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Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Ho dormito male stanotte e mi sono alzato dalle letto alle 5:30 …. unica alternativa per ingannare il tempo …. la PS4 …. Finalmente si arriva ad orario da prima colazione, subito dopo mi metto in movimento per andare a prendere a casa il mio amico e Presidente del Poseidon Team A.S.D. Antonio Mario. Raggiungiamo il borgo di Marina Grande di Sorrento dove, insieme ad altre associazioni tra le quali Apnea Sorrento di Gianmarco Giordano e Marevivo Sorrento, si svolgerà una pulizia straordinaria dello specchio d’acqua antistante la spiaggia, dove una quindicina di giorni fà si è disintegrato il peschereccio a seguito della mareggiata.Arrivano anche le forze dell’ordine ed altri subacquei da Napoli e Torre del Greco, siamo così pronti ad entrare in acqua. Completata la vestizione con la muta stagna in neoprene, porto come di consueto la fotocamera su una barchetta ormeggiata, prima di indossare le bombole e scendere in acqua. Mi accorgo subito dell’ingresso di acqua sotto il ginocchio …. maledizione, c’ un buco nel neoprene provocato durante le operazioni di pulizia effettuate la volta precedente! NOOOOOO! Non è possibile! Sono costretto a spogliarmi e lasciare andare Antonio da solo. Seguo le operazioni in mare da lontano, distaccato e arrabbiato, non ho l’attrezzatura adatta per contribuire alle operazioni a terra.

Solo al termine della mattinata ritorno a casa dopo un pitstop al bar con i miei amici poseidoniani.

Dopo pranzo mi adagio sul letto …. non ho voglia di seguire il calcio in tv oggi, ho bisogno di dormire. Mi alzo alle 17 abbastanza rinfrancato e carico …. attendo il calare delle tenebre, tiro fuori dal garage la muta stagna Santi e mi preparo ad andare in acqua! Alle 19 prendo l’auto e mi avvio al borgo. Parcheggio al solito posto e mi vesto. Ho montato il Tokina 10-17 mm sulla Nauticam NA-D850 per Nikon D850 ed i flash Ikelite DS161.

L’acqua nel porto è praticamente ferma e pulita. man mano che scendo in profondità fotografo la moltitudine di rifiuti che ci sono sul fondo. Non è tutto materiale “fresco” del naufragio ma c’è tantissimo materiale gettato in mare tempo addietro, a conferma che bisogna educare al rispetto del mare tutti i cittadini, soprattutto i diretti interessati, gli abitanti e pescatori del borgo. La serata non è particolarmente frequentata, solo qualche piccolo polpo e le solite triglie. In conpenso recupero quattro maschere ed un paio di occhiali da vista, fornendo il mio piccolo contributo alla giornata di pulizia dei fondali. Spero che la prossima giornata sia più fortunata e fruttuosa, ma sono comumque contento di aver trascorso qualche ora sott’acqua, e questo è l’essenziale!

Puolo con Filippo, Edo, Pietro e Mimmo

Disteso sul lettino ricevo una telefonata da mio fratello, mentre scrivo sul blog il resoconto mattutino. Mi avverte che non sarà con noi stasera poiché domattina la sveglia suona presto per andare a lavoro. Rientro a casa e riassemblo la fotocamera con un nuovo corredo ottico, montando il Tokina 10-17 mm. Mangio qualcosa di leggero prima di scendere per andare al diving alle 20 dove trovo i miei amici a tavola per la cena.

Aspettiamo che sia terminata e saliamo sul gommone con direzione Cala di Puolo. Il cielo è sereno e pieno di stelle, la luna è nuova ed il mare abbastanza calmo. Ci immergiamo disposti a raggiera in cerca del Pesce San Pietro, io sono all’estrema sinistra sotto la parete rocciosa, poi c’è Filippo, Pietro, Edoardo e Mimmo. Subito incontro un granco in caccia fuori tana, lo seguo per parecchio tempo cercando di anticiparlo nei suoi movimenti. I miei amici proseguono sul pendio e li perdo dopo poco, ci rivediamo in acqua bassa circa 60′ dopo, intenti alla decompressione. Una volta sul gommone apprendo con soddisfazione che Filippo è riuscito a “scovare” uno Zeus faber a -50 metri e fotografandolo lo ha portato a risalire fino a -30 metri lasciandolo all’obiettivo di Pietro che così ha potuto fotografare il suo santo. Filippo ci racconta di aver visto anche una gallinella ed un polpo di rena, niente male visto che noialtri abbiamo visto poco o nulla al di fuori di piccoli polpi, seppie e triglie.

Ritorniamo al diving e ci svestiamo. Filippo è velocissimo, come lo sono io quando ho fretta di rientrare a casa. Chiude le borse subacquee e subito si mette in viaggio per Siena, dopo aver bevuto un caffè. Mi trattengo ancora un poco con Edo, Pietro e Mimmo al bar consumando un gelato, mentre Mimmo, con il saliscendi degli spaghetti che hanno “tormentato” la sua immersione, giura categoricamente di non cenare più … prima del tuffo! È stato un grande piacere ed onore accompagnare Filippo sott’acqua, peccato debba andare già via così presto. Resto in debito con lui di un’immersione “guidata” allo scoglio proteso ….. 😃

Puolo con Filippo, Arturo e Mimmo

Un magnifico tramonto del sole dietro Ischia “incendia” la serata di ferragosto, giornata caratterizzata dall’ennesimo incendio  sul monte Faito contrastato dai Canadair. Raggiungo il diving a Marina della Lobra dopo essere stato al mare con la famiglia, con me c’è anche mio fratello Arturo che stasera mi accompagna in immersione. Arriviamo al porto nel bel mezzo della festa patronale, con migliaia di persone intervenute per ammirare la processione della Statua della Madonna. Raggiungiamo a fatica il parcheggio dei motorini, scarichiamo le attrezzature e ci incontriamo con Filippo, Mimmo & Co che stanno ultimando la cena prima di andare in acqua. Sono passato per il garage ed ho preso la muta stagna, memore del freddo patito nell’ultima notturna e che mi aveva fatto risalire in cerca di “calore”. Ci prepariamo lentamente anche perché bisogna attendere il rientro delle barche che hanno seguito la processione in mare ed anche l’amico Pietro da Roma, ma di lui nessuna traccia …

Finalmente alle 21 molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo a Cala di Puolo. Siamo tutti desiderosi di mostrare a Filippo le bellezze del nostro mare e delle immersioni notturne a Puolo, è venuto qui proprio con questo scopo, con la speranza d’incontrare un Pesce San Pietro.  Ormeggiamo nella baia e mi accorgo di aver dimenticato il computer subacqueo nel borsone al diving. Fortunatamente Edoardo ha con se il suo orologio subacqueo Suunto che mi presta consentendomi di non abortire il tuffo. Grazie Mille Edo! Ci tuffiamo, l’acqua in superficie è torbidissima e calda, fortunatamente sotto i 15 metri è ottima e gelata. La scelta della muta stagna è stata corretta. Scendo con Arturo sul pendio sabbioso, insieme a Mimmo,  Filippo e Gianluigi che, per la prima volta, è in versione fotosub.  Ci sono tanti piccoli polpi in caccia sulla sabbia, ma anche triglie, rombi e pesci lucertola. Quando raggiungiamo la parte pietrosa del fondale incontriamo due piccole Alicia mirabilis. Dopo un primo scatto segnalo la presenza a Filippo  che è poco distante da me. Proseguiamo il giro tornando verso riva dove mi diverto a fotografare alcune grandi triglie, abbastanza confidenti sotto il potente fascio di luce della torcia Archon. Rientriamo a terra senza nessun grande sussulto fotografico, nessun “Pietro” avvistato, santo e non,  ma pronti a replicare anche domani sera!