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Iups Weekend 

È da settimane che insieme all’amico Edoardo del Punta Campanella Diving siamo impegnati ad organizzare questo I.U.P.S. Italian Underwater Photography Society weekend e finalmente è arrivato il giorno d’incontrare gli amici fotografi.

Appuntamento al diving alle 10:00 ma io sono lì già dalle 9:00. Enzo Troisi si è anticipato come me, ma dopo pochissimo arrivano anche David Salvatori e Maria Cristina, Gabriella Luongo, Mimmo Roscigno, Pietro Cremone, Guido Villani, Pierluigi Gagliardo e Luisa ed infine il fotografo “del popolo” Raffaele D’Aniello.

Attendiamo il rientro del gommone con Lisa e Vittoria che sono andate con alcuni clienti al Vervece alle 8:00 di mattina e partiamo alla volta dello Scoglio a Penna. Il gommone, pieno di grandi fotografi, raggiunge il punto d’ormeggio. Il vento ha agirato un poco il mare ma il contributo del transito delle barche contribuisce a sballottarci abbondantemente durante la vestizione.


L’acqua è limpida, mentre attraverso il buco tra gli scogli riesco ad intravedere un branco di saraghi fasciati che solitamente stazionano in questo punto. Mi fermo a fotografare il passaggio dei miei amici poi scendo verso le gorgonie rosse insieme a loro.  Mentre loro fotografano mi sposto contro corrente in cerca dei barracuda. Li trovo dove ipotizzavo ma sono lontani nel blu, insieme ad una famiglia di cernie dorate. Mi ha seguito Pietro con il quale tento di “intrappolare” il branco di saraghi aggirandoli per metterli in mezzo alle nostre fotocamere. Risaliamo infine a bordo e torniamo al diving.

Dopo un breve intervallo ed un piccolo spuntino, ritorniamo in acqua. Ho cambiato fotocamera, ho preso la Nikin D7200 posando la D800e e ci tuffiamo all’interno della Cala di Puolo dove il mare è abbastanza agitato. Trascorriamo circa 80′ in immersione e poi torniamo di nuovo alla base.

È finalmente il momento di un lungo pitstop con anche il … rifornimento. Mentre attendiamo l’orario di cena mi diverto ad interviatare l’amico Raffaele per la rubrica del portale fotosub.net Trentaseipose, supportato dalle domande del mitico Direttore Roscigno e di David Salvatori. Dopo sostituisco le batterie nei flash e nella torcia, prepariamo le attrezzature in gommone e ci fermiamo al “Paguro” per mangiare un piatto di pasta. Attendiamo così le 22:00 prima di uscire di nuovo per l’immersione notturna. Sono felicissimo perché nel frattempo ci ha raggiunto anche mio fratello Arturo che mancava da tempo sitto il pelo dell’acqua.

Il vento intanto è calato ed anche il mare è migliorato ma residua ancora una fastidiosa onda … per il mio stomaco. Sorprendentemente non mi disturbo, ma sott’acqua “accuso” la bassa temperatura e mi mantengo a bassa quota dove l’acqua è più calda. Mi diverto a provare il nikkor 40mm sulla Nikon D7200. Trascorro altri 70 minuti sott’acqua e nonostante le 100 BAR residue della bombola me ne rusalgo colto da ipotermia. Mi riprendo solo sotto la doccia calda così come Maria Cristina, anche lei infreddolita dalla bassa temperatura. Si conclude così una gran bella giornata, peccato aver perso il Pesce San Pietro trovato da Arturo e “ceduto” galantemente a Gabriella, Edoardo e Pietro. Chi mi conosce bene sa che non avrebbe avuto molto spazio per fotografare se lo avessi trovato io 😆!

 

Cala di Puolo – Immersione Notturna con David, Gabriella e Mimmo

La settimana lavorativa è stata intensa e piena di “nubi”, come quelle che oggi sono arrivate a smorzare leggermente l’afa di questi giorni. In serata però un vento di tramontana ha spazzato via le nuvole portando via anche le “turbolenze” accumulate. Così, una volta rientrato a casa ho potuto dare sfogo al desiderio di andare in acqua. Al Punta Campanella Diving mi attende David, venuto da Roma e Mimmo e Gabriella. Hanno già effettuato un’immersione in mattinata e sono in attesa della notturna. Quando arrivo al diving c’è un gran numero di subacquei e passa a salutarci anche il milanese Paolo che è in vacanza qui in Penisola Sorrentina. Il vento è in continuo rinforzo ed il mare si è agitato, mettendo a serio rischio l’uscita in mare. Attendiamo le 21 e decidiamo di uscire nonostante il moto ondoso. Ci immergiamo con ancora luce all’orizzonte, un poco troppo presto per fare incontri interessanti. Infatti la prima parte dell’immersione è veramente magra di soddisfazioni, l’acqua è limpida e piena di minuscoli gamberetti misidiacei, in quantità mai vista così prima d’ora.  Solo con il passare dei minuti, quando la serata è “maturata” si incominciano a vedere alcuni soggetti. Risaliamo a bordo del gommone con il moto ondoso che è aumentato, il rientro in porto avviene comunque in tutta sicurezza, assicurato dalla grande maestria di Gianluigi ai comandi. Quando finalmente raggiungiamo il porto, mi trattengo con i miei amici a cena, tirando molto tardi a parlare di fotografia subacquea …… cosa ci può essere di più piacevole?

Relitto del Vervece

E’ da una settimana che il tuffo al relitto del Vervece è programmato, con tanto di evento pubblicato sui social …. ed in tanti siamo oggi in acqua. Il gommone è pieno fino al massimo della disponibilità consentita dall’A.M.P. Punta Campanella in zona A, il mare è calmo ma la temperatura dell’aria è torrida; alle 9 del mattino bisogna già passare a bagnare la la testa sotto la doccia del Punta Campanella Diving prima di saltare in gommone.  

Raggiungiamo il punto stabilito divisi in tre gruppi: Gianluigi e Vittoria accompagneranno alcuni sub scendendo sull relitto e proseguiranno verso lo scoglio del Vervece, dove il secondo gruppo guidato da Lisa inizierà la sua immersione, il terzo gruppo, composto da me medesimo e la mia fotocamera, resterà sul relitto per effettuare una immersione “quadra”. 

La corrente muove tanto particolato nella colonna d’acqua ma la visibilità è comunque accettabile, in grado da far distinguere chiaramente la sagoma del cargo dall’alto. Scendo lungo la sagola e raggiungo la zona poppiera ed attendo l’arrivo dei subacquei. Li lascio sfilare e mi sposto verso la parte sovrastante, per poi entrare all’interno della stiva dove a dritta si vede un grande foro sulla chiglia. L’interno della stiva è ricoperto da spugne, mentre migliaia di castagnole rosa si muovono tra le lamiere. Avevo portato con me un terzo flash per realizzare qualche scatto più creativo, ma senza collaborazione ho desistito. Raggiungo la prua del cargo, quando i miei amici hanno da tempo iniziato lo spostamento verso l’isolotto, mi trattengo qualche altro minuto e prima di risalire vado a scattare una foto ad una grande spugna che avevo visto durante la discesa. Non resta che effettuare la lunga decompressione ed attendere vicino al pallone segna-sub che i miei amici mi vengano a recuperare, leggermente preoccupato dal vedere sfrecciare, incuranti dei divieti, numerosi “pirati del mare” all’interno delle boe che delimitano la zona A. 

Rientrato al diving mi accorgo di avere un foro nella sacca del GAV che prontamente Gianluigi mi ripara prima di uscire in mare di nuovo per andare alla grotta di Mitigliano. Saluto il folto gruppo e torno a casa, oggi sono soddisfatto e non mi pesa saltare un’immersione. Torno a casa e posata la fotocamera, torno al mare raggiungendo la famiglia in spiaggia dove, tra un bagno e l’altro, ho il tempo di guardare con l’iPad sia la gara di MotoGp che quella di F1. 

Puolo – Immersione Notturna con Edo & Co

Metti insieme … un gruppo di amici, il mare calmo, il solstizio d’estate, una festa di compleanno e … l’azoto ed ottieni un mix esplosivo!

Dopo la lunga giornata lavorativa, con la luce del sole ancora intensa alle ore 20, nel giorno più lungo dell’anno, ci ritroviamo al Punta Campanella Diving per festeggiare in mare il compleanno di Edoardo. Siamo un bel gruppo affiatato, Chiara, Ivana, Lisa, Vittoria, Gianluigi, Lorenzo, Rosario ed il prof. Mimmo.  Ci attardiamo un pochino per far calare la sera e saliamo sul gommone con destinazione Cala di Puolo dove effettueremo la nostra immersione. 

Arrivati sul posto aspettiamo ancora per far calare le tenebre, ci immergiamo nell’acqua limpida seguendo percorsi personalizzati. Mi separo quasi subito dal gruppo mantenendomi sul lato destro della baia, abbastanza poco frequentato da soggetti interessanti, vedo le luci del gruppo alla mia sinistra ma non vedo i “lampi” del flash elettronici dei miei amici …

Inizio ad “accusare” la bassa temperatura dell’acqua in profondità e decido di risalire un poco per cercare acqua più calda. Così taglio verso sinistra andando verso di loro, li sorvolo mentre sono impegnati a fotografare una Alicia mirabilis e raggiungo la base della parete. In questa zona incontro un cappone ubriaco che dopo qualche scatto, fugge via verso il largo. Non incontro nessun altro soggetto degno di nota, ma l’immersione procede piacevolissima grazie all’ottima visibilità. Ahimè devo segnalare ancora una volta le tracce (non fresche) lasciate dai pescatori illegali di datteri di mare con gli scogli devastati fino a pochi metri dalla spiaggia. Ci ritroviamo nel basso fondale a fotografare una polpessa Octopus macropus e poi risaliamo a bordo. Confesso di aver desiderato di effettuare il brindisi il più rapidamente possibile a causa del freddo e dell’emergenza “idraulica” da essa generata. Brindiamo così e facciamo ritorno in porto dove saluto tutti i miei amici, soddisfatto per la bellissima serata trascorsa insieme.

 

 

 

Scoglio Proteso e Grotta di Mitigliano

L’afa di questi giorni non ci lascia dormire. Così svegliarsi mezz’ora  prima del solito per andare al Punta Campanella Diving non è un problema. C’è calma piatta sul mare che ammiro percorrendo il lungo il nastro d’asfalto che mi porta a Marina della Lobra, quando arrivo non c’è ancora nessuno al diving, ma alle 9:00 in punto però, siamo già tutti operativi e pronti a partire per un doppio tuffo.

Raggiungiamo Punta Campanella e ormeggiamo alla boa. Mi separo subito dal gruppo nuotando in superficie per avvicinarmi e raggiungere lo Scoglio Proteso. L’acqua è particolarmente limpida e mi consente di identificarlo da lontano. Mi trattengo a scattare alcune immagini fin quando vedo sopraggiungere Gianluigi ed il gruppo. Mi sposto allora verso la parete dove si apre la piccola grotta piena di Apogon dove incontro Vittoria con Enzo ed Antonella. Proseguo il mio tour dirigendomi verso il faraglione di Punta Campanella per andare a raccogliere i frammenti di roccia staccati dalla parete dai datteri per recuperare parte delle colonie di Astroides che giacciono sul fondo. Scarto tra di esse per cercare quei pezzetti più integri da portare nel mio acquario mediterraneo. Lì potranno sopravvivere nutriti artificialmente con naupli di astemia salina insieme alle gorgonie che ho raccolto in precedenti immersioni, staccate dalle lenze dei pescatori. Nella mia passeggiata incontro due belle cernie mentre dei barracuda non c’è traccia. 

Rientro a bordo e ci spostiamo nella Cala di Mitigliano. Facciamo un poco di sosta in superficie e poi ci prepariamo di nuovo a scendere all’interno della grotta. Questa volta scende in acqua anche Virgilio, ma non entrerà nella grotta che ha scoperto 50 anni fa insieme a mio padre, andandosene in giro per la baia. Noi invece entriamo nella profonda caverna. La visibilità è ottima all’esterno ed all’interno della grotta. Entro per primo e poi attendo il passaggio dei mie compagni. Raggiungiamo fino il fondo e saliamo nei camini che salgono fino in superficie, attraversando gli strati d’acqua dolce, per poi tornare all’esterno. Mi fermo nella parte dell’avangrotta per sfruttare la grande visibilità, ma peccato che i miei compagni sono già andati via, sarebbero stati ottimi soggetti per una bella foto. Quando torno in superficie mi accorgo che il gommone è ormeggiato nei pressi della spiaggia …. un lungo tratto da fare a nuoto in superficie. Meglio proseguire sott’acqua ammirando le salpe, le castagnole e le donzelle che nuotano vicino alla parete verticale. 

Sono particolarmente soddisfatto, la bella giornata prosegue nel pomeriggio al mare con mia moglie, mentre le ragazze sono  impegnate nelle prove del saggio di danza. Peccato solo che la cappa di calore sia accompagnata alla pioggia che nel tardo pomeriggio ci invita a tornare a casa!

Vervece con Edoardo

Imprevisto è qualcosa d’imponderabile, che può avere accezione negativa o positiva …. la giornata odierna è stata un susseguirsi di imprevisti … negativi e positivi. Così mi sono ritrovato a non riuscire a raggiungere Napoli per lavoro come programmato, bloccato a risolvere alcune questioni in terra stabiese. Mentre sono in procinto di spostarmi squilla il telefonino, è Edoardo che mi chiama da Napoli. Mi dice che sta partendo in gommone dal porto di Baia per accompagnare dei clienti a fare immersione allo scoglio del Vervece. Ha più di un’ora di navigazione per arrivare al Punta Campanella Diving di Massa Lubrense e si chiedeva se facessi in tempo a raggiungerlo. La fortuna ha voluto che io fossi ancora a Castellammare di Stabia, quindi non troppo distante da casa e dal diving per poterlo raggiungere. Così ho avuto il tempo di rientrare a casa a preparare la fotocamera, a cambiare l’obiettivo e l’oblò e dopo poco ero sullo scooter in direzione di Marina della Lobra. Edoardo è già pronto ed attende la mia vestizione, subito ripartiamo con il gommone per raggiungere lo scoglio del Vervece. C’è un poco di maestrale e leggera onda che si sente anche nei primi metri d’acqua. La visibilità non è ottimale a causa della bassa penetrazione della luce in acqua con il sole basso del tardo pomeriggio. Raggiungiamo la grande spugna gialla Axinella a -47 metri e stento a riconoscerla. Le sue dimensioni sono notevolmente ridotte, lo scorso anno avevamo notato che la spugna si era abbattuta verso il basso “tagliata” alla base sa una lenza di pescatori di frodo che entrano all’interno della zona A dell’A.M.P. Punta Campanella per pescare illegalmente al suo interno. La parte superiore (e più cospicua) deve essersi staccata dalla restante parte ed svanita. Sicuramente sarà andata incontro al deperimento non essendo più ancorata al substrato su cui giaceva da  decenni. Anche la parte restante sembra deperita e coperta di alghe filamentose. Lo sconforto è massimo così come vedere alcune gorgonie giá ricoperte di mucillagine. L’immersione prosegue come al solito tra cernie, saraghi, barracuda, murene e milioni di castagnole. Tra le gorgonie gialle trovo una lenza impigliata da poco tempo, segno che la pesca continua nonostante i divieti.  Dopo la decompressione, non resta che rientrare al diving per un selfie ricordo con Edo ed una birra ghiacciata. Grazie Edo per avermi fatto concludere alla grande la giornata!

Punta Campanella e Vervece con Marco Cesaroni

La delusione è cocente e dura da digerire, l’ennesima finale persa dalla Juve suona ancora come una enorme beffarda maledizione. L’unica soluzione valida per mitigare la tristezza è fare un carico extralarge del mio mare! Così di buon mattino mi sono recato a Marina della Lobra dove mi attendono Gianluigi, Lisa, Rosy e Vittoria del Punta Campanella Diving. Oltre al mitico Virgilio è presente anche l’amico Marco Cesaroni, grande istruttore subacqueo, con il suo allievo Antonio. La giornata è splendida ed il mare ancora calmo, non ancora agitato dai motoscafi. Raggiungiamo Punta Campanella per il primo tuffo. L’acqua è bella limpida e Gianluigi ci accompagna al   grottino a -47 metri che si trova sul fondo. Entro per primo ed attendo l’ingresso di Marco ed Antonio, cercando di non sollevare troppo fango dal fondo, mentre fotografo i gamberi che si inoltrano nelle zone più buie della cavità. Lascio spazio a loro ed esco insieme a Gianluigi dirigendoci verso il faraglione. Qui una amara sorpresa …. ancora una volta, ampie zone della parete ricoperta dalle margherite di mare è stata da poco devastata dai pescatori di datteri di mare, i residui giacciono sul fondo destinati a morte in breve lasso di tempo. Ahimè i controlli non sono efficienti e le pene tali da scoraggiarne la pesca. Sono ormai rassegnato e penso che questa mia segnalazione sia ancora una volta inutile …..

Rientriamo a terra e dopo una pausa di superficie siamo pronti ad uscire di nuovo con direzione Scoglio del Vervece. Qui l’acqua è leggermente più torbida, ma assolutamente godibile per una bella immersione. Scendiamo lungo il pendio in direzione delle gorgonie rosse, non mi spingo troppo in giù essendo alla seconda immersione e costeggio la parete il cerca del pesce san pietro visto la scorsa settimana. Arrivo fino al massone con lo spirografo senza vederlo, in compenso si fanno ammirare tre belle cernie ed i soliti barracuda, più radi del solito ma tutti esemplari di grandi dimensioni. Solo il tempo ancora di una visita alla tana della murena ed al buchetto con le margherite di mare e l’immersione è terminata. Non resta che tornare a terra e proseguire con la giornata di mare con la mia famiglia che nel frattempo è scesa in spiaggia a Sorrento. 

Scoglio Penna e Vervece con Punta Campanella Diving

60 giorni possono essere interminabili e tali sono stati per me, fermo ai box dopo un periodo di convalescenza a seguito di un intervento ricostruttivo odontoiatrico. Solo dopo aver ricevuto l’ok dal mio dentista “Rino”, oggi sono potuto tornare in acqua per inaugurare la stagione estiva al Punta Campanella Diving Center.  L’attrezzature è da due settimane al diving ma la situazione clinica non mi consentiva di immergermi, è stato così semplicissimo raggiungere il porto di Marina della Lobra con lo scooter armato della sola fotocamera. C’è un bel sole ma c’è anche vento abbastanza teso. L’appuntamento era da non perdere perché oggi è prevista un’uscita dell’Associazione Jacques Cousteau capitanata da Nicola ed Antonella a cui si aggiungono Linda ed altri simpatici subacquei. Partiamo con il gommone alla volta dello Scoglio Penna dove ormeggiamo alla boa sommersa. C’è corrente abbastanza sostenuta e siamo costretti a raggiungere lo scoglio scendendo lungo la gomena di ormeggio e sorvolando il fondo. Il gruppo si avvia verso la punta dove ci sono i barracuda ma l’avanzamento è difficoltoso. Decido così di sganciarmi da loro e di tagliare il percorso passando attraverso il foro presente tra i due scoglioni per raggiungere più rapidamente la parete esterna con le gorgonie rosse. La visibilità è buona ma non entusiasmante. L’immersione prosegue senza grandi sussulti, decido così di attendere il rientro dei miei amici nello stretto buco di passaggio. Una volta passati tutti, mentre siamo pronti a risalire, Linda mi segnala la presenza di un polpo sulla parete che si sta muovendo verso la superficie in cerca di prede nella schiuma delle onde. Lo osservo risalire sempre più fino a fermarsi a pelo d’acqua, lo vedo anche fuoriuscire all’esterno scoperto dal cavo dell’onda. Ho gli ultimi minuti di deco da smaltire e lo osservo sperando che non vada via. Quando finalmente posso risalire in superficie mi avvicino ed inizio a scattare a raffica, fin quando non fugge via sotto gli occhi spalancati miei e dei miei amici. Risaliamo e finalmente facciamo un selfie prima di tornare a bordo. Rientriamo al diving verso le 12:00 e dopo una lunga pausa per attendere l’arrivo di alcuni clienti per l’immersione pomeridiana, approfitto per mangiare un panino in compagnia di Gennaro.

Alle 14:30 iniziamo di nuovo le operazioni di vestizione per uscire con direzione Scoglio del Vervece. Il vento è aumentato ed anche il mare. Raggiungiamo la boa di ormeggio e Vittoria si tuffa ancora per ormeggiare. Lisa è pronta con il resto della “truppa” e si tuffa dopo che tutti sono entrati in acqua per chiudere il gruppo. Faccio da apripista come al solito e mi dirigo verso le gorgonie rosse. Lascio il gruppo tra i grandi ventagli di Paramuricea e risalgo un poco in direzione dei massoni che si trovano in direzione di Capri. Lungo il pendio, quasi invisibile, la pinna dorsale del Pesce San Pietro fuoriesce dalle alghe che ricoprono il fondo. Mi avvicino aspettando già la pronta risposta del pinnuto. Puntualmente il pesce inizia a spostarsi tenendosi a debita distanza dalla cupola del mio scafandro. Eseguo qualche scatto inseguendolo, ma l’impresa è vana. Ancora una volta mi è sfuggito, di giorno resta un soggetto molto difficile da avvicinare, al contrario della notte.  

Raggiungo quindi i massoni e sotto di esso scorgo una bella corvina, in questo posto non ne vedevo da anni! La mostro a Vittoria e proseguo, ne incontro una seconda prima di imbattermi nel branco di barracuda che solitamente staziona sulla punta “terrestre” dello scoglio. Continuo ancora per raggiungere la statua della Madonna e per controllare la condizione delle telecamere di sorveglianza posizionate sul pianoro a -12 metri. Come ampiamente prevedibile, sono completamente “bio-ricoperte”, incrostate al punto da non essere assolutamente utilizzabili. La loro inutile installazione mi ha molto sorpreso, il mare invece non lo ha fatto, prendendone possesso come previsto. Ne sarà contento solo il responsabile della manutenzione che si è guadagnato un lavoro assicurato a vita! Mostro ai miei amici anche la tana delle murene ed il piccolo buco fortunatamente scampato al massacro compiuto alcuni anni fa ad opera dei pescatori di datteri. Il Vervece da allora è cambiato completamente, non è più quello che ho ammirato per decenni e non penso potrà più ritornare all’antico splendore. Risaliamo a fatica in gommone a causa del moto ondoso che è aumentato durante la nostra permanenza in acqua.  Rientrati a terra inizio rapidamente a sciacquare tutta l’attrezzatura, fotocamera compresa, per tornare subito a casa dai miei familiari, dopo una bellissima giornata di mare trascorsa con le mie amiche Rosy, Lisa e Vittoria del Punta Campanella Diving Center. 

Banco di Santa Croce con gli Amici degli Abissi

L’odore dei carciofi arrostiti si apprezza già a prima mattina, quando entro nel bar per prendere il caffè. Sono le 9:30 e sono a Castellammare di Stabia, pronto per andare ad immergermi con gli Amici degli Abissi. La giornata però è iniziata molto prima, alle 6.30 quando è suonata la sveglia …. per guardare il primo GP di F1 in Australia. Il risveglio è difficile, nel weekend d’inizio dell’ora legale, ma dopo un bel caffè, la velocissima rossa di Sebastian Vettel mi tiene incollato alla tv fino al vittorioso traguardo. Scendo così di casa soddisfattissimo e carico, pronto ad immergermi.

Il cielo è coperto ed inizia a montare un poco di vento. Il comandante Angelo preannuncia visibilità ottima e corrente intensa, condizioni confermate sul posto quando ci immergiamo. Oggi siamo in pochi, Raffaele è restato al Diving dopo essere sopraggiunto con larghissimo … ritardo.  Con me in acqua Giovanni e solo altri due sub, ma il Banco di Santa Croce è sempre una garanzia. 

Ormeggiamo sulla secca principale, c’è un pò d’onda fastidiosa in superficie. Scendo per primo lungo la boa di ormeggio e raggiungo il fondo. Seguendo le preziose indicazioni di Angelo, più accurate di Google Maps – Street View, raggiungo il punto stabilito. Il colore giallo del crinoide si staglia chiaramente sullo sfondo rosso della paramuricea che lo sostiene. Mi trattengo per fotografarlo al meglio, poi proseguo in cerca dei due rami di falso corallo nero che sono a poca distanza da li. Una bella cernia mi passa davanti mentre mi avvicino, la fotocamera non è settata al meglio per poterla fotografare a dovere. Passo oltre e risalgo  sulla sommità della secca dove ai saraghi onnipresenti si sono aggiunti anche i barracuda. Un piccolo branco di giovani esemplari si muove tra gli scogli allontanandosi dalla mia vista. Non riesco a scattare come voluto ma mi concentro a fotografare le belle gorgonie gialle e la barca che si intravede in superficie, grazie alla buona visibilità odierna. Guardo il computer e la deco è superiore ai 20′. Risalgo immediatamente e mi posiziono lungo la gomena per effettuarla, sballottato su e giù dal moto ondoso. Metre trascorrono i minuti, non posso che ammirare le meduse e gli ctenofori che fluttuano nella colonna d’acqua, ma anche un branco di sarde che brillano nell’acqua azzurra. Mentre torniamo in porto mi stendo comodamente sulla panca ed approfitto per godermi il sole che finalmente è uscito dalle nuvole. Che bella giornata targata “Amici degli Abissi”!

 

Immersione Notturna con Ernesto

Con l’arrivo della primavera, le giornate cominciano ad allungarsi sensibilmente ma anche le giornate lavorative! Dopo 170 km urbani e 4 ore complessive di traffico, finalmente raggiungo casa, ma ho già tutto pronto per andare a mare! Ernesto è passato nel pomeriggio a prendere le bombole. Giusto il tempo di cambiare l’abbigliamento, subito dopo sono già in moto con direzione garage del mio amico. Carichiamo le attrezzature e partiamo alla volta del luogo stabilito. Quando arriviamo l’onda lunga che si abbatte sulla spiaggia ci coglie di sorpresa, poiché da giorni il mare è calmissimo ed il sole splendente. E’ comunque possibile entrare in acqua e non ci lasciamo dissuadere dalla risacca. L’acqua però è torbida, solo in profondità migliora un pochino. 

La risacca si fa sentire fino ad oltre 10 metri di profondità ed è alquanto fastidiosa, trascorriamo circa 70′ trovando una bella Alicia mirabilis, due gronghi a spasso in cerca di prede, qualche polpessa e sulla sabbia, le immancabili stelle corazzate. Anche questa sera ci siamo divertiti!