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Banco di Santa Croce

La sveglia alle 6:30 del sabato è musica quando hai in programma l’immersione al “Banco”, il tempo di una veloce prima colazione, la chiusura dello scafandro della Isotta D850 ed il montaggio delle batterie dei flash ikelite e sono già pronto a saltare sullo scooter per raggiungere Massa Lubrense. Arrivo per le 7:30 al Punta Campanella Diving Center e i miei amici sono già tutti pronti, c’è anche il mio amico Gennaro e Andrea che non vedevo da un poco di tempo. Carichiamo le attrezzature sul gommone, oggi strapieno, e raggiungiamo il Banco di Santa Croce alle ore 8:30.

Senza indugio, anticipo i tre gruppi formati da Andrea, Vittoria e Lisa e mi tuffo per primo. Lascio subito la secca principale dove abbiamo ormeggiato e passo sugli scogli di terra. Oggi ho usato una diversa configurazione sulla D850, montando il Micro Nikkor 105 mm per scattare foto alle cernie, ai dentici e alle aquile di mare. L’acqua torbida rende impossibile la messa a fuoco e le aquile mi “sfuggono” mentre le cernie ed i dentici si riescono ad immortalare abbastanza agevolmente, quando sopraggiungono gli altri subacquei ho effettuato una bella serie di scatti e posso tornare indietro sulla secca principale dove continuo a stazionale sulla parte alta dello scoglio aspettando il passaggio di qualche aquila di mare. Ho ancora aria nelle bombole non essendo sceso molto in profondità, risalgo solo perché il gruppo di sub è in sosta di sicurezza …. è il selfie time ma con questa configurazione non mi è possibile effettuarlo, così, sfruttando lo “specchio” delle bolle, provo a fotografarmi dentro di esse. Resta ancora da familiarizzare con la “bambina” ma l’inizio è promettente.

Lasciare il diving alle 10:30 è una vera sofferenza, il gruppo alle 11 esce di nuovo per andare allo Scoglio del Vervece, ma ho mia figlia Lidia che mi aspetta per andare a mare e non posso farla attendere!

Capri Expedition

L’isola è avvolta da una leggera nebbia e sembra galleggiare sul mare che è piatto. Raggiungo per le ore 8 il Punta Campanella Diving Center ed oggi è il grande giorno … 08/08/18 … quello del battesimo “vero” della nuova Isotta per Nikon D850 e quale migliore occasione se non quella di andare a fare immersione a Capri?

Raggiungiamo i Faraglioni dopo aver caricato sul gommone doppie bombole anche per l’immersione successiva e ci tuffiamo sotto lo scoglio esterno dove ci sono le gorgonie rosse tra le più belle del Golfo di Napoli. L’acqua è abbastanza limpida e consente di vedere dall’alto la parete inabissarsi verso il fondo. Raggiungo le gorgonie avvolte dalle castagnole rosa ed inizio a familiarizzare con la nuova fotocamera … l’autofocus è veloce e sensibilissimo, così come ottimale è l’ergonomia dei comandi della nuova “rossa”. Dopo qualche minuto cambio le impostazioni della fotocamera abbassando la sensibilità ISO al minimo per vedere come reagisce …. nel display sembra lavorare egregiamente. Col passare dei minuti comincio a “lavorare” anche con i tempi veloci, ed anche in questa situazione la D850 sembra rispondere al meglio. Guardo il computer subacqueo ed ho oltre 15 minuti di decompressione, lascio sfilare il gruppo capitanato da Gianluigi e torno indietro dove mi sono immerso per personalizzare ancora la Nikon durante la sosta di sicurezza. Aspetto il gruppo per effettuare qualche foto ricordo poi risaliamo spostandoci sotto Punta Tiberio. Qui ancoriamo ed effettuiamo una pausa di 60 minuti preparandoci al successivo tuffo.   

Rientriamo in acqua tra le onde delle barche dei battellieri capresi che portano i turisti a fare il giro dell’isola, la visibilità è leggermente peggiore di prima ma sempre accettabile. Scendo lungo la parete e mi fermo ad ammirare le margherite di mare e le gorgonie gialle, mi dedico ancora a scattare foto senza andare troppo in giro, aspettando il ritorno del gruppo per terminare l’immersione. 
Una gran bella giornata che continua a Sorrento in spiaggia, dove raggiungo la mia famiglia che mi attende.

 

 

Punta Campanella e Isca

Mi sveglio alle 3:30 ed ho difficoltà a riprendere sonno, non è però per l’attesa di portare in acqua la nuova “bambina” ma per l’afa terribile che ci attanaglia in questi giorni. Quando suona la sveglia non sono ben riposato ma sono comunque bello carico per la giornata che mi attende. Ho preparato due scafandri …. uno pieno (D7200) ed uno vuoto (D850) per effettuare anche il “check dive” come da manuale del bravo fotografo, nonostante non ce ne sia bisogno. Alle 9 sono al Punta Campanella Diving Center e andiamo a prendere il caffè al bar prima di partire per la nostra doppia immersione.

Il gommone è bello carico ma raggiungiamo velocemente Punta Campanella dove ci attendono altri due clienti capresi venuti con la loro barca. In un primo momento sarei dovuto andare con Gianluigi al grottino dei gamberi, ma vista il leggero ritardo di uno di essi ancora alle prese con il montaggio della videocamera subacquea, decido di scendere da solo, ma evitando di andare nella piccola cavità per non sporcare l’acqua. Scendo lentamente e subito incontro un banco di barracuda, raggiungo le gorgonie e torno verso il faraglione ammirando le cernie dorate ed i saraghi passeggiare placidi su un tappeto di gorgonie bianche. Raggiungo il faraglione e recupero qualche pezzetto di roccia staccata dai datterai per portarla in acquario dove, se ben nutriti e posizionati, gli Astroides sono in grado di prosperare a lungo. Decido così di risalire prima del solito per portare il tutto in superficie e posare la fotocamera “piena” per prendere quella “vuota” da portare per un poco a passeggio sott’acqua. L’operazione ovviamente riesce perfettamente con il solo fastidio di doverla trattenere saldamente tra le mani, pena vederla salire a galla di scatto a causa dell’assetto positivo. Risalgo a bordo soddisfatto ed attendo il rientro di tutto il gruppo. Dopo una breve sosta nei pressi di Nerano, ci spostiamo all’isolotto dell’Isca dove ci immergeremo di nuovo. Questa volta in acqua scende anche Virgilio che ci aveva atteso in barca, oltre a Vittoria, Gianluigi ed Andrea che sono alle prese con degli allievi per un corso Open Water Diver. Effettuiamo il nostro giro nel tunnel, mentre il gruppo prosegue in direzione della grotta, io mi trattengo a fotografare alcune zone meno frequentate dove con mia grande sorpresa mi accorgo che ci sono alcuni rifiuti plastici che andranno rimossi prossimamente. Mi concentro anche a fotografare i tanti saraghi che stazionano all’ingresso del tunnel fenestrato che si muovono lentamente, incuranti della presenza dei sub. Anche qui raccolgo dei frammenti di margherite di mare per l’acquario, ma fortunatamente non si vedono nuove zone di danneggiamento, questi sono solo i residui di precedenti battute. Attendo sotto la barca l’arrivo degli altri sub e li chiamo a raccolta per scattare la foto ricordo, poi risaliamo e riportiamo i due sub capresi alla loro barca prima di tornare velocemente a Massa Lubrense. Mi sono veramente divertito e sono soddisfatto e rilassato, poco dopo però entro nella modalità “ansia da rientro a casa” …. ieri sera ho acquistato una lavatrice nuova per sostituire quella andata KO e devo essere a casa per le 15 per la consegna a domicilio! Al diving sono abituati alle mie manovre di “esodo” e non sono sorpresi della velocità con cui lavo tutta l’attrezzatura e la ripongo nelle borse …. qualche attimo dopo sono già sullo scooter e poco dopo a casa. Chiudo la porta e suona il citofono … “Sig. Gargiulo, a quale piano dobbiamo salire?”

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Mentre sono al mare con la famiglia consulto il telefonino e mi accorgo che ci sono grandi nozizie dall’Australia nel Photo Contest AIDE Australasia Underwater Photographer of the Year Competition 2018, con un primo ed un secondo posto! Molto bene, il pomeriggio trascorre molto meglio, nonostante il gran caldo che c’è qui in spiaggia, senza un “filo” di vento. Con il passare delle ore anche il meteo cambia con una coltre nuvolosa che rinfresca l’aria  “tagliando” la luce solare, inizia anche un pò di vento che sembra increspare il mare. Torniamo a casa alle 18:30 perchè ho appuntamento con mio fratello Arturo per una bella immersione insieme. Un intenso languore mi prende e, diversamente dal solito, decido di mangiare subito, senza attendere le ore piccole per cenare al ritorno dall’immersione. Speriamo porti bene …..

L’attrezzatura fotografica è pronta da questa mattina, c’è solo da prendere le bombole in garage e raggiungere Arturo a casa dei miei genitori alle 20:15, da lì saremo pronti a partire. In garage mi accorgo di aver dimenticato al Bikini Diving i miei calzari, prendo così un paio di pinne da apnea e vado da Arturo.  Fortunatamente mio fratello ha in borsa un secondo paio di calzari, così posso usare le mie abituali pinne! Raggiungiamo la spiaggia, scarichiamo le attrezzature mentre alcuni ragazzi stanno facendo ancora il bagno, e parcheggio l’auto. Vengo assalito alle caviglie e sullo zigomo dalle zanzare tigre ma nulla può fermarci stasera. L’acqua è calda e sporca a riva, migliora sensibilmente in profondità ma resta “calda” fino ad oltre -25 metri dove si apprezza un minimo termoclino.  Arturo mi segnala sulla sabbia un bellissimo pagro, ma mi segnala anche problemi di messa a fuoco …. controllo e sembra tutto ok, solo dopo mi segnala di aver sbagliato a montare l’obiettivo prendendo uno zoom al posto del 60 micro nikkor! E’ così costretto a fotografare da lontano i soggetti non potendo mettere a fuoco a brevi distanze. Ci penso così io a fotografarlo nel suo splendore con la Nikon D7200 ed il 40 micro nikkor. Ci sono tante “cosine” simpatiche da fotografare, un bellissimo pesce ago, una micro Aplysia punctata, e tanti altri soggetti, alcuni quasi invisibili, come il gamberetto nel crinoide che “live” non ho visto, ma solo al monitor del mio IMAC 27″. Cipree e gamberetti sono dappertutto e ci sono anche due enormi esemplari di Hermodice caruncolata, sicuramente diversi dall’esemplare che ho incontrato altre volte in questo luogo. Il primo di essi, non grandissimo era di un colore rosa mentre l’altro, lunghissimo aveva della zone danneggiate lungo il corpo. La domanda però mi sorge spontanea, come mai in questo punto si vedono solo esemplari giganti e non se ne vede nessuno di normali dimensioni? Non ho la soluzione e chiedo l’aiuto a voi da casa! Rientrando a terra, un piccolo polpo mi tende un tentacolo mentre più avanti, ci sono i resti della pesca illegale di datteri di mare. Ancora una bella serata trascorsa in mare con mio fratello e le meravigliose creature marine!  

 

 

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving Center

La strada per Massa Lubrense è insolitamente libera ed il sole basso alle mie spalle proietta la mia ombra sull’asfalto. Quando arrivo al porto di Marina della Lobra trovo agevolmente anche il parcheggio per lo scooter …. forse perchè sono le 6:50? Ebbene si, per andare a fare un tuffo in tutta tranquillità al Banco di Santa Croce è necessario muoversi in orari diversi dal solito, così Gianluigi ha organizzato la nostra immersione con partenza alle ore 7:30 dal diving. La mattinata inizia al meglio con il caffè ed i cornetti per svegliare tutta la truppa.

Raggiungiamo il sito dopo una veloce navigazione su un mare piatto, mosso solo dalle onde delle poche barche che sono nel golfo a quest’ora. E’ una meraviglia! Ci vestiamo prontamente e ci tuffiamo con l’acqua che è torbida nei primissimi metri, ma che migliora nettamente in profondità. Anticipo il gruppo guidato da Andrea e Lisa, oggi in versione filmaker,  scendendo qualche attimo prima sulla secca principale. Immediatamente vedo due aquile di mare svolazzare via, mentre un grande branco di dentici si mantiene a distanza di sicurezza. Ovviamente ci sono anche le cernie ed i saraghi, che però al momento passano in secondo piano. Peccato che la luminosità sia scarsa a quest’ora del mattino, la luce penetra ancora lievemente in profondità ed è difficile fotografare questi grandi pinnuti. Nel frattempo arriva il gruppo e ci muoviamo verso gli scogli di “terra” dove anche qui sono presenti tante cernie e dentici. Mi fermo tra le gorgonie gialle per cercare di avvicinarne alcuni, ma è impresa ardua. Continuo il mio giro estasiato da tanta bellezza, guardando nel blu si continuano a vedere aquile di mare che volteggiano tra le bolle dei sub.  E’ tempo di ritornare alla secca principale per preparare la risalita e la decompressione.  C’è però tutto il tempo di fermarsi a guardare le margherite di mare e le gorgonie attorniate da milioni di pesciolini, preda delle bellissime cernie che è possibile ammirare al Banco di Santa Croce. L’immersione termina sulla boa di ormeggio dove effettuiamo la breve deco e la sessione selfie di rito. Quando risaliamo a bordo cominciano ad arrivare i gommoni dei diving stabiesi, alle 9 noi andiamo già via! La colazione a bordo e il rientro in porto con il mare calmo poi non ha prezzo!

 

 

Banco di Santa Croce con Gianmarco e Francesco

E’ da giorni che Francesco mi messaggia creando un apposito gruppo su Wathsapp … appuntamento ore 12:00 al Bikini Diving per un tuffo con Gianmarco al Banco di Santa Croce. Dopo un’ora di traffico in auto a causa dell’enorme affluenza di bagnanti, raggiungo il porto di Marina di Stabia dove è situato l’organizzatissimo diving. Francesco e Gianmarco sono già arrivati con mezzi propri e sono già intenti a montare le attrezzature. Ci accoglie Giulia, che non vedevo da qualche anno e Pasquale, che oggi ci accompagnerà in barca per la nostra immersione. Carichiamo tutto sul trasporter e raggiungiamo la banchina dove si trovano i tre gommoni. Dopo una breve navigazione con il vento che soffia da maestrale, raggiungiamo la secca principale del Banco di Santa Croce ed ormeggiamo. Appena pronti ci immergiamo dirigendoci subito sulla foresta di gorgonie e corallo nero. Dentici, saraghi, cernie e qualche aquila di mare ci accolgono subito. Dopo i rituali scatti entriamo nel tunnel-grotta che mostro a Gianmarco che non vi era mai entrato. Appena usciti, verso la sinistra, sotto la tettoia rocciosa coperta di gorgonie, una coppia di enormi cernie passeggia qualche metro sotto di noi.  Tra le gorgonie sono numerosissime le uova di gattopardo, ma di adulti non se ne vedono. I minuti trascorrono veloci ed il computer segnala alcuni minuti di decompressione da effettuare. Non resta che immortalare le pareti fiorite prima di risalire lungo la gomena per la sessione selfie. Una volta a bordo, rientriamo al porto dove risciacquiamo tutte le attrezzature nelle enormi vasche. Mi spiace dover salutare ed andare via presto, ma sono in fervida attesa di un pacco proveniente da Lazise …..  

PADI WOMEN’S DIVE DAY 2018

Appuntamento odierno da non perdere, l’edizione 2018 del PADI Women’s Dive Day al Punta Campanella Diving Center. Arrivo a Massa Lubrense con lo scooter alle 8 e già c’è un gran fermento, si iniziano i preparativi e si procede all’organizzazione dei gruppi per le uscite in mare che oggi sono continue. Il mare non è clemente, c’è vento ed onda, ci fermiamo alla Cala di Mitigliano dove la situazione meteomarina è favorevole e scendiamo in acqua, ma la visibilità non è ottimale. Mi diverto ad assistere l’amica Francesca intenta a “conoscere” la sua nuova fotocamera reflex Canon, l’assisto cercando di fornire qualche utile suggerimento per accorciare l’apprendimento. La giornata è stata fantastica, vedere tante donne e ragazze  avvicinarsi alla subacquea è una vera gioia, sentire le loro emozioni a caldo dopo essere usciti dall’acqua non ha prezzo!  Mi spiace non poter restare per le successive uscite, ma impegni familiari mi richiamano a casa, inoltre in serata ho da scattare delle foto alla festa di presentazione della nuova collezione di profumi dedicati a Sorrento, dello stilista Mauro Lorenzi, presso il Grand Hotel Moon Valley di Seiano.

Puolo con Ass. Cousteau – Immersione Notturna

Pensavo di aver già battuto il record dell’immersione notturna più affollata, ma i record sono fatti proprio per essere superati! Infatti stasera siamo proprio in tanti, Nicola e Antonella, Linda, Francesco, Dario, Andrea e Vittoria, tutti già in acqua al calare delle tenebre. Mi immergo poco dopo di loro, per attendere il buio assoluto e dopo aver salutato Gianluigi del Punta Campanella Diving Center che ha accompagnato dei clienti, effettuo il mio consueto percorso sulla sabbia in cerca della biscia di mare cieca che ha fotografato mio fratello nella scorsa immersione. Non sono fortunato e stasera non sono in “palla” come al solito. La produzione fotografica ne risente, non riuscendo a sfruttare a dovere le occasioni interessanti capitatemi. Nel mio giro infatti trovo un cavalluccio marino giallo, ancora il pesce pappagallo maschio addormentato tra le alghe ed un bellissimo gamberetto Hyppolite prideauxiana in un crinoide rosso, che, a causa dei problemi di presbiopia (non corretta) mi “perdo” quasi subito. Rientrato a terra trovo tutti i miei amici seduti sulla spiaggia a mangiare e bere, mi svesto di corsa ed “azzanno” al volo il panino che mi hanno conservato. In preda all’euforia prometto di lasciare tutta l’attrezzatura  “sporca” fino all’indomani, ma inesorabilmente mi ritrovo fuori al balcone a sciacquare la fotocamera e tutto il resto  fino all’una di notte, quando finalmente posso andare a fare la doccia e tuffarmi nel letto!

Scoglio del Vervece con Gianluigi

Dopo il consueto scambio di messaggi con Gianluigi, confermo la mia presenza dimenticando di ricordare a Vittoria di riportare al diving la mia attrezzatura che, causa sovraffollamento, era stata spostata a casa sua. Quando arrivo al Punta Campanella Diving, mi rendo subito conto dell’assenza della borsa sub …. poco male, prendo dal deposito tutto l’occorrente, al pari dei tanti clienti stranieri e dopo poco sono pronto per salire sul gommone. L’unica preoccupazione è per la maschera, il rischio che si appanni è molto alto, ma non ho modo di verificarlo prima … vediamo cosa accade in acqua.
Usciamo verso le 10 dal porto e raggiungiamo lo Scoglio del Vervece dopo un minuto di navigazione, ormeggiamo alla boa e siamo pronti per il tuffo. Anticipo il gruppo e, seguendo le indicazioni di Virgilio che oggi è il nostro barcaiolo, vado in cerca di un “coccio” d’anfora romana che ha trovato alcuni anni addietro. L’acqua è limpida come da molti anni non accadeva, con una visibilità orizzontale e verticale superiore ai 30 metri e la maschera non si appanna! Sorvolo il fondale roccioso ed incredibilmente, distinguo dall’alto il frammento di terracotta. Mi avvicino con la mia fotocamera Isotta per Nikon D7200 ed il microdome con dentro il 10,5 mm ed inizio a scattare. Sono felice ed emozionato per il ritrovamento, proseguo il mio giro andando in cerca dei pesci San Pietro che sono stati avvistati la settimana scorsa, ma non sono fortunato. Risalgo a quote più tranquille godendomi le gorgonie rosse e poi quelle gialle, fino a rientrare sul pianoro dove giace la statua della Vergine dopo aver effettuato il periplo dello scoglio. Oggi è possibile osservare da lontano il pesce che popola lo scoglio, cernie, scorfani, dentici, barracuda, saraghi e le immancabili castagnole. In barca mi segnalano anche l’avvistamento di un’aquila di mare, di alcune corvine ed aragoste, presenze storicamente occasionali qui al Vervece, segno che, con il passare del tempo, l’Area Marina Protetta, qualche progresso comincia a produrlo. Rientriamo in porto e, mentre il gruppo procede al cambio delle bombole in previsione della seconda immersione a Cala di Mitigliano, mi svesto e mi preparo a tornare a casa per raggiungere la mia famiglia al mare.

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Questi giorni lavorativi sono stati un vero calvario, densi di contrattempi e tanta maleducazione … l’unico rimedio possibile per allontanare lo stress e tensioni è un gran bel tuffo con mio fratello Arturo, che manca da alcuni mesi dall’acqua. Passo a prenderlo alle 20:30 sotto casa dei miei genitori, ho preso dal garage le bombole e l’attrezzatura e ce ne andiamo a Puolo a fare la nostra immersione notturna. Ho conservato ancora la configurazione macro con il 40 mm montato sulla Isotta per Nikon D7200 abbinata ai flash Ikelite DS161. Arturo invece ha una Nikon D7000 nel suo scafandro rosso con il Tokina 10-17 mm ed il minidome. Arriviamo sul posto con la luce che è ancora tanta, ci vestiamo lentamente attendendo le 21.30 per entrare in un’acqua cristallina. Ho finalmente posato la muta stagna avendo risolto i problemi alle cicatrici cutanee e la temperatura dell’acqua è ottimale. Scendiamo sul fondo sabbioso dove anche stasera sono presenti le mormore, i gronchi delle baleari ed i pesci lucertola. Mentre io sorvolo l’area cercando soggetti dall’alto, Arturo “passeggia” in prossimità del fondo dove scatta improvvisamente una singola foto ad un pesce arancione che fuoriesce dalla sabbia. Subito dopo il pinnuto è sparito nel sedimento. Solo a terra mi mostra la foto e viende identificato, si tratta di una Biscia di mare cieca, Apterichtus caecus (foto Arturo Gargiulo) che non era mai stata segnalata da queste parti.

Sulla sabbia non incontro nulla di particolare interesse, quindi mi sposto sulla parete in cerca dei pesci ago tra le foglie di posidonia. Questa sera non ci sono, ma tra le foglie vedo un tordo musolungo che ha un parassita Anilocra sul capo e che ne ha divorato gran parte del tessuto. Anche sulla parete nessun sussulto, ma stasera si vede anche una ciprea più rara rispetto a quelle che si vedono abitualmente. Terminiamo l’immersione rornando sui ciottoli del basso fondale dove nel frattenpo si è intorbidita l’acqua. Qui incontro un grosso cefalo adagiato sul fondo che resta per un poco abbagliato dalla potente lampada Orcatorch, Arturo si avvivina con l’oblò fino a toccarlo. Tra i sassi sono presenti anche svariati Apogon imberbis, dal colore rosa pallido, quasi per “mimetizzarsi” con il fondale verdognolo. Rientriamo a terra dopo due ore di grande divertimento, con la gioia di aver trascorso una bella serata insieme, da replicare al più presto!