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Mar Piccolo di Taranto con Mimmo, Gianluca e Francesco

Oggi la sveglia suona alle 5:30, devo sbrigarmi a fare colazione e vestirmi in tempo per raggiungere il mio amico Mimmo a Torre Annunziata alle ore 7. Riesco a rispettare i tempi perfettamente, avendo già caricato l’automobile in serata, ho dovuto solo imbarcare in macchina la fotocamera ed i vestiti per qualche giorno di relax in Salento. Ci siamo anticipati di un giorno per raggiungere Santa Caterina di Nardò dove saremo impegnati a giudicare le fotografie subacquee che saranno scattate dai partecipanti al 2° Trofeo SalentoSub 2019. Il viaggio procede spedito ed arriviamo alle 10:30 al Centro Commerciale La Mongolfiera di Taranto, con mezz’ora di anticipo sul calcolo del navigatore satellitare, dove ci incontreremo con Gianluca Romano, l’inarrestabile organizzatore del concorso fotografico salentino. Gianluca arriva puntualissimo alle 11, nell’attesa noi abbiamo approfittato per effettuare una “visita” alla toilette della struttura. Dopo i saluti, in pochi minuti siamo al punto dal quale entreremo in acqua nel Mar Piccolo. Mentre sistemiamo le attrezzature e le automobili, ci raggiunge Francesco Pacienza che, assiduo frequentatore del luogo, ha da effettuare alcune prove con uno scafandro subacqueo per smartphone, con comandi ottici completamente remotati all’esterno da una specifica applicazione che deve essere messa a dura prova prima di essere rilasciata definitivamente per la vendita.   

Alle 12 siamo in acqua. Ho indossato la muta stagna per poter restare in acqua a lungo, sono previste oltre due ore d’immersione e la temperatura dell’acqua ancora non è estiva, a causa del meteo  che continua ad essere poco stabile.  Partiamo tutti insieme ma immediatamente ci perdiamo di vista, ogn’uno segue il suo percorso di ricerca di soggetti da fotografare che sono tantissimi. Abbiamo tutti optato per il minidome, in particolare io ho abbinato il Sigma 15 mm sulla mia Nauticam NA-D850, con i flash Ikelite DS161. Gli spirografi sono dappertutto, ma non così tanti come mi hanno raccontato gli amici. Anche i crinoidi sono praticamente spariti, mentre un tempo tapezzavano completamente le strutture immerse nell’acqua. E’ in ogni caso un gran bel vedere, ghiozzi, bavose, nudibranchi, anellidi, ascidie, spugne e granchi.  Mentre sono intento a guardare alla base dei gambi degli spirografi in cerca di cavallucci marini, vengo “catturato” dal colore arancio di un verme piatto Yungia aurantiaca …. solo un attimo dopo metto a fuoco la situazione eccezionale, che solo il Mar Piccolo di Taranto può regalare … il verme piatto è salito sul corpo di un ippocampo maschio con la tasca piena dei suoi piccoli. Le prime foto non sono ottimali perchè scattate dal punto di ripresa sbagliato, giro intorno al soggetto e mi posiziono nel punto adatto ma ho difficoltà ad infilarmi tra gli spirografi senza farli chiudere. Intanto il verme arancione passeggia sul pesce che inizia a fissarmi dritto negli occhi. Scatto una sequenza  d’immagini avvicinandomi sempre più, peccato che proprio nel momento in cui ho raggiunto la posizione ottimale e “definito” l’inquadratura desiderata, il verme è andato ormai via dal corpo del cavalluccio e scivola lungo il tubo allontanandosi dalla scena. Il cuore mi è salito in gola, è stata una grande emozione poter ammirare una tale situazione insolita, confermando così la peculiarità di questo sito d’immersione dove Francesco aveva immortalato una Cromodoris luteorosea (oggi abbondantissime) passeggiare su un cavalluccio marino.  Ne vedo almeno altri 5, delle due diverse specie, sia maschi con il “pancione” che femmine, ma tutti dal colore bruno scuro. Nonostante le 100 Bar residue nel monobombola 15 litri risaliamo dopo oltre 120 minuti, soddisfatti e stanchi, con un leggero mal di schiena causato dalla posizione inarcata verso la superficie. Risaliamo incredibilmente tutti insieme, ritrovandoci a ridosso del pontile di cemento. Questo luogo è magico e pieno di sorprese ed avrebbe “meritato” un secondo tuffo con una configurazione macrofotografica, ma è anche ricco di … rifiuti antropici di ogni genere, plastici e non, con il fondale completamente coperto da vecchie reti di plastica che si usano per contenere i famosissimi mitili tarantini. Sistemiamo tutte le attrezzature e ci mettiamo in viaggio per Santa Caterina di Nardò con Gianluca che ci fà da guida attraverso le stradine interne per “tagliare” gran parte del percorso, mentre Francesco se ne torna a casa. Pranziamo mentre siamo in auto con i panini portati da casa e dopo 90 minuti arriviamo a destinazione. Raggiungiamo il Diving Costa del Sud, dove campeggia un enorme poster pubblicitario dell’evento, scarichiamo le attrezzature e ci fermiamo a prendere un caffè al bar del porto e per incontrare i nostri amici pugliesi. Verso sera ci sistemiamo nelle camere ed andiamo a cena in un locale lì vicino dove non può mancare un bel boccale di birra! Domattina si va ancora in acqua a vedere il relitto dell’aereo Junker 88.

Spiaggia San Francesco in apnea

Stamane, dopo alcune inderogabili telefonate di lavoro, nonostante fossi in ferie, me ne sono andato di nuovo in acqua in apnea, per approfittare delle ottime condizioni meteomarine e godere del sole quasi estivo di questa Santa Pasqua.  Ho preso lo scooter, ho atteso che il sole raggiungesse lo specchio d’acqua alla Spiaggia San Francesco, dove mi sarei immerso tra i numerosi turisti che affollano la città in questo periodo, prima di entrare nell’acqua limpida e fredda di Sorrento. Questa volta ho optato per il Sigma 15 mm ed il Superdome, montato sulla mia Nauticam NA-D850, abbinato ai flash Inon Z240 montati su bracci galleggianti Frex-Arm, per scattare qualche immagine a pelo d’acqua. Il mio intento era anche quello di andare a fotografare il nuovo battello dal fondo trasparente, da poco entrato in servizio in questa zona, ma l’ho visto passare fuori alle scogliere mentre mi vestivo sul tavolato della spiaggia libera. In tale momento  mi sono reso conto di aver dimenticato i piombi che avevo lasciato in auto, sono comunque riuscito a farne a meno, ma la “navigazione” non avveniva con l’assetto ideale. La visibilità all’esterno delle scogliere non era così entusiasmante come invece all’interno, ma gradevole per realizzare alcune buone immagini ai lidi sorrentini. Sono arrivato fin sotto Villa Tritone e lì mi sono ricordato delle parole del mio maestro d’apnea Gianmarco Giordano : “attento ai gabbiani sotto costa!” ….. sono stato assalito da una femmina che ha picchiato più volte su di me ed mi ha “bombardato” con le sue feci, urlando ripetutamente per allontanarmi. A lei si sono aggiunti tutti i gabbiani della marina che volteggiavano sulla mia testa! Non mi sono lasciato intimorire ma non sono  riscito a fotografarlo  a dovere mentre mi veniva addosso. Rientro lentamente passando all’interno delle scogliere e qui passo a salutare i miei amici Antonino e Paolo che sono intenti a sistemare le ultime cose sullo stabilimento, pronti ad iniziare da domani la stagione balneare 2019 ai Bagni Salvatore. Approfitto anche per recuperare un relitto di un barchino in vetroresina, finito in mare a seguito della mareggiata e me ne torno lentamente a terra, leggermente affaticato per lo sforzo. Rientro a casa per le 13:30  dove mi attende la famiglia per il pranzo, soddisfatto mi siedo a tavola …. felice ed affamatissimo. 

Marina Grande Sorrento – Pulizia dei Fondali

Stamane sono letteralmente tornato “in acqua” per partecipare, in veste di Socio “Trino”, a Marina Grande di Sorrento per la pulizia dei fondali sottomarini. Ebbene si, ho avuto modo di assaggiare di nuovo l’acqua salata avendo indossato la muta umida dopo l’intero inverno in muta stagna e di partecipare alla manifestazione in qualità di socio di Marevivo, Poseidon Team A.S.D. e Associazione Jacques Cousteau. Sono intervenute le autorità marittime e comunque altre associazioni, i sub di Torre del Greco ed Ercolano ma soprattutto i ragazzi di Apnea Academy capitanati da Gianmarco Giordano. La cosa eccezionale però è che sono sceso in acqua in apnea e senza fotocamera … completamente “disarmato”, al fine di raccogliere al meglio il materiale di rifiuto che giace sul fondo del porticciolo nella fascia d’acqua bassa, antistante la spiaggia dove, di qui a poche settimane, si radureranno turisti e bagnanti per godere delle bellezze del mare di Sorrento. L’acqua è limpida ed il mare calmo, ideale per svolgere al meglio le operazioni. Alle ore 11:30 siamo tutti fuori dall’acqua pronti alla foto ricordo davanti alla “montagna” di rifiuti raccolti. Ancora oggi una giornata dedicata alla difesa del mare di casa mia, quando mi è possibile sono sempre operativo!

La Repubblica – Rifiuti Sottomarini

Un sentito ringraziamento al caro Pasquale Raicaldo che divulga con i suoi articoli, le mie fotografie su “La Repubblica on line”. Anche questa volta si parla di rifiuti sommersi.

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/03/27/foto/immersione_a_sorrento_con_sorpresa_la_natura_stritolata_da_rifiuti_e_plastiche-222609104/1/?fbclid=IwAR0n_Y5_eO4xCdWD8k3fxYr0flMxKLL9ky7uV5eAuW3bXyEhuPmETfc12KU#1

Marina Grande – Immersione Notturna

20°C alle ore 13 fanno pensare ai cambiamenti climatici, al surriscaldamento del pianeta ma soprattutto …. che è il caso di approfittare per andare a mare stasera prima che il meteo cambi! Così, appena rientrato a casa dopo il lavoro, mi sono rimesso a sistemare la fotocamera nello scafandro con la stessa configurazione di domenica scorsa ed ho rimesso le batterie nei flash Inon Z240.

L’intento è quello di provare a ritrovare “mamma” bavosa ocellata nel barattolo, con la speranza di trovare anche il “papà” in occasione della festività odierna.
Mentre la mia family è in giro per Sorrento, passo per il garage dove monto già l’erogatore e me ne scendo al posticino prediletto …. ma inizia a piovere … Parcheggio vicino alla scaletta ed apro il portellone dell’auto mettendomi al riparo dalla pioggia durante la vestizione. Passa a salutarmi anche il mio amico Francesco, figlio del titolare della pescheria dove mi servo tutti i weekend, il tempo di una foto ricordo, di chiudere l’automobile e sono in acqua.

Scendo subito in profondità in cerca della bavosa ocellata, ritrovo il barattolo con le uova, ma della bavosa non vi è traccia. Guardo in giro e non vedendo nulla, passo oltre. Nel buio la mia lampada illumina ancora una volta l’inconfondibile sagoma del pesce San Pietro, questa volta più piccolo del precedente. Mi avvicino ed inizio a scattare, vorrei riuscire a riprenderne l’occhio con la lente macro Nauticam SMC ma mi è impossibile mettere a fuoco a così breve distanza dal soggetto essendo sospeso nella colonna d’acqua con il pesce che si muove allontanandosi docilmente dalle mie lampade. Gioco per un poco con lui, tentando qualche inquadratura diversa ma non sono soddisfatto del risultato. Lo lascio andare via e ritorno sul fondo fangoso in cerca di altri soggetti. Mentre cerco, mi imbatto in una coppia di occhiali che recupero dopo averli fotografati e raggiungo il basso fondale a ridosso della scogliera. Un capone ubriaco Trigloporus lastoviza riposa sul fondo, mi avvicino e mi abbasso il più possibile sfruttando il mirino angolare Nauticam a  45°, sposto i flash tentando di illuminarlo dal didietro, ma l’animale si sposta continuamente sul fondo, mostrandomi a volte le sue bellissime e colorate pinne pettirali, una di esse è parzialmente strappata e come da “manuale” mi mostra sempre il “profilo” sbagliato …. provo a girargli intorno senza sollevare un polverone, ma il pinnuto inesorabilmente si sposta mostrandomi il verso opposto a quello desiderato. Provo anche qui ad usare la lente ma con il pesce ormai allertato dagli scatti del flash, mi è impossibile avviciniarmi a distanza utile per mettere a fuoco l’occhio. Dopo circa un’ora d’immersione ritorno a terra tra le barche dove residuano tanti rifiuti, alcuni anche pericolosi per la balneazione.

Riapro l’auto e ripongo il tutto a bordo, la pioggia è terminata e posso spogliarmi senza problemi. solo quando rientro a casa e sono alle prese con il risciacquo dell’attrezzatura in terrazzo, riprende la pioggia, ma ormai la serata è già conclusa, resta solo da celebrare la festa del papà con le mie donne!

 

 

 

Marina Grande – Immersione Notturna

I tifosi sono tutti davanti al maxischermo del Bar San Vincenzo di Viale degli Aranci per guardare la partita di calcio del Napoli, quando transito in auto per dirigermi a Marina Grande. La domenica è trascorsa tranquilla con una passeggiata pomeridiana in villa comunale con mia moglie ad ammirare il mare calmo odierno.

Ho preparato la fotocamera in mattinata ma questa volta ho rimesso in uso i flash Inon Z240 che non prendevo da tempo, avendo messo in vendita i miei Ikelite DS161, abbinati ai bracci galleggianti Flex-Arm. È il caso infatti di provare anche l’utilizzo della mia Nauticam NA-D850 anche con questa configurazione, abbinata al Micro Nikkor 60 mm e lente Nauticam SMC.

Arrivo sul posto e parcheggio l’auto, inizio a montare l’erogatore sulla bombola e mi accorgo che sul rubinetto è rimasto montato (dopo la ricarica) l’adattatore INT, mentre io uso solo DIN …… e non ho con me la brugola per svitarlo! Maledizione, ripongo tutto nel bagagliaio e torno in garage, perdo una mezz’ora per sistemare il tutto e nel frattempo davanti al maxischermo si sono assiepati gli spettatori per seguire il derby di Milano. Trovo un posto più comodo di quello precedente, più a ridosso della discesa in mare e inizio a prepararmi. L’acqua è ferma nello specchio d’acqua antistante la spiaggia, entro in mare  rompendo questa calma per iniziare la mia immersione.  

La visibilità non è ottimale, scendo in profondità ed intorno ai 30 metri seguo un percorso diverso dal solito. Qualche triglia, un polpo, una piccola seppia e finalmente nel nero vedo la pinna dorsale di Zeus. Mi avvicino ed inizio a scattare, questa volta invece di fuggire il pesce mi viene incontro, fino quasi ad urtare l’oblò piano, fatico a scattare qualche buona foto perché è troppo vicino. “Lottiamo” per un po’ fin quando non decide di cambiare strada, allontanandosi verso il largo. Bene, sembra essere una serata interessante …. ma mi sbagliavo. 

L’unico sussulto arriva da un barattolo di marmellata …. pieno di uova … di bavosa ocellata. Un vero spettacolo. Dopo qualche scatto sono costretto però ad allontanarmi, non prima di aver preso qualche riferimento sul fondale per poterlo ritrovare lungo il pendio fangoso. L’aria delle bombole è in esaurimento, raggiungo l’interno del porticciolo e guardo tra gli abbondanti rifiuti che residuano in mare,  tra di essi c’è un pesce di plastica tutto incrostato. L’immersione termina qualche minuto dopo tra le barche “addormentate” nel porto, torno a casa felice di aver trascorso qualche attimo d’intimità con il mio mare.

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Ho dormito male stanotte e mi sono alzato dalle letto alle 5:30 …. unica alternativa per ingannare il tempo …. la PS4 …. Finalmente si arriva ad orario da prima colazione, subito dopo mi metto in movimento per andare a prendere a casa il mio amico e Presidente del Poseidon Team A.S.D. Antonio Mario. Raggiungiamo il borgo di Marina Grande di Sorrento dove, insieme ad altre associazioni tra le quali Apnea Sorrento di Gianmarco Giordano e Marevivo Sorrento, si svolgerà una pulizia straordinaria dello specchio d’acqua antistante la spiaggia, dove una quindicina di giorni fà si è disintegrato il peschereccio a seguito della mareggiata.Arrivano anche le forze dell’ordine ed altri subacquei da Napoli e Torre del Greco, siamo così pronti ad entrare in acqua. Completata la vestizione con la muta stagna in neoprene, porto come di consueto la fotocamera su una barchetta ormeggiata, prima di indossare le bombole e scendere in acqua. Mi accorgo subito dell’ingresso di acqua sotto il ginocchio …. maledizione, c’ un buco nel neoprene provocato durante le operazioni di pulizia effettuate la volta precedente! NOOOOOO! Non è possibile! Sono costretto a spogliarmi e lasciare andare Antonio da solo. Seguo le operazioni in mare da lontano, distaccato e arrabbiato, non ho l’attrezzatura adatta per contribuire alle operazioni a terra.

Solo al termine della mattinata ritorno a casa dopo un pitstop al bar con i miei amici poseidoniani.

Dopo pranzo mi adagio sul letto …. non ho voglia di seguire il calcio in tv oggi, ho bisogno di dormire. Mi alzo alle 17 abbastanza rinfrancato e carico …. attendo il calare delle tenebre, tiro fuori dal garage la muta stagna Santi e mi preparo ad andare in acqua! Alle 19 prendo l’auto e mi avvio al borgo. Parcheggio al solito posto e mi vesto. Ho montato il Tokina 10-17 mm sulla Nauticam NA-D850 per Nikon D850 ed i flash Ikelite DS161.

L’acqua nel porto è praticamente ferma e pulita. man mano che scendo in profondità fotografo la moltitudine di rifiuti che ci sono sul fondo. Non è tutto materiale “fresco” del naufragio ma c’è tantissimo materiale gettato in mare tempo addietro, a conferma che bisogna educare al rispetto del mare tutti i cittadini, soprattutto i diretti interessati, gli abitanti e pescatori del borgo. La serata non è particolarmente frequentata, solo qualche piccolo polpo e le solite triglie. In conpenso recupero quattro maschere ed un paio di occhiali da vista, fornendo il mio piccolo contributo alla giornata di pulizia dei fondali. Spero che la prossima giornata sia più fortunata e fruttuosa, ma sono comumque contento di aver trascorso qualche ora sott’acqua, e questo è l’essenziale!

Carnival Dive – Immersione Notturna

Un mare di coriandoli ricopre le strade, quando esco di casa alle 19:30 devo fare attenzione a non scivolare con la borsa fotografica tra le mani ….

la serata è ottimale per il tuffo notturno che volevo effettuare già ieri e che un contrattempo familiare ha reso vano. Raggiungo il porticciolo di Marina Grande di Sorrento dove, a causa della mareggiata che ha affondato un peschereccio, lo specchio d’acqua è pieno di rifiuti che verranno raccolti la prossima domenica. Mentre mi vesto sento il rumore di una levigatrice, è il mio amico Raffaele che si dedica al suo hobby, quando alle 20 ha terminato, passa a salutarmi ed approfitto per un autoscatto ricordo.

Appena entrato in acqua mi rendo conto che la situazione del fondale marino è disastrosa, serviranno parecchie spedizioni subacquee per recuperare tutto il materiale che è finito sott’acqua. Scendo fino a oltre 20 metri dove trovo alcune sedie ed un tavolino, ma anche scarpe e oggetti da pesca, all’improvviso tra i rifiuti scorgo l’inconfondibile sagoma del Pesce San Pietro, mi avvicino e mentre ruoto il mirino angolare sulla mia Nauticam NA-D850 per metterlo in verticale, assecondandone la posizione sul fondo, me lo perdo inaspettatamente …. lo rivedo qualche metro più in là ed inizio a seguirlo nella sua fuga nel buio. Desisto dopo poco poiché sono arrivato ad oltre 30 metri e di foto dello Zeus faber ne ho tante. Lungo il pendio sabbioso incontro un polpo, poi una mazzancolla che dopo essersi sepolta, salta fuori di scatto quando la urto con la lente macro Nauticam SMC. Seguo anche lei, fino a vederla finire in un pezzo di rete fantasma che giace sul fondo. Fortunatamente riesce a liberarsi senza il mio intervento che sarebbe arrivato qualora fosse servito. Passo oltre e raggiungo il basamento della boa sul quale ho visto altre volte il succiascoglio. Stasera non ce n’è traccia, ma sul crinoide c’è un gamberetto trasparente Pereclimenes scriptus che inizio a fotografare con la lente e senza. Sulla parete ci sono anche delle piccole cicale e svariati gamberi, tra cui il gambero vinaio e quello meccanico. Rientro verso terra e recupero tre batterie dal fondo, raggiungo la spiaggia e sotto una barca, tra le cime piene di buste di plastica e reti, mi accorgo della presenza di un pesce prete che prova ad insabbiarsi nel duro strato sabbioso. È di grandi dimensioni e fatico a tenerlo dentro il campo inquadrato con il Micro Nikkor 60 mm, la barca e le cime non mi consentono di avvicinarmi a dovere così il pesce si allontana uscendo dalla mie possibilità di scatto. Alle ore 22 esco dall’acqua e telefono a casa, la cena pronta mi aspetta in cucina, non resta che rientrare a casa, dopo una bella serata trascorsa nell’amato mare.

 

 

 

 

 

 

 

#stopplasticpollution

Ieri ho scattato questa foto ad una piccola medusa Pelagia noctiluca. Tra i suoi tentacoli è finito un brandello di una busta di plastica, stiamo danneggiando irreparabilmente il nostro mare e l’intero pianeta ….   🙁 

#stopplasticpollution #bastaplasticainmare #unmaredasalvare


https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/02/18/foto/massa_lubrense_lo_scatto_che_fa_riflettere_la_medusa_cattura_la_plastica-219481074/?fbclid=IwAR2WIyE6adjp7bPkd3YDzv4gzkcPaGTANL4Iqya8MQgzjwt_HJv72onNzWk#1

Grazie caro Pasquale Raicaldo, per la condivisione.

Marina Grande con Fabio – Immersione Notturna

Venti gradi centigradi al mattino e mare calmo invogliano qualsiasi subacqueo ad andare a mare in inverno, per i “photosub addicted” è obbligatorio approfittare di tali condizioni. L’immersione con Fabio è programmata da domenica sera ma, dopo l’impegnativa giornata lavorativa, rientro a casa praticamente fuori uso … invio un messaggio al mio amico per comunicargli che avrei desistito ….. Fabio non demorde, invitandomi ad attendere un pò, rilassarmi e decidere il da farsi …. 
Sistemo le ultime incombenze lavorarite a casa ed inizio a preparare rapidamente la fotocamera, lo avviso che sarei passato a prenderlo nel giro di 30 minuti …. così, nonostante siano ormai le 20, decidiamo di andare in acqua a Marina Grande per evitare ulteriori spostamenti in auto ed abbreviare i tempi.
Quando arriviamo sulla banchina, troviamo una grande sorpresa, ci sono altri due sub che stanno scendendo in acqua ….. sono Gabriella ed Andrea che hanno avuto la nostra stessa idea. Mentre loro si avviano, noi ci vestiamo e ci buttiamo in acqua dalla scaletta. Maledizione! Ho dimenticato d’indossare orologio e computer subacqueo! Vabbè, starò attaccato a Fabio in modo da regolarmi con il suo. Scendiamo lungo il pendio e subito lui trova un cavalluccio marino. Io non mi fermo e proseguo di qualche metro, mi raggiunge e arriviamo al basamento di cemento di una delle boe che sono nello specchio d’acqua di Marina Grande e qui, al riparo di un riccio dalla lunghe spine, ci sono due “ospiti” … una piccola galatea ed un succiascoglio. Scatta prima Fabio, poi mi avvicino e ….. il mirino della fotocamera è tutto nero! Guardo avanti all’oblò e mi accorgo di non aver tolto il tappo dall’obiettivo! AAAARRRRGGGGHHHHH!!!! Maledetta fretta! Ritorniamo a terra, mi spoglio e smonto l’oblò per togliere il tappo, approfitto per prendere l’orologio e il computer e ritorno in acqua.  Raggiungiamo di nuovo il punto precedente ma riesco a scattare solo una foto, perchè la galatea non c’è più, mentre il pesciolino si sposta rapidamente per mettersi al riparo dalla potenti lampade. 
Trovo un piccolo polpo in una bottiglia e mi metto a giocare ancora con le luci colorate, questa volta con più calma, usando anche una torcia snoot per illuminare selettivamente il soggetto, poi proseguiamo lungo il pendio sabbioso. Troviamo solo un piccolo gronco e poi un Pesce San Pietro che però è abbastanza spaventato, probabilmente dall’incontro dei due amici sub. Effettuiamo un lungo giro a fondo ma non mi soffermo a scattare molto, quando Fabio mi segnala di aver quasi terminato l’aria, lo lascio andare a terra mentre io mi trattengo in cerca del cavalluccio avvistato all’inizio. Lo ritrovo e provo ad usare la torcia snoot ma l’impresa è ardua. Soddisfatto di aver, in ogni caso, “bagnato” la serata me ne torno a terra per salutare i miei amici che nel frattempo sono già svestiti. Concludiamo la serata con una foto ricordo con il Tappo!