Archivi tag: Minidome ZEN

La Cattedrale di Porto Cesareo

Inizia la competizione e, per essere sul campo gara insieme ai concorrenti, sono costretto anche oggi ad una sveglia alle 6:30. Colazione sul terrazzino del B&B e subito corro al Diving Costa del Sud dove i partecipanti sono radunati alle 7:15 per effettuare i controlli pre-gara. Mi tocca così anche una intera sessione di foto con i vari fotosub per dare inizio alla competizione. Le attrezzature sono state tutte caricate sulla barca e sul gommone che si trasferiranno con un’ora di navigazione a Porto Cesareo, ma senza i subacquei che invece vengono portati sul posto con un pulmino messo a disposizione dagli organizzatori. Alle 8 di mattina parte il bus ed io sono in prima fila per effettuare i selfie di rito. 

Arriviamo alle 9 a Porto Cesareo e qui sul porto si iniziano a montare le fotocamere, in attesa dell’arrivo delle barche. Quando le barche sono in banchina, inizia anche la vestizione fino al rituale megaselfie d’inizio gara.

Lasciamo andare via tutti i concorrenti mentre io salgo a bordo del gommone dell’A.M.P. di Porto Cesareo in compagnia di Graziano, Gianluca e Chiara per andare a fare qualche scatto sul campo gara. L’imbarcazione è tutta a mia disposizione e ne sono molto onorato. Si decide di andare nel punto chiamato “La Cattedrale”, al centro del campo gara. Per non arrecare disturbo agli atleti, decido di non entrare all’interno della grotta, avendola visitata già lo scorso anno. Proseguo lungo la balza rocciosa ed incontro alcuni fotosub, mi allontano da loro trovando qualche piccolo anfratto con le pareti ben ricoperte di spugne e madrepore. Resto in acqua una trentina di minuti perchè il gommone deve ritornare in porto per svolgere altre mansioni. Risalgo così a bordo e ce ne torniamo in porto, mentre la gara prosegue con il cielo che si sta coprendo di nuvole. Mentre attendiamo il rientro del gruppo, resto vestito e mi tuffo di nuovo in acqua in apnea per fotografare una coppia di germani reali che nuota all’interno del porto. Ovviamente quando entro in acqua la coppia si allontana. Decido così di andare a scattare qualche foto ai pescherecci ormeggiati, con la speranza di sorprenderle mentre si spostano tra le boe e le barche. Quando rientrano le barche ormai la pioggia è imminente, ci si spoglia in fretta e si ritorna in bus a Santa Caterina mentre le barche rientrano via mare. 

Arrivati al diving lavo tutta l’attrezzatura e mi sposto presso il bar dove, in compagnia di Mimmo, Andrea e Rosa, prendiamo un aperitivo, mangiamo un panino e gustiamo i dolcini offerti dal mio amico Mimmo Tritto. Mentre tutti sono intenti a sostituire le bombole e cambiare le ottiche alle fotocamere, in previsione della seconda immersione che si effettuerà a Punta Lea, me ne vado a riposare, saltando l’immersione, mentre il meteo migliora di nuovo. 

Alle 18:00 ritorno al diving per sistemare i borsoni sub in previsione della partenza di domani, quando, dopo la giuria, prenderemo la via di casa. Approfitto così per fare una passeggiata e mangiare un gelato. In serata ci spostiamo presso una bellissima masseria, dove ceniamo tutti insieme e dove riceviamo un bellissimo e gradito omaggio, un disegno-caricatura realizzato per ciscuno dei giurati. 

 

 

Aereo Junker 88 con Mimmo

La giornata inizia con la sveglia alle 8 ed un bel sole che ci godiamo mentre siamo sul terrazzino del B&B per la prima colazione.  

L’attrezzatura è già pronta da ieri, non ho toccato nulla lasciando lo scafandro chiuso ed ancora “sottovuoto”, non ho nemmeno ricaricato le batterie dei flash che sono sufficientemente cariche. L’appuntamento al diving Costa del Sud è alle 9:30 ma nel frattempo il meteo è repentinamente cambiato, con vento forte e grandi nuvoloni che hanno oscurato il cielo. 

Partiamo con la barca ed arriviamo sul punto dopo una navigazione di circa trenta minuti. Il segnale sullo scandaglio ci dice che siamo sul punto esatto, viene calato un piccolo ancorotto a cui è assicurata una boa bianca per evitare di calare l’ancora sull’aereo e danneggiarlo. L’ancora infatti viene assicurata al fondo decine di metri sopra vento, in modo da consentirci di saltare in acqua quasi nel punto preciso dove si trova l’aereo.

Alex ci guida lungo la cima, la visibilità non è ottimale, un pò buio a causa delle nuvole. Man mano che scendiamo si inizia a vedere la sagoma del relitto adagiato sul fondo in assetto di volo. Solo la coda è spezzata, tutto il resto è al suo posto, con anche l’antenna sul cupolino. E’ uno spettacolo davvero emozionante, un’immersione che lo scorso anno non mi è stato possibile effettuare ed alla quale non avrei rinunciato per nessun motivo. Restiamo sul fondo a 35 metri di profondità per i venti minuti programmati, avevamo portato in barca anche due bombolini da 7 litri caricati ad EAN 50% ma abbiamo deciso di non utilizzarli date le ridotte dimensioni del relitto, privo di passaggi interni come a volte avviene per le navi. Alzo gli iso della fotocamera per recuperare luce e lascio spenti i flash, solo quando mi avvicino li accendo per tirare fuori i colori delle spugne che incrostano la fusoliera ed i motori del velivolo. I minuti trascorrono veloci ed il computer Shaerwater Perdix che ho prontamente ricomprato, mi indica 10 minuti di decompressione da effettuare. Questi minuti invece sono interminabili, come lo sono sempre i giri dell’orologio quando bisogna attendere per desaturarsi,  finalmente risaliamo a bordo tra le onde e con il cielo ancora più coperto. 

Una volta rientrati a terra e posate le attrezzature, raggiungiamo Andrea e Rosa Giulianini che sono a pranzo nei pressi del diving. Incredibilmente il meteo migliora ed il cielo si pulisce dalle nuvole. 

Dopo aver mangiato un boccone, andiamo a fare la doccia e riposare, nel pomeriggio alle 17 ho un impegno importante … ci sarà una mia presentazione con tema “Fotografia Notturna”, organizzato presso un’antica masseria di Santa Caterina di Nardò, per i concorrenti della gara fotosub.  A seguire la cena per assaggiare alcune specialità della cucina salentina!

Mar Piccolo di Taranto con Mimmo, Gianluca e Francesco

Oggi la sveglia suona alle 5:30, devo sbrigarmi a fare colazione e vestirmi in tempo per raggiungere il mio amico Mimmo a Torre Annunziata alle ore 7. Riesco a rispettare i tempi perfettamente, avendo già caricato l’automobile in serata, ho dovuto solo imbarcare in macchina la fotocamera ed i vestiti per qualche giorno di relax in Salento. Ci siamo anticipati di un giorno per raggiungere Santa Caterina di Nardò dove saremo impegnati a giudicare le fotografie subacquee che saranno scattate dai partecipanti al 2° Trofeo SalentoSub 2019. Il viaggio procede spedito ed arriviamo alle 10:30 al Centro Commerciale La Mongolfiera di Taranto, con mezz’ora di anticipo sul calcolo del navigatore satellitare, dove ci incontreremo con Gianluca Romano, l’inarrestabile organizzatore del concorso fotografico salentino. Gianluca arriva puntualissimo alle 11, nell’attesa noi abbiamo approfittato per effettuare una “visita” alla toilette della struttura. Dopo i saluti, in pochi minuti siamo al punto dal quale entreremo in acqua nel Mar Piccolo. Mentre sistemiamo le attrezzature e le automobili, ci raggiunge Francesco Pacienza che, assiduo frequentatore del luogo, ha da effettuare alcune prove con uno scafandro subacqueo per smartphone, con comandi ottici completamente remotati all’esterno da una specifica applicazione che deve essere messa a dura prova prima di essere rilasciata definitivamente per la vendita.   

Alle 12 siamo in acqua. Ho indossato la muta stagna per poter restare in acqua a lungo, sono previste oltre due ore d’immersione e la temperatura dell’acqua ancora non è estiva, a causa del meteo  che continua ad essere poco stabile.  Partiamo tutti insieme ma immediatamente ci perdiamo di vista, ogn’uno segue il suo percorso di ricerca di soggetti da fotografare che sono tantissimi. Abbiamo tutti optato per il minidome, in particolare io ho abbinato il Sigma 15 mm sulla mia Nauticam NA-D850, con i flash Ikelite DS161. Gli spirografi sono dappertutto, ma non così tanti come mi hanno raccontato gli amici. Anche i crinoidi sono praticamente spariti, mentre un tempo tapezzavano completamente le strutture immerse nell’acqua. E’ in ogni caso un gran bel vedere, ghiozzi, bavose, nudibranchi, anellidi, ascidie, spugne e granchi.  Mentre sono intento a guardare alla base dei gambi degli spirografi in cerca di cavallucci marini, vengo “catturato” dal colore arancio di un verme piatto Yungia aurantiaca …. solo un attimo dopo metto a fuoco la situazione eccezionale, che solo il Mar Piccolo di Taranto può regalare … il verme piatto è salito sul corpo di un ippocampo maschio con la tasca piena dei suoi piccoli. Le prime foto non sono ottimali perchè scattate dal punto di ripresa sbagliato, giro intorno al soggetto e mi posiziono nel punto adatto ma ho difficoltà ad infilarmi tra gli spirografi senza farli chiudere. Intanto il verme arancione passeggia sul pesce che inizia a fissarmi dritto negli occhi. Scatto una sequenza  d’immagini avvicinandomi sempre più, peccato che proprio nel momento in cui ho raggiunto la posizione ottimale e “definito” l’inquadratura desiderata, il verme è andato ormai via dal corpo del cavalluccio e scivola lungo il tubo allontanandosi dalla scena. Il cuore mi è salito in gola, è stata una grande emozione poter ammirare una tale situazione insolita, confermando così la peculiarità di questo sito d’immersione dove Francesco aveva immortalato una Cromodoris luteorosea (oggi abbondantissime) passeggiare su un cavalluccio marino.  Ne vedo almeno altri 5, delle due diverse specie, sia maschi con il “pancione” che femmine, ma tutti dal colore bruno scuro. Nonostante le 100 Bar residue nel monobombola 15 litri risaliamo dopo oltre 120 minuti, soddisfatti e stanchi, con un leggero mal di schiena causato dalla posizione inarcata verso la superficie. Risaliamo incredibilmente tutti insieme, ritrovandoci a ridosso del pontile di cemento. Questo luogo è magico e pieno di sorprese ed avrebbe “meritato” un secondo tuffo con una configurazione macrofotografica, ma è anche ricco di … rifiuti antropici di ogni genere, plastici e non, con il fondale completamente coperto da vecchie reti di plastica che si usano per contenere i famosissimi mitili tarantini. Sistemiamo tutte le attrezzature e ci mettiamo in viaggio per Santa Caterina di Nardò con Gianluca che ci fà da guida attraverso le stradine interne per “tagliare” gran parte del percorso, mentre Francesco se ne torna a casa. Pranziamo mentre siamo in auto con i panini portati da casa e dopo 90 minuti arriviamo a destinazione. Raggiungiamo il Diving Costa del Sud, dove campeggia un enorme poster pubblicitario dell’evento, scarichiamo le attrezzature e ci fermiamo a prendere un caffè al bar del porto e per incontrare i nostri amici pugliesi. Verso sera ci sistemiamo nelle camere ed andiamo a cena in un locale lì vicino dove non può mancare un bel boccale di birra! Domattina si va ancora in acqua a vedere il relitto dell’aereo Junker 88.

Punta Campanella e Scoglio Penna con Gabriella

Quando la sveglia suona alle sette ma tu sei andato a dormire alle tre di notte per attendere il rientro della figlia Lidia dalla gita scolastica, sei tentato di lasciar perdere e restare a dormire … poi pensi all’occasione del giorno che potresti perderti e salti giù dal letto, pronto a mettersi in moto per andare a mare. Raggiungo il Punta Campanella Diving Center con lo scooter dove ci sono Andrea, Gianluigi, Rosy e Virgilio, mentre è in arrivo Gabriella da Napoli per il doppio tuffo odierno. Quella di oggi è una piccola anteprima del Nautica Day che si svolgerà qui al diving a fine giugno, con le fotocamere in bella mostra.

Quando tutte le bombole sono sul gommone, partiamo dal porto per raggiungere Punta Campanella, il mare è calmo ma il cielo è coperto, con un continuo rischio di pioggia. Una volta ormeggiato il gommone alla boa predisposta per le immersioni,  seguo Gianluigi e Gabriella con le loro nuove fotocamere Nauticam NA-D810 e raggiungiamo alcuni scogli isolati sui quali non ero mai andato.  Il posto è interessante e mi fermo a fotografare, dimenticando di seguire ancora Gianluigi che invece raggiunge uno scoglio più distante dove c’è una Gerardia savaglia. Quando siamo sulla via del ritorno si vede un grande rete da pesca che copre completamente il fondale, coprendo le gorgonie. All’interno della rete c’è anche uno scorfano che fotografiamo a turno. Terminiamo il tuffo sotto il faraglione coperto dalle margherite di mare. Quando risaliamo, sulla superficie dell’acqua si sono accumulati rifiuti portati sotto costa dal vento, buste di plastica e … una scarpa galleggiante che sembra una Physalia physalis (caravella portoghese). 

Attendiamo una quarantina di minuti prima di tornare in acqua dall’altro lato della Baia di Jeranto, allo Scoglio Penna. Gabriella approfitta del “Servizio Ristorazione” dello staff del Punta Campanella Diving Center, con Rosy che “somministra” lo spuntino alla fotosubbina. Scendiamo attraversando il foro nello scoglio ed usciamo all’esterno del faraglione mantenendo la parete alla nostra sinistra. Speriamo nell’incontro dei barracuda, ma non ci sono oggi, nel contempo però, ci sono tanti spirografi che ondeggiano in corrente. Terminiamo l’immersione all’interno dello scoglio dove alcuni sciarrani hanno puntato un polpo. Quando mi avvicino i serranidi vanno via, lasciando il polpo da solo davanti al minidome  Zen della mia Nauticam NA-D850. Statto una serie di immagini, poi lascio campo libero a Gabry che nel frattempo è in arrivo passando dal buco. La stanchezza si fa sentire così decido di risalire, ormai soddisfatto. Rientriamo al diving e dopo un rapido risciacquo delle attrezzature, torno a casa per il pranzo e per riposare finalmente un pochino. 

Alle 17 ho un nuovo impegno, devo assistere (e fotografare) alla presentazione della nuova collezione di profumi artigianali “Septimontium II” dello stilista  Mauro Lorenzi presso la casa comunale e non posso mancare!

Vervece con Punta Campanella Diving Center

Le gocce di una leggerissima pioggia si accumulano sulla visiera del casco. Quando raggiungo il diving a Marina della Lobra alle ore 8 del mattino, la pioggia è terminata ma il cielo è ancora carico di nuvole, mentre il mare è calmo, “spianato” dal vento di scirocco.

Al Punta Campanella Diving Center c’è Andrea, intento a sistemare le bombole dei clienti che sono in arrivo. Siamo ormai pronti per imbarcare ed andare allo Scoglio del Vervece quando una coppia di stranieri che avevano prenotato l’immersione, ci raggiungono  con un’ora di ritardo. Gianluigi e Vittoria si adoperano per vestirle completamente e finalmente prendiamo il mare. Appena siamo sul posto mi tuffo con la Nauticam NA-D850 assemblata con il Sigma 15 mm, il minidome Zen ed i flash Ikelite DS161. Ho indossato di nuovo la muta stagna in neoprene che è stata riparata ed il vecchio computer subacqueo che usavo prima di smarrire il mio Shaerwater in Calabria. L’acqua è abbastanza limpida ma la visibilità è attenuata fortemente dalla scarsa luminosità. Scendo verso le gorgonie rosse ma non raggiungo il solito punto, andandomene alla ricerca di qualche angolo meno usuale. Subito incontro delle uova di calamaro su una Paramuricea, in una spaccatura poi si mette in mostra una bella musdea e più avanti c’è un grosso scorfano. In ogni buco si vede una murena mentre oggi non sivedono le cernie ed i barracuda. Le popolazioni bentoniche sono molto cambiate in questi anni, ormai è predominante un “tappeto” algale che ha completamente soppiantato il “coralligeno” che era presente anni addietro, questo posto che conosco fin da bambino è ormai un sito d’immersione diverso da quello che ho ammirato per oltre 40 anni, sempre bello ma assolutamente diverso. La fanno da padrone le alghe brune e rosse, tra di esse sono presenti tanti spirografi che invece erano una rarità in questo posto, alle donzelle si sono sostituiti i tordi, in particolare Synphodus ocellatus e S. tinca. Le margherite di mare fortunatamente sono in ricrescita in molti punti, anche se le colonie sono di dimensioni molto ridotte rispetto al passato, quando furono distrutte dall’azione dei datterai. Terminiamo l’immersione dopo circa 60′ quando rientriamo alla base per sciacquare le attrezzature. I miei amici si organizzano per il secondo tuffo mentre io me ne torno dalla famiglia per il pranzo. Mentre sono sullo scooter sulla via di casa, riprende una leggera pioggerella, ma non importa, oggi sono tornato in mare e questo è fondamentale!

Pellaro con Domy – Immersione Notturna

Tutti pronti, saliamo sulla Toyota di Domy e ce ne torniamo a Pellaro per l’immersione notturna. Prepariamo le attrezzature sul muretto e qui commetto un grave errore di distrazione. Appoggio il computer subacqueo Shearwater su uno dei faretti e mi vesto senza indossarlo, chiacchierando amenamente con Domy, Giuditta e le ragazze.

Quando scendo in acqua con la fotocamera tra le mani inciampo in un sasso in acqua, procedo in ginocchio non riuscendomi ad alzare e finalmente indosso le pinne, tenendo lo scafandro nella mano destra. Inizio a scendere e dopo aver sorvolato una scogliera sommersa raggiungo Domy che mi sopravanza. Mi accorgo di non avere il computer, lo segnalo al mio compagno, ipotizzando di averlo   dimenticato in auto e proseguiamo … anche questa serata è ricca di soggetti, mazzancolle, una enorme seppia, alcune “gallinelle” tra gli spirografi e gli immancabili gamberetti. Ogni tanto diamo uno sguardo nella colonna d’acqua dove il plancton è ancora abbondante, con iridescenze e forme magnifiche. Con grande piacere rivedo alcuni celenterati che da anni non incontravo, le Halcampoides purpurea che catturano i piccoli crostacei con i tentacoli stesi in corrente. In risalita troviamo un granchio facchino Dromia personata che passeggia ondeggiando sul fondo con le sue enormi chele ed ancora una mazzancolla.

Ritorniamo a terra e qui mi rendo conto di non aver lasciato il computer subacqueo nell’auto, inizia un grande sconforto, spero di averlo dimenticato in camera ma quando vado a riguardare la foto scattata con il telefonino alla fotocamera sul muretto, mi accorgo con certezza di averlo smarrito in acqua. Ritorniamo indietro e andiamo alla pizzeria Naif da Angelo per cenare, non mi lascio abbattere dall’importante perdita, confidando di poterla ritrovare domani mattina. Così il programma della prossima giornata viene stravolto, rimandiamo la partenza prevista per le 8 a dopo l’immersione di ricerca & recupero, sperando che sia fruttuosa!

 

Pellaro porticciolo con Domy, David, Cristina e Umberto – Immersione Notturna

Il pomeriggio riprende con una passeggiata sulla spiaggia e qualche foto in piscina con Lidia, il telefono squilla in continuazione con i familiari ed amici che chiamano per farmi gli auguri.

Ritorniamo al diving dopo aver preparato le attrezzaute in camera e ci trasferiamo di nuovo a Pellaro per la notturna. Aspettiamo che faccia buio chiacchierando sulla banchina in attesa di immergerci.

Quando entriamo in acqua c’è ancora tanto plancton, subito vediamo una coppia di cavallucci marini, ma essendo sistemati in una posizione poco fotografabile insieme, vado via subito. Immediatamente viene fuori dal buio un grande pesce civetta a cui dedico pochi scatti pur di non perdere il gruppo dei miei amici che sono più avanti di me. Anche stasera ci sono milioni di gamberetti e diventa complicato fotografare, persino un capone ubriaco scompare dietro la frenetica massa rosa di crostacei.  Domy infatti ha raggiunto una Pinna nobilis morta che ospita una bavosa ocellata con le uova, le luci attraggono i gamberetti e la bavosa approfitta per una cena extra. Attendo un poco poi “segnalo” la mia presenza a Domy afferrandolo per una gamba! Con grande fairplay mi lascia fotografare ma ormai la bavosa ha fatto già il pieno di krill.

Proseguiamo e incontro alcune mazzancolle, mentre guardando nella colonna d’acqua si vedono ancora decine di Salpa maxima attorniate da altre piccole presenze planctoniche. Un vero spettacolo! Quando siamo sulla via del ritorno mi imbatto in una scolaresca di pesci civetta, cinque o sei piccoli esemplari dai colori più bruni che stazionano sul fondo. Mi avvicino ed inizio a scattare, cominciano a sollevarsi davanti al mio obiettivo Sigma 15 mm quasi come una squadra di aereoplani delle Frecce Tricolori, seguirli tutti è difficile e si solleva anche subito un gran polverone, ma lo spettacolo è magnifico.  Sotto la scogliera infine, una coppia di granchi in amore si lascia avvicinare per qualche attimo prima di allontanarsi in un luogo più appartato dove completare l’accoppiamento. Gli ultimi metri che mi dividono dalla spiaggia sono pieni di meduse Pelagia noctiluca che catturano l’abbondante plancton per cibarsene. 

Quando risaliamo sulla terraferma è tutto un susseguirsi di esclamazioni di gioia e felicità, tale atmosfera si trasferisce anche a tavola dove, presso la Pizzeria Naif di Angelo, non mancano le birre, ma soprattutto si mangia una ottima pizza.

 

San Gregorio con Domy, David, Cristina Filippo ed Umberto

Inizia una nuova giornata di mare con una bella colazione in terrazza, oggi è anche il mio onomastico e quindi una giornata ancora più bella, da trascorrere sott’acqua con i miei amici. Dopo aver caricato le attrezzature in auto e prese le bombole al diving, ci dirigiamo in zona San Gregorio, dove si spera d’incontrare alcuni soggetti particolari, dalle lunghe antenne … 

Sono in auto ospite di  Umberto, con Lidia e le ragazze, mentre gli altri sono nel pick-up di Domy, qui ci raggiunge anche Filippo. Anche oggi c’è corrente e gli spirografi ondeggiano nell’acqua ancora un poco torbita a causa del mare mosso.  Raggiungiamo il punto in cui erano state avvistate alcune aragoste ma dei crostacei non vi è traccia.

Ce ne ritorniamo a terra dopo una piacevole passeggiata, trasferendoci in una nota gelateria dove pranziamo con granite, brioche e gelato! 

Soddisfatti e sazi, torniamo in hotel a riposare, in previsione dell’uscita serale.

Pellaro con Domy, David e Umberto – Immersione Notturna

Il pomeriggio si anima nei pressi della piscina, David e Cristina vogliono fare uno shooting fotografico per un loro partner tecnico, io mi dedico con piacere, richiedendo in cambio uno scatto anche per il mio sponsor tecnico Nauticam! 

Di lì a poco siamo di nuovo in partenza per un’immersione notturna, questa volta saremo solo in quattro in mare, destinazione Pellaro. Prepariamo le attrezzature e scendiamo in acqua. C’è una forte corrente che piega gli spirografi e c’è tanto plancton ancora, insieme a milioni di gamberetti che si ammassano davanti alle lampade e che rendono difficile fotografare qualsiasi cosa. Subito incontriamo una coppia di caponi ubriachi, più tardi un pesce civetta, delle mazzancolle e alcune seppie. La serata è ricca di divertimento e si conclude a casa di Domy, sorseggiando una bottiglia di Rum d’eccellenza, come l’amicizia che ci unisce!

Solo a tarda sera, prima di andare a nanna, tolgo la memory card dalla fotocamera e scarico le foto sull’Hard Disk, subito dopo metto le batterie in carica e si va a dormire, domani si replica!

Pellaro con Domy, David, Cristina ed Umberto

Suona la sveglia alle 7, chiamo Lidia ci vestiamo ed andiamo a fare colazione in terrazza dove ci attendono David & Cristina,  c’è ancora molto vento e bisogna far abbassare le tende al cameriere per far sì che non voli tutto via dal tavolo.

Rientriamo in camera e prendiamo le attrezzature, non ho smontato nulla nè scaricato le foto di ieri sera, ho lasciato la stessa configurazione con Sigma 15 mm, minidome Zen e flash Ikelite DS161 sulla Nauticam NA-D850. Mentre siamo in auto ricevo alcune telefonate di lavoro, anche se sono in ferie non posso trascurare i miei “clienti”, fortunatamente sono tutte cose differibili, delle quali mi occuperò nel pomeriggio, adesso ho da fare!

Raggiungiamo il punto d’immersione e ci vestiamo, attraversiamo il piccolo tratto tra le foglie e raggiungiamo la spiaggia dove ci immergiamo. Scendiamo sul sabbione per fotografare una coppia di bavosa ocellata che hanno deposto le uova in una Pinna nobilis morta mentre David, con l’obiettivo macro, andrà in cerca di un piccolo esemplare della rara cernia di Aifa che alberga all’interno di un’altra nacchera morta. Appena scesi in acqua Domy mi mostra una piccolissima medusa Pandea conica, una creatura piccolissima che fotografo a stento con il minidome, mi raccontano che i giorni passati ve n’erano a centinaia, questa è l’unica che ho visto qui e per la prima volta in vita mia. Troviamo subito la prima nacchera ma dentro c’è solo il maschio a difesa delle uova. Cristina resta con me ed approfitto di lei per qualche scatto, mentre Domy e David vanno a cercare la cerniotta. Il pesce entra ed esce dalla conchiglia, migliaia di “perline” si scorgono all’interno delle valve, con i piccolissimi occhi dei nascituri ben visibili. Ci spostiamo e raggiungiamo la seconda nacchera dove David è intento a scattare foto alla piccola cernia. Non posso resistere comunque a scattare con il minidome qualche immagine, ma spero di poter ritornare anch’io con la lente macro.

Rientriamo alla base e dopo aver steso l’attrezzatura al diving e sistemato un flash di David che aveva un banale ma importante problema con una vite, ci fermiamo a mangiare a casa di Domy che, per l’occasione speciale, tira fuori … il capocollo di famiglia! Un grande onore mi è stato concesso, il prezioso salume viene consumato solo con i veri amici! 

Viene anche “sacrificata” una colomba al cioccolato che sembrava inizialmente non interessare a nessuno … invece si è “volatilizzata” dopo poco! Ritorniamo in camera e prima di un riposino, mi dedico alle faccende lavorative che avevo lasciato in sospeso, più tardi si torna in acqua  per l’immersione notturna.