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Grotta dello Zaffiro con Ernesto

Appuntamento con Ernesto preso da mercoledì, quando siamo andati in acqua per fotografare le “rovine” a Massa Lubrense. E’ da tempo che  Angelo, un suo caro amico, vorrebbe visitare la grotta dello Zaffiro. Così ci siamo organizzati per assecondare il suo desiderio. Appuntamento al porto di  Marina della Lobra dove ci attende con il figlio Giuseppe ed un suo amico, proprietario di un a comodissima imbarcazione, ideale per la pesca e … per le immersioni.

Il meteo è cambiato, lo scirocco è montato ed il mare dovrebbe essere agitato sul versante Sud della penisola sorrentina. Partiamo con il mare calmo e quando doppiamo Punta Campanella il mare è abbastanza agitato, ma è possibile immergersi. Ci fermiamo al riparo dell’isolotto Isca e ci vestiamo. Quando siamo pronti ci tuffiamo sulla parete dove si apre la grotta. Entriamo ed iniziamo la visita, mentre io mi faccio aiutare a scattare alcune foto con il cavalletto. Usciamo dopo circa 40 minuti e proseguiamo all’esterno fino a raggiungere la grande spugna Axinella per effettuare una foto ricordo.
Rientriamo a casa soddisfatti per ora di pranzo, in tempo per guardare anche le partite di calcio in tv.

Mentre rientro a casa controllo il telefonino e chi sono alcune telefonate perse di amici che sento raramente (Pasquale Vassallo) o mai (Fabio Strazzi) ….. cosa molto strana ma intrigante …. finalmente a casa li chiamo e ci sono grandi notizie provenienti dal concorso  internazionale Aquatic Festival di Marsiglia!

Scoglio Penna con Punta Campanella Diving Center

La giornata e’ magnifica, con il cielo sereno ed il mare calmo come l’olio. Mi accorgo che siamo a meta’ ottobre e non ad agosto solo perche’ la temperatura sullo scooter di primo mattino e’ particolarmente bassa.  Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato a prendere la muta stagna in garage, la navigazione in gommone dopo l’immersione e’ sempre mididiale. Oggi andiamo allo Scoglio Penna ed il barcaiolo e’ il carissimo “zio”  Virgilio, mentre in acqua con me c’e’ Vittoria che accompagna un gruppo di sub napoletani. Raggiungiamo il punto stabilito ed ormeggiamo. Lascio scendere tutti in acqua poi finalmente entro io, con la Nikon D7200 ed il Nikon 10.5 mm all’interno del microdome Isotta. L’acqua e’ abbastanza limpida, ma non come appariva dalla superficie. Scendiamo in gruppo ed attraversiamo il buco passante tra gli scogli e scendiamo in direzione delle gorgonie rosse, ahime’ quasi tutte chiuse. Anticipo il gruppo e gaggiungo un folto branco di barracuda che staziona in una insolita posizione, probabilmente attirato dall’abbondante mangianza  presente. Mi avvicino ma subito cominciano a separarsi in piccoli gruppi, passo oltre e raggiungo la parte interna dello scoglio, fermandomi sulla balza rocciosa verticale che ne delimita il pianoro ricoperto di gorgonie e caulerpa. Sorvolo i massi che si trovano su di esso e raggiungo la parete dove ci sono le margherite di mare. Mi dedico a qualche scatto del buco ma l’illuminazione autunnale non e’ ottimale per riuscire a renderlo in tutta a sua bellezza. Quando risalgo a bassa quota per terminare la decompressione mi accorgo che nei primi metri d’acqua ci sono i segni inequivocabili del passaggio dei pescatori di frodo di datteri! Maledizione, ancora un danno recente, conferma che durante i mesi autunnali/invernali i datterari hanno vita ancor piu’ facile senza il controllo degli enti preposti a combattere il fenomeno.  Risaliamo in barca e tornando al porto ci godiamo il bellissimo sole. Non resta che sistemare le attrezzature e salutare tutti, dandoci appuntamento al prossimo tuffo! 

Posto Segreto – Immersione Notturna

Le tensioni che si accumulano durante la settimana hanno un rimedio infallibile … una bella immersione notturna!
Cosi’ rientrato da lavoro ho atteso che la notte “maturasse” e come di consueto sono andato al mio posto preferito … ma l’influsso del venerdi’ 13 non ha portato bene. Non sono riuscito infatti a trovare un parcheggio per l’auto ed ho dovuto cambiare itinerario. A questo punto avevo due possibilita’, ho fatto un primo tentativo ed ho trovato subito un ambiente tranquillo ideale per una immersione in solitaria. Mi sono cosi’ spogliato e sono sceso in acqua, il mare e’ calmo e l’acqua sembra limpidissima. Inizio a scendere ma subito “sento” che non ci saranno molte “presenze”,  spero di sbagliarmi …. 
Sul pendio sabbioso incontro un rombo ed una seppia perfettamente mimetizzati. Gronchetti, menole e triglie ce ne sono, ma non come di solito. Proseguo a scandagliare il fondo con la torcia ma nulla si palesa sotto il fascio luminoso. Fortunatamente finalmente qualcosa di buono si vede … un cappone ubriaco o coccio che riposa sul fondo. Mi fermo, regolo la fotocamera Nikon D7200, montata con il Nikkor 10.5 mm ed il Microdome Isotta e mi avvicino per uno scatto frontale. Essendo abituato ad usare il mirino magnificatore angolare a 45* che non e’ montato su questo scafandro, non sono a mio perfetto agio. Cio’ penalizza sensibilmente gli scatti che ahime’ risultano spezzo con  “tagli” indesiderati. Fatico a riprendere il feeling e cio’ comporta la fuga inesorabile del pinnuto. Proseguo e risalgo a quote piu’ basse.  Non incontro nulla di esaltante, se non una grande Aplysia punctata che e’ in movimento sul fondo. La seguo e ne provo a “catturare” il nuoto impostando tempi di scatto lenti, la lascio andare lontano visto che l’aria delle mie bombole e’ ormai in esaurimento. Nel basso fondale, prima di rientrare a terra, riposano tra i sassi alcuni tordi pavone, mentre i pesci lucertola abbandonano la radura sabbiosa per cacciare anche sulla roccia. Risalgo a terra e mi svesto, telefono a casa e provo a chiamare il mio amico Alberto che mi aveva telefonato poco prima di andare in acqua. Non risponde, ma stasera non ho gran che’ da raccontargli ….

Quando rientro a casa, dopo aver sciacquato tutta l’attrezzatura, vado a guardare le foto sul display della fotocamera …. ho scattato in formato JPG e non ho i RAW/NEF delle foto scattate! Maledizione …. a questo punto, sara’ stato il venerdi’ 13?

Banco di Santa Croce con Gabriella

Sono giorni che il mare è calmo, ma per svariati motivi non sono riuscito ad andare in acqua. Oggi finalmente vado a trovare i miei amici stabiesi presso il Diving Amici degli Abissi. Ho montato il microdome sulla Nikon D7200 ed il 10.5 mm non conoscendo le condizioni dell’acqua. Arrivo al diving dove abbraccio tanti cari amici, Raffaele, Michele, Angelo, Giovanni e tanti altri. C’è anche Ornella e la onnipresente Gabriella che oggi mi porterà a visitare un posto sulla secca di terra che non conosco, dove ci sono altri rami di “corallo nero”. Partiamo con la barca e raggiungiamo l’ormeggio lungo cui scendiamo. Mi avvio per primo sott’acqua, devo però attendere Gabriella ed il gruppo per andare in cerca della Savaglia savaglia, finalmente le raggiungo ed inizio a fotografare, ma sono ambedue chiuse. Proseguiamo il giro tra migliaia di Anthias anthias e tanti saraghi. Anche le cernie sono molto presenti, con un enorme esemplare che si allontana disturbato dal rumore delle bolle. Sulla parete tra le gorgonie e le spugne candelabro anche due scorfani, peccato per la visibilità dell’acqua non ottimale. Ritorno alla boa di ormeggio per iniziare la risalita, contornato da alici, castagnole e occhiate. Risalgo a bordo dove come al solito, Angelo ci offre dei cornetti per effettuare un piacevole spuntino. Una bellissima giornata trascorsa,  non resta che tornare a casa per andare a seguire l’ultimo atto del campionato mondiale di F1 e le partite in tv.

Marina Grande – Immersione Notturna

Un grasso gabbiano si lascia placidamente fotografare appollaiato sulla ringhiera della villa comunale di Sorrento. Il panorama è mozzafiato, l’acqua sembra cristallina, non resta che lasciarsi tentare da una nuova immersione.  

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Così dopo essere rientrato a casa, preparo le due fotocamere per il tuffo serale. Ho montato la Nikon D800e con il Sigma 15 mm ed il Superdome, mettendola sul cavalletto, mentre la D7200 è equipaggiata con il Nikon 10.5 mm e due flash Inon.

Scendo al porto di Marina Grande di Sorrento e parcheggio l’auto davanti alla chiesa di Sant’Anna. Indosso la muta stagna e scendo in acqua per effettuare delle prove di scatto in open-flash, poi ritorno in auto e prendo l’altra fotocamera per iniziare l’immersione.

L’acqua è ancora torbida con tanta sospensione. Seguo il percorso fatto giovedì sperando di incontrare di nuovo il pesce San Pietro. Seguo il pendio fangoso, raggiungo i -20 metri e proseguo verso destra usando la potente torcia isoled per “scandagliare” il fondo in cerca del pinnuto. La serata non è in linea con le premesse, i minuti trascorrono infruttuosi, fin quando non decido di rientrare a terra. Con la configurazione montata sono veramente pochi i soggetti da fotografare. Poco male, rientro a casa dopo aver trascorso qualche ora sott’acqua e in tempo per seguire il secondo tempo del derby della Madonnina. 

 

Vervece con Mimmo e Filippo Borghi

Nella notte è tornata l’ora solare, l’occasione per dormire un poco in più ed approfittare per guardare il MotoGP in televisione. Alle 9:00 sono al diving con il sottomuta per la stagna e la mia fotocamera con il microdome, ma ho portato anche il 105 micro per un successivo tuffo.

Anche oggi mi immergo con Mimmo e Filippo, in cerca di crinoidi e dei loro ospiti. Il meteo è molto migliorato ed il sole riscalda l’aria mentre il mare è veramente calmo. Andiamo al Vervece e mi immergo da solo e mi dirigo verso le gorgonie gialle, poi raggiungo quelle rosse. L’acqua è piena di flocculi sospesi e le condizioni non sono ottimali per delle foto panoramiche. Il fondale è ormai completamente modificato rispetto al passato, infatti, dopo il danno arrecato dai pescatori di datteri di mare,  sulla roccia su cui cresceva un ricco “coralligeno” adesso cresce tantissima Caulerpa racemosa, che ha asfissiato qualsiasi altra forma di vita, animale e vegetale; un vero scempio. Fortunatamente il pesce non manca anche se ce ne dovrebbe essere molto di più, a distanza di quindici anni dall’istituzione della A.M.P. Punta Campanella. Trovo infatti alcune lenze impigliate tra le rocce, segno evidente che di malintenzionati ce ne sono ancora tanti che disturbano così la fauna ittica del luogo.

Fortunatamente in alcuni punti le margherite di mare hanno ripreso a crescere, sono numerose le chiazze arancioni che si vedono sulla parete rocciosa, ma nulla di confrontabile rispetto a ciò che esisteva prima del danno. Risalgo quindi a bassa quota per effettuare la sosta di sicurezza, dove incontro un paio di scorfani.

Mimmo e Filippo sono sul pianoro in cerca dei gamberetti sui crinoidi ma anche in questo caso la ricerca è infruttuosa. Tornati a terra, causa il rientro a Siena di Filippo, decidiamo di abortire la successiva uscita, rientro così a casa per andare a pranzo.

 

 

Due Sorelle con il GURU – Immersione Notturna

Si parte per una piccola vacanza “non programmata” direzione Numana. Sveglia ore 6:00, tutti pronti in auto alle 7:15  …. il viaggio è lungo ma confortevole, avendo deciso di prediligere l’itinerario autostradale.

Raggiungiamo Numana alle 13:00 e, dopo aver abbracciato affettuosamente l’amico Marco Giuliano presso il Centro Sub Monte Conero, andiamo a sistemarci al primo piano della villetta che ci ha “trovato” senza preavviso la settimana di ferragosto!

Per rilassarci dal lungo viaggio, scendiamo in spiaggia nei pressi del Diving, dove ci scateniamo tra le onde mosse dal vento. In serata il vento calma e subito il mare torna piatto …. l’ideale per una bella immersione notturna alle Due Sorelle.

Alle 19:30 raggiungo il gruppo di corsa, essendomi attardato al supermercato … ho preso dalla borsa il 60 micro nikkor ma la telefonata del GURU mi suggerisce un cambio di programma …. minidome Isotta e nikon 10.5 mm. C’è la luna piena infatti, potrebbe verificarsi il “parto” delle Granseole ed è un occasione da non perdere!

Partiamo dal diving  alla volta del porto e carichiamo le attrezzature sul gommone. La serata è calda e piacevolissima. Raggiungiamo il sito d’immersione al crepuscolo, iniziamo l’immersione con ancora un poco di luce. Seguo Marco a strettissima distanza, data la visibilità non ottimale dell’acqua.  Inizia la ricerca …. sembra non essere una serata particolarmente frequentata, poi d’improvviso iniziano gli incontri. Tante granseole ma ahimè nessuna pronta al rilascio delle uova, forse è già terminato il periodo fertile. Intanto Guro mi mostra alcune piccole cicale e gamberi, così come un piccolo gronco nascosto nel suo buco.

Si conclude una bella giornata di mare. Stanco della giornata, risalgo in collina a piedi per raggiungere la mia famiglia che mi attende in giardino per la cena.

Giannutri – Punta Secca e Archetti

Ripartiamo tutti insieme  sull’Abracadabra alle 9:30 con direzione Giannutri,  per un nuovo full-day. La giornata è magnifica ed anche il mare calmo. La navigazione procede spedita accompagnata dai dolcini messi a disposizione dallo staff dell’Argentario Divers. Raggiungiamo Punta Secca dove ormeggiamo. Questa volta eseguiremo un tuffo verso la punta che si trova al limite della zona interdetta alle immersioni dell’AMP di Giannutri. Sorvoliamo sotto la guida di Simone Nicolini una pianura piena di enormi nacchere e posidonia e raggiungiamo la parete che scende verso il basso e che ci conduce alle gorgonie rosse. Immediatamente dall’alto vedo il bianco inconfondibile della stella gorgonie, mi fiondo su di lei avvicinandomi in un’acqua cristallina. Inizio a scattare, peccato che l’animale sia richiuso su se stesso. Tra gli enormi ventagli abbondano le castagnole rosse e gli scorfani, mentre la roccia è un tripudio di colori con spugne dalle mille sfumature. Su molti rami di gorgonia poi, grappoli di trasparenti Clavelina fanno bella mostra di se. Risaliamo il pendio ritornando sulla piana dove i labridi fanno capolino tra le foglie della verde prateria, qui abbondano anche i sargassi. Una bella murena si lascia avvicinare mentre è fuori tana, prima di sparire in una profonda spaccatura. Terminiamo l’immersione e facciamo il consueto spuntino. Mentre sistemiamo le attrezzature per il successivo tuffo, ci spostiamo con la barca nella zona degli Archetti.

Appenna sceso incontro un grosso pagro farsi largo tra le mille occhiate. Raggiungiamo un pianoro dove sono presenti alcune gorgonie bianche e poi risaliamo verso la zona degli archi naturali. Qui Rocco mi mostra una famiglia di cernie dietro uno scoglio e si concede come modello per alcuni scatti all’interno del grosso arco roccioso. Proseguiamo oltre e raggiungiamo gli altri punti della costa dove la natura ha creato delle magnifiche finestre nella roccia. E’ uno scenario magnifico, peccato che non ci sia Lorenza che è con il suo gruppo … Eccoli spuntare! Vado da lei e la “sequestro” portandola all’interno dell’arco. Le spiego cosa voglio che lei faccia per me ed inizio a scattare. Sfortuna vuole che le batterie dei miei flash Sea & Sea siano ormai KO, per cui devo desistere e cominciare il rientro. Rocco ci riporta allo scoglio delle cernie dove sono in quattro ad affacciarsi dalla spaccatura. Mi avvicino tantissimo, quasi a toccare la più grande … clic clic clic ma nellun lampo dai flash! Che rabbia, non mi era mai capitato di essere così vicino al grosso serranide senza disturbarlo! Rientriamo a terra dopo una immersione da urlo dove ci aspettano due saporitissimi primi piatti preparati dal comandante dell’Abracadabra che riceve i nostri complimenti. Volge così al termine una bellissima girata di mare trascorsa con la famiglia in bella compagnia di nuovi amici!

Grotta di Mitigliano con Lorenza

Si torna in mare con la famiglia, a bordo dell’Armarc ci dirigiamo verso la Cala di Mitiglino, dove ho intenzione di immergermi per visitare la grotta. A bordo con me, Lidia e Lorenza, insieme a mio fratello Arturo, mia madre e mia nipote Elena. Raggiungiamo la baia verso le 11:00 e ci fermiamo nei pressi della cavità. Mi immergo da solo, in cerca dei brachiopodi, per poi ritornare in barca e riscendere con Lorenza. L’acqua è abbastanza limpida, ma spreco 50 bar per raggiungere la parete dopo aver sbagliato direzione. Finalmente entro nella grotta dove incontro svariati paguri e granchi Herbstia condyliata. Entro ancora e nello stretto passaggio incontro una torpedine. Mi avvicino ma è troppo  attaccata alla parete rocciosa verso la quale sbatto con i lunghi bracci dei flash. Vorrei farla spostare per fotografarla di faccia, ma ho paura di prendere la scossa. Si sotterra dopo poco e la lascio lì, dirigendomi verso la parte totalmente oscura. Qui subito incontro una brotula Oligopus ater, con l’addome insolitamente molto rigonfio. Inizio a fotografarla e dopo poco dall’altro lato della cavità osservo un altro esemplare …. un maschio! Allora l’altro pesciolino deve essere una femmina gravida! Provo allora a fotografarli insieme ma non riesco nell’operazione a causa del sedimento che si è sollevato. Ritorno fuori ed incontro una piccola corvina in una profonda spaccatura. Esco e vado di nuovo in cerca della torpedine, ma invano. Ritorno in barca, cambio obiettivo montando il 50 mm rovesciato e  scendo insieme a Lorenza per un nuovo tuffo. Le chiedo se ha voglia di visitare la parte semioscura della caverna. Mi conferma la sua intenzione e quindi entriamo mano nella mano. Le mostro ogni angolo della grotta facendole notare il cambiamento di biocenosi sulle pareti che diventano sempre più spoglie e decolorate. Le mostro i paguri ed i granchi e poi usciamo di nuovo fuori. Proseguiamo lungo la parete per un tratto, poi, quando la mia aria è termina completamente, Lorenza mi passa il suo erogatore di scorta e proseguiamo “abbracciati” l’un l’altro, fin quando il freddo e la fame non ci invita a risalire.

Una bella giornata di mare non può che essere conclusa con un grande bagno con la mia piccola Lidia che mi ha atteso a lungo in barca e con un riposino al sole durante la navigazione di rientro in porto.

Baia di Puolo con Fabio

Dopo alcuni mesi, oggi vado a Puolo in acqua con l’amico Fabio Russo. Passo a prenderlo sotto casa alle 8:00 dopo aver accompagnato mi figlia Lorenza a scuola. Arriviamo in spiaggia a Puolo per primi, il cielo è leggermente coperto e non c’è nessuno ancora in giro, nemmeno il parcheggiatore. Il mare è calmo e l’acqua sembra più pulita rispetto a qualche giorno fa.  Oggi andremo dall’altro lato della baia, verso il molo,  sorvolando il sabbione in cerca della “gallinella” avvistata ieri da Fabio. In profondità la visibilità dell’acqua è notevolmente migliore. Riusciamo sui 30 mt finalmente ad avvistare il pinnuto, subito infatti Fabio mi segnala di avvicinarmi. Il cappone purtroppo si mantiene a distanza, “volando” sul fondo sabbioso tenendosi distante dal minidome in cui è custodito il Nikon 10.5 mm. Lo perdiamo dopo poco ma poco distante ne trovo un altro, anch’esso particolarmente timoroso, pronto a librarsi lontano dai nostri flash. Decidiamo di rientrare perché Fabio è a corto di aria, in prossimità della spiaggia trovo una stella Astropecten morta con un murice all’interno che se ne sta cibando. Qualche centimetro più in la un serpente di mare ben nascosto nella sua buca sabbiosa. Siamo ormai a terra, ma ho ancora molta aria per cui decido di ritentare una sortita in cerca di “Alice”, la rana pescatrice. Sorvolo la zona dove l’ho incontrata con Mimmo e dopo alcuni minuti, finalmente la vedo dall’alto! Mi fiondo su di lei ed inizio a scattare, assecondandola nei suoi movimenti, ma sempre speranzoso che possa aprire e spalancare l’enorme bocca. Scatto a ripetizione fino a quando i miei flash sono esausti e l’aria ormai scarseggia. Rientro a terra soddisfatto per aver incontrato ancora la mia nuova amica!