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Cala di Puolo con Punta Campanella Diving

Dopo giorni fermi ai box a causa del mare agitato, oggi finalmente si torna in acqua. Il mare è ancora mosso e torbido, non ci sono molte opzioni disponibili … ripieghiamo alla Cala di Puolo dove il mare consente l’immersione in sicurezza. Raggiungiamo Punta Lauro dove mi tuffo insieme a Gianluigi, mentre il resto del gruppo, compreso Mimmo, si tuffa al centro della baia. Nei primi metri l’acqua è terribile …. più sotto migliora sensibilmente, essendo anche più fredda. Subito mi infilo in una piccola grotta dove staziona una bella cernia bruna che non faccio n tempo a fotografare. Proseguo di poco e ne vedo un’altra più piccola. Negli anfratti della parete c’è tanta vita: scorfanetti, castagnole, re di triglie e gamberi meccanici. Mi diverto a scattare con il 105 mm anche se avrei dovuto portare anche la lente macro +15 e lo snoot per fotografare i tanti nudibranchi che ho visto. Trascorro circa 70′ in massimo relax fin quando decido di terminare l’immersione, leggermente infreddolito. Anche oggi ho osservato alcuni “gusci” di Pinna nobilis morte, così come riferitomi anche da Mimmo e Virgilio che ne hanno viste altrettante morte. La situazione è preoccupante, speriamo di trovarne qualcuna ancora in buona salute nelle prossime immersioni. Una volta ritornato al diving, saluto gli amici e me ne vado a prendere il sole con la mia famiglia che mi attende in spiaggia a Sorrento. E domani si replica con amici in arrivo!

Mitigliano con Antonio e Giancarlo

Grande giornata del Poseidon Team A.S.D. quest’oggi! Giancarlo Crimaldi è in viaggio da Napoli per Sorrento con il suo gommone, io ed Antonio lo attendiamo al porto dopo aver trasportato le ingombranti attrezzature sugli scooter. Il tempo di saltare a bordo e siamo di nuovo in movimento verso la Cala di Mitigliano. Il mare è calmo ed il sole rovente, a tratti insopportabile con una temperatura dell’aria percepita vicina ai 50°C. 


Giancarlo ha intenzione di provare ad utilizzare un grandangolare sulla sua Isotta D500, per cui montiamo il mio minidome con il 10.5 mm per fargli fare qualche prova, io invece ho montato il 105 mm sulla Isotta D7200, Antonio Mario invece è alle prese con le prove con flash esterno della sua Canon G16. 

Quando ci tuffiamo, nella baia regna una sufficiente calma. Acqua discreta, non limpidissima.  Programmo con Antonio un giro in senso antiorario, mentre Giancarlo spazierà in apnea in superficie. Come al solito si incontrano decine di specie ittiche diverse, un vero paradiso per i “safaristi” ed un ottimo campo di allenamento per gli atleti del Poseidon Team. Devo combattere con un iniziale scarso feeling con la configurazione montata, spesso mi “perdo” i soggetti quando sono troppo vicini. Dopo un poco di rodaggio comincio a “carburare”. Trascorriamo oltre 120′ sott’acqua, vedo volare davanti a me anche un’aquila di mare, fin troppo vicina per riuscire a fotografarla per intero, fin quando risaliamo sul gommone.

Giancarlo è ancora in acqua, lo avvisiamo di avvicinarsi a noi perché ci sono due bellissime meduse polmone, e con l’obiettivo grandangolare è il caso di fotografarle! Si avvicina e inizia a scattare. Lo vedo molto distante dal soggetto, non abituato ad usare questa ottica … mi tuffo solo con la maschera e lo “spingo” vicinissimo ai tentacoli urticanti. Lo assisto suggerendo le posizioni migliori per immortalarle …. infine risaliamo affamati. Torniamo a Sorrento dove mangiamo un gustoso gelato ed il “doveroso” caffè post immersione. Ci salutiamo felici per la bellissima giornata trascorsa insieme. 

Vervece con Ass. Jacques Cousteau

Ieri ci siamo dati un appuntamento di massima, confermato solo in serata quando Nicola ed Antonella hanno inviato il fax con il mio nome alla guardia costiera per l’autorizzazione. Così stamattina, dopo aver tirato tardi ieri sera per seguire le mie figlie ad uno spettacolo di danza in piazza, mi sono svegliato prestissimo per preparare l’attrezzatura fotografica ma non ho cambiato configurazione lasciando il 105 mm sulla Nikon D800. Raggiungo il Punta Campanella Diving dove mi attendono Nicola ed Antonella, Francesco, Immacolata, Raffaele ed Emanuela, insieme ad altri componenti dell’associazione. Saliamo sul gommone e presto siamo al Vervece. L’acqua è limpida, mi trovo a guidare il gruppo dei fotografi verso le gorgonie rosse. Subito incontriamo un grande branco di barracuda, scendiamo in profondità dove si incontrano alcune cernie brune e qualche “dotto”, di lontano anche qualche grosso dentice è in caccia tra le castagnole che “punteggiano” di nero il blu intenso dell’acqua. Arrivo tardi ad ammirare una bella musdea in una spacca, ormai mi mostra solo la coda dopo esser stata immortalata da Antonella, Francesco & Co. Proseguiamo nel giro ed incontro un piccolo branco di corvine che sosta al limitare del tremoclino,  quando mi avvicino cominciano a nuotare portandomi in giro per lo scoglio. Termino l’immersione sotto la parete dove tra scorfani, murene, bavose e donzelle c’è sempre tanto da osservare. Volteggiano a poca acqua anche un gran numero di saraghi pizzuti e maggiori ed è uno spettacolo guardarli mentre si dedicano alla ricerca di cibo tra le alghe. 
Rientriamo a terra e subito mi spoglio per tornare presto a casa per andare a vedere il Gran Premio d’Ungheria di F1 in TV, con le due Ferrari in prima fila.

Puolo con Antonio Mario

Faccio qualche telefonata per organizzarmi perché al diving non c’è posto, con un gruppo numeroso in uscita … mi organizzo per una uscita da terra con il mio amico Antonio Mario, per assisterlo nei suoi allenamenti in vista del Campionato Italiano di Safari Fotosub in cui difenderà i colori del Poseidon Team A.S.D. insieme a Gianpiero Liguori, Giancarlo Crimaldi e Mimmo Tritto. Così, dopo aver recuperato le attrezzature in garage, passo a prenderlo sotto casa. Raggiungiamo la spiaggia di Puolo ma ci accorgiamo di aver dimenticato la boa segnasub! Iniziamo a rientrare in garage ma la fortuna vuole che lungo la strada incontro i miei amici Nicola ed Antonella dell’Associazione Jacques Cousteau … loro hanno il pallone! Giro l’auto e torno in spiaggia a preparare le attrezzature.

Sono le 9:00 e la spiaggia è già colma di bagnanti … fortunatamente il posto dove abitualmente ci vestiamo è libero così guadagniamo subito l’acqua anche perché la temperatura è torrida.

I primi metri sono bianco latte a causa della risacca, poi fortunatamente la visibilità migliora di molto. Ci fermiamo quasi subito a fotografare alcuni saraghi a pochi metri d’acqua, poi scendiamo sul sabbione che di solito “frequentiamo” di notte. Sul pendio ci sono alcuni rombi, i pesci lucertola, le tracine ed i pesci pettine. Anche una piccola seppia si lascia sorprendere prima di fuggire via spruzzando il nero. Proseguiamo lungo la parete dove vediamo incontriamo un tordo ocellato indaffarato nella costruzione del nido ed alcune piccole cernie, brune e dorate. Ritorniamo dopo circa 120′ nell’acqua torbida piena di bagnanti. Concludiamo la bella giornata al bar a Sorrento con un bell’aperitivo.

Cala di Puolo con gli amici della “Jacques Cousteau”

Dopo tante immersioni notturne, finalmente riesco ad organizzarmi per un tuffo diurno. Il weekend è infatti soleggiato ed anche la temperatura dell’aria inizia ad essere più gradevole, l’acqua è limpida ed il mare calmo. L’appuntamento è alla Cala di Puolo con Antonella, Nicola, Francesco, Raffaele ed altri ragazzi appartenenti all’associazione Jacques Cousteau, sul piazzale antistante il porticciolo. Attendo l’arrivo di tutti e poi iniziamo la vestizione, trasportiamo le attrezzature fino alla scogliera e ci tuffiamo nell’acqua gelida. Quasi immediatamente perdo i miei compagni, attardati da un problema alla bombola di Francesco. Costeggio la parete di roccia in cerca di soggetti per il Micro Nikkor 105 mm montato sulla Nikon D7200., anche se sono stato indeciso fino all’ultimo su quale configurazione montare. Quasi subito trovo una coppia di Janolus cristatus, ma i problemi di vista che cominciano ad insorgere mi rendono difficoltosa la corretta  composizione dell’immagine. Poco più in la una Felimare picta e un piccolo scorfano. In una profonda buca un bellissimo esemplare maschio di gattuccio riposa nella sua tana, impossibile fotografarlo a dovere. Proseguo la mia immersione in solitaria tra le foglie di Posidonia oceanica per poi far rientro verso la scogliera dove ritrovo Raffaele e poi il resto del gruppo. Tra i massoni  ecco che trovo un’altra Felimare picta dal colore molto più giallo, e poi una coppia di Aplysia dactylomela, in accoppiamento. Devo spostarmi di qualche metro per inquadrare tutta la scena, con risultati scarsi. Che peccato, il Tokina 10-17 mm sarebbe stato proprio appropriato per questa situazione, in verità anche il mirino magnificatore che ho dietro lo scafandro della D800 non sarebbe stato male … vabbè, è giunto il momento di andare dal mio amico ottico per farmi preparare una bella maschera graduata. La giornata è sempre bellissima quando riesco a prendere una boccata d’azoto, anche oggi lo è stato e mi aiuta ad iniziare una nuova settimana di lavoro.  

Safari a Nerano con Antonio e Giancarlo

Un vento gelido da Nord soffia da giorni rendendo il mare agitato, fortunatamente la Penisola Sorrentina ha un versante Sud …. che è riparato dal vento. La temperatura è comunque molto rigida fin dal mattino, con l’auto che alle  8:00 segna 3°C. Passo a prendere Antonio a casa, ci fermiamo a prendere il caffè e ci avviamo a Nerano dove ci raggiungerà il nostro compagno d’immersione Giancarlo che proverà per la prima volta una fotocamera reflex. Quando arriviamo a Marina del Cantone il paesaggio è idilliaco, il mare calmo, un caldo sole ed il cielo limpido, con vento assente. Scarichiamo le attrezzature e ci vestiamo sulla spiaggia, da cui partiamo per il nostro giro. L’acqua sotto costa è biancastra, mentre più al largo si pulisce ma non è cristallina come appariva dall’alto. Trascorriamo oltre 120′ tra le “isole” di Posidonia oceanica e le radure sabbiose. Ci divertiamo così ad effettuare un pò di scatti, un allenamento in vista delle future gare selettive di safari fotosub per gli atleti del Poseidon Team A.S.D.. Ritornare a “caccia” di pesci è stato emozionante, devo però confessare di aver perso lo smalto di un tempo, nell’avvicinamento dei pesci e nel riuscire a “beccarli” prima di vederli sparire tra le verdi foglie, mentre i miei amici mostrano un elevatissimo potenziale. Giancarlo infatti ha subito familiarizzato con la mia Nikon D7200 in custodia Isotecnic, mentre Antonio affina il suo feeling con il flash Inon S2000 e la sua Canon, i loro progressi mi fanno ben sperare, peccato che il nostro pluricampione Gianpiero non sia riuscito a venire con noi. 

Si chiude così l’anno 2016 …. speriamo in un 2017 ricco di foto, immersioni e … premi!

 

 

Vervece con Punta Campanella Diving

“… latte, pane, burro, farina, zucchero. OK, preso tutto, posso andare alla cassa”.  Pochi minuti dopo sono già sullo scooter con direzione Massa Lubrense, dopo esser passato per casa a lasciare la spesa e prendere fotocamera e muta stagna. La giornata è soleggiata ma la temperatura è autunnale. Raggiungo il diving con cinque minuti di ritardo sull’appuntamento. I ragazzi sono quasi pronti, aspettavano il mio arrivo! Sono sveltissimo nell’assemblare la fotocamera Nikon D7200 + 105 mm e inizio a vestirmi, la bombola la preparo direttamente a bordo. Pochissimi minuti di navigazione e siamo già arrivati allo … (non avevo nemmeno chiesto dove saremmo andati) … Scoglio del Vervece.

Mi tuffo anticipando il gruppo capitanato da Gianluigi, scendo lungo la boa di ormeggio in un’acqua verde bottiglia a causa delle intense piogge dei giorni scorsi. La visibilità non migliora di molto in profondità. Sul pianoro roccioso, ormai completamente coperto da Caulerpa racemosa, a 30 metri di profondità, un enorme scorfano rosso resta immobile, incurante delle mie “attenzioni”. Proseguo verso le gorgonie rosse dove nel frattempo è sopraggiunto il gruppo di sub, trascorro poco tempo con loro e risalgo lungo la parete, il computer subacqueo mi segnala già alcuni minuti di decompressione. Mi trattengo quindi lungo la parete verticale ad ammirare le giovani castagnole rosse che nuotano tra le gorgonie e le margherite di mare. Infine raggiungo la spacca a pochi metri d’acqua dove incontro due murene. Scatto anche qualche immagine con lo snoot ma le operazioni sono complesse a causa della leggera onda di risacca che residua da ieri. E’ trascorsa quasi un’ora quando odo il rombo del motore … è il segnale che sono tutti a bordo e bisogna risalire. Immediatamente saluto le due murene e risalgo in gommone. Giusto il tempo di sistemare l’attrezzatura al diving e sono di nuovo sullo scooter. Quando rientro a casa, in largo anticipo rispetto al solito, mia moglie resta sorpresa, chiedendomi: “Cosa è successo?  Non siete usciti in mare?”

 

Punta Lauro e Punta del Capo

Un violento temporale si scatena mentre ruoto la vite eccentrica che serve a chiudere lo scafandro della Nikon D800e, dopo aver messo in carica le batterie dei flash. È passata la mezzanotte quando invio a Gianluigi il video appena girato con le saette che illuminano la notte, per avere notizie sull’immersione odierna. Lui mi risponde di primo mattino con un video “incoraggiante” appena girato dalla finestra di casa a Puolo, dove il mare è calmo ed il cielo velato solo da qualche nuvola. Tutto ok, accompagno mia figlia a scuola poi parto alla volta di Massa Lubrense con lo scooter.

Ho montato il Sigma 15 mm ma quando arrivo al Punta Campanella Diving decido di smontarlo per utilizzare il 105 micro. Andremo a Punta Lauro per un primo tuffo e poi a Punta del Capo per portare una coppia di turisti a fare snorkeling. In un attimo siamo sul primo punto d’immersione, mi tuffo con Virgilio lungo la parete verticale. Osservo attentamente ogni piccolo buco in cerca di soggetti. Dopo circa 30′ vengo chiamato da Lisa che mi mostra un bellissimo nudibranco Hypselodoris picta, scovato da Vittoria. Interrompo così le mie ricerche e mi dedico a fotografarlo anche in doppia esposizione, fin quando mi accorgo che sono già tutti sul gommone. Giusto il tempo di risalire è cambiare bombola e sono di nuovo in acqua venti minuti dopo, a Punta del Capo, nelle immediate vicinanze dei ruderi della villa romana di Pollio Felice. Scendo lungo la falesia ma mi fermo a circa -20m dove ci sono le gorgonie gialle. È triste constatare che resta ben poco della gialla foresta che ricopriva la roccia in questo punto. I ventagli delle Eunicelle sono “soffocati” dalle migliaia di lenze, esche artificiali e piombi, impigliati tra i rami delle gorgonie che mostrano  segni di sofferenza. Il sito archeologico è da anni il prescelto dai pescatori amatoriali che trascorrono la giornata lanciando e recuperando di continuo le loro esche artificiali, incuranti dei bagnanti e delle imbarcazioni che transitano.

Un vero scempio quello che si osserva sott’acqua, le esche sono ovunque, persino un piccolo polpo è stato ingannato: ha catturato inutilmente un pesce “finto” portandolo fino all’ingresso della sua tana, si ritrae in essa deluso, costretto a dover provvedere di nuovo alla cattura di una preda! Risalgo a bordo del gommone ed accompagniamo gli snorkelisti a Sorrento, poi torniamo al diving.

Oggi ho fatto molto tardi rispetto a quanto preventivato. Fortunatamente le mie donne, dopo l’uscita da scuola delle ragazze, sono già andate al mare. Non resta che raggiungerle per continuare la giornata con loro!

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

Dopo la bella serata trascorsa con tanti amici fotosub per festeggiare (con qualche mese di ritardo) il 50° compleanno del Prof. Roscigno, la sveglia alle 7:00 stamattina non è gradevole. Mi alzo e salto la colazione, non avendo ancora smaltito a dovere tutte le leccornie che ha preparato Mimmo con le sue mani. L’appuntamento al diving con Gianluigi è alle 8:30, per andare con un gruppo di clienti al Banco di santa Croce. Un peccato non potermi immergere più tardi con i miei amici fotosub, Gabriella, David e Cristina, che usciranno al nostro ritorno, perché nel pomeriggio ho un impegno familiare inderogabile.

Il cielo è coperto ma il mare è calmo, sullo scooter indosso un gubbino a vento, la temperatura dell’aria si è abbassata sensibilmente. Raggiungo il porto di Marina della Lobra e sistemo le attrezzature, attendendo che tutti completino la vestizione. Alle 9:00 salpiamo e con il gommone raggiungiamo in breve tempo la boa di ormeggio. Fortunatamente ancora nessuna barca è sul posto, sono quindi il primo a scendere in acqua, come spesso accade. L’acqua in superficie è torbida, migliora in profondità. Raggiungo la Gerardia e mi accorgo che ancora una volta si è spostato il selettore che limita la messa a fuoco. Non riesco così ad effettuare dei primissimi piani. Proseguo allora e mi dedico ai pesci, sempre abbondanti, che abitano la secca principale, poi decido di passare alla secca ti terra dove ci sono altre cernie e grossi dentici. In lontananza anche un’aquila di mare, ma si allontana subito. Mi “apposto” tra gli scogli cercando di non disturbare i grandi serranidi, ma il computer subacqueo già mi segnala di dover rientrare. Quando inizio il passaggio tra i due gruppi di scogli, vedo sotto di me sfrecciare ancora l’aquila di mare, questa volta è a “tiro” per qualche scatto. Ritorno alla secca principale dove trovo il gruppo intento a perlustrare alcune spaccature in cerca di scorfani, gronghi e gattucci. Li guardo dall’alto mentre sopraggiungono altri subacquei che sono appena arrivati con altri gommoni. Effettuo la decompressione sotto la boa fin quando ricevo dallo strumento il segnale per poter risalire a bordo. Rientriamo al diving dove nel frattempo sono arrivati i miei amici dopo aver lungamente riposato. Li saluto e torno a casa, nel pomeriggio mi aspetta la partecipazione ad un matrimonio!

Boa – Immersione Crepuscolare

La prima settimana di lavoro è andata e si inizia a programmare l’attività fotografica per il weekend. Mentre sto rientrando in auto a Sorrento, ricevo una telefonata da mia figlia Lidia … “Papà, quando torni? Io sono in barca con Elena e la nonna Rosaria, abbiamo visto un pesce balestra che gira intorno alla boa a Marina Grande”. Concordo un appuntamento con mia madre per farmi recuperare al porto dopo essere passato da casa a prendere LE fotocamere. Si le due fotocamere Nikon D7200 e D800e che avevo da giorni preparato in previsione del weekend.

Quando raggiungiamo di nuovo la boa il vento ha increspato il mare, mi preparo e mi butto in acqua prima con la D7200 ed il 10,5 mm con Microdome Isotta. Il pesce non sembra esserci più, poi finalmente lo vedo risalire dal fondo verso la superficie. E’ continuamente in cerca di cibo, si avvicina curioso, poi si allontana leggermente, senza mai arrivare a “tiro” del microdome. Capisco che non è l’ottica adatta così risalgo a bordo a cambiare fotocamera, prendo la Nikon D800e con il 105 mm ed aggiungo due kg di piombo alla mia cintura di zavorra. Mi rituffo e anche questa volta il pesce sembra sparito. Scendo un poco in profondità e lo ritrovo. Con questa configurazione è ancora più complicato seguirlo nelle sue continue evoluzioni. Sale in superficie poi ridiscende, facendomi impazzire. Decido di attenderlo in profondità e solo così riesco a scattare qualche buona immagine. Il moto ondoso è fastidioso, mi fa sobbalzare continuamente mettendo a dura prova il mio mal di mare che inesorabilmente si manifesta con violenza. Sono costretto a risalire in preda ad una crisi di vomito, attanagliato da una intensa spossatezza che mi mette KO. Fortunatamente il malessere svanisce dopo qualche ora senza ulteriori conseguenze.