetto che era stato posizionato circa trent’anni fa e successivamente risegnalato, per controllare a distanza di anni la popolazione di brachiopodi all’interno delle grotte all’isolotto dell’Isca. Così, nell’ultimo giorno di ferie, ho approfittato dell’uscita del Punta Campanella Diving Center per andare a visitare il sito e scattare alcune immagini. Con me è venuta anche Lorenza che, reduce dal viaggio alle Maldive, aveva difficoltà ad indossare la muta umida da 5 mm con il cappuccio, necessario per le immersioni nel nostro mare.

Raggiungiamo con il gommone l’isolotto con a bordo tanti subacquei, compresi l’onnipresente Mimmo e il mio nonno acquisito Virgilio Liguori. L’acqua è bella e subito entriamo nel tunnel con le ampie “finestre” che fanno entrare la luce e ospitano tantissimi saraghi fasciati. Mentre il gruppo si trattiene qui, io e Lorenza ci avviamo nella grotta per fotografare il riquadro con i brachiopodi, per poi fare ritorno nel tunnel non appena il gruppo ci raggiunge nella grotta. Così infatti facciamo e terminiamo l’immersione provando a fotografare tutte le aperture della grotta in un solo scatto. Colgo poi l’occasione per fare esercitare Lorenza con la fotocamera reflex, mi trasformo da fotografo in modello e mi metto in posa per lei.

Tornati a terra rientriamo subito a casa. Lorenza, stanca per le continue evoluzioni a cui l’ho costretta per assecondare le mie esigenze compositore, resta a casa a riposare. Io me ne scendo in spiaggia a Sorrento per raggiungere moglie e figlia per un bel bagno nell’acqua finalmente pulita dopo lo shock del divieto di balneazione degli scorsi giorni.

Boa con Arturo

Anche oggi il meteo non promette nulla di buono, ma la voglia di andare in acqua è più forte. Così ci muoviamo con l’Armarc per andare alla Marina Grande di Sorrento per immergerci sulle boe degli spirografi. Mentre i bambini restano in barca con la nonna Rosaria, io e Arturo ci immergiamo in cerca di qualche boa diversa da quella dove solitamente andiamo. Durante la vestizione inizio ad avvertire un poco di mal di mare, causato anche da una giacca di muta che mi opprime essendo particolarmente stretta. Dopo essermi tuffato sono costretto ad uscire dall’acqua per toglierla e scendere solo con un monomero senza cappuccio. Raggiungiamo i trenta metri ma la gomena è poco coperta dagli anellidi. Così decidiamo di risalire subito. Arrivati in superficie ci spostiamo a nuoto verso la successiva boa e ci rituffiamo su di essa. Questa è ancora peggio! Quasi per niente colonizzata da spirografi ma tantissime cozze. Risalendo Arturo individua una bella bavosa che ha deposto le sue uova viola all’interno di una cozza morta. Mentre lo attendo, il dondolio della gomena fanno sì che la nausea mi colga in pieno! Segnalo ad Arturo la mia risalita in superficie, dove sono costretto dopo anni a vomitare in acqua. Stremato vengo soccorso da mio nipote Enrico che nel frattempo è sopraggiunto con il canotto  per prendere la mia fotocamera. Questa volta sono costretto a desistere, non mancherà occasione per ritornare in acqua. Puntuale come previsto, il cielo si rabbuia e le nuvole nere si avvicinano sempre più alla costa minacciando pioggia che arriva quando siamo in porto e ci costringe al rientro bagnato a casa con lo scooter.

Punta Lauro con Arturo e Mimmo

Il meteo cattivo di ieri ci ha lasciato a terra, ma oggi si riesce ad uscire, nonostante un poco di onda lunga residua. Raggiungo il diving  con mio fratello Arturo dove ci attendono Mimmo ed Edoardo. Raggiungiamo Punta Lauro, uno dei pochi posti ridossati e ci immergiamo sulla punta, dove l’acqua è limpida in profondità. Ho montato il Microdome Isotta con il Tokina 10-17@15 mm per effettuare alcune prove comparative. Ho approfittato anche di una immersione senza particolari sussulti, per effettuare anche delle prove video con i mie faretti Archon. Terminata l’immersione, come al solito, rientro a casa salutando l’allegra compagnia del Punta Campanella Diving Center.

Massa Lubrense con Arturo – immersione notturna

Dopo una calda giornata trascorsa al mare con la famiglia, in serata con mio fratello Arturo sono uscito in barca ad esplorare un posto nuovo in notturna, accompagnati da nostra madre.

Raggiungiamo il posto ed attendiamo le 21:00 per immergerci, scendendo in acqua libera. Raggiungiamo il fondo sui -20 mt ed iniziamo l’esplorazione del fondale sabbioso. L’acqua è limpida e fredda in profondità. Incontriamo subito una pattuglia acrobatica di calamari che al nostro arrivo si allontanano usando il “salto nell’iperspazio”. Proseguiamo ed incontriamo diversi gronchetti e qualche galletto Ophidion barbuta, una grossa sogliola ed alcuni pesci lucertola. L’aria nelle nostre bombole scarseggia ed è tempo di risalire dove nostra madre ci attende in barca insieme ad Enrico Gargiulo Jr. Rientriamo quindi a terra ammirando il panorama illuminato della Penisola Sorrentina, soddisfatti per la piacevole serata trascorsa insieme.

Vervece e Puolo – immersione notturna

Un violento temporale mi sveglia alle 7:00 con il suo intenso fragore. Mi alzo e dopo aver fatto colazione, mi metto a lavorare al pc per sistemare le foto del viaggio alle Maldive. All’improvviso, il monitor si spegne, il  black out che durerà fino alle 10:45 mi blocca in tutto. Alle 9:00 ricevo una telefonata da Mimmo che mi chiede informazioni sulla giornata di monitoraggio dei fondali organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. Non essendo in sintonia con le informazioni ricevute dal Prof., telefono prontamente a Rosa Linda Testa per avere dettagli precisi. Scopro con grande sorpresa di dover coprire il mio turno insieme ad altri amici, nel pomeriggio e in notturna. Preparo la fotocamera e raggiungo con lo scooter Massa Lubrense che nel frattempo si è liberata dalle nuvole ed è illuminata dal sole. Il vento di scirocco poi, ha spianato e pulito il mare sotto costa. Quando arrivo al diving incontro il mio amico fotosub Pietro Formis insieme agli amici del circolo Jaques Cousteau che rientrano dalla loro immersione al Vervece. Li attendiamo nella svestizione per poi andare a mangiare qualcosa al ristorante sopra il porto. Qui ci attardiamo a tavola ma alle 16:00 siamo pronti per scendere in acqua. Da Napoli è sopraggiunto anche Guido Villani che scenderà con me al Vervece in pomeridiana. L’acqua è limpida e c’è molto pesce in giro, tante cernie, saraghi fasciati e maggiori, murene, occhiate, castagnole rosse e nere, donzelle e labridi, bavose e cerchie, stranamente sono pochi i barracuda, solo piccoli esemplari, ma molto confidenti con i sub. Mentre eseguo la decompressione, tre grandi orate volteggiano sotto di me in cerca di cibo sollevatole dalle mie pinne. Quando rientriamo al diving anche Mimmo Roscigno ci ha raggiunto per il tuffo notturno a Puolo. Ritorno a casa a cambiare obiettivo, posando il Micro Nikkor 105 mm per passare al Nikon 10.5 mm con il Microdome di Isotta Isotecnic.

Approfitto per rilassarmi un poco con i mie nipoti sfidandoli alla Playstation, ceno brevemente con loro e ritorno al diving con lo scooter per la notturna ….. Usciamo di nuovo con direzione Baia di Puolo con il gommone. Questa volta accompagnerò Pietro Formis in giro sul sabbione in cerca di soggetti, mentre Edo si dirige in profondità, Guido e Mimmo si mantengono in acque basse. L’acqua è limpida anche qui nonostante il temporale di questa mattina. Scendiamo sul dolce pendio sabbioso ed incontriamo un gronchetto che si lascia fotografare sorprendentemente senza fuggire. Ad un tratto mostro a Pietro una seppia ed un polpo vicini tra loro. Mentre segnalo la coppia al mio amico, perdo l’attimo per immortalare l’agguato fulmineo del polpo ai danni della seppia. Il duello si protrae a lungo, con la seppia ormai sottomessa e spacciata …. la sua serata però è fortunata poiché i nostri ripetuti flash alla fine disturbano il polpo, lasciandolo privo della sua grossa preda!

Proseguo in cerca dell’Alicia mirabilis, ma questa sera non ne vedo nemmeno una. Peccato, fortuna non mancano i paguri con le attinie simbionti ed i pesci lucertola. Quando siamo ormai sotto la barca Pietro mi mostra un bellissimo gasteropode, che striscia velocemente tra la roccia e la sabbia.

Rientrati al diving soddisfatti per l’insolito incontro,  saluto tutti e rientro a casa con lo scooter, faticando non poco a seguire “sveglio” le tortuose curve che mi portano a casa!

Vervece e Puolo – immersione notturna

L’estate più calda degli ultimi 150 anni …. la temperatura è insopportabile, bisogna assolutamente rinfrescarsi in mare e soprattutto in profondità dove l’acqua sotto i 40 metri è ancora molto fredda!

Così, come al solito mi lancio con il mio scooter in direzione di Massa Lubrense dove mi attende lo staff del Punta Campanella Diving Center per un tuffo al Vervece. Raggiungiamo lo scoglio e ci tuffiamo subito, vado verso la foresta di gorgonie rosse ma poi risalgo a bassa quota dove staziona un grande branco di barracuda. Quando rientriamo a terra, sciacquo tutto e fuggo via per tornare a Sorrento per andare al mare con la famiglia.

Verso le 19:00, quando sono ormai pronto a lasciare lo stabilimento balneare per tornare a casa, mi giunge una telefonata di Mimmo Roscigno che mi invita a raggiungerli per una imprevista immersione notturna per pochi intimi …. il tempo di riorganizzarmi e passare per casa dove avevo lasciato la fotocamera. Prendo un flash per Mimmo che ha subito un guasto ad uno dei suoi lampeggiatori elettronici e li raggiungo ancora a Marina della Lobra con lo scooter. Il tempo di rimontare l’attrezzatura e la fotocamera e siamo già sul gommone, con Ivo che ci accompagna ed il sole basso sull’orizzonte.

L’acqua è caldissima in superficie, ancora una volta vado a cercare refrigerio in profondità, seguito da Edoardo, mentre Mimmo resta nel basso fondale per cercare dei pesci prete visti qualche sera fa. Incontro alcune pennatule e due capponi che però non si lasciano avvicinare come al solito, fuggendo via nell’oscurità della notte. Risalendo verso la parete, con il computer che mi segnala alcuni minuti di decompressione, incontro un grosso dentice adagiato sul fondo, mi avvicino ma non riesco a fotografarlo perché anche lui fugge via disturbato dalle potenti lampade. Termino l’immersione fotografando alcuni tordi pavone ed una grande lepre di mare, mentre i miei compagni sono già in barca. Ritorniamo al diving prima del solito, alle 22:30 siamo già spogliati, così, di corsa come al solito, fuggo via per tornare a casa esausto a dormire.

Scoglio Penna – immersione crepuscolare

Caldo torrido, la giornata lavorativa sembra interminabile … ma c’è qualcosa che nella mia mente attenua la stanchezza … l’idea di una bella immersione crepuscolare con il Punta Campanella Diving Center.

L’attrezzatura fotografica è già pronta, non resta che salire sullo scooter e raggiungere Marina della Lobra. Trovo tutti pronti in gommone, su cui salto al volo con la mia attrezzatura. Raggiungiamo lo Scoglio a Penna e ci immergiamo subito, passando attraverso il buco coperto da Astroides, ahimè con alcuni segni evidenti di pesca illegali di datteri di mare. L’acqua non è limpida come invece lo è dal versante sorrentino in questi giorni; mi dirigo subito in profondità per provare di giorno il nuovo microdome di Isotecnic per il Nikon 10.5 mm. Raggiungo le gorgonie rosse, poi risalgo verso quelle bianche dove sono presenti alcuni crinoidi. Termino l’immersione in parete all’interno del buco, dove ci sono due piccolissime cernie. Rientriamo al diving con il vento caldo che ci asciuga i capelli, la notte è ormai prossima con il sole sparito all’orizzonte. Mi catapulto a casa per poi uscire poco dopo con la famiglia per seguire fino a tarda sera, una divertentissima “corrida canora” ai Colli di Fontanelle.