Archivi tag: Punta Lauro

Punta Lauro con Punta Campanella Diving Center

Provo a svegliare Lorenza chiamandola più volte … nessun segno di risveglio … riprovo dopo aver fatto colazione … niente ancora. Il cielo è plumbeo e promette pioggia … la lascio dormire, non è certo che riusciremo ad uscire in mare. Salgo sullo scooter e mentre raggiungo Marina della Lobra, inizia a piovere come era prevedibile. Raggiungo il diving e non vedo nessuno … sono tutti sotto la tettoia del bar “Paguro” per ripararsi dall’acqua. Mi dirigo verso il deposito per riprendere la muta e portarla a casa ma Gianluigi mi viene incontro dicendomi che l’uscita è confermata. Benissimo, non avevo voglia di ritornarmene a casa senza il carico d’azoto! Prepariamo le attrezzature al coperto e appena pronti saliamo sul gommone, con direzione Punta Lauro. C’è una leggera onda ma le condizioni del mare sono accettabili. Ci tuffiamo tutti insieme sulla punta e la percorriamo fin verso i -40 metri. Mi infilo nella piccola grotta alla base della parete, la cui volta  è ricoperta dai finissimi “merletti” di briozoi, più avanti incontriamo un grande pezzo di rete abbandonata che ahimè è ancora “pescante”, andrebbe eliminata quanto prima. Proseguiamo ancora un poco e poi iniziamo a rientrare nella baia. Gianluigi mi mostra una bella coppia adulta di Sparisoma cretense, il pesce pappagallo che è presente in mar mediterraneo che però non riesco a fotografare a dovere. Sulla parete, vicino ad un’altra grotta che è presente sulla parete, a pochi metri d’acqua, incontriamo un cimazio e una lepre di mare dagli anelli, Aplysia dactylomela dal caratteristico colore giallo-nero. Lascio sfilare tutto il gruppo per ammirarla e mi fermo seguendola nel suo muoversi lento sulla roccia, sballottato dal moto ondoso che nel frattempo è aumentato. Mentre scatto approfitto anche per smaltire i 6 minuti di decompressione accumulati. Sarei rimasto ancora a lungo a fotografarla, perché tra le nuvole ogni tanto si intravedeva anche il sole … e la situazione era particolarmente intrigante, ma l’idea di essere atteso dai miei compagni d’immersione  non mi piace. Termino così gli scatti e risalgo, raggiungendo tra le onde il gommone che è nei pressi della spiaggia. Fortunatamente subito mi vengono incontro  e posso risalire a bordo agevolmente. Rientriamo a terra con il meteo che inizia a migliorare, le nuvole si diradano sempre più. Mentre sistemo tutta l’attrezzatura per riportarla a casa, il sole prende completamente il posto delle nuvole. Vado a casa soddisfatto, in tempo per andare a guardare la Juventus in tv ed il Gran Premio di F1.

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Le parole Coraggio … Pazienti … Obiettivi … Performance …  si alternano nella mia mente a seguito della piacevole riunione lavorativa di Roma, ma tra queste ce n’è anche qualcun altra …. Mare … Immersione … Fotosub
La settimana si conclude infatti al meglio con una bella immersione notturna con mio fratello Arturo a Cala di Puolo, eppure la giornata è stata alquanto complessa. Sono partito di primo mattino alla volta di Napoli per portare in officina la mia auto aziendale che, a causa dei terribili temporali scaricatisi in zona, si è allagata mandando in tilt la centralina elettronica. Dopo le inevitabili procedure mi consegnano una vettura sostitutiva e resto a lavorare su Napoli. Quando rientro a casa mi devo occupare delle consuete attività familiari, ma non ho nessuna fretta, anche mio fratello è impegnato nelle stesse attività! Quando anche lui ha terminato e mi viene a prendere sono le 2130, carico l’attrezzatura in auto e ce ne andiamo a Puolo. Il meteo non promette nulla di buono, si vedono i fulmini in lontananza all’orizzonte, ma il mare è calmo “lisciato” dallo scirocco. Scarichiamo le attrezzature sulla spiaggia mentre alcuni turisti tedeschi escono dall’acqua dopo il bagno notturno.

 

Ci prepariamo ed entriamo in acqua alle 2230. La temperatura è elevata e la visibilità accettabile nonostante l’intensa pioggia dei giorni passati. Raggiungiamo il pendio sabbioso in cerca di soggetti dopo aver scavalcato la rete che è stata calata a pochi metri di profondità e distanza dalla spiaggia. Impigliata nelle sue maglie c’è solo una grande triglia, già morta. Sono presenti come al solito i gronchetti, i pesci lucertola, le stelle corazzate, le polpesse e i latterini, ma non scatto a questi soggetti per non sovraccaricare l’archivio inutilmente. Arturo perlustra il fondo parallelamente a me, a distanza di qualche metro. Abbiamo ambedue una configurazione grandangolare: io ho montato sulla Nikon D800 il Sigma 15 mm con il paraluce tagliato per farlo entrare nell’oblò Microdome Isotecnic che avevo rigato internamente in una delle mie “prove” e sapientemente “riportato a nuova vita” dal mio amico speciale Rosario Scariati. Arturo invece ha il Tokina 10-17 mm sulla Nikon D7000 e l’oblò Minidome Isotecnic da 4,5″ anch’esso “rianimato” dal mitico Rosario. Trascorriamo in immersione circa 70′ senza particolari sussulti, solo un piccolo esemplare di Octopus  macropus  che sembra danzare davanti all’obiettivo. Risaliamo in superficie con la pioggia che inizia a cadere.

Mentre ci spogliamo, Arturo mi segnala di aver fotografato un pesce pappagallo addormentato tra i sassi, ma non ha fatto in tempo a mostrarmelo perché al secondo lampo dei flash è fuggito via come un razzo. Carichiamo le attrezzature ancora montate in auto e fuggiamo via al mio garage, dove smontiamo tutto al riparo dalla pioggia. Mi riaccompagna a casa all’una di notte e ci salutiamo con un selfie in auto, dopo una bella serata trascorsa insieme, “rubata” al maltempo.

 

Puolo con Filippo, Edo, Pietro e Mimmo

Disteso sul lettino ricevo una telefonata da mio fratello, mentre scrivo sul blog il resoconto mattutino. Mi avverte che non sarà con noi stasera poiché domattina la sveglia suona presto per andare a lavoro. Rientro a casa e riassemblo la fotocamera con un nuovo corredo ottico, montando il Tokina 10-17 mm. Mangio qualcosa di leggero prima di scendere per andare al diving alle 20 dove trovo i miei amici a tavola per la cena.

Aspettiamo che sia terminata e saliamo sul gommone con direzione Cala di Puolo. Il cielo è sereno e pieno di stelle, la luna è nuova ed il mare abbastanza calmo. Ci immergiamo disposti a raggiera in cerca del Pesce San Pietro, io sono all’estrema sinistra sotto la parete rocciosa, poi c’è Filippo, Pietro, Edoardo e Mimmo. Subito incontro un granco in caccia fuori tana, lo seguo per parecchio tempo cercando di anticiparlo nei suoi movimenti. I miei amici proseguono sul pendio e li perdo dopo poco, ci rivediamo in acqua bassa circa 60′ dopo, intenti alla decompressione. Una volta sul gommone apprendo con soddisfazione che Filippo è riuscito a “scovare” uno Zeus faber a -50 metri e fotografandolo lo ha portato a risalire fino a -30 metri lasciandolo all’obiettivo di Pietro che così ha potuto fotografare il suo santo. Filippo ci racconta di aver visto anche una gallinella ed un polpo di rena, niente male visto che noialtri abbiamo visto poco o nulla al di fuori di piccoli polpi, seppie e triglie.

Ritorniamo al diving e ci svestiamo. Filippo è velocissimo, come lo sono io quando ho fretta di rientrare a casa. Chiude le borse subacquee e subito si mette in viaggio per Siena, dopo aver bevuto un caffè. Mi trattengo ancora un poco con Edo, Pietro e Mimmo al bar consumando un gelato, mentre Mimmo, con il saliscendi degli spaghetti che hanno “tormentato” la sua immersione, giura categoricamente di non cenare più … prima del tuffo! È stato un grande piacere ed onore accompagnare Filippo sott’acqua, peccato debba andare già via così presto. Resto in debito con lui di un’immersione “guidata” allo scoglio proteso ….. 😃

Puolo con Filippo, Arturo e Mimmo

Un magnifico tramonto del sole dietro Ischia “incendia” la serata di ferragosto, giornata caratterizzata dall’ennesimo incendio  sul monte Faito contrastato dai Canadair. Raggiungo il diving a Marina della Lobra dopo essere stato al mare con la famiglia, con me c’è anche mio fratello Arturo che stasera mi accompagna in immersione. Arriviamo al porto nel bel mezzo della festa patronale, con migliaia di persone intervenute per ammirare la processione della Statua della Madonna. Raggiungiamo a fatica il parcheggio dei motorini, scarichiamo le attrezzature e ci incontriamo con Filippo, Mimmo & Co che stanno ultimando la cena prima di andare in acqua. Sono passato per il garage ed ho preso la muta stagna, memore del freddo patito nell’ultima notturna e che mi aveva fatto risalire in cerca di “calore”. Ci prepariamo lentamente anche perché bisogna attendere il rientro delle barche che hanno seguito la processione in mare ed anche l’amico Pietro da Roma, ma di lui nessuna traccia …

Finalmente alle 21 molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo a Cala di Puolo. Siamo tutti desiderosi di mostrare a Filippo le bellezze del nostro mare e delle immersioni notturne a Puolo, è venuto qui proprio con questo scopo, con la speranza d’incontrare un Pesce San Pietro.  Ormeggiamo nella baia e mi accorgo di aver dimenticato il computer subacqueo nel borsone al diving. Fortunatamente Edoardo ha con se il suo orologio subacqueo Suunto che mi presta consentendomi di non abortire il tuffo. Grazie Mille Edo! Ci tuffiamo, l’acqua in superficie è torbidissima e calda, fortunatamente sotto i 15 metri è ottima e gelata. La scelta della muta stagna è stata corretta. Scendo con Arturo sul pendio sabbioso, insieme a Mimmo,  Filippo e Gianluigi che, per la prima volta, è in versione fotosub.  Ci sono tanti piccoli polpi in caccia sulla sabbia, ma anche triglie, rombi e pesci lucertola. Quando raggiungiamo la parte pietrosa del fondale incontriamo due piccole Alicia mirabilis. Dopo un primo scatto segnalo la presenza a Filippo  che è poco distante da me. Proseguiamo il giro tornando verso riva dove mi diverto a fotografare alcune grandi triglie, abbastanza confidenti sotto il potente fascio di luce della torcia Archon. Rientriamo a terra senza nessun grande sussulto fotografico, nessun “Pietro” avvistato, santo e non,  ma pronti a replicare anche domani sera!

 

Puolo con Gabriella, Giovanni, Raffaele e Mimmo

La “caccia grossa” è iniziata domenica scorsa quando, poco prima di andare a letto, mi sono imbattuto in una fotografia pubblicata su facebook che non mi ha fatto dormire.  Era proprio il soggetto che ho cercato nello sesso giorno e nello stesso posto! Così, dopo aver sentito telefonicamente Mimmo lunedì mattina, abbiamo programmato una nuova uscita per oggi, nonostante le previsioni meteo fossero avverse. 

Il cielo infatti è completamente coperto, tira un forte vento di scirocco e residua dell’onda che agita il mare nei pressi della spiaggia da cui entreremo in acqua. Ho atteso a lungo l’arrivo dei miei amici approfittandone per sistemare in anticipo la fotocamera con i tre flash Inon Z 240 ed il microdome Isotta con dentro il Tokina 10-17 mm. Quando arrivano Gabriella, Giovanni, Raffaele e Mimmo, ci vestiamo rapidamente ed entriamo in acqua. Nonostante sia stato programmato di stare a contatto visivo, ci perdiamo quasi subito, tutti in cerca della stessa cosa …. 

Io tiro dritto verso la punta, mentre Mimmo si dirige sul sabbione al centro della Baia, gli altri sono anch’essi nella zona centrale con ciottoli e massi. La mia ricerca è vana e dopo un lungo tratto costeggiando la parete, decido di tornare indietro. Osservo Gabriella e Giovanni sotto di me e torno verso la spiaggia dove ritrovo Raffaele e Mimmo. Proseguo ma all’improvviso vedo una serie ravvicinata di lampi di flash …. torno subito indietro e trovo il prof. Roscigno che finalmente ha trovato ciò che cercavamo …. la rana pescatrice!

Lo lascio scattare fin quando mi fa cenno di avvicinarmi per fotografare il mimetico pesce con me dietro. Faccio lo stesso con lui e finalmente riesco a scattare anche qualche foto da solo. Il momento propizio però dura poco, l’animale infastidito dalle nostre attenzioni “luminose” decide di inabissarsi lasciandoci alle prese con la lunga decompressione. Durante i lunghi minuti di deco, mi fermo ad ammirare il macroplancton che è stato portato qui dalla corrente, alcuni cinti di Venere, un grande pirosoma, alcune catene di salpe e tante altre piccole entità trasparenti che galleggiano nell’acqua biancastra del basso fondale. Mi fermo anche ad osservare alcune donzelle che si avvicinano, incuranti della mia presenza. Ritorno finalmente a terra dove trovo Mimmo , Giovanni e Raffaele che sono già in fase di vestizione, solo Gabriella è ancora in acqua e ci raggiunge dopo una decina di minuti. Si conclude così una bella giornata trascorsa con grandi amici e con una gran bella “preda” in carniere! Nel pomeriggio, con un apprezzatissimo ritardo, l’atteso temporale si scatena sulla Penisola Sorrentina. Bene così!

 

 

Punta Lauro e Punta del Capo

Un violento temporale si scatena mentre ruoto la vite eccentrica che serve a chiudere lo scafandro della Nikon D800e, dopo aver messo in carica le batterie dei flash. È passata la mezzanotte quando invio a Gianluigi il video appena girato con le saette che illuminano la notte, per avere notizie sull’immersione odierna. Lui mi risponde di primo mattino con un video “incoraggiante” appena girato dalla finestra di casa a Puolo, dove il mare è calmo ed il cielo velato solo da qualche nuvola. Tutto ok, accompagno mia figlia a scuola poi parto alla volta di Massa Lubrense con lo scooter.

Ho montato il Sigma 15 mm ma quando arrivo al Punta Campanella Diving decido di smontarlo per utilizzare il 105 micro. Andremo a Punta Lauro per un primo tuffo e poi a Punta del Capo per portare una coppia di turisti a fare snorkeling. In un attimo siamo sul primo punto d’immersione, mi tuffo con Virgilio lungo la parete verticale. Osservo attentamente ogni piccolo buco in cerca di soggetti. Dopo circa 30′ vengo chiamato da Lisa che mi mostra un bellissimo nudibranco Hypselodoris picta, scovato da Vittoria. Interrompo così le mie ricerche e mi dedico a fotografarlo anche in doppia esposizione, fin quando mi accorgo che sono già tutti sul gommone. Giusto il tempo di risalire è cambiare bombola e sono di nuovo in acqua venti minuti dopo, a Punta del Capo, nelle immediate vicinanze dei ruderi della villa romana di Pollio Felice. Scendo lungo la falesia ma mi fermo a circa -20m dove ci sono le gorgonie gialle. È triste constatare che resta ben poco della gialla foresta che ricopriva la roccia in questo punto. I ventagli delle Eunicelle sono “soffocati” dalle migliaia di lenze, esche artificiali e piombi, impigliati tra i rami delle gorgonie che mostrano  segni di sofferenza. Il sito archeologico è da anni il prescelto dai pescatori amatoriali che trascorrono la giornata lanciando e recuperando di continuo le loro esche artificiali, incuranti dei bagnanti e delle imbarcazioni che transitano.

Un vero scempio quello che si osserva sott’acqua, le esche sono ovunque, persino un piccolo polpo è stato ingannato: ha catturato inutilmente un pesce “finto” portandolo fino all’ingresso della sua tana, si ritrae in essa deluso, costretto a dover provvedere di nuovo alla cattura di una preda! Risalgo a bordo del gommone ed accompagniamo gli snorkelisti a Sorrento, poi torniamo al diving.

Oggi ho fatto molto tardi rispetto a quanto preventivato. Fortunatamente le mie donne, dopo l’uscita da scuola delle ragazze, sono già andate al mare. Non resta che raggiungerle per continuare la giornata con loro!

Puolo con Punta Campanella Diving – Immersione Notturna

Quella odierna è una giornata complicata, inizia con un temporale ed il funerale di una cara amica, investita sotto casa mentre attraversava sulle strisce pedonali. Prosegue con un appuntamento inderogabile con l’assemblea di condominio dalla quale fuggo via alle 19:15 per un altro inderogabile appuntamento …. con il Punta Campanella Diving!

Passo a prendere la borsa con la fotocamera e raggiungo Massa Lubrense con leggero ritardo sul programma. Quando arrivo i clienti sono vestiti mentre seguono il briefing della loro prima immersione notturna. Ho così il tempo di preparare l’attrezzatura e farmi trovare pronto quando è il momento di salpare. Il meteo promette pioggia, nonostante il bel tramonto che colora l’orizzonte. Il mare è agitato ed alcuni spruzzi ci bagnano nel trasferimento verso la Cala di Puolo.  C’è ancora molta luce quando mi immergo, anticipando di qualche minuto il gruppo. Viste le condizioni meteo variabili, conveniamo con lo staff una durata di 40 minuti d’immersione.

Scendo sul pendio sabbioso in cerca della piccola razza, ma non ne vedo traccia. Sotto i – 20 metri l’acqua è più limpida e mi consente di sorvolare ampie distese del fondo. Ad un tratto vedo nel buio il rosso inconfondibile di una “gallinella”, come sempre, spengo la torcia di ricerca ed accendo il faro montato sulla fotocamera. Incredibilmente perdo più tempo del solito e “perdo” il punto individuato precedentemente e così anche il pesce. Un errore grave ma che è conseguenza delle mie non perfette condizioni psico-fisiche. Proseguo così il mio giro spostandomi verso la parete, dove trovo un  cavalluccio marino, un esemplare femminile di piccole dimensioni, nascosto tra le foglie di Posidonia. Dedico così l’attenzione a scattare con lo snoot, ma del risultato non sono soddisfatto. Finisce così una lunga e pesante giornata, unica nota positiva, aver effettuato una “ricarica” di Azoto!

Puolo – Immersione Notturna con Punta Campanella Diving

Quando arrivo di nuovo al diving la sfera di fuoco sparisce all’orizzonte, colorando d’arancio il cielo a Massa Lubrense. Sono le 20:35 e sono in ritardo di 5 minuti sull’appuntamento, attardatomi a guardare le foto scattate in mattinata. La barca è già pronta, scarico le attrezzature e monto il tutto a bordo. Questa volta però ho portato la muta stagna, non è il caso di prendere ancora freddo oggi.

Raggiungiamo la Baia di Puolo ed ormeggiamo. Gianluigi ci attende a bordo mentre Lisa accompagna alcuni clienti. Come di consueto mi separo dal gruppo, ma resto attento per scorgere eventuali segnali di richiamo dai miei compagni che sono in cerca di cavallucci marini.

Sul “sabbione” abbondano i pesci lucertola e le triglie, qualche menola ed alcuni saraghi fasciati. Percorro un lungo tratto senza notare nulla di interessante. Poco male, è l’occasione di testare la nuova Nikon D7200 con il Microdome Isotta per il Nikon 10,5 mm. Trovo qualche iniziale difficoltà nell’abituarmi alla differente posizione di alcuni comandi rispetto alla D800e ma subito l’imbarazzo svanisce. Quando sono in prossimità della parete rocciosa, finalmente trovo ciò che cercavo … un piccolo Pesce San Pietro dalle inconfondibili pinne spiniformi. Mi avvicino e scatto le prime foto, il pesciolino non collabora come solitamente accade con i suoi simili, inizia a scattare in avanti sempre più velocemente fino a farmi perdere le tracce. Ritorno sul sabbione dove trovo un enorme Paguro Bernardo con numerose attinie sul guscio, poi alcuni gronchetti. Ritrovo il San Pietro e lo mostro ai miei amici, ma ancora una volta, non si lascia avvicinare come sperato e fugge via nel buio della notte.

Termino l’immersione sotto la barca divertendomi a fotografare una trascina ed una enorme triglia. Non resta che risalire in barca dopo i 60′ programmati per tornare al diving dove ci aspetta una bella doccia calda!

Punta Lauro con Vittoria e Gianluigi

Finalmente stamane sono riuscito a sciogliere la “salsedine” che si è formata nelle mie articolazioni ossee, l’acqua salata in questi due mesi d’assenza da mare è evaporata lasciando solo le scorie!

Non potevo quindi attendere le 9:30 dell’appuntamento prefissato con Gianluigi e con un’ora di anticipo mi sono diretto con l’auto a Marina della Lobra per andare al Punta Campanella Diving, dopo esser passato in garage per “ritrovare” l’attrezzatura dispersa. Anche la fotocamera era pronta da tempo, con il Micro Nikkor 105mm montato sulla Isotta D800 e i due flash Inon Z240.

Saluto qualche amico del borgo prendendo con loro un caffè al bar e poi vado al diving a prendere le bombole. Aspetto con Gianluigi l’arrivo di Vittoria e ci mettiamo in auto con direzione Baia di Puolo. Oggi andremo in acqua immergendoci da terra causa una momentanea indisponibilità dell’imbarcazione, ma forse è il modo migliore per godersi la tranquillità della spiaggia in questi giorni di fine maggio. Al nostro arrivo incontriamo gli amici subacquei Nicola ed Antonella, alle prese con tre allievi di un corso open water, scarichiamo le attrezzature e ci prepariamo insieme a loro.

Appena immerso mi accorgo che il mio computer subacqueo si è scaricato completamente, Gianluigi mi cede il suo  restando in compagnia di Vittoria. Scendo lungo il pendio fin verso i 30 metri, poi risalgo lentamente guardando nei mille buchi che si aprono sulla parete verticale di Punta Lauro. Effettivamente sono abbastanza “arrugginito” dall’inattività e mi perdo alcune buone occasioni scattando in ritardo. Decido quindi di fermarmi a familiarizzare di nuovo con il cursore di scatto, dedicandomi a qualche piccolo nudibranco, per poi ripartire in cerca di nuovi soggetti. Una piccola aragosta mangia una stella marina ed un grande granchio rosso (mai visto prima) passeggia nella zona semioscura di una delle piccole grotte che si aprono lungo la parete. In essa ci sono anche alcune cipree ed una coppia di Cymathium partenopaeum. Uscendo dalla grotta mi accorgo della presenza di una cernia vicino allo scoglio con le margherite di mare. Immediatamente si sposta nella sua tana e non riesco a fotografarla. Allora aggiro lo scoglio e la trovo, come atteso, dall’altro ingresso della tan. Riesco così a farle un unico scatto prima che fugga di nuovo all’interno di essa. Ormai ho familiarizzato abbastanza con la fotocamera e mi dedico a fotografare i numerosissimi sparidi che mi accompagnano nel rientro a terra. Qualche bavosa ed ancora una cernia fuori tana, ahimè persa anch’essa per non essermi accorto in tempo della sua presenza. Non resta che tornare a terra dove Gianluigi, Vittoria e Rosy, che nel frattempo ci ha raggiunti, sono sulla spiaggia a godere della bellissima giornata di sole.

Punta Lauro con Arturo e Mimmo

Il meteo cattivo di ieri ci ha lasciato a terra, ma oggi si riesce ad uscire, nonostante un poco di onda lunga residua. Raggiungo il diving  con mio fratello Arturo dove ci attendono Mimmo ed Edoardo. Raggiungiamo Punta Lauro, uno dei pochi posti ridossati e ci immergiamo sulla punta, dove l’acqua è limpida in profondità. Ho montato il Microdome Isotta con il Tokina 10-17@15 mm per effettuare alcune prove comparative. Ho approfittato anche di una immersione senza particolari sussulti, per effettuare anche delle prove video con i mie faretti Archon. Terminata l’immersione, come al solito, rientro a casa salutando l’allegra compagnia del Punta Campanella Diving Center.