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#11 Tunnel e Grotta dell’Isca

Questa volta mi sono immerso!
Solita sveglia, faccio una piccola colazione e vado ad assemblare la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Tokina 10-17 mm ed il minidome Saga Dive.
Appena terminato mi vesto e scendo un attimo per andare a comprare il pesce per il pranzo e per la cena odierna. Lascio il tutto in frigorifero, prendo il borsone fotografico e alle 8 parto con lo scooter. Il cielo è nuvoloso e minaccia pioggia. Lungo il percorso di circa 15 minuti verso Marina della Lobra inizia a piovere ma la pioggia cade leggera. 
Al Punta Campanella Diving Center oggi c’è lo staff quasi al completo, Gianluigi, Rosy, Lisa, Vittoria, Andrea e Stefano, manca solo Fabio che li raggiungerà a breve per iniziare la stagione subacquea 2021. Quest’anno a “Berta” (il vecchio gommone) si è aggiunto anche “Marangone” e fanno bella mostra nel porticciolo. 


Non è per me il giorno di inaugurarlo, perché io sarò con un piccolo gruppo sull’abituale battello diretti all’isolotto Isca, con Lisa ai comandi e Vittoria in acqua, mentre Gianluigi ed Andrea accompagneranno un gruppo di subacquei in arrivo per un’uscita  a Punta Campanella.

Il mare è calmo e raggiungiamo così confortevolmente il punto d’immersione. Durante la navigazione però la temperatura si abbassa con il vento generato dalla velocità dello scafo. Raggiungiamo l’isolotto ed inizia ad aprirsi un poco il cielo.

Approfitto così per prendere in giro i miei compagni Paola, Martina, Enrico e Fabio, garantendo che al momento dell’uscita dall’acqua ci sarà il sole e loro soffriranno il caldo con le mute stagne indossate, mentre io potrò spogliarmi della muta umida per prendere il sole!

Anticipo il gruppo e mi tuffo per entrare nel tunnel, dopo poco li vedo entrare ed avvicinarsi alle ampie “finestre azzurre”.  Non indugiamo e proseguiamo per dirigerci verso la grotta. Anche in questo caso li sopravanzo, aspettandoli all’interno per immortalarne l’ingresso nella cavità. 
Dopo un breve giro nella parte destra della parete, riemergiamo in superficie per ammirare la volta della grotta, piena di stalattiti e concrezioni calcaree.

La marea è bassa e la stalattite che abitualmente arriva in acqua stavolta è sollevata di una quindicina di centimetri dal livello del mare. Su di essa sono adese svariate anemoni Actinia equina che pendono dalla roccia, venendo bagnate occasionalmente dal sollevarsi del mare in concomitanza delle onde generate dalle imbarcazioni all’esterno. Terminiamo la visita “aerea” della caverna e ritorniamo sul fondo dove, dopo una rapida occhiata alla stalattite spezzata che giace sul fondo, usciamo di nuovo per tornare nel tunnel e visitarne la parete opposta alle “finestre”, con lo stretto passaggio dove c’è una folta famiglia di Apogon imberbis, ma anche lo spacco nella volta che lascia entrare la luce.

Approfitto di Martina per scattarle qualche foto in prossimità dei buchi nella roccia, ma confesso che “lavorare” con i subacquei tecnici  è un’ardua impresa, il loro invidiabile assetto è tutt’altro che fotogenico e confesso che, all’uscita dall’acqua ha esternato il mio disappunto:

“Siete inguardabili! Sono fiero di aver imparato ad andare sott’acqua oltre 40 anni addietro con una tecnica completamente opposta alla vostra! Siete bravissimi ma non posso fotografarvi così, con quelle braccia distese e le gambe piegate con le pinne in alto!”

I miei amici esplodono in una fragorosissima risata e riesco perfino ad avere il loro appoggio al mio sfogo.
Il meteo è migliorato, ma non tanto da consentire di svestirmi, così faccio il viaggio di navigazione verso il porto con la muta indossata, ma senza sentire freddo. Passiamo per Punta Campanella a salutare Gianluigi e Stefano su Marangone e proseguiamo, arrivando alle 12 circa al diving.  

Solo il tempo di lavare e sistemare l’attrezzatura,  appena sono pronto, carico il borsone fotografico sullo scooter e rientro alla base. Prima delle 13 sono a casa, dove mi aspetta la mia family per il pranzo. 

Domani si torna in acqua, ma spero finalmente di saltare sul nuovo gommone!

Tunnel e Grotta dell’Isca con Olgiata Diving

Solo una breve sosta dopo la prima immersione, immediatamente ripartiamo alla volta dello Scoglio dell’Isca. Il mare è un poco più agitato adesso, perchè si è alzato il maestrale. Arrivati sul posto mi tuffo in anticipo e aspetto i miei amici, Lisa si è già avviata con i suoi clienti all’interno del tunnel e poi nella grotta. Noi ci raduniamo in superficie e scendiamo attraverso l’ampio ingresso. La visibilità non è ottimale come sembrava, i saraghi sono dentro la grotta anche oggi. Iniziamo a scattare delle foto ma quasi subito poso sul fondo la mia fotocamera per assistere Max e Francesca intenti ad effettuare alcune prove che avevamo concordato. Dopo un poco però li invito a seguirmi per andare nella grotta dove infatti troviamo Lisa che è salita in superficie a mostrare le stalattiti che sono presenti sulla volta emersa. Facciamo lo stesso e proviamo a scattare una foto ricordo anche vicino alla stalattite immersa nell’acqua, poi usciamo all’esterno della caverna per tornare nel tunnel.  Mentre Gianluigi inizia ad immergersi in apnea passando attraverso le “finestre” del tunnel, noi riprendiamo la sessione di allenamento, prima di risalire a bordo del gommone. Fa lo stesso anche Francesca Chiodi che si immerge in apnea all’esterno della grotta per farsi scattare qualche foto. Ritorniamo alla base affamati, è tempo di sedersi a tavola per mangiare qualcosa … trascorriamo così un’oretta, amorevolmente ricordando gli incontri fortunati dei nostri ultimi viaggi. Al termine io me ne torno a casa, ma prima di andare via mi faccio coraggio chiedendogli una foto ricordo!

Loro sono pronti ad andare in acqua per il terzo tuffo giornaliero, senza compiti specifici, andranno a Punta Campanella ed è il caso di godersi l’immersione!

Punta Campanella e Isca

Mi sveglio alle 3:30 ed ho difficoltà a riprendere sonno, non è però per l’attesa di portare in acqua la nuova “bambina” ma per l’afa terribile che ci attanaglia in questi giorni. Quando suona la sveglia non sono ben riposato ma sono comunque bello carico per la giornata che mi attende. Ho preparato due scafandri …. uno pieno (D7200) ed uno vuoto (D850) per effettuare anche il “check dive” come da manuale del bravo fotografo, nonostante non ce ne sia bisogno. Alle 9 sono al Punta Campanella Diving Center e andiamo a prendere il caffè al bar prima di partire per la nostra doppia immersione.

Il gommone è bello carico ma raggiungiamo velocemente Punta Campanella dove ci attendono altri due clienti capresi venuti con la loro barca. In un primo momento sarei dovuto andare con Gianluigi al grottino dei gamberi, ma vista il leggero ritardo di uno di essi ancora alle prese con il montaggio della videocamera subacquea, decido di scendere da solo, ma evitando di andare nella piccola cavità per non sporcare l’acqua. Scendo lentamente e subito incontro un banco di barracuda, raggiungo le gorgonie e torno verso il faraglione ammirando le cernie dorate ed i saraghi passeggiare placidi su un tappeto di gorgonie bianche. Raggiungo il faraglione e recupero qualche pezzetto di roccia staccata dai datterai per portarla in acquario dove, se ben nutriti e posizionati, gli Astroides sono in grado di prosperare a lungo. Decido così di risalire prima del solito per portare il tutto in superficie e posare la fotocamera “piena” per prendere quella “vuota” da portare per un poco a passeggio sott’acqua. L’operazione ovviamente riesce perfettamente con il solo fastidio di doverla trattenere saldamente tra le mani, pena vederla salire a galla di scatto a causa dell’assetto positivo. Risalgo a bordo soddisfatto ed attendo il rientro di tutto il gruppo. Dopo una breve sosta nei pressi di Nerano, ci spostiamo all’isolotto dell’Isca dove ci immergeremo di nuovo. Questa volta in acqua scende anche Virgilio che ci aveva atteso in barca, oltre a Vittoria, Gianluigi ed Andrea che sono alle prese con degli allievi per un corso Open Water Diver. Effettuiamo il nostro giro nel tunnel, mentre il gruppo prosegue in direzione della grotta, io mi trattengo a fotografare alcune zone meno frequentate dove con mia grande sorpresa mi accorgo che ci sono alcuni rifiuti plastici che andranno rimossi prossimamente. Mi concentro anche a fotografare i tanti saraghi che stazionano all’ingresso del tunnel fenestrato che si muovono lentamente, incuranti della presenza dei sub. Anche qui raccolgo dei frammenti di margherite di mare per l’acquario, ma fortunatamente non si vedono nuove zone di danneggiamento, questi sono solo i residui di precedenti battute. Attendo sotto la barca l’arrivo degli altri sub e li chiamo a raccolta per scattare la foto ricordo, poi risaliamo e riportiamo i due sub capresi alla loro barca prima di tornare velocemente a Massa Lubrense. Mi sono veramente divertito e sono soddisfatto e rilassato, poco dopo però entro nella modalità “ansia da rientro a casa” …. ieri sera ho acquistato una lavatrice nuova per sostituire quella andata KO e devo essere a casa per le 15 per la consegna a domicilio! Al diving sono abituati alle mie manovre di “esodo” e non sono sorpresi della velocità con cui lavo tutta l’attrezzatura e la ripongo nelle borse …. qualche attimo dopo sono già sullo scooter e poco dopo a casa. Chiudo la porta e suona il citofono … “Sig. Gargiulo, a quale piano dobbiamo salire?”