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Spiaggia Caterina con Rosario

Uno spiraglio si apre tra le nuvole, il tempo sembra finalmente migliorare ed il programma ipotizzato può essere messo in atto! L’attrezzatura è pronta da ieri pomeriggio, con un setup studiato per realizzare alcuni scatti al gambero che vive all’interno delle Pinna nobili. Appuntamento con Rosario alle 9:00 giù alla Spiaggia Caterina. Ia sabbia è ancora bagnata dalla pioggia che è caduta durante l’intera settimana. Ci vestiamo con tutta calma, attendendo che il pallido sole inizi ad illuminare lo specchio d’acqua dove ci immergeremo. Rosario è alle prese con la muta nuova e non è sicuro di aver portato la giusta zavorra. Anche io, entrato in acqua mi rendo conto di essere leggermente positivo, la qual cosa comprometterà non poco i 90′ d’immersione. L’acqua è fredda e sporca in riva al mare, più al largo migliora sensibilmente la visibilità ma ahimè il mio assetto peggiora sempre più allo svuotarsi della bombola. Troviamo alcuni gamberi Pontonia custos all’interno dei grandi bivalvi, sistemo a mio piacimento i flash con i bracci flessibili Flexarm della Tuboflex  ma desisto dopo poco poiché non riesco a restare fermo in assetto. Passiamo oltre in cerca di soggetti ma questa volta la nostra passeggiata si conclude miseramente. Non ricordo di aver mai terminato un tuffo fotografico “digitale” con sole 20 immagini scattate …. ma c’è sempre una prima volta.

Ci spogliamo sul molo mentre nel frattempo è uscito un bellissimo sole, saluto Rosario che deve rientrare a Napoli e torno a casa per pranzare e guardare le partite in tv con i miei nipoti.

Spiaggia Caterina con Rosario – immersione notturna

Caldo torrido, si boccheggia, l’unico modo per mitigarlo è bagnarsi …. con acqua salata. E’ così che in tarda serata, dopo la lunga giornata lavorativa mi dirigo alla Spiaggia Caterina con il mio amico Rosario e la sua family per festeggiare al meglio il suo compleanno.

La serata è caldissima e mentre loro fanno il bagno di notte, noi ci avventuriamo sul “sabbione” in cerca di soggetti. L’acqua è torbida, bianco latte a causa dell’onda che raggiunge la spiaggia e che si fa sentire anche in immersione. Una serata non esaltante per i soggetti incontrati, sicuramente anche a causa delle avverse condizioni marine. Dopo circa 90′ risalgo in superficie, con la nausea ed il mal di mare e faccio rientro a terra. Dopo una ventina di minuti riemerge anche Rosario che viene accolto dalla sua famiglia con una bella torta con candeline da spegnere appena uscito dall’acqua.

Liberazione Tartarughe

A volte accade di avere un richiamo improvviso per una persona, che non senti da molto tempo … però i potenti mezzi “social” ti consentono  in un attimo di entrare in contatto con quella stessa persona e di riceverne immediatamente le notizie …. attese!

Domenica, dopo essere stato in mare con la famiglia, mentre scaricavo le foto al computer, pensavo all’itinerario che avrei percorso per lavoro l’indomani a Napoli, in zona lungomare Caracciolo e mi è balzato alla mente il mio amico Fulvio Maffucci, che lavora al Turtle Point della Stazione Zoologica Anthon Dohrn. Contestualmente gli ho inviato un messaggino per salutarlo e per chiedergli di informarmi su eventuali liberazioni di testuggini in mare, visto che precedentemente non mi era stato possibile aderire ad un suo invito. La sua sollecita risposta mi coglie di sorpresa: “Caro Marco, martedì nel tardo pomeriggio liberiamo 5 tartarughe a Piano di Sorrento, in collaborazione con l’A.M.P. Punta Campanella e il Punta Campanella Diving Center, fammi sapere se riesci a venire così ci scatti qualche bella foto”. Rispondo immediatamente sperando di fare in tempo a raggiungerli.

Mentalmente inizio a pianificare la cosa, preparo in anticipo la fotocamera con il Sigma 15 mm e l’oblò più grande per scattare al meglio le foto a mezz’acqua. Poi non resta che sperare di terminare la giornata lavorativa in tempo …

Quando finalmente mi sono ritrovato al porto con i ragazzini che sommergevano di domande Fulvio ed il suo entourage, mi sono sentito felice come loro, non vedevo l’ora di scendere in acqua per ammirarle.

Dopo una lunga navigazione per raggiungere il largo fuori la Punta del Capo, allontanandosi dalle rotte degli scafi che transitano numerosi nel golfo, finalmente si procede alla liberazione della più piccola di esse. Il suo scatto è fulmineo, mi coglie alquanto impreparato anche per i settaggi della fotocamera. Da una seconda barca già sono pronti a rilasciarne un’altra … a stento faccio in tempo a scattare che è già lontanissima. A tal punto chiedo un time-out … invitando a coordinarci meglio nelle operazioni … cambio setup della fotocamera e mi piazzo sotto la barca proprio di fronte al grosso rettile, smanioso di riguadagnare l’acqua. E’ così che finalmente riesco a catturare una buona immagine, prima di vederla sparire nell’acqua scura del pomeriggio. Così procediamo anche per le altre due, finché soddisfatti, risaliamo a bordo del gommone per tornare a terra dove, davanti ad una bibita, programmiamo le future iniziative. Grazie caro Fulvio per avermi regalato questo indimenticabile pomeriggio.

Spiaggia Caterina con Fabio

Settimana con caldo torrido, si arriva al venerdì boccheggiando. Dopo aver sistemato tutte le incombenze domestiche, finalmente è l’ora di andare a fare un tuffo con il mio amico Fabio. Alle 20:45 passo a prenderlo sotto casa e scendiamo in spiaggia dove regna un poco di confusione a causa di una festa che si sta svolgendo giù al porto di Piano di Sorrento. Dopo qualche minuto di attesa per parcheggiare la macchina, finalmente iniziamo la vestizione. Ho montato il nuovo minidome realizzato su mia indicazione da Isotecnic per il 10.5 mm ed è il caso di provarlo in notturna. Ho abbinato anche i nuovi bracci Tuboflex Flex-Arm sui due Inon Z240.

Il mare è calmo e l’acqua sembra trasparente. Iniziamo il nostro giro in cerca di un piccolo “pesce cappone gallinella” che aveva avvistato Fabio qualche sera fa. Perlustriamo il fondale in lungo ed in largo, ma del pennuto nessuna traccia, così come non incontriamo gli ippocampi che di sovente si incontrano qui. In verità i soggetti non mancano stasera, saraghi, polpi, seppie, gronchetti, attinie. Peccato il dover combattere continuamente con una maschera nuova che si appanna dopo pochi istanti. Siamo ormai in fase di rientro dopo 140′ d’immersione quando il “segugio” Fabio finalmente ritrova il desiderato pesciolino. L’operazione di fotografarlo ahimè non è semplice perché siamo in acqua bassissima e lui si sposta di continuo mostrandoci sempre la coda ….

Stremati risaliamo a terra dove ormai regna la tranquillità. Non resta che rientrare a casa per sciacquare il tutto e lavar via la tanta sabbia raccolta dalle nostre attrezzature.

Spiaggia Caterina con Rosario

Dopo il pomeriggio di ieri, trascorso a parlare di fotosub a casa del “Professore” Mimmo Roscigno insieme al mio amico Rosario, questa mattina, sfidando il maltempo, mi sono immerso  alla Spiaggia Caterina di Sant’Agnello. In verità il programma era quello di tornare a Baia di Puolo ma le condizioni meteo avverse mi hanno fatto decidere per una “soluzione” più comoda. Arrivo alle 8:00 in spiaggia ed attendo Rosario che dopo poco mi raggiunge con la sua auto. Sistemiamo le attrezzature e, dopo aver fatto quattro chiacchiere con un pescatore del borgo marinaro, ci immergiamo nello specchio d’acqua in cui è presente una discreta risacca. La visibilità è pessima e la risacca si fa sentire abbondantemente rendendo le operazioni fotografiche molto difficoltose.

Ci allontaniamo subito dal basso fondale dove solitamente effettuiamo gran parte degli incontri, in cerca di fondale più profondo dove il movimento ondoso è più attenuato. La presenza ittica oggi è scarsissima, con difficoltà notevoli nel trovare qualche soggetto interessante. Per quasi 120′ gironzoliamo sulla sabbia, cercando di restare sempre in contatto visivo. E’ l’occasione solo per effettuare qualche ulteriore prova con uno snoot ottico autocostruito e per dedicarsi a qualche scatto astratto.

Rientrati a terra, l’immancabile telefonata al nostro “consulente” Mimmo, per aggiornarlo sull’esito della nostra spedizione. Una giornata non esaltante, ma trascorsa simpaticamente in acqua con il grande e “sorprendente” amico Rosario. Mentre mi spoglio e sistemo l’attrezzatura nel bagagliaio della mia VW Touran una gradita sorpresa … ho ritrovato un berretto nero a cui ero molto affezionato, che pensavo di aver perso quest’inverno mentre ero in giro per lavoro; era finito sotto il sedile reclinabile all’interno del bagagliaio, evviva! Anche oggi è nu juorn buon!

2013-04-08 Spiaggia Caterina

Lunedì senza lavoro per riposo compensativo … ed io vado a COMPENSARE! Ho convocato qualche amico e finalmente sono pronto per un tuffo infrasettimanale con gli amici Antonella, Gaetano e Raffaele. Appuntamento comodo giù al porto di Piano di Sorrento per le 10:30. Scendo con lo scooter come Gaetano, mentre Raff e Antonella arrivano in auto. Parcheggiamo e scarichiamo l’attrezzatura sul moletto antistante la Spiaggia Caterina di Sant’Agnello da dove entreremo in mare in cerca di cavallucci marini. L’acqua è ancora torbida, ma c’è in cielo un pallido sole. Appena ci immergiamo mi fermo a fotografare una bavosa in un tubo di plastica, mentre il gruppo prosegue verso il largo. Ci perdiamo quasi subito e di lì a 120 minuti non ci incontriamo più … chissà sei i miei amici sono stati più fortunati di me … non ho trovato nulla di interessante, solo tanti spirografi ondeggianti al di sotto dei cassoni galleggianti, tra questi uno spirografo con una doppia corolla. Quando salgo in superficie per controllare la mia posizione nella baia li vedo intenti a spogliarsi sulla spiaggia. Arrivato a terra provo a beffeggiarli … “allora, li avete visti? Io ne ho visti tre!”  Frenetici si avvicinano al display della fotocamera … ma nessun ippocampo tra le foto; un pesce d’aprile in leggero ritardo! Non resta che salutare gli amici e scattare un’ultima foto ricordo. Solo a casa, riguardando le foto, mi accorgo di alcuni parassiti sugli spirografi.

2013-04-03 Spiaggia Caterina

“Marco, l’acqua all’interno è buona, penso si possa andare stasera …”. L’sms finalmente rende possibile un incontro subacqueo che non accadeva da anni … un tuffo insieme al mio amico Fabio “Hyppo Hunter”. Prima di ritornare a Salò dopo le festività pasquali, Fabio ha il tempo di concedersi l’ultimo tuffo notturno in mia compagnia, nel “Regno dei Cavallucci Marini”.

L’attrezzatura è tutta pronta, mancano solo le bombole che vado a ritirare, poi vado all’appuntamento con il mio amico sotto casa a Sant’Agnello. La luminosità alle 19:30 è ancora troppo intensa, bisogna aspettare ancora un poco perché scenda l’oscurità totale, approfittiamo per fare due chiacchiere e guardare qualche sua foto al pc. Quando arriviamo al porto, una sorpresa scombina i nostri piani. L’acqua anche all’interno dello specchio d’acqua antistante la Spiaggia Caterina si è sporcata, trasportando con se una miriade di meduse Pelagia noctiluca. Sono ormai le 21:00 quando finalmente mettiamo i piedi in acqua. Speriamo di incontrare ancora una volta uno degli ippocampi che popolano questo specchio d’acqua, da lui fotografati nella precedente immersione con l’amico Raffaele. L’acqua è veramente sporca, con la sabbia che si solleva a causa del moto ondoso che peggiora la situazione. Ho montato lo snoot su uno dei due Inon Z240 per evitare la “neve” ed il Micro Nikkor 60mm sulla Nikon D800 nella rossa custodia Isotecnic. Fabio inizia la caccia ed io lo seguo senza perderlo di vista.  Tra i granchi ed i paguri all’improvviso appare un pesce prete, completamente sepolto nella sabbia. Dopo averlo fotografato me lo lascia gentilmente. L’esemplare è di piccole dimensioni e non mi riesce di fotografarlo come desiderato. Proseguiamo in cerca di altri soggetti in pochi metri d’acqua. Ogni tanto perdo il contatto visivo con Fabio, ma poco dopo ci ricongiungiamo; 120 minuti trascorrono inesorabili e la nostra ricerca sembra vana, finalmente la torcia si muove frenetica nel buio della notte …Fabio mi segnala un gruppo di spirografi su un sasso … è lì, il nostro “soggetto”, con la coda arrotolata alla base dell’anellide. Inizio a scattare ma dopo poco chiedo al mio compagno di aiutarmi a direzionare lo snoot sulla testa dell’ippocampo. Fabio lascia la sua fotocamera sul fondo e inizia a posizionare la luce, come indicatogli, alle spalle del soggetto. Successivamente gli chiedo di utilizzare la torcia per ottenere un effetto ancora più marcato. Le sollecitazioni luminose dei flash ovviamente disturbano il pesciolino che si stacca dal fondo in cerca di un posto più tranquillo. L’inseguo fino ad arrivare quasi a pelo d’acqua, provo a catturarne il riflesso sull’acqua ma qui le condizioni di visibilità sono pessime e le foto sono inutilizzabili. Gli ultimi scatti sono dedicati ad un altro pesce prete sepolto nella sabbia, praticamente indistinguibile dal fondo. Questa volta è leggermente più grande, faccio uno scatto ma subito lo perdo di vista. Occasione sprecata ancora …

Uscito dall’acqua vedo Fabio avvicinarsi anche lui alla spiaggia, quando toglie la maschera e l’erogatore, il suo labbro è gonfio a causa della puntura di una medusa! Mi racconta però di un ennesimo incontro fortunato, un piccolissimo pesce serpente di cui mi mostra uno scatto del solo muso visibile. Sono ormai le 23:45 quando finalmente riponiamo le attrezzature in auto. Lo riporto sotto casa e ci fermiamo a parlare ancora nella piazzetta vicino alla fontana, fin quando, decido che è l’ora di andare a sciacquare le attrezzature ed andare a dormire!

2013-02-04 Piano di Sorrento

Il sole già splende quando suona la sveglia alle 6:40 del mattino, ancora in pigiama mi dirigo verso l’armadio dove conservo le attrezzature fotosub e subito metto in carica le batterie dei flash … se trovo compagnia, stasera potrei andare a mare, prima che il meteo si guasti nei prossimi giorni. Prendo l’auto, lascio le bombole alla ricarica e vado a lavoro. Alle 8:15 invio il primo sms di convocazione e dopo pochi minuti ricevo l’attesa risposta …“SI SI .. a che ora ci vediamo e dove?”

La giornata lavorativa comincia così nel migliore dei modi, speriamo che anche la serata sia dello stesso tenore. Al mio rientro sistemo la fotocamera e mi avvio all’appuntamento fuori al garage dove attendo l’arrivo di Gaetano. Carichiamo il tutto nella mia auto e partiamo alla volta della Marina Grande di Sorrento. Passo a ritirare le bombole, ma per un disguido, non sono state caricate! Maledizione! Fortunatamente prendo in prestito un monobombola e scendiamo giù alla porticciolo dove ahimè si è alzata una forte risacca! Accidenti! Osserviamo la direzione delle onde e proviamo a fare un tentativo a Piano di Sorrento, questa volta dal lato destro del porto, dove è possibile scendere in acqua facendo solo un piccolo tratto sulla spiaggia.

Le condizioni qui sono accettabili, parcheggiamo ed iniziamo a vestirci. La temperatura è molto fredda e c’è anche un leggero vento. Gaetano ha da provare la sua nuova muta stagna, l’occasione è ottimale per effettuare delle prove, con la speranza di incontrare qualche raro soggetto. L’acqua è abbastanza limpida nei primi metri al riparo della scogliera di roccia, al di fuori di essa invece la visibilità peggiora notevolmente. Sul fondale sabbioso sorvoliamo rapidamente i massi isolati dirigendoci verso la parete rocciosa. Su di essi alcuni spirografi ondeggiano in sincronia con il moto ondoso. Per un lungo tratto nessun sussulto, sembra proprio una delle tante immersioni anonime,  ma è proprio questo il grande fascino dell’immersione notturna invernale in Mar Mediterraneo, quando anche nella serata più ordinaria, può venir fuori il soggetto che ne cambia la storia.

Infatti quando ormai siamo sulla via del rientro, un’enorme seppia si lascia fotografare senza indugi, costringendomi ad allontanarmi da lei per riuscire a “catturarla” intera con il 60 Micro Nikkor. Rientrati a terra, una coppia di pescatori si informa della presenza in zona dei mimetici molluschi cefalopodi. Le mie mani sono gelide, la temperatura è veramente rigida. Ci svestiamo e quando accendo l’auto il termometro segna 9 °C.

2012-12-27 Spiaggia Caterina

Dopo decine di SMS e “convocazioni” sui social network, finalmente trovo un compagno d’immersione per stasera! Il mare è ancora calmo e la temperatura dell’aria quasi primaverile, un delitto non tornare in acqua in cerca di cavallucci. L’attrezzatura è già pronta da ieri, non resta che attendere il rientro di mia moglie da lavoro e dal supermercato e via …

Al porto di Piano di Sorrento alle 19:00 mi attende Gaetano e l’inatteso Nicola, che ha deciso di aggregarsi a noi all’ultimo momento. Il vento ha girato quadrante leggermente e nel porticciolo antistante la spiaggia Caterina entra una leggera onda che però non disturba più di tanto la nostra entrata in acqua. La trasparenza è notevole, anche se non paragonabile a quella di domenica sera. Ci immergiamo sulla radura sabbiosa tra le “nacchere” e gli spirografi, facendo attenzione ad eventuali ippocampi abbarbicati alla loro base. La prima ora trascorre veloce senza particolari sussulti; restiamo il più possibile in contatto visivo luminoso cercando di scandagliare la maggior superficie possibile in cerca dei bizzarri pinnuti. La serata sembra non promettere nulla di buono, iniziamo il rientro attraversando una piccola prateria di posidonia … mi dedico allora a qualche scatto in controluce alle piume di uno spirografo giallo. Ad un tratto vedo Gaetano lampeggiarmi con insistenza … mi muovo subito in sua direzione e mi mostra sotto il raggio luminoso una piccolissima Sepiola rondeleti, un mollusco che non incontravo da un decennio! Whow, mi avvicino e scatto la prima foto sul fondo, poi la faccio spostare più in là dove l’acqua è più limpida per fotografarla al meglio … Non faccio a tempo ad immortalarla a dovere che un nuovo segnale mi arriva da Nicola … è lontano una decina di metri da noi, mentre lo raggiungiamo penso … “avrà trovato il cavalluccio marino?” … NO! Accidenti! E’ solo … un pesce San Pietro!! Mi lancio al suo inseguimento ed inizio a scattare, Gaetano e Nicola lo illuminano anche quando si allontana da me e non me lo fanno perdere nel buio della notte. Dopo una serie di scatti in ravvicinata, comincio a fotografarlo con il Micro Nikkor 60mm da lontano per renderlo nella sua strabiliante bellezza. Prima di salutarlo, provo alcuni scatti in controluce per “rifare” uno scatto molti anni addietro, ma senza lo sperato successo. Lo perdo e mi ricongiungo ai preziosi compagni d’immersione, con direzione spiaggia. Giunti a terra non posso che elogiare il prezioso lavoro di squadra invitandoli a replicare quanto prima. Durante il rientro al garage per sciacquare l’attrezzatura, una pioggerellina bagna la strada … giusto in tempo, dopo una memorabile immersione notturna!

2012-12-23 Spiaggia Caterina

Un mese senza acqua salata nuoce gravemente alla salute …. c’è il rischio che si arruginiscano le articolazioni come mi è successo al risveglio odierno. Era in programma un tuffo al Banco di Santa Croce con il mio amico Pietro, attirato in zona dalle eccellenti condizioni meteo marine del w.e., a cui ho dovuto dare forfait a causa di un violento mal di schiena. Purtroppo anche ieri non sono riuscito a liberarmi da mille incombenze natalizie, non potendo aggregarmi agli amici Fabio e Dario per una immersione notturna alla Spiaggia Caterina, in cerca di cavallucci marini. Dopo colazione ho preso una compressa di antinfiammatorio con la speranza di un miglioramento serale. Effettivamente le condizioni migliorano, in modo tale da consentirmi di programmare il tuffo con mio padre verso le 18:30, quando è calata ormai la sera. L’auto è già pronta da ieri sera con l’attrezzatura a bordo, non resta che andare a prendere papà.

Verso le 19:00 siamo al porto di Piano di Sorrento, mi vesto con calma dopo aver sistemato l’auto nei pressi della Spiaggia Caterina e mi immergo nell’acqua cristallina. Il fondale è completamente sabbioso, tra le dune solo qualche mormora e latterini. Tantissimi invece gli spirografi, isolati o raggruppati tra loro su di un sasso o una roccia. Tante anche le Pinna nobilis infisse nel substrato. Inizio a guardare al loro interno e in più di una occasione osservo il gambero Pontonia custos all’interno, ma essendo “arruginito” ancora, non riesco a fotografarlo a dovere. Mi dedico allora agli spirografi per provare il nuovo snoot a fibre ottiche creato da Fabio Iardino, devo dire che promette proprio bene, anche se in notturna non è semplice adoperarlo. Tra le corolle colorate ad un tratto vedo uno strano essere filiforme che sembra ritrarsi all’interno del tubo dello spirografo, mi avvicino e mi accorgo invece che un piccolissimo pesce ago Nerophis ophidion che si è nascosto tra le piume dell’anellide. Mi avvicino e scatto una sequenza di immagini, mentre si allontana riesco anche a fotografarlo in primo piano, ma mettere a fuoco la piccolissima testa è un’impresa titanica. Continuo la ricerca dei cavallucci marini, avvistati ieri sera dai miei amici, ma per ora nulla di fatto. Lo specchio d’acqua in cui mi sono immerso è molto esteso e privo di riferimenti, è facile perdere l’orientamento, sono costretto ad uscire due volte in superficie per controllare la mia posizione. Ad un tratto sopra una catena si erge una bellissima Alicia mirabilis, lì vicino una bavosa ruggine. Trascorro molti minuti fermo a fotografarli, con e senza snoot, fin quando decido, esausto dopo oltre due ore d’immersione, risalgo in superficie per tornare alla spiaggia. Al mio arrivo, ritrovo il mio papà molto allarmato perché non abituato a così lunghe mie permanenze in acqua. Anche senza il magico atteso incontro, una serata da ricordare come sempre accade quando vado in acqua.