#3 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Ho trascorso una notte insonne, con mille pensieri ad affollare la mia mente, alla fine è quasi un sollievo ascoltare il suono della sveglia. Mi vesto, faccio la prima colazione e me ne vado a lavoro a   Castellammare di Stabia. La giornata è bellissima con una temperatura dell’aria di 12°C, notevolmente più alta dei giorni scorsi, sferzati da Burian che ha fatto cadere fiocchi di neve anche a Sorrento. Il mare è calmo e tutto lascia intendere che anche la serata sarà ugualmente gradevole. Affronto la giornata con la speranza di essere in buone condizioni fisiche anche di serata, quando vorrei andare in acqua a controllare la salute del mio mare sorrentino. 

Quando rientro a casa, nulla è cambiato e quindi posso pensare di organizzarmi. Preparo la fotocamera Nauticam NA-D850 con il 60 mm ed i flash OneUW, ma non li ho ricaricati dall’ultima immersione, hanno ancora sufficiente energia. Chiudo la fotocamera e vado al porticciolo di Marina Grande alle 1830. Il mio amico Antonio non è potuto venire, impegnato per lavoro, ma al telefono mi promette di venire ad assistermi al mio rientro. Mentre mi vesto, vedo il cielo rannuvolarsi, con il probabile arrivo della pioggia. Inizia anche a salire un poco di vento che inizia ad agitare il mare.

Completo la vestizione e mi immergo, l’acqua è molto torbida e la marea è molto bassa, costringendomi ad un lungo tragitto con le bombole in spalla. Subito incontro un grande paguro, in questa zona avevo visto l’alcionario Alcyonum palmatum ma la mia ricerca è vana. 

Sul pendio fangoso trovo un bel polpo di rena, Octopus dephilipii, dai lunghi tentacoli, poi una murena in una nassa e finalmente il primo San Pietro dell’anno! Vicino ad un ramo è situato un piccolo esemplare di Zeus faber. Mi avvicino ma è stranamente nervoso, scatta via senza nessun mio movimento fuori posto, non si lascia aggirare come mi accade di solito. Dopo poco me lo perdo nel momento nel quale decido di utilizzare la lente macro SMC avvicinandomi più del dovuto. La serata prosegue con un bel sarago maggiore, una attinia Andresia partenopaea, un pesce serpente e poi il gioiello della serata!

Dopo lunghi anni nei quali sono mancati gli avvistamenti, ritrovo il raro celenterato Aracnanthus oligopodus dalla inconfondibile bandeggiatura dei tentacoli. Si tratta di un piccolo esemplare che si staglia di poco dal substrato fangoso nel quale vive e si ritrae durante il giorno. Scatto una serie di foto fin quando la luce delle lampade non lo fa richiudere su se stesso e ritrarsi nel sedimento. Sono emozionato, ogni volta è la stessa emozione, simile forse a quella di mio padre Enrico che oltre 50 anni fa ne segnalò per la prima volta la presenza nelle nostre acque, scattando una foto “epica” che mobilitò studiosi di tutta Europa.

Durante la risalita incontro anche una sogliola pelosa ed una grande sogliola, poi una prima polpessa, una torpedine ocellata ed infine, all’interno del porto, una seconda polpessa.

Che dire! Una bella serata, come non ne capitavano da tempo e che ti danno sempre la spinta nel tornare in acqua anche dopo le serate più “buie” nelle quali scarseggiano i soggetti. L’unico rammarico è l’acqua molto torbida e la scelta dell’obiettivo macro, un grandangolare sarebbe stato più adatto a fotografare tutti i soggetti incontrati stasera. 

Quando rientro a terra c’è Antonio che come promesso, mi aiuta prendendo la fotocamera dalla mie mani. Quando sono ormai pronto, non dimentichiamo di scattare il nostro selfie ricordo, questa volta con la Porsche del proprietario del ristorante …

Non resta che tornare a casa soddisfatto, mi tocca lavare l’attrezzatura ma poi faccio in tempo a sedermi a tavola per la cena e per guardare la partita Barcellona-PSG.

 

 

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