Marco Gargiulo

#1 Mar Piccolo di Taranto con Mimmo e Davide

I miei amici del Punta Campanella Diving Sorrento avevano organizzato un’immersione per la mattina del 2 gennaio, per bagnare il nuovo anno 2026. A causa del mare avverso, però, abbiamo solo confermato l’incontro per scambiarci gli auguri di buon anno. Scattiamo un selfie mentre fuori piove, poi scappo via con lo scooter appena smette. In verità le condizioni del mare, qui a Marina Grande di Sorrento, non erano proibitive: un vero peccato.

Da quel giorno passano alcune settimane condite da riunioni aziendali a Milano, incombenze familiari e maltempo, compreso il ciclone Harry che ha devastato Sardegna, Calabria e Sicilia, creando problemi anche qui in Campania.

Solo oggi, dopo un mese, riesco finalmente a tornare in mare, nonostante il meteo resti molto perturbato, con pioggia intermittente e cielo coperto. Mi sono organizzato con gli amici Davide Pezone e Mimmo Roscigno per una sortita al Mar Piccolo di Taranto. Ho preparato l’attrezzatura già ieri sera, lasciando tutto in auto.

Stamattina la sveglia suona alle 5:15. Mi vesto, prendo l’auto e parto in direzione Torre Annunziata per raggiungere Mimmo. Arrivo puntuale alle 6:30 e inizio a caricare la sua attrezzatura, attendiamo Davide che lascia la sua auto e carichiamo anche la sua nella mia (spaziosissima) vettura. Appena pronti ci muoviamo verso Taranto, percorrendo prima un tratto di autostrada e poi la Basentana, oggi un susseguirsi di deviazioni. Il cielo è coperto e la pioggia ci accompagna a tratti per tutto il viaggio.

Dopo circa quattro ore arriviamo sul posto e troviamo alcune auto parcheggiate. Immaginiamo subito che siano i nostri amici pugliesi. Iniziamo a scaricare le attrezzature e, nel frattempo, riemergono i subacquei: sono effettivamente Michele Sbrilli, Roberto Strafella e Umberto Raganato. Inizio la vestizione insieme ai miei amici, ma non la completo perché devo spostare l’auto e liberare lo scivolo.

Incredibilmente l’auto, sul leggero pendio, non vuole ripartire. Probabilmente c’è un problema con il freno a mano elettronico che mi blocca sia la marcia avanti che la retromarcia. Rimango fermo sulla rampa, rendendo impossibile l’uscita a una vettura parcheggiata davanti a me. Sono minuti concitati: provo più volte, ma l’auto continua ad andare in blocco. Nel frattempo Mimmo è alle prese con il vacuum del suo scafandro, che non ne vuole sapere di funzionare.

Spengo e riaccendo l’auto più volte, la chiudo e la riapro, sempre senza risultato, finché mi viene l’idea di disattivare manualmente il freno tenendo premuto il pulsante. Finalmente l’auto si muove, riesco a liberare la rampa e a parcheggiare in sicurezza. Possiamo così completare la vestizione. Abbiamo perso oltre mezz’ora, ma appena pronti entriamo in acqua.

L’acqua è gelida, 12 °C come ci avevano avvisato. La visibilità non è granché, ma ci mettiamo subito in cerca dei soggetti seguendo le indicazioni ricevute. Raggiungiamo il punto dove era stato segnalato un cavalluccio marino: io non lo vedo, mentre Davide riesce a individuarlo. Mi fermo però a fotografare le claveline e grossi nudibranchi doridi orlati Dendrodoris limbata, molto frequenti in questo periodo.

Trascorriamo oltre 100 minuti sott’acqua alla ricerca di soggetti, ma la variabilità biologica del luogo è ormai solo un ricordo. Lo specchio d’acqua si è chiaramente impoverito: mancano soprattutto i cavallucci marini e gli spirografi, un tempo molto abbondanti, quasi onnipresenti. Nonostante avessimo ancora aria nelle bombole, rientriamo a terra con le mani congelate. Diventa complicato anche regolare tempi e diaframmi sullo scafandro. Mimmo si trattiene negli ultimi minuti con un grosso granchio, una delle poche prede della giornata.

Sistemiamo le attrezzature; Mimmo approfitta di una doccia calda sul posto, avendo usato una muta umida da apnea. Carichiamo tutto in auto, questa volta anche in modo più ordinato, e ci avviamo verso casa. Ci fermiamo subito per fare carburante e mangiare qualcosa, anche se Davide ci aveva gentilmente offerto uno dei suoi panini. Proseguiamo ancora con pioggia a tratti e ci fermiamo di nuovo in zona Taranto prima di ripercorrere la Basentana.

Il viaggio è lungo e faticoso, tra deviazioni e meteo avverso, ma verso le 18 arriviamo a Torre Annunziata e lascio i miei amici. Riparto subito verso casa e, fortunatamente, nonostante sia sabato sera, non trovo particolare traffico. Alle 19 sono sotto casa: scarico l’attrezzatura e la porto nel mio studio, poi sistemo l’auto al parcheggio.

Tornato a casa, provvedo al lavaggio di tutta l’attrezzatura, in attesa di sapere da mia moglie il programma della serata. La decisione finale è quella di restare a casa e ordinare un panino insieme a mia figlia. Non nascondo che, vista la stanchezza, mi fa piacere così, anche perché domani ci vedremo con gli amici per un barbecue in giardino.

 

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