#22 Cala di Puolo con Punta Campanella Diving

Stamattina fatico ad alzarmi; la sveglia suona due volte prima di spegnerla definitivamente alzandomi. I due giorni trascorsi in ferie “in casa” a causa della pioggia, mi hanno però consentito di ultimare la gestione delle foto e la scrittura dei racconti delle ultime quattro immersioni effettuate. Oggi è tempo di tornare a fotografare … chiudo lo scafandro Nauticam NA-D850 sempre equipaggiato con minidome Saga Dive e obiettivo Sigma 15 mm ed inserisco le batterie nei flash ONEUW 160X. Ho messo anche in borsa una coppia di lampade, se riesco vorrei provare a girare qualche video. Mi preparo e sono pronto ad andare a Massa Lubrense.

Il cielo è ancora coperto, c’è ancora un pò di scirocco che ha soffiato intensamente in questi giorni e che ha portato una pioggia gialla che mi ha sporcato l’automobile appena lavata nei giorni precedenti. Non ho idea di dove andremo ad immergerci, ma la configurazione fotosub adottata mi consente di fare di tutto.

Lungo la strada c’è una pioggia “nebulizzata” che si posa sulla visiera del casco, la strada è bagnata e devo prestare attenzione. Quando arrivo a Marina della Lobra non piove più, al Punta Campanella Diving Center ci sono Lisa e Vittoria, Andrea e Gianluigi. Sistemo l’attrezzatura fotografica e ci prepariamo ad uscire. C’è onda lunga e siamo costretti ad andare a Cala di Puolo perché lì è più ridossato. E’ prevista una doppia immersione, oggi c’è solo una turista americana.

Arriviamo all’altezza di Punta Lauro e mi tuffo con Andrea sull’estremità della punta. Il mare è pieno di piccole meduse e bisogna fare attenzione a non “pungersi” con le vespe di mare. Non mi fermo a fotografarle, ma scendo subito in profondità altrimenti avrei rischiato il vomito. Lisa resta in barca, mentre Vittoria e Stefano scendono lungo la parete con la cliente. Gianluigi è rimasto al diving a fare manutenzione agli erogatori. 

La parete è ricca di anfratti e piccole grotte, c’è anche un brandello di rete che avvolge uno scoglio che è ormai diventato la dimora di una famigliola di Anthias anthias. Mentre scatto le foto, Andrea prosegue e me lo perdo …

Più su, nelle zone non esposte alla luce, le margherite di mare sono belle rigogliose. Nelle buche più piccole e profonde, ci sono tre piccole aragoste … speriamo che non cadano preda delle nasse metalliche che ho visto nei giorni scorsi! Mi muovo verso l’interno della baia, mantenendo la parete alla mia destra. Incrocio Vittoria e Stefano con l’americana e raggiungo lo scoglio sporgente dove ci sono altre margherite di mare. Qui incontro di nuovo Andrea. 

Anche in profondità si avverte il moto ondoso, le gorgonie ondeggiano continuamente e a guardarle mi viene il mal di mare. Superato il grande masso “fiorito” Andrea è intento a filmare una bella seppia che ondeggia anche lei in corrente, disturbata probabilmente dal moto ondoso. Qui a circa 4 metri di profondità l’onda è molto fastidiosa. Ho 5 minuti di decompressione da effettuare e non posso raggiungerlo subito. Inizio finalmente a scattare e faccio anche foto in controluce, lei è tranquilla, ma incredibilmente me la perdo per guardare le foto sul display! Peccato.

Mentre siamo pronti alla risalita, Andrea mi mostra la  bellissima teca ovarica di un Argonauta argo che ha raccolto. Usciamo tra le onde e le migliaia di meduse Pelagia noctiluca che sono state ammassate sotto costa dalle correnti marine.

Ci spostiamo dentro il porticciolo di Puolo, per consumare uno spuntino in attesa del secondo tuffo.  La turista americana,  infreddolita e leggermente spossata dal moto ondoso, non ne ha più voglia e dopo una passeggiata “turistica” a mostrarle la villa romana di Punta del Capo, ritorniamo al diving. Nel frattempo è uscito un bel sole limpido.

Al diving è arrivato anche Fabio Russo e prima di andar via, faccio un selfie con lo staff. Lungo la strada il meteo è ormai splendido, mi fermo in piazza a Massa Lubrense per fare una foto al volo al belvedere, arrivo a Sorrento dove il mare è calmo,  un’ottima notizia in previsione dell’uscita di domani allo scoglio del Vervece.

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