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Marina Grande con David e Mauro

La luna piena è alta nel cielo e rischiara la bellissima  serata. Mentre le persone “normali” sono in giro a fare shopping prenatalizio, il sottoscritto è nel negozio Maresca-Sport per raboccare le bombole in vista di una immersione notturna. Con largo anticipo sull’appuntamento mi avvio al porticciolo di Marina Grande di Sorrento ed attendo i miei amici romani che sono per strada, attanagliati dall’immancabile traffico di questo periodo. Nell’attesa comincio a preparare le attrezzature, dopo aver passeggiato sulla banchina per salutare i pescatori che mi conoscono fin da bambino.

Quest’oggi ho montato per necessità una configurazione nuova, visto che Mauro, un po’ distratto, ha lasciato il 105 mm montato sulla sua fotocamera e dall’autostrada mi ha chiamato per prestargli il mio Micro Nikkor 60 mm. Così, dopo una leggera indecisione se portare il minidome, ho rispolverato un obiettivo che non usavo da tanti anni, il 18-55 mm che abitualmente viene venduto di serie nei kit Nikon.

Solo alle 1930 l’auto di David raggiunge il piazzale dove ho parcheggiato. Dopo gli abbracci, ricevo in anteprima assoluta la graditissima copia del suo libro “Reflections of the past” sul lago di Capodacqua, appena ritirata dal tipografo a Nola.

Scendiamo in acqua dalla spiaggia e ci immergiamo all’imbocco del porticciolo, sorvoliamo il pendio fangoso fino a circa -30 metri dove raggiungiamo una barchetta affondata diversa da quella solita, all’interno della quale mostro ai miei amici due gamberi vinai. Mentre David subito scorge il piccolo animaletto, è vana l’impresa con Mauro che invece non riesce a comprendere le mie indicazioni. Proseguiamo verso sinistra raggiungendo la barca affondata sulla prua della quale staziona da tempo una bellissima Alicia mirabilis. Questa volta ci siamo accordati di restare leggermente più separati, a contatto visivo delle lampade, per evitare di disturbarci nelle foto. Vado così in giro sul fondo ma la serata non sembra essere molto frequentata, solo al ritorno, dopo un grosso scorfano, ritrovo l’ormai famosa bavosa ocellata, nei pressi della scogliera frangiflutti. Inizio a fotografare ma dopo poco vengo raggiunto dai miei amici e lascio loro il campo d’azione. Dietro un massone vedo l’inconfondibile sagoma del pesce serpente con la testa fuori dal fango di oltre 30 centimetri. Spengo immediatamente le luci accendendo quella rossa e mi avvicino. L’animale, dopo essere rientrato quasi completamente nella sua tana, si lascia avvicinare senza paura, riesco infatti a fare molte foto e addirittura, decido di accendere i fari per provare a girare un breve filmato mentre respira. Quando sopraggiunge Mauro, mi invita calorosamente ad allontanarmi! Va bene allora proseguo … Ritorno indietro a segnalare la presenza del serpente a David e mi avvio all’interno della scogliera per fare ritorno a terra. Improvvisamente noto un piccolo esserino nascondersi in una bottiglia di birra abbandonata sul fondo. Mi avvicino e guardo bene all’interno, un piccolissimo polpo ha stabilito la sua dimora al suo interno. Inizio a scattare mentre il piccolo mollusco inizia a tirare fuori dal collo il primo tentacolo, pian piano viene fuori e lo immortalo nella sua “fuga” verso un luogo più tranquillo. Quando ormai siamo tutti a terra, arriva il momento delle foto ricordo e del brindisi natalizio con annesso panettone al cioccolato che incredibilmente “sparisce” dopo pochi minuti!

2013-07-04 Banco S.Croce Notturna

Dopo un’intensa giornata di lavoro ed un passaggio dal dentista per la mia piccola Lidia, l’ideale per rilassarsi è una bella immersione in notturna con gli Amici degli Abissi! La giornata è iniziata con la pioggia, ma è andata migliorando verso la serata, il mare è calmo e la compagnia magnifica! Alle 20:00 sono presso la sede del Circolo Subacqueo dove mi accolgono Raffaele, Michele & family, Angelo, Salvatore, Nicola, Antonella, Rosa e tanti altri amici sub, pronti per la vestizione. Attendiamo che il sole scenda basso sull’orizzonte per metterci in movimento con il gozzo ed il gommone alla volta del Banco di santa Croce. Michele sfodera tutta la potenza del nuovo Mercury 200 facendo planare il gommone, rinnovato completamente, a tutta velocità verso i galleggianti che segnalano la secca … raggiungiamo la boa luminosa ma delle bottiglie di plastica usate come segnale, neanche l’ombra! Michele non si perde d’animo e, vestitosi prontamente, si tuffa in acqua con la sua torcia HID in cerca della boa sommersa. Dopo breve tempo risale con la cima tra le mani per consentirci l’ormeggio … probabilmente qualche scafo avrà tagliato inavvertitamente la cima con l’elica … se non fosse così, sarebbe proprio una brutta storia ….

Appena Raffaele è pronto con la sua fotocamera, iniziamo la discesa, anticipando il gruppo, l’acqua è limpida come raramente accade e lo spettacolo è di quelli che non si dimenticano. Subito incontriamo una coppia di enormi scorfani, ce li dividiamo, mentre io ne seguo uno che si sposta al riparo di una roccia, Raffaele insegue l’altro che si sposta verso le gorgonie gialle. Per un breve lasso di tempo perdo il contatto visivo con lui, ma prontamente lo rivedo a breve distanza intento ancora a scattare al rosso pinnuto. Ne incontriamo altri quattro o cinque, tra le gorgonie gialle e quelle rosse, tanto da perderne il conto.  Il fondale del Banco di Santa Croce è ben conosciuto, ma la visione notturna ne rende ogni angolo ancora più misterioso … musdee, polpi e gamberi si lasciano osservare in ogni spacca, anche due belle cernie, ahimè troppo profondamente nascoste nelle loro tane per esser fotografate. Tutto intorno a noi, i fasci luminosi degli altri subacquei che ravvivano i magnifici colori di questa oasi mediterranea. Il tempo trascorre rapidamente, è ora di ritornare alla boa per effettuare la risalita. Il rientro a terra è effettuato ancora a maggiore velocità, su un mare piatto che esalta a pieno le doti nautiche del gommone. Ad attenderci una grande doccia calda, una abbondante pizza e … le graffe ripiene di Pupetta! Che serata! Non ho voglia di andare via, mi trattengo fino all’1:00 a chiacchierare con Raffaele e Michele, progettando nuove escursioni nel nostro bellissimo mare.

2012-12-30 Vervece

Dopo la serata trascorsa fino a tarda notte a giocare alla playstation con mio nipote Adriano, la sveglia suona presto per richiamarmi … al “dovere”! Bisogna chiudere l’anno 2012 bagnandolo con l’acqua salata … quale migliore occasione se non quella di andare allo scoglio del Vervece. Appuntamento solito al porto, dove trovo Angelo ed Antonio in banchina con la Ligeia. L’assenza di Mariangela è alquanto “sospetta”, mentre mi vesto scopro l’arcano … è in dolce attesa! Benissimo, partiamo alla volta dell’isolotto con a bordo un bel gruppo di fedelissimi, capitanato dal più anziano, l’ingegnere Gigi, poi Fabio, Nunzio e Nunzia per chiudere in bellezza l’anno con un brindisi finale. Mi tuffo e mi dirigo verso Napoli, in cerca della grossa spugna Axinella sui -50 m, anche se l’obiettivo nikon 18-55 montato, non è adatto ad una foto grandangolare. L’acqua è abbastanza limpida, spero di riuscire ad individuarla. Nel tragitto vedo dall’alto il giallo ramo di Gerardia savaglia stagliarsi nel blu. Decido allora di desistere nella ricerca per dedicarmi al corallo nero. Poco più in là un grosso scorfano è adagiato sul fondo e sembra osservarmi. Lo fotografo poi proseguo verso le gorgonie rosse dove incontro il gruppo di sub. La corrente è forte per cui evitiamo di effettuare il periplo dello scoglio, ritorniamo allora verso il pianoro. Qui mi dedico ad alcuni scatti di prova ad alcune perchie e donzelle. Al termine dell’immersione infine, un incontro insolito ma possibile data l’intensa corrente marina …. un trasparente cinto di Venere Cistus veneris ondeggia dinanzi alla fotocamera, insieme alle meduse ed alcuni altri iridescenti ctenofori, peccato non potersi dedicare a qualche scatto in più, essendo ormai l’ultimo a salire a bordo. Il rientro in porto viene “condito” dal panettone al cioccolato e dalle ultime bollicine di alcool e d’azoto del 2012.