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Scoglio Penna e Vervece con Punta Campanella Diving

60 giorni possono essere interminabili e tali sono stati per me, fermo ai box dopo un periodo di convalescenza a seguito di un intervento ricostruttivo odontoiatrico. Solo dopo aver ricevuto l’ok dal mio dentista “Rino”, oggi sono potuto tornare in acqua per inaugurare la stagione estiva al Punta Campanella Diving Center.  L’attrezzature è da due settimane al diving ma la situazione clinica non mi consentiva di immergermi, è stato così semplicissimo raggiungere il porto di Marina della Lobra con lo scooter armato della sola fotocamera. C’è un bel sole ma c’è anche vento abbastanza teso. L’appuntamento era da non perdere perché oggi è prevista un’uscita dell’Associazione Jacques Cousteau capitanata da Nicola ed Antonella a cui si aggiungono Linda ed altri simpatici subacquei. Partiamo con il gommone alla volta dello Scoglio Penna dove ormeggiamo alla boa sommersa. C’è corrente abbastanza sostenuta e siamo costretti a raggiungere lo scoglio scendendo lungo la gomena di ormeggio e sorvolando il fondo. Il gruppo si avvia verso la punta dove ci sono i barracuda ma l’avanzamento è difficoltoso. Decido così di sganciarmi da loro e di tagliare il percorso passando attraverso il foro presente tra i due scoglioni per raggiungere più rapidamente la parete esterna con le gorgonie rosse. La visibilità è buona ma non entusiasmante. L’immersione prosegue senza grandi sussulti, decido così di attendere il rientro dei miei amici nello stretto buco di passaggio. Una volta passati tutti, mentre siamo pronti a risalire, Linda mi segnala la presenza di un polpo sulla parete che si sta muovendo verso la superficie in cerca di prede nella schiuma delle onde. Lo osservo risalire sempre più fino a fermarsi a pelo d’acqua, lo vedo anche fuoriuscire all’esterno scoperto dal cavo dell’onda. Ho gli ultimi minuti di deco da smaltire e lo osservo sperando che non vada via. Quando finalmente posso risalire in superficie mi avvicino ed inizio a scattare a raffica, fin quando non fugge via sotto gli occhi spalancati miei e dei miei amici. Risaliamo e finalmente facciamo un selfie prima di tornare a bordo. Rientriamo al diving verso le 12:00 e dopo una lunga pausa per attendere l’arrivo di alcuni clienti per l’immersione pomeridiana, approfitto per mangiare un panino in compagnia di Gennaro.

Alle 14:30 iniziamo di nuovo le operazioni di vestizione per uscire con direzione Scoglio del Vervece. Il vento è aumentato ed anche il mare. Raggiungiamo la boa di ormeggio e Vittoria si tuffa ancora per ormeggiare. Lisa è pronta con il resto della “truppa” e si tuffa dopo che tutti sono entrati in acqua per chiudere il gruppo. Faccio da apripista come al solito e mi dirigo verso le gorgonie rosse. Lascio il gruppo tra i grandi ventagli di Paramuricea e risalgo un poco in direzione dei massoni che si trovano in direzione di Capri. Lungo il pendio, quasi invisibile, la pinna dorsale del Pesce San Pietro fuoriesce dalle alghe che ricoprono il fondo. Mi avvicino aspettando già la pronta risposta del pinnuto. Puntualmente il pesce inizia a spostarsi tenendosi a debita distanza dalla cupola del mio scafandro. Eseguo qualche scatto inseguendolo, ma l’impresa è vana. Ancora una volta mi è sfuggito, di giorno resta un soggetto molto difficile da avvicinare, al contrario della notte.  

Raggiungo quindi i massoni e sotto di esso scorgo una bella corvina, in questo posto non ne vedevo da anni! La mostro a Vittoria e proseguo, ne incontro una seconda prima di imbattermi nel branco di barracuda che solitamente staziona sulla punta “terrestre” dello scoglio. Continuo ancora per raggiungere la statua della Madonna e per controllare la condizione delle telecamere di sorveglianza posizionate sul pianoro a -12 metri. Come ampiamente prevedibile, sono completamente “bio-ricoperte”, incrostate al punto da non essere assolutamente utilizzabili. La loro inutile installazione mi ha molto sorpreso, il mare invece non lo ha fatto, prendendone possesso come previsto. Ne sarà contento solo il responsabile della manutenzione che si è guadagnato un lavoro assicurato a vita! Mostro ai miei amici anche la tana delle murene ed il piccolo buco fortunatamente scampato al massacro compiuto alcuni anni fa ad opera dei pescatori di datteri. Il Vervece da allora è cambiato completamente, non è più quello che ho ammirato per decenni e non penso potrà più ritornare all’antico splendore. Risaliamo a fatica in gommone a causa del moto ondoso che è aumentato durante la nostra permanenza in acqua.  Rientrati a terra inizio rapidamente a sciacquare tutta l’attrezzatura, fotocamera compresa, per tornare subito a casa dai miei familiari, dopo una bellissima giornata di mare trascorsa con le mie amiche Rosy, Lisa e Vittoria del Punta Campanella Diving Center. 

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving

Alcune gocce di pioggia cadono sulla sella del mio scooter quando mi metto in movimento per Massa Lubrense. Ho indossato anche una giacca di tuta per ripararmi dal vento freddo che continua incessante a soffiare. Il mare è ancora smosso dal grecale e le onde sono maggiori rispetto a ieri, fortunatamente le condizioni consentono comunque di uscire in mare, così ci dirigiamo allo Scoglio Penna, subito dietro Punta Campanella dove il mare è piatto. L’acqua è limpida e non c’è corrente. Mi tuffo per primo lasciando il gruppo intento alla vestizione. Mi dirigo con il mio 105 mm nei pressi del foro passante tra gli scogli e mi fermo a fotografare una famiglia di Apogon imberbis che staziona nei pressi di un grande masso che si trova lungo il pendio. Trascorro quasi tutta l’immersione tentando di fotografare in primo piano i rossi pinnuti, ma solo a casa mi accorgo che il selettore  della messa a fuoco si era spostato inavvertitamente sulla distanza minima di 50 cm! Controllo quindi l’orologio e sono trascorsi quasi i 60′ convenuti, risalgo così a bordo del gommone insieme al gruppo di clienti e ritorniamo alla base. Quando arriviamo al diving è finalmente arrivato l’amico Pietro Formis che è pronto ad uscire in mare con Edoardo e Mimmo con direzione Mitigliano.

Saluto tutti e vado al mare a Sorrento con le mie figlie, monitorando continuamente le condizioni meteomarine perché …. stasera si torna in acqua!

Scoglio Penna con Mimmo e Filippo Borghi

Le temperature sono scese sensibilmente dalla mia ultima immersione, per questo decido di passare in garage a prendere la sacca con la muta stagna in trilaminato, quella in neoprene è ancora non utilizzabile a causa di un foro sul ginocchio che mi impedisce di usarla. Soffia un vento teso di tramontana che smuove il mare e rende impraticabile raggiungere la Baia di Puolo e la Punta del Capo di Sorrento.

Raggiungo con lo scooter il Punta Campanella Diving Center dove mi attende Mimmo con un suo caro amico, Filippo Borghi, venuto di primo mattino da Siena per un weekend dedicato alla ricerca del gamberetto dei crinoidi. La sorpresa è anche quella di trovare David Salvatori “senza muta”, essendo impegnato con il grafico a sistemare le ultime pagine del suo libro. Quando tiro fuori la muta dalla borsa, mi accorgo che manca il sottomuta che ho lasciato nell’armadio a casa. Vabbè, userò la muta umida.

Partiamo con leggero ritardo con direzione Scoglio Penna a causa di qualche inconveniente con la fibra ottica alla fotocamera di Mimmo e raggiungiamo lo scoglio dove residua una intensa onda lunga. Ci tuffiamo tutti in cerca di crinoidi, ne troviamo solo un paio ed ovviamente la sessione è abbastanza infruttuosa, termino così l’immersione a scattare qualche foto per non tornare senza foto. Arrivati a terra, saluto e vado via, dando appuntamento per domani.

Scoglio Penna e Punta Campanella – Raduno Seacam

Parto con comodo da casa per accompagnare le mie donne al mare, mentre io vado ad immergermi con tantissimi amici venuti da molto lontano a Massa Lubrense, in occasione del Raduno Seacam. Si si, è corretto … Marco Gargiulo e Seacam per un giorno insieme ….

Grazie al fraterno amico Mimmo, ho la possibilità di provare nuove attrezzature, in particolare una custodia subacquea Silver per Nikon D3X abbinata con il particolarissimo obiettivo Nikon zoom 70-180, del quale sto meditando l’acquisto. Usciamo in mare alle 11:00 al rientro del primo gruppo di sub uscito di primo mattino, dopo aver salutato gli amici pugliesi, romani, milanesi, svizzeri, salernitani e napoletani presenti. Il cielo è coperto ed il mare leggermente mosso. Raggiungiamo lo Scoglio Penna e ci tuffiamo, provo a scattare e la macchina non mette a fuoco … bah, riprovo svariate volte … non va; probabilmente è stato spostato per errore il selettore della messa a fuoco manuale sull’obiettivo …

Termino l’immersione dopo aver fatto assistenza all’amico Michele alle prese con il suo minidome. Rientrato a terra cambio subito la bombola e mi faccio sistemare la fotocamera a dovere per il successivo tuffo a Punta Campanella. Usciamo di nuovo con il sole che finalmente è venuto fuori dalle nuvole. Raggiungiamo la punta e mi tuffo sul pianoro a -12 metri per prendere un poco di feeling con la nuova attrezzatura. L’obiettivo è interessante ma non mi convince appieno, lo scafandro è sicuramente di altissimo livello, con un bilanciamento perfetto, nonostante il lungo oblò necessario per contenere lo zoom, assetto neutro e comandi ben disposti. Impiego un poco di tempo prima di familiarizzare completamente con tale nuova configurazione, solo alla fine finalmente riesco a scattare qualche immagine soddisfacente.

Terminata l’immersione ritorno a casa a riprendere mia moglie e le ragazze per poi ritornare a Massa Lubrense per la magnifica serata che ci attende con i tantissimi amici fotosub.

2013-09-29 Scoglio Penna – Workshop Fotosub

Oggi usciamo per la giornata conclusiva del Workshop di Fotografia Subacquea organizzato presso il Dive Residence di Sergio Riccardo. Alle 8:30 siamo di nuovo in barca per raggiungere lo Scoglio Penna, all’estremità meridionale della Baia di Jeranto. Anche oggi il mare è calmo e l’acqua limpida, ma il cielo è velato. Ho montato il Nikon 10.5 mm con il minidome da 4,5″ ed i due flash Inon Z240 controllati in fibra ottica. Oggi in mare ci accompagna Maria che ci fa immergere nei pressi del buco passante attraverso lo scoglio coperto dagli Astroides. Mi lancio subito in profondità verso le gorgonie rosse, poi vado in cerca dei barracuda che di solito stazionano sulla punta. Ne incontro solo qualcuno, intento a cacciare le alici insieme ai tonnetti che si vedono sfrecciare nell’acqua limpida. Anche un branco di salpe si lascia avvicinare mentre mi dirigo verso l’interno dello scoglio, nella zona dove ci sono i massoni ciclopici. Qui “inseguo” tra i massi una piccola corvina prima di tornare al gruppo dei subacquei di MARE DENTRO che sono ancora una volta nei pressi del buco dove  stazionano un gruppo di saraghi fasciati. Quando usciamo dall’acqua, il cielo si è pulito dalle nuvole e la temperatura esterna si è innalzata in modo da farci godere del caldo tepore durante il rientro a terra. Alle 11:00 siamo di nuovo al Residence dove riguardiamo le foto al pc, prima di salutarci e darci appuntamento ad un prossimo evento.

2012-06-10 Scoglio Penna & Punta Campanella

Cielo coperto e vento, oggi non è il massimo per fare il bagno … ma un’immersione si, anzi due! Appuntamento solito alle 9:30 al porto con la Ligeia in banchina, il mare che si è alzato ed il vento ci impongono di cambiare versante della Penisola Sorrentina in cerca di un poco di tranquillità, direzione Punta Campanella.

In barca siamo in pochi, solo alcuni turisti stranieri e Domenico, anche lui alle prese con il mal di mare … Raggiungiamo finalmente la Punta Campanella e ci avviciniamo allo Scoglio Penna, dove ci tuffiano dal lato interno, nei pressi della costa. L’acqua è limpida e nel frattempo un pallido sole è fuoriuscito dalle nuvole, il vento è teso e sembra rinforzare, sotto probabilmente ci aspetta la corrente che invece inspiegabilmente è assente. Passo attraverso il foro della roccia e raggiungo il versante esterno, dove mi accorgo ancora una volta dei segni del passaggio, non recente, dei datterai, con un tappeto di frammenti rocciosi che ricopre ogni buca del fondale. Proseguo verso la parete delle gorgonie rosse e mi dedico ad alcuni scatti con il Tokina 10-17 mm, poi proseguo in un rapido giro. Mi fermo a scattare alcune immagini di prova con lo snoot autocostruito, quando Mariangela mi chiama per mostrarmi un gruppo di Cratena peregrina misto a Flabelline, su alcuni idroidi. La solita sfiga …. avere l’ottica grandangolare quando invece serve quella macro!

Terminiamo l’immersione ed entriamo nella Baia di Jeranto, a sostituire le bombole e per il successivo tuffo, mentre parte dei turisti stranieri effettua un giro di snorkeling all’interno dell’insenatura. Monto il Micro Nikkor 60mm VR e mi preparo per il secondo round a Punta Campanella. Angelo con la sua padronanza della Ligeia ci lascia tuffare proprio a ridosso della parete, al riparo dal vento e dalle onde. Svoltiamo la punta in direzione Massa Lubrense, quasi subito mi fermo a fotografare e dopo poco mi accorgo di essere solo … La parete è bella e l’acqua limpida, ma il mio intento è quello di provare alcune macro con lo snoot, decido allora di non raggiungere il gruppo ma di attenderli sul pianoro all’interno della punta, dove ci siamo tuffati, in modo da avere la calma di effettuare le doverose prove. Di flabelline qui neanche l’ombra … mi dedico agli onnipresenti scorfani. I miei compagni sono già a bordo quando riemergo soddisfatto ed infreddolito, pronto al lungo tragitto di rientro con il mare agitato, pregustando la serata calcistica in tv.

2012-05-06 Scoglio Penna

Lo scirocco è calmato ed una pioggia sottile bagna il mio risveglio … il mare è calmo e si può uscire in mare. Appuntamento al porto di Sorrento con Mariangela. Con me oggi ci sono gli amici Mario, Nunzia e Nunzio che non vedevo da un pò. Si esce in mare direzione Punta Campanella, in particolare, lo Scoglio Penna, situato all’estremità sud della Baia di Jeranto.

Ho montato un obiettivo macro, non conoscendo le condizioni dell’acqua ed il sito d’immersione. Mi tuffo e appena attraverso il foro che  attraversa lo scoglio, vedo una bella ricciola allontanarsi tra i tanti barracuda presenti. Scendo verso la foresta di paramuricee e mi fermo a fare qualche primissimo piano. Ma cosa succede?

I flash sembrano non funzionare in TTL ed essere incredibilmente potenti …. tutte le foto sono sovraesposte ….

Avevo dimenticato di riportare la sensibilità sui 100 ISO, dopo aver usato la fotocamera al saggio ginnico di mia figlia Lidia!

Poco  male, sistemo il tutto e proseguo nel giro, fotografo una Antedon mediterranea, un crinoide mediterraneo giallo che solo a casa mi accorgo essere pieno di uova! Poi sui massoni mi sedico ad una Serpula che incredibilmente, nonostante la distanza minima a cui mi trovo con il 60 micro nikkor, si lascia fotografare per oltre dieci scatti. Svoltando la parete, di nuovo i barracuda in caccia delle tante boghe e latterini. Qui c’è più corrente ed i Parazoanthus sono ben aperti in cerca di cibo. L’aria è quasi terminata, bisogna risalire e tornare in barca, in tempo per seguire la decisiva giornata calcistica per lo scudetto.

La giornata si conclude nel migliore dei modi con la gradita vittoria dell’amata Juventus!

 

01 maggio 2010 Scoglio Penna

Finalmente dopo lungo tempo, una buona giornata per andare in acqua! Il sole è così caldo che, nel preparare l’attrezzatura, per un attimo ho pensato di portare la muta umida; a posteriori ottima scelta aver usato la stagna. Al porto c’è il mio amico e medico Ferrante che mi prende la borsa e la fotocamera per sistemarla in barca, si esce con direzione Scoglio Penna, sperando che anche l’acqua sia limpida come la giornata.

La navigazione su Ligeia procede tra le mille chiacchiere ed aneddoti invernali, finchè giungiamo a ridosso dello scoglio, ormai pronti a tuffarci. L’acqua in superficie non è pulita, speriamo lo sia sotto …. Mi tuffo per primo seguito da Fabio, attrezzato con la sua videocamera, per approfittare di qualche momento di … solitudine. Mi fermo all’imboccatura del foro passante e scatto alcune immagini, poi lo attraverso ed attendo il passaggio di Fabio per fargli qualche foto. Poi subito in profondità verso le gorgonie rosse, l’acqua ahimè non è limpida e devo lavorare molto spostando l’angolazione dei flash per otterere scatti privi di sospensione. Attardato rispetto al gruppo, lo raggiungo appena ho terminato le inquadrature con il mio grandangolare 16 mm. Un enorme spirografo bianco ondeggia nel blu, due piccole aragoste ci osservano sfilare dinanzi alle antenne. Giungiamo sul pianoro interno con i massoni, tra questi scovo una bella attinia Cribrinospsis crassa infine mi dirigo verso la punta sud dello scoglio dove la corrente frena la nostra avanzata. Qui solitamente stazionano i barracuda,  data l’enorme presenza di mangianza, sembrano essere altrove, Mariangela ne individua uno, poi qualche altro ancora. Mi fermo prima di raggiungerli quando incontro una magnifica parete ricoperta da Astroides e Parazoanthus, bellissimo scorcio, peccato non avere la modella. L’immersione è terminata, sotto la barca a pelo d’acqua alcuni trasparenti esemplari di macroplancton si lasciano trasportare dalla corrente. A bordo una magnifica doccia ed il thè bollente con i biscotti per raddolcire il rientro in porto.

26 dicembre 2007 Scoglio Penna

Stamattina la sveglia è faticosa, reduci dal cenone natalizio, ma la giornata è soleggiata ed il mare calmo. Sistemo la muta nella sacca, chiudo la fotocamera nella sua custodia  prendo l’Aladin dall’armadietto e sono pronto a scendere al porto sul mio motorino. La strada è bagnata perchè stanotte è piovuto, in piazza controllo l’ora e … approfitto per scattare una foto all’albero di natale che troneggia di fronte al mare. Al porto incredibilmente tutti puntuali, alle dieci siamo già pronti a salpare, ma ecco una telefonata imprevista che ci invita ad attendere ancora qualche minuto in banchina l’amico Ferrante.
Si parte alla volta dello Scoglio Penna, la giornata ha cominciato ad annuvolarsi ma resta comunque il mare liscio come l’olio. La navigazione procede veloce e ci vede impegnati nei preparativi ed in alcune foto ricordo del gruppo degli irriducibili. Con noi oggi, capitanati da Mariangela, la padrona di bordo, ci sono alcuni amici di Agropoli in visita per la prima volta nei nostri mari.
Arrivati allo scoglio incrociamo un peschereccio che tira su le reti da posta, saltiamo in acqua uno dietro l’altro in prossimità della fenditura che divide a metà lo scoglio.
Rapido check in superficie e tutti giù a -6 mt dove c’è il buco passante che ci porta all’esterno dello scoglio. Le pareti sono ricche di Astroides e proprio nel passaggio ha stabilito la sua tana un bel polpo. Sorvoliamo senza fermarci, riservandoci di ripassare alla fine dell’immersione a vedere se gradisce essere fotografato! Incontriamo alcuni saraghi fasciati e subito raggiungiamo la foresta di gorgonie rosse a -35 mt, poco più su altre gorgonie, le Eunicella singularis muovono in corrente i rami dai polipi espansi. Tra i rami drgonie, alcuni labridi si lasciano fotografare così come dei grossi serranidi. Tra le fenditure della roccia non mancano alcuni timidi saraghi, che al primo pericolo si intanano sempre più per evitare qualsiasi inconveniente al cospetto dei subacquei! Guardo il computer e … sorpresa si è spento!! Recupero subito l’attenzione del mio compagno Roberto e gli segnalo l’inconveniente. E’ una vera disdetta!
Il gruppo si tiene compatto, Giovanni chiude la comitiva, segnalandoci un branco di barracuda mediterranei avvicinarsi alle nostre spalle. Approfitto per fare una foto ma il gruppo si è ormai diradato. Raggiungiamo il pianoro all’interno dello scoglio dove ci sono svariati massoni poggiati su di un fondale di -15 mt. Al di sotto di essi vedo una famigliola di corvine che subito guadagna l’oscurità. Non mi è possibile fare più di uno scatto e neanche decente! Fortuna che, alzando gli occhi, riesco a vedere una piccola aragosta nascosta nel suo buco, con le gialle antenne protese in avanti per difendersi da incontri indesiderati. La mostro a Roberto che è vicino a me e ci fermiamo alcuni minuti prima di iniziare la deco. Risaliamo al buco e torniamo all’appuntamento con il nostro amico polpo che riposa ancora nella sua tana.
Risaliamo in barca dove ancora ci attende un thè caldo e qualche pezzo di panettone!