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Faraglioni di Capri con Punta Campanella Diving Center

L’autunno e’ ormai arrivato, ma le giornate sono ancora bellissime. In questi anni ho anche imparato ad essere selettivo nelle scelte … non potendo effettuare “tutte” le immersioni che ho nella mia mente e dovendo conciliare anche le esigenze familiari, sono indotto a scegliere i modi ed i tempi piu’ opportuni …. oggi infatti ho scartato l’ipotesi di andare in acqua al Vervece con gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau per riuscire ad andare a Capri per la seconda immersione del giorno. Cosi’ sono arrivato al diving alle 11 dopo essermi svegliato con tutto comodo ed aver preparato fotocamera & flash in configurazione grandangolo. Oggi andiamo ai Faraglioni per ammirare le belle gorgonie rosse che si trovano lungo la parete verticale. Partiamo dal porto dopo aver atteso le operazioni di scarico del primo gruppo di sub. Siamo un gruppetto ma molto affiatato, ci sono infatti alcuni simpatici amici,  Lorenzo e Monica, Roberto ed ovviamente Lisa, Vittoria e Gianluigi con amici.  

Partiamo alle 12 e raggiungiamo velocemente Capri, grazie al mare calmo e poco frequentato, completiamo la vestizione e ci tuffiamo. Scelgo un percorso più breve per raggiungere le gorgonie rosse, al posto del consueto giro effettuato dai miei amici. L’acqua e’ limpidissima e lo spettacolo grandioso, con migliaia di castagnole rosse che volteggiano tra i rami di Paramuricea clavata. Trascorro svariati minuti a fotografare il loro movimento, cercando pero’ di disturbarli in meno possibile. Quando vedo arrivare il gruppo ho iniziato già’ la risalita e non riesco a fotografarli nei pressi delle gorgonie. Vado quindi verso il passaggio che si trova alla base dei Faraglioni a fotografare le rigogliose margherite di mare, incredibilmente scampate all’azione dei pescatori di frodo di datteri, probabilmente grazie all’intenso movimento nautico che lo attraversa di continuo. Alzo infatti la fotocamera verso l’alto e ne vedo sfrecciare una decina, fortunatamente sono sul fondo a circa 18 metri e non c’e’ grande pericolo. Ritorno sulla parete e me ne risalgo ad effettuare la decompressione inevitabile che mi attende. Confesso di aver particolarmente goduto dello spettacolo di quest’immersione, trascorrere qualche minuto nel basso fondale e’ piacevole ugualmente. 
Risalgo a bordo prima degli altri e li attendo, sono infreddoliti e lo saranno ancora di più’ durante la navigazione, ottima la scelta di usare la muta stagna nonostante il bellissimo sole settembrino. Una volta a terra mi svesto rapidamente, dopo aver fatto un tuffo ancora vestito nella vasca di risciacquo. Saluto e rientro a casa per il pranzo, affamato ancora di più’ del solito … faccio una rapida doccia, mangio e mi metto al computer a guardare le foto. Non posso completare il lavoro perché alle 17 inizia una conferenza sulla qualità delle nostre acque costiere, organizzata dal Rotary locale all’interno del Comune di Sorrento, a cui non ho intenzione di mancare! 

 

Posto Segreto – Immersione Notturna

Ho provato in tutti i modi a reperire un compagno d’immersione, ma la ricerca e’ stata vana. In questo weekend non sono riuscito ad andare a mare nonostante le belle giornate,  ieri il Punta Campanella Diving era in overbooking, mentre stamattina avevo da svolgere una commissione insieme all’inseparabile amico Elio. Cosi’ in previsione della serata, sono andato a ritirare le bombole alla stazione di ricarica Maresca-Sport e le ho portate in garage, dove ho preparato la muta stagna, certo di poterla far chiudere dal mio compagno d’immersione. Poco male, devo riprendere la muta umida e cambiare cintura di piombi, con la grande tentazione di portare in acqua il retino per prendere qualche pesciolino per l’acquario, al posto della fotocamera. Nel frattempo il cielo si e’ coperto, anche la temperatura e’ scesa sensibilmente, bisognerà non dimenticare il cappello di lana … 
Attendo le 19:30 per prepararmi, mi muovo senza affrettarmi, per consentire che la serata “maturi”. Un leggero spicchio di luna si intravede nel cielo pieno di nuvole, quando arrivo sul posto trovo il mare che inizia a frangere sulla spiaggia, a causa del vento da Nord che ha iniziato a soffiare. Mi vesto lentamente ed infine entro in acqua. La visibilità e’ pessima nei primi metri. Appena accendo la torcia migliaia di latterini iniziano a schizzare via in tutte le direzioni. Sento i “proiettili” colpirmi continuamente in una frenetica corsa di allontanamento dalla luce. Inizio a scattare poi rallento i tempi d’esposizione e provo a catturarne il movimento. Le scie luminose sono evidenti sul display della mia Nikon D800e, continuo a scattare, proseguendo verso le zone più profonde, dove l’acqua si ripulisce ed i latterini  si diradano.  Raggiungo il fondale sabbioso dove la fanno da padrone i piccoli gronchi, le triglie e le seppie. Ne incontro due, la prima a mezz’acqua in caccia di latterini, l’altra in cerca di prede nei pressi del fondo. Questi incontri sono segnali premonitori di “soggetti” importanti in arrivo … alzo la soglia di attenzione ed inizio a scandagliare il fondale alcuni metri sotto di me. Non riesco a vedere nulla, fin quando la torcia individua nel suo raggio un cappone ubriaco. Regolo la fotocamera e mi avvicino, inizio a scattare mentre il pesce fugge via a scatti “borbottando” con l’inconfondibile grugnito. Lo seguo nei suoi balzi a mezz’acqua inducendolo a risalire di qualche metro di profondità. Mi riesce per svariati metri fin quando inverte la sua direzione di nuoto e fugge via nel buio della notte. Risalgo ancora e raggiungo la parete rocciosa. Qui ci sono gamberi, murene, polpi e polpesse, paguri e scorfani, ma anche alcune enormi stelle marine ed un cimazio.  Provo infine ad avvicinarmi ad un piccolo polpo con la luce rossa accesa per non disturbarlo … sono cosi’ vicino che il mollusco decide di “abbracciare” il Microdome Isotecnic che ho montato stasera. E’ tempo di tornare a terra, attraverso di nuovo la zona dove stazionano i latterini e l’acqua e’ torbida. Qui ci sono anche tanti piccoli scorfani in caccia. Proprio grazie alla luce della mia torcia uno di essi cattura una preda che si era posizionata immobile davanti alla sua bocca … non riesco a cogliere il momento, ma subito dopo vedo e fotografo la preda sparire via via all’interno della grande bocca. 
Stasera sono particolarmente soddisfatto e contento per essere  riuscito comunque ad andare in acqua in questo weekend. Lavorare domani sarà sicuramente più piacevole dopo una bella dose d’azoto!  

 

Punta Lauro con Punta Campanella Diving Center

Provo a svegliare Lorenza chiamandola più volte … nessun segno di risveglio … riprovo dopo aver fatto colazione … niente ancora. Il cielo è plumbeo e promette pioggia … la lascio dormire, non è certo che riusciremo ad uscire in mare. Salgo sullo scooter e mentre raggiungo Marina della Lobra, inizia a piovere come era prevedibile. Raggiungo il diving e non vedo nessuno … sono tutti sotto la tettoia del bar “Paguro” per ripararsi dall’acqua. Mi dirigo verso il deposito per riprendere la muta e portarla a casa ma Gianluigi mi viene incontro dicendomi che l’uscita è confermata. Benissimo, non avevo voglia di ritornarmene a casa senza il carico d’azoto! Prepariamo le attrezzature al coperto e appena pronti saliamo sul gommone, con direzione Punta Lauro. C’è una leggera onda ma le condizioni del mare sono accettabili. Ci tuffiamo tutti insieme sulla punta e la percorriamo fin verso i -40 metri. Mi infilo nella piccola grotta alla base della parete, la cui volta  è ricoperta dai finissimi “merletti” di briozoi, più avanti incontriamo un grande pezzo di rete abbandonata che ahimè è ancora “pescante”, andrebbe eliminata quanto prima. Proseguiamo ancora un poco e poi iniziamo a rientrare nella baia. Gianluigi mi mostra una bella coppia adulta di Sparisoma cretense, il pesce pappagallo che è presente in mar mediterraneo che però non riesco a fotografare a dovere. Sulla parete, vicino ad un’altra grotta che è presente sulla parete, a pochi metri d’acqua, incontriamo un cimazio e una lepre di mare dagli anelli, Aplysia dactylomela dal caratteristico colore giallo-nero. Lascio sfilare tutto il gruppo per ammirarla e mi fermo seguendola nel suo muoversi lento sulla roccia, sballottato dal moto ondoso che nel frattempo è aumentato. Mentre scatto approfitto anche per smaltire i 6 minuti di decompressione accumulati. Sarei rimasto ancora a lungo a fotografarla, perché tra le nuvole ogni tanto si intravedeva anche il sole … e la situazione era particolarmente intrigante, ma l’idea di essere atteso dai miei compagni d’immersione  non mi piace. Termino così gli scatti e risalgo, raggiungendo tra le onde il gommone che è nei pressi della spiaggia. Fortunatamente subito mi vengono incontro  e posso risalire a bordo agevolmente. Rientriamo a terra con il meteo che inizia a migliorare, le nuvole si diradano sempre più. Mentre sistemo tutta l’attrezzatura per riportarla a casa, il sole prende completamente il posto delle nuvole. Vado a casa soddisfatto, in tempo per andare a guardare la Juventus in tv ed il Gran Premio di F1.

Vervece con Punta Campanella Diving Center

Apro gli occhi e mi affaccio alla finestra per guardare il mare … il sole è accecante e corro subito ad abbassare le tende in cucina per fare colazione in penombra … le condizioni meteorologiche sembrano ottimali. Divoro rapidamente yogurt e cereali e vado ad inserire le batterie, ormai cariche, all’interno dei due fedelissimi flash Inon Z240. La fotocamera è pronta da giorni, configurata ancora come l’ultima volta con il Sigma 15 mm ed il Microdome Isotecnic. Appena sono pronto salto sullo scooter, ma il meteo inizia a cambiare, il cielo si rannuvola sempre di più. Raggiungo il Punta Campanella Diving Center  alle 9:00 dove con piacere incontro gli amici dell’associazione Jacques Cousteau che, rientrati da un tuffo allo scoglio del Vervece, sono alle prese con l’identificazione delle specie osservate in immersione, per contribuire al monitoraggio “Blue Team in Action” all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Al diving incontro anche il mio amico Andrea che non vedevo da tempo ed un gruppo di sub romani venuti per il weekend a Massa Lubrense. 

Mi preparo velocemente come al solito e carico l’attrezzatura sul gommone ormai pieno di bombole. Anche noi andiamo allo Scoglio del Vervece che raggiungiamo ormeggiando alla boa. Una improvvisa “tempesta” di vento meridionale si scatena sul posto, le onde cominciano a formarsi con la spuma bianca che ne caratterizza la cresta. Mi tuffo per primo con il cielo plumbeo, in lontananza si vedono le nuvole nere su Ischia cariche di pioggia, ma il vento le spinge via lontane.  L’acqua è molto torbida e “buia” …. seguo un percorso leggermente diverso dal solito cercando di raggiungere qualche punto meno conosciuto. Mi diverto a testare anche di giorno questa configurazione fotografica, per avere ben chiaro in quali situazioni utilizzarla. Non mancano i dentici, i barracuda, qualche orata, le cernie e gli scorfani. Non vedo però la famigliola di corvine che ultimamente ho incontrato, ma solo tanti saraghi. Termino l’immersione nei pressi della statua della Madonnina che è stata appena ripulita in occasione dei festeggiamenti e risalgo a bordo del gommone. Il rientro è caratterizzato dagli spruzzi che ci sommergono completamente mentre raggiungiamo il porto, ma una volta sbarcati il vento cala drasticamente e riappare il sole ….. oserei dire: situazione “fantozziana”. Smonto tutto e scappo a casa, salto la seconda immersione e la notturna prevista stasera, ahimè ho già altri impegni.

 

 

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Le parole Coraggio … Pazienti … Obiettivi … Performance …  si alternano nella mia mente a seguito della piacevole riunione lavorativa di Roma, ma tra queste ce n’è anche qualcun altra …. Mare … Immersione … Fotosub
La settimana si conclude infatti al meglio con una bella immersione notturna con mio fratello Arturo a Cala di Puolo, eppure la giornata è stata alquanto complessa. Sono partito di primo mattino alla volta di Napoli per portare in officina la mia auto aziendale che, a causa dei terribili temporali scaricatisi in zona, si è allagata mandando in tilt la centralina elettronica. Dopo le inevitabili procedure mi consegnano una vettura sostitutiva e resto a lavorare su Napoli. Quando rientro a casa mi devo occupare delle consuete attività familiari, ma non ho nessuna fretta, anche mio fratello è impegnato nelle stesse attività! Quando anche lui ha terminato e mi viene a prendere sono le 2130, carico l’attrezzatura in auto e ce ne andiamo a Puolo. Il meteo non promette nulla di buono, si vedono i fulmini in lontananza all’orizzonte, ma il mare è calmo “lisciato” dallo scirocco. Scarichiamo le attrezzature sulla spiaggia mentre alcuni turisti tedeschi escono dall’acqua dopo il bagno notturno.

 

Ci prepariamo ed entriamo in acqua alle 2230. La temperatura è elevata e la visibilità accettabile nonostante l’intensa pioggia dei giorni passati. Raggiungiamo il pendio sabbioso in cerca di soggetti dopo aver scavalcato la rete che è stata calata a pochi metri di profondità e distanza dalla spiaggia. Impigliata nelle sue maglie c’è solo una grande triglia, già morta. Sono presenti come al solito i gronchetti, i pesci lucertola, le stelle corazzate, le polpesse e i latterini, ma non scatto a questi soggetti per non sovraccaricare l’archivio inutilmente. Arturo perlustra il fondo parallelamente a me, a distanza di qualche metro. Abbiamo ambedue una configurazione grandangolare: io ho montato sulla Nikon D800 il Sigma 15 mm con il paraluce tagliato per farlo entrare nell’oblò Microdome Isotecnic che avevo rigato internamente in una delle mie “prove” e sapientemente “riportato a nuova vita” dal mio amico speciale Rosario Scariati. Arturo invece ha il Tokina 10-17 mm sulla Nikon D7000 e l’oblò Minidome Isotecnic da 4,5″ anch’esso “rianimato” dal mitico Rosario. Trascorriamo in immersione circa 70′ senza particolari sussulti, solo un piccolo esemplare di Octopus  macropus  che sembra danzare davanti all’obiettivo. Risaliamo in superficie con la pioggia che inizia a cadere.

Mentre ci spogliamo, Arturo mi segnala di aver fotografato un pesce pappagallo addormentato tra i sassi, ma non ha fatto in tempo a mostrarmelo perché al secondo lampo dei flash è fuggito via come un razzo. Carichiamo le attrezzature ancora montate in auto e fuggiamo via al mio garage, dove smontiamo tutto al riparo dalla pioggia. Mi riaccompagna a casa all’una di notte e ci salutiamo con un selfie in auto, dopo una bella serata trascorsa insieme, “rubata” al maltempo.

 

Torre Vado con Lorenza

Questa è l’ultima giornata utile per fare immersione in salento, domani si rientra a casa, per riprendere l’attività lavorativa. Come le altre mattine sveglio Lorenza dopo aver assemblato le due custodie Isotta e ci precipitiamo a fare la prima colazione appena apre il buffet, subito dopo siamo in auto con direzione Diving Service. Scarichiamo le ceste con le fotocamere, parcheggiamo l’auto con il pass gratuito messo a disposizione dal diving e ce ne andiamo a piedi al porto. Qui troviamo tutta la nostra “roba” a bordo e dobbiamo solo saltare sulla pedana per imbarcarci. Oggi il vento è calato e Marcello dovrebbe portarci in due punti nuovi d’immersione, Paseddhu e Punta Barracuda, nei pressi del faro di Leuca. Navighiamo per circa un’ora fino a raggiungere il punto d’immersione dove però è già ormeggiato un gommone di un altro diving. Ci ancoriamo a poca distanza per poi raggiungere sott’acqua il punto migliore. Marcello mi lascia di nuovo la possibilità di fotografare da solo con Lorenza, lui invece guiderà il folto gruppo seguendo noi. Scendiamo lungo la catena, avvertiamo una intensa corrente che contrasta il notro incedere. Raggiungiamo la balza sommersa a circa -30/35 metri che scende fino a -70 m ricoperta di gorgonie rosse e popolamenti coralligeni, pieno di castagnole rosse e boghe che si muovono sincrone intorno a noi. Lorenza è ancora con la sua D7200 ed il 40 mm ed inizia a fotografare un enorme vermocane adagiato su una paramuricea. Solo il tempo di uno scatto che le arriva dal basso una serie di bolle di un altro subacqueo che le rovina la scena, impedendole di “catturare” al meglio l’interessantissima situazione. Proseguiamo e lei continua a scattare, resto a sorvegliarla mentre fotografa ricordandole che siamo a -40 metri e che dopo ci tocca una lunga decompressione! Risaliamo soddisfatti lungo la catena e poi ci spostiamo alle cime piombate che si trovano a poppa. Qui  effettuiamo la sosta fino a che i nostri computer non ci segnalano di poter uscire. 

A bordo Elvio ci prepara le “frise” con il pomodoro fresco mentre noi sostituiamo le bombole montando il consueto Nitrox 32% per la seconda immersione. Ci spostiamo a ridosso della punta dove si erge il faro per prepararci e fare un bagno e poi usciamo di nuovo per immergerci a Punta Barracuda. Marcello decide allora di concederci il privilegio di essere guidati direttamente da lui, affidando il gruppo a Roberto ed Elvio. Ha “dichiarato” in anticipo che ci avrebbe fatto vedere qualche Felimare picta e puntualmente ne vediamo una mezza dozzina! Devo tenere a bada la verve di Lorenza che non mollerebbe la presa per nessun motivo, ce n’è una coppia intenta a riprodursi, mia figlia si “contorce” in prossimità del fondo roccioso per riuscire a fotografarle al meglio, fin quando le faccio segno che abbiamo accumulato ancora alcuni minuti di deco prima di risalire. Così, soddisfatti ma dispiaciuti per essere al termine della nostra esperienza subacquea salentina, guadagniamo una posizione di privilegio sul tetto della barca dove ci godiamo un’ora di sole durante la navigazione verso il porto.

Andiamo infine al diving per ritornarvi in tarda serata a ricomporre le borse subacquee. Marcello ci attende con la sua “calcolatrice” in mano e mi prepara il conto ….

il Boss Marcello Ferrari e la sua calcolatrice

lo ringrazio per l’accoglienza offertami, per il gentilissimo pensiero avuto nei riguardi di mia figlia Lorenza, per avermi fatto sentire a casa mia, complimentandomi per l’efficientissima organizzazione del Diving Service, dove nulla è lasciato al caso e dove ho notato alcune finezze che non ho mai visto altrove. Bravo Marcello 👏!

Torre Vado con Lorenza e Fabio Palumbo

Il mio rapporto con la sveglia in vacanza è di odio/amore …. si tira sempre tardi la sera e svegliarsi presto è sempre faticoso, ma la prospettiva di andare in acqua mi fa alzare anche prima di sentirla squillare. Inizio subito ad assemblare le fotocamere (Nikon D800E e D7200) per me e Lorenza che lascio ancora dormire per una mezz’ora. Alle 7:30 la sveglio per poi andare a fare la prima colazione di corsa …. abbiamo pochi minuti, il buffet apre alle 8 e non prima …. e noi dobbiamo essere al diving per le 8:15! Ormai abbiamo  collaudato i tempi, riusciamo anche ad ottimizzate il carico delle custodie fotosub in auto e subito partiamo. Raggiungiamo in tempo il diving, mentre Lory va a prendere le ceste sub da caricare sul furgone e poi in barca, io scacico le ceste fotografiche con le due “rosse” Isotta per farle portare in barca. Parcheggio l’auto ed andiamo al porto. La sorpresa odierna è quella di trovare in barca un caro amico fotosub, Fabio Palumbo, venuto per un tuffo qui a Pescoluse. Il vento c’è ancora anche se in netto miglioramento, possiamo quindi tornare nei pressi del faro di Leuca nel punto chiamato Le Ancore, dove ci immergeremo nel blu. Anche oggi Marcello mi lascia anticipare il gruppo facendomi immergere prima di tutti con Lorenza e Fabio.

Scendiamo lungo la catena e raggiungiamo il fondo a -42 metri. Sono un poco in apprensione avendo con me Lorenza ma “armata” di fotocamera …. scatto le mie foto ma confesso di aver prestato più attenzione a controllare lei che a guardare nel mio mirino. Inesorabilmente la devo avvisare che è il momento di risalire, non resta che affrontare alcuni minuti di decompressione sotto la barca, il momento “ideale” per la sessione selfie! Risaliamo a bordo e iniziamo subito a smontare le attrezzature, mentre la barca è ancora sgombra di subacquei, poi ce ne andiamo a prua a magiare le “pucce” e a prendere in poco di sole.

Dopo circa un’ora, tra sosta/relax e navigazione verso Torre Vado, raggiungiamo il sito della seconda immersione, il relitto Sanandrea, una nave cisterna affaondata durante la seconda guerra mondiale, di cui residuano solo alcune lamiere, ma comunque interessanti, adagiate su un fondale di circa -25 metri. Ritorniamo tutti e tre in acqua con un Nitrox 32% e con le nostre fotocamere, ancora una volta per primi. Qui ci divertiamo a guardare in ogni anfratto in cerca di pesci. Sotto una lamiera tra le più grandi, una coppia di cernie brune si ripara mantanendosi comunque a distanza di sicurezza dal mio oblò emisferico. Il tempo passa veloce, Lorenza è sempre più a suo agio con la fotocamera e ciò mi rende orgoglioso. È tempo di risalire, l’aria scarseggia, a Lorenza è toccato in monobombola da 12 litri e per un fotografo l’autonomia non è mai abbastanza!

Risaliamo soddisfatti e divertiti, pronti ai tuffi di domani. Una volta rientrati al diving senza aver dovuto trasportare nulla 😀 provvediamo al risciacquo delle fotocamere e mute, pronti poi a raggiungere mia moglie e mia figlia in spiaggia per mangiare e fare il bagno!

Torre Vado Relitto con Lorenza, Antonio e Gianmarco

Stamattina la sveglia non suona presto e possiamo scendere tutti insieme a fare colazione in hotel. Dopo il giorno di stop di ieri per il meteo avverso, dedicato ad una visita a Otranto, oggi si torna in acqua nel pomeriggio con i miei amici del Poseidon Team A.S.D., Antonio Mario e Gianmarco Giordano.

Mi raggiungono con le famiglie per le 14:00 in spiaggia e dopo pranzo ci spostiamo al diving per prendere le attrezzature e raggiungere la barca in banchina.

Alle 16:00 ci muoviamo per andare al relitto Tefvik Kaplan I che si trova a poca distanza dal porto di Torre Vado. Il vento è ancora sostenuto e c’è ancora onda, ma si può andare in acqua in sicurezza. Marcello Ferrari mi fa sentire a casa mia e mi concede di entrare per primo in acqua con i miei amici lasciando guidare me il gruppo, lui invece scenderà dopo qualche minuto con oltre quindici subacquei, evitandomi il “traffico” che di li a poco ci sarebbe stato lungo lo scafo. La visibilità è buona, ma la luce bassa del pomeriggio non aiuta. Ci godiamo un bel giro tranquillo con Lorenza, Antonio e Gianmarco che mi seguono, fermandosi ogni tanto a scattare le foto. Visitiamo il relitto in ogni angolo, fino a trovare sulla zona della coperta una bella cernia dorata che si è nascosta tra le lamiere. Qui nasce una inevitabile disputa per accaparrarsi la posizione migliore …. Lorenza ha sangue blu e non si smentisce …. conquista la posizione e non la molla ad Antonio che in ogni caso riesce a scattare qualche buona foto. Risaliamo a bordo molto soddisfatti. Non posso che ringraziare calorosamente il boss per la fiducia accordatami. Well done Marcello! 

I miei amici purtroppo devono andare via, ci salutiamo dandoci appuntamento alle prossime immersioni di casa nostra. La mia serata prosegue con la famiglia con una bella passeggiata a Leuca con cena sul mare.

 

 

Torre Vado con Lorenza – Punta Meliso e Le Aragoste

Sveglia ore 7 e subito inizio ad assemblare la mia fotocamera e poi quella di Lorenza, alle 7:30 la sveglio dopo aver terminato le operazioni e alle 8 scendiamo a fare la prima colazione. Arriviamo all’appuntamento al diving alle 8:30 dove ci attende Marcello Ferrari  dietro al suo computer, indaffarato a sistemare tutte le persone sull’elenco barca.  Il meteo non è ottimale, di notte è piovuto e residua molto vento che ci obbliga ad un’uscita sotto costa. Raggiungiamo così il faro di Leuca e ci immergiano a Punta Meliso sulla parete che scende formando un gomito roccioso.

Le pareti sono completamente coperte da grandi spugne blu Dysidea avara e tantissimi briozoi, ma abbondano le boghe che ci avvolgono completamente. Si vede sfrecciare anche un branco di piccole ricciole e qualche cernia. Lorenza mi segue senza fotocamera e con la maschera nuova, che fortunatamente non si appanna, pronta a mettersi in posa quando necessario mentre Marcello mi guida passo passo a scoprire le bellezze del sito. Ahimè c’è tanta gente in acqua e risulta difficile inquadrare solo lei nel fotogramma, arduo quindi evitare di scattare agli ignari sub in acqua. 

Risaliamo a bordo e dopo aver cambiato le bombole e montato del nitrox 32% ci spostiamo verso Torre Vado in un sito chiamato Le Aragoste o Elmi, dove la roccia ricca di coralligeno si “perde” sulla sabbia finissima dove è frequente l’incontro del Dolium galea, un grosso mollusco gasteropode che vive infossato nel sedimento. Qui si incontrano anche alcune razze, pronte a scappare via, le seppie, i pesci civetta e pettine. Noto con grande piacere che ci sono tante Pinna nobilis vive, anche se una nacchera morta la trovo anche qui …. speriamo non ci siano problemi anche in salento. Questa volta Lorenza è munita della sua fotocamera Nikon D7200 con lo scafandro Isotecnic, il micro nikkor 40 mm ed una coppia di flash Inon Z240 collegati con i cavi elettrici, sostituiti in navigazione perché quelli in fibra non volevano saperne di funzionare. Mi diletto a guardarla mentre scatta, sposta i flash angolandoli al bisogno …. sono orgoglioso 😃. L’immersione infatti è quasi totalmente dedicata ad ammirarla e correggerla. Mi mostra sul display i suoi scatti e sembrano abbastanza incoraggianti. E’ la prima volta che usa la SUA fotocamera e mi segnala che è fin troppo neutra, la prossima volta elimineremo qualche galleggiante. In ogni caso vedo una razza schizzare via sorpresa dal nostro arrivo e finalmente un doglio vivo, anche se ritirato all’interno della sua conchiglia perché spostato da Marcello per mostrarmelo. Grazie! 

Risaliamo dopo oltre 60′ di puro divertimento e torniamo al diving. Anche questa volta troviamo tutto lì e procediamo al lavaggio e stoccaggio completo. Sono ormai le 15 e andiamo a raggiungere i familiari in spiaggia. Quando parcheggiamo l’auto nei pressi dell’hotel, noto una vettura a me familiare …. con l’adesivo del Poseidon Team A.S.D. sul portabagagli … è Antonio Mario con la sua famiglia che è venuto a trovarci in spiaggia essendo anche lui in vacanza in salento.

Restiamo al mare fino alla sera, una doccia e ce ne andiamo a cena a Salve, un paesino vicino Pescoluse dove stasera si svolge la XVIII Sagra della Taranta. Vi arriviamo con pochi minuti di automobile e parcheggiamo. La folla è oceanica, difficile riuscire a mangiare alla sagra con una fila chilometrica alla cassa. Decidiamo di cercare un ristorante ma è tutto sold-out … optiamo per una macelleria con annessa grilleria, ma l’attesa è lunga mentre impieghiamo solo qualche minuto per consumare il tutto. Qui ci raggiunge da Torre Suda anche un altro socio Poseidon, Gianmarco che è con Carmen ed una coppia di amici. Trascorriamo una bella serata e dopo una foto ricordo ci salutiamo, dandoci appuntamento per mercoledì quando proveremo a fare una immersione pomeridiana tutti insieme!

Torre Vado con Lorenza, Salvatore e Virginia – Ancore e Tevfik Kaptan I

Inizia oggi una settimana di vacanza subacquea in Salento a Torre Vado. Dopo il lungo viaggio di ieri, finalmente vado in acqua con mia figlia Lorenza e alcuni amici, il socio del Poseidon Team A.S.D. Salvatore Carbone e la bravissima fotografa Virginia Salzedo, intenti ad allenarsi in previsione del prossimo campionato italiano di fotosub.

Salvatore passa a prenderci con l’auto all’albergo e ci porta al Diving Service di Marcello Ferrari. Le attrezzature sono già nelle ceste e dobbiamo quindi solo montarle e caricarle nel minivan. Ci spostiamo a piedi verso il porto semi vestiti, dove troviamo tutte le attrezzature già a bordo.

Marcello Ferrari è già uscito con la barca e lo ritroveremo sul punto d’immersione nei pressi di Leuca. Siamo proprio al confine tra i due mari, lo Ionio e l’Adriatico, durante l’immersione saremo nel punto d’unione. Viaggiamo veloci in gommone dopo aver fatto una  doverosa foto ricordo, con Andrea e “Bambu” che ci spiegano l’immersione che effettueremo, scendendo nel blu, lungo la catena dell’ancora che ci porta su una “collinetta” coperta da gorgonie rosse e briozoi. Subito raggiungo il fondo e adocchio l’unica gorgonia bicolore, faccio segno a Lorenza che subito si mette in posa. L’acqua è abbastanza limpida e calda fino a 40 metri, il termoclino non si avverte, non ci si rende conto di essere in profondità. Lasciamo le gorgonie e ci spostiamo qualche metro più in su, dove è presente una enorme ancora, la più grande che abbia mai visto. I minuti passano veloci e vedo la delusione di Lorenza nel vedere che dopo poco dobbiamo già iniziare la risalita! L’organizzazione è ottimale perché sotto bordo sono anche presenti alcune cime piombate per facilitare la decompressione senza essere tutti “appesi” alla catena di ormeggio.

Ci spogliamo e facciamo un bel  bagno prima di spostarci. durante la navigazione cambiamo le bombole e montiamo del Nitrox 32% per andare ad immergerci sul relitto che si trova nei pressi del porto di Torre Vado. Il Tevfik Kaptan I è affondato nel 2007 e giace a bassa profondità, si vedono le sue forme già dalla superficie. Lorenza dopo un iniziale problema di compensazione mi segue nell’esplorazione della nave. Bambu ci mostra ogni particolare, passando per la prua, il vano di carico e poi la poppa con le eliche. Infine visitiamo anche la sala di comando con la luce che entra dalle finestre. Effettuiamo molti scatti alternandoci con Virginia e Salvatore nei punti più interessanti.

Trascorriamo così una bellissima mattinata con simpaticissimi amici. Appena tornati in porto lasciamo tutto in barca, ritroveremo fotocamera e bombole al diving, senza dover trasportare nulla! Che spettacolo! Procediamo al lavaggio delle attrezzature all’interno delle grandi vasche che ritrovano sul retro, sistemiamo il tutto ad asciugare e ce ne torniamo in hotel dove ci attendono Lidia e Mariolina che sono già al mare. Proseguiamo così la giornata in spiaggia cullati dalle onde e “pizzicati” alle caviglie dai famelici pesciolini presenti in zona.