Marco Gargiulo

#46 Il richiamo del Granchio Blu

Il richiamo del prof. Roscigno è irresistibile: quando chiama… non puoi che assecondarlo. Non importa l’ora, perché con lui ogni uscita si trasforma in una grande avventura.

Anche questa mattina mi sono alzato nel cuore della notte, ancora con il buio fitto intorno, per raggiungerlo. L’aria fresca del mattino prometteva già il sapore di mare che ci avrebbe accompagnato per le ore successive. La nostra missione era la stessa dei giorni precedenti: andare a caccia fotografica dei granchi blu. Ma stavolta saremmo stati completamente autonomi, con tutte le informazioni logistiche in tasca, frutto delle precedenti ricognizioni.

Arrivati sul punto, il mare era calmo come un lago, la superficie appena increspata da una brezza leggera. Ci siamo immersi lentamente, lasciando che la luce del giorno iniziasse a filtrare sott’acqua in sfumature verdi e azzurre. I primi minuti sono trascorsi esplorando fondali silenziosi, scandagliando ogni anfratto. Poi, dopo circa quaranta minuti, l’incontro: eccolo, il nostro protagonista.

Un grosso granchio blu, con le chele spalancate e l’armatura lucente, era intento a ghermire la sua preda. Uno scorfanotto, probabilmente scarto della pesca professionale, giaceva davanti a lui: per il crostaceo, un banchetto ricco ottenuto a prezzo irrisorio. La scena aveva qualcosa di primordiale e ipnotico: il contrasto tra il blu del carapace e il rosso del piccolo scorfano, i movimenti lenti ma inesorabili delle chele, il silenzio rotto solo dal nostro respiro nel boccaglio.

Il granchio non lo ha mollato per lungo tempo, nonostante le nostre “attenzioni” fotografiche. Arretrava lentamente, passo dopo passo, accostandosi agli scogli senza mai allentare la presa. Una tenacia silenziosa, quasi ostinata, che rendeva la scena ancora più affascinante. È stato un incontro breve ma intenso, uno di quelli che restano ben impressi nella memoria di chi vive il mare da vicino.

Ad un tratto, ho dovuto persino cedere la mia fotocamera a Mimmo: uno dei flash aveva smesso di scattare, per poi riprendersi qualche minuto dopo. Un piccolo imprevisto che non ha rovinato la magia del momento, anzi, ha aggiunto un pizzico di improvvisazione alla nostra immersione. Sarà necessario tornare ancora, magari per trovare qualche femmina con le uova o per tentare scatti macro ancora più ravvicinati.

Il rientro verso casa, seguito dal consueto lavaggio delle attrezzature, resta la faccia “negativa” della medaglia. Ma ogni avventura ha il suo prezzo… compreso il sonno perduto.

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