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Banco di Santa Croce con Erik & Co

S P E T T A C O L O  è l’unica parola adatta a raccontare l’immersione odierna al Banco di Santa Croce! 
L’appuntamento è al Punta Campanella Diving Center alle 9, quando arrivo con lo scooter sono già tutti pronti, il gruppo è numeroso come ieri ma questa volta riusciamo a stare tutti insieme in gommone. Dopo una navigazione di circa 30 minuti, raggiungiamo la boa di ormeggio a cui sono ancorati già tre gommoni ….. i sub sono in risalita, quindi non c’è problema di confondersi. Scendiamo tutti insieme nell’acqua verde bottiglia dei primi metri, Erik mi segue passo passo o meglio pinna pinna; ho promesso di mostrargli ogni angolo della Secca Principale e penso di essere riuscito nell’intento.
Subito lo porto alla foresta di Savaglia savaglia, avvolta da un muro di pesci: alici, boghe e castagnole rosa, con i tonnetti ed i dentici che sfrecciano per catturarli. Ci spostiamo verso la grotta, entriamo dal punto più profondo e attraversiamo la spaccatura fino a passare dal lato opposto. Usciamo girando a sinistra passando sotto la tettoia poi risaliamo lungo le pareti coperte di gorgonie rosse su cui i gattucci hanno deposto le loro uova. Scorfani e cernie sono ovunque, attirate anche loro dall’abbondanza di cibo. Torno indietro e lo porto alla spugna Axinella e poi ai massi con le margherite di mare, infine sul pianoro a fotografare saraghi, cernie, dentici e tonnetti che girano intorno ai sub in completa frenesia alimentare. Un vero spettacolo della natura, una sorta di “sardine run” mediterraneo, mancavano solo le ricciole e … i gabbiani in superficie! All’uscita dall’acqua una graditissima sorpresa … il mio amico Michele del Diving Center Amici degli Abissi, che non vedevo da lungo tempo.
Risaliamo a bordo con gli occhi pieni di meraviglia, un tripudio di colori e forme eccezionale. A bordo ci segnalano anche l’avvistamento delle aquile di mare nel passaggio verso la secca di terra, ma non era possibile portarlo anche lì per fargli scattare delle buone foto.
Ritorniamo a Massa Lubrense dopo una nuova tratta di navigazione e ancora una volta, saluto tutti e vado via di corsa … a casa mi aspettano le mie donne per andare al mare! 

Vervece con Luisa & Pierluigi

Il vento è assente ed il cielo sereno in questa domenica di “mezz’agosto”, ultimo giorno delle ferie estive 2018. La giornata va quindi celebrata adeguatamente con un tuffo … “nel passato”.
Consueto appuntamento al Punta Campanella Diving Center alle 9 per l’uscita sub allo Scoglio del Vervece, zona A dell’A.M.P. di Punta Campanella. Oggi ritrovo una coppia di cari amici, Luisa & Pierluigi che, venuti da Napoli con le loro figlie, non si immergevano con me dalla scorsa estate.

Mentre preparo l’Isotta D850 con il Micro Nikkor 105 mm e la lente SMC +15, arriva un vassoio di cornetti ….. la tentazione di resistere è grande, ma siccome siamo all’ultimo giorno di “libertà”, mi lascio  sconfiggere dalla golosità.

Partiamo alle 10 dal diving e ormeggiamo subito alla boa predisposta per l’ormeggio dei gommoni. Sono previsti diversi gruppi, così decido di seguire un percorso “antico” che non percorrevo da decenni, quando non c’era ancora l’area marina protetta ….. il Viale delle Gorgonie. Qui scattai una delle prime fotosub con la Nikonos III, ritraendo entrambi i miei genitori tra i ventagli rigogliosi di Eunicelle avvolti da milioni di Anthias anthias. Mi seguono Rosy, Gianluigi e Vittoria, che accompagnano i miei amici in immersione. Il fondale è cambiato molto da allora, c’è molta più alga sul fondo, ci sono anche molti sargassi oltre alla Caulerpa racemosa che ricopre qualsiasi cm di roccia. In compenso c’è tantissimo pesce, con cernie, dentici e barracuda che approfittano della grande abbondanza di prede di piccola taglia, castagnole, alici e boghe. Le gorgonie gialle sembrano essere in perfetta forma, peccato non avere montato l’obiettivo adatto per riprenderle in toto. Lascio il gruppo a visitare il punto e proseguo effettuando un giro in senso orario a bassa quosta, provando ad avvicinare il più possibile i barracuda ed immortalarne lo sbadiglio ma ovviamente, è sempre quello non a fuoco che apre la bocca! Mi dedico così a fotografare una bella musdea in una piccola tana e poi le immancabili castagnole rosa. Quando mi accorgo che sono tutti radunati sotto la boa per la decompressione, mi stacco dal fondo senza nemmeno aver provato la lente macro, ma va bene lo stesso. Risalgo, mi spoglio e inizio a salutare in anticipo, così da poter andare via di corsa una volta tornato a terra, per andare al mare con la famiglia a Sorrento.

 

Punta S.Elia con Lorenza e Punta Campanella Diving

Dopo la notte di Halloween, è ancora tempo dei mostri …. “sacri della fotosub”. Oggi infatti sarò in acqua con un gran maestro ed amico, fresco vincitore di un prestigiosissimo “Plongeur” al festival fotosub di Marsiglia, sua eccellenza Prof. Mimmo Roscigno!

E’ anche l’occasione di tornare in acqua con mia figlia Lorenza per ultimare il corso advanced, di festeggiare il termine dell’attività estiva del Punta Campanella Diving e congratularsi con il neo istruttore subacqueo Ivo Stornaiuolo. La giornata è praticamente estiva, con il mare calmo e limpido come solo in questo periodo è possibile ammirarlo. Decidiamo di andare in esplorazione di nuovi siti d’immersione, quindi decidiamo di andare a Punta Sant’Elia, dove nonno Virgilio Liguori ci guiderà in nuovi fondali.

Iniziamo l’immersione su una franata di massi che arriva su un fondale sabbioso a circa -30 metri. E’ la prima volta che vedo la Caulerpa taxifolia, dalle inconfondibili foglie “pennate”, che inizia a ricoprire alcune zone rocciose con delle chiazze verde brillante. La cosa più interessante però è che in questo sito sono presenti contemporaneamente anche altre due specie,  la Caulerpa racemosa e l’autoctona C. prolifera.

Mimmo ha trovato una bellissima lepre di mare dai riflessi rossi, mentre Edoardo è intento a fotografare una Cratena peregrina. Con grande piacere ritrovo alcuni pescetti che hanno accompagnato la mia gioventù, ma che da tempo non vedevo in Penisola Sorrentina; il ghiozzo dorato Gobius auratus, dalla bellissima livrea gialla.

Terminiamo l’immersione dopo aver visitato una piccola grotta passante che Virgilio ha ritrovato dopo svariati anni.  Quando facciamo ritorno al diving, sistemiamo le attrezzature mentre ci viene preparato il pranzo presso il ristorante de “il Paguro”, per festeggiare   l’istruttIVO!

Punta Pizzaco con Mimmo

Attrezzatura pronta da una settimana, ieri sera ho caricato anticipatamente l’auto per non perdere tempo prezioso. Alle 7:00 sono già in direzione di Torre Annunziata dove preleverò il mio compagno d’immersione per andare a fare un tuffo a Procida. Dopo 30′ sono sotto casa del Prof. Mimmo Roscigno e alle 8:30 siamo già in banchina al porto di Baia. Passiamo a salutare gli amici del SUB BAIA Diving Center, con Rosy, Gianluigi, Edoardo ed Ivo, intenti ai preparativi, ritorniamo in banchina dove incontriamo l’amico Pietro Cremone venuto per consegnare a Gabriella Luongo, per conto della “befana” … uno scafandro Nauticam per Nikon D7100! Ci sono anche gli amici Beniamino e Federico Marciano, anche loro foto-muniti.

La giornata è splendida, il mare calmo con condizioni ideali per fare una passeggiata nel Golfo di Napoli, raggiungeremo Punta Pizzaco a Procida dove andremo a fotografare il corallo rosso. Ahimé attendiamo alcune ore prima che tutti i clienti siano pronti per imbarcarsi sui due veloci gommoni. Raggiungiamo l’isola in pochi minuti e siamo subito pronti per immergerci. Quando siamo ormai in acqua, il cielo si copre con delle nuvole che riducono sensibilmente la luminosità in acqua. La visibilità poi non è delle migliori ma, dopo una lunga navigazione subacquea, raggiungiamo il punto desiderato a circa 40m di profondità. Nelle anfrattuosità della roccia si stagliano i rossi e preziosi scheletri del corallo, solo qualche ramo però ha i polipi bianchi espansi, così come accade oggi alle gorgonie gialle presenti lungo la parete. Ci fermiamo a scattare qualche foto wideangle close focus ma le condizioni di luce e di acqua non sono ottimali. Dopo aver accumulato qualche minuto di deco, risaliamo lungo la falesia dove sono abbondanti le spugne gialle Axinella cannabina e Axinella polipoides. Siamo prossimi a terminare l’immersione quando, su una delle poche gorgonie bianche presenti, incontriamo un cavalluccio marino. La fretta e la poca aria a disposizione non mi consente di ottenere un grande risultato così lo mostro a Mimmo iniziando la risalita finale. Mi fermo quindi sul pianoro sabbioso circondato da Posidonia oceanica, attendendo i miei compagni mentre cerco tra le foglie qualche altro ippocampo. Rientrati a terra, dopo aver sciacquato tutto presso l’attrezzatissimo diving, mi siedo a mangiare qualcosa in un ristorante del porto con Gabriella, Pietro e Mimmo. Solo alle 16:00 partiamo da Baia per tornare a casa, dopo aver trascorso una intensa giornata di mare.