Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

La domenica inizia con il rituale passaggio nella pescheria di fiducia, poi in panetteria ed infine a comprare dei dolci. Mi sono svegliato con un discreto mal di schiena ed in previsione della serata subacquea, ho provveduto preventivamente a “doparmi” con il diclofenac per non avere dolore. Rientrato a casa mi dedico alla manutenzione dei due acquari, con pulizia dei vetri, cambio di alcune componenti consumabili ed infine, l’effettuazione dei test chimici per controllare la qualità dell’acqua.

Alle 12:30 squilla il telefono, è il mio amico Prof. Montuori che è venuto sotto casa a portarmi dei carciofi arrostiti per ringraziarmi dell’intervento multimediale effettuato ieri mattina con i suoi studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio.  Saluto Mimmo e vado a completare le operazioni fino ad ora di pranzo.

Appesantito dal pranzo, al termine mi siedo davanti alla tv per guardare le partite di calcio fino alle 17 quando mi alzo per andare a preparare la fotocamera subacquea per il tuffo crepuscolare con i miei amici Antonio e Thomas. Ho montato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma  15 mm ed il minidome Saga-Dive, i due miniflash Backscatter collegati in fibra ottica con un cavo ad Y da me realizzato pochi minuti prima, mentre guardavo il calcio in tv. Terminato l’assemblaggio vado ad indossare la muta dentro il box doccia.  Alle ore 17:45 i miei amici sono sotto casa e mi attendono già pronti. Con lo scooter raggiungiamo il garage e poi arriviamo sul posto pronti per andare in acqua.

Il mal di schiena è migliorato notevolmente, mentre sto per entrare in acqua mi accorgo che la spia verde della fotocamera si è trasformata in blu lampeggiante. E’ il segnale che la batteria sta scaricandosi. Non avendo modo di rimediare e non potendo lasciare la fotocamera al sicuro, scendo comunque in acqua tenendo continuamente d’occhio la spia luminosa. 

Il cielo è coperto e l’acqua in superficie molto sporca. Non ho intenzione di abbandonare il pelo dell’acqua e mi diverto a scattare a tutto ciò che vedo in superficie. Sono maldestro nei movimenti e quasi subito spezzoa uno dei due cavi. Quando passo per un attimo la fotocamera ad Antonio per prendere dei gamberetti con il retino, nel riprenderla mi accorgo che anche il secondo cavo si è staccato. No problem, ho le due lampade e le accendo, usandole per fotografare dopo aver innalzato gli iso della fotocamera.

Giochiamo in acqua per 90 minuti fino alle 20:30 quando risaliamo, c’era una bellissima situazione fotografica, un folto branco di piccoli cefali che nuota in superficie all’ora blu. Peccato non avere i flash funzionanti, le foto scattate sono tutte mosse ed inutilizzabili (le pubblico solo per ricordo).

Risaliamo sugli scooter  e torniamo a casa; questa volta sento molto meno freddo. Arrivato a casa mi tuffo sotto la doccia bollente. Confesso che, a questo punto, non so giudicare se mi piace più l’immersione o lo spogliarmi sotto la doccia! Sono contento. Asciugati i capelli vado a terminare il lavoro post-immersione che mi attende …. il lavaggio dell’attrezzatura fotografica e finalmente posso sedermi per la cena e gustare i saporitissimi carciofi preparati dal mio amico Mimmo. Che spettacolo!

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