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Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata odierna è stata bella densa di impegni, l’attrezzatura era pronta da giorni con il raffreddore intenso che mi ha “suggerito” di soprassedere. Finalmente in serata, dopo aver atteso il calare delle tenebre, riesco a programmare un’uscita a Marina Grande di Sorrento. Quando arrivo al borgo dei pescatori, centinaia di turisti occupano i tavolini dei vari ristoranti, trovare il posteggio per l’auto è un’impresa,  mi rendo quindi conto che non siamo ancora nel periodo a me particolarmente gradito, quando ritorna l’ora solare e le serate sono più fredde e tranquille.

L’acqua è ancora calda ma non limpidissima, scendo in acqua con i turisti che mi osservano incuriositi dalla mie lampade multicolor. Effettuo il mio classico giro, allungandomi ulteriormente verso la parete, vista la penuria di soggetti interessanti. Un piccolissimo polpo ed una bavosa hanno trovato rifugio in due delle tante bottiglie che ahimè si trovano sul fondo. Sono però impacciato dalla lunga assenza da mare e non riesco a rendere al meglio in queste due situazioni. I 120 minuti d’immersione sono dedicati per la metà ad un cavalluccio marino che ho trovato a basso fondale quando ero in procinto di rientrare a terra. Solo l’aria ormai a zero delle mie bombole mi ha costretto a salutarlo. E’ stata dura riuscire a fotografarlo a dovere con lo sonno di Fabio Iardino e la bassa profondità. Quando rientro a terra, i turisti mi salutano chiedendomi un classicissimo: “cosa ha pescato?”. Mostro loro sorridendo la mia fotocamera …. “i pesci sono tutti qui dentro!”

Boa degli Spirografi con Arturo

Domenica mattina, le spiagge sono affollate, l’unica possibilità per trovare qualche ora di tranquillità è uscire prestissimo al mattino. Così ho fatto appuntamento alle 8:15 con mio fratello Arturo, mio nipote Enrico e mia Madre Maria Rosaria per andare in acqua con la nostra barca Armarc. Ci vediamo al garage per prendere le bombole e l’attrezzatura e caricarle su due scooter. Raggiungiamo il porto e dopo una piccolissima navigazione, ormeggiamo ad una delle boe che sono disseminate nello specchio d’acqua antistante la Marina Grande di Sorrento.

Alle 9:00 stiamo già discendendo lungo il cavo, ricoperto da spirografi. Raggiungiamo il fondo ma dopo qualche minuto segnalo l’intenzione di cambiare sito. Risaliamo ed esploriamo anche un’altra boa per trovare quella più ricca di “fiocchi”. La seconda è peggiore della prima, ma se non altro, abbiamo individuato quelle da evitare la prossima volta! Alle 10:30 sono già sullo scooter per tornare a casa prima di andare in spiaggia con le mie donne.

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il mio nemico ieri l’ha avuta vinta, ma io non demordo. Ho solo lasciato passare 24 ore e poi sono tornato all’attacco. Con la giusta terapia per il mal di schiena stasera finalmente riesco ad immergermi al mio solito posto, a Marina Grande di Sorrento. Il mare è calmo e pure il leggero vento da Nord-Ovest è calmato. Ho atteso che si facessero le 19:30 prima di uscire di casa, per consentire alle tenebre di impossessarsi della   serata. Il borgo adesso inizia ad essere molto più frequentato, i ristoranti sono aperti ed i turisti sono a passeggio in attesa di prender posto a tavola. Trovo anche difficoltà a parcheggiare l’auto e immagino che questa sia l’ultima immersione notturna qui, perché dalla prossima settimana torna l’ora legale e … l’isola pedonale! Dopo una mezz’ora di preparativi sono finalmente pronto ad entrare in acqua. La visibilità è buona ma non ottimale, scendo come l’ultima volta in profondità in cerca di qualcosa di interessante. La ricerca prosegue infruttuosa per lungo tempo, eppure il mio istinto mi dice di proseguire …. ecco! Ancora una volta sul fango cammina una Squilla mantis. Mi avvicino lentamente ed inizio a scattare cercando di non disturbarla. Riesco a fotografarla con più calma fin quando inevitabilmente inizia a spostarsi più velocemente sul fondo fino a guadagnare il buio delle tenebre. Proseguo soddisfatto verso la scogliera dove incontro un serpente di mare e qualche polpo in cerca di prede. Rientro a terra felice, per aver trascorso ancora una serata magica nel mio magnifico mare!

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

La neve sul cono del Vesuvio è l’ultimo colpo di coda di un inverno che è stato molto mite, ma carico di pioggia e che ha spesso intorbidito l’acqua. Le condizioni meteo oggi sono buone, ma è in arrivo un nuovo cambiamento atmosferico. Bisogna approfittare!

Al termine di una proficua giornata lavorativa mi accingo a tornare in acqua dopo più di un mese, nonostante la fotocamera sia già pronta da settimane. Aspetto che la serata “maturi” muovendomi con tutta calma. Alle 19:30 prima di chiudere l’auto, telefono a casa per avvisare dell’inizio dell’immersione, poi mi incammino sulla spiaggia portando con me la fotocamera.

L’acqua nel porticciolo è sempre cristallina, fuori del molo invece è peggiore. Inizio il mio consueto giro dirigendomi subito in profondità. Sul fondale fangoso vedo quasi subito una mazzancolla seppellita nel sedimento. Mentre mi avvicino ed inizio a fotografare, i miei occhi balzano su un altro crostaceo che si trova a pochi metri di distanza. Abbandono subito il primo soggetto per non farmi sfuggire il secondo, molto più interessante. Una bellissima canocchia passeggia sul substrato, apparentemente indisturbata ed in cerca di cibo. Sistemo i flash riposizionandoli ed inizio a scattare. La Squilla mantis si sposta lentamente, quindi facilmente immortalabile … sono io quello che invece si muove troppo velocemente, avvicinandomi senza l’abituale cautela, sollevo così un enorme polverone che mi costringe a desistere dallo scattare. Attendo qualche attimo poi provo a “guidare” il crostaceo in una zona dove l’acqua è più pulita. L’animale sembra seguire placidamente le mie indicazioni apparentemente indisturbato dai flash, d’improvviso però spicca un balzo all’indietro ed inizia a nuotare lontano sparendo nel buio e nel fango che inevitabilmente ho sollevato per fotografarlo. Provo a cercarlo ma il computer subacqueo mi impone di guadagnare quote più sicure, così risalgo verso la scogliera. Una bavosa ocellata fa capolino da un tubo in gomma abbandonato, mentre un serpente di mare si nasconde nella sua tana. Abbondano i pesci lucertola e i piccoli rombi pelosi, ogni tanto si incontra pure qualche grosso paguro, ma la serata non sembra regalare altre sorprese. Solo all’interno del porticciolo, sotto le barche dei pescatori, vedo una bella seppia in atteggiamento aggressivo, mimetizzata sul fondale coperto da un pezzo di rete abbandonata.

Termino l’immersione soddisfatto, mi spoglio rapidamente dopo oltre 90′ d’immersione e avviso subito casa prima di sistemare le attrezzature. Unica nota stonata della serata, l’allagamento di un faretto che era appena tornato da una riparazione!

Marina Grande – Immersione Notturna

Un inspiegabile malessere mi attanaglia da giorni … sarà il freddo glaciale di questi giorni? Saranno i pressanti impegni lavorativi o forse solo … ASTINENZA D’AZOTO? Al pari di un tossicodipendente, ho bisogno certamente di una bella immersione per ripristinare i livelli ematici ottimali!

Così, dopo una giornata abbastanza complicata da imprevisti,  riesco a liberarmi solo alle 19:30 dopo aver più volte meditato di abortire l’immersione che agognavo da qualche giorno. Passo al garage e prendo l’attrezzatura, poi raggiungo il porticciolo della Marina Grande di Sorrento dove parcheggio l’auto in un posto diverso dal solito per provare un itinerario alternativo. Quando monto l’erogatore e ruoto la manopola della rubinetteria mi accorgo che la bombola, probabilmente a causa della bassa temperatura, ha solo 130 bar all’interno. Maledizione! Sono sul punto di riporre tutto in auto, meditando sugli innumerevoli impedimenti occorsi in giornata …. fin quando,  sentendo il richiamo delle creature marine,   completo la vestizione, immaginando un percorso subacqueo più breve del consueto.

Mi immergo al centro della baia dove l’acqua è ancora torbida per la risacca, mentre guadagno il largo la visibilità migliora consentendomi di vedere nitidamente anche a grande distanza. Quasi subito incontro una rete che ostacola il mio passaggio, la costeggio tenendomi a debita distanza. Incontro un piccolo polpo che si nasconde all’interno di un pneumatico, mi fermo a fotografarlo e quando alzo gli occhi, su uno sperone roccioso, vedo alcuni crinoidi. Mi avvicino e guardo attentamente con la torcia al loro interno … eccolo! Un piccolo gamberetto Hyppolite priedauxiana si nasconde tra le braccia dell’Antedon mediterranea. L’assetto non è ottimale ed ho difficoltà a fotografarlo al meglio a causa della presbiopia incipiente. Dopo pochi scatti lo perdo di vista. Proseguo costeggiando ancora la rete e sopra di essa incontro un piccolissimo calamaro. Questa volta riesco a scattare più agevolmente, il cefalopode si muove a scatti ma si ferma di tanto in tanto, l’unica difficoltà è quella di evitare di restare impigliato. L’aria nelle bombole è quasi finita, ritorno verso la scogliera per gli ultimi scatti prima di rientrare. Ad un tratto vedo un altro piccolissimo gamberetto in un crinoide giallo, ma solo per un attimo. Riemergo e torno a casa con sensazioni contrastanti; un grande benessere per aver soddisfatto la “nitro-dipendenza” ed una grande delusione per non aver colto l’occasione propizia. Vado così a dormire con la convinzione che bisognerà iniziare a pensare anche ad una maschera ottica!

 

Marina Grande – Immersione Notturna

Anno bagnato, anno fortunato … infatti questo 2016 inizia con un tuffo notturno sotto la pioggia. Le condizioni meteo sono peggiorate sensibilmente dopo capodanno e durante il giorno ha soffiato un intenso vento da Ovest che ha portato tante nuvole ma  fino al tardo pomeriggio nemmeno una goccia d’acqua. Dopo aver provato ad organizzare un’uscita domenicale con i miei amici Rosario e Raffaele,  decido, vista la loro indisponibilità, di andare subito in acqua da solo, anticipando l’immersione di un giorno. Così mi muovo da casa alle 18:30 alla volta di Marina Grande di Sorrento. Ho giusto il tempo di caricare l’attrezzatura in auto prima di ritrovarmi sotto una pioggerella che mi accompagna per tutta la vestizione e la discesa in acqua. Raggiungo il molo e mi immergo, dirigendomi verso le barche affondate. L’acqua è limpida e mi consente di individuarle agevolmente. Sulla prua della prima barca c’è sempre l’Alicia mirabilis ma ancora chiusa. Proseguo nel consueto giro utilizzando la mia torcia Isoled per “scandagliare” il fondale a lunga distanza, sperando nell’incontro dello Zeus faber. Solo qualche seppia e polpo a spasso sul fango, poco o nulla di più. Risalgo verso la scogliera dove trovo un piccolissimo scorfanetto poi ritorno indietro in cerca degli ormai abituali amici pinnuti. Come previsto, ritrovo due pesci serpente sul pendio fangoso, mentre la bavosa non è presente. Scatto pochissimo e proseguo ancora in cerca di qualcos’altro. Inconfondibile, la vela della bavosa spicca nel nero della notte come un vessillo di guerra. Mi avvicino cercando di non disturbarla per fare qualche foto in backlight. L’aria è ormai terminata e sono costretto a salutarla, ci rivedremo alla prossima immersione!

Marina Grande – Immersione Notturna

Le temperature si avvicinano sensibilmente a quelle invernali e stasera anche un vento freddo da Nord inizia a soffiare verso la costa, smuovendo la superficie del mare. Mentre riprendo l’attrezzatura subacquea lasciata ad asciugare fuori al balcone vengo colto dal dubbio che le condizioni meteomarine non siano ottimali per una immersione notturna a Marina Grande, ma ho già dato appuntamento a papà per accompagnarmi e gli ho promesso che avrei preso qualcosa per il suo acquario mediterraneo, vuoto da mesi! Sono le 18:00 quando scendo per andare al garage a prendere le bombole e poi raggiungere mio padre. Arriviamo alla marina e parcheggiamo sul molo nei pressi della scala di pietra. L’acqua è limpida, la marea bassissima e sarà problematico risalire ed il vento non così intenso come sembrava esserlo da casa. Le condizioni sono quindi buone per immergersi così mi vesto e mi tuffo dalla banchina toccando il fondo. Oggi ho cambiato itinerario perché dalla banchina sarà più semplice passare il retino a mio padre, al rientro dal mio giro fotografico con il Micro Nikkor 60 mm. Scendo subito verso i -30 metri in cerca di soggetti, ma scatto pochissimo, sono stufo di scattare ancora immagini ai pesci lucertola, alle triglie, alle mennole ai paguri e agli scorfani. Cerco quindi di percorrere un tragitto più lungo, sperando di incontrare un bel Pesce San Pietro oppure un Pesce Civetta. Nulla di tutto ciò, mi devo accontentare solo di un piccolo cavalluccio camuso nascosto tra le foglie di Posidonia. Quando sono ormai sotto il pontile metallico a circa -2 metri di profondità, pronto a posare la fotocamera e prendere il retino, incontro l’unico soggetto degno di nota della serata, un “bellissimo” (si fa per dire) Pesce Prete, seminascosto nel sedimento di pietrisco. Inizio a scattare qualche immagine ed ad un tratto sembra quasi sul punto di tirar fuori la sua lingua che usa come esca, ma è solo il momento in cui decide di seppellirsi ancora più profondamente nel sedimento. Desisto e rientro a terra anche perché qui l’onda e la risacca si fanno sentire e diventa quasi impossibile restare in assetto con la muta stagna. Prendo il retino, con sommo gaudio di mio padre Enrico e ritorno sul pendio pietroso in cerca di qualcosina da mettere in acquario. Recupero così qualche stella serpentina, una bavosa, un paguro, alcuni Apogon e qualche gambero che andranno finalmente a popolare l’acquario di casa Gargiulo.

Marina Grande con David e Mauro

La luna piena è alta nel cielo e rischiara la bellissima  serata. Mentre le persone “normali” sono in giro a fare shopping prenatalizio, il sottoscritto è nel negozio Maresca-Sport per raboccare le bombole in vista di una immersione notturna. Con largo anticipo sull’appuntamento mi avvio al porticciolo di Marina Grande di Sorrento ed attendo i miei amici romani che sono per strada, attanagliati dall’immancabile traffico di questo periodo. Nell’attesa comincio a preparare le attrezzature, dopo aver passeggiato sulla banchina per salutare i pescatori che mi conoscono fin da bambino.

Quest’oggi ho montato per necessità una configurazione nuova, visto che Mauro, un po’ distratto, ha lasciato il 105 mm montato sulla sua fotocamera e dall’autostrada mi ha chiamato per prestargli il mio Micro Nikkor 60 mm. Così, dopo una leggera indecisione se portare il minidome, ho rispolverato un obiettivo che non usavo da tanti anni, il 18-55 mm che abitualmente viene venduto di serie nei kit Nikon.

Solo alle 1930 l’auto di David raggiunge il piazzale dove ho parcheggiato. Dopo gli abbracci, ricevo in anteprima assoluta la graditissima copia del suo libro “Reflections of the past” sul lago di Capodacqua, appena ritirata dal tipografo a Nola.

Scendiamo in acqua dalla spiaggia e ci immergiamo all’imbocco del porticciolo, sorvoliamo il pendio fangoso fino a circa -30 metri dove raggiungiamo una barchetta affondata diversa da quella solita, all’interno della quale mostro ai miei amici due gamberi vinai. Mentre David subito scorge il piccolo animaletto, è vana l’impresa con Mauro che invece non riesce a comprendere le mie indicazioni. Proseguiamo verso sinistra raggiungendo la barca affondata sulla prua della quale staziona da tempo una bellissima Alicia mirabilis. Questa volta ci siamo accordati di restare leggermente più separati, a contatto visivo delle lampade, per evitare di disturbarci nelle foto. Vado così in giro sul fondo ma la serata non sembra essere molto frequentata, solo al ritorno, dopo un grosso scorfano, ritrovo l’ormai famosa bavosa ocellata, nei pressi della scogliera frangiflutti. Inizio a fotografare ma dopo poco vengo raggiunto dai miei amici e lascio loro il campo d’azione. Dietro un massone vedo l’inconfondibile sagoma del pesce serpente con la testa fuori dal fango di oltre 30 centimetri. Spengo immediatamente le luci accendendo quella rossa e mi avvicino. L’animale, dopo essere rientrato quasi completamente nella sua tana, si lascia avvicinare senza paura, riesco infatti a fare molte foto e addirittura, decido di accendere i fari per provare a girare un breve filmato mentre respira. Quando sopraggiunge Mauro, mi invita calorosamente ad allontanarmi! Va bene allora proseguo … Ritorno indietro a segnalare la presenza del serpente a David e mi avvio all’interno della scogliera per fare ritorno a terra. Improvvisamente noto un piccolo esserino nascondersi in una bottiglia di birra abbandonata sul fondo. Mi avvicino e guardo bene all’interno, un piccolissimo polpo ha stabilito la sua dimora al suo interno. Inizio a scattare mentre il piccolo mollusco inizia a tirare fuori dal collo il primo tentacolo, pian piano viene fuori e lo immortalo nella sua “fuga” verso un luogo più tranquillo. Quando ormai siamo tutti a terra, arriva il momento delle foto ricordo e del brindisi natalizio con annesso panettone al cioccolato che incredibilmente “sparisce” dopo pochi minuti!

Marina Grande con Mauro e Ciccio

L’organizzazione di una gara fotografica richiede una grande preparazione logistica e bisogna mettersi in moto con largo anticipo. Con lo stesso anticipo sapevo anche che il mio amico Mauro Apuleo, sfruttando l’occasione, sarebbe venuto a fare immersione notturna con me alla Marina Grande di Sorrento. Quando abbiamo fissato il nostro appuntamento non sapevo dell’anticipo al venerdì della partita Lazio-Juventus …. ma partendo presto saremmo potuti rientrare per tempo per vederla. Mauro e Pat arrivano in largo anticipo a Sorrento, nonostante l’intenso traffico di questi giorni pre-natalizi. Poiché stasera ci sarà anche Francesco “Ciccio” Sesso, desideroso di venire anche lui in acqua, decidiamo di posticipare l’immersione per aspettare il suo arrivo per le ore 20:00. Quando finalmente Ciccio e Alessandra arrivano sotto casa  ripartiamo immediatamente alla volta del garage a prendere zavorra e bombole, per andare a Marina Grande dove di attende Mauro. La serata è fredda ma bellissima, con mare calmo come l’olio. Ci vestiamo e scendiamo per le scalette che portano alla spiaggia, dopo poco siamo sulla punta del molo e ci immergiamo, mentre le ragazze gustano un aperitivo ed prenotano un tavolo per cena da Zì ‘Ntonio Mare.

L’acqua è limpida e la serata sembra subito proficua. Una mazzancolla esegue delle strane evoluzioni, poco più avanti ne troviamo un’altra, questa volta adagiata sul fondo pronta a nascondersi. Ovviamente per dovere di ospitalità scatto solo un paio di foto prima di lasciarle “in pasto” dei due miei agguerriti amici. Mentre i loro flash illuminano la notte, mi metto in cerca di qualcos’altro. Raggiungo quindi la barca affondata dove ritrovo l’Alicia mirabilis,  segnalo a Mauro l’attinia senza nemmeno avvicinarmi, passo avanti. Incontro solo qualche pesce lucertola ed una piccolissima tracina, l’immersione sembra non essere particolarmente ricca …. finalmente, quando abbiamo appena iniziato a ritornare perso terra, sulla sabbia vedo una bavosa occhiuta! Mi allontano subito per mostrargliela, i due fotosub si “sfidano” a colpi di flash mentre la bavosa staziona immobile sul fondo. Li osservo per un po’ a distanza, poi mi allontano e quasi subito trovo il primo di due pesci serpente. Accendo la luce rossa per non disturbarlo e mi avvicino, inizio a scattare, poi vado di nuovo a chiamarli mentre sono ancora intenti a scattare. Mauro mi segue per primo, poi anche Ciccio mi raggiunge sul secondo esemplare. Mentre loro sono impegnati sui nuovi soggetti, approfitto per tornare alla bavosa per scattare anche io qualche foto.

Siamo al termine dell’immersione, sui massoni della scogliera trovo un enorme granchio facchino, talmente vecchio da essere incrostato dai “denti di cane”. Non mi accorgo che i miei compagni mi hanno superato per fare rientro alla spiaggia, quindi mi fermo e ritorno indietro a cercarli. Spengo la torcia ma, non vedendo le loro luci, comincio ad allarmarmi, eppure li avevo lasciati a pochissima distanza da me. Salgo in superficie per provare ad avvistare il bagliore delle lampade ma nulla! Decido di tornare a terra per togliermi la bombola che mi impedisce nel nuoto per poi tornare a cercarli dalla superficie …. solo quando salgo le scalette mi accorgo che i miei due amici sono già in fase di svestizione …. scatta così una inevitabile imprecazione!

Sistemiamo il tutto nelle auto e raggiungiamo le ragazze che nel frattempo hanno provveduto ad ordinare qualcosa di caldo da mangiare. Soddisfatti dell’immersione chiacchieriamo fino a tarda ora,  la serata termina così dopo aver gustato un superlativo spaghetto ai frutti di mare, cucinato magistralmente dal mio amico chef Salvatore.

Marina Grande con David

Il sole tramonta sul mare incendiando il cielo con un rosso magnifico, la serata si prospetta interessante, grazie al mare calmo come un lago. Sono  in attesa dell’arrivo del mio amico David, partito in mattinata da Roma per recarsi a Nola, dove è alle prese con gli ultimi dettegli di stampa del suo libro su Capodacqua. Mi raggiunge a Sorrento con leggero ritardo sul programma a causa dell’intenso traffico che è sempre presente in costiera sorrentina. Dopo aver scaricato l’occorrente per la notte a casa mia, andiamo in garage a recuperare le bombole e zavorra. Alle 20:00 siamo in spiaggia a Marina Grande ed iniziamo la vestizione. David mi confessa di non essere in perfette condizioni dopo le lunghe ore trascorse in tipografia ed in auto, ci prendiamo così tutto il tempo necessario per scendere in acqua in sicurezza. Sono quasi le 21:00 quando scendiamo dalla spiaggia nell’acqua cristallina. Raggiungiamo la punta del molo e ci immergiamo sul fondale fangoso. Immediatamente vedo spuntare dal fango l’inconfondibile testa del pesce serpente che subito inizia a ritrarsi nel foro scavato con la coda nel sedimento. Mi avvicino, scatto due immagini poi arretro per consentire a David di fotografarlo. Si solleva comunque un gran polverone e l’animale si ritira completamente all’interno del buco. Proseguiamo verso il fondo dove vado in cerca della barchetta affondata sulla cui prua c’era una Alicia mirabilis … come desiderato, l’attinia è proprio lì dove l’avevo vista la scorsa settimana con mio fratello. Questa volta non mi avvicino proprio, ma la mostro al mio amico per lasciargliela fotografare in pace. Mentre lui scatta io cerco qualcosa di diverso. Una grande seppia, alcune mennole, un cimazio e, nello stesso punto il cui l’avevo fotografata con Arturo,  un’altra piccola Alicia mirabilis su di un galleggiante in sughero di una rete abbandonata. Non essendo pienamente soddisfatto, mi metto ancora in cerca, lanciando lo stretto fascio luminoso della mia torcia verso zone lontane del pendio fangoso che scende fino ad oltre 40 metri. Mentre David è intento a fotografare un altro esemplare di serpente di mare, mi imbatto in una bavosa ocellata, con la sua pinna dorsale sollevata come una vela. Mi avvicino e scatto qualche foto, poi chiamo il mio amico per fargliela vedere per la prima volta. Inizia a scattare ma dopo poco il pesciolino reclina la sua bandiera. Mi avvicino e con un delicato movimento l’induco a spostarsi più in là dove l’acqua è anche più limpida. Ecco così di nuovo possibile fotografarla in tutta la sua eleganza. La bavosa dopo qualche minuto però ci abbandona spiccando un balzo per sparire nel nero della notte. Rientriamo così a terra, soddisfatti della bella serata, affamati e pronti per raggiungere casa, dove ci attende mia moglie che ha preparato una gustosa cena. La voglia di chiacchierare fino a tarda ora è tanta, ma a tutti noi domattina aspetta una giornata di lavoro, così felici, si va tutti a nanna!