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Banco di Santa Croce con Gabriella

Sono giorni che il mare è calmo, ma per svariati motivi non sono riuscito ad andare in acqua. Oggi finalmente vado a trovare i miei amici stabiesi presso il Diving Amici degli Abissi. Ho montato il microdome sulla Nikon D7200 ed il 10.5 mm non conoscendo le condizioni dell’acqua. Arrivo al diving dove abbraccio tanti cari amici, Raffaele, Michele, Angelo, Giovanni e tanti altri. C’è anche Ornella e la onnipresente Gabriella che oggi mi porterà a visitare un posto sulla secca di terra che non conosco, dove ci sono altri rami di “corallo nero”. Partiamo con la barca e raggiungiamo l’ormeggio lungo cui scendiamo. Mi avvio per primo sott’acqua, devo però attendere Gabriella ed il gruppo per andare in cerca della Savaglia savaglia, finalmente le raggiungo ed inizio a fotografare, ma sono ambedue chiuse. Proseguiamo il giro tra migliaia di Anthias anthias e tanti saraghi. Anche le cernie sono molto presenti, con un enorme esemplare che si allontana disturbato dal rumore delle bolle. Sulla parete tra le gorgonie e le spugne candelabro anche due scorfani, peccato per la visibilità dell’acqua non ottimale. Ritorno alla boa di ormeggio per iniziare la risalita, contornato da alici, castagnole e occhiate. Risalgo a bordo dove come al solito, Angelo ci offre dei cornetti per effettuare un piacevole spuntino. Una bellissima giornata trascorsa,  non resta che tornare a casa per andare a seguire l’ultimo atto del campionato mondiale di F1 e le partite in tv.

Marina Grande – Immersione Notturna

Un grasso gabbiano si lascia placidamente fotografare appollaiato sulla ringhiera della villa comunale di Sorrento. Il panorama è mozzafiato, l’acqua sembra cristallina, non resta che lasciarsi tentare da una nuova immersione.  

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Così dopo essere rientrato a casa, preparo le due fotocamere per il tuffo serale. Ho montato la Nikon D800e con il Sigma 15 mm ed il Superdome, mettendola sul cavalletto, mentre la D7200 è equipaggiata con il Nikon 10.5 mm e due flash Inon.

Scendo al porto di Marina Grande di Sorrento e parcheggio l’auto davanti alla chiesa di Sant’Anna. Indosso la muta stagna e scendo in acqua per effettuare delle prove di scatto in open-flash, poi ritorno in auto e prendo l’altra fotocamera per iniziare l’immersione.

L’acqua è ancora torbida con tanta sospensione. Seguo il percorso fatto giovedì sperando di incontrare di nuovo il pesce San Pietro. Seguo il pendio fangoso, raggiungo i -20 metri e proseguo verso destra usando la potente torcia isoled per “scandagliare” il fondo in cerca del pinnuto. La serata non è in linea con le premesse, i minuti trascorrono infruttuosi, fin quando non decido di rientrare a terra. Con la configurazione montata sono veramente pochi i soggetti da fotografare. Poco male, rientro a casa dopo aver trascorso qualche ora sott’acqua e in tempo per seguire il secondo tempo del derby della Madonnina. 

 

Grotta Zaffiro e Grotta Isca

Il cielo è coperto da tante nuvole basse, ma il mare è calmissimo ed invita ad uscire. Raggiungo il Punta Campanella Diving alle 9:30 ed usciamo con direzione Grotta dello Zaffiro e Grotta dell’Isca.  Quando arriviamo sul posto il cielo inizia a pulirsi, promettendo un miglioramento. Mi tuffo per primo ed entro nella grotta attraverso il basso cunicolo in cui sono presenti nuvole di giovani Apogon. Entro all’interno e attendo l’ingresso del gruppo guidato da Lisa e Vittoria. Effettuiamo alcune foto ricordo all’interno della caverna, poi usciamo per proseguire lungo la costa. Appena uscito risalgo a bordo del gommone e mi faccio trasportare da Gianluigi nei pressi del punto in cui si trova una grande spugna Axinella. Le indicazioni sono precise e dopo poche pinneggiate sono già intento a fotografarla. Intanto sopraggiungono le ragazze del Punta Campanella Diving, pronte a mettersi in posa. Risaliamo e ci fermiamo per una sosta di superficie prima di effettuare il secondo tuffo all’Isca.

Anche questa volta mi tuffo in anticipo, entro nel tunnel dove mi trattengo, mentre i miei compagni sfilano proseguendo in direzione della grotta. Li raggiungo mentre sono in superficie ad ammirare le bellissime concrezioni calcaree che pendono dalla volta. Quando rientro in barca, dopo aver fotografato le stalattiti che raggiungono l’acqua, mi raccontano dell’incontro di un bel cavalluccio marino giallo! Argh, che peccato non averlo visto.

Boa – Immersione Crepuscolare

La prima settimana di lavoro è andata e si inizia a programmare l’attività fotografica per il weekend. Mentre sto rientrando in auto a Sorrento, ricevo una telefonata da mia figlia Lidia … “Papà, quando torni? Io sono in barca con Elena e la nonna Rosaria, abbiamo visto un pesce balestra che gira intorno alla boa a Marina Grande”. Concordo un appuntamento con mia madre per farmi recuperare al porto dopo essere passato da casa a prendere LE fotocamere. Si le due fotocamere Nikon D7200 e D800e che avevo da giorni preparato in previsione del weekend.

Quando raggiungiamo di nuovo la boa il vento ha increspato il mare, mi preparo e mi butto in acqua prima con la D7200 ed il 10,5 mm con Microdome Isotta. Il pesce non sembra esserci più, poi finalmente lo vedo risalire dal fondo verso la superficie. E’ continuamente in cerca di cibo, si avvicina curioso, poi si allontana leggermente, senza mai arrivare a “tiro” del microdome. Capisco che non è l’ottica adatta così risalgo a bordo a cambiare fotocamera, prendo la Nikon D800e con il 105 mm ed aggiungo due kg di piombo alla mia cintura di zavorra. Mi rituffo e anche questa volta il pesce sembra sparito. Scendo un poco in profondità e lo ritrovo. Con questa configurazione è ancora più complicato seguirlo nelle sue continue evoluzioni. Sale in superficie poi ridiscende, facendomi impazzire. Decido di attenderlo in profondità e solo così riesco a scattare qualche buona immagine. Il moto ondoso è fastidioso, mi fa sobbalzare continuamente mettendo a dura prova il mio mal di mare che inesorabilmente si manifesta con violenza. Sono costretto a risalire in preda ad una crisi di vomito, attanagliato da una intensa spossatezza che mi mette KO. Fortunatamente il malessere svanisce dopo qualche ora senza ulteriori conseguenze.

Isca e Mitigliano con Punta Campanella Diving

La sveglia suona anche oggi alle 6:30, ma né per andare a lavoro né per andare a fare immersione …. ho un appuntamento con il mio fraterno amico Elio a Castellammare di Stabia. Mi metto in auto presto e raggiungo la banchina del porto dove mi aspetta. Mi presenta i due suoi amici e ci dirigiamo verso la meta … un secchio bianco pieno di pesciolini per il mio acquario marino mediterraneo! Rientriamo subito in auto verso Sorrento e dopo una mezz’ora i pesciolini nuotano già in vasca.

La giornata prosegue tra svariati impegni familiari fin quando, verso le 13:00, senza pranzare, mi dirigo con largo anticipo a Massa Lubrense per una immersione pomeridiana con gli amici del Punta Campanella Diving Center. L’uscita è programmata per le 15:00 ed il mare è mosso dal vento teso di maestrale che ogni giorno si alza. Esco con una famiglia di subacquei e di piccoli sub che mi fanno sentire una STAR, ammiratori delle mie foto sul web, mi chiedono cortesemente di fare loro una foto ricordo sott’acqua!

Usciamo con il gommone e raggiungiamo lo Scoglio dell’Isca dove ci tuffiamo. I ragazzi restano con Rosy all’esterno del tunnel subacqueo mentre Francesca, con la sua fotocamera, mi segue mentre mi dirigo nella Grotta dell’Isca. Entriamo e ci dedichiamo prima a visitare la parte sommersa, poi emergiamo e ammiriamo le belle colate di alabastro e le stalattiti ancora gocciolanti. Torniamo fuori e raggiungiamo il gruppo nel tunnel, qui ci fermiamo a fotografare le “vacchette” di mare (Peltodoris atromaculata) ed altri nudibranchi presenti nella caverna. Infine riemergiamo per tornare sul gommone.

Un piccolo spostamento nautico verso la Cala di Mitigliano e siamo già pronti per un nuovo tuffo. I ragazzi sostituiscono le bombole mente io ritorno in acqua con le 100 bar del mio mono da 15 litri.

La configurazione fotografica montata non è ideale per il sito scelto, ma è ok per le foto ricordo ai ragazzi.

Siamo ormeggiati dal lato opposto della baia dove è presente la grotta, mi immergo sulla spianata sabbiosa in cerca di qualche soggetto interessante, trovo un pesce serpente semi infossato nella sabbia e che sparisce subito al mio incedere. Torno indietro e vado in cerca dei minisub che sono intenti a controllare l’assetto in modo ottimale a pochi metri d’acqua. Raggruppo l’intera famiglia sub ed effettuo qualche scatto prima di tornare a bordo. Il rientro è bagnato dai mille spruzzi delle onde, siamo a terra per le 19:00. Giusto in tempo per tornare a casa a fare una doccia e mettersi davanti alla TV per seguire la partita dei campionati europei di calcio Germania-Italia sperando in un grande successo!

Puolo – Immersione Notturna con Punta Campanella Diving

Quando arrivo di nuovo al diving la sfera di fuoco sparisce all’orizzonte, colorando d’arancio il cielo a Massa Lubrense. Sono le 20:35 e sono in ritardo di 5 minuti sull’appuntamento, attardatomi a guardare le foto scattate in mattinata. La barca è già pronta, scarico le attrezzature e monto il tutto a bordo. Questa volta però ho portato la muta stagna, non è il caso di prendere ancora freddo oggi.

Raggiungiamo la Baia di Puolo ed ormeggiamo. Gianluigi ci attende a bordo mentre Lisa accompagna alcuni clienti. Come di consueto mi separo dal gruppo, ma resto attento per scorgere eventuali segnali di richiamo dai miei compagni che sono in cerca di cavallucci marini.

Sul “sabbione” abbondano i pesci lucertola e le triglie, qualche menola ed alcuni saraghi fasciati. Percorro un lungo tratto senza notare nulla di interessante. Poco male, è l’occasione di testare la nuova Nikon D7200 con il Microdome Isotta per il Nikon 10,5 mm. Trovo qualche iniziale difficoltà nell’abituarmi alla differente posizione di alcuni comandi rispetto alla D800e ma subito l’imbarazzo svanisce. Quando sono in prossimità della parete rocciosa, finalmente trovo ciò che cercavo … un piccolo Pesce San Pietro dalle inconfondibili pinne spiniformi. Mi avvicino e scatto le prime foto, il pesciolino non collabora come solitamente accade con i suoi simili, inizia a scattare in avanti sempre più velocemente fino a farmi perdere le tracce. Ritorno sul sabbione dove trovo un enorme Paguro Bernardo con numerose attinie sul guscio, poi alcuni gronchetti. Ritrovo il San Pietro e lo mostro ai miei amici, ma ancora una volta, non si lascia avvicinare come sperato e fugge via nel buio della notte.

Termino l’immersione sotto la barca divertendomi a fotografare una trascina ed una enorme triglia. Non resta che risalire in barca dopo i 60′ programmati per tornare al diving dove ci aspetta una bella doccia calda!

Vervece con Mimmo e Filippo Borghi

Nella notte è tornata l’ora solare, l’occasione per dormire un poco in più ed approfittare per guardare il MotoGP in televisione. Alle 9:00 sono al diving con il sottomuta per la stagna e la mia fotocamera con il microdome, ma ho portato anche il 105 micro per un successivo tuffo.

Anche oggi mi immergo con Mimmo e Filippo, in cerca di crinoidi e dei loro ospiti. Il meteo è molto migliorato ed il sole riscalda l’aria mentre il mare è veramente calmo. Andiamo al Vervece e mi immergo da solo e mi dirigo verso le gorgonie gialle, poi raggiungo quelle rosse. L’acqua è piena di flocculi sospesi e le condizioni non sono ottimali per delle foto panoramiche. Il fondale è ormai completamente modificato rispetto al passato, infatti, dopo il danno arrecato dai pescatori di datteri di mare,  sulla roccia su cui cresceva un ricco “coralligeno” adesso cresce tantissima Caulerpa racemosa, che ha asfissiato qualsiasi altra forma di vita, animale e vegetale; un vero scempio. Fortunatamente il pesce non manca anche se ce ne dovrebbe essere molto di più, a distanza di quindici anni dall’istituzione della A.M.P. Punta Campanella. Trovo infatti alcune lenze impigliate tra le rocce, segno evidente che di malintenzionati ce ne sono ancora tanti che disturbano così la fauna ittica del luogo.

Fortunatamente in alcuni punti le margherite di mare hanno ripreso a crescere, sono numerose le chiazze arancioni che si vedono sulla parete rocciosa, ma nulla di confrontabile rispetto a ciò che esisteva prima del danno. Risalgo quindi a bassa quota per effettuare la sosta di sicurezza, dove incontro un paio di scorfani.

Mimmo e Filippo sono sul pianoro in cerca dei gamberetti sui crinoidi ma anche in questo caso la ricerca è infruttuosa. Tornati a terra, causa il rientro a Siena di Filippo, decidiamo di abortire la successiva uscita, rientro così a casa per andare a pranzo.

 

 

Puolo con Franco Banfi – Immersione Notturna

Devo sicuramente aver battuto il mio tempo record durante Il percorso che mi porta da casa al Punta Campanella Diving Center con il mio insostituibile scooter Yamaha, meravigliandomi di esservi arrivato senza conseguenze alcune!

Motivo di tale fretta l’improvvisa convocazione per un’immersione notturna non programmata, della quale ho saputo ad ora di pranzo mentre ero a lavoro a Napoli. La difficoltà aggiuntiva consisteva in un impegno programmato per le 18:00, per accompagnare mia moglie a Vico Equense a svolgere una commissione improrogabile e della quale non conoscevo la durata temporale … Quando alle 18:45 ci siamo rimessi in auto per fare ritorno a casa è iniziata la mia “corsa” frenetica. Il traffico è congestionato ma fortunatamente raggiungo il mio studio alle 19:15 dopo aver avvertito Edo e Franco del leggero ritardo sull’appuntamento, fissato alle 19:30, chiedo loro di provvedere a montare già la bombola con gav ed erogatore per risparmiare tempo. Monto rapidamente il microdome ed il 10,5 mm sulla mia Isotta D800, sostituisco al volo le pile nei flash senza aver tolto l’abito grigio che indossavo. Scappo via con lo scooter dopo essermi infilato il costume e la tuta da ginnastica, appena arrivo al diving infilo la muta umida e salto sul gommone, pronto alla partenza. Il meteo non promette nulla di buono, in lontananza si vedono le saette di un temporale che è in arrivo. Raggiungiamo la Baia di Puolo e ci tuffiamo in un’acqua torbida. Scendiamo lungo il pendio sabbioso e ci separiamo. Quasi subito incontro un bel capone ubriaco, poi altri due più in là ed una lepre di mare che passeggia sul fondo sabbioso. Raggiungo Franco Banfi che è intento a fotografare una Alicia mirabilis e nei suoi pressi vedo altri due capponi. La serata magica prosegue con l’incontro di una piccolissima Sepiola rondeleti e poi di un bel Pesce San Pietro che quest’estate non avevo ancora incontrato. Quando risalgo lungo la parete con la decompressione che si è accumulata, osservo Edoardo alle prese con un bellissimo cavalluccio marino rosso, appena possibile lo fotografo anche io, prima di risalire verso la superficie per la sosta di sicurezza.  Quando risalgo in barca, il temporale è appena passato, con Gianluigi coperto dalla sua cerata gialla che ci attende impaziente. Rientro a casa con lo scooter sulla strada bagnata, questa volta il tempo impiegato è lontanissimo da quello dell’andata. Che dire, ancora una volta una serata eccezionale in cui si materializzano sotto le lampade decine di meravigliose creature marine!

Puolo con Edoardo – Immersione Notturna

“Innovazione … Market Share … Budget … YTD … 2017 … Leadership … Value & Behaviors … Integrità … Coraggio …. Performance”. Tre giorni di riunione trascorrono veloci come raramente accade grazie al nuovo corso voluto dai manager della mia azienda, la mente è affollata da mille termini e pensieri …. ma una parola li unisce tuttei insieme ….. PERFORMANCE”. Ed infatti è proprio il caso di dedicarsi ad una performance “subacquea” per far si che le idee si sedimentino al meglio. Così, dopo esser rientrato a casa dalla riunione, me ne sono andato a mare con il mio amico Edo del Punta Campanella Diving Center. Con grande sorpresa apprendo che non sarà dei nostri il prof. Roscigno, ma saremo solo in tre in acqua. Prendiamo il gommone con Ivo che ci accompagna e raggiungiamo la Baia di Puolo dove ci immergiamo. Subito una rete sbarra il nostro transito, siamo costretti a sorvolarla molte volte, essendo adagiata sul fondo della baia a bassissima profondità. Mentre io ed un cliente scendiamo sulla sabbia, Edo si trattiene in parete dove incontra un bellissimo cavalluccio marino, un maschio dalla livrea rossa che ci mostra dopo aver segnalato con il fascio luminoso della sua potente torcia. Ci alterniamo per fotografarlo, per qualche minuto, lo salutiamo con i computer subacquei che segnalano la decompressione. Proseguiamo l’immersione incontrando alcuni amici subacquei arrivati da terra a fare immersione nella baia per poi fare ritorno al gommone dove Ivo ci attende pazientemente. Anche stasera non sono mancati gli incontri, peccato solo per la scarsa collaborazione dell’ippocampo.

Scoglio Proteso con Italo

L’insistenza dei messaggi di Rosy è stata fruttuosa, per tutta la settimana mi ha massaggiato, promettendomi una sorpresa. E tale è stata, una vera “Carramba che Sorpresa”, dopo oltre 10 anni incontro il carissimo amico e fotografo Italo Nobile, venuto a Sorrento per trascorrere il weekend con il Punta Campanella Diving Center. Raggiungiamo Punta Campanella e ci immergiamo nei pressi dello Scoglio Proteso. Con me e Italo ci sono anche Rosy e nonno Virgilio, immancabile presenza a bordo del gommone, tutte le mattine in acqua a più di 70 anni.

L’acqua è limpida con oltre trenta metri di visibilità, lo scoglio si staglia nel blu facendo intravedere le spugne gialle che lo ricoprono completamente nella zona ombrosa. Ho fin troppi modelli per fotografare, quattro sono troppi …. Così mi dedico al solo Italo, che da esperto Fotosub, mi asseconda senza nemmeno un cenno, intuisce mirabilmente le posizioni migliori, osservando l’inquadratura nel mio oblò.

Terminiamo l’immenso e dopo aver visitato la piccola grotta con gli Apogon che si apre lungo la parete ed un giro nei pressi del faraglione che troneggia sulla punta, coperto ormai solo da poche colonie di Astroides residui della pesca di frodo dei datteri di mare.

Saluto il folto gruppo di amici per fare ritorno a casa, pranzare e tornare a mare con la famiglia.