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Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Oggi programma invertito, prima al mare con la famiglia e poi al mare con mio fratello Arturo, in immersione notturna. Tutto è stato preparato in mattinata, fotocamera, muta e bombole, bisogna attendere solo il calare delle tenebre. In meteo oggi è variabile, con caldo torrido ma con nuvole in arrivo. Cade anche qualche goccia di pioggia ma il vento ed il mare sono calmi. Per prepararmi alla serata, nel pomeriggio effettuo un carico di zuccheri, azzannando una ciambella appena sfornata dalla cucina dello stabilimento Bagni Salvatore. Precedentemente ho effettuato anche una prima prova con la GoPro Hero7 Black per familiarizzare con lei prima di ricevere lo scafandro Flex-Arm appena acquistato, attualmente in viaggio con il corriere verso Sorrento. 

Passo a prendere mio fratello alle 20:30 per andare a Puolo, ci vestiamo con tutta calma ma le condizioni del mare sono peggiorate, una intensa onda frange sulla spiaggia dovuta al mare che nel frattempo si è alzato. Alle 21:30 entriamo in acqua, la visibilità nei primi metri è pessima, migliora un poco in profondità e nei primi metri si apprezza l’intensa risacca causata dal moto ondoso. La serata comunque sembra subito interessante, il movimento dell’acqua si riflette anche in una discreta attivazione dei pinnuti nella baia. I gronchi, pagelli e menole sono abbondanti sul sabbione, anche un piccolo sarago viene sorpreso a dormire sul fondo. Il mio compito oggi è di fare da “guida” ad Arturo, scovando i soggetti per lui che da lungo tempo non riusciva ad andare in mare per fotografare. Mentre lui è alle prese con un grosso paguro io trovo un piccolo pesce San Pietro a circa 35 metri. Inizio a scattare ma quasi subito provo a segnalare “lampeggiando” la presenza dello Zeus faber a mio fratello che prontamente sopraggiunge. E’ bellissimo ed avrei potuto scattare una bella serie d’immagini, ma il piacere di “offrirlo” a lui è più grande, quindi mi faccio da parte appena è vicino a me. Avanzo mentre lui scatta e trovo una bavosa cornuta all’interno di un riccio morto, anche questa volta la segnalo e lui arriva, qualche metro più avanti ce n’è un’altra sempre dentro un riccio morto. Osservo una Flabellina affinis sopra una oloturia e poi raggiungiamo la parete rocciosa dove ci sono gamberi meccanici e vinai. Tra le foglie di Posidonia oceanica come preannunciato nel briefing, troviamo due pesci ago mimetizzati tra le foglie. Il computer subacqueo mi segnala una lunga decompressione, ho tardato parecchio a fondo per mostrare il San Pietro ad Arturo e gli segnalo la necessità di guadagnare una batimetrica più tranquilla. Lungo il percorso di ritorno trovo una piccola cicala e qualche Apogon imberbis con le uova in bocca, mentre Arturo mi mostra l’enorme vermocane che abita la parete di Punta Lauro. Ovviamente a 6/7 metri d’acqua si sente tantissimo l’onda di risacca ed i pinnuti sono sballottati come noi avanti e indietro. Negli ultimi metri prima di salire sorprendo anche una piccola cernia fuori tana mentre Arturo mi mostra sul display della sua Nikon D7000 l’immagine di una piccola corvina che dopo qualche scatto è fuggita via, non dandogli il tempo di avvisarmi. 

Esco dall’acqua per primo, poso la bombola e la fotocamera e vado ad aiutare mio fratello per uscire dall’acqua, operazione che è alquanto complessa. Ci svestiamo soddisfatti, Arturo è raggiante e mi confessa di essersi molto divertito, sono strafelice, spero solo che sia riuscito a scattare qualche bella foto!

P.S. mi sono dimenticato per l’euforia di scattare la foto-ricordo con lui, ma replicheremo il prima possibile!

 

Laghetto con Pasquale Vassallo – Immersione Notturna

Dopo un trentennio di appuntamenti mancati finalmente sono riuscito ad immergermi con uno dei grandi maestri della fotosub italiana; il suo è uno stile unico, apprezzato in tutto il pianeta … Pasquale Vassallo.
A dire il vero probabilmente abbiamo qualche problema di comunicazione, visto che ci eravamo sentiti per prendere appuntamento per l’immersione al laghetto ma non era chiaro che saremmo andati in acqua di notte! Quando infatti la sera prima mi ha detto che dovevamo essere in acqua per le 8:30 per sfruttare la marea propizia e che ci saremmo sentiti alle 7 per darmi conferma …. io ho messo la sveglia alle 6:30 e alle 7 ero pronto a partire … Pasquale non risponde ai miei messaggi ed io rischiavo di far tardi avendo due ore circa di viaggio in auto per raggiungerlo. Quando finalmente mi risponde al telefono viene svelato l’arcano … lui è un “fotosub” internazionale ed utilizza l’orario anglosassone … AM e PM … aveva dimenticato di specificare 8:30 PM! Chiarito il dubbio, dopo colazione mi vado a rimettere a letto aspettando con ansia le 18 quando mi metto in auto. Il nostro appuntamento è a Baia alle 19:45 ed io, nonostante il traffico intenso riesco ad arrivare alle 19:44, con un minuto d’anticipo sul programma. Pasquale arriva una decina di minuti dopo e mi porta con se al laghetto. Parcheggiamo ed attendiamo il calare delle tenebre e la stanca di marea.

Approfitto per consegnare la prima copia in mio possesso del libro “I Colori delle Sirene” autografandola per il mio amico e pian piano ci vestiamo. Quando il momento è quello giusto scendiamo in acqua, siamo in 80 cm d’acqua con il monobombola da 15 litri ed ancora una leggera onda che si avverte nel canale. L’acqua non è limpida ma subito Pasquale mi mostra un nudibranco che sta deponendo le sue uova. Fatico non poco ad abituarmi alla scomoda posizione e all’onda residua, man mano, prendo dimestichezza con la configurazione della mia Nauticam NA-D850 + MicroNikkor 105 mm e lente Nauticam SMC, i bracci montati sono troppo lunghi, bastava mettere due piccoli pezzi fissi ai lati dell’oblò, per essere più compatto e meno ingombrante, anche il posizionamento delle lampade va rivisto, bisogna usare una luce più dal basso visto che spesso la lampada finisce fuori dall’acqua, trovandoci di sovente a fotografare sotto la sua superficie. La marea intanto inizia a cambiare e si avverte l’inversione della corrente, acqua pulita entra dal mare e via via ne diventa sempre più apprezzabile il movimento, tale da rendere difficoltoso il restare fermi per fotografare le bavose, i gamberi e i ghiozzi che sono onnipresenti in questo punto. Finalmente riesco a fotografare la bavosa pavone, alcune di esse hanno anche le uova adese alla parete del piccolo buco in cui si trovano, ma è difficilissimo riuscire a fotografarle. Bisogna avere anche una buona vista, molti soggetti sono piccolissimi, come le caprelle e le ovature di nudibranchi e bavose. 

E’ comunque divertentissimo e le due ore che siamo in acqua trascorrono in un attimo. Alle 23 usciamo e ci svestiamo, ci tratteniamo a chiacchierare per un’oretta al bar, peccato solo di non aver potuto consumare una “doverosa” birretta in compagnia del mio amico, avendo da guidare per almeno un’ora e mezza.

Ci salutiamo così dopo la mezzanotte, Pasquale mi guida fino alla tangenziale per evitare di farmi “perdere” nelle stradine del posto. Arrivo a casa alle 2:00, stanco ma soddisfatto, risciacquo solo la fotocamera, a tutto il resto penserò domattina!

Posto Segreto in solitaria “con Fabio” – Immersione Notturna

Ci sono giornate nelle quali, nonostante ci sia la disponibilità di tempo, non hai voglia d’immergerti. Ieri infatti non ho avuto la forza di prepararmi ed andare in acqua con i miei amici dell’Associazione Cousteau, reduce da una giornata di particolare impegno emotivo. La cosa mi preoccupa poco, da stamattina infatti sono di nuovo carico per una nuova giornata di lavoro ed una bella serata al mare in solitaria! Lascio casa dopo aver messo in carica tutte le batterie e vado a lavoro bello motivato. Quando durante la giornata do uno sguardo alle immagini pubblicate dai miei amici mi accorgo che il caro Fabio Russo è tornato per qualche giorno in penisola sorrentina ed è stato in acqua ieri sera con loro. Mi scrive un messaggio e ci accordiamo per andare insieme a mare stasera. Così la mia immersione serale diventa “in solitaria con Fabio” anche perché riuscire a stargli dietro sott’acqua equivale a restare solo in ogni caso!

Passo a prenderlo a casa alle 20:30 e con molta calma ci dirigiamo nel luogo d’immersione.

Alle 21:30 siamo in acqua, la visibilità è buona già nei primi metri. Percorriamo un tratto in superficie e poi scendiamo in parete. Fabio individua qualcosa su una gorgonia bianca e mi segnala la cosa allontanandosi per lasciarmi campo libero d’azione … intravedo dei piccolissimi gamberetti che perdo continuamente d’occhio, solo dopo, a terra Fabio mi mostra il gamberetto bianco di ignota attribuzione tassonomica che voleva farmi fotografare!

Lo raggiungo di nuovo mentre fotografa un grosso polpo fuori tana, mi segnala e va via … arrivo, scatto allontanandomi per farlo entrare nel fotogramma del Micro Nikkor 60 mm montato sulla Nauticam NA-D850. Ne scatto alcuni particolari e … non mi accorgo che nel buco sottostante c’è anche la femmina pronta per l’accoppiamento!

A poca distanza c’è una piccola aragosta, nelle spaccature vedo alcune Galatea strigosa e tanti gamberi Stenopus, scorfani e scorfanetti, cipree e cimazi. Anche un altro polpo è all’ingresso della sua tana e sta uscendo, scatto ma vedo da lontano il segnale luminoso di Fabio. Corro subito da lui e mi mostra un bellissimo cavalluccio marino maschio con un “pancione” pieno della sua progenie. È in una posizione scomoda, molto dentro la spaccatura della roccia, sposto i bracci Flex-Arm per riuscire ad avvicinarmi il più possibile ma l’ingombro delle lampade non mi consente di avvicinarmi di molto. Mentre scatto esegue dei movimenti con il capo, immagino che possa iniziare il rilascio dei piccoli, ma non accade nulla! Proseguo e sulla via del ritorno, mentre controllo continuamente la posizione del mio amico che sparisce dietro le pareti rocciose, incontro un grosso paguro ed infine, negli ultimi metri d’acqua prima di risalire, alcune piccole triglie, una coppia di granchi in accoppiamento ed un bellissimo Pleurobranchus testudinarius (lumaca tartaruga) che passeggia sul fondo ciottoloso. Non sto ovviamente a ribadire che il caro Fabio si è già spogliato e quando risalgo, mi aiuta a prendere la fotocamera ed i piombi mentre esco dall’acqua. Ce ne torniamo così a casa verso mezzanotte, soddisfatti per la bella serata trascorsa insieme, Fabio ha una grande abilità nel cercare i soggetti, ma dovrò istruirlo a dovere per farmi da “badante”, costringendolo ad aspettarmi prima di passare oltre! Grande Fabio, grazie per le foto e non mandarmi l’avvocato!

Puolo – Underwater Photo Days Punta Campanella – Immersione Notturna

Questa sera sono particolarmente felice per un’evento eccezionale … mia moglie Mariolina mi accompagna all’immersione notturna per poi festeggiare insieme il nostro 23°  anniversario di matrimonio. Quando siamo a casa le chiedo se vuole indossare una tuta comoda per venire in gommone, oppure indossare un vestito per aspettarmi al “Paguro”, opta per la seconda opzione anche perchè c’è ancora vento ed onda a Puolo e non se la sente di venire a prendere freddo in barca. Arriviamo con lo scooter alle 20:30 a Marina della Lobra, ho preso da casa la muta stagna ed anche il Tokina 10-17 mm per prestarlo a Pietro che lo userà nel minidome con il Kenko 1,4x; per le 21 siamo pronti a partire, con Ivana che resterà in barca e Gianluigi incredibilmente in acqua in notturna con la sua fotocamera  Nauticam NA-D810.

Quando lasciamo il diving il mare è ancora abbastanza mosso, fortunatamente la baia è comunque praticabile. Ancoriamo e scendiamo in acqua. Mentre Mimmo, Edoardo, Pietro Andrea, Gabriella  e Gianluigi se ne vanno al centro di Puolo, io decido di costeggiare la parete destra, dove c’è anche l’albero caduto in mare, per cercare un itinerario diverso dal solito. Sulla parete si vede qualche bel sarago e poco altro. guardo in tutti ii buchi in cerca di un gattuccio che avevo visto qualche anno fa ma non c’è nulla. Taglio quasi subito verso la parete opposta sorvolando il sabbione dove ci sono i miei amici e raggiungo la parete sinistra dve trovo un bellissimo Pagro. Pochi attimi dopo inizio a rimpiangere l’ottica grandangolare … un gronco di un metro e mezzo si trova fuori tana, in cerca di prede, mi avvicino e provo a farlo entrare nell’inquadratura del Micro Nikkor 60 mm montato sulla mia Nauticam NA-D850 con i flash Inon Z240, cupole Glodive e bracci Flex-Arm. L’impresa è ardua, decido così di fare un primo piano prima di vedrlo sparire in un buchetto della roccia che non immaginavo potesse contenerlo interamente. Tra le alghe c’è anche un pesce ago perfettamente mimetizzato e una coppia di gamberi meccanici. Andrea mi segnala poi la presenza di una lepre di mare che sta nuotando a mezz’acqua, anche in questo caso è difficile farla entrare nel fotogramma e dopo poco lascio campo libero a Gabriella che nel frattempo è sopraggiunta per fotografarla con il minidome. Andrea poi trova una polpessa ed inizia a filmarla con la sua Gopro, non riesco ad inquadrare altro se non il cefalopode e la sua mano.  Termino l’immersione fermandomi a pochi metri d’acqua provando a richiamare con le potenti lampade alcuni piccoli organismi natanti, provando ad effettuare un test per la Blackwater che prima o poi organizzeremo qui a Massa Lubrense. Rientriamo al diving infreddoliti, l’acqua in profondità è veramente fredda, Mimmo infatti quasi trema dal freddo durante la navigazione. Alle 23:30 siamo a terra con mia moglie che ci attende anche lei infreddolita. Mentre sistemiamo tutte le attrezzature e il “Paguro” ci prepara la cena, non ci sediamo a tavola prima di mezzanotte. Restiamo amabilmente a cenare fino all’1:30, quando iniziamo il rientro verso casa in scooter. Una fantastica giornata, festeggiata alla grande!

 

Scoglio Penna – Underwater Photo Days Punta Campanella

Mi alzo dal letto con comodo, l’appuntamento odierno al diving è per le 11 ma io comunque raggiungo Marina della Lobra alle 9. Al mio arrivo trovo già sul posto il Boss di Nauticam Italia Pietro Cremone e Mimmo Roscigno, i ragazzi del diving center sono già in mare per un primo tuffo con i clienti mentre noi fotografi, radunati per l’Underwater Photo Days Punta Campanella usciremo al loro ritorno, verso mezzogiorno. Arrivano via via tutti i fotosub, Luisa e Pierluigi, Raffaele, Gabriella, Francesco, Chiara, Gianmarco, Edoardo e Ivana. A noi si agginge anche Gianluigi che è appena ritornato dall’immersione e prende la sua fotocamera.

Oggi c’è un pò di vento da NE che agita il mare a Puolo dove avevamo pensato di andare, così decidiamo di fare rotta verso Punta Campanella.  Quando arriviamo sul punto c’è già una barca ormeggiata sulla boa, quindi ci spostiamo allo Scoglio Penna. C’è onda anche qui, ma causata dalle tante barche che transitano nei pressi della Baia di Jeranto. Ci tuffiamo e Francesco Rastrelli viene con me, vuole provare la mia Nauticam NA-D850 con il 105 mm ed i flash Ikelite DS161. Passiamo attraverso il buco e raggiungiamo le gorgonie rosse, tutte aperte; l’acqua è limpida e ci sono tanti Anthias. Proseguiamo il nostro giro e passo la fotocamera al mio compagno, me la consegna dopo un poco ed io riprendo a scattare le mie foto ad un bellissimo spirografo. Approfitto anche dell’arrivo di Edo per farmi fare uno scatto e per effettuare un autoscatto all’interno del minidome.  Terminiamo l’immersione sotto la boa, sulla catena di ormeggio è salito un riccio nero. Rientriamo a terra e finalmente ci sediamo al Paguro per mangiare un bel piatto di pasta. Resto a chiacchierare amabilmente a tavola con i miei amici, si stà più freschi qui, il sole torrido brucia l’aria. Alle 17 torno a casa per andare a cambiare obiettivo e muta, prelevare mia moglie che è andata a mare da sola, per poi ritornare in serata con lei al diving dove aspetterà il nostro rientro dall’immersione notturna e per cenare tutti insieme.

 

Puolo con Dario – Immersione Notturna

Caldo torrido, in auto non si può stare, 39,5°C alle ore 14:30 e 29,5°C alle ore 20:15! Unica soluzione è rinfrescarsi in mare. Così raggiungo Puolo per fare immersione con i miei amici dell’Associazione J. Cousteau a cui si aggiunge l’australiano Gaetano Dario Gargiulo che arriva in auto con Francesco De Rosa. 

Aspettiamo il tramonto ed anche che cominci il buio, ma una volta in acqua ancora si vede il chiarore del tramonto. Scendo subito sul sabbione e mi imbatto nella “solita” rete da posta a pochi metri di profondità. La sorvolo segnalandola ai miei amici che invece seguono la parete. Stasera sulla sabbia non c’è nulla, solo qualche rifiuto antropico … taglio verso la roccie e nemmeno tra le pietre “gira” qualcosa d’interessante. Risalgo verso la parete dove ci sono i miei amici e si inizia a vedere qualcosina, una murena, qualche paguro, fin quando arrivo al punto dove avevo visto i pesci ago. Li ritrovo tra le verdi  foglie, due maschi sono insieme nella stessa pianta, mentre una femmina è poco distante tra le alghe brune del fondale. Noto che c’è stato già il passaggio dei miei compagni perchè i longilinei pinnuti sono abbastanza poco collaborativi, forse anche disturbati dalle mie potenti lampade. Riesco a fotografarli insieme con il Micro Nikkor 60 mm montato sulla Nauticam NA-D850, a cui ho abbinato anche la lente Nauticam SMC, montata sul flip per poterla mettere in uso appena necessario. Anche oggi ho configurato il tutto con i flash Inon Z240 con cupole GloDive e bracci galleggianti Flex-Arm. Resta poco altro da fotografare stasera, un grosso paguro con le attinie, alcune uova di calamaro in una spaccatura della roccia ed un piccolissimo gambero vinaio Gnatophyllum elegans, così me ne vado in cerca delle piccole conchiglie tra le foglie di posidonia … e fatico a trovare una Smaragia viridis, mentre l’altra sera ne ho viste tre. Termino l’immersione dopo oltre 90′ tra i ciottoli dove ci sono alcuni pesci lucertola Synodus saurus e un gronco delle baleari Areosoma balearicus che si sotterra davanti ai miei occhi. I miei amici sono già all’asciutto ed asciutti, con le attrezzature già pronte per tornare in auto. Approfitto così del loro aiuto per farmi aprire la muta stagna senza dover ricorrere al cordino per l’evasione dalla muta alla Houdinì, prima di salutarli augurandogli una buona cena. Me ne torno a casa dopo aver sistemato il tutto per poi procedere alle operazioni di lavaggio che si protraggono fino a dopo la mezzanotte. Vado a dormire “cotto” ma sempre soddisfatto, la mia dose d’azoto me la sono procurata anche stasera! 

Scoglio del Vervece

La lavatrice ha terminato il suo programma rapido, i sottomuta sono lavati e stesi al sole, in attesa di essere messi a deposito per qualche mese. È finalmente arrivata l’estate, o almeno, così sembra, quindi ho deciso di abbandonare le due mute stagne per indossare l’uniforme bagnata, che garantisce una diversa vestibilità e praticità. Oggi ho usato la mia Nauticam NA-D850 con il Micro Nikkor 105 mm, una configurazione che non avevo ancora utilizzato. Ho portato con me anche la lente Nauticam SMC avvitata sul pratico flip ed ho utilizzato una coppia di flash Inon Z240 montati sui bracci galleggianti Flex-Arm. 

Arrivo con lo scooter al Punta Campanella Diving alle 8:15, in leggero anticipo sull’appuntamento, preparo la fotocamera e inizio a vestirmi. C’è stata un’imprevista defezione di alcuni clienti che arriveranno nel pomeriggio per cui stamattina siamo in pochi in acqua. Dopo alcuni cambi d’itinerario alla fine si decide di andare comunque allo Scoglio del Vervece come previsto inizialmente. Non bisogna attendere ulteriormente, così saliamo sul gommone per partire quando Virgilio si accorge che la sua maschera graduata si è spezzata in due! Ahimè è costretto a fare da barcaiolo, non potendo usare una normale maschera in sostituzione. In acqua con me scende la neo istruttrice Lisa che effettuerà un giro diverso dal solito, dirigendosi verso il Viale delle Gorgonie gialle. Li seguo nella discesa con acqua molto torbida a causa della fioritura fitoplanctonica, raggiungendo una balza subacquea che avevo sempre erroneamente escluso dai miei itinerari subacquei al Vervece. La parete è molto bella, ricca di gorgonie Eunicella cavolinii e in basso si intravede anche una piccola grotta che visiterò la prossima volta che monterò il grandangolare. Mi fermo a fotografare gli Anthias anthias mentre Lisa prosegue il suo percorso. Solo a bordo saprò che hanno incontrato un bel pesce San Pietro!

Non resto a lungo a fotografarli perché il mio programma odierno è ben preciso …. andare in cerca di una “specifica” Muraena helena … della quale ho chiesto informazioni alla mia amica Antonella che l’ha fotografata in questi giorni. Le sue indicazioni sono preziose e precise, il pesce è nella sua tana e … con lui o lei c’è anche … lo Stenopus spinosus!

Il gambero meccanico arancione è sulla parete della tana, immobile, mentre la murena entra ed esce dal buco assecondando inversamente i miei movimenti. Mi avvicino e si ritrae, mi sposto dal lato della coda dove c’è un altro Stenopus e tira fuori in capo e spalanca le fauci. Il mio intento è proprio quello di far destare dal “sonno” il primo gambero, una femmina con le uova, stimolata dal movimento della murena. Paziento a lungo fin quando ciò che avevo sperato accade, il gambero si sposta e sale sul muso del pesce ma la murena non collabora spalancando la bocca per lasciarsi pulire. Probabilmente l’operazione è stata già effettuata ed il gambero dopo poco passa oltre, rintanandosi dall’altra parte del buco, dove la mia lampada ed i flash non arrivano. Me ne risalgo abbastanza soddisfatto, ma solo per aver “cercato” la situazione e poi averla trovata realmente, bisognerà ritornare per riuscire a cogliere l’attimo giusto.

Si torna così a terra dove risciacquo l’attrezzatura che finalmente posso lasciare al diving, in modo da non doverla portare con me sullo scooter; d’ora in poi potrò viaggiare leggero con il solo borsone fotosub senza grandi ingombri. Rientro a casa in anticipo rispetto al solito, ho così il tempo di andare al supermercato per provvedere al pranzo che consumerò in spiaggia con la mia famiglia allo stabilimento balneare “Salvatore” di Sorrento. Viva l’estate!

 

Marina Grande -Immersione Notturna

Oggi sveglia comoda, la mattinata è dedicata a liberare alcuni scarichi domestici intasati e a mettere in ordine casa insieme a mia moglie. La giornata è magnifica, con un sole splendente ed una temperatura primaverile gradevolissima che invita ad uscire di casa. Scendiamo tutti insieme alle 13:30 a Marina Grande di Sorrento per pranzare dal mio amico Michele O’ Puledrone, che qualche settimana fà ha visto disintegrarsi sotto i suoi occhi il peschereccio su cui era cresciuto, distrutto dalle onde della mareggiata. Sorrento è stata presa d’assalto dai turisti e dobbiamo aspettare a lungo per poterci sedere per mangiare, c’è da attendere anche molto visto che i tavoli sono tutti occupati e la cucina è in overbooking. Sugli stabilimenti balneari ci sono già i primi avventurosi in costume, la giornata è splendida. La lunga attesa però è ripagata dall’eccellente qualità dei piatti ordinati. Ci godiamo il sole in riva al mare e terminiamo proprio quando alle 16:30 l’ombra comincia ad arrivare sul nostro tavolo, abbassando notevolmente la temperatura. 

Rientriamo a casa dopo una passeggiata per le strade di Sorrento gremite di turisti, mi rilasso ancora un pò sul divano, attendendo che le batterie dei flash siano ben cariche e alle 20 mi metto in moto. La strada è affollata di auto, tutto bloccato in uscita dalla città, sono quasi sul punto di desistere, ma effettivamente il blocco è nella direzione opposta rispetto alla mia meta ….. prendo l’attrezzatura, passo al garage a prendere le bombole e mi dirigo di nuovo a Marina Grande.

Faccio tutto con calma perché c’è ancora tanta gente al borgo, sono fortunato nel trovare parcheggio, anche se non al solito posto vicino alle scale. Immancabili le beneauguranti domande di un cuoco del Ristorante Delfino: “Andate a pescare?” e … “ma così non vi bagnate?” ….  me ne scendo in acqua speranzoso. Inizio il mio giro dopo aver attraversato lo specchio d’acqua cristallino con una bassissima marea, decido di fare un tour alternativo, confidando nella scelta.

Raggiungo i 30 metri ed inizio a guardare il fondale fangoso ma cerco anche nel “nero” della colonna d’acqua per scorgere qualche soggetto sollevato dal fondo. Sono abbastanza fortunato perchè dopo poco incontro un capone ubriaco. Inizio a scattare dei primi piani con la lente SMC, ovviamente il pinnuto si sposta dispiegando le colorate pinne pettorali, nel suo spostamento s’incrocia con un secondo pesce, più piccolo che, spaventato, “parte” come un aereoplano dirigendosi lontano. Seguo il primo esemplare fin quando anche lui si congeda dalle mie attenzioni ….

Continuo a cercare e dopo una piccola sogliola pelosa, incontro il polpo di rena Macrotripothus (Octopus) dephilippii. Solleva il capo per guardarmi e subito dopo fugge via … lo seguo e scatto a raffica con la Nauticam NA-D850, l’obiettivo 60 mm ed i flash Inon Z240.

Passo oltre e trovo un piccolissimo scorfano entrato all’interno di una bottoglia di vetro. Dopo aver scattato qualche foto, con il pesciolino in evidente difficoltà, prendo la bottiglia e, svuotandone il contenuto di sabbia misco a pietre, faccio uscire lo scorfanetto all’esterno. Il pesce sembra in grande difficoltà, lo tengo per un poco sul dorso della mano per farlo riprendere, poi lo lascio tornare al sicuro sul fondo, dopo averlo ovviamente fotografato.

Le luci del ristorante illuminano il basso fondale e sono bellissime da ammirare, mi avvicino ed inizio a scattare. Rientrando nel porto incontro alcune Pinna nobilis vive, alcuni labridi addormentati e … tanti rifiuti. All’interno di un bicchierino monouso da caffè un microscopico polpo. La serata è stata particolarmente proficua, non mi sbagliavo …. mentre apro l’auto per posare l’attrezzatura, mi sento chiamare …. è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.

… è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.

 

Marina Grande – Immersione Notturna

20°C alle ore 13 fanno pensare ai cambiamenti climatici, al surriscaldamento del pianeta ma soprattutto …. che è il caso di approfittare per andare a mare stasera prima che il meteo cambi! Così, appena rientrato a casa dopo il lavoro, mi sono rimesso a sistemare la fotocamera nello scafandro con la stessa configurazione di domenica scorsa ed ho rimesso le batterie nei flash Inon Z240.

L’intento è quello di provare a ritrovare “mamma” bavosa ocellata nel barattolo, con la speranza di trovare anche il “papà” in occasione della festività odierna.
Mentre la mia family è in giro per Sorrento, passo per il garage dove monto già l’erogatore e me ne scendo al posticino prediletto …. ma inizia a piovere … Parcheggio vicino alla scaletta ed apro il portellone dell’auto mettendomi al riparo dalla pioggia durante la vestizione. Passa a salutarmi anche il mio amico Francesco, figlio del titolare della pescheria dove mi servo tutti i weekend, il tempo di una foto ricordo, di chiudere l’automobile e sono in acqua.

Scendo subito in profondità in cerca della bavosa ocellata, ritrovo il barattolo con le uova, ma della bavosa non vi è traccia. Guardo in giro e non vedendo nulla, passo oltre. Nel buio la mia lampada illumina ancora una volta l’inconfondibile sagoma del pesce San Pietro, questa volta più piccolo del precedente. Mi avvicino ed inizio a scattare, vorrei riuscire a riprenderne l’occhio con la lente macro Nauticam SMC ma mi è impossibile mettere a fuoco a così breve distanza dal soggetto essendo sospeso nella colonna d’acqua con il pesce che si muove allontanandosi docilmente dalle mie lampade. Gioco per un poco con lui, tentando qualche inquadratura diversa ma non sono soddisfatto del risultato. Lo lascio andare via e ritorno sul fondo fangoso in cerca di altri soggetti. Mentre cerco, mi imbatto in una coppia di occhiali che recupero dopo averli fotografati e raggiungo il basso fondale a ridosso della scogliera. Un capone ubriaco Trigloporus lastoviza riposa sul fondo, mi avvicino e mi abbasso il più possibile sfruttando il mirino angolare Nauticam a  45°, sposto i flash tentando di illuminarlo dal didietro, ma l’animale si sposta continuamente sul fondo, mostrandomi a volte le sue bellissime e colorate pinne pettirali, una di esse è parzialmente strappata e come da “manuale” mi mostra sempre il “profilo” sbagliato …. provo a girargli intorno senza sollevare un polverone, ma il pinnuto inesorabilmente si sposta mostrandomi il verso opposto a quello desiderato. Provo anche qui ad usare la lente ma con il pesce ormai allertato dagli scatti del flash, mi è impossibile avviciniarmi a distanza utile per mettere a fuoco l’occhio. Dopo circa un’ora d’immersione ritorno a terra tra le barche dove residuano tanti rifiuti, alcuni anche pericolosi per la balneazione.

Riapro l’auto e ripongo il tutto a bordo, la pioggia è terminata e posso spogliarmi senza problemi. solo quando rientro a casa e sono alle prese con il risciacquo dell’attrezzatura in terrazzo, riprende la pioggia, ma ormai la serata è già conclusa, resta solo da celebrare la festa del papà con le mie donne!

 

 

 

Marina Grande – Immersione Notturna

I tifosi sono tutti davanti al maxischermo del Bar San Vincenzo di Viale degli Aranci per guardare la partita di calcio del Napoli, quando transito in auto per dirigermi a Marina Grande. La domenica è trascorsa tranquilla con una passeggiata pomeridiana in villa comunale con mia moglie ad ammirare il mare calmo odierno.

Ho preparato la fotocamera in mattinata ma questa volta ho rimesso in uso i flash Inon Z240 che non prendevo da tempo, avendo messo in vendita i miei Ikelite DS161, abbinati ai bracci galleggianti Flex-Arm. È il caso infatti di provare anche l’utilizzo della mia Nauticam NA-D850 anche con questa configurazione, abbinata al Micro Nikkor 60 mm e lente Nauticam SMC.

Arrivo sul posto e parcheggio l’auto, inizio a montare l’erogatore sulla bombola e mi accorgo che sul rubinetto è rimasto montato (dopo la ricarica) l’adattatore INT, mentre io uso solo DIN …… e non ho con me la brugola per svitarlo! Maledizione, ripongo tutto nel bagagliaio e torno in garage, perdo una mezz’ora per sistemare il tutto e nel frattempo davanti al maxischermo si sono assiepati gli spettatori per seguire il derby di Milano. Trovo un posto più comodo di quello precedente, più a ridosso della discesa in mare e inizio a prepararmi. L’acqua è ferma nello specchio d’acqua antistante la spiaggia, entro in mare  rompendo questa calma per iniziare la mia immersione.  

La visibilità non è ottimale, scendo in profondità ed intorno ai 30 metri seguo un percorso diverso dal solito. Qualche triglia, un polpo, una piccola seppia e finalmente nel nero vedo la pinna dorsale di Zeus. Mi avvicino ed inizio a scattare, questa volta invece di fuggire il pesce mi viene incontro, fino quasi ad urtare l’oblò piano, fatico a scattare qualche buona foto perché è troppo vicino. “Lottiamo” per un po’ fin quando non decide di cambiare strada, allontanandosi verso il largo. Bene, sembra essere una serata interessante …. ma mi sbagliavo. 

L’unico sussulto arriva da un barattolo di marmellata …. pieno di uova … di bavosa ocellata. Un vero spettacolo. Dopo qualche scatto sono costretto però ad allontanarmi, non prima di aver preso qualche riferimento sul fondale per poterlo ritrovare lungo il pendio fangoso. L’aria delle bombole è in esaurimento, raggiungo l’interno del porticciolo e guardo tra gli abbondanti rifiuti che residuano in mare,  tra di essi c’è un pesce di plastica tutto incrostato. L’immersione termina qualche minuto dopo tra le barche “addormentate” nel porto, torno a casa felice di aver trascorso qualche attimo d’intimità con il mio mare.